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Ospite Linda Rando

Giovane Holden

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Salve a tutti, io sono finalista in questa edizione con un mio testo. Andrò perché è la mia prima esperienza ad un concorso letterario e la voglio vivere come un'esperienza nuova, da fare, ma non ho inviato loro i miei lavori proprio perché sapevo già che era a pagamento e non mi comprerei mai una pubblicazione, li ho inviato alle case editrici free. : Chessygrin :

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Nessuno ha esperienze contrattuali da raccontare su questa casa editrice?  sarei interessata anche io  :saltello:

 

In passato (parlo di almeno 5 anni fa) avevo ricevuto una proposta di pubblicazione a pagamento.

 

Per pubblicare gratis occorre vincere il premio omonimo che indicono annualmente.

 

Rimane il fatto che la distribuzione di questa CE è inconsistente.

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salve sono stata la scorsa settimana alla cerimonia di premiazione e per me è stata una bella esperienza, hanno inserito la mia poesia nell'antologia dei finalisti e qualche giorno dopo è arrivata anche a me la proposta contrattuale, che ovviamente non ho preso in considerazione perché a pagamento. Sarà anche legale ma per me è moralmente inaccettabile comprarsi una pubblicazione.

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Buongiorno a tutti!

qualche giorno fa ho ricevuto una proposta editoriale da questa casa editrice!

Premetto che sono nuova e non avevo ancora ben chiari i meccanismi dell'editoria a pagamento, ma comuqnue mi è scattato un campanello di allarme.

Il contratto di per sé non era così male, in fondo si chiedeva un contributo iniziale di "solo" 780 euro (basso in confronto a quello che ho potuto leggere in questo forum) per quelle che erano 60 copie da spedire all'autore, ovvero l'esatto valore economico delle copie, costando queste 13 euro ciascuna.

Mi si prometteva buona promozione su scala nazionale, distribuzione così così ma partecipazione ad eventi culturali, nonché la distribuzione a livello delle biblioteche nazionali, poi editing, grafica del libro...

I miei dubbi sono nati essenzialmente dall'eccessiva rapidità nella risposta... soltanto un mese dall'invio!!!!!!!

In più nella mail di avvenuta valutazione positiva mancavano riferimenti all'opera, avevano riportato solo il titolo affiancato da un "ottimo lavoro".

In soldoni ho il forte dubbio che non sia stata nemmeno letta.

Mi sono confrontata con un'autrice che ha pubblicato con loro, presa dall'euforia della prima proposta.

Vi dico solo che a distanza di un anno dalla pubblicazione sta pensando di ricorrere per vie legali!

Promozione nulla, distribuzione da non parlarne, per di più le hanno comunicato di aver venduto un numero esiguo di copie in tutta Italia, quando solo il suo libraio di fiducia ne ha vendute in numero maggiore....

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Anche io nel 2012 mandai a questa CE il mio manoscritto. Risposta positiva ovviamente: "è un bel romanzo, ci piace la storia".

Ovviamente per 100 copie avrei dovuto sborsare 1300 euro. Arrivederci e grazie!  Totalmente a pagamento.

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La proposta editoriale per me, dopo esser stata finalista al Premio Charles Bukowski, è di comprarmi 80 copie a 1200€ (15€ a copia) per una edizione di 2000 copie totali e tre anni di contratto.

Al di là del fatto che non accetterò, secondo voi da cosa dipende il fatto che ti chiedano di comprare più o meno copie e ne stampino più o meno? Voglio dire, devo considerarmi "fortunata" se a me pensano di stamparne 2000 invece che 250 oppure 400. Che significa, che pensano di vendere di più con il mio libro? Oppure è del tutto aleatorio?

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Io ho spedito per errore a questa Ce non avevo ben capito che era a pagamento e dopo solo due settimane dall'invio manoscritto è arrivata la loro risposta positiva. La velocità della risposta mi ha insospettito molto e ho scelto di non pubblicare con loro. A me è stato richiesto di acquistare 70 copie  al prezzo di copertina di 14 euro per un importo totale di 980 euro. Non so da cosa dipenda la quota differente e il numero di copie, sicuramente incide il numero di pagine dell'opera.

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Sono risultato finalista, ma non vincitore, del loro concorso Streghe e Vampiri VI edizione. Devo dire che il concorso mi è piaciuto, pulito è corretto. Tre giorni dopo però mi è giunta la proposta, non richiesta, con tutte le 'lisciate' che hanno scritto anche a voi. In sunto: 840 euro per sessanta copie a 14 euro l'una. A parte tutte le altre considerazioni già svolte, io ho scritto un romanzetto che non supera le 150 pagine, scritto per puro divertimento e inviato con assoluta leggerezza. Lo avrei visto bene a 1,99 € su Amazon. 14 € alla copia? E chi se lo compra? Da ciò mi è venuto il lecito dubbio che non perdano neppure tempo a valutare cosa stanno per pubblicare, basta far cassa. Triste.

