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Quando riferimenti a fatti e persone non sono puramente casuali

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Ospite

Ciao ragazzi, avrei una questione che mi frulla per la testa.

Premetto che sono giovane, inesperto, e convinto che uno dei migliori metodi per scrivere ed essere originali è guardare alla vita. Ogni vita è più o meno unica, e vedo che in ogni cosa che scrivo ne metto un pezzo della mia. Un po' ho paura dell'oblio, di quella sensazione di non aver vissuto perchè tutto è andato dimenticato, e dall'altro lato forse cerco di dare un senso al mio vissuto.

Dopo questa breve premessa, arrivo al punto.
Sono praticamente riuscito, per la prima volta, a scrivere una scaletta totale per un racconto. Questo racconto ha le basi per sgorgare da solo, semplicemente perchè prende pesanti pezzi della mia vita. Questa volta però mi sono spinto oltre, perchè quello che vado a creare è una vita alternativa, uno psicodramma sessualmente esplicito. E' l'ottica di un giovane, e i giovani maschi in preda all'ormone hanno un orizzonte di desiderio molto ampio, ma che nel corso della vita si concentra su personaggi che li circondano.
Penso che a questo punto abbiate intuito la questione: io utilizzo persone reali per descrivere i personaggi fittizzi; io uso eventi reali a cui poi dò una piega diversa, ma che mi servono per creare una catena causale.
Sto già pensando ad alcuni accorgimenti (cambiare magari qualche tratto somatico, invertire ruoli e mestieri, dove possibile i caratteri), ma resta il fatto che se qualcuno leggesse il tutto e mi conoscesse, questo riuscirebbe a tirare le fila senza problemi.
Io non parto dalla fantasia dandole forma col reale, io parto dal reale e poi lo plasmo con una fantasia che cerca di essere coerente con sviluppi verosimili.
Le domande sono:

1) Le case editrici accetterebbero scritti da pubblicare sotto pseudonimi?
2) Non mettendo alcun nome vero, nè luogo vero, c'è qualche rischio di rivalsa legale?

In attesa di risposta, i miei più cari auguri a tutta la comunità.

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Caro Maelharc,

 

ti scrivo per esperienza diretta.

Il mio romanzo è basato su fatti realmente accaduti, anche io ho cambiato nomi, circostanze, luoghi, e la CE con cui uscirà è tutelata.
C'è un ma: uno dei processi legato al mio racconto è ancora in corso.
Ne ho parlato con un avvocato, e ha confermato che visto che specifico che quello che ho scritto è TRATTO da fatti realmente accaduti (il libro uscirà come romanzo) non ci sono problemi legali, il manoscritto andrà agli atti del processo in quanto legato alla vicenda, ma è la prassi, il tutto finisce lì.

Per rispondere al punto 1: utilizza il tuo nome, la storia è interessante perché sei tu che la racconti, tu che l'hai assaporata sulla tua pelle.
Uno pseudonimo è da usare per letteratura di genere o casi di estrema pericolosità in genere, ma nemmeno. 
E comunque alla presentazioni la gente ti vedrà, quindi a meno che tu non decida di rimanere in completo anonimato (e secondo me per un esordiente è controproducente se non impossibile) lascia perdere.
Piuttosto pensa se hai le spalle per reggere tutto quello che deriverà dall'uscita del tuo libro, infatti per il punto due ti dico che non ci sarebbero rischi legali, ma magari le persone che capiscono di essere coinvolte non ti guarderebbero più come prima.

Buona fortuna.

Buone feste.

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Ospite

Samuele, grazie per la risposta e auguroni anche a te :)

Ora, io di problemi di processi non ne ho, è la vita di un ventenne, niente illegalità, processi o simili.

Il libro però non voglio metterlo come preso da fatti realmente accaduti, l'idea è di presentarlo come romanzo (strapieno di elementi biografici) ma mai come una storia reale. Questo per depistare un po' i lettori che potrei avere intorno, perchè la questione pressante è proprio quella: ho le spalle per sostenere la visione di chi mi starà attorno? Sinceramente no, perchè apparirei come un pervertito.

