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Lorenzo Sartori

L'editoria italiana in cifre

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Volevo segnalare questa pagina dell'Associazione Italiana Editori.

Contiene diversi documenti interessanti e tra questi appunto il rapporto sull'editoria italiana, con dati di vendita e classifiche, la situazione del mercato digitale ecc.

 

http://www.aie.it/Topmenu/DOCUMENTI/Cifreenumeri.aspx

 

 

 

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Ora, riprendendo il discorso fatto con B&C nell'altro thread: è vero che la percentuale di ebook venduti rispetto al totale è risibile, ma è anche vero che è un mercato in crescita, rispetto al totale dell'editoria che invece è in discesa (è anche una crescita grossa, ma su numeri così piccoli si fa presto a raddoppiare il mercato). Se si guardano i dati di vendita dei dispositivi, per esempio, Amazon ha venduto kindle oltre le aspettative, contando anche il fire che in realtà è un tablet, quindi mi sembra per lo meno semplicistico liquidare il mercato degli ebook come marginale e dire che il digitale vende pochissimo: lo fa ora, ma il trend è di crescita.

Guardando gli stati uniti, l'ebook vende per il 25% del totale, ora è vero che probabilmente sono un paese più informatizzato del nostro e più avvezzo ai pagamenti con carta di credito, che sicuramente frenano il decollo del digitale in Italia, ma non vedo perchè il ostro paese non debba seguire lo stesso iter.

Il problemo forse è delle case editrici, che non sono pronte per questa evoluzione e rstano legate a un modello di business antiquato: il  digitale è un'opportunità che va sfruttata anche con prodotti diversi dal romanzo tradizionale, il digitale può essere sfruttato per vendere racconti brevi a prezzi bassi, per catturare lettori occasionali con testi di facile fruizione, per proporre cose difficilmente pubblicabili in cartaceo... oltre che per vendere le stesse cose che si hanno su carta ma in digitale.

John Scalzi, per esempio, ha fatto uscire in ebook una serie di racconti brevi ambientati nel mondo di old man's war, uno a settimana per tredici settimane, a un prezzo bassissimo.

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Ora, riprendendo il discorso fatto con B&C nell'altro thread: è vero che la percentuale di ebook venduti rispetto al totale è risibile, ma è anche vero che è un mercato in crescita, rispetto al totale dell'editoria che invece è in discesa (è anche una crescita grossa, ma su numeri così piccoli si fa presto a raddoppiare il mercato). Se si guardano i dati di vendita dei dispositivi, per esempio, Amazon ha venduto kindle oltre le aspettative, contando anche il fire che in realtà è un tablet, quindi mi sembra per lo meno semplicistico liquidare il mercato degli ebook come marginale e dire che il digitale vende pochissimo: lo fa ora, ma il trend è di crescita.

Guardando gli stati uniti, l'ebook vende per il 25% del totale, ora è vero che probabilmente sono un paese più informatizzato del nostro e più avvezzo ai pagamenti con carta di credito, che sicuramente frenano il decollo del digitale in Italia, ma non vedo perchè il ostro paese non debba seguire lo stesso iter.

Il problemo forse è delle case editrici, che non sono pronte per questa evoluzione e rstano legate a un modello di business antiquato: il  digitale è un'opportunità che va sfruttata anche con prodotti diversi dal romanzo tradizionale, il digitale può essere sfruttato per vendere racconti brevi a prezzi bassi, per catturare lettori occasionali con testi di facile fruizione, per proporre cose difficilmente pubblicabili in cartaceo... oltre che per vendere le stesse cose che si hanno su carta ma in digitale.

John Scalzi, per esempio, ha fatto uscire in ebook una serie di racconti brevi ambientati nel mondo di old man's war, uno a settimana per tredici settimane, a un prezzo bassissimo.

 
L'idea che ci siamo fatti noi è che la reticenza verso il digitale sia più spesso dovuta a pigrizia o abitudine (che è fondamentalmente la stessa cosa, a seconda da punti di vista) più che ostracismo verso le tecnologie o i pagamenti su internet, che spesso viene usato come scusa per mascherare quello che alla fine è scarso interesse. Per superare l'inerzia serve che la gente veda nella lettura degli ebook un valore aggiunto; per ora in Italia questo succede raramente. Anche perché molta gente non ha idea di cosa sia un ebook!

