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Qualche giorno fa sono stato contattato di nuovo da questa c.e. nella persona del signor M.B.

Mi ha detto di aver trovato il mio manoscritto nell'ufficio per caso e mi ha chiesto di spiegargli la mia storia con la Leone. L'ho fatto. Mi ha ribadito che per pubblicare con loro avrei dovuto pagare più di 5000 euro, e questo senza che avessero letto il mio secondo romanzo. Ho ripetuto due volte che non avrei pagato un euro e che era inutile insistere; questa persona ha tentato in tutti modi, e devo dire francamente anche in modo irritante, di spiegarmi i vantaggi del pagare a loro 5000 euro, che le altre case editrici non ti fanno pagare niente ma poi non ti distribuiscono, che le agenzie letterarie ti aiutano, sì, ma poi ti chiedono "decine di migliaia di euro", e soprattutto che loro erano una c.e. non a pagamento ma poi "grazie ad autori che gli mettevano il manoscritto in mano e gli dicevano 'fatemi diventare famoso' (fregandosene della promozione), sono stati costretti a diventare una casa editrice a pagamento". E ho ravvisato in questa ferrea, martellante volontà di convincere, lo stesso tipo di strategia messa in atto due anni prima dal suo collega (R.G.). Ora, visto che mi pare di capire che LEONE EDITORE è ORAMAI DIVENUTA A PAGAMENTO, come ammesso dal suddetto impiegato, perché (lo chiedo ai moderatori del blog) non spostarla tra le c.e. a pagamento?

Il signore di cui sopra mi ha detto che anche lui è uno scrittore, e che anche lui prima era assolutamente contrario all'editoria a pagamento, ma poi ha capito che non è un male come credeva. 

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Avevo inviato, ma depenno subito! Meno male che esiste il WD, vi adoro :)

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ringrazio l'editore per la chiarezza e la correttezza nell'aver esposto la sua posizione

ringrazio il WD, che mi ha fatto scoprire che un editore che tenevo d'occhio perché mi piaceva è diventato a pagamento.

bene, lo depenno dalla lista di quelli che mi interessavano.

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Riporto, anch'io purtroppo, la stessa esperienza di molti altri. Sono stata contatta dalla CE qualche giorno fa con richiesta di contributo (investimento per loro) di 3.000+iva e devo dare risposta a breve altrimenti non riescono a mettermi nel catalogo del primo semestre 2014 (noto che sono state riportate le stesse scuse a chiunque). Leggendo le Vs. ultime esperienze credo proprio che rifiuterò, è un peccato perché anche io pensavo fossero seri. Erano riusciti quasi a convincermi, soprattutto sull'editing, ma il mio dubbio era se sceglievano gli esordienti in base al manoscritto o per il semplice fatto che fossero "esordienti" quindi privi di esperienza e pertando di facile preda.

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ciao, anche io ho avuto una esperienza del tutto simile alle precedenti: invio manoscritto a leone, contatto da parte della casa editrice, approfonditi colloqui e spiegazioni, contratto decennale, richiesta di contributo economico importante, colloquio con l'editore in persona presso la loro sede, lettura del contratto con discussione face to face, spiegazione del piano di promozione, consigli su cosa è meglio fare e cosa non ha senso e serve solo a gratificare l'autore, eccetera. Impressione di persone serie che sanno quello che fanno e che stanno pensando al futuro. Però... sono tanti soldi. La domande vera è: fanno quello che promettono? riescono ad avare successo coi libri che pubblicano? sono effettivamente presenti in TUTTE le librerie e sul banco novità di mondadori, feltrinelli, eccetera? perchè se la risposta è sì, allora ci può stare che chiedano una co-interessenza all'autore sconosciuto esordiente (magari meno esosa). Se invece non ci riescono, allora sono come gli altri.

cercasi esperienze a riguardo, grazie

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fino a due anni fa erano presenti alla Fiera del Libro di Torino, ed erano free: mi faceva un po' storcere il naso la richiesta del cartaceo, ma l'impressione era stata buona, e li avevo inseriti nell'elenco degli editori "da contattare in futuro"

Ora non vengono più alla Fiera, e a sentire le vostre testimonianze sono diventati a pagamento.

Due pessime credenziali. Personalmente, li ho depennati dal famoso elenco.