Spero di non esser ridondante, ma la questione funziona più o meno così, partendo da eventi molto verosimili e da persone il più caratterialmente verosimili possibili per formare i pg principali, arrivo a certi eventi chiave. Quegli eventi sono le condizioni per conoscere le persone su cui il giovane fantastica sessualmente, ma qui poi interviengo io, perchè faccio diventare quella fantasia una realtà. Gli eventi cadono a catena perchè ho un contesto reale da cui posso ipotizzare conseguenze imoprtanti. Due punti principali quindi:

1) Mescolare la realtà e poi ricreare l'ambiente è un rischio, però penso valga la pena provare, almeno per esercizio

2) Stiamo parlando di un giovane ragazzo, e cioè... i ragazzi sono pervertiti, c'è poco da fare. L'idea è di essere il meno volgare possibile, ma di esprimere potenza erotica, e qui arriviamo al dunque:

 

se qualcuno dovesse rispeccharsi, potrebbe sentirsi parecchio offeso. Mettiamo poi che rendo realtà una fantasia considerata tabù, il rischio è ancor più grosso. Ribadisco anche che la sessualità non è fine a se stessa, io punto a un certo realismo estremo e ho la fissa per il dramma introspettivo; vorrei fare un romanzo, e non la sceneggiatura di un porno, per internderci ;)
Non ho letto 50 sfumature di grigio, ho letto "Le prime luci del mattino" per esempio. L'ho trovato un po' scarso, forse proprio perchè Volo ha fatto un esperimento di immedesimazione più che una riscrittura di un vissuto.

O ancora, ho visto la potenza del realismo del film Novecento, che in certi punti mi ha lasciato con due occhi tanti per la crudezza. Altra fonte d'ispirazione è la serie Nip/tuck, dove di dramma ce n'è tanto ma c'è pure molto sesso fine a se stesso.
Spero di aver reso le mie idee, e per questo mi preoccupano tanto le possibili ripercussioni, tanto che se ne venisse fuori un bel romanzo, starei pure nell'anonimato pur che non vada persa l'idea e l'energia creativa.
Grazie per la lettura
 

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Secondo me a questo punto la strada da percorrere potrebbe essere questa:

 

Presenti il tuo manoscritto alle CE come romanzo puro, metti nome e cognome, ma dici che è tutto inventato.

Al contrario di quello che si pensa, a parte casi eclatanti (personaggi famosi ecc), quello che conta di una storia è la forza narrativa piuttosto che lo scandalo che ne deriverebbe sapendo che quello che hai raccontato è vero.

Ti dico solo che, opinione personale, se vuoi presentarlo come tratto da storia vera nessuna CE accetterà mai che tu pubblichi con pseudonimo, perché il bello sarebbe proprio metterti su piazza, sapere cosa ti frulla per la testa ecc.
Secondo me la migliore strada da percorrere è quella che ti ho suggerito, ma fai un passo alla volta:

finisci di scrivere, edita, riedita, riedita di nuovo e poi pensa bene a come mandare il tutto.

Ovviamente sono solo miei consigli e opinioni, spero qualunque strada intraprenderai sarà quella giusta.

 

Fammi sapere :)

 

a presto.

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Ospite

Secondo me a questo punto la strada da percorrere potrebbe essere questa:

 

Presenti il tuo manoscritto alle CE come romanzo puro, metti nome e cognome, ma dici che è tutto inventato.

Al contrario di quello che si pensa, a parte casi eclatanti (personaggi famosi ecc), quello che conta di una storia è la forza narrativa piuttosto che lo scandalo che ne deriverebbe sapendo che quello che hai raccontato è vero.

Ti dico solo che, opinione personale, se vuoi presentarlo come tratto da storia vera nessuna CE accetterà mai che tu pubblichi con pseudonimo, perché il bello sarebbe proprio metterti su piazza, sapere cosa ti frulla per la testa ecc.

Secondo me la migliore strada da percorrere è quella che ti ho suggerito, ma fai un passo alla volta:

finisci di scrivere, edita, riedita, riedita di nuovo e poi pensa bene a come mandare il tutto.

Ovviamente sono solo miei consigli e opinioni, spero qualunque strada intraprenderai sarà quella giusta.

 

Fammi sapere :)

 

a presto.