Ieri sera ad una cena tra ex-compagni di classe ho avuto la conferma che la maggior parte delle persone (e parlo di 27enni laureati) non ha idea di cosa sia un ereader.

Non so, penso che serve che per iniziare a spostare l'opinione pubblica e quindi il mercato serve che un ebook italiano diventi un caso letterario VERO. Forse i tempi sono maturi...o forse no.

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Secondo i dati riportati nel rapporto, si è calcolato che in Italia ci sono 1,6 milioni di lettori ebook. Se ne può dedurre la presenza di 1,6 milioni di lettori digitali, ma io limerei un po' questo numero. Conosco persone con più lettori (magari un kindle e un kobo, per andare su entrambi i formati).

 

I lettori digitali sono una parte dei lettori così detti "forti", ovvero quelli che leggono, o meglio comprano, più di 7 libri all'anno.

 

Un lettore ebook non è un oggetto figo e in Italia l'elettronica buca solo se fa immagine/status ecc. Credo di conoscere più persone con i-phone che non sanno come scaricare la mail che non gente con un ebook reader.

Il costo non incide quasi per niente sulla questione. Un kindle adesso te lo tirano dietro per 60 euro, il costo di 3-4 libri.

 

La questione è quindi tutta culturale.

 

Torniamo ai lettori forti, da cui attingere per il mercato digitale (gli altri per quale ragione dovrebbero avere un ebook reader?).

Bene, in Italia si pensa ancora che il digitale sia il nemico del libro cartaceo. Quindi il lettore "forte" è il primo a vedere nell'ebook un nemico del suo amato oggetto cartaceo.

 

Non aiuta la posizione di qualche talebano del kbyte. Ne ho sentito più di uno  al Salone di Torino proclamare la morte del libro di carta. Non solo proclamarne la morte, ma danzare sul cadavere. Quando senti questi tizi che ti danno del coglione giurassico perchè a casa possiedi ancora dei libri di carta, ti viene la voglia di piazzare nel loro ebook reader un virus che gli trasformi tutti i testi in libri di Moccia.

Purtroppo queste persone fanno solo danno.

 

In ogni caso non credo che il best seller digitale possa cambiare le cose. Se uno pubblica un ebook e questo supera le 10mila copie viene probabilemente agganciato da una CE e stampato su carta. Se supera le 100 mila, togliete il probabilmente.

Dovesse comunque rimanere un fenomeno digitale, sarebbe solo a beneficio del 1,6 milioni di lettori digitali.

 

Qui invece la questione è quella di far capire che possedere un lettore ebook non sia un atto di lesa maestà nei confronti del libro. Non sia accelerare il processo di pensionamento del cartaceo, ma solo aprirsi a nuove possibilità. 

Modificato da Lorenzo Sartori

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Secondo i dati riportati nel rapporto, si è calcolato che in Italia ci sono 1,6 milioni di lettori ebook. Se ne può dedurre la presenza di 1,6 milioni di lettori digitali, ma io limerei un po' questo numero. Conosco persone con più lettori (magari un kindle e un kobo, per andare su entrambi i formati).

 

I lettori digitali sono una parte dei lettori così detti "forti", ovvero quelli che leggono, o meglio comprano, più di 7 libri all'anno.

 

Un lettore ebook non è un oggetto figo e in Italia l'elettronica buca solo se fa immagine/status ecc. Credo di conoscere più persone con i-phone che non sanno come scaricare la mail che non gente con un ebook reader.

Il costo non incide quasi per niente sulla questione. Un kindle adesso te lo tirano dietro per 60 euro, il costo di 3-4 libri.

 

La questione è quindi tutta culturale.

 

Torniamo ai lettori forti, da cui attingere per il mercato digitale (gli altri per quale ragione dovrebbero avere un ebook reader?).

Bene, in Italia si pensa ancora che il digitale sia il nemico del libro cartaceo. Quindi il lettore "forte" è il primo a vedere nell'ebook un nemico del suo amato oggetto cartaceo.

 

Non aiuta la posizione di qualche talebano del kbyte. Ne ho sentito più di uno  al Salone di Torino proclamare la morte del libro di carta. Non solo proclamarne la morte, ma danzare sul cadavere. Quando senti questi tizi che ti danno del coglione giurassico perchè a casa possiedi ancora dei libri di carta, ti viene la voglia di piazzare nel loro ebook reader un virus che gli trasformi tutti i testi in libri di Moccia.