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Ospite Linda Rando

Se sei contro l'editoria a pagamento come fai a prendere in considerazione l'idea di pagare?

Ci sono delle CE a pagamento che fanno bene il loro lavoro? Certo. Ma sopra ho scritto che il pensiero su cui si fonda questo forum è "mai pagare per pubblicare, nemmeno se fosse con Mondadori".

Sono sei anni che si argomenta sul perché siamo contrari al pagare per lavorare, non vedo perché ripetere di nuovo ogni cosa, visto che ogni cosa è scritta qui.

E ribadisco: non puoi sostenere di essere contrario all'EAP se prendi in considerazione la possibilità di pagare. È come se un vegano prendesse in considerazione l'idea di mangiare un coniglio.

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Buondì a tutti. Ero già passato da queste parti essendo un autore sotto contratto con Leone Editore e avevo già parzialmente fornito la mia personale esperienza con la casa editrice. Con loro ho già editato tre romanzi e un quarto è in prossima uscita. Vorrei premettere che, logicamente, ciascuno può formarsi una libera opinione sulla congruenza di una partecipazione economica, da parte di un autore, a una programmata e strutturata campagna di promozione editoriale del proprio romanzo. Mi permetto solo di fornire, pacatamente, un contributo di pensiero spero utile a Robanzat, fermo restando che alcun legame di amicizia o parentela mi lega con l'editore in parola, ma un sincero rapporto di fiducia e stima, spero reciproco. Se non sbaglio Robanzat si domanda e ci domanda, non tanto se sia giustificabile una richiesta di contributo da parte della casa editrice quanto piuttosto se ciò che prospettano, appunto in termini di pubblicizzazione e promozione venga sul serio messo in campo. Qui, perciò, mi limito a dire questo. Dopo 20 di gavetta con pseudo editorucoli a pagamento, dove le pretese economiche da me sempre declinate, avrebbero visto come controprestazione il mero magazzinaggio di volumacci mal stampati in buie cantine, Leone editore ha portato i miei romanzi a primeggiare nella degna classifica IBS (per ben sei mesi, a torto o a ragione, sono stato nella top ten dei best seller dietro al celeberrimo Dan Brown e compagnia cantante), ha diffuso un mio romanzo unitamente a uno dei più importanti quotidiani nazionali realizzando vendite per diverse migliaia di copie in tutta Italia, ha contribuito a far recensire una mia storia sul settimanale Voyager, ha promosso e distribuito i miei titoli nelle librerie italiane dove ne ho personalmente e maniacalmente riscontrato la presenza e, ultimo ma non ultimo, ha consentito acché una mia storia fosse tradotta in Spagna. Ora, dico questo non per convincere qualcuno o per forzare il concetto che il sistema proposto a Robanzat sia eccelso. Lo faccio per consentirgli di decidere se impegnarsi con questo editore sapendo che, per quel poco che la mia povera esperienza di autore può offrire, si tratta di persone serie che,in genere, laddove prospettino richieste di compartecipazione ad ambiti promozionali, lo fanno perché anche loro vanno incontro a impegni economici per servizi che altre case editrici non si sognano neppure di lumeggiare agli autori. In sostanza, Leone non chiede soldi per pubblicare libri ma, preventivando spese in proprio per pagare servizi altrui (esposizioni privilegiate vendute dalle major o da librerie a marchio) non credo possa permettersi di pagare questi extra in proprio. Grazie, come al solito, per l'ospitalità sul forum.

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Grazie per il contributo Detlef.
Le mie posizioni sono spesso distanti da quelle del forum, ma, in questo caso, paradossalmente, la cosa mi intristisce ancora di più rispetto a quando si parla di editori a pagamento che fanno un lavoro simile a quello della tipografia.
Il fatto è questo: anche volendo (e non ho detto che vorrei, è solo un'ipotesi), io non avrei 3000 da spendere. Questo non significa che un mio eventuale testo sia brutto, solo che sono povera.
Con tutti gli enormi problemi che ha la distribuzione editoriale, problemi che chiunque abbia pubblicato credo conosca, sapere che pagare possa essere conditio sine qua non per una visibilità reale lo trovo sconfortante. 

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Vedo che Lem e Gongola mi hanno già preceduto sottolineando il punto essenziale.

