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Effebi

"World zapping. Racconti di viaggio" di Roberta Melchiorre e Fabio Bertino

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Ciao a tutti, finalmente posso anch’io aprire un topic in questa sezione!  . E’ infatti appena uscito “World zapping. Racconti di viaggio”, l'ebook che ho scritto con Roberta, la mia compagna di viaggi (e di vita…). E' disponibile in tutti i formati e su tutti gli store principali, e lo potete trovare qui:

 

http://www.goware-apps.com/index.php?option=com_content&view=article&id=329:world-zapping-racconti-di-viaggio-roberta-melchiorre-e-fabio-bertino&catid=11:ebook

 

“World zapping” racconta di viaggi e di incontri in diversi paesi del mondo. Incontri a volte casuali altre volte cercati, in alcuni casi emozionanti in altri deludenti, istruttivi o sorprendenti. Ne risulta una galleria di personaggi molto diversi fra loro, ognuno dei quali narra la propria storia o è al centro di una vicenda. Piccoli reportage i cui protagonisti sono via via un impiegato di banca del Burkina Faso, una coppia di anziani turkmeni, un albergatore laotiano, due addetti alla Transiberiana, un ex guerrigliero italiano in Mozambico, una etologa inglese, un suonatore di didgeridoo, una ragazza armena, un’attrice dell’Opera di Pechino, una regina del Camerun, un puparo catanese. Brevi racconti di viaggio che, nel loro insieme, spiegano la ragione di fondo che spinge ogni viaggiatore a ricercare sempre nuove destinazioni: la fantastica varietà che rende il mondo un luogo meraviglioso da scoprire.

Per darvi un'idea di noi e del libro riporto qui di seguito la quarta di copertina:

Dalle email appaiono come “Roberta e Fabio”, nell’indirizzo si cela però un più amichevole “bobbie_fabio”, tuttavia la firma che suggella il testo è sempre “Fabio e Roby”.
Ma chi è “Fabio e Roby”? Distinguerli non è facile. Capita che uno cominci una frase e l’altro la finisca, o che parlino all’unisono. Un viaggiatore con due teste, quasi un nuovo mostro mitologico.
Di certo “Fabio e Roby” è quasi l’unica persona seria – i maligni dicono: docenti inclusi – che abbiamo incontrato nei laboratori di scrittura della nostra Scuola del Viaggio. “Fabio e Roby” ama davvero la scrittura e ama davvero il viaggio. L’entusiasmo e la serietà del suo insistere nel conoscere le persone, nell’entrare in casa di qualcuno, nel capire e nel raccontare, ne fa prima un perfetto allievo e poi un perfetto narratore.

E così è uscito questo primo libro, scritto ovviamente in prima persona singolare, perché “Fabio e Roby” sono come Simon e Garfunkel, Cochi e Renato, i coniugi Curie. “Fabio e Roby” è qualcuno che ha trovato nel viaggio l’unità del sentire e del vivere insieme un’esperienza che può essere indimenticabile.

Dal Burkina Faso alla Transiberiana, da Alice Springs a Catania, da Yerevan a Pechino, il tratto distintivo di questi brevi racconti è la curiosità di leggere una storia dietro un simbolo, di trovare una vita dietro un viso, di scoprire una regola dentro il caos e poi di raccontare tutto ciò con semplicità, senza fronzoli, senza mettersi troppo in mostra: puro spirito di servizio.
La penna sa mettere ordine in questo marasma di percezioni che è il viaggio e forse, per “Fabio e Roby”, è anche il migliore  trait-d’union per due vite.

Claudio Visentin e Guido Bosticco

Scuola del Viaggio

 

Questi sono i dati principali

Titolo: World zapping. Racconti di viaggio

Editore: GoWare

ASIN: B00HNQ5K2M

Dimensione: 16783 KB

Prezzo:4,99 euro

 

Se vi va di leggerlo saremo davvero felici di sapere cosa ne pensate!

Cari saluti a tutti.

