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Hugo Riemann

R. Vivian Literary Agency

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Ospite VirginiaW

Grazie! mi scuso anche io per l'ot :(

onestamente molti di questi difetti neppure sarei in grado di trovarli da sola!

ma io ribadisco che pagare l'editing, qualora rita vivian me lo proponesse, per me è fuori discussione: continuo a chiedermi perchè ci siano agenti che fanno soltanto gli agenti e quando trovano la "stoffa" ci lavorano gratis, e altri che vogliono editare l'opera a pagamento non potendone garantire la pubblicazione.. gli ambiti agente/editor/correttore di bozze/editore dovrebbero avere contorni più definiti a mio avviso, così quando conttatto qualcuno so cosa aspettarmi. sono confusa..

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Ospite VirginiaW

Grazie! mi scuso anche io per l'ot :(

onestamente molti di questi difetti neppure sarei in grado di trovarli da sola!

ma io ribadisco che pagare l'editing, qualora rita vivian me lo proponesse, per me è fuori discussione: continuo a chiedermi perchè ci siano agenti che fanno soltanto gli agenti e quando trovano la "stoffa" ci lavorano gratis, e altri che vogliono editare l'opera a pagamento non potendone garantire la pubblicazione.. gli ambiti agente/editor/correttore di bozze/editore dovrebbero avere contorni più definiti a mio avviso, così quando conttatto qualcuno so cosa aspettarmi. sono confusa..

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Ringrazio Eve per la citazione. Leggo qui ansie, aspettative, delusioni che sono state anche mie, e alle quali, ad un certo punto, ho cercato di porre rimedio leggendo e studiando quali sono i meccanismi che regolano il mercato. Nessuno vuole fare del male a nessuno, semplicemente in tanti, tantissimi scrivono, e in pochi possono leggere. Lo so, il paragone sarà inappropriato, mi scuso fin d'ora, ma provate a pensare a x factor. La selezione si fa su migliaia di persone. Migliaia di persone che pensano di avere talento. I provini durano all'inizio 30 secondi. Bastano a farsi un'idea. E nessuno spiega perché no. Non ci sarebbe il tempo. Il tempo si investe su quei pochi, una decina, sui quali si può lavorare. Alla fine chi possiede i tre requisiti, talento, capacità, commerciabilitá, forse ha successo. Uno, su migliaia. Così è nella scrittura. Sandrone Dazieri ha scritto parecchie cose sugli esordienti, dal punto di vista di chi seleziona. Vi consiglio di leggerlo.http://www.sandronedazieri.it/manoscritti/

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Ospite AmandaPitto

Un elenco più che logico. Io non ragiono così, e per questo speriamo che non abbia avanzamenti di carriera. Se qualcuno mi manda un manoscritto da leggere dove usa 4 o 5 puntini di sospensione invece che 3, butto il libro nell'immondizia. E non mi interessa neanche di cosa parla.

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Un elenco più che logico. Io non ragiono così, e per questo speriamo che non abbia avanzamenti di carriera. Se qualcuno mi manda un manoscritto da leggere dove usa 4 o 5 puntini di sospensione invece che 3, butto il libro nell'immondizia. E non mi interessa neanche di cosa parla.

 

Non suona molto chiaro. Dici che non ragioni in quel modo (ovvero seguendo un rigido elenco di punti), ma poi butti un manoscritto per imperfezioni ancora più leggere. 

Quindi il senso è che non ragioni così, bensì in maniera ben più restrittiva? Perché l'esordio suonava proprio come "Io non ragiono così, sono più elastica" (la logica opposizione a un rigido elenco di punti).