Nessuno mette in dubbio la libertà di fare ciò che si preferisce con la propria opera. Rimane però il parere (mio personalissimo, ma forse condiviso anche da altri qui) che un editore che chiede un contributo economico, per quanto piccolo, ad un autore (per qualunque cosa, dall'editing alla stampa alla promozione alla distribuzione) viene meno ai suoi compiti e quindi è, per dirla con un giro di parole, un editore non troppo buono. Un autore poi che è disposto a pagare per la sua opera è libero di farlo, ma io personalmente mi riservo il diritto di giudicarlo e di dire che, secondo me, fa male e potrebbe fare diversamente.

 

Se la Leone Editore quindi chiede un contributo economico sì per la promozione, ma comunque essenziale per la pubblicazione (cioè, senza, non si pubblica), è una CE a pagamento e quindi mi sento di sconsigliarla: ci sono tante CE free che offrono la promozione a gratis: perché non pubblicare con loro? "Perché loro non accettano il tuo manoscritto!" si potrebbe rispondere. E allora perché la Leone lo accetta? Giusto perché pago? Come faccio insomma a sapere che il mio libro vale davvero la pubblicazione? Se la vale, ho tante CE free a cui rivolgermi e che dovrebbero accettarlo comunque; se non la vale, allora non ha senso proprio pubblicare, figuriamoci pagare per farlo.

 

E qui sorge il dubbio su alcune esperienze di altri utenti riportate in post precedenti: buffo come le loro opere fossero già pronte così, senza bisogno di editing. Viene il dubbio che questa CE cerchi di evitare di impegnarsi anche in quello.

Per correttezza, riporto i passaggi in questione; qui c'è l'esperienza di Montag:

La telefonata è stata molto cordiale, la persona con cui ho parlato mi ha decantato l'opera, mi ha chiesto addirittura se l'avessi fatta editare perchè era già in ottimo stato.

 

 

cuido riporta invece diversamente che nel suo caso:

La persona con cui parlai (R.G.) mi fece qualche bel complimento, mi specificò che lui non aveva letto il mio lavoro, ma che esso necessitava di editing, per un costo di 5000 euro. Proposi di apportare io stesso le modifiche che mi sarebbero state suggerite, ma egli mi rispose che avrebbe preferito ingaggiare un professionista; temeva che io fossi troppo innamorato del mio romanzo per rimaneggiarlo con obiettività.

 

l'editing era ritenuto necessario. Ma era necessario anche un contributo. Assurdo: un contributo per l'editing? Allora... Questa CE non mette i soldi per la promozione, non li mette per l'editing... Cosa fa dunque? Stampa davvero e basta? Torno al discorso di prima: perché dovrei rivolgermi a loro quando altre CE mi offrono i medesimi servizi ma gratis?

Modificato da Alexander91
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Ok, d'accordo, forse manco sul serio di chiarezza. Ci riprovo l'ultima volta perché continuare significherebbe annodare i grovigli di una corda secca. Punto primo: mia opinione è mai pagare per pubblicare il proprio romanzo. Punto secondo: se arriva un servizio promozionale extra, del tipo, tre settimane impilato sulla colonnina centrale di una libreria a marchio e se la libreria in discorso CHIEDE all'editore una tal somma e se quel diavolo di editore NON HA quella somma per centocinquanta autori, ma al massimo per uno, due o tre, quell'editore (non, cioè, quello che chiede denari per stampare e portare in libreria) ha due scelte dettate dalla matematica: dire, no grazie, non ho così tante risorse oppure dire chiaramente ai suindicati centocinquanta autori o centottanta o quanti siano, ragazzi miei, OLTRE a portarvi in libreria, OLTRE, ok?, se qualcuno intende aderire a questa promozione extra, ci sarebbe da contribuire, ma non per ingrassarmi a uffo, ma semplicemente perché, caso contrario, amici come prima, su quei totem A PAGAMENTO nessuno di voi potrà salirci. Anche le sponsorizzazioni su IBS non sono un regalo di un munifico babbo natale. Si pagano. Si pagano TANTO. Anche in questo caso: supponiamo che l'editore animato dai più sani propositi, DOPO aver portato in libreria i suoi titoli, diffusi gli stessi nel web, nelle radio, su qualche buona rivista, decida di aderire alla RICHIESTA DI DENARO di ibs, fa due conti e considera che, ahimé, proprio non glie la fa a promuovere da solo su ibs tutti i suoi titoli. Ergo, solita solfa: vuoi tu, autore, darmi una mano per pagare questo servizio extra? Ora, fermo restando che per la centomilionesima volta ribadisco che ognuno è libero di dire no, no, no, no, alla fine dei conti, dopo alcuni anni, un editore pensa: beh, siccome la promozione che passa per questi servizi extra mi costerebbe diciamo diecimila euro a titolo (ho personalmente chiesto a una importante catena libraria quanto costa, per una settimana, esporre titoli in esclusiva di una sola casa editrice), forse mi viene da spiegarlo d'anticipo a un autore, prima di contrattualizzarlo, che chiederò a lui di contribuire per queste spese EXTRA che NON RIESCO A COPRIRE.