 

Orientativamente credo seguirò la prima opzione. Non voglio proporre una biografia ora, anche perchè non è tanto la biografia ne tantomeno il mettermi in gioco pubblicamente la cosa che mi preme. Farò leva sulla mia vita per cercare spunti di originalità, o unicità che dir si voglia, poi aggiungerò la fantasia, infine proporrò come tutto inventato.

Intanto ho la conferma che non avrei rivalse legali nel caso qualcuno si rispecchiasse (sarebbero cavoli dei miei rapporti col soggetto, ma presentando tutto come fantasia (nomi, luoghi, variazioni varie) io non ho messo alla gogna pubblica nessuno, giusto?).

Secondariamente, proprio come dici, devo vedere che forma prenderà il tutto. Data la mia poca esperienza potrebbe anche essere la ciofeca del secolo, sparirebbero tutti i problemi, ma non voglio essere così pessimista XD

 

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Il tuo caso mi ricorda tanto un vecchio divertentissimo film. Ti consiglierei di guardarlo, ma con gli anni mi sono perso il titolo.

 

Anch'io ti consiglio di mettere la dicitura "riferimenti a fatti e persone non sono puramente casuali", usare il tuo nome, e buona pace se qualcuno di identificherà nei personaggi. Se hai paura di reazioni indignate, puoi sempre cambiare qualche particolare (es. il colore dei capelli, sicuramente tutti i nomi).

Buona fortuna.

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Ospite

Il tuo caso mi ricorda tanto un vecchio divertentissimo film. Ti consiglierei di guardarlo, ma con gli anni mi sono perso il titolo.

 

Anch'io ti consiglio di mettere la dicitura "riferimenti a fatti e persone non sono puramente casuali", usare il tuo nome, e buona pace se qualcuno di identificherà nei personaggi. Se hai paura di reazioni indignate, puoi sempre cambiare qualche particolare (es. il colore dei capelli, sicuramente tutti i nomi).

Buona fortuna.

 

Mannaggia Telstar, se ti viene in mente dimmelo che mi hai incuriosito ahahahah.

Ti dirò, ho cominciato a scrivere, ne sono usciti già 7 capitoli buoni, di getto. Ho fatto una scaletta degli eventi, l'ho modellata a mio piacimento, ho mischiato caratteri, tratti somatici in modo da confondere un po' le cose per chi mi conosce. Come ho detto, ho fuso realtà e finzione. I personaggi stanno prendendo un loro carattere in virtù delle persone che li ispirano, che però non coincide con queste ultime.

Certo, rimangono dei tratti, dei conflitti, che se uno mi conosce bene ci può anche arrivare, anzi potrebbe fare una parafrasi e capire da dove vengano determinate cose, ma poco m'importa.

Adesso voglio portare a termine il lavoro, non so quanto ci metterò, poi dopo vedrò cosa combinare. Lo proporrò alle case editrici, come al solito, e se ci dovesse essere riscontro io proverò a buttarlo fuori come romanzo di fantasia. Buona pace a chi si identifica, e buona pace a me, perchè in fondo non si tratta di una biografia, ma di una vita alternativa.

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Mannaggia Telstar, se ti viene in mente dimmelo che mi hai incuriosito ahahahah.

 

In quel film invece tutti i personaggi erano uguali, solo i nomi di fantasia. Quando uscì fece scandalo, tutti ne parlavano.. poi si scoprì chi era l'autore :)

 

Qualche amante di cinema forse interverrà.

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Ospite Dolcenera

Non capisco qual è il problema. Parli di sessualità in questo romanzo giusto? Ora, se anche parlassi di un uomo sposato che intreccia un rapporto omosessuale con un ragazzo, anche se parlassi di un politico che si veste da donna la notte, anche se parlassi di orge fra chierichetti non sei il primo e non sarai l'ultimo. Se cambi nomi, cognomi, nome della città, caratteristiche fisiche (O addirittura caratteriali) dov'è il problema? Quelle cose potrebbero in via teorica farle tutti, tu potresti benissimo immaginarti tutto ciò senza averlo vissuto. Se stravolgi tutti i riferimenti che conducono alla vita reale perché qualcuno dovrebbe denunciarti?