Fabio (e Roby)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ciao, per dare un'idea di "World zapping" ho pensato di riportare qui di seguito uno dei racconti. Si intitola "Cartoline turkmene" e racconta di un viaggio in Turkmenistan, in Centro  Asia. Vi chiedo solo di tener conto del fatto che, rispetto all'ebook, mancano qui fotografie, immagini e links, che sono invece una parte importante del libro.

Allora buona lettura e, se ne avete voglia, fatemi sapere le vostre impressioni!

Ciao

Fabio (& Roby)

 

 

Scusate signori, dovreste seguirmi. Vi vogliono parlare”. Il giovane soldato indossa un enorme cappello militare in stile Armata Rossa e parla timidamente, quasi balbettando. Non attende risposta, per cui non ci resta che seguirlo attraverso il viale deserto. Dall’altro lato di Turkmenbashy Sayoli ci aspettano due energumeni che sembrano usciti dal set di un film di spionaggio. Completo nero, camicia in tinta, occhiali scuri. Aria da duri. Quello più alto ringhia qualcosa indicando la Nikon reflex che porto al collo. Mentalmente ringrazio che Roberta conosca il russo, perché il mio interlocutore dà per scontato che io capisca e non sembra molto predisposto al dialogo. – Dice che vuole vedere le ultime fotografie che hai scattato – Ringrazio anche di essere rimasto fedele a negativi e rullini. Spieghiamo che non è possibile perché la macchina fotografica non è digitale. Anche se è chiaro che non lo capisco, Terminator continua a rivolgersi a me. – Chiede se hai fotografato la Piazza o il Palazzo del Presidente – Cosa che in effetti ho fatto, pur sapendo che è rigorosamente proibito. Non potevo perdere l’occasione di fotografare uno dei luoghi più surreali del pianeta. Asghabat, capitale del Turkmenistan, nel mezzo della distesa piatta e desolata del deserto del Karakum, appare come un miraggio fatto di fontane, aiuole fiorite, palazzi in vetro e marmo bianco e cupole dorate. Una modernità esasperata ed artificiale. Così l’ha voluta Saparmyrat Nyazov, detto Turkmenbashi. Dopo il crollo dell’URSS e l’indipendenza nel 1991, Nyazov ha fatto del Turkmenistan una delle dittature più assolute ed impenetrabili del mondo. Una sorta di Corea del Nord centroasiatica. Nominato Presidente a vita, ha assunto l’appellativo di Turkmenbashi, “il padre di tutti i Turkmeni”, ha riempito il paese di enormi scritte che inneggiano alla sua figura ed ha scritto un trattato pseudofilosofico, il Ruhnama, il Libro d’Oro, diventato testo obbligatorio nelle scuole. A Berzengi, l’avveniristico quartiere di alberghi e centri commerciali quasi sempre deserti, al Ruhnama è stato addirittura eretto un monumento. Credo l’unico esistente al mondo dedicato ad un libro. Il cuore del sistema è Piazza della Repubblica, con i suoi imponenti e sgargianti palazzi: il Palazzo Presidenziale, il Parlamento, il Ministero della Difesa. Anche qui marmi, fiori e fontane ovunque. Al centro della Piazza campeggia una statua di Nyazov rivestita d’oro alta 12 metri, che rappresenta il trionfo del culto della personalità. La statua ha le braccia alzate e, grazie ad un meccanismo temporizzato, durante la giornata ruota su se stessa in modo che il Sole si trovi sempre fra le mani di Turkmenbashi. Il padre dei Turkmeni accompagna la luce che illumina il suo popolo. Tutta la zona pullula di soldati in uniforme e di 007 in borghese, inconfondibili come i due che ci stanno interrogando. Per fortuna, nonostante l’atteggiamento minaccioso, oggi devono essere di buon umore. A differenza di quel che temevo, infatti, non ci ordinano di consegnare il rullino. Dopo il controllo passaporti di prassi, spunta un poco professionale quaderno a quadretti su cui viene annotato tutto ciò che ci riguarda. Dove alloggiamo, quando siamo arrivati e da dove, quando ripartiremo e per quale destinazione, quanto rimarremo nel paese e così via. Dopo una mezz’oretta sembrano soddisfatti e ci lasciano andare. Il “cattivo”, sempre parlando solo con me, a suo modo ci presenta anche delle scuse. Asghabat, però, con i viali enormi, i soldati ad ogni angolo ed il suo pacchiano lusso scintillante è lontana anni luce dal resto del paese. La vera anima del Turkmenistan è infatti nel deserto. L’acqua qui è confinata ai margini estremi, il Mar Caspio ad ovest ed il fiume Amu Darya a nord, ma il cuore del paese è tutto desertico con il Karakum, il deserto dalle Sabbie Nere, che occupa il 90% del territorio. Due giorni più tardi partiamo a bordo di un vecchio furgone militare UAZ, uno scatolone grigio scomodo ma indistruttibile. Alla guida c’è Bava Charyev, un giovane turkmeno che parla un inglese perfetto. In realtà è più un angelo custode che non un semplice autista, visto che nessuno straniero può circolare da solo fuori dalla capitale. Non appena la città scompare all’orizzonte, tutt’intorno non resta altro che deserto