Detto ciò, ri-chiedo scusa a tutti se, ancora una volta, non sono stato chiaro, ma ribadisco che questo discorso non mi pare identico a quello praticato da molte case editrici che chiedono cinque, seimila euro per fare una copertina carina, colorata, accattivante e poi il libro non si trova in nessun luogo.

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Quello che io dico è che:
1. se non riesci a coprire una data spesa non è un mio problema ma tuo in quanto editore, se voglio pagarmi la pubblicità lo faccio senza passare per te

2. se sei un editore come mi aspetto che tu sia se non ti bastano i soldi non pubblichi 3 autori ma ne pubblichi solo 2 e quando puoi passi al terzo... se fai il passo più lungo della gamba non sei in grado di fare impresa

3. l'editoria a pagamento per come io la vedo parte dalla copertina per finire alla promozione, se mi chiedi soldi e devo "comprarmi" la pubblicazione o la promozione per ME sei editoria a pagamento, a prescindere dalle definizioni legali che non conosco, parlo di come io mi approccio all'editore tutto qui :)

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Ospite Lem Mac Lem

Quindi, ipotizzando che un autore selezionato non voglia pagare, basterebbe che si rifiutasse e verrebbe pubblicato gratuitamente, comunque?

Perché il nocciolo è questo.

E sarebbero utili testimonianze di autori che hanno rifiutato di pagare questi cosiddetti servizi extra, venendo pubblicati ugualmente, anziché solo testimonianze di autori che hanno rifiutato il pagamento e sono stati cassati tout court.

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detlef74, sei stato cristallino; forse quello poco chiaro sono stato io.

 

Punto 1): a leggere le esperienze dirette riportate sopra da alcuni utenti, il contributo è OBBLIGATORIO: non è che l'editore offre diversi pacchetti della serie: "pacchetto free": promozione e distribuzioni un po' limitate, sostenute completamente dall'editore (e limitate quindi alle sue possibilità imprenditoriali) senza alcun contributo dell'autore; "pacchetto con contributo" (cioè quello che dici tu): l'autore aiuta l'editore a sostenere le spese per la promozione e distribuzione. A parte il fatto che in quest'ultimo caso sarebbe da aspettarsi per l'autore comunque una percentuale più alta sul prezzo di copertina per poter rientrare della propria quota, la Leone pare non essere neanche a doppio binario ma esclusivamente a pagamento.

 

Punto 2): chiedere un contributo (di quella cifra poi) per l'editing è una cosa assurda: se una CE non si preoccupa neanche a spese sue dell'editing, ripeto, che fa? Stampa e basta?

 

Punto 3): se una CE non ha i soldi per dare un servizio, non lo dovrebbe dare, semplicemente! Se un imprenditore non ha i soldi per condurre avanti la propria impresa, che chiuda! E' semplice e non c'è nulla di male, moralmente parlando.

 

Sennò a questo punto uno diventa socio dell'editore e fa prima, cosicché il contributo sia davvero proporzionato alla percentuale di guadagno.

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Ecco, Alexander91, questo è il punto. Hai centrato in pieno il concetto che cercavo di esprimere. Le esperienze dei singoli, riportate in questo post, io le rispetto. Non ero presente (non sono nel consiglio di amministrazione di Leone Editore e non mi sogno di appartenervi) e non posso, per rigore di pensiero, pronunciarmi in merito. Il mio contributo di pensiero era tassativamente riferito alla valutazione di servizi che un editore vuole programmare e pianificare ed esporre a chi firma un contratto. Io non ho pagato per pubblicare i miei romanzi, quindi non posso che presumere che ci sia spazio per pubblicare senza pagare. Ho ricevuto alcune proposte additive alla pubblicazione, del tipo di quelle da me elencate. Qualcuna l'ho accolta, con benemeriti risultati, alte non mi hanno interessato. Le gomme della mia auto sono ancora integre e nessun ninja mi sorprende nel cuore della notte con una lama alla gola.

