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Alexander91

Come fa un ateo a recuperare la fede?

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Io invece ho visto svariate conversioni avvenute nell'ultima parte della vita di una persona per il resto del suo tempo atea, Quando ben poche cose cariche di emozioni accadono, E ho visto persone cambiare religione, cioè passare da una religione all'altra senza altro motivo che l'idea che la religione prescelta sia migliore di quella che si è seguita fino ad allora. Dal cattolicesimo, o dal protestantesimo, all'islam, o dall'islam al cristianesimo. Dall'ebraismo al cristianesimo e viceversa. Tanta gente diventata buddista proveniendo dalle più svariate religioni (ma questo è facile: il buddismo appare, anche se probabilmente non è, una religione facile). E in questi casi, come in quelli della conversione in tarda età, non c'è alcun evento emozionale.

A essere sincero non mi viene in mente un solo caso di conversione successiva a evento catartico, anche se immagino ce ne siano.

Invece di conversioni d'altro tipo me ne vengono in mente parecchie. Tra persone più o meno celebri.

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Fagli vedere la madonna! 

Magari in proposito i libri di Brosio ti possono essere d'aiuto per capire quanto sia folgorato uno che si converte dal nulla.

Modificato da Nyamekye
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Ospite Strix

Io sono atea e ti posso dire che se uno viene "folgorato sulla via di damasco", tutto sommato credeva ancora.

Io ritengo che la fede sia una necessità dell'individuo di aggrapparsi a qualcosa, per trovare conforto o forza. 

L'ateo questo bisogno non lo sente, perché le sue convinzioni si basano su altro.

Per esempio: quando mio padre era terminale, per un tumore alle ossa, mia madre passava il tempo ad accendere ceri e a chiedere grazie, io e mio fratello a parlare con i medici e cercando di valutare le conseguenze di questa o quella terapia sperimentale.

Quando mio padre, alla fine, morì, ero consapevole che la fede di mia madre aveva avuto l'unica funzione di darle un po di speranza. Se mai è stata lei, in seguito, a perderla, non io atea, ad acquistarla.

 

Se, quindi, le tue convinzioni sono solide, difficilmente ti farai condizionare dagli eventi, verso una soluzione totalmente irrazionale.

Per me la fede (senza offesa) rientra nel campo della superstizione. Non è che se vedo un gatto nero attraversare la strada e poi capitare un incidente, cado in ginocchio e esclamo: "Allora portano davvero sfortuna!" (anche perché ho un gatto nero in casa, e mi attraversa la strada in continuazione, come ogni gatto fa, nel tentativo di uccidere la sua razione di umani).

 

Quindi, immagino che possa convertirsi qualcuno che si dichiarava ateo (pur non essendolo), in quanto deluso dalla fede, e che quindi, ottenuta la conferma che aspettava, torni sui suoi passi.

Qualcuno che invece semplicemente non crede che i fulmini siano una manifestazione dell'ira di Zeus, ma un mero fenomeno fisico, dovrebbe prendere un violento colpo in testa, per regredire a tal punto :P

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@ Wrong: la sai la barzelletta di quello che ha perso una mano e prega? "Gesù, fammi tornare questa mano come l'altra!" Solo che Gesù è distratto e il poveraccio si ritrova monco di ambedue le mani :asd:  

 

Seh, sicuro che distratto sia l'aggettivo adatto? :emh:

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guardate che anche l'ateismo convinto è una fede eh :) conosco persone che anche se gli apparisse la madonna e gli rivelasse le risposte alle nostre Domande non crederebbero comunque e manterrebbero la loro non-fede ^_^

 

poi dipende tanto dal personaggio. E' una persona fragile,insicura? se si è facile che cambi "strada" gli insicuri hanno  sempre bisogno di qualcuno che gli dica che cosa devono fare, che sia una religione, la scienza o un partito politico. C'è anche la categoria dei superficiali, che scelgono spesso più per "comodità" che per altro. E poi c'è chi segue una fede (che può essere l'ateismo benissimo) solo perché è nato in una famiglia così.

potrebbe anche essere questo, e sarebbe una situazione originale. Persona nata in una famiglia super razionalista e atea, e di conseguenza atea anch'essa, che per la prima volta si "scontra" con una fede diversa, con il misticismo ad esempio. Potrebbe conoscere qualche monaco, ad esempio, durante un viaggio, o qualcosa del genere ^_^

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Se l'ateismo è una fede, il non-fumare è un vizio.

Sai che certe volte ho l'impressione che sia proprio così?

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Mmmm... Difficile..