in ogni direzione. Non un deserto come di solito lo si immagina, fatto di sabbia, dune ed oasi. Ma una distesa di terra battuta totalmente piatta, sterminata e vuota. In cui però capita di fare incontri strabilianti. Come a Dekhistan dove, a diverse ore dal villaggio più vicino, nel mezzo del nulla svettano imponenti i resti di due minareti e del grandioso arco d’ingresso di una antica moschea. Un ricordo della furia devastatrice delle armate mongole. Man mano che ci si avvicina il terreno tutto intorno appare di un incredibile colore blu lucido, ricoperto com’è dai frammenti delle piastrelle smaltate che un tempo ricoprivano la cupola. Diversi anni fa una missione archeologica inglese ha eseguito degli scavi in questo sito. Quando si sono esauriti i fondi gli inglesi se ne sono andati, lasciando dietro di sè Ardjan e Inna. Lui era il factotum degli archeologi, lei la cuoca. Ormai anziani, continuano a vivere in una casupola –l’unica nel raggio di decine di chilometri- a pochi metri dalle rovine. Sono rimasti qui, guardiani solitari in attesa di visitatori che non arrivano mai. Quando scendiamo dal UAZ il loro grosso cane pastore del Caucaso ci corre incontro saltando. Nonostante l’aspetto aggressivo anche lui deve sentire la solitudine, perché ci festeggia come se ci aspettasse da chissà quanto. Come i suoi padroni, del resto, che ci accolgono con un entusiasmo quasi commovente. Hanno sentito il motore del furgone da lontano – in effetti l’unico suono per miglia e miglia - e sono usciti ad aspettarci, in piedi sotto il sole, salutando con grandi cenni delle mani. Parlano solo turkmeno, ma Inna, quando si accorge che non siamo locali, comincia a snocciolare una serie di termini archeologici in inglese, le uniche parole straniere che conosce. Credo sia il suo modo di darci il benvenuto con dei suoni che pensa ci siano familiari. Bava, che fa da interprete, viene sommerso di domande. Come ci chiamiamo, da dove veniamo, se l’Italia è vicina alla Gran Bretagna, se siamo stati ad Asghabat. Vorrebbero ospitarci per la notte, ma non resistiamo al fascino di piantare la tenda tra le rovine. Ci mettiamo però d’accordo per un tè dopo cena. Quando il sole scompare alle spalle dei due minareti, la luna è talmente enorme e luminosa che possiamo seguire il breve sentiero verso la casa dei nostri ospiti senza bisogno della pila, mentre Tepe, il cane, continua a saltarci fra le gambe. Sulla porta ci aspetta Inna, che ha indossato il suo vestito più bello. E’ il magnifico abito rosso scuro lungo fino ai piedi tipico delle donne turkmene, sotto il quale porta dei pantaloni a fiori multicolori. La casa è in realtà composta da un’unica stanza, con le pareti in legno grezzo e qualche piccolo mobile. Ardjan ci fa segno di accomodarci accanto a lui. Ci sediamo a terra, sui tappeti blu e rossi, vicini al fuoco che brucia in un angolo. Fuori, come ogni sera, nel deserto ha cominciato a sibilare un vento sempre più freddo, e l’acqua che bolle per il tè è una vista incoraggiante. Così, in una piccola stanza persa nel mezzo del nulla, passiamo buona parte della notte a parlare con questi incredibili personaggi che vivono soli da anni, isolati dal resto del mondo. Non c’è neppure una radio e, naturalmente, di televisore o telefono neanche a parlarne. Una volta al mese dal villaggio più vicino – o forse sarebbe meglio dire meno lontano - un commerciante porta un po’ di provviste. Non un granché visto che, come ci raccontano, vivono con la misera pensione statale. 560.000 manat al mese, l’equivalente di 80 euro. Dopo un po’ Inna si alza e prende dalla piccola credenza un involto di lana di cammello. Lo apre con grande delicatezza e ci mostra sorridendo il contenuto. E’ un copricapo meraviglioso. Una cascata di sottili placche in metallo argentato che ricoprono la testa scendendo sino alle spalle. Come ci racconta, fa parte del costume tradizionale che ha indossato per il suo matrimonio. Prima di lei era appartenuto alla nonna e poi alla madre. Difficilmente però, penso, lo porterà anche sua figlia. Inna si commuove parlandone. Lei ed il fratello se ne sono andati tempo fa e non li vedono ormai da anni. Insieme al copricapo Inna conserva una vecchia fotografia sua e del marito da giovani, con un paio di inglesi della missione archeologica. Ardjan ci racconta che gli scavi erano iniziati ai tempi dell’URSS e che da allora loro sono sempre rimasti qui. Mentre tutto il mondo stava cambiando la loro esistenza è rimasta identica ed i loro ricordi in bianco e nero. Il giorno dopo, prima di riprendere la strada del deserto, abbracciamo con calore queste persone perse nel tempo, che hanno qui una vita intera e nessuno a cui raccontarla. Il cane ci rincorre per un po’ e poi torna indietro, a far compagnia ai suoi padroni. Vista da qui, Asghabat semplicemente sembra non esistere.