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100 copie a 15 euro... 1500 euro...

Anche se li avessi da investire, non li butterei certo così...

Contattati per errore, non mi ero accorto che erano EAP...

 

Senza che nessuno si offenda, né chi propone contratti di questo tipo,

né chi li accetta, è solo una metafora, ritengo che pagare per farsi pubblicare

sia come andare con una prostituta, si paga il servizio, né più né meno...

E si ottiene solo quello, zero entusiasmo e zero partecipazione...

Non fa decisamente per me... Ho "passato" senza alcun rimpianto...

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Appena ricevuta proposta, 80 copie a 15 euro, 1200 euro. Tiratura 2000 copie e contratto di tre anni. 

Se avessi saputo che era a pagamento non avrei inviato il manoscritto, pensavo fossero free. I servizi offerti in termini di promozione del libro sarebbero interessanti se non ci fosse alcuna richiesta di contributo.

Ovviamente ho rifiutato motivando. 

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bella domanda @delon , infatti farei un paio di riflessioni: tutti a dire "se avessi saputo che era a pagamento..." però poi ci si lamenta che la piccola CE non stampa e si guarda bene dal distribuire una che sia una copia e tutto il venduto lo deve fare l'autore con 1,5 euro di utile a copia. Quando il poveraccio avrà sbolognato 100 copie forse gli gireranno tre pezzi da cinquanta e si potrà pagare un paio di cene al ristorante. Ora se una CE invece si impegnasse a distribuire 1000 copie con tanto di impegnativa scritta e documenti che attestassero quanti e dove sono esposti i miei libri sarei lieto di partecipare all'impresa mettendo mano al portafoglio per 1500 euro. Prendo i miei 100 libri, se non fanno schifo come penso li vendo agli amici e in una mezza dozzina di presentazioni. Spese recuperate. Poi ad esempio, sono ricco e li voglio regalare? Fatti miei, ma non continuiamo a sostenere di aver creato capolavori letterari se non abbiamo il coraggio di scommetterci sopra quattro soldini. Intanto ci saranno 1000 o forse più copertine del mio romanzo in vista, pronte a sorridere a qualche compratore incuriosito e chissà, forse si innescherebbe un passaparola decente. A mio modesto avviso il vero problema è la rintracciabilità del prodotto e il fatto che 90 CE su 100 free in realtà sono POD..

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@heightbox Mi trovi d'accordo sul punto "se una CE invece si impegnasse a distribuire 1000 copie con tanto di impegnativa scritta e documenti che attestassero quanti e dove sono esposti i miei libri sarei lieto di partecipare all'impresa mettendo mano al portafoglio per 1500 euro" con le dovute cautele.

Mi trovi molto meno d'accordo invece su "non continuiamo a sostenere di aver creato capolavori letterari se non abbiamo il coraggio di scommetterci sopra quattro soldini". Non è affatto una questione di soldi, magari i 1500 euro li ho pure, ma è il principio che non regge. Qualunque opera d'arte si crei, che sia letteratura, musica, scultura o pittura, se è un capolavoro lo dirà la storia e non certo l'autore, ma aldilà di questo nessun autore dovrebbe essere chiamato ad investire di tasca sua.

Sarebbe folle che un gallerista chiedesse ad un pittore di comprarsi i suoi stessi quadri o le serigrafie per poi rivenderle. O un'etichetta discografica proponesse a un musicista di comprarsi i cd che lui gli stampa.  Allora a che serve il gallerista e l'etichetta discografica? E così l'editore.

Dal momento che quasi tutta l'arte in commercio è frutto dell'intermediazione, il principio è che chiunque crea un'opera artistica ha solo due strade da seguire, o rifiuta questa intermediazione, salta il meccanismo e si auto-finanzia e auto-vende, o accetta quel mondo e allora non deve sborsare un centesimo, altrimenti siamo nel campo della follia. 

Molti musicisti si autoproducono il loro disco e lo vendono online. Per uno scrittore vale l'autopubblicazione, ormai ci sono infiniti modi per farlo, allora si investono i propri soldini e si sfida il mercato per quella via impervia, ma se scelgo un intermediario è perché lui investa per me dato che poi lucrerà sulla mia opera, altrimenti non ha alcun senso.

Restano alcuni casi limite, se ho un piccolo editore privo di grandi disponibilità economiche del quale mi fido ciecamente e che certifica tutto il lavoro che farà sul mio libro, e questi mi chiede di partecipare in qualche misura di tasca mia, forse ci può stare. Ma sono casi eccezionali, e la norma non può essere questa, per quante migliaia di euro io possa avere e la mia disponibilità a scialacquarli come mi pare. Con tutto il rispetto, vado in vacanza o me li bevo al bar. In tutto ciò, il fatto che io creda di aver creato un capolavoro o il contrario, è del tutto trascurabile. 

