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Feleset

Paura di revisionare male

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Più che paura, so di per certo di averlo fatto tantissime volte: cambio qualcosa, e questo qualcosa è peggio di ciò che avevo scritto prima, tanto che poi rileggendolo torno alla versione precedente.

 

Forse per questo motivo ultimamente non riesco a tagliare quasi niente di ciò che ho scritto. Ho paura di rendere il manoscritto peggiore di prima, e di non rendermene conto.

 

Non è una cosa psicologica e basta, almeno un paio di volte ho fatto leggere a qualcuno la prima versione di una certa frase (o di un capoverso) e la seconda, e mi è stato detto "ma guarda che era meglio la prima".

 

Cosa posso fare? Non posso evitare di revisionare, ovviamente, dato che ci sono un sacco di cose da correggere. Ma non posso nemmeno pensare che ogni correzione sarà positiva, visto che capita che non sia così.

 

Help! :follia:

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Il mio suggerimento è, durante una "revisione", avere qualcuno di cui ti fidi che controlla "all'istante" il tuo cambiamento e consigliarti se vale la pena di "cambiare".

Spesso, durante una mia revisione, chiedo alla mia partner, accanita lettrice, se le piace la riscrittura.

 

p.s. Spesso mi dice che era meglio la prima versione.

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Ospite ExIce

Ma quando revisioni qualcosa ci sarà un motivo, no?

Perché non funziona, perché non spiega bene quello che intendevi, perché è sbagliata, perché non ti piace...

Se quella che fai è una correzione non potrà mai essere peggio dell'orginale, che è stato cambiato perché difettoso, no? u.u

NO?  :omicida:

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Il mio suggerimento è, durante una "revisione", avere qualcuno di cui ti fidi che controlla "all'istante" il tuo cambiamento e consigliarti se vale la pena di "cambiare".

Spesso, durante una mia revisione, chiedo alla mia partner, accanita lettrice, se le piace la riscrittura.

 

p.s. Spesso mi dice che era meglio la prima versione.

 

Eh, questo sarebbe comodo, ma bisogna appunto avere qualcuno sempre disponibile. XD

Senza contare che io non sempre ho dei dubbi subito, anzi spesso ce li ho quando rileggo la seconda volta.

 

Ma quando revisioni qualcosa ci sarà un motivo, no?

Perché non funziona, perché non spiega bene quello che intendevi, perché è sbagliata, perché non ti piace...

Se quella che fai è una correzione non potrà mai essere peggio dell'orginale, che è stato cambiato perché difettoso, no? u.u

NO?  :omicida:

 

Magari fosse così semplice. T_T

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Ma quando revisioni qualcosa ci sarà un motivo, no?

Perché non funziona, perché non spiega bene quello che intendevi, perché è sbagliata, perché non ti piace...

Se quella che fai è una correzione non potrà mai essere peggio dell'orginale, che è stato cambiato perché difettoso, no? u.u

NO?  :omicida:

 

Secondo me, a volte revisioniamo il manoscritto perchè quando lo rileggiamo abbiamo un umore diverso da quando l'avevamo scritto.

 

Questo quindi significa che se lo rileggi 12 volte, potresti "revisionarlo" 12 volte.

 

Ad esempio, se un giorno siamo più nervosi del solito tendiamo ad essere più sintetici nel parlare e quindi, se quel giorno rileggiamo il manoscritto, tenderemo ad essere più "sintetici" anche nella scrittura, cambiando quindi quello che avevamo scritto quando eravamo più tranquilli e forse, più logorroici.

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Fele, ci sono 3 semplici regole per una buona revisione:

1) calma;

2) lascia sedimentare il manoscritto per un periodo che può essere anche solo una settimana come qualche mese, dipende da te;

3) cerca un lettore fidato che possa darti una mano, sincera;

 

:flower:

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Se non sbaglio hai dichiarato pochi giorni fa di aver terminato la scrittura.

Se è così, è troppo presto per iniziare la revisione. Chiudi tutto in un cassetto e fai altro.

