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Pawn371

Esercito e sua organizzazione

Post raccomandati

Sto cercando delle informazioni sull'esercito italiano, principalmente mi interessano i seguenti aspetti:

  • Composizione e organizzazione. In pratica è organizzato in battaglioni, legioni o non so cosa altro;
  • Gerarchie. Quindi come si distinguono i vari gradi e relative responsabilità e ruoli a seconda del grado;
  • Organizzazione in caso di una missione. Cioè in caso di missione quanti e che tipo di militari vengono impiegati, chi ha il comando etc.

Sto cercando su internet ma sto facendo solo confusione tra fonti poco attendibili o confusionarie. Se qualcuno che già conosce qualcosa sull'argomento, potesse magari indirizzarmi a qualche fonte in particolare, gliene sarei davvero molto grato!

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Hai provato a vedere il sito dell'esercito italiano?

http://www.esercito.difesa.it/

 

Lì trovi tutto sull'organizzazione. Ti posso anticipare che le legioni sono state abbandonate qualche secolo fa :asd:

Un conto però è l'organizzazione amministrativa e un conto quella tattica. Comunque per farla semplice va a brigate.

 

Sulle missioni dipende appunto... dalle missioni. Anche in questo caso spesso vengono inviate delle brigate o entità analoghe. Serve poi logistica, sanità.,polizia militare (carabinieri), intelligenge, reparti speciali, appoggio aereo (che a sua volta può essere Esercito o Aeronautica) ecc. Tutte cose che possono venire aggregate in base alle necessità della missione (e del budget).

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Ospite Bradipi

Porre le giuste domande è fondamentale e la tua non lo è: l'esercito italiano esiste da dal regno d'Italia (1861) e ha subito una serie di trasformazioni, l'esercito odierno è diverso ad quello ad esempio della prima guerra mondiale.

Sii più preciso.

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Io sono nell'Esercito, ma per rispondere alla tua domanda ci vorrebbero più volumi di storia.

Il sito dell'Esercito che ha messo Lorenzo è molto ben fatto.

Poi dipende che tipo di informazioni particolareggiate ti servono, mi pare di capire che cerchi argomenti moderni.

In modo succinto posso dirti che in Italia vi sono Le Regioni Militari, che non corrispondono alle regioni geografiche ma sono divise in aree (Nord, Est, Ovest, Sud e Isole) comandate da Generali di Corpo d'Armata, sotto le quali vi sono le Brigate, a loro volta suddivise in Reggimenti, Battaglioni, Compagnie e Plotoni, dislocate in vari punti.

Le gerarchie sono complesse e molto particolareggiate.

Le Brigate sono comandate da Generali di Brigata, che hanno un loro Stato Maggiore per impartire ordini ai Reggimenti, che a loro volta li diramano ai Battaglioni e così via.

Gli Ufficiali provengono, di massima, dall'Accademia di Modena e il loro iter addestrativo è lungo e complesso, prevede corsi di specializzazione sia prettamente militari, svolti sia in Italia che all'estero, che di argomento diciamo "civile", ma che sono di utilità per le Forze Armate.

Vi sono parecchie specializzazioni e Armi: Arma di Cavalleria, Fanteria, Genio, Trasmissioni, Logistica e Sussistenza, Amministrazione, oltre a reparti speciali come gli NBC (nucleari, biologici, chimici).

Non oso specificare, perchè dovrei scrivere centinaia di pagine per ogni arma, che si suddivide in sottobranche con ulteriori specializzazioni.

Io faccio parte del Genio Pionieri, un'Arma preposta alla costruzione e distruzione di ponti, alla posa di campi minati, ma assieme al Genio Guastatori ha tutto quello che serve per allestire nel giro di quarantotto ore una piccola città in un luogo deserto, con tende gonfiabili e container, nonchè ruspe, betoniere, gruppi elettrogeni, cucine da campo e quant'altro.