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@heightbox  Un vecchio detto dice. provare per credere. Piazzare 1000 copie nelle librerie non significa ,venderle: sarebbe tutto molto semplice, e tutti quanti improvvisamente e magicamente, diventeremmo autori di successo. Quindi, scusami se mi permetto, ma ognuno ha le sue opinioni. Pagare la Mondadori è una cosa, pagare per un marchio sconosciuto è un'altro fattore. I lettori sono come le oche, (spesso hanno anche ragione) non amano le sfide e l'ignoto: ovvero autori sconosciuti. Ne basta uno noioso per perdere la fiducia di tutti gli altri. Vogliono i soliti noti e i librai mettono in evidenza i soliti noti. Si rischia di pagare, per vendere una decina di libri in più e un incredibile invenduto. Inoltre, io sono come San Tommaso e qui mi fermo, perché non voglio mettere in dubbio il lavoro di tante CE serie. Ma qualcuna, un po' meno seria, ama i giochetti di prestigio.

 

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@delon però, permettetemi, e ci tengo a precisare che non sono parte di questi meccanismi, se la CE ti da 100 libri e li rivendi in realtà il costo è zero. Se poi la CE si è impegnata nero su bianco a distribuire 1000 copie la perdita è solo sua, ma almeno hai avuto la tua chance. In fondo, siamo onesti, tra amici e parenti, due o tre presentazioni come si deve ottanta copie si vendono. Diverso sarebbe se ne pretendessero 500, allora sì che sarebbe un'impresa impossibile. Io ho rinunciato a pubblicare free senza una prima tiratura reale e dimostrabile di almeno 1000 copie. Se le devo vendere tutte solo io a quel punto i miei tre romanzi li tengo nel cassetto.

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Vi invito a rimanere in topic: qui si parla della Giovane Holden e delle esperienze dirette con questa Casa Editrice, non del sistema di distribuzione nelle librerie. Potete parlarne nelle discussioni esistenti in Varie ed eventuali. Grazie!

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Io ho ricevuto una proposta in cui mi chiedevano 910€ per 70 copie, ma mi assicurano una tiratura di 2000 copie! C'è qualcuno che ha avuto esperienze con questa CE e mi sa dire se il gioco vale la candela?

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On 21/9/2017 at 17:28, Federico P ha detto:

Io ho ricevuto una proposta in cui mi chiedevano 910€ per 70 copie, ma mi assicurano una tiratura di 2000 copie! C'è qualcuno che ha avuto esperienze con questa CE e mi sa dire se il gioco vale la candela?

No, non lo vale mai.

E non stamperanno mai duemila copie, fidati.

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Vorrei spezzare una lancia a favore della Giovane Holden. Ho partecipato all'ultima edizione del loro concorso letterario come finalista ed è stata una bella esperienza, devo dire, meglio di altre a cui ho partecipato in passato. La giuria tecnica era composta da intellettuali seri e competenti. La suddetta giuria ha suggerito alla Giovane Holden di pubblicare alcuni finalisti tra cui anche il mio romanzo inedito e a questo proposito voglio precisare quanto segue: il loro contratto non è niente male, salvo il fatto che chiedono l'acquisto di 70 copie; l'ho valutato e ringraziato GH senza accettare e ho puntato sulle cosiddette CE non a pagamento da cui avevo avuto proposta di pubblicazione. Prima di prendere qualunque decisione ho acquistato copie di libri delle diverse CE e ho notato che molte di queste (tra cui una che mi ha già pubblicato in passato) stampano spudoratamente in digitale sulla classica carta avorio trattata ed economica (che sceglievo anch'io quando pubblicavo da solo e potevo ristampare pure una sola copia senza rischiare troppe spese), non fanno alcun lavoro promozionale e ti lasciano pressoché  da solo in tutto, infine producono un'edizione graficamente scadente; alla Giovane Holden invece hanno una veste grafica eccellente, copertina con alette  e stampano su ottima carta a superficie naturale, certificata F.S.C. proveniente da foreste gestite secondo certi standard ambientali (come fanno le grandi CE per intenderci), hanno un'ottima distribuzione, lavorano attivamente al tuo libro e sono presenti a importanti fiere del libro e al Salone del libro di Torino (li ho visti anch'io personalmente qualche anno fa con il loro stand). Cosa dire? Ci sto riflettendo sopra e dopo alcune delusioni con le CE NoEAP sto facendo alcune considerazioni: se pubblico con una CE, fosse anche una big blasonata, che fa questa? Me le regala le copie che mi servono per le presentazioni? Con l'ultima CE che ha pubblicato un mio romanzo ho ordinato subito un centinaio di copie, poi altre 50 e poi altre ancora e ancora per le presentazioni, spendendo soldi che poi ho recuperato vendendo i libri naturalmente. Quindi, mi mettono paura le 70 copie che mi propone di acquistare la Holden? Non dovrei comunque acquistarle quanto prima per le mie presentazioni e le mosse pubblicitarie? Morale: non bisogna essere mai troppo frettolosi nelle valutazioni e ponderare bene tutto prima di decidere. E io forse alla fine decido di riagganciare la Holden.

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