Poi, non posso entrare nelle singole posizioni ma, semplicemente, portare la mia testimonianza.

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Ospite Linda Rando

Ecco, Alexander91, questo è il punto. Hai centrato in pieno il concetto che cercavo di esprimere. Le esperienze dei singoli, riportate in questo post, io le rispetto. Non ero presente (non sono nel consiglio di amministrazione di Leone Editore e non mi sogno di appartenervi) e non posso, per rigore di pensiero, pronunciarmi in merito. Il mio contributo di pensiero era tassativamente riferito alla valutazione di servizi che un editore vuole programmare e pianificare ed esporre a chi firma un contratto. Io non ho pagato per pubblicare i miei romanzi, quindi non posso che presumere che ci sia spazio per pubblicare senza pagare. Ho ricevuto alcune proposte additive alla pubblicazione, del tipo di quelle da me elencate. Qualcuna l'ho accolta, con benemeriti risultati, alte non mi hanno interessato. Le gomme della mia auto sono ancora integre e nessun ninja mi sorprende nel cuore della notte con una lama alla gola.

Poi, non posso entrare nelle singole posizioni ma, semplicemente, portare la mia testimonianza.

 

Una domanda, molto semplice e molto chiara: qualora tu non avessi pagato quelle "opzioni extra" saresti stato pubblicato ugualmente o no?

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Ospite Valpur

Non capisco, perché pagare per dei servizi che sarebbe scontato ottenere da un editore? Editore che, in teoria, dovrebbe far guadagnare se stesso e l'autore con le vendite, e non con un obolo?

Dico davvero. Non capisco.

Io ho pubblicato con una CE free quando avevo vent'anni, la CE era agli esordi e io una totale ignorante incapace di gestire se stessa e i propri sogni editoriali, eppure neanche allora ho mai pensato di sborsare soldi (che tanto non avevo). Mi sembrava scontato, ma evidentemente non è così...

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Ospite Linda Rando

Sono stato pubblicato PRIMA di ricevere proposte extra.

 

Bene, visto che ci siamo chiariti? Non era difficile.

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Ciao a tutti

 

Arrivo a questa discussione perché sono amico/collega di "detlef74" (abbiamo scritto una raccolta di racconti insieme) che oggi, in una delle varie mail che periodicamente ci scambiamo, me ne ha accennato.

Ci tengo a premettere che non scrivo per "appoggiare" la casa editrice.

Mi limito a portare la mia esperienza. Ognuno poi tragga le sue conclusioni.

Ho pubblicato due romanzi con Leone ed è prevista la pubblicazione di un terzo il prossimo anno.

Io non ho sborsato nulla né per la pubblicazione né per l'editing. Neanche un euro.

Per quanto riguarda invece le attività di promozione, mi sono state fatte alcune proposte. In gran parte le ho declinate, senza che questo mi escludesse dal novero dei loro autori. Da quel che ho visto, confrontandomi con diversi altri autori della casa editrice, se Leone crede nel valore di un autore non lo "caccia" certo per il solo fatto che non partecipa alle iniziative promozionali.

Ho accettato di contribuire (con un importo ben inferiore a quelli sopra indicati!) in un solo caso e cioè quando c'è stata l'opportunità di inserire uno dei miei due romanzi (già pubblicato un anno prima e già passato per le librerie) tra quelli che Leone ha distribuito in edicola insieme a un quotidiano a tiratura nazionale. Dal punto di vista economico l'operazione non comportava nessuna occasione di guadagno (anzi, come detto, ho accettato di sborsare io una somma), ma in questo modo il romanzo è stato distribuito in 5000 copie in quasi tutte le edicole d'Italia e la gran parte di queste copie è andata poi effettivamente veduta.

È stata un'occasione importante per "far girare" il mio nome e farmi leggere.

È chiaro che avrei preferito farlo a costo zero, ma considero comunque l'operazione ragionevole e, nel complesso, utile.