Dobbiamo fare delle divisioni. Ci sono atei atei. Ci sono atei delusi, come diceva qualcuno prima, e ci sono atei religiosi, ma non culturali. Ossia, gli atei cristiani ad esempio. Chi ammette che la cultura cristiana e ciò che fece derivare ha contribuito molto alla formazione culturale, soprattutto dei paesi occidentali e, soprattutto, in Italia. 

L'ateo, appunto, non ricorrerà mai alla risposta Dio per quanto riguarda una tragedia o un suo derivato. Non crederà neanche alle apparizioni, né tanto meno al mito fantastico della creazione, quelle sono favole. L'ateo crede nelle prove scientifiche.

C'è poi da dire che l'ateo non è un distruttore del cristianesimo (parlo del cristianesimo, le altre non le conosco benissimo). L'ateo, come faccio io, può nutrire grande stima per la figura storica di Gesù come rivoluzionario, profeta e quant'altro. Ma prenderà sempre e solo il messaggio umano e non divino. 

 

Dunque, secondo il mio modesto parere, è difficile che un ateo si converta a seguito di una banalità, come anche a seguito di una tragedia. Scarterei l'ipotesi apparizioni di madonne, santi e co. L'ateo si converte al limite per necessità.  O almeno questo è il primo passaggio. Una conversione graduale. Si avvicina alla religione per necessità, non so culturale o economica (ahimé). Lì può legarsi alle immagini storiche dei vari santi ecc.. e sposare determinate dottrine. Ma sarà assolutamente difficile credere, per l'ateo, ai dogmi che derivano da Dio. 

 

In bocca al lupo per la scelta, non è un percorso facile! :gesi:

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guardate che anche l'ateismo convinto è una fede eh :) conosco persone che anche se gli apparisse la madonna e gli rivelasse le risposte alle nostre Domande non crederebbero comunque e manterrebbero la loro non-fede ^_^

 

 

 

Peccato che la madonna non appaia mai agli atei, solo ai credenti più ossessionati. Una cosa che mi ha sempre lasciato perplesso: perché la madonna non appare mai a Richard Dawkins? 

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la madonna non appare mai ad un ateo convinto perché anche se gli apparisse non ci crederebbe. La madonna appare sempre al religioso fanatico perché in qualsiasi fenomeno questi ci vede la madonna. Sono due facce della stessa medaglia, che si chiama fede assoluta. 

 

non mi pare così complessa come teoria.  :trollface:

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ah, aggiungo per chi mi ha bonariamente preso in giro come se parlassi di sciocchezze, che quella che ho enunciato non è (ahimé ) una mia teoria, ma un pensiero ampiamente discusso e sostenuto dalla filosofia e dalla letteratura.

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la madonna non appare mai ad un ateo convinto perché anche se gli apparisse non ci crederebbe. La madonna appare sempre al religioso fanatico perché in qualsiasi fenomeno questi ci vede la madonna. Sono due facce della stessa medaglia, che si chiama fede assoluta. 

 

non mi pare così complessa come teoria.  :trollface:

 

Passi la seconda, che mi sembra sensata, ma la prima è assurda. Come spieghi san Paolo, allora? O san Francesco?

Non erano atei, d'accordo, ma erano entrambi piuttosto lontani dal credere nei miracoli di quel tipo.

 

Ma alla fine, penso siano questioni sterili. 

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anche secondo me sono questioni sterili, ma a volte è piacevole parlare del sesso degli angeli :OO:  

 

Di san paolo non ricordo molto, per quanto riguarda s. francesco è comunque nato e vissuto in un ambiente fortemente cristianizzato, chiunque imparasse a leggere e scrivere doveva obbligatoriamente frequentare una "scuola cattolica" e lui era di buona famiglia, battezzato e tutto il resto. Non dimentichiamo che nel medioevo non c'era l'opzione "ateo" o anche solo "altra religione" insomma diciamo che era una società ben diversa da quella moderna :)

Nelle conversioni dovute ad eventi sovrannaturali o presunti tali poi entrano in gioco miriadi di fattori, la condizione psicofisica della persona in quel momento in primis! insomma penso che, tornando IT, sia credibile quasi qualsiasi soluzione in un romanzo, se ben giustificata ^_^

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Brosio ha visto la madonna?

Posso esprimere qualche dubbio?

Sai che in realtà non lo so? Ho sparato un po' a caso perché mi diverto a sparare sulla croce rossa.