Purtroppo queste persone fanno solo danno.

 

In ogni caso non credo che il best seller digitale possa cambiare le cose. Se uno pubblica un ebook e questo supera le 10mila copie viene probabilemente agganciato da una CE e stampato su carta. Se supera le 100 mila, togliete il probabilmente.

Dovesse comunque rimanere un fenomeno digitale, sarebbe solo a beneficio del 1,6 milioni di lettori digitali.

 

Qui invece la questione è quella di far capire che possedere un lettore ebook non sia un atto di lesa maestà nei confronti del libro. Non sia accelerare il processo di pensionamento del cartaceo, ma solo aprirsi a nuove possibilità. 

Tutte considerazioni giuste. Aggiungerei che l'ebook, oltre ai famosi "lettori forti", ha la potenzialità per conquistare un mercato nuovo, "smanettoni" di informatica o gente che si è col tempo disaffezionata al libro cartaceo. Questo se arrivano sul mercato contenuti adatti al formato ebook e soprattutto se gli editori (o gli autori stessi nel caso del self-publishing) riescono a metterli in luce.

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non ho ma capito questa contrapposizione cartaceo/digitale, è come quella cagata che ho sentito dire da Maurizio Costanzo anni fa: 2vuoi mettere la poesia e il profumo di una lettera d'amore scritta su carta rispetto a una mail?" sì, ecco, è un paragone che non c'entra un cazzo.

l'ebook, come l'mp3, è spostato sul contenuto, il libro di carta, il vinile, ecc. pongono l'attenzione anche sul contenitore.

Ora è ovvio che se voglio l'edizione cartonata illustrata filigranata del Signore degli anelli me lo prendo in cartaceo, ma poi come faccio a leggermelo sull'autobus?

Cartaceo e digitale possono esistere tranquillamente insieme anche in un mercato maturo, ovviamente le rispettive percentuali possono cambiare, ma l'esistenza dell'uno non esclude l'altro.

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la contrapposizione non ha senso, concordo. Purtroppo per molti c'è. In Italia poi ci dividiamo su tutto, per cui neanche mi stupisce.

 

L'altro giorno sono entrato in una libreria indipendente della mia città e ho fatto due chiacchiere con il proprietario che ha deciso di vendere anche gli ebook. Paghi in contanti e ricevi la mail con il link per il download. Comodo per chi non ha o non vuole usare la carta di credito.

 

Forse però non basta, credo servano delle precise strategie che il libraio può mettere in atto solo se tutta la filiera ne è coinvolta.

 

Avendo qui presente un editore digitale mi chiedevo se un'alleanza tra librai indipendenti e appunto editori digitali (quindi con meno problemi di distribuzione) potesse avere senso.

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la contrapposizione non ha senso, concordo. Purtroppo per molti c'è. In Italia poi ci dividiamo su tutto, per cui neanche mi stupisce.

 

L'altro giorno sono entrato in una libreria indipendente della mia città e ho fatto due chiacchiere con il proprietario che ha deciso di vendere anche gli ebook. Paghi in contanti e ricevi la mail con il link per il download. Comodo per chi non ha o non vuole usare la carta di credito.

 

Forse però non basta, credo servano delle precise strategie che il libraio può mettere in atto solo se tutta la filiera ne è coinvolta.

 

Avendo qui presente un editore digitale mi chiedevo se un'alleanza tra librai indipendenti e appunto editori digitali (quindi con meno problemi di distribuzione) potesse avere senso.

 

Sì, sarebbe fantastico "allearci" con le librerie indipendenti (o quello che ne resta), magari nel nostro territorio. Anche se, pur essendo un'ottima idea, non è molto facile da attuare nel concreto, sarà una mia diffidenza ma ho paura che allo stato attuale se vado in una libreria e dico di lavorare nell'editoria digitale, c'è il rischio che mi inseguano col forcone  :asd: 

Sulle solite reticenze alla lettura in digitale, ci sarebbero un sacco di considerazioni in più da fare.

Ad esempio in Italia il 76% degli under 30 dichiarano che la tecnologia oggi è troppo pervasiva (non mi ricordo le parole precise ma era qualcosa del genere, in un sondaggio agghiacciante che avevo sentito recentemente). E infatti l'Italia è il Paese dove tutti hanno l'iPhone per appoggiarlo sul tavolo durante le riunioni o agli aperitivi, ma quasi tutti dicono di schifare la tecnologia (e poi la gente di chiede il perché della crisi). La stessa gente che spende 700 euro ogni volte che esce un nuovo iPhone poi magari non si vergogna di chiederti seriamente se gli ebook che pubblichi si trovano anche su torrent (e ho paura che non sia tanto una questione di costo, quanto di percezione: spendere soldi per un bene digitale a molti sembra da sfigati). 

Forse basta che l'Apple faccia uscire un ereader e lo prezzi almeno a 400 euro.

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E infatti l'Italia è il Paese dove tutti hanno l'iPhone per appoggiarlo sul tavolo durante le riunioni o agli aperitivi, ma quasi tutti dicono di schifare la tecnologia (e poi la gente di chiede il perché della crisi).

e sono coerenti, visto che i più non sanno come leggere la mail con l'i-phone. :nein:

Del resto i neuroni non sono ancora scaricabili come app.

 

Comunque IBS sta fornendo la "distribuzione" digitale a un po' di librerie. Lentamente, ma le cose cambieranno. Anche perché o si cambia o si muore.

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Ora che ci penso, conosco anche persone che si vergognano a farsi vedere in libreria e leggono di nascosto, perché è, secondo loro, da secchioni e sfigati. 

questa è fantastica!

per fortuna tra i miei conoscenti non è mai capitato

Modificato da Mr Yattaman

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E infatti l'Italia è il Paese dove tutti hanno l'iPhone per appoggiarlo sul tavolo durante le riunioni o agli aperitivi, ma quasi tutti dicono di schifare la tecnologia (e poi la gente di chiede il perché della crisi).

e sono coerenti, visto che i più non sanno come leggere la mail con l'i-phone. :nein:

Del resto i neuroni non sono ancora scaricabili come app.

 

Comunque IBS sta fornendo la "distribuzione" digitale a un po' di librerie. Lentamente, ma le cose cambieranno. Anche perché o si cambia o si muore.

 

Esattamente, o si cambia o si muore. Non voglio mettermi a fare piagnistei, ma evidentemente qualcuno ancora non l'ha capito!

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uppo la discussione perchè ho letto questo articolo riguardante i prezzi degli ebook su blog del duca.

Sostanzialmente c'è scritto che mettere ebook a 0.99€ non conviene perchè si vende poco, meglio alzare leggermente il prezzo per dare all'acquirente un'impressione di maggiore qualità.

Condivido alcuni punti, altri no, soprattutto per quel che riguarda la lunghezza minima per pubblicare n'opera a sè stante e non in una raccolta.

voi che ne pensate?

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letto, sicuramente delle osservazioni interessanti. Tuttavia è tutto molto relativo.

Faccio un esempio, quello che cita alla fine, dove dice che è meglio una raccolta da 1,99 che non singoli racconti a 0,99. Da un certo punto di vista può avere senso, ma credo che una raccolta di "autori vari" abbia un appeal inferiore al singolo racconto. E cito il suo stesso esempio (usato prima): il rischio è che spendi 1,99 per prendere magari 5 racconti di cui uno ti è piaciuto e gli altri no.

Tutto molto relativo.

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letto, sicuramente delle osservazioni interessanti. Tuttavia è tutto molto relativo.

Faccio un esempio, quello che cita alla fine, dove dice che è meglio una raccolta da 1,99 che non singoli racconti a 0,99. Da un certo punto di vista può avere senso, ma credo che una raccolta di "autori vari" abbia un appeal inferiore al singolo racconto. E cito il suo stesso esempio (usato prima): il rischio è che spendi 1,99 per prendere magari 5 racconti di cui uno ti è piaciuto e gli altri no.

Tutto molto relativo.

Sono d'accordissimo.

Inoltre enso che la riflessione del Duca di Baionette, che è uno dei miei blogger letterari preferiti, sia più un "non fate la cazz... di vendere tutto a 0.99€ perché tre anni fa ha funzionato per John Locke, non un "è sbagliato vendere a 0.99€, si vende sempre di più a 1.99€".

Dipende dai contenuti e dalle strategie.

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L'ho letto anch'io ieri notte. Condivido con quello che scrive il duca (basta leggere un pochino tra le righe - il mercato non è fermo, mai).

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