Molti riterranno che anche questo genere di richieste di contributo non siano opportune. Lascio la questione di principio alla valutazione di chi legge. Mi limito a dire che, per lo meno sul piano dei risultati Leone offre dei riscontri, dove altri incassano senza fare nulla di significativo.

Chiaramente il presupposto imprescindibile è quello di avere scritto un romanzo valido. Va da sé che né Leone né nessun altro editore può trasformare un cattivo romanzo in un buon romanzo. Non basta un buon editing, non basta una efficace promozione.

Altri elementi di valutazione: Leone ha una buona distribuzione (i libri vanno effettivamente in libreria, compresi gli store Feltrinelli e Mondadori) e, almeno per quella che è la mia esperienza, non "blocca" i suoi autori, magari opzionandone i lavori senza poi pubblicarli.

Per alcuni romanzi, che per il genere trattato e/o la trama, non sono risultati di loro interesse, Leone, correttamente, mi ha concesso la prevista liberatoria, permettendomi di proporli ad altri editori e di farmi pubblicare da loro (per esempio ho pubblicato un romanzo in ebook con GEMS in qualità di finalista del Torneo "Io Scrittore").

Tutto qua.

Buona scrittura a tutti! 

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Ospite Lem Mac Lem

Okay, quindi alla luce delle testimonianze fin qui raccolte, Leone è un editore a Doppio Binario (ad alcuni chiede soldi, ad altri no) e rimane in questa sezione.

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Ospite Linda Rando

Grazie per la tua testimonianza, essedi.

 

Tutto ciò non fa altro che riconfermare l'utilità della lista Doppio binario: casi in cui soldi vengono chiesti come condizione di pubblicazione, casi in cui ciò non avviene, come in questo caso.

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Sono stato pubblicato PRIMA di ricevere proposte extra.

 

 

Ho pubblicato due romanzi con Leone ed è prevista la pubblicazione di un terzo il prossimo anno.

Io non ho sborsato nulla né per la pubblicazione né per l'editing. Neanche un euro.

 

 

Good. Vista la precisazione di detlef74 (scusa ma nel tuo primo post non si capiva bene se avessi pubblicato gratuitamente oppure pagando subito per gli extra) e la testimonianza di essedi, è chiaro che la Leone Editore è una CE a Doppio Binario. Per me sta apposto così.

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Mah! La testimonianza di essedi  mi conferma che per avere tutte le attenzioni del mio editore devo pagare. Cosa assai strana perché certi servizi opzionali dovrebbero girare intorno alla commerciabilità del  libro e non alla volontà dell'autore. 

altra cosa: non vi ho mai partecipato ma ho spesso tenuto d'occhio il suo concorso a pagamento.  E' successo che non abbia ritenuto valido alcun testo pervenuto, se non sbaglio. Forse un anno. Ora, mi chiedo,  possibile che quando c'è di mezzo un contributo saltano fuori capolavori come funghì?

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cari detlef74 ed essedi, una sola domanda. A quando risale il vostro contratto con leone? E' recente o di lunga data?

vorrei capire infatti se a tuttoggi mantiene il doppio regime (ad alcuni chiede soldi e ad altri no) o, come mi ha detto, ad oggi chiede a tutti il contributo.

grazie a tutti

r

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Pensavo di aver scoperto che ci sono case editrici a pagamento che lo sanno nascondere in modo quasi perfetto, poi ho capito di essere arrivato tardi: esiste anche la categoria "doppio binario".

Faccio un po' fatica a capirla.

Avevo un amico che faceva il broker. Aveva fatto fortuna vendendo junk bond (obbligazioni "spazzatura", cioè di creditori a rischio che pagano interessi alti per attrarre gli allocchi). Le vendeva a prezzi molto scontati e il cliente avrebbe guadagnato tanto con gli interessi e ancora di più con il rimborso. Era bello ascoltarlo e vedere lentamente la cupidigia accendersi negli occhi dei suoi clienti.

«Cominciamo a rifilargli questo pacchetto» diceva ogni volta che riusciva a risvegliare la brama di un investitore. «Se poi la rimborsano davvero, metà la ricevo io.»

Sghignazzava sempre, prendendo gusto quando lo guardavo storto.

Anche lui lavorava sul doppio binario. Conosceva le infime probabilità di rimborso e viveva delle commissioni di vendita iniziali. Ogni tanto i creditori rimborsavano. A tutti sarebbe sembrato un colpo grosso, ma per lui era irrilevante rispetto ai costanti introiti delle commissioni di vendita.

