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dr.caligari

calendari antichi

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ho lasciato per ultima questa cosa noiosissima, ma il mio libro è quasi finito e devo mettermici.

l'ambientazione è quella di un mondo fantasy, in cui una tecnologia su base magica si sta lentamente diffondendo, specie nelle classi agiate, mentre il popolo ne è ancora fuori.

 

esistono dei misuratori del tempo, anche se non sono molto diffusi.

 

 

il romanzo si svolge in vari periodi dell'anno e all'inizio del capitolo pensavo di mettere la data in cui si svolge l'azione.

 

solo che utilizzare il nostro calendario cristiano mi sembra fuori luogo. vorrei prendere ispirazione dal calendario di qualche civiltà antica ( forse quella greca?), sia per il sistema di calcolo vero e proprio, ma anche per la denominazione dei "mesi"!

 

 ho fatto ricerche in rete, ma invece di chiarirmi le idee sono ancora più confuso.

 

help. :omicida:

 

 

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Questione molto interessante e tua giusta deduzione. Tuttavia, se il mondo in cui si svolge il romanzo è fantasy, perché far riferimento ad un calendario reale? Potresti tranquillamente inventarlo adattandolo alla situazione di contesto.

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Beh, caligari, cominciamo col dire che già il nostro è un calendario molto antico e tutt'altro che cristiano: è nient'altro che la versione aggiornata dell'antico calendario romano...  :asd:

 

Anche io ho dovuto fare un po' di ricerche sui calendari per una questione di worldbuilding e sono felice di condividere con te ciò che ho (più o meno) capito.

 

Anche se non sembra, i calendari e la suddivisione in mesi, anni, giorni non è affatto casuale, ma sono regolati dai cicli del sole e della luna che chiunque, anche ad occhio nudo (e con un po' di tempo libero) può osservare.

Innanzitutto, si distingue(va) il giorno e la notte secondo i movimenti del sole, dall'alba al tramonto e dal tramonto all'alba.

La settimana invece corrisponde ad una fase lunare: la luna infatti impiega circa 7 giorni per passare da una fase all'altra (te ne accorgerai tu stesso anche solo dando un'occhiata ad uno dei calendari che avrai in casa). Le fasi lunari considerate sono: luna nuova, primo quarto, luna piena, ultimo quarto. Il "mese" altro non è che "una luna", cioè il tempo che intercorre tra una luna nuova e l'altra, quindi circa 28-29 giorni, ovvero 4 settimane.

 

L'anno lo puoi calcolare in base lunare od in base solare. Se scegli un anno lunare, esso sarà di circa 354 giorni in 12 mesi. Un esempio di calendario lunare puro è quello islamico.

Se invece scegli un anno solare, esso è, come ben si sa, di circa 365 giorni. Questa misura è rilevabile osservando il sole per tutto l'anno; se infatti ogni mattina ed ogni sera tu ti segnassi il punto in cui il sole sorge e tramonta, riusciresti ad individuare innanzitutto i solstizi: il solstizio d'inverno, il giorno più corto dell'anno, sarebbe quando il sole sorge e tramonta più a Sud; quello d'estate, il giorno più lungo, quando sorge e tramonta più a Nord. I giorni a metà tra un solstizio e l'altro, con buona approssimazione, saranno allora gli equinozi, cioè i due giorni dell'anno in cui giorno e notte hanno stessa durata. Già solo contando i giorni da un solstizio d'estate al successivo, ti accorgi che il ciclo del sole è di 365 giorni.

 

Per quanto riguarda le festività, conta che generalmente sono legate o a momenti particolari della vita agricola e pastorale (raccolto, semina, nascita dei primi agnelli/vitelli, aratura et cetera) o a particolari momenti del calendario (feste legate alle fasi della luna o agli equinozi ed ai solstizi).

 

Per quanto riguarda il problema dei giorni bisestili da aggiungere all'anno solare, tieni conto che il sistema che usiamo noi oggi, il più preciso finora, consta nell'aggiungere un intero giorno ogni 4 anni, tranne in quegli anni di fine secolo che non siano divisibili per 400 (ad esempio il 1900 non fu anno bisestile, il 2000 sì).

Il calendario giuliano si limitava ad aggiungere un giorno ogni 4 anno, senza tener conto del secondo punto che fu introdotto dalla riforma gregoriana.

L'antico calendario egizio constava pure di 365 giorni, ma gli Egizi (fino almeno ai Tolomei) non avevano anni bisestili e quindi ogni 4 anni il loro calendario risultava sfasato di un giorno in più rispetto all'anno solare effettivo.

 

Riguardo ai nomi dei giorni della settimana e dei mesi.