Comunque, non volevo essere offensivo o superficiale. E per scusarmi vi segnalo una cosa molto interessante su questo argomento che potete trovare qui: https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&ved=0CDwQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.pikaia.eu%2FEasyNe2%2FNotizie%2FDownload.aspx%3Fcode%3DPikaia%26filename%3D%2FEasyNe2%2FArchivi%2FPikaia%2FPDF%2F0004%2F4582.PDF&ei=wICXUoWoE6__yAO1qoDoAg&usg=AFQjCNHVnja3A3EAuHrEaAZ5k4WhuOHGow&sig2=FYVqUWazPni1uvX-wKAN6Q&bvm=bv.57155469,d.bGE ( file in pdf )

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Ospite

Un'esperienza di enorme impatto emotivo è d'obbligo perché le persone reagiscono a queste esperienze in due modi: perdono la fede o la trovano. Inoltre, Alexander, tieni presente che ognuno di noi da più peso a ciò che desidera sia vero, a parità di altri fattori.

Ora, come facciamo a far sì che l'ateo abbia una bella epifania Joyciana? Io lo metterei di fronte a un'interpretazione della fede che non aveva mai conosciuto/preso in considerazione e unirei questo a un improvviso desiderio che in effetti ci sia un Dio lassù che ci guarda. Tutto questo, unito al momento di massima vulnerabilità, sarebbe il catalizzatore perfetto di una conversione.

Mi permetto di fare un esempio, giusto per chiarificare al massimo quello che intendo, che così è teoria molto nebulosa e poco pragmatismo.

 

Prendi un bambino cresciuto in una famiglia di cristiani, che lo costringevano tutte le domeniche ad andare a messa (invece che lasciarlo libero di giocare a pallone con gli amici), gli imponevano di non mangiare carne i venerdì e per tutta la durata della quaresima, gli facevano recitare il rosario ogni sera e via così. Ora, se cerchi di forzare un bambino a fare ciò che non vuole quello è naturale che si ribelli, quindi, crescendo, avrà deciso: da oggi la religione per me smette di esistere.

Il ragazzo si fa un uomo, felicemente ateo, ma all'età di trent'anni la sua compagna muore in un incidente d'auto e le ultime parole che lui le aveva rivolto erano insulti pesanti che lei non meritava, ma lui in quel momento era così fuori di sé per delle altre ragioni (magari gli avevano appena pignorato tutti i beni, che so io) che desiderava solo un capro espiatorio. Il senso di colpa è schiacciante e lui esce di casa per vagare senza una meta. Alla fine, si accascia a piangere da qualche parte e poco dopo un anziano frate si siede accanto a lui. Quel frate lo ascolta, non lo giudica male e gli racconta di come lui abbia trovato Dio dopo un lutto molto grave. In quel momento, vedendo la serenità del frate, sentendo le sue parole di speranza e conoscendo quel volto della religione che gli era estraneo, l'uomo si converte per riempire il vuoto al suo interno e trovare anch'egli la pace.

 

Ho scritto di getto quindi mi auguro che il concetto sia chiaro. Ad ogni modo una sequenza di avvenimenti di questo tipo farebbe convertire chiunque abbia un cuore.

Spero di esserti stato utile :)

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Mah, io penserei di aver incontrato un uomo  buono e saggio che coltiva l'illusione di dio. Trarrei conforto dal suo dire, ma non ne sarei convertita. Buoni e saggi esistono pure tra i non credenti.

Però se la fede va ritrovata, come sembra dal titolo (non ho letto tutti i post), potrebbe andar bene.

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Di solito si è portati a credere che la conversione sia la conseguenza di una tragedia o di qualcosa di simile. A volte questo è vero, in molti altri casi non lo è: ci sono persone che apparentemente avevano tutto, che alla vita non potevano chiedere di più...e che poi si sono convertite.

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Secondo me tutto dipende da che tipo è il tuo personaggio e da che cosa cerca nella religione cristiana.

Ci sono due vie per avvicinarsi al cristianesimo:

- quella morale: il tuo personaggio comincia a riconoscere e ad apprezzare i principi morali del cristianesimo contenuti nei vangeli e da lì si avvicina alla religione;

- quella più filosofico-razionale: il tuo personaggio contemplando la vastità dell'universo e della vita comincia a pensare che dietro ci sia un ente superiore che l'ha creata. La religione (non solo quella cristiana) può essere una delle risposte alle domande fondamentali dell'uomo. Ovviamente questo tipo di ragionamento è confutabile, ma è altrettanto confutabile quello inverso che ti allontana dalla fede.

Il tutto poi dipende dal che impatto avrà la conversione sul tuo personaggio. Andrà a messa tutte le domeniche? Cercherà costantemente di vivere secondo i principi del cristianesimo? Oppure avrà questa conversione che sulla sua vita quotidiana non avrà nessun impatto pratico?