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Cito Culicchia: "Certo che son briosi 'sti torinesi. Ma non erano tutti dei bôgia nen?"

Eh, quando ci muoviamo noi piemontesi, lo facciamo che merita!  :asd:

Grazie e stragrazie!

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grazie mille a te Visegrip! Se ti  va, raccontaci poi le tue impressioni...

 

Questa settimana Andrea Semplici (secondo me uno dei migliori giornalisti/scrittori di viaggio italiani) e Marco Turini hanno scritto di noi e di "World zapping" sulla pagina FB della loro rivista Erodoto108  :saltello:  :


https://www.facebook.com/Erodoto108


"Roberta e Fabio (Roberta Melchiorre e Fabio Bertino) sono due amici di Erodoto. Fin dal suo primo numero. Vivono in Piemonte. Appena è possibile, viaggiano. E scrivono. E fotografano. Adesso, un loro e-book. Le loro parole, i loro racconti. Ci piacerebbe avere molte micro-redazioni di Erodoto sparse per l'Italia e per il mondo. Sappiamo di avere casa di Monferrato."

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Qualche giudizio su "World zapping" letto qua e là sugli store: :asd:

 

https://itunes.apple.com/it/book/world-zapping.-racconti-di/id791516084?mt=11

 

Recensioni clienti

Un viaggio nel mondo

Moramich

Roberta e Fabio ci fanno fare zapping per il mondo, non quello che ci propone ogni giorno la TV, ma quello più lontano dagli Stati ex sovietici all'Africa all'Indocina, dove visitano non le metropoli, ma viaggiano alla scoperta dell'umano. Fabio non ci racconta i viaggi, ma alcuni incontri che sono emblematici più di tante inutili descrizioni. E in fondo trovano umanità diverse, ma alla fine uguali, che Roberta cattura con la sua macchina fotografica. Alla fine c'è una umanità che è sempre la stessa dal Laos alle steppe della Siberia. Ed è questo che dà un po' di speranza: ovunque, anche dove c'è prevaricazione, c'è qualcuno resiste. E c'è amore, in mezzo ad un deserto, come su un treno. Roberta e Fabio ci lasciano in attesa dei prossimi viaggi. bellissimo!!!