I nomi dei giorni della settimana ci vengono dagli antichi astronomi/astrologi della Mesopotamia che, stabilita la settimana come fase lunare di 7 giorni, assegnarono ad ognuno di questi un nome di uno dei sette pianeti conosciuti. I Romani copiarono questa denominazione dando però i nomi latini di questi pianeti, cioè Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno. Similmente, anche i Germani copiarono quest'uso, scambiando però i nomi latini dei pianeti (cioè degli Dei) con i nomi dei propri: Sunday: giorno del Sole; Monday: " della Luna; Tuesday: " di Tyr; Wednesday: " di Wotan (Odino); Thursday: " di Thor; Friday: " di Frigg; Saturday: " di Saturno (non c'era infatti un dio germanico corrispondente a Saturno/Crono).

I nomi dei mesi ci vengono invece dai Latini. Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio e Giugno prendono i loro nomi da antiche divinità etrusco-romane: rispettivamente, Giano, Februus (dio etrusco dei riti di purificazione che si tenevano nel mese corrispondente), Marte, Afrodite, Maia, Giunone.

L'anno iniziava a Marzo ed, originariamente, Gennaio e Febbraio non esistevano; l'anno quindi era di dieci mesi e i mesi dal quinto al decimo (da luglio a dicembre) erano appunto Quintile, Sestile, Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre. In età imperiale, i primi due furono rinominati Luglio ed Agosto, in onore di Giulio Cesare e Ottaviano Augusto. 

 

Questo per darti un'idea dei criteri con cui si danno i nomi ai giorni ed ai mesi. Ma se vuoi qualche spunto in più, guardati anche i nomi del calendario greco-attico o anche di quello rivoluzionario francese.

 

Ovviamente, in tutto questo si tiene conto che tu abbia un'ambientazione astronomicamente simile alla nostra, con un sole ed una luna i cui cicli hanno i medesimi tempi dei nostri. Ora che però sappiamo che il calcolo di settimane, mesi, anni non è random, ma è basato sull'osservazione diretta di astri e satelliti, puoi partire da questo e determinare un calendario appropriato alla situazione astronomica della tua ambientazione.

Avere due o tre soli invece che uno, non ti dovrebbe cambiare molto, visto che comunque si troverebbero tutti relativamente al 'centro' del sistema e quindi sorgerebbero e tramonterebbero praticamente all'unisono. Interessante invece sarebbe avere due o più lune: ognuna avrebbe un proprio ciclo, ma magari potresti inventarti feste particolari per quando, ad esempio, hai due lune nuove in cielo o qualche altra coincidenza particolare.

 

Spero di esserti stato d'aiuto e di non averti confuso ulteriormente le idee...  :asd:

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Ospite Bradipi
il romanzo si svolge in vari periodi dell'anno e all'inizio del capitolo pensavo di mettere la data in cui si svolge l'azione.

 

Per il lettore è perfettamernte inutile: sai se il 18 brumaio -data realmente esistita, cerca in rete-  di solito fa freddo o caldo?

Mettere una data senza che il lettore sappia se è inverno o estate ricorda la data stellare/data astrale di Star Treck (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Data_stellare).

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Per il lettore è perfettamente inutile: sai se il 18 brumaio -data realmente esistita, cerca in rete-  di solito fa freddo o caldo?

 

 

Io dico che ci sarà stata un po' di nebbia: se si usano nomi parlanti (come infatti si è sempre fatto nei calendari; Star Trek d'altra parte è asettica fantascienza, non fantasy), si dà comunque una qualche caratterizzazione al mese che è comunque di qualche utilità al lettore (se non altro, per ragioni di ambientazione e cronologia). Una precisazione peraltro del tempo atmosferico (e quindi magari anche della stagione) si autoimpone comunque nell'introduzione della scena stessa. Ma immagino che il dr. caligari avrà una buona ragione (magari allegorico-simbolica) per informare il suo lettore che ciò che avviene in tale capitolo si svolge in tale data. Nulla impone d'altra parte di indicare i capitoli per numero: non c'è un vero motivo per cui il capitolo 15 non debba chiamarsi "12 Vendemmiaio" o "4 Taglieraio".

 

In ogni caso, un calendario per un'ambientazione fantasy potrebbe comunque essere da studiarsi, se non per utilità del lettore, quantomeno per quella dello scrittore.

