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Nanni

Risposte ai commenti

Post raccomandati

Prendo spunto dalle risposte che mi ha dato Appassionato al commento che ho fatto a un suo testo. Naturalmente non ce l'ho con lui, che ha risposto in un modo che si usa spessissimo.

Quando ho scritto che non mi erano chiari, che non avevo capito, alcuni passaggi, lui me li ha spiegati.

In un certo senso va anche bene, così non sono rimasto col dubbio. Per esempio mi ha spiegato che una lampada di ceramica emette luce, e quindi fa delle ombre. Non lo sapevo. Insomma, a me lettore queste risposte vanno bene, evitano che resti col dubbio.

Ma a me commentatore non bastano affatto. Perché come commentatore il significato di quello che scrivo è altro che una richiesta di spiegazioni. Se dico che una certa cosa non l'ho capita sto dicendo, in modo più cortese possibile, che quella certa cosa non si capisce; è inutile che l'autore me la spieghi, perché la sua spiegazione non fa parte del testo, che è l'unicaa cosa che conti.

Semmai può farmi notare che mi è sfuggita un'informazione precedente che avrebbe dovuto farmi capire. Oppure rassegnarsi e cercare come modificare il testo in modo che le sue intenzioni si capiscano.

Oppure dirmi che sono io che non capisco a causa della mia ignoranza. Pazienza, ci sta anche questo. Poi lo mozzico sul collo lacerandogli la giugulare, ma ci sta.

Ecco, non so bene dove voglia andare a parare. La cosa un po' mi scoccia, sono sincero. Voi che ne pensate?

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Nanni, io penso che se tu non capisci è probabilmente un problema tuo, ma l'autore forse dovrebbe porsi delle domendi sulla chiarezza del suo testo;

se io e te non capiamo, probabilmente è un problema nostro ma l'autore dovrebbe porsi delle domande sulla chiarezza del suo testo;

se io, te e qualcun altro non capiamo, allora l'autore deve rivedere il suo testo perchè non è chiaro.

(io, te e il qualcun altro siamo degli esempi figurati, s'intende)

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Sinceramente quella di leggere tra le righe non è una cosa che non a tutti riesce. Anche a me capita, quando esprimo un commento, anche non positivo, di farlo con tutta la gentilezza possibile , perchè capisco che non a tutti piaccia la verità ''sbattuta in faccia'' ed è giusto così.

Però devo ammettere che se mi trovassi di fronte alle risposte da ''fiera dell'ovvio'', probabilmente rotolerei di risate (come è accaduto leggendo quanto hai detto) e farei spallucce... tanto si commenta da solo.

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Sinceramente quella di leggere tra le righe non è una cosa che non a tutti riesce. 

ops, scusate l'ho messo due volte...fate conto che non ci sia.  :blush2:

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Nanni, ti dirò la mia in quanto esponente "dell'altra parte": io quando qualcuno mi fa notare qualcosa del genere spiego sempre e comunque. Questo a prescindere da quanto io ritenga comprensibile il testo o meno: in entrambi i casi (che il commentatore non abbia notato qualcosa o, più spesso, che io non abbia chiarito nel modo giusto qualcosa) io preferisco spiegare, e gradisco che lo si faccia con me, le intenzioni della scena. Sia perché magari chi mi ha fatto notare l'incomprensibilità di qualcosa è curioso di sapere che cavolo volevo dire, sia per mettere ancor più in chiaro cosa intendevo e quindi discutere con maggior precisione, con chi mi ha mosso la critica, come comunicare al meglio il suddetto messaggio o sottotesto. Mi sembra giusto farlo, a dirla tutta.

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Intanto rispondo sulla questione in generale, poi mi vado pure a leggere il post di cui parli perché mi hai incuriosito.

 

Come con altre parole diceva Mr. Yattaman, si tratta di trovare il confine delle responsabilità del lettore e dell'autore.

Il lettore, da parte sua, deve leggere con attenzione il testo e non farsi sfuggire nulla (parliamo di un lettore ideale, ovviamente).

L'autore però, da parte sua deve essere il più chiaro possibile.

 

La risoluzione dovrebbe essere semplice: il lettore commenta e, se qualcosa non è chiaro, espone il suo dubbio.

L'autore risponde tentando in ogni caso di chiarire il dubbio: se l'incomprensione è dovuta ad una lettura poco attenta, ma in effetti il testo è abbastanza chiaro, allora la colpa sarà del lettore; se invece l'incomprensione è dovuta ad una, passatemi l'ossimoro, palese oscurità del testo, la colpa è dell'autore.