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Io ho qualche dubbio sul fatto che gli agenti (o, in generale, chiunque faccia da filtro tra la giungla degli aspiranti scrittori e il mondo editoriale) siano dei rabdomanti ipersensibili al rarissimo dono del talento. Prendono cantonate paurose anche loro... Mi spiace finire ancora più OT, ma penso alla discussione con Mattia Signorini e alla sua opinione su Le affinità alchemiche. Ho già parlato di questa storia, perché a mio avviso è emblematica... Quel libro a me è sembrato spaventoso e le recensioni online per lo più concordano con il mio giudizio. Non a caso, ha venduto poco (nonostante i diritti per la traduzione venduti ovunque - parola di libraia http://idoloridellagiovanelibraia.blogspot.it/2013/11/indagine-su-fabio-volo-e-le-sue-28000.html ). L'avventura della "scoperta" dell'autrice è stata raccontata da colui che la lesse per primo proprio in questo forum... Era sinceramente convinto di aver scoperto un talento prodigioso. Non è mio interesse parlar male di Signorini (che è stato fantastico nel rispondere con pazienza alle nostre domande e a raccontarci di meccanismi sconosciuti...) o dell'autrice del libro (alla quale auguro ogni bene per progetti letterari futuri).

Quel che voglio dire è che io non ho l'impressione che agenti e scout vari siano così reattivi al talento, così capaci di notarlo dopo mezza pagina (tant'è che molti bei libri hanno collezionato decine di rifiuti... a partire da Harry Potter, per dire, che traboccava di idee, commerciabilità e talento). Secondo me anche loro brancolano per lo più nel buio :P nessuno sa bene quale libro diventerà un best seller e quale sarà triturato dal mercato. 

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Ragazzi, per favore, basta OT: limitatevi a parlare delle vostre esperienze (o a chiedere informazioni su) la Rita Vivian.

 

Peraltro, per la questione su cui vi state dilungando ci sono già dei topic aperti (qui un esempio). :)

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Ho avuto una blitzkrieg con la signora Vivian.

L'altro ieri le mando la sinossi del mio romanzo. 

Ieri mi chiede il manoscritto intero in formato word. 

Oggi mi risponde: «Gentie Signor Crespi, abbiamo dato un'occhiata al suo testo. Purtroppo la scrittura non ci ha convinto. Un cordiale saluto, Rita Vivian.»

 

Deve essere scritto proprio male per essere scartato dopo la lettura di poche pagine (perché non credo che abbia letto 550 cartelle in una serata)

 

...Riporto la mia esperienza di pochi giorni fa perché oggi c'è stato un aggiornamento, diciamo, peculiare... 

Mi ha riscritto dicendo: «Gentile signor Crespi, abeam letto il us romans e purtroppo non ci ha convent. Un cordiale salute, Rita Vivian»

Risposta arrivata da un altro indirizzo email, sempre a suo nome. 

 

Prima parlava della scrittura, ora del romanzo. Forse alla fine lo hanno letto per intero. Strano rispondere due volte, però... Magari un collaboratore, chi lo sa.

...Ma mi chiedo: ha scritto nel suo dialetto veneto? Avrà voluto scimmiottare il mio lombardo (anche se scrivo in italiano, chiaramente)? Influenza della parlata carsica? 

O avrà letto questo thread e ha voluto farsi due risate?  :saltello:

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Ho inviato anche io un manoscritto a Rita Vivian. Tempi lunghi di attesa e poi ho sollecitato una risposta, non una ma più volte. Alla fine la risposta l'ho avuta ed è stata quella che ho già letto in molti post precedenti: purtroppo la scrittura non ci ha convinto

Sinceramente penso sia una risposta standard.

L'idea che mi sono fatto è che in passato aveva molti contatti con le case editrici e proponeva diversi manoscritti (ha contribuito a far pubblicare autori che adesso sono abbastanza noti). Adesso non so quanto sia introdotta nell'ambiente perchè non sento più da tempo di autori seguiti da lei che hanno pubblicato con grosse case editrici.

Ritengo però che il tipo di risposta "la scrittura non ci ha convinto" non sia corretta. Al limite se un agente ti scarta lo fa perchè magari il tuo testo non è commerciabile, non rientra nelle linee editoriali che lui segue e presso le quali ha possibilità di piazzarti. Sarebbe meglio rispondere sul tipo di altre agenzie ovvero "non siamo intenzionati a rappresentarla" e senza aggiungere altro. Del resto io non avevo chiesto una valutazione o un giudizio ma appunto se c'era la possibilità di rappresentarmi. Se questa possibilità non c'è meglio tagliar corto e basta.

