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Eventi vergognosi della politica italiana negli ultimi anni.

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Ciao a tutti, non voglio chiedervi una risposta esaustiva che sarebbe troppo complessa e soggettiva, ma semplicemente dove documentarmi sui fatti degli ultimi cinque o sei anni in Italia che riguardino politica e crisi economica e sociale. Ci sono gli annuari, certo, ma sono a mio avviso troppo superficiali e incompleti.

Dovendo citare alcuni momenti chiave della vita politica italiana (quei momenti che ci hanno fatto più vergognare, inorridire o preoccupare) ci sarebbe bisogno di leggere tantissimi articoli e libri. Qualcuno di voi è appassionato di questo tema e sa indirizzarmi verso un testo o un altro? Faccio un paio di esempi:

dalla polemica sull'articolo 18 alle discusse sentenze thyssenkrupp o bolzaneto, dal "referendum" dello stabilimento fiat di (se non erro) Pomigliano d'Arco ai "ricatti" di Marchionne, dai bunga bunga alle leggi ad personam. Pensate che con uno o più testi specifici potrei risolvere in qualche modo? Ogni consiglio vale oro.

Grazie in anticipo!

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Mah. Io andrei in un'emeroteca a rileggere i giornali. A leggerli in sequenza, giorno dopo giorno, fa uno strano effetto ma credo che sia quello che cerchi.

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Per la situazione industriale, mi propongo io stessa di leggere questo: http://www.treccani.it/enciclopedia/c-era-una-volta-l-industria-pubblica_%28Il_Libro_dell%27Anno%29/

Per uno sguardo d'insieme:  Scipione Guarracino Storia degli ultimi settant'anni , ho letto la prima edizione; è stato ripubblicato di recente con molti aggiornamenti. Dovrebbe ora arrivare agli inizi del XXI sec.

Se sei interessato alla dietrologia italiota L'uomo che sussurra ai potenti  di Bisignani è in vendita ovunque

Appena uscito Sesso, sangue e soldi di Pansa (una storia un po' personalizzata ma efficace, pare, non l'ho letto),

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Ospite Strix

La cosa migliore da fare sarebbe leggere i giornali, tutti i giorni, più di uno. Non sembra, ma la linea editoriale influenza parecchio il modo in cui una notizia viene presentata al pubblico e, in molti casi, soprattutto per quel che concerne l'economia e la politica, conviene sentire più di una campana. Non tanto perché la stampa sia di parte o schierata (in diversi casi lo è, per carità), ma di certo un quotidiano locale metterà l'accento sulle conseguenze di questo o quell'avvenimento sul territorio, un quotidiano di stampo economico tenderà a fare analisi a lungo termine, quotidiani fortemente schierati tenderanno a enfatizzare un aspetto della notizia, piuttosto che un altro, mentre i quotidiani on line, spesso e volentieri, puntano più al sensazionalismo che alla veridicità della notizia (il mio compagno è pubblicista e ve ne potrebbe raccontare di tutti i colori, a tal riguardo. )

 

Io eviterei i libri usciti per cavalcare l'indignazione. Spesso vengono confezionati in fretta e furia, per battere il ferro fino a che è caldo, e sulla loro accuratezza non giurerei.

 

Per i casi specifici, conviene fare alla vecchia maniera, e fare ricerche sugli archivi.

Per il caso Tissen, di certo non basta parlare della sentenza, e sarebbe interessante anche prendere in considerazione il punto di vista tedesco (almeno, per questo punto è quello che penso io).

Non si può certo guardare solo alla conclusione, dal momento che nella vicenda rientrano una grande quantità di elementi, che hanno portato al verificarsi degli eventi, innanzitutto. È anche necessario approfondire la conoscenza delle normative sul lavoro e sulla sicurezza, in vigore al momento della tragedia.

 

La polemica sull'articolo 18, invece, richiede un discorso un po articolato e si rivà alla necessità