Abbiamo anche carri armati che al posto dei cannoni sono in grado di gettare dei ponti retratili per attraversamento di piccoli corsi d'acqua, oltre al necessario per costruire ponti di barche per attraversamento di lunghi corsi d'acqua.

Mi fermo qui.

Poi ci sono I Sottufficiali, dei quali mi onoro di far parte, che vengono formati e laureati nelle Accademie, come gli Ufficiali, ma comandano un numero inferiore di uomini, fino a livello compagnia e anche questi durante la loro vita frequentano diversi corsi, nel mio caso oltre ai corsi basilari di Forza Armata, armi, balistica, topografia, trasmissioni, anche aerecooperazione, NBC con ruolo di istruttore, lingue straniere (arabo e inglese).

Poi c'è il ruolo Sergenti e il ruolo Graduati, che comandano unità inferiori.

Nel caso di missioni all'estero si sposta un battaglione di Brigata al completo, rinforzato anche da elementi di altri reparti per coprire eventuali carenze organiche presenti in patria.

Il Generale di Brigata parte con i suoi uomini e vanno a dare il cambio a un'altra Brigata che ha terminato il suo turno.

Della Brigata fanno anche parte un nucleo carabinieri come Polizia Militare, ma i Carabinieri vanno anche con loro reparti appositamente addestrati.

All'estero hanno tutto quello che può servire, dai mezzi corazzati, ai relativi conduttori, officine e meccanici, situati in basi ben protette, a volte a contatto con militari alleati.

Naturalmente vi sono mense, cucine, ospedali da campo, sale ritrovo, palestre, punti internet, tutto costruito dal nulla quando non si sfruttano costruzioni già esistenti, ma che è meglio evitare, in quanto si trovano all'interno di agglomerati urbani, difficili da gestire in caso di conflitto.

Ti sto parlando in modo molto blando di un argomento molto complesso, prendi queste poche notizie come spunto, ma devi approfondire moltissimo. Libri e riviste con storie di reparti e finalità ne esistono una miriade.

Non so cosa devi fare: scrivere un romanzo forse?

Ti consiglierei di leggere un ottimo libro di Oriana Fallaci: "Insciallah" ambientato nell'Esercito italiano alle sue prime missioni in Libano, dove descrive militari e situazioni avendole vissute dal vivo, in quanto era inviata di un giornale mi pare, e visse a lungo in quei luoghi con le truppe italiane.

Un altro scrittore è Mario Rigoni Stern, insuperabile il suo "Il sergente nella neve", ambientato durante la campagna di Russia, che visse in prima persona con il grado di sergente degli Alpini.

Poi "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu, ambientato nella Grande Guerra, dove si evocano gesta della Brigata "Sassari", della quale ho fatto parte per svariati anni e dal quale è stato tratto un film "Uomini contro" con Gian Maria Volontè.

Sono solo alcuni spunti che mi vengono in mente, deduco che non hai dimestichezza con il mondo militare, ma se ti documenti, con libri, film, pubblicazioni, puoi ricavarne molto.

Resta comunque importante anche l'esperienza, a mio parere.

Hemingway scrisse molto di guerra, avendo militato in entrambe le due guerre mondiali e anche nella guerra civile spagnola come corrispondente. Ti consiglio di leggere anche lui, ha scritto vari libri sull'argomento, frutto di vita vissuta.

Il lavoro è molto lungo. Buona fortuna. Fammi sapere, se lo ritieni opportuno, cosa hai intenzione di fare con queste notizie specifiche, per avere un'idea più precisa eventualmente.

Spero di esserti stato un pochino utile.

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@Unius: bel post, molto interessante! tra l'altro ho un amico che è nel genio... (non chiedermi di essere più specifico, non ne ho idea)

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Grazie Yattaman.

Il Genio è una bellissima Arma, come tutte del resto.

Anche i Romani avevano legioni di genieri, composte da falegnami, carpentieri, muratori, maniscalchi, pontieri eccetera che oltre a combattere provvedevano a tutte le necessità dei soldati.