 

In entrambi i casi, ognuno dovrebbe avere il buon gusto di riconoscere le proprie responsabilità.

 

L'autore in particolare dovrebbe essere consapevole del fatto che a lui che l'ha concepito e partorito, il testo risulterà sempre più chiaro di come appare effettivamente agli altri. In fase di scrittura quindi bisogna sempre essere attentissimi a questo problema, secondo me.

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Ospite

Nanni, quando commento qualcosa che a mio dire suona malissimo o non ha alcun senso mi muovo con tatto e argomento bene ciò che dico, ma non mi tengo per me nulla. Il punto è: tu che posti questo testo vuoi solo essere elogiare dagli altri o vuoi crescere come scrittore? Nel primo caso hai sbagliato posto, nel secondo beh ogni commento ti può essere utile. Magari sono io che in quel momento avevo altro per la testa oppure ero di corsa e non ho soppesato ogni cosa con cura (ci può stare!), il fatto è che è un dovere morale per ognuno di noi segnalare le debolezze (reali o presunte) di un testo al suo creatore. è capitato anche a me di ricevere critiche che ritenevo infondate e ogni volta ho avuto anch'io la tentazione di ribattere (talvolta l'ho anche fatto), ma poi mi sono detto: se io intendevo quella tal cosa e il mio lettore non l'ha capita, sono sicuro di essermi espresso con sufficiente chiarezza oppure potevo fare di meglio?

Incassare il colpo e tornare sulle mie righe a mente fredda mi ha aiutato in più di un'occasione. Se qualcuno non lo capisce, il problema è tutto suo :)

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Credo che fornire spiegazioni "a difesa" di quel che si è scritto, venga naturale, specie per chi è alle prime armi. Si smette (chiedendo semmai un suggerimento migliorativo al commentatore) con l'esperienza.

Per ridurre le repliche alla valutazione tento di formulare giudizi cortesi ma, se negativi, piuttosto netti e non personalizzati (questa frase non è comprensibile, piuttosto che "non mi è chiara"). Mi crea qualche problema essere "scortese" e infatti commento poco.

D'altra parte metà del libro ce lo mette il lettore, citando malamente, per cui le valutazioni anche esperte sono  in parte opinabili.

Capita persino con i  testi da pubblicare: l'editor boccia espressioni che l'autore difende o  suggerisce varianti che l'altro trova abominevoli.

Cerco anch'io il commento in questione.

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Ho letto la discussione cui ti riferisci e credo di aver capito il problema.

 

L'utente in questione non ha ammesso i suoi errori, che pure ci sono: prima ancora di leggere il tuo commento, ho storto il naso sui medesimi punti da te richiamati.

 

Credo sia questo il problema: l'utente non ha capito che le tue erano delle critiche, non (solo) delle richieste di chiarimenti. Ha dato per scontato di aver scritto bene: un errore madornale, ma che tutti facciamo o abbiamo fatto prima o poi: è normale che si tenda a vedere meno i propri errori e a pensare più facilmente ad un errore di valutazione da parte degli altri.

 

Per ora, io lascerei correre. 

Se rimane un caso isolato, pazienza. 

Se la questione si ripete con la medesima o con altre persone io, fossi in te, chiarirei che si tratta di critiche e non di semplici richieste di chiarimenti.

In ogni caso, per evitare situazioni del genere, si dovrebbe cercare di essere più espliciti possibile quando si critica: dire cioè chiaramente che si sta parlando di un errore, non di una cosa che non si è compresa. 

In effetti, a leggere i tuoi appunti, così, su due piedi, non pare che tu stia criticando, ma pare solo che tu stia dando chiarimenti.

Anche se per noialtri è chiarissimo che tu stai segnalando degli errori quando dici:

 

c’è però qualche imprecisione che voglio indicarti:

 

 

Io, ad esempio, sono un tipo sensibile e molto auto-critico, e quindi drizzo facilmente le orecchie anche quando mi ci si rivolge in modo così soft.

Però non siamo tutti così.  :asd:

 

PS: non voglio fare il pignolo, ma appassionato parla di una stufa in maiolica, tipo queste, non di una lampada di ceramica. In effetti, se la stufa ha uno sportello in vetro temperato, allora fa anche un pochino di luce. Però in generale per far emettere luce da/attraverso la ceramica, ci vogliono temperature ben superiori a quelle che può raggiungere una semplice stufa in maiolica.  :asd:

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Vi ringrazio. Il problema non è, spero che sia chiaro, Appassionato, è che è un atteggiamento abbastanza diffuso, probabile che io stesso ci sia caduto, in qualche occasione, è quasi inevitabile.