Se parlassi in modo preciso di uno scandalo politico, di tangenti e altro in un modo riconducibile al sindaco della tua città, per esempio, allora sarebbe una cosa. Ma se parli di vicende sentimentali-sessuali che, anche se stravaganti, potrebbe compiere chiunque, dove sta il problema?

Come hai detto tu, l'unica cosa che ti potrebbe capitare è che qualcuno potrebbe intuire che è un romanzo in parte autobiografico, ma tu nega e tutto finisce lì.

Non so se non ho inquadrato il problema nella giusta prospettiva, ma per me non ci dovrebbero essere questo enorme rischio. E' come se io scrivessi ora una storia di sesso promiscuo tra una donna e due uomini attingendo da un'esperienza davvero vissuta, okay ho preso spunto da persone vere, ma se la donna e i due uomini del mio libro hanno nomi e fisionomie di fantasia, nessuno può denunciarmi per questo.

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Ospite

Dolcenera, hai colto perfettamente la questione. Il mio problema sta proprio nel chiedere se una persona X che magari si riconosce in quello che scrivo possa eventualmente rivalersi. In secondo luogo c'è anche una questione d'immagine, del giudizio di chi mi conosce, enfatizzata forse dal fatto che sto scrivendo in prima persona e praticamente copro il ciclo di più o meno un ventennio. Ovviamente, come detto prima, mi ispiro al reale, ma non c'è un nome reale, non c'è una caratteristica fisica reale, alcuni eventi possono al massimo somigliare al reale.

E' una curiosità capire anche quanto sia sgradito lo pseudonimo nel già ermetico mondo letterario.

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Non c'è rischio se cambi nomi di personaggi, luoghi e date. Ad esempio, io nel mio libro, ho parlato di un intervento 118 che ho svolto: dato che i familiari del signore sono irrintracciabili (lui purtroppo è deceduto quel giorno), ho cambiato nome della sede (es. da Croce Bianca a Croce Azzurra), paese e data ed ora non c'è nessun rischio.

Se poi hai paura che qualcuno possa rivedersi...beh, è normale. Io mi preoccuperei se nessuno si rivede, visto che un buon romanziere fa sempre impersonificare il lettore che, cerca su google "Effetto Forer", spesso lo fa senza motivi particolari.

 

Buon romanzo :)

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Ospite Dolcenera
Dolcenera, hai colto perfettamente la questione. Il mio problema sta proprio nel chiedere se una persona X che magari si riconosce in quello che scrivo possa eventualmente rivalersi. In secondo luogo c'è anche una questione d'immagine, del giudizio di chi mi conosce, enfatizzata forse dal fatto che sto scrivendo in prima persona e praticamente copro il ciclo di più o meno un ventennio. Ovviamente, come detto prima, mi ispiro al reale, ma non c'è un nome reale, non c'è una caratteristica fisica reale, alcuni eventi possono al massimo somigliare al reale.

E' una curiosità capire anche quanto sia sgradito lo pseudonimo nel già ermetico mondo letterario.

 

 

Se tu cambi nome, cognome e aspetto fisico del tuo personaggio no, non può rivalersi. Ovviamente devi fare in modo che i due personaggi (quello inventato e quello reale) non abbiano niente in comune a parte l'esperienza che racconti.

Esempio:

Il mio migliore amico nella realtà si chiama Marco Rossi, ha trentadue anni, capelli scuri, occhi scuri, è calabrese e ama travestirsi da donna la notte ed elargire favori sessuali ad adulti consenzienti. Io nel mio libro scrivo di un ragazzo di venticinque anni, che si chiama Giorgio Parodi, è biondo con gli occhi azzurri, viene dal Trentino e ama vestirsi da donna la notte ed elargire favori sessuali ad adulti consenzienti. Il mio migliore amico Marco nella realtà può denunciarmi? No, perché io non ho mai fatto riferimenti nel mio libro che ledono la sua persona. Può il mio migliore amico Marco capire che per scrivere di Giorgio ho preso spunto da lui? Sì, ma comunque non può denunciarmi. E qui si apre la doppia strada: lui sa che io so e mi chiede se ho preso spunto da lui? Siamo amici, posso anche dirgli di si. Lui non sa che io so, ma sospetta e mi chiede se ho preso spunto da lui? "Io? No, tutto inventato dalla mia libidinosa fantasia, tu che centri?"