 

 

http://www.bookrepublic.it/book/9788867971404-world-zapping-racconti-di-viaggio/

@auroramartina, 04/02/2014 11:48
Bello e coinvolgente. Da leggere!
 
 
5.0 su 5 stelle Bellissimo! 12 gennaio 2014
Ottimo libro per chi vuole scoprire qualcosa di più del mondo che lo circonda e anche per chi vuole mettersi in viaggio! Le descrizioni sono molto vivide e coinvolgenti e sembra davvero di trovarsi nei posti visitati da Fabio e Roby. Lo consiglio vivamente a chi volesse passare qualche momento dall'altra parte del mondo!

 

Pian piano "World zapping" comincia a darci qualche soddisfazione!

Buona domenica a tutti!

Fabio (& Roby)

 

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Ciao! Questa settimana abbiamo un po' giocato in casa ad Alessandria e Asti :asd:

 

Si parla di "World zapping" sul principale blog della città di Alessandria:

 

http://blogalessandria.blogspot.it/2014/02/e-uscito-world-zapping-racconti-di.html

 

e, per esserci anche off-line, La Nuova Provincia, bisettimanale di Asti e provincia, ha pubblicato un articolo su di noi (Montemagno è il mio bellissimo paese...):

 

MONTEMAGNO. UNDICI REPORTAGE DA TUTTO IL MONDO.
I VIAGGI DA SFOGLIARE DI ROBERTA E FABIO NELL'E-BOOK "WORLD ZAPPING"

 

Dalla passione per i viaggi è nato "World zapping", e-book che porta la firma di Roberta Melchiorre e Fabio Bertino. Quest'ultimo ha natali e casa a Montemagno, dove tuttora vivono i genitori e dove ama trascorrere i fine settimana e parte delle vacanze quando non sono in giro per il mondo.
Coppia nella vita e nei viaggi come gli undici che costituiscono la raccolta. "Racconti e soprattutto incontri. Storie e scenari che non riguardano la nostra provincia, ma possiamo dire che dalla nostra provincia aprano davvero una finestra sul mondo" precisa Fabio.Infatti la pubblicazione oltre alla parte dedicata al testo scritto risulta arricchita da immagini, fotografie scattate dagli stessi autori, links e file musicali. Si tratta di undici brevi reportage in cui i protagonisti sono un impiegato di banca del Burkina Faso, una coppia di anziani turkmeni, un albergatore del Laos, due addetti alla ferrovia Transiberiana. Ma nelle pagine virtuali si scopre anche la storia di un ex-guerrigliero italiano in Mozambico fino all'incontro con la famosa etologa inglese Jane Goodall che nella foresta di Gombe (Tanzania) studia gli scimpanzé. Si ha modo di scoprire un suonatore dell'aborigeno didgeridoo, una ragazza armena, un'attrice dell'Opera di Pechino per finire con una regina del Camerun. C'è anche un po' d'Italia nei racconti di Bertino e Melchiorre che ci offrono una Catania magica, città di affascinanti piazze vista attraverso i pupi costruiti e mossi da generazioni della famiglia Napoli.
L'e-book "World zapping Racconti di viaggio" è pubblicato dalla GoWare di Firenze e lo si può acquistare (4,99 euro) collegandosi all'indirizzo: http://www.goware-apps.com/index.php?option=com_content&view=article&id=329:world-zapping-racconti-di-viaggio-roberta-melchiorre-e-fabio-bertino&catid=11:ebook

 

 

Buon week end a tutti!