Penso che dovremmo tenerne conto, ecco tutto.

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Ospite

L'utente in questione non ha ammesso i suoi errori, che pure ci sono: prima ancora di leggere il tuo commento, ho storto il naso sui medesimi punti da te richiamati.

 

Credo sia questo il problema: l'utente non ha capito che le tue erano delle critiche, non (solo) delle richieste di chiarimenti. Ha dato per scontato di aver scritto bene: un errore madornale, ma che tutti facciamo o abbiamo fatto prima o poi: è normale che si tenda a vedere meno i propri errori e a pensare più facilmente ad un errore di valutazione da parte degli altri.

 

Ottima osservazione, Alexander. La capacità di giudizio in ogni caso credo sia il discriminante tra chi potrebbe avere un futuro e chi non ne avrà.

 

Una volta mi è capitato di scrivere un commento di fuoco a un tipo perché il suo testo era pieno di svarioni quanto un alveare lo è di api (per fare un paio di esempi basilari, non conosceva la differenza tra ah, ha e a, tra né, n'è e ne, tra ce e c'è e via discorrendo). Il mio commento è iniziato in questo modo: "Se vuoi mandarmi al diavolo, fa' pure. Non ribatterò perché non è mia intenzione iniziare un flame. Tuttavia sappi che non ho nulla contro di te e ciò che ti sto per dire vuole essere un consiglio per aiutarti a crescere."

L'ho massacrato e dalla sua risposta era chiaro che fosse amareggiato per essersi sentito dire tutte quelle cose poco belle, ma ha ammesso le sue enormi lacune e non mi è saltato alla gola. In caso segnatevele, sia mai che possano tornarvi utili  :asd:

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oddio. il terrore. il mio, intendo.

non sono tipo da salamelecchi o perifrasi, non le capisco, non le metto in pratica, non le recepisco.

vi prego, dunque:  se leggeste qualcosa di mio e vi facesse schifo, preferisco mille volte un "mi fa schifo" schietto e sincero (se motivato poi sarebbe meraviglioso perché mi aiuterebbe)  piuttosto che una dolce ed educata perifrasi che comunque sono certo non capirei. :asd:  :saltello:

 

ho letto il frammento e anche io credevo volessi avere info sulla stufa o sulla tisana, mai più avrei pensato che fosse un modo educato di dire che non ti è piaciuto  :emo:

torno a dormire nella mia grotta con il mio orso marsicano, buonanotte  :zzz:  :gokulol:

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No, aspetta. Non volevo dire che non mi fosse piaciuto, solo che c'erano delle cose che non avevo capito.

Adesso non vorrei che il povero Appassionato si sentisse messo sotto processo. Ho usato il suo frammento come spunto per aprire la discussione, Che poi è su una questione di merito e riguarda più o meno tutti. Temo me compreso.

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Io all'inizio spiegavo lo spiegabile. Poi però ho smesso. Perché mi sono resa conto che falsavo la prospettiva e non riuscivo più a ottenere giudizi affidabili. Mio marito mi odia però perché lui adora i restroscena. :asd:

A volte però mi chiedo perché gli autori non mettono le loro belle spiegazioni nel testo invece che nelle risposte ai commenti. :asd:

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 perché gli autori non mettono le loro belle spiegazioni nel testo invece che nelle risposte ai commenti.

 

Questo è il succo della questione!

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Prendo spunto dalle risposte che mi ha dato Appassionato al commento che ho fatto a un suo testo. Naturalmente non ce l'ho con lui, che ha risposto in un modo che si usa spessissimo.

Quando ho scritto che non mi erano chiari, che non avevo capito, alcuni passaggi, lui me li ha spiegati.

In un certo senso va anche bene, così non sono rimasto col dubbio. Per esempio mi ha spiegato che una lampada di ceramica emette luce, e quindi fa delle ombre. Non lo sapevo. Insomma, a me lettore queste risposte vanno bene, evitano che resti col dubbio.

Ma a me commentatore non bastano affatto. Perché come commentatore il significato di quello che scrivo è altro che una richiesta di spiegazioni. Se dico che una certa cosa non l'ho capita sto dicendo, in modo più cortese possibile, che quella certa cosa non si capisce; è inutile che l'autore me la spieghi, perché la sua spiegazione non fa parte del testo, che è l'unicaa cosa che conti.

Semmai può farmi notare che mi è sfuggita un'informazione precedente che avrebbe dovuto farmi capire. Oppure rassegnarsi e cercare come modificare il testo in modo che le sue intenzioni si capiscano.