La storia dell'esercito Romano è affascinante.

Naturalmente ho solo fatto brevissimi e incompleti accenni che possono servire da stimolo e incentivo;

come ho detto prima, c'è una mole di documentazione da consultare per poter avere un'idea del tipo di vita di un reparto o di un militare in un determinato contesto, senza avere un'esperienza diretta.

L'abolizione del servizio di leva a mio parere non è stato del tutto indolore per le Forze Armate e per la coscienza civica della popolazione, della sua maggioranza almeno.

Mi permetto di approfittare di questo post per dire che io spesso, per i miei racconti, scelgo il mondo militare, direttamente o indirettamente per due motivi: perchè lo conosco e poi perchè i vari casi  della vita che possono presentarsi in quell'ambiente hanno una connotazione particolare, accentuata dall'apparente durezza e imprescindibilità dei regolamenti, che spesso hanno a che fare con la coscienza degli uomini in armi, generando interessanti dilemmi.

Lo stesso può dirsi per lo scrittore di gialli, che ambienta le sue storie in un ben preciso contesto, con suoi parametri specifici.

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Grazie per il tuo post Unius, molto molto interessante. 

Io sono di quelli che non hanno fatto neanche un giorno di militare, quindi sono completamente a digiuno sull'argomento. Alla luce del tuo post credo non fossi io a fare confusione nelle mie ricerche su internet, è proprio l'argomento ad essere molto più vasto di quello che credevo.

 

Inizierò consultando il sito dell'esercito, poi magari mi procuro uno dei libri che mi hai suggerito.

 

Grazie mille!

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@Unius: io non ho fatto il militare e verso le forze armate ho sempre nutrito un sentimento ambivalente: da un lato ripudio la loro esistenza in quanto espressione di un metodo di risoluzione delle controversie fra stati con la violenza, dall'altro ne sono sicuramente affascinato (credo sia per molti così, altrimenti non si spiegherebbe il successo di tanta letteratura di argomento militare).

Per quanto riguarda la leva obbligatoria, ho le mie idee, ma spiegarle qui ci porterebbe decisamente OT.

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@Unius: io non ho fatto il militare e verso le forze armate ho sempre nutrito un sentimento ambivalente: da un lato ripudio la loro esistenza in quanto espressione di un metodo di risoluzione delle controversie fra stati con la violenza, dall'altro ne sono sicuramente affascinato (credo sia per molti così, altrimenti non si spiegherebbe il successo di tanta letteratura di argomento militare).

Per quanto riguarda la leva obbligatoria, ho le mie idee, ma spiegarle qui ci porterebbe decisamente OT.

 

Ti rispondo con una frase che non è mia ma di un Capo Indiano:

 

“Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero  non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro.

Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri.

E’ suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere  a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell’umanità”

  • Grazie 1

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@Unius: io non ho fatto il militare e verso le forze armate ho sempre nutrito un sentimento ambivalente: da un lato ripudio la loro esistenza in quanto espressione di un metodo di risoluzione delle controversie fra stati con la violenza, dall'altro ne sono sicuramente affascinato (credo sia per molti così, altrimenti non si spiegherebbe il successo di tanta letteratura di argomento militare).

Per quanto riguarda la leva obbligatoria, ho le mie idee, ma spiegarle qui ci porterebbe decisamente OT.

La violenza non è prerogativa del soldato, i suoi compiti sono quelli di servire il suo paese a prescindere dalla guerra, dalla quale ci si potrebbe trovare a difenderci un brutto giorno. È poi ti cito una frase non mia: "Nessuno odia di più la guerra del soldato che è chiamato a doverla combattere".

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@Mark: non parlavo di soldati, ma dell'idea alla base dell'esistenza delle forze armate.

comunque siamo OT ;)

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In effetti la discussione ha preso una piega imprevista, ma va bene uguale, l'importante è non dimenticarci il perché della creazione da parte mia di questa discussione.