Quando sarà il momento il libro chiamerà.

Fidati.

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La prima stesura l'ho terminata il 7 novembre, e ho iniziato la revisione il 18. Questo guardando i file di Word, in realtà è possibilissimo che la prima stesura l'abbia finita un po' prima e la revisione vera e propria l'abbia iniziata più tardi.

 

In ogni caso sento il bisogno di far leggere a qualcuno quello che ho scritto (e ho la fortuna di avere molto volontari affidabili), per cui ho preferito fare una prima revisione subito. Mentre gli altri leggeranno mi dedicherò ad altro, poi eventualmente farò una nuova revisione a mente più fresca. :)

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Concordo con Gainsworth e Fabio: rilassati e fallo riposare un po'.

Inoltre, tenta di stabilire dei criteri oggettivi (nel senso che, in base ad essi, la revisione produrrà un testo oggettivamente apprezzabile) in base ai quali operare la revisione: ad esempio, se un passaggio è chiaro, leggero, preciso, non toccarlo; se una scena è sensata, plausibile, chiara, scorrevole, efficace, necessaria, non toccarla; et cetera.

 

Anch'io pur facendo sedimentare ciò che scrivo, avevo il tuo problema: poi mi sono imposto dei criteri ed ho risolto.  :flower:

 

Ripeto poi ancora cosa diceva Poliziano: limare troppo fa male all'opera, la peggiora invece che migliorarla.

 

Però non so quanto lui sia affidabile: era la discontinuità fatta persona.  :asd:

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Fele, ci sono 3 semplici regole per una buona revisione:

1) calma;

2) lascia sedimentare il manoscritto per un periodo che può essere anche solo una settimana come qualche mese, dipende da te;

3) cerca un lettore fidato che possa darti una mano, sincera;

 

:flower:

 

Quello che scrive Vale è sacrosanto, Fele. Temo però di non riuscire ad aiutarti, anche se voglio dire come la penso. La revisione mi piace, mi strapiace e per assurdo quasi di più della prima stesura. Quando finisco un romanzo stampo tutto, apro un nuovo file word e lo riscrivo correggendo dov'è necessario. E davvero, non immagini quanto mi piaccia. E di conseguenza non mi passano neanche per l'anticamera del cervello le cose che pensi tu, e c'è da dire però anche che mi viene sempre meglio una seconda stesura che una prima. Voglio dire, secondo me è una questione psicologica, ma non so dirti in che termini contenerla. Mi dispiace. Ma è sacrosanto quello che ti ha detto Vale. :la:

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Sono più o meno nella tua stessa situazione, Fel. Sto ultimando la stesura finale (riportando e sistemando le bozze scritte a mano), e poi passerò alla revisione. Prima di questo passo però, farò "riposare" il manoscritto per un periodo che riterrò necessario (e che spero non troppo lungo). Almeno la mente sarà un poco più libera e pronta a sostenere questa nuova fase... :la::saltello:

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Fele, meglio è nemico di bene. Se una cosa funziona lasciala stare. Non potrà mai venire perfetto, correggi quello che non si capisce, taglia quello che non serve o non è funzionale, e lascia il resto com'è.

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Concordo con gli altri, lascia passare del tempo.

Considera comunque che una revisione fatta a mente calma dovrebbe migliorare il testo, dato che le parole sono già lì e bisogna solo pensarci un po'. Magari un lettore potrà dire che era meglio prima, un altro che è meglio la seconda versione.

 

Comunque, dato che siamo in tema, io ho un problema un po' diverso. In realtà non è un vero problema, ma mi fa venire qualche dubbio.

Quando leggo di gente che revisiona un testo, si tratta di solito di modifiche e soprattutto tagli, tagli e ancora tagli.

A me capita sempre il contrario. La prima revisione mi porta a scrivere molto più rispetto a quanto fatto nella stesura originale. Più che altro tendo a trasformare scene che sento troppo "raccontate" in "mostrato". A me pare che il testo migliori, però non so, ci vedete qualcosa di strano in questo?