Capito? 

Per la prima persona non significa nulla, milioni di libri sono scritti in prima persona e mica sono autobiografici. E' solo una scelta stilistica.

Per lo pseudonimo non c'è assolutamente problema. Se il tuo manoscritto vale, nessun editore ti farà storie se sceglierai di pubblicare tramite pseudonimo. L'importante è che scrivi un bel libro che venga considerato un'opera pubblicabile e magari anche vendibile, dello pseudonimo ne parlerete quando discuterete del contratto, ma è una cosa che fanno in molti, non c'è problema (se spulci un po' ci sono altri topic che parlano di pubblicazioni sotto pseudonimo).

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Ospite

 

Per la prima persona non significa nulla, milioni di libri sono scritti in prima persona e mica sono autobiografici. E' solo una scelta stilistica.

Per lo pseudonimo non c'è assolutamente problema. Se il tuo manoscritto vale, nessun editore ti farà storie se sceglierai di pubblicare tramite pseudonimo. L'importante è che scrivi un bel libro che venga considerato un'opera pubblicabile e magari anche vendibile, dello pseudonimo ne parlerete quando discuterete del contratto, ma è una cosa che fanno in molti, non c'è problema (se spulci un po' ci sono altri topic che parlano di pubblicazioni sotto pseudonimo).

 

 

Risposta esaurientissima :)

Ho fatto esattamente come dici, ovviamente il punto è scrivere qualcosa di decente, altrimenti se nessuno ti fila il problema pseudonimo è bello che risolto!

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Ciao a tutti e buon anno nuovo!

 

Vi spiego il mio problema: nel mio romanzo, il personaggio maschile è liberamente ispirato a un famoso (nel suo settore, sconosciuto al grande pubblico) personaggio straniero. Per quanto riguarda alcuni aspetti del lavoro che svolge, ho potuto cambiare ben poco, però ho cambiato la nazionalità e la situazione coniugale, e certi tratti del suo carattere (nella realtà si tratta di un uomo modesto e gentile, nonostante la fama, mentre nel libro è dispotico e arrogante), mentre altri sono identici (perfezionismo esagerato e mania di controllo). Le possibilità che lui o qualcuno del suo entourage arrivi a leggerlo sono davvero remote, perché ciò significherebbe che il romanzo ha avuto un tale successo da essere tradotto e commercializzato all’estero, il che mi sembra impossibile. Desideravo comunque chiedervi se la persona in questione potrebbe farmi causa o cose del genere.

 

Grazie delle vostre risposte.

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Alla fine hai risolto, Mahelarc? È passato più di un anno…

Io mi trovo in una situazione simile, devo dire: (buona) parte del racconto è autobiografica, e incentrata su un ragazzo che esiste davvero. I sentimenti descritti sono reali. Non si tratta di fantasie erotiche, ma di amore – non ricambiato –, quindi quella persona difficilmente potrebbe offendersi… più che altro imbarazzarsi. Il fatto è che non mi è possibile cambiare i connotati fisici di quel ragazzo. Non lo nomino, perché uso sempre un "Lui" generico.

Finito il liceo mi piacerebbe fargli leggere il racconto, per poi tentare di pubblicare, ma sicuramente poi non avremmo più alcun tipo di rapporto, mentre io tengo a lui come persona, perciò la cosa mi peserebbe.

Altra cosa sarebbe pubblicare a sua insaputa, a nome mio o sotto pseudonimo, anche se ho qualche riserva in questo senso.

Secondo voi come mi converrebbe procedere?

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Ospite

Alla fine hai risolto, Mahelarc? È passato più di un anno…

Io mi trovo in una situazione simile, devo dire: (buona) parte del racconto è autobiografica, e incentrata su un ragazzo che esiste davvero. I sentimenti descritti sono reali. Non si tratta di fantasie erotiche, ma di amore – non ricambiato –, quindi quella persona difficilmente potrebbe offendersi… più che altro imbarazzarsi. Il fatto è che non mi è possibile cambiare i connotati fisici di quel ragazzo. Non lo nomino, perché uso sempre un "Lui" generico.