 

PS: Non che ciò che avete detto non sia importante, ma magari se ne può parlare in una diversa sede/discussione. A giudicare dal tono delle citazioni, la cosa risulterebbe molto piacevole.

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Sicuramente, tuttavia (perdonami un'eventuale svista dato che ho già riguardato 3 volte) sarebbe ancor meglio se facessi domande più precise perchè come già detto l'argomento è vasto e cambia tutto a seconda del momento storico. 

Ad esempio, in determinati contesti operativi le regole saltano e dunque ciò che è consuetudine dal punto di vista gerarchico (per fare un esempio) può risultare stravolto. Non parliamo degli aspetti tecnici e riguardanti i sistemi d'arma, il discorso è ancora più complesso.

Se devi scrivere un romanzo di ambientazione militare o storica, sono (e credo proprio siamo) "tutt'orecchie". :)

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Ospite Bradipi

 

 

Ad esempio, in determinati contesti operativi le regole saltano e dunque ciò che è consuetudine dal punto di vista gerarchico (per fare un esempio) può risultare stravolto. 

Frase da condividere, ma difficile da realizzare. Il sergente Gunny affermava: "Improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo!", ma è solo un film, la realtà è ben diversa come Caporetto insegna. Un altro esempio che sarebbe comico se non fosse tragico è la famosa carica dei seicento: http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Balaklava dovuta a un errore di interpretazione di un ordine scritto (che è tutt'ora conservato).

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Certo, comunque è vero che la realtà è una cosa e la fiction un'altra. In ogni caso noi italiani di guerra ne abbiamo fatta abbastanza e sui nostri poveri fronti abbiamo ingoiato molti bocconi amari, ma anche qualche bella soddisfazione. La vita militare è tutt'altro e su quella se ne può parlare, oggi è tutto molto diverso ma certe cose non cambiano mai. Il soldato italiano può spostarti le montagne, ma soffre degli stessi problemi dalla fine dell'impero romano! Volenteroso, caparbio ma cronicamente a corto di mezzi ed anche, diciamocelo, sfortunato in molti casi, audace, sempre generoso e a volte mal diretto. La guerra è una gran brutta cosa ed il soldato è il primo protagonista e nel contempo il primo a farne le spese. Da studioso di storia militare, il soldato italiano ideale, nella sua particolarità lo adoro! : police :

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Sicuramente, tuttavia (perdonami un'eventuale svista dato che ho già riguardato 3 volte) sarebbe ancor meglio se facessi domande più precise perchè come già detto l'argomento è vasto e cambia tutto a seconda del momento storico. 

Ad esempio, in determinati contesti operativi le regole saltano e dunque ciò che è consuetudine dal punto di vista gerarchico (per fare un esempio) può risultare stravolto. Non parliamo degli aspetti tecnici e riguardanti i sistemi d'arma, il discorso è ancora più complesso.

Se devi scrivere un romanzo di ambientazione militare o storica, sono (e credo proprio siamo) "tutt'orecchie". :)

Il romanzo che vorrei scrivere è ambientato nel presente. Ho bisogno di informazioni perché nella trama è previsto che un paese venga isolato e presidiato dai militari. Quindi vorrei capire più o meno come questi sarebbero organizzati, ad esempio chi comanda, un generale o un altro graduato, ed altre informazioni tipo la composizione, anche solo per non utilizzare sempre e solo la parola "soldato" in riferimento ai militari. So di essere un tantino generico, ma la trama è ancora molto in divenire.

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Se l'Esercito interviene per isolare e presidiare una località, è successo qualcosa di talmente grave che non bastano più le forze di Polizia. Affinchè intervenga l'Esercito ci vuole un ordine della Prefettura.

Tieni presente questo per gli avvenimenti che esporrai. In ogni caso ci saranno forze di Polizia però.