Oppure dirmi che sono io che non capisco a causa della mia ignoranza. Pazienza, ci sta anche questo. Poi lo mozzico sul collo lacerandogli la giugulare, ma ci sta.

Ecco, non so bene dove voglia andare a parare. La cosa un po' mi scoccia, sono sincero. Voi che ne pensate?

 

Sono andata a leggermi il post perché da ciò che scrivi sembrava che l'utente se ne fosse infischiato delle tue osservazioni, in realtà ho visto che ti ha ringraziato più volte per le tue correzioni e poi (giustamente) ti ha dato la sua spiegazione. Non riesco a comprendere dove sia il problema, volevi che ti ignorasse? Sono seria, partendo dal tuo post mi aspettavo che ti avesse dato chissà quale risposta oscena e invece è una risposta normalissima e con tanto di ringraziamenti per le tue correzioni. :D 

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:A volte però mi chiedo perché gli autori non mettono le loro belle spiegazioni nel testo invece che nelle risposte ai commenti. :asd:

Per paura di fare pipponi insopportabili.

Quante volte leggendo saltiamo le spiegazioni perché sono noiose? la questione è che bisognerebbe farsi capire senza dare troppe spiegazioni, nella speranza che il lettore capisca quello che di importante c'è da capire attraverso l'azione.

Cosa non facile...

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Il problema, Marylin, è che le spiegazioni non vanno in calce, ma nel testo (e senza che siano spiegazioni). Quando un lettore dice "non si capisce" non significa che vuole informazioni, significa che il brano non si capisce. Spiegarglielo sì, può essere carino, ma non serve a niente, anzi: se poi uno ripresenta lo stesso brano o la storia ha un seguito è controproducente. Per non parlare delle volte che il lettore ha più o meno capito il senso, ma dice "non si capisce" per dire che è confuso. :facepalm:

Oltretutto dà anche una falsa sicurezza all'autore (insomma, gliel'ho anche spiegato, adesso veramente se non capisce è colpa sua :asd:).

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Tra l'altro tra le risposte che tu avresti reputato accettabili inserisci:

 

"Oppure rassegnarsi e cercare come modificare il testo in modo che le sue intenzioni si capiscano."

 

Mi sembra sia quello che ha fatto, non ha dato del "rimbambito " a nessuno, ti ha ringraziato e immagino che la sua copia l'abbia corretta. Ha anche riconosciuto gli errori grammaticali. Dato che la sua risposta ti ha "un po' scocciato", per chiarezza, cosa ti saresti aspettato da lui? Qual è il modo ideale di rispondere ai commenti di chi esprime un parere sui nostri testi? In tal modo si può fare un confronto tra il tuo ideale e quel commento e capire con facilità qual è il nocciolo della questione, perché a me sfugge nel momento in cui leggo il tuo posto poi vado a leggere il suo e lo trovo adeguatissimo  :asd:

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Quando un lettore dice "non si capisce" non significa che vuole informazioni, significa che il brano non si capisce. Spiegarglielo sì, può essere carino, ma non serve a niente, anzi

 

Sì swetty ma se un utente che mi fa delle domande sul mio testo, in automatico rispondo. Non sono nella sua testa per sapere che quando chiede spiegazioni, non vuole spiegazioni :D

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Un commentatore, nel 90% dei casi, non vuole spiegazioni.

Per ribaltare la domanda: se stai leggendo un libro e non capisci un passaggio che fai, telefoni all'autore e te lo fai spiegare?

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Ospite Njagan

Perché come commentatore il significato di quello che scrivo è altro che una richiesta di spiegazioni. Se dico che una certa cosa non l'ho capita sto dicendo, in modo più cortese possibile, che quella certa cosa non si capisce; è inutile che l'autore me la spieghi, perché la sua spiegazione non fa parte del testo, che è l'unicaa cosa che conti.

Sono d'accordo, Nanni. Talvolta è più una formula di cortesia che altro scrivere che quella certa cosa non si è capita. E tu hai espresso il punto di vista del commentatore. Però io non sottovaluterei nemmeno l'autore e il suo tentativo di farsi comprendere. A volte capita che nello spiegare la certa cosa la spiegazione faccia più bene a se stessi che al commentatore. Oltre a realizzare che forse non si è stati del tutto chiari, si accende quella lampadina che fa dire: oh però, potevo scriverla così!

È un aiuto anche questo.

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A essere del tutto sincera, io vorrei proprio che qualcuno mi spiegasse quando non capisco o.o

 

insomma, può anche essere che ci sia un'incomprensione sul testo che vada maggiormente approfondita, in modo tale che l'autore si renda ampiamente conto di cosa non funziona. Io non possiedo la scienza infusa e, magari, qualcosa che io non capisco dipende da mie lacune, da errori sintattici, errori logici, grammaticali... o chissà quale svarione momentaneo che ha fatto omettere all'autore un pezzo di frase.