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Ciao, nei post precedenti ho dimenticato di riportare il link all'evento facebook dedicato a "World zapping", dove potete trovare fotografie e brevi estratti dell'ebook:

 

https://www.facebook.com/events/597492473656736/?fref=ts

 

Buon week end e, se ne avete voglia, buon viaggio in giro per il mondo con noi!

 

Fabio (& Roby)

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Anche questa settimana in rete si è parlato di "World zapping" :saltello:

 

Lo ha fatto Thetravelnews, con una presentazione sulla sua pagina FB:

 

https://www.facebook.com/pages/goWare/106475739381655#!/thetravelnews.it/photos/a.152854978118483.35923.152661598137821/629143490489627/?type=1&theater

 

e anche Meloleggo sul sito:

 

http://www.meloleggo.it/in-libreria-world-zapping-racconti-di-viaggio-di-melchiorre-e-bertino_738/

 

Buon week end a tutti!

 

Fabio (& Roby)

 

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Di nuovo questa settimana si è un po' scritto di "World zapping" :saltello: ...

 

Intanto c'è una bella intervista mia e di Roby su Peccati di Penna (che ringraziamo!)

 

http://peccati-di-penna.blogspot.it/2014/03/intervista-fabio-e-roby-e-world-zapping.html

 

poi una recensione che ci piace tanto:

 

http://www.masedomani.com/2014/03/15/worldzapping-racconti-di-viaggio/

 

 

e ancora una segnalazione sul sito di viaggi e dintorni Mondointasca:

 

http://www.mondointasca.org/articolo.php?ida=26702

 

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Ciao, anche quella trascorsa è stata una bella settimana per "World zapping" :saltello:

 

Intanto prosegue per tutto aprile la promozione a 2,99 euro su Amazon:

 

 http://www.amazon.it/World-zapping-Racconti-viaggio-dautore-ebook/dp/B00HNQ5K2M/ref=zg_bs_1338406031_5

 

quindi, se volete viaggiare con noi, è il momento giusto...

 

E poi sono uscite due bellissime recensioni, che contengono anche brevi estratti dei racconti:

 

http://www.criticaletteraria.org/2014/04/worldzapping-melchiorre-bertino-recensione.html

 

 http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/04/menu-italiano-prego-world-zapping.html

 

Insomma, qualche piccola soddisfazione il nostro ebook ce la dà...

 

 

 

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Ancora recensioni favorevoli per il nostro ebook che racconta di viaggi e di incontri in giro per Africa, Asia, Australia ed Europa. :asd:

 

La prima recensione è della rivista di viaggi Latitudes:

 

http://www.latitudeslife.com/2014/04/world-zapping-quando-viaggiare-fa-rima-con-condividere/

 

La seconda recensione è invece di una viaggiatrice provetta, Laminaviaggiante:

 

http://laminaviaggiante.wordpress.com/2014/04/14/world-zapping-racconti-di-viaggio-di-fabio-bertino-e-roberta-melchiorre/

 

 

E intanto prosegue la promozione su Amazon a 2,99 euro:

 

 http://www.amazon.it/World-zapping-Racconti-viaggio-dautore-ebook/dp/B00HNQ5K2M/ref=zg_bs_1338406031_8

 

Ma "World zapping" è comunque disponibile su tutti gl store:

 

 http://www.goware-apps.com/worldzapping-racconti-di-viaggio-roberta-melchiorre-e-fabio-bertino/

 

Per noi uno degli aspetti più belli dell'uscita del libro è proprio scambiare idee e impressioni con chi lo legge, quindi se siete tra i nostri lettori fateci saere cosa ne pensate!

 

Un saluto e tanti auguri a tutti

 

Fabio

 

 

 

:

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Ciao, ancora fino a mercoledì 30 aprile, grazie alla promozione su Amazon, con 2,99 euro potete viaggiare con noi in Mozambico, Laos, Cina, Australia, Turkmenistan, Camerun, Armenia, Siberia, Burkina Faso, Tanzania e Catania:

 

http://www.amazon.it/World-zapping-Racconti-viaggio-dautore-ebook/dp/B00HNQ5K2M/ref=zg_bs_1338406031_8

 

Se invece preferite un altro store, "World zapping" c'è comunque su tutti:

 

http://www.goware-apps.com/worldzapping-racconti-di-viaggio-roberta-melchiorre-e-fabio-bertino/

 

Buona lettura e... buon viaggio!