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Io no, perché sto facendo la stessa cosa. Il mio testo doveva essere un racconto, quindi la prima parte tralascia molti particolari, che in fase di revisione ho aggiunto.

Sono passata da circa 137 cartelle a quasi 150, e non escludo che possano aumentare ancora.

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Ospite Dolcenera

Secondo me dipende da qual è il tuo "difetto di fabbrica". Alcuni nella prima stesura tendono ad essere molto prolissi e ha buttar dentro al romanzo più scene e più personaggi di quanto sia effettivamente utile, di conseguenza nella revisione si troveranno a dover tagliare tutto ciò che distrae dalla storia. Altri all'inizio scrivono solo lo stretto necessario per inquadrare ambientazione, personaggi, azioni e alla prima revisione dovranno aggiungere tutti quei particolari che servono per non lasciare un'idea di "vago" al lettore.

Io, per non farmi mancare niente, ho entrambi i difetti. Scrivo cose assolutamente inutili - tipo pippe mentali - per due pagine (e poi le taglio) e scrivo conversazioni che potrebbe essere categorizzate come sceneggiature senza problemi (e poi le allungo) :saltello:

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Ecco, penso sia più o meno il secondo. Dico più o meno perché in realtà quando sono alla prima stesura credo di star scrivendo tutto ciò che serve. Solo con la revisione mi rendo conto di come le cose vadano scritte in maniera più diluita o allungata. Più prolissa, ecco.

 

I dialoghi sono le cose che allungo di più. L'altro giorno ho revisionato le prime due, tre pagine di un mio racconto. Sono passato da otto battute, tutte relativamente brevi, a trentacinque, fra corte, medie e lunghe.  :zomg:

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Io invece molto semplicemente mi ritrovo i personaggi che sembrano parlare nel bel mezzo del nulla cosmico, e mi vedo costretta ad aggiungere almeno un prato, qualche albero e un sole che splende. L'effetto è davvero "magico", improvvisamente ciò che ho scritto acquista un senso. :asd:

Modificato da Feleset

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Ospite Dolcenera

Quotone! Anche i miei personaggi svolgono conversazioni nel nulla cosmico alla prima stesura  :asd:

 

(Ho notato ora nel post precedente un "ha" dove la acca proprio non ci andava, credo che andrò a nascondermi dietro l'albero appena aggiunto da Feleset)

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Quando leggo di gente che revisiona un testo, si tratta di solito di modifiche e soprattutto tagli, tagli e ancora tagli.

A me capita sempre il contrario. La prima revisione mi porta a scrivere molto più rispetto a quanto fatto nella stesura originale. Più che altro tendo a trasformare scene che sento troppo "raccontate" in "mostrato". A me pare che il testo migliori, però non so, ci vedete qualcosa di strano in questo?

 

No, niente di strano. Rientri nella minoranza che fa una prima stesura sintetica e ha bisogno di espanderla dopo. Per me è un 50% tagli 50% aggiunte.

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E 3!

Siccome quasi sempre inizio dai dialoghi, poi mi tocca stabilire la loro collocazione, aggiungere i dettagli fisici etc :)

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Questo ha detto uno scrittore del mio romanzo (che per inciso è già stato accettato da due CE): 

"[...] non lo definirei "grezzo": è diretto e lucido - e parlo innanzitutto a livello linguistico. Certo, ci sono delle imperfezioni (i dialoghi, come ti dicevo) e alcune parti da sistemare, ma quello è normale. (E' normale per chiunque, davvero, in qualsiasi libro - ovvio che per DeLillo è un po' diverso)."

Quindi forza e coraggio, non si smette mai di editare, ma soprattutto ci sarà sempre qualcosa di migliorabile, cerca di non essere troppo dura con te stessa, non ripeto le considerazione altrui, ma ricordati che per quanto cerchiamo di perfezionarci la forma finale sarà solo la meno peggio, o più meglio come preferisci :D

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