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Nanni

Risposte ai commenti

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Infatti Nanni io sono d'accordo con te e Swetty sul fatto che l'autore debba essere chiaro nel testo perché non c'è la possibilità di chiamarlo e chiedere spiegazioni. Su questo non ci piove e non penso minimamente di contraddirvi.

 

Discostandomi dal caso specifico di quell'utente, parlo di me. In futuro, vorrei farvi leggere i miei testi e avere i vostri pareri. Anch'io, però, come quell'utente, se uno di voi mi ponesse delle domande nei commenti, mi verrebbe da rispondere...quindi "sbaglierei" anch'io come lui, ecco perché ho approfondito, per capire e non fare errori in futuro. A me sinceramente non sarebbe venuto in mente che con le tue domande volevi solo sottolineare che il testo è manchevole di chiarezza e non chiedermi davvero spiegazioni. Tutto qui. A questo aggiungiamo anche che quell'utente ha fatto tesoro delle tue correzioni altrimenti non ti avrebbe ringraziato così tante volte, dunque hai assolto perfettamente il tuo compito di commentatore. :) 

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Ospite Njagan

Io sono convinto che un autore non deve mai dare spiegazioni, in nessun caso. La barzelletta ormai l'ha raccontata, se ha fatto ridere bene, altrimenti è inutile stare a discutere. Questo a prescindere dal WD.

Quante volte mi sono appassionato a un'opera traendo tutte le mie belle conclusioni e poi ho trovato le considerazioni post-romanzo dello scrittore...

Un po' come quando ti spiegano che Babbo Natale non esiste. Sì, sei cresciuto e hai acquistato una conoscenza in più, ma cazzarola che tristezza. Era meglio prima.

Certo. Però tu parli di un libro già editato e corretto, un prodotto finito che è presentato al massimo delle possibilità dell'autore e della casa editrice. E anche io la penso come te.

Però qui si parla di libri in fieri. Un commento serve a costruirlo quel libro. E anche l'autore.

L'interpretazione anche in questo caso è libera e l'autore può accettarla, rallegrarsi o farsi prendere dal dio della superiorità geniale (e incompresa). La certa cosa che diceva Nanni, no. Se tu, qui sul WD, mi descrivi un vaso e io dalla tua descrizione capisco che si tratta di un comodino, io con il mio commento posso aiutarti a riflettere.

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Ospite Gigio_02

@Anja

Ma è ovvio, non ho mica detto che i commenti sono inutili. Sono i commenti dei commenti ad esserlo.

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Che poi a te non vada bene che si cerchi di dissipare un dubbio che hai espresso in un commento, è legittimo, ci mancherebbe altro.

Io l'ho fatto, proprio con te. Mi è venuto spontaneo, perché ho ritenuto che l'informazione necessaria a risolvere il tuo dubbio fosse già ben chiara nel testo.

 

Ma a me sta anche bene che si spieghi quello che si intendeva dire. L'importante e che non ci si fermi lì. Infatti tu, con la tua risposta, se ti riferisci a quella che penso, sei entrato nel merito, sostenendo che avrei dovuto comprendere le tue intenzioni perché dal contesto non si poteva equivocare.

 

Rimango invece perplesso sul fatto che non ti sia chiaro il senso del racconto. Il "lei" del sogno è appunto la pantera. Non l'ho nominata esplicitamente apposta, ma non credo si possa confondere con la governante.

Ad un certo punto entrò in scena lei, col suo pelo lucido e nero, e le pupille di un giallo lucente. Il chiasso terminò all’istante e tutti gli altri animali abbandonarono il campo. Lo sfondo violaceo divenne nero e lei fu un tutt’uno con la notte. I suo occhi continuarono a fissarmi per lunghi secondi. Poi ruggì.

Ha il pelo lucido e nero, le pupille gialle, e ruggisce. Il protagonista sogna la pantera, ne rimane affascinato, la vede mimetizzarsi nel buio della notte, e decide di agire come lei.

 

Si può essere o no d'accordo con quello che scrivi ma, se dico che una cosa non l'ho capita, la domanda non è tanto "cos'è che volevi dire" ma "perché non ho capito"?

E non c'è dubbio che tu abbia cercato di rispondere a questa seconda e più importante domanda. Anche se in termini dubitativi.

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ah cavolo come sono rincoglionito! ora ho capito perfettamente cosa intendeva Nanni. In verità sono abbastanza d'accordo, anche se il commento in analisi era riferito a cose piuttosto tecniche che davvero hanno bisogno di una risposta.

insomma, poniamo che io scriva che una barca, nel bel mezzo dell'oceano poggi improvvisamente e faccia una strambata involontaria.

Probabilmente molti lettori non  saprebbero di che sto parlando, e  non ci sono altre parole per spiegare la manovra, almeno non senza evitare una lunga perifrasi di varie righe.

Altro discorso è il caso  in cui non si capisca qualcosa di più "ampio" come un concetto, una scena, o addirittura il funzionamento di qualcosa di importante, lì sicuramente è "colpa" dell'autore!

Il problema però del non spiegare è che si vuole evitare il temutissimo effetto info-dump! riuscire a rimanere in equilibrio tra il pippone spiegatorio e la giusta dose di informazione è un talento tanto grande quanto difficile da trovare secondo me!

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