Rispondere al mio dubbio trovo che sia un esercizio utile per l'autore nel cercare di capire effettivamente cosa c'è che non vada.

 

Magari sono una persona curiosa, non so... ma le domande senza risposta mi rendono perplessa :sss:

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Ma ho scritto, proprio nel post d'apertura, che le speigazioni come lettore mi stanno bene e sono utili. Ma qui, sul WD, si parla di commenti.  È come commentatore che le spiegazioni non mi stanno bene. Proprio perché non sono nel testo. Immaginate di essere a casa, di aver appena comprato un libro e di leggerlo, magari davanti al camino.

Improvvisamente vi imbattete in qualcosa che non vi riesce di capire. Potrebbe trattarsi, faccio un esempio, di un animale con le unghie retrattili e le vibrisse. Poco più in là si dice però che dimena la coda per la contentezza e abbaia. Si tratta di un gatto o di un cane? Oppure è una sorta di ibrido o ancora sono due animali diversi?

Che faccio, prendo il telefono e chiamo l'autore per chiederglielo? Ovviamente no, non ho il suo numero e se anche l'avessi e riuscissi a chiamarlo magari mi risponderebbe male. Si sa che gli scrittori talvolta lo fanno, anche se non dovrebbero.

Resterò col dubbio. Il libro per il resto mi è piaciuto, c'è solo quel punto che non mi è riuscito di risolvere. Può anche darsi che questo influenzi il mio prossimo acquisto di libri. Anche i lettori possono essere cattivelli, talvolta.

Vogliamo trascurare questa possibilità? Qui è una specie di scuola in ciascuno è contemporaneamente insegnante e alunno. Docente e discente. Approfittiamone, no?

Poi può darsi che chi è di turno come alunno capisca benissimo che l'obiezione è una forma di critica ma ritenga inutile dirlo. Va bene, ma mi lascia con un ulteriore dubbio. Avrà capito il mio dubbio o no? Che faccio, scrivo un altro post e glielo chiedo? Non si finirebbe più...

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Ospite Gigio_02

Io sono convinto che un autore non deve mai dare spiegazioni, in nessun caso. La barzelletta ormai l'ha raccontata, se ha fatto ridere bene, altrimenti è inutile stare a discutere. Questo a prescindere dal WD.

Quante volte mi sono appassionato a un'opera traendo tutte le mie belle conclusioni e poi ho trovato le considerazioni post-romanzo dello scrittore...

Un po' come quando ti spiegano che Babbo Natale non esiste. Sì, sei cresciuto e hai acquistato una conoscenza in più, ma cazzarola che tristezza. Era meglio prima.

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Nanni, io non farei questa distinzione così netta tra lettore e commentatore: si tratta di due facce della stessa medaglia. Che poi a te non vada bene che si cerchi di dissipare un dubbio che hai espresso in un commento, è legittimo, ci mancherebbe altro.

Io l'ho fatto, proprio con te. Mi è venuto spontaneo, perché ho ritenuto che l'informazione necessaria a risolvere il tuo dubbio fosse già ben chiara nel testo.

Naturalmente ci sono anche casi in cui chi spiega è straconvinto di stare nel giusto, e non si rende conto invece che è l'eccezione sollevata a essere corretta.

Io sono convinto di essere qui per imparare, per migliorarmi, pertanto ritengo il confronto necessario.

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Infatti Nanni io sono d'accordo con te e Swetty sul fatto che l'autore debba essere chiaro nel testo perché non c'è la possibilità di chiamarlo e chiedere spiegazioni. Su questo non ci piove e non penso minimamente di contraddirvi.

 

Discostandomi dal caso specifico di quell'utente, parlo di me. In futuro, vorrei farvi leggere i miei testi e avere i vostri pareri. Anch'io, però, come quell'utente, se uno di voi mi ponesse delle domande nei commenti, mi verrebbe da rispondere...quindi "sbaglierei" anch'io come lui, ecco perché ho approfondito, per capire e non fare errori in futuro. A me sinceramente non sarebbe venuto in mente che con le tue domande volevi solo sottolineare che il testo è manchevole di chiarezza e non chiedermi davvero spiegazioni. Tutto qui. A questo aggiungiamo anche che quell'utente ha fatto tesoro delle tue correzioni altrimenti non ti avrebbe ringraziato così tante volte, dunque hai assolto perfettamente il tuo compito di commentatore. :) 

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