Finito il liceo mi piacerebbe fargli leggere il racconto, per poi tentare di pubblicare, ma sicuramente poi non avremmo più alcun tipo di rapporto, mentre io tengo a lui come persona, perciò la cosa mi peserebbe.

Altra cosa sarebbe pubblicare a sua insaputa, a nome mio o sotto pseudonimo, anche se ho qualche riserva in questo senso.

Secondo voi come mi converrebbe procedere?

 

Ciao :)

Dopo un anno ho scritto due volumi di una serie, e ora sto revisionando il primo, intenzionato a mandarlo in editing per vari motivi. Dopo lo proporrò alle case editrici.

La mia storia ha preso vita propria, nonostante certe esperienze e sentimenti siano molto fedeli. E' cambiato anche l'obiettivo. Ora faccio rientrare la sessualità in un contesto di vita, in uno sviluppo, e il 3/4 volume sarà di pura invenzione.

Detto questo, ho cambiato connotati fisici, abitudini e nomi. Non nomino mai la città degli eventi. Ma, cosa più importante, sono arrivato alla consapevolezza che non mi importa nulla se la persona si riconosce, perchè il testo non è pensato per fare diffamazione e non permette di rintracciare il riferimento reale. Io cercherò comunque di pubblicare sotto pseudonimo, e andrò alle eventuali presentazioni sotto pseudonimo, semplicemente perchè mi va.

 

 

Per quello che riguarda il tuo caso, mi sento solo di consigliarti qualche artificio narrativo (cambia lavoro di lui, nome e professione dei genitori, etc). Attenzione che quando si fanno racconti tendenzialmente autobiografici si tende a voler dire troppe cose (l'ho pagato a mie spese). Qui cogli due piccioni con una fava:

1) togliendo l'inessenziale, rendi la lettura più agevole.

2) togliendo particolari, rendi meno identificabile il soggetto.

Per il resto, lascio la parola a persone ben più esperte di me.

Buona fortuna!

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Mi fa piacere che tu abbia risolto i tuoi problemi!

Beh nel racconto, come nella realtà, è un mio compagno di classe. Questa è l'unica cosa oggettiva che si sa di lui. Il resto sono impressioni dell'io narrante, descrizioni fisiche e comportamentali.

Quello che mi turba è che sarebbe in qualche modo irrispettoso pubblicare qualcosa su di lui a sua insaputa, anche perché chi ha conosciuto entrambi saprebbe riconoscere senza problemi il soggetto in questione…

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Quindi, fatemi capire. Ho letto l'ultima risposta Maelharc ma non mi soddisfa. Nel senso che pubblicare un testo senza riferimenti reali ma le cui situazioni sono reali è sicuro? Poniamo che io non ho scritto il mio libro in prima persona, c'è un narratore. Succedono delle cose con nomi e descrizioni false, però può essere che alcune situazioni siano avvenute. Cosa succede? Se uno riconosce la situazione può dire "ah, ora mi ha fatto arrabbiare e lo denuncio"?

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Salve a tutti, io non sono una scrittrice ma mi diletto ad inventare racconti brevi i cui protagonisti sono sempre e solo animali ma i fatti narrati sono realmente avvenuti... Ora mi ritrovo a raccontare un breve episodio (realmente accaduto e realmente vissuto da me in prima persona) in cui è coinvolto un prsonaggio noto della cittadina in cui vivo. 

Ho trasformato tutti i personaggi in animali il cui nome abbia la stessa iniziale della persona reale (es: Michele Brutti=Maiale Biricchino ecc.) ma ho cambiato ogni caratteristica personale...in buona sostanza, l'unica cosa che potrebbe portare al riconoscimento è il fatto realmente accaduto, luoghi e date sono totalmente inventati.

Potrei incorrere in qualche problema legale secondo voi?

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Ciao @Novella

ci piacerebbe che i nuovi utenti si presentassero nella sezione ingresso :) 

 

Per rispondere alla tua domanda: secondo me dipende...