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Oggi sul quotidiano on line Mentelocale si parla di World zapping :-) C'è l'intero racconto sulla Transiberiana e, anche se mancano i "souvenirs" di viaggio e i link che trovate invece nell'ebook, ci sono un po' di fotografie e una serie di approfondimenti sulla Russia :saltello: :

http://www.mentelocale.it/60128-racconti-viaggio-vita-transiberiana/

 

Fabio & Roby

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Ho letto l'articolo e WOW... deve essere stata un'esperienza straordinaria. Deve essere stato difficile condensare le vostre avventure di viaggio in questo racconto.

In bocca al lupo per la pubblicazione.

 

P.S. Le foto sono meravigliose!

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Che bello Filomena, grazie mille! Sono davvero contento che il racconto "russo" ti sia piaciuto! E grazie anche per l'apprezzamento per le foto. E' un peccato che nell'articolo di Mentelocale non abbiano potuto inserirli, perchè nell'ebook ci sono anche tanti "souvenirs" (ad esempio i biglietti della Transiberiana, che sono proprio bellini...). Se ti capiterà di leggere l'ebook saremo ovviamente felici di sapere cosa pensi anche degli altri racconti :-)

Grazie di nuovo!

un caro saluto

Fabio

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In "World zapping" si racconta anche della Transiberiana, e proprio per parlare della mitica linea ferroviaria oggi ho avuto il mio debutto radiofonico :-) su Radio Capital con una breve intervista. Se avete voglia di sentirla la trovate qui (io sono circa a metà):

http://www.capital.it/capital/radio/programmi/Capital-in-the-world/3281819/3758466

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Ciao! Ho appena saputo che, da oggi e per tutto il mese di maggio, "World zapping. Racconti di viaggio" è stato inserito fra le offerte del mese di Amazon a 2,99 euro :-)

http://www.amazon.it/World-zapping-Racconti-viaggio-dautore-ebook/dp/B00HNQ5K2M

Intanto, se volete farvene un'idea, nei giorni scorsi la blogger (e grande viaggiatrice...) Silvia Moggia ne ha appena pubblicato una bella recensione sul suo blog Silvia's Trip:

http://silvias-trips.com/world-zapping/

 

Buone scritture a tutti! :-)

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Questa è la (bella :-) recensione di "World zappig. Racconti di viaggio" pubblicata qualche giorno fa su Goodreads da Stela, accanita lettrice rumeno-canadese. Grazie Stela!

 

https://www.goodreads.com/review/show/842075779

 

"Non leggo spesso libri di viaggio. Forse è una reminiscenza della mia infanzia, quando saltavo sistematicamente le descrizioni per arrivare più velocemente ai dialoghi. O forse avevo un’idea preconcetta che un libro del genere è una longa sfilata di paesaggi che finirà per annoiarmi.

Niente di più sbagliato nelle mie percezioni, come l’ha dimostrato l’eccellente collezione di racconti di viaggio scritta da Fabio Bertino e Roberta Melchiorre e che ci porta un po’ dappertutto, non solo nello spazio geografico ma anche negli spazi sociali, culturali, storici.

Undici storie (se ho contato bene) che zigzagano a traverso il mondo, cominciando con la glossa stridente e opprimente delle Cartoline turkmene (la mia favorita) per finire vicino a casa, con i pupi scoperti inaspettatamente un giorno piovoso in Sicilia. Accompagnate da immagini stupende e souvenir pittoreschi, le storie prendono vita davanti ai nostri occhi ammaliati, facilitando l’incontro sia con un ridicolo dittatore, sia con un direttore di banca che è anche cassiere, sia con una vecchia che conosce il linguaggio delle scimmie meglio di quello degli uomini, sia con una coppia che vive letteralmente in un treno.