 

Per quanto riguarda la scelta del cattolicesimo, se il personaggio vive in Italia o in un paese "cattolico", la scelta è non rappresenta un problema.

Se, invece, vive in un paese dove i protestanti sono più influenti devi trovare un motivo per il quale lui scelga la chiesa cattolica. 

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L'uomo dovrebbe essere in grado di "meritarsi il paradiso" anche al di fuori di queste dinamiche. Ti faccio una premessa, io non sono ateo. Detto questo pongo la domanda: ammesso che in un "al di la" non ci fosse nulla tranne che l'al di la, allora l'etica, la bontà, l'umanità e tutte le cose che crediamo essere valori tra cui anche il senso della vita, perderebbero senso? Secondo me no perché se non esistesse alcun dio allora esisterebbe l'uomo inteso quale arbitro totale del suo destino ed esisterebbe la sua "religiosità" dunque le stesse regole varrebbero anche in questo caso e pertanto la medesima scala di valori. Sul discorso del celibato del clero non vedo come possa un parroco interpretare problemi e dunque (al limite) dispensare consigli su una materia della quale non ha alcuna competenza, sarebbe come se ora io andassi in un forum di poeti e mi mettessi a dare consigli a tutti. :D

Sulla conversione penso che sia un percorso possibile ed avvenga spesso come qualcuno ha già detto negli altri interventi ovvero in momenti difficili. In passato mi è capitato e poi mi è capitato anche altro dunque parlo per esperienza diretta.

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Di solito si è portati a credere che la conversione sia la conseguenza di una tragedia o di qualcosa di simile. A volte questo è vero, in molti altri casi non lo è: ci sono persone che apparentemente avevano tutto, che alla vita non potevano chiedere di più...e che poi si sono convertite.

 

Concordo

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Hai capito perchè non permettono ai preti di sposarsi? Non c'entra solo il sesso: c'entra avere la testa sgombra.

 

Porto quache "prova biblica" su questo argomento.

 

San Paolo nella sua lettera in 1 Corinzi 7-38 disse:  " In conclusione, colui che si sposa  fa bene e chi non si sposa fa meglio".

 

Questo quindi era un suggerimento ( chi non si sposa fa meglio),  per avere la testa sgombra. Come dici te.

 

Tuttavia si dice anche che "chi si sposa fa bene" (se non riesci a vivere solo o piuttosto che commettere immoralità con qualche donna che non sia tua moglie, sposati),

 

Quindi il celibato è consigliabile ma " non obbligatorio", come purtoppo sono costretti a fare i sacerdoti.

 

Quindi, il celibato "obbligatorio" non è biblico, quindi,se non è biblico, non lo ha deciso Dio.

 

Come ulteriore prova posso dire che l' Apostolo Pietro,

uomo considerato addirittura il "primo papa", era sposato.

 

Il fatto che Gesù gli "guarì la suocera" significa che...aveva una moglie.

 

Nel vangelo,  in Matteo 8:14-15  potete trovare questo racconto,

che dice più o meno così:

 

" Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo".

 

Spero di esservi stato utile.

 

Ciao

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Ospite

Di solito si è portati a credere che la conversione sia la conseguenza di una tragedia o di qualcosa di simile. A volte questo è vero, in molti altri casi non lo è: ci sono persone che apparentemente avevano tutto, che alla vita non potevano chiedere di più...e che poi si sono convertite.

 

Quello che dici è vero. Mi viene in mente l'esempio di San Francesco.

Persone come lui hanno una visione della vita differente da quella di chiunque altro. Quello che per il 99% delle persone è "tutto" (soldi, fama, agiatezza e via così) per lui era "niente" e quello che per noi è "niente" lui lo ha reso "tutto". In ogni caso simili persone sono casi più unici che rari.

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L'uomo dovrebbe essere in grado di "meritarsi il paradiso" anche al di fuori di queste dinamiche. Ti faccio una premessa, io non sono ateo. Detto questo pongo la domanda: ammesso che in un "al di la" non ci fosse nulla tranne che l'al di la, allora l'etica, la bontà, l'umanità e tutte le cose che crediamo essere valori tra cui anche il senso della vita, perderebbero senso? Secondo me no perché se non esistesse alcun dio allora esisterebbe l'uomo inteso quale arbitro totale del suo destino ed esisterebbe la sua "religiosità" dunque le stesse regole varrebbero anche in questo caso e pertanto la medesima scala di valori. Sul discorso del celibato del clero non vedo come possa un parroco interpretare problemi e dunque (al limite) dispensare consigli su una materia della quale non ha alcuna competenza, sarebbe come se ora io andassi in un forum di poeti e mi mettessi a dare consigli a tutti. :D

Sulla conversione penso che sia un percorso possibile ed avvenga spesso come qualcuno ha già detto negli altri interventi ovvero in momenti difficili. In passato mi è capitato e poi mi è capitato anche altro dunque parlo per esperienza diretta.