 

Mantenere le iniziali dei nomi è tipico dei testi satirici e il diritto di satira è tutelato dalla legge purché non vada a ledere il decoro e l'onore del bersaglio. Il fatto che i lettori riconoscano le persone reali nei tuoi personaggi è uno dei requisiti della satira ma non implica automaticamente che tu possa avere dei problemi legali; nel caso però di satira particolarmente feroce (o di destinatario permaloso ;) ) credo che l'eventualità sussista.

 

 

 

 

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Ciao a tutti! Io avrei un dubbio di questo genere. Ho scritto un romanzo ambientato in una università italiana in cui si verifica un suicidio. Questo è un fatto scaturito totalmente dalla mia fantasia ma qualcuno sa se potrei incorrere in qualche questione legale?

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Ciao a tutti, sono nuova(mi sono appena presentata nella sezione "ingresso"). Premetto che non sono un scrittrice, anche se mi piacerebbe diventarlo. Ho da poco iniziato a scrivere quello che potrebbe diventare un romanzo  ed è basato su una relazione fra una ragazza che conosco bene ed un personaggio noto. La storia è molto romantica nel suo svolgersi e si presta già da sola, senza tante modifiche, ad essere raccontata. Non c'è un lieto fine, ma non ci sono offese. Tutto è molto centrato sul sentimento ed è scritto in prima persona, dal punto di vista di lei. 

Chiaramente pur modificando nomi, città di origine e professione di lui, ho dovuto mantenere delle situazioni analoghe (ex un corso di canto è diventato un laboratorio teatrale), lui era fidanzato, ma aveva appunto questa relazione con la ragazza. Bene quello che vi chiedo è: sempre che arrivi a pubblicarlo, rischio che venga riconosciuto da qualcuno e che lui venga a conoscenza della cosa e se ne abbia a male? Dopotutto certi incontri(vedi le lezioni di teatro) avvenivano alla luce del sole e forse qualche corsista può avere notato qualcosa all'epoca. O magari altri che fanno parte del gruppo di lavoro. Non so. Avete consigli in merito? Grazie, Lotus.

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Ciao a tutti,

 

Mi chiamo Stefano e volevo sottoporvi questa domanda: da tempo sto pensando di scrivere un romanzo partendo da un noto fatto di cronaca nera (anni 90). La storia sarebbe in parte fedele a quanto accaduto e in parte inventata, i nomi dei protagonisti e i luoghi modificati. Posso incappare in qualche problema legale? Esiste un particolare disclaimer dove posso scrivere che la storia, pur essendo ispirata a fatti di cronaca, contiene elementi di fantasia e nomi fittizi? Grazie mille in anticipo.

Modificato da Marcello
Formattazione non consentita

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@STEBRESCIA , come prima cosa ho modificato il titolo della discussione, perché il maiuscolo non è consentito.  Dal momento che poi questo è il tuo promo messaggio, ti pregherei per cortesia di presentarti in Ingresso alla comunità, prima di aprire nuove discussioni e/o interagire in quelle già esistenti.

Grazie.

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13 minuti fa, Marcello ha detto:

@STEBRESCIA , come prima cosa ho modificato il titolo della discussione, perché il maiuscolo non è consentito.  Dal momento che poi questo è il tuo promo messaggio, ti pregherei per cortesia di presentarti in Ingresso alla comunità, prima di aprire nuove discussioni e/o interagire in quelle già esistenti.

Grazie.

Ok Marcello grazie; scusami, non sono molto pratico di forum, a dire il vero è la prima volta che ne uso uno...Ciao e grazie ancora 

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3 minuti fa, STEBRESCIA ha detto:

Ok Marcello grazie; scusami, non sono molto pratico di forum, a dire il vero è la prima volta che ne uso uno...Ciao e grazie ancora 

Nessun problema; leggi il regolamento e se ti trovi in difficoltà ci sono le F.A.Q. nella barra superiore che rispondono a gran parte delle difficoltà a cui un nuovo utente può andare incontro.  Se poi qualcosa non è chiaro, puoi sempre chiedere spiegazioni a uno staffer con un messaggio privato.

Buona permanenza.

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Grazie, ho trovato la sezione ingresso e mi sono presentato. Ho visto che nel regolamento è tutto spiegato molto bene, anche per un neofita come me! 

  • Grazie 1

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