Ricca d’informazioni inaspettate e di grande interesse, piena di sensibilità e di forza evocativa, la lettura si dimostra pienamente gratificante. Come si potrà mai dimenticare, dopo una tale lettura, l’immagine stagnata di Ashgabat, la capitale del Turkmenistan, diventata il palco principale per il culto della personalità dell’infatuato dittatore Saparmyrat Nyazov, aka Turkmenbashi (“il padre di tutti i Turkmeni”)? Qui si trova l’unico monumento al mondo dedicato a un libro – ovviamente un libro scritto dal presidente e che è diventato testo canonico da studiare in scuola. Qui si trova la statua abbagliante dello stesso Nyazov, placata in oro, vero simbolo di orgoglio e vanità, che, le braccia aperte, fa finta di tenere in mano il sole per suggerire che è lui chi l’ha domato per regalare la luce al suo popolo (conosco bene, sfortunatamente, questa infatuazione, che mi ricorda una canzone popolare da noi nel periodo comunista che pretendeva che il sole sorge da Bucarest).

Dal presente totalitario turkmeno si passa senza transizione al passato tradizionale (benché un po’ corrotto dalle domande della società dei consumi), qualche parte nel cuore dell’Australia, ad Alice Springs, dove il narratore assiste a un concerto di didgeridoo, una sorta di flauto, strumento aborigeno dell’estremo nord del continente. La descrizione dello show, combinando immagini e suoni, è piena di colore e di vivacità:
 

A tratti i richiami all’elettropop anni Ottanta sono forse un po’ eccessivi, ma nell’insieme le show è una rilettura degli echi antichi del didgeridoo. A rievocare la magia del Tempo del Sogno contribuiscono le immagini che scorrono sullo schermo al lato del palco. Rocce rosso fuoco, scorci di deserto, impronte nella sabbia. A ogni brano Langford cambia strumento, spiegando le caratteristiche di ognuno, e verso la fine estrae addirittura un incredibile didgeridoo doppio ricavato dalla biforcazione di un grosso ramo di eucalipto.” (
Concerto ad Alice
)


Dopo la contemplazione di qualche giara gigantesca in Laos, seguita dall’incontro con una vera regina in Camerun, da una cerimonia d’inaugurazione di un monumento in Mozambico (molto bella la sfilata delle maschere) e dalla visita di una piccola basilica paleo cristiana del VI secolo in Erevan, la prossima fermata si fa a Burkino Faso, dove, accompagnato da Olivier, il direttore/ impiegato/ cassiere dell’unica banca di Dano, il narratore assiste a un funerale tradizionale, interrotto improvvisamente da un evento cosi popolare che tutti gli abitanti del villaggio lasciano la cerimonia per assisterci: Il Tour de Faso, uguale, agli occhi dei locali, al Tour de France. Un’istantanea molto divertente sorprende l’incongrua apparizione del narratore in centro a tutta questa gente:
 

La folla forma un muro nero, uniforme, in cui il mio volto spicca come un fanale bianco. (…) Passa un ciclista con un scritta in tedesco sulla maglia e mi fissa stupito. Un altro, biondissimo, mi supera, si volta e per poco non finisce fuori strada. Dalle auto delle squadre spuntano braccia pallide che fanno grandi cenni di saluto.” (
Tamburi e biciclette
)


Ovviamente, dopo che i ciclisti passano, il funerale continua.

Molto bella anche l’evocazione dell’Opera di Pechino, l’atmosfera unica di cui è catturata con abilità e sensibilità in un’originale alternanza tra palco e strada, uomo e attore, illusione e realtà.

Il libro si chiude genialmente, con un guazzabuglio di pezzi di pupi (“sparsi qua e là noto punteruoli, martelli da sbalzo, volti in faggio appena abbozzati, scheletri di futuri paladini”), - un’invitazione al viaggio come unica soluzione per completare il puzzle d’immagini offerti dai racconti: i narratori hanno fatto il loro lavoro, risvegliando nel nostro cuore la nostalgia delle lontananze. Ora tocca a noi di emularli."

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Buon viaggio e... buon agosto!

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