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Lorenzo Sartori

Pubblicare con più di un editore

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E' una cosa comune pubblicare con più di un editore? Non mi riferisco alle grandi CE, quelle sicuramente se ti mettono sotto contratto vogliono un'esclusiva. Mi riferisco soprattutto alle piccole CE, quelle magari specializzate in un genere invece che in un altro. In un formato anziché in un altro.

 

Magari pubblichi un racconto/romanzo fantasy per una e un mainstream per un'altra (visto che la prima ad esempio non pubblica mainstream). O un ebook per una e un romanzo cartaceo per un'altra (sempre per una ragione analoga).

 

Succede o solitamente si passa a una CE quando si chiude definitivamente con la precedente?

E' un punto fisso in tutti i contratti editoriali o ogni CE ha una sua politica a riguardo.

 

Ci sono utenti di WD che collaborano per più CE?

Mi piacerebbe sentire la loro esperienza, ma anche il punto di vista delle CE.

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A me sembra abbastanza normale che si pubblichi con più Case Editrici. Succede anche ai grossi nomi. Anzi, semmai sono proprio gli esordienti ai quali può capitare si chieda l'esclusiva. Poi, quando l'esclusiva scade, si conserva magari una CE di riferimento per le opere principali, ma poi si cedono ad altre opere secondarie, racconti lunghi, saggi, opere di genere diverso da quello abituale.

In ogni caso finora ho pubblicato per tre case editrici diverse. Senza contare due o tre cose su riviste o antologie di racconti.  E non è che abbia rotto i ponti con una prima di pubblicare conl'altra.

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Prima di tutto dipende dal contratto firmato, ve ne sono alcuni che richiedono l'esclusiva (esistono anche tra i piccoli e medi editori) e altri che non bloccano in alcun modo l'autore che quindi può collaborare con più case editrici, anche in base al target di riferimento di ciò che vuole pubblicare.

Esperienza personale, due dei miei tre libri (quattro se consideriamo "Espiazione") sono stati pubblicati con la Sogno Edizioni, però poi dato che mi interessava l'idea della pubblicazione seriale proposta da "Lettere Animate" ho pensato loro di mandare qualcosa.

E così in questo modo ho contratti in essere non esclusivi con entrambe le case editrici. Nel frattempo sto cercando di piazzare un racconto breve da un altro editore, ma non per questo limito o limiterò le mie collaborazioni con la casa editrice (a tal proposito continuo per la Sogno a curare la collana Orbite Nere e mi sto occupando della curatela di un altro volume che non dovrebbe uscire tra molto).

Credo sia importante provare a fare più esperienze di matrice diversa, però d'altra parte credo che un autore debba cercare di non disperdere troppo le forze (nel senso di promozione e di potere di vendita), ma questo è off topic perché riguarda più un'altra questione quella di pubblicare due o più libri in un anno. :)

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Scusate se m'intrometto, però secondo la vostra esperienza, il contratto propostomi allora è un contratto/capestro. La ce pretende un'esclusiva di ben 15 anni sull'opera e un'opzione sulle opere successive che voglio pubblicare. Sottolineo che la pubblicazione è esclusivamente digitale.

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No, anche perchè sarebbe assurdo pagare per far pubblicare un ebook, quando potrei utilizzare il selfpublishing su Store internazionali. Mi è semplicemente arrivata una mail in cui dicevano che erano interessati a leggere la mia raccolta di racconti e m'invitavano a inviarla e in contemporanea mi hanno allegato il contratto. Quindi per il momento non so nemmeno se il mio lavoro piacerà, ma nel frattempo ho dato una scorsa al contratto e alcune cose non è che mi siano tanto piaciute, :nein:  tra cui questa cessione di diritti ( cedo anche l' eventuale versione cartacea). Inoltre anche le Royalties sono ridicole a mio parere: 10% dalle 50 alle 100 copie, 15% dalla 101 alla 200 20% dalla 201 in poi. Le prime 50 copie non ti danno niente. :nein:  Considerando che gli store come Amazon ti danno fino al 70%, mi sembra che si esageri col voler sfruttare l'autore. Inoltre non è chiara sulla distribuzione, sul tipo di promozione che attuerà e si parla di un rimborso spese su eventuali promozioni concordate con l'Editore. Poi il diritto d'opzione, legalmente lecito, anzi legittimo, ma non si capisce se l'opzione si estende anche al cartaceo, visto che è una ce che pubblica esclusivamente in digitale.

Insomma, dopo aver visto i vostri messaggi e aver navigato tra le sezioni, mi sto rendendo conto che questo tipo di contratto standard è un po' "obsoleto", praticabile forse fino a una decina di anni fa. Soprattutto con clausole piuttosto restrittive per l'autore, non dico vessatorie, ma camminano sul filo. :mazza:

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Le percentuali che metti sono da pubblicazione cartacea, ovviamente a partire dalla prima copia e non dalla 50esima. E, come dice Lorenzo, 15 anni sono una vita, soprattutto per un ebook.

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Ma infatti è quello che ho pensato, e devo dire la verità mi sembrano esagerate anche per il cartaceo. nel contratto è specificato: Quale compenso per la cessione dei diritti di pubblicazione in forma di e-book l’Editore corrisponderà all’Autore - ovvero ai suoi mandatari, ai suoi eredi o aventi causa - le seguenti percentuali per l’edizione in lingua italiana (ecc.):Nessuna percentuale viene riconosciuta per le prime 50 copie vendute. Parliamo di pubblicazione ebook. 

@ Lorenzo Sartori. Decisamente, posso trovare di meglio.  :asd:

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E sarebbero anche in un certo qual modo, giustificabili. Ho la sensazione che molti contratti "digitali" si basino troppo su quelli per il cartaceo, che già secondo me, per una serie di motivi, sono obsoleti. Come al solito, la tecnologia ha creato un vuoto legislativo anche in questo settore. Ma credo di essere OT con questo messaggio, non so.

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Gli editori che pubblicano in digitale presenti qui sul forum danno percentuali significativamente più alte del 10% per gli ebook

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sul digitale la percentuale dovrebbe essere almeno del 30%. Calcola che il costo di un ebook è più basso e va tolta un'IVA del 22% (più altri possibili costi di gestione).

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