Era molto convincente e aveva la straordinaria abilità di non dare un solo pezzo di carta ai suoi clienti prima di averli invischiati nella sua ragnatela. Non lasciava mai in mano i contratti di vendita prima della firma. Li faceva firmare nel suo ufficio e accludeva un impegno ferreo di non divulgazione.

Ho pensato proprio a lui quando ho parlato per la prima volta con un editore a "doppio binario".

A inizio anno ho spedito un manoscritto a una ventina di editori, evitando accuratamente quelli a pagamento. Dopo solo due mesi mi ha chiamato il primo. Obnubilato dall'evento, non ho nemmeno pensato di aver avuto fortuna, ma che qualcuno avesse notato rapidamente la qualità della mia opera e non volesse perdermi.

Avevano un bel sito, con ricche collane e anche autori stranieri. Dopo una ricerca sommaria sul web ho pensato di aver avuto fortuna. Sembravano parlarne bene tutti: interviste, opinioni e commenti erano tutti favorevoli. Erano anche inseriti in diverse liste di “editori non a pagamento”. Bravissimi e coraggiosi, sembravano il David del mercato editoriale italiano.

Mi hanno proposto un contratto in esclusiva per dieci anni per opere presenti e future, cartacee e digitali e in tutte le lingue e paesi del mondo, in modo da giustificare il loro importante investimento nell’autore, stimato a circa 40/50’000 euro.

En passant, mi hanno chiesto un piccolo contributo di tre o quattromila euro, non per stampare "come fanno tanti altri" (testuali parole), ma per partecipare all’investimento di lancio.

Fin qui le mie vibrisse intorpidite dalla brama di raggiungere rapidamente i lettori non avevano ancora captato niente.

Dopo le prime domande sui vincoli e le limitazioni imposte dal contratto, ho sentito il primo odore strano: il contratto era un segreto industriale!

Lo potevo vedere solo al momento della firma nei loro uffici perché, senza averlo firmato, non ero ancora tenuto al segreto. Firmandolo m'impegnavo a non farlo vedere a nessuno.

Il serpente che si divorava la coda ha fatto finalmente dilatare le mie narici e mi sono ricordato di colpo del mio amico broker. A proposito, non pensate che sia finito male. Fa sempre lo stesso lavoro, perfettamente legittimo. Non ha mai venduto niente che un cliente non gli avesse chiesto.

Ora i mantelli d’agnello non m'ingannano più: anche quando sono molto eleganti mi rendo conto che chi c'è sotto, sia esso il re degli animali che si è messo a stampare, un lupo o meglio dire uno sciacallo, va tenuto a distanza.

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Non è mai stata proposta una pubblicazione di libri non valutati dalla casa editrice. 

 

Quasi un anno fa, parlai con uno dei vostri responsabili che mi disse, PRIMA DI aver letto e valutato il mio romanzo, che per la pubblicazione avrei dovuto pagare 5000 euro, ripeto: prima di averlo letto e valutato. 

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Sono stato anch'io contattato dalla Leone Editore a inizio anno, circa un paio di settimane dopo (!!!) aver loro inviato il mio manoscritto di ca. 380 cartelle, e tra l'altro con le vacanze natalizie nel mezzo (doppio !!!).

Non sto a farla lunga, anche a me hanno offerto un contratto di edizione previo pagamento di 5.000euro per i costi di promozione, contratto che prevedeva un'esclusività di 10 anni e le future pubblicazioni a titolo gratuito. Ho ovviamente rifiutato, dopo però aver sondato un poco il terreno con il responsabile con il quale ho avuto una lunga conversazione telefonica.

Di fronte alla mia domanda se avevano letto il libro, mi ha risposto che la loro prima scrematura avviene leggendo la sinossi e alcuni capitoli scelti a caso, e che, stando a questi criteri, il mio libro rientrava nei loro canoni anche se magari dopo una limatura di alcuni dettagli nella fase di editing.

Ma la cosa che più mi ha fatto specie è stata quando, di fronte alla mia titubanza, detto responsabile ha cominciato a preventivare possibili riduzioni del prezzo fino a 3.000 euro. Ovvio che la situazione (e la persona) mi sono risultati ancor meno credibili di prima.

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