 

L'uomo non è che non deve rubare, uccidere il suo simile o andare con una donna al giorno (nel caso della donna il contrario) perchè "lo ha detto Dio" o perchè altrimenti "va all'inferno".

Se anche Dio  o chi per lui non esistesse, se anche l'eternità non esistesse, se anche non ci fossero Armageddon o inferni e paradisi, ed equivalenti, nessuno autorizza l'uomo a fare quello che vuole perchè gli va così alla faccia e a discapito dei suoi simili.

Che gli piaccia o no l'uomo deve vivere secondo certe regole,  se non le segue, se non si adegua, finisce male e fa finire male i suoi simili che hanno a che fare con lui.

Nessun uomo ha il diritto di prevaricare su un altro, di fare del male o di fare i suoi comodi. Perciò, da Hammurabbi se non anche prima, si sono scritte delle leggi che punivano chi faceva del male, chi rubava eccetera, indipendentemente da qualunque Dio.

Leggi  e regole solamente umane. Ma l'uomo, poichè è un estremo miserabile, ha sempre trovato il modo di farla franca e di attuare i suoi comodi.

Perciò è intervenuto qualcosa o qualcuno o chissà cosa di superiore a lui, di indefinibile e indescrivibile, perchè l'uomo nella sua arroganza vuole catalogare e classificare tutto, per dire che poteva anche fare i suoi comodi su questa terra, poteva anche uccidere, andare con una donna diversa al giorno, (...ma per piacere...) rubare, far soffrire eccetera e scampare alla giustizia precaria e imperfetta dei suoi simili, che magari avrebbe comprato con il suo potere, ma non sarebbe potuto scampare alla Giustizia divina.

Ebbene degli uomini amano credere alla Giustizia divina e si comportano come uomini retti e come credenti.

Altri uomini non credono in Dio, ma si comportano rettamente.

Altri che credono fanno del male, altri che non credono lo fanno ugualmente e così via in una infinita gamma comportamentale.

E' un discorso molto semplice il mio, da che mondo è mondo c'è sempre stata gente alla quale ha dato fastidio chi credeva e altrettanto viceversa, in una sorta di gara a chi ha più ragione nel dimostrare le sue "giuste" ragioni.

Qui la giustizia  e la verità non stanno in mezzo e nemmeno dalla parte dei non credenti o dei credenti, come pure la verità assoluta su Dio nessun essere umano normale può dirla.

In sintesi: l'uomo ama fare i suoi comodi e con la sua furbizia spera di scamparla. E ci riesce benissimo, basta guardare la miseria e l'orrore che abbiamo nel mondo. Ai dispensatori di odio da molto fastidio che le loro vittime vadano incontro alla morte cantando inni a un Dio che non possono spiegare e mostrare. E che farà pagare, sperabilmente, tutto il male che è stato fatto agli uomini buoni e giusti.

Definizione di un uomo giusto?

Non uno che sta a pregare tutto il giorno, quello non serve a niente.

Un uomo giusto è chi aiuta il suo simile  senza voltarsi dall'altra parte, senza pretendere nulla in cambio.

Molto raro.

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Unius  " santo subito" .

 

Credo anche io che un uomo debba comportarsi bene non perchè Dio lo distrugge se non lo fa ma perchè crede sia giusto farlo, perchè lo desidera, perchè crede sia il miglior modo di vivere.

 

 

Credo che un "uomo giusto" non sia uno che non sbaglia mai, bensì,

come hai citato alla fine del tuo intervento, un uomo che spinto dall'amore, aiuta il suo simile, senza pretendere nulla in cambio.

 

Bravo e...grazie.

Modificato da Pippowood

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Non ne ho idea, però sul tema della fede ti consiglio di vedere il film attualmente in sala "Philomena". Non mi dilungo sulla trama, ma ciò che più mi ha colpito è stato il modo abile in cui il regista (Frears) è riuscito a non scivolare nel melodramma più banale, e il tema si prestava eccome. Il gioco dei contrasti tra il personaggio credente e quello non credente funziona e non dà alcun messaggio morale. Della serie: siete grandi e grossi, il messaggio trovatelo voi, se vi va. Gran film.

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