L'Esercito intervenne quando fu uccisiso l'onorevole Moro. Può intervenire, con i suoi reparti speciali e ordinari, anche contro il terrorismo o altre minacce. Oggi lo si vede in giro per le città per pattugliare contro la criminalità, ma non mi pronuncio in merito.

Si tende a non utilizzare l'Esercito.  Si tende a non far sapere, a non far amare le uniformi. E ci si è riusciti benissimo.

La soluzione più semplice, efficace e a costo quasi zero per molti mali, dalle alluvioni ai terremoti, agli incendi alla lotta contro la criminalità straniera (composta anche da ex militari di paesi crollati)  e criminalità nostrana non la si usa mai. Per paura di ledere i diritti di Caino. Che nessuno tocchi Caino. Sono daccordo. Ma che lo si tenga, con la Forza, lontano da Abele.

 

ps

è un discorso strano o che offende l'umanita?

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Terrò presente le tue indicazioni. Per il resto, io personalmente, vivendo in un quartiere di periferia di solito definito "difficile", sono sempre contento quando vedo forze dell'ordine, anche se sono militari per me non c'è differenza, che pattugliano il territorio, più si vedono loro in giro meno si vede altra gente...

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In paesi culturalmente vicini al nostro, diciamo di lingua neolatina, francese, spagnolo (compresa l'america latina) e portoghese, c'è una lunga tradizione di colpi di stato militari. In Italia no. A meno di non voler risalire all'antica Roma i colpi di stato sono stati compiuti o tentati da milizie (il fascismo) o da corpi paramilitari separati dall'esercito (per esempio i forestali che avrebbero dovuto sostenere Junio Valerio Borghese). 

Tuttavia abbiamo mutuato dai nostri vicini una certa diffidenza nei confronti dell'intervento militare nella società civile. Ma questo è stato valido fino a qualche decina di anni fa. Attualmente mi pare che l'esercito, con la marina e l'aviazione, godano di ottima stampa e siano utilizzati molto spesso in missioni civili senza che questo susciti proteste di sorta. Oltre che in missioni di peacekeeping o peacemaking che siano, all'estero, dove l'opposizione riguarda semmai l'idea di interventismo e chi la propugna, piuttosto che il fatto che le conducano le forse armate. Oppure in missioni come quelle di contrasto alla pirateria. Si veda il caso dei due fucilieri di marina prigionieri in India, che mi pare abbiano la solidarietà indiscussa di tutti.

Non vedo insomma ragioni di lamentarsi. Credo che, finché è possibile, sia meglio che le azioni polizia siano condotte dalla polizia. O dai carabinieri, che poi sono un corpo militare a tutti gli effetti sul cui uso non mi pare ci siano contestazioni di sorta. A parte ovviamente da chi contesta l'azione di polizia in sé. E che quindi l'esercito faccia l'esercito e intervenga solo in condizioni di necessità.  

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Condivido il tuo discorso Nanni, specie per quanto riguarda il timore di golpe, ogni tanto però paventato da qualcuno, quando si mettono i militari in mezzo alle città. Questo qualcuno sono anche i mass media. Tempo fa un noto elemento strapagato della tv (di cui non faccio il nome, non voglio impegnarmi il TFR per  rimborsarlo di chissà che) disse che a lui dava fastidio vedere l'Italia con militari agli angoli delle strade, che gli ricordavano troppo l'America Latina... ce lo avrei fatto vivere in America Latina, ma senza i soldi che percepisce in Italia...

In ogni caso, l'Esercito, con la sua sola presenza, naturalmente armato, senza fare nessun golpe e senza sparare alla gente per sport, con la sua sola VERA presenza,  giorno e notte, notte e giorno, farebbe crollare qualunque delinquenza, compreso lo spaccio di droga davanti alle scuole e nei paraggi. Con la sola presenza. E mi limito solo a questo esempio.

Qualcuno si è mai chiesto perchè non si pone fine allo spaccio di droga con la presenza (e ribadisco: presenza) di militari dell'Esercito?