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Ritengo però che il tipo di risposta "la scrittura non ci ha convinto" non sia corretta. Al limite se un agente ti scarta lo fa perchè magari il tuo testo non è commerciabile, non rientra nelle linee editoriali che lui segue e presso le quali ha possibilità di piazzarti. Sarebbe meglio rispondere sul tipo di altre agenzie ovvero "non siamo intenzionati a rappresentarla" e senza aggiungere altro. Del resto io non avevo chiesto una valutazione o un giudizio ma appunto se c'era la possibilità di rappresentarmi. Se questa possibilità non c'è meglio tagliar corto e basta.

 

Una risposta standard è ovvio che non sia corretta. D'altra parte un agente può scartare un'opera anche solo perché semplicemente... fa schifo, al di là della commerciabilità e della piazzabilità del tipo e del genere di opera. Altre grosse agenzie non danno risposte tanto differenti: ad esempio, ce n'era un'altra che rispondeva a tutti che l'opera (o la scrittura) "non erano nelle loro corde". E' una risposta come un'altra, non deve essere corretta: è solo una maniera cortese e formale, ma rapida, di dire "no". Non pensarci troppo, insomma. ;)

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Concordo solo in parte: "Non è nelle nostre corde" significa che l'opera può comunque valere ma è estranea alle loro politiche, "La scrittura non ci convince" significa che a loro avviso è scritto male. 

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Concordo solo in parte: "Non è nelle nostre corde" significa che l'opera può comunque valere ma è estranea alle loro politiche, "La scrittura non ci convince" significa che a loro avviso è scritto male. 

 

E' una risposta molto generica, se ci pensi un momento: cosa si intende per corde? A quale parte delle loro politiche? Ci si riferisce ai generi trattati? O alla qualità minima accettabile? Perché in effetti io grosso agente potrei avere degli standard minimi di qualità diversi, più alti rispetto a quelli di un piccolo, e quindi un'opera scarsina o acerba non sarebbe "nelle mie corde". Ma è una questione di lana caprina: no è e no rimane. E i no, si sa, non sempre fanno piacere. ;)

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Ospite VirginiaW

Bene o male, purchè risponda... in ogni caso un rifiuto non è mai piacevole.

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Si infatti sono tutte e due delle risposte generiche e non vi vedo alcuna differenza. Poi avendo visto che altri l'hanno ricevuta identica vuol dire che si tratta proprio di mail già preparate. Questo vale sia per "le corde" che per "non ci ha convinto la scrittura".

Ripeto secondo me la risposta negativa meno disarmante è proprio quella "non siamo intenzionati a rappresentarla".

Mi viene in mente anche quella battuta di Snoopy scrittore: "Gentile collaboratore ci dispiace dirle che non possiamo pubblicare il suo racconto. Anzi, ripensandoci, non ci dispiace affatto"

Giusto per sdrammatizzare :-)

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Mi viene in mente anche quella battuta di Snoopy scrittore: "Gentile collaboratore ci dispiace dirle che non possiamo pubblicare il suo racconto. Anzi, ripensandoci, non ci dispiace affatto"

 

Chissà, la buttassero davvero sull'umorismo, almeno uno si farebbe quattro risate davanti a un rifiuto.  :asd:

Ma basta basta, vi sto trascinando OT e tra un po' devo bannarmi da solo!  :li:

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Ho avuto una blitzkrieg con la signora Vivian.

L'altro ieri le mando la sinossi del mio romanzo. 

Ieri mi chiede il manoscritto intero in formato word. 

Oggi mi risponde: «Gentie Signor Crespi, abbiamo dato un'occhiata al suo testo. Purtroppo la scrittura non ci ha convinto. Un cordiale saluto, Rita Vivian.»

 

Deve essere scritto proprio male per essere scartato dopo la lettura di poche pagine (perché non credo che abbia letto 550 cartelle in una serata)

 

...Riporto la mia esperienza di pochi giorni fa perché oggi c'è stato un aggiornamento, diciamo, peculiare... 