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Ospite

@Marck
Non posso parlare a nome di dr.caligari, ma credo che la ragione sia la verosimiglianza. Per esempio, se nel mo fantasy i pianeti si chiamassero Ciccio, Pluto, Sempronio e Gastone sarebbe assurdo usare i comuni giorni della settimana perché non ci sarebbe nessun Giove per il giovedì e nessun Mercurio per il mercoledì. Invece avremmo il cicciodì, il plutodì e via discorrendo. Sì, mi rendo conto anch'io di come suona "cicciodì" :asd:
Creare riferimenti incrociati e coerenti è importantissimo per dar vita a un mondo in grado di uscire dalla pagina ed entrare nell'animo del lettore. Per esempio ho amato il mondo delle Cronache di Martin (che purtroppo non ho terminato di leggere) proprio perché poteva essere reale.
 
Quoto Bradipi per il discorso data. A meno che la tua vicenda non si svolga in luoghi diversi e il tempo sia un elemento essenziale (tipo c'è una bomba che scoppia alle 18 del tal giorno e tutta la storia è incentrata nell'individuare dove è stata messa per poi disinnescarla) evita di specificarlo: è un particolare sovrabbondante. Sia ben chiaro che comunque le tempistiche devono essere chiare a te che sei lo scrittore :)
 
Il mio consiglio è che tu crei un calendario basato su riferimenti immediatamente identificabili dal lettore (tipo dicembre potrebbe essere "prima neve", agosto "caldo torrido" e via così) e che non ti poni tanti problemi. Inoltre, invece di usare settimane da sette giorni (che derivano dalla Bibbia) puoi usare decimane da dieci giorni. Poi vedi tu. L'importante è che il tuo mondo sia originale, coerente e autoreferenziale :thumbup:

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Come dice Alexander  i calendari sono ricavati  dall'osservazione del Sole e della Luna. Quindi ogni calendario deve adattarsi al mondo fantasy come lo hai concepito. Vera anche l'affermazione di Bradipì che scrivere 18 Brumaio o 35 Vattelapesca non vuol dire niente per il lettore se gli manca qualsiasi punto di riferimento al riguardo e confesso che anche a me darebbe l'impressione delle date stellari di star-trek, assolutamente irritanti (soprattutto quando si arriva al punto). L'uso di un qualsiasi calendario antico non ha senso, a meno ché il tuo mondo non sia esattamente identico al nostro.

 

Arrivato alla fine del romanzo dubito che tu abbia voglia di rivederlo per inserire elementi che possano dare un significato compiuto a quelle date, per cui l'alternativa che mi viene in mente e che concretizzi la tua fase di costruzione di un calendario (lunare o solare che sia, in base alle lune e soli del tuo mondo) con un'Appendice in cui fornisci tutti i dettagli del caso, in modo da rendere facilmente agevole, per il lettore diligente, capire come si articola il tempo del tuo mondo fantasy.

Modificato da Tagliacarte

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grazie alexander molto interessante... anche la questione delle festività.

ad esempio un capitolo si svolge durante una festa della primavera, che sarebbe una sorta di festa della fecondità. quando metterla? o.o su queste cose vagamente matematiche sono davvero rimbambito.

la storia si svolge in tre luoghi differenti, per cui è utile avere uno schema di date, anche perche gli eventi nonostante siano lontani si intersecano tra loro  :OO:

 

poi ammetto che serva anche a me per darmi un idea temporale di come si svolge la vicenda  :saltello:

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Ospite

Se vuoi creare uno schema di date, doc, il mio consiglio è di usare excel. Prima colonna: data del nostro calendario; seconda colonna: data del calendario del tuo racconto; terza colonna: ciò che succede il tal giorno. Meglio di così? ;)

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Un'idea che aggiungo è quella del calendario ebraico.

Era lunare. Era composto da 360 giorni, quindi i mesi non combaciavano sempre con le stagioni.

 

Qua puoi visionare la tabella, anche solo per avere un'idea di qualche nome originale.

 

Eccola: http://win.liceogioia.it/EspDidattiche/EBREIsoragna/pregiudizio/4/feste/pagina_iniziale.html

 

Ciao

Modificato da Pippowood

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Per le feste in generale puoi dare un'occhiata a quelle romane: ne avevano talmente tante che hai l'imbarazzo della scelta. xD

Di feste e riti per la fertilità romani da cui puoi trarre ispirazione, ce ne sono due che ricordo: una per la fertilità dei campi, gli Ambarvalia a fine Maggio, in onore di Cerere e i Lupercalia, a metà febbraio, per la fertilità delle donne. La prima data è giustificata dalla mietitura imminente, mentre la seconda si colloca nel momento più freddo e duro prima della fine dell'inverno, quindi si inquadra nella propiziazione della rinascita primaverile.

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grazie ileron, è un ottima idea a cui non avevo pensato  :flower:

 

 

alexander si, diciamo che essendo una festa per la fertilità dei campi è ottimo ispirarsi agli ambarvalia!

 

pippowood interessante, hanno nomi effettivamente molto suggestivi :D 

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