Fui testimone di un fatto. Tanti anni fa il mio reparto era in esercitazione in una località del nord, già invasa dalla droga, prostituzione e prodromi di delinquenza straniera. Sbagliammo strada con la colonna di camion e soldati armati (ma senza munizioni, non sia mai che qualcuno volesse fare un golpe) ed entrammo al centro di una grande città, dove fummo costretti a sostare tutta la notte, naturalmente senza dormire. Bene: era una delle zone più malfamate in assoluto. Per una notte, una sola notte, in quel luogo tornò il silenzio, l'ordine e la tranquillità, in quanto tutta la bruttura umana che la popolava si dileguò alla vista di tante, troppe uniformi che non se ne andavano, che rimanevano inchiodate al suolo, perchè dovevamo custodire i camion.

Ne parlarono anche i giornali e qualche deputato, che il Cielo lo aiuti, sollevò la questione in Parlamento.

E non si era fatto niente, assolutamente niente, nemmeno un controllo o un fermo: niente.

Vallo a fare oggi. Apriti cielo.

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Fosse per me farei un mese di "piazza pulita" facendo cooperare tutte le forze armate. Ripeterei l'operazione fin quando le persone peggiori in strada non fossero della "pericolosità di un boy scout". Altro che proteste per le divise agli angoli delle strade, in momenti particolari ci vogliono soluzioni particolari.

Tornando in argomento, interessante il tema per ambientare il romanzo.

Modificato da Marck

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Torno ad utilizzare questa discussione.

 

Sto compiendo varie ricerche, e qualcosa sto riuscendo a trovare, soprattutto riguardo l'equipaggiamento e i vari corpi che formano l'esercito italiano. La cosa che però credevo più semplice non riesco a trovarla: quali sono le unità che formano l'esercito italiano?

 

Provo a spiegarmi meglio, forse unità non è il termine esatto, dalle varie ricerche che ho fatto ho capito che il "gruppo" base dovrebbe essere la squadra composta da 5-10 uomini, poi dovrebbero seguire, all'aumentare della numerosità, battaglioni, plotoni ed altro. Dove posso trovare una spiegazione a riguardo? 

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da wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Plotone

 

La squadra è composta solitamente negli eserciti occidentali da 8-12 uomini. Non so bene ora come ora nell'esercito italiano, perchè la squadra (spesso suddivisa in due gruppi di fuoco, fire team) è una situazione più mutevole, che tende anche ad adattarsi al contesto operativo.

Quelle americane sono fatte solitamente (perché poi hanno anche loro le eccezioni) su due fire team da 4 uomini e in ogni fire team c'è un'arma d'appoggio/di squadra (saw) ovvero un fucile mitragliatore (gli altri tre hanno fucili d'assalto).  Sistema molto razionale che permette quindi alla squadra di sdoppiarsi in modo simmetrico.

In altri paesi (tra cui l'italia) si tende/tendeva a creare le squadre in base alla capienza dei veicoli di trasporto (retaggio della guerra fredda, ma qui il discorso si complica), per cui con una sola arma di squadra.

 

Il modello americano sta per essere (è stato) adottato da vari paesi.

Ora come ora nelle missioni all'estero (quelle operative) tendono anche a uniformare le armi per praticità (nel senso che le forze operative italiane, solitamente reparti di elite le cui missioni non sono certo pubblicizzate sui media, ormai sono equipaggiate all'americana, con armi americane e munizionamento compatibile, questo permette ad esempio di scambiarsi i caricatori in azione.)

 

Comunque sopra la squadra c'è il plotone, un livello sopra la compagnia, un livello sopra il battaglione.

Modificato da Lorenzo Sartori

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Se già non non lo hai visitato, guarda anche qui

http://www.esercito.difesa.it/Pagine/default.aspx

 

Le squadre sono variabili a seconda delle esigenze e delle specialità, possono essere fisse, da manuale o formate sul momento a seconda delle esigenze.

Più squadre formano un plotone, anche questo variabile, da 15-20 unità fino a 30-40 unità.

Diversi plotoni, tre o quattro plotoni, formano una compagnia.

Diverse compagnie, tre o quattro, formano un battaglione.

Nell'Arma del Genio un battaglione può essere formato ad esempio da una Compagnia Comando e Parco, costituita da soldati specializzati nella guida di svariati mezzi, dalle auto, Defender, camion, bus, mezzi cingolati, ruspe eccetera, oltre che specialisti vari, elettricisti, caldaisti, meccanici mezzi ruotati e cingolati, trasmettitori, armieri, topografi e disegnatori (impiegati nei comandi),

e almeno due compagnie pionieri o guastatori, con più incarichi operativi inerenti la specialità oltre agli autisti necessari e  a eventuali patentati natanti a motore per pattugliamenti e sabotaggi in acque fluviali interne.

Senza contare gli esperti nel gittamento ponti.

La fanteria ha anch'essa la sua compagnia di autisti e specialisti, specifici per i propri mezzi, anche se molti incarichi sono uguali nelle varie armi. Ha poi le compagnie di fucilieri.

Più battaglioni, a seconda dell'ordinamento, formano un reggimento, diversi reggimenti una brigata.

Ogni arma dell'esercito ha le sue modalità ed esigenze, che possono variare per numero di unità, esigenze e armamenti.

Se hai un'idea precisa del tipo di reparto che intendi descrivere, si può andare più nello specifico.

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Su Wikipedia ho trovato diverso materiale utile, ma non ho ben capito se gli articoli sulle unità militari siano generiche o riferite all'esercito italiano.

Sul sito dell'esercito ho trovato informazioni che sicuramente mi torneranno utili più avanti, quando avrò definito meglio alcuni aspetti della trama.

Su entrambi però non sono riuscito a trovare qualcosa di schematico, che ad esempio per ogni tipo di unità, mi dica la composizione numerica e chi la guida.

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molto schematicamente (nel senso che ci possono essere eccezioni)

 

squadra/sergente

plotone/tenente (o sottotenente)

compagnia/capitano

battaglione/maggiore (o tenente colonnello)

reggimento/colonnello

brigata/generale di brigata

divisione/generale di divisione

 

sempre da wikipidedia un link che ti può essere utile

http://it.wikipedia.org/wiki/Gradi_e_qualifiche_dell%27Esercito_Italiano

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Su Wikipedia trovi le denominazioni di tutte le unità, dal plotone alla compagnia al battaglione al reggimento, anzi, trovi tutte le unità dell'Esercito italiano, loro denominazione e anche il nome  e il grado del loro attuale comandante, nonchè composizione numerica standard. (certo non aggiornata dal primo all'ultimo uomo, standard).

Trovi armi e mezzi in dotazione, decorazioni, campagne alle quali hanno partecipato fin dalla loro fondazione ai giorni nostri.

Certamente se nella tua trama inserisci  ad esempio una squadra o un plotone, devi avere una buona conoscenza del reparto, vero o immaginario ma comunque fondato su elementi reali, nel quale sono inseriti, anche per delineare meglio il loro comportamento, la loro introspezione e la relazione con gli altri personaggi.

Vi sono poi innumerevoli siti e blog che descrivono nel dettaglio singoli episodi di squadre, reparti, individui, questo per inquadrare meglio lo svolgersi della storia.

Puoi anche basarti su libri che trattano di singoli fatti di guerra, spesso descritti da testimoni diretti o da giornalisti esperti.

Posso chiederti, se vuoi accennarlo naturalmente, che tipo di ambientazione  hai scelto per quello che intendi scrivere?

Cioè, qualcosa del recente passato o dei giorni nostri? E nello specifico, si tratta di un'ambientazione prettamente ambientata nel mondo militare  H24 o che vi fa riferimento solo per necessità di trama, per un prosieguo di storia ambientata poi nel mondo "borghese"?

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