Mi ha riscritto dicendo: «Gentile signor Crespi, abeam letto il us romans e purtroppo non ci ha convent. Un cordiale salute, Rita Vivian»

Risposta arrivata da un altro indirizzo email, sempre a suo nome. 

 

Prima parlava della scrittura, ora del romanzo. Forse alla fine lo hanno letto per intero. Strano rispondere due volte, però... Magari un collaboratore, chi lo sa.

...Ma mi chiedo: ha scritto nel suo dialetto veneto? Avrà voluto scimmiottare il mio lombardo (anche se scrivo in italiano, chiaramente)? Influenza della parlata carsica? 

O avrà letto questo thread e ha voluto farsi due risate?  :saltello:

 

Anch'io ho ricevuto la stessa risposta "la sua scrittura non è convincente" o simile. Ma. avendole inviato 2 romanzi, nemmeno 48 ore prima,  ne avrà letto almeno la metà??? Dubbio!

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Ospite

idem. La mia scrittura non la convince. 

A questo punto le farò un test. Poi vi farò sapere.

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Contattata, ho ricevuto risposta dalla stessa Vivian: mi assicurava che avrebbe letto il romanzo.

Ad oggi, però, non ho ricevuto ancora risposta. Sono passati tre mesi dall'invio.

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Ho inviato il mio manoscritto tre mesi fa all'indirizzo che è in cima a questo thread: failed (mailbox full).

Ho provato tramite sito: nessuna risposta. 

Non capisco come posso contattarla...

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@Xenja Io le ho mandato una mail circa un mese e mezzo fa. L'indirizzo è lo stesso (rita.vivian@alice.it), ma non ho avuto problemi con l'invio. Dopo qualche giorno, la signora Vivian ha risposto, come ho visto che ha già fatto ad altri, con un messaggio in cui spiega che leggerà e che basta aver pazienza. 

 

Ho seguito le indicazioni presenti nel sito (ti riporto direttamente quello che è scritto):

Si consiglia di far pervenire i dattiloscritti in formato Word (estensione .doc) e di inviarli all'indirizzo e-mail rita.vivian@alice.it.Un riscontro della lettura sarà, in ogni caso, comunicato all'autore.Nessun dattiloscritto sarà restituito.

Non capisco cosa ti possa essere successo. Magari, quando hai inviato tu, la sua mail era stata presa d'assalto?

Ti consiglio comunque ti riprovare! L'indirizzo è quello giusto. Buona fortuna!

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Grazie mille Tyne89. Purtroppo ho riprovato ancora una volta, e ancora una volta la mail non è giunta a destinazione (e la risposta automatica mi dà sempre "failed (mailbox full)"). Che rabbia!

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Ho ricontrollato: ho inviato l'11 agosto, quindi dopo di te Xenja. Ho anche guardato su internet e ho trovato che

"MAILBOX FULL"

è un messaggio che riceviamo se inviamo una mail ad un indirizzo molto richiesto o più probabilmente che non viene controllato molto spesso, o addirittura abbandonato, per cui risulta pieno. Questo accade poiché ogni provider dà ad ogni utente un determinato spazio che, se riempito, non è più in grado di ricevere ulteriori messaggi. A questo tipo di errore non c'è altra soluzione che avvisare per altra via il destinatario e comunicargli di svuotare la casella di posta.

Quindi, pensavo: non è che la signora Vivian svuota la mail quel tanto che basta per prendere i dattiloscritti che riesce a leggere per quel mese, stile Meucci o Ceccacchi per intenderci? Magari io ho beccato il periodo in cui la mail era ancora libera…

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Sì, anch'io ho letto la stessa spiegazione su internet, perciò sono qui a chiedere se qualcun altro l'ha contattata in questi ultimi tempi.

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Dunque, mi sono fatta coraggio e ho telefonato... la signora che mi ha risposto (era lei?) ha detto di provare e riprovare più volte al giorno perché la loro casella di posta è quasi sempre intasata e devono svuotarla continuamente.

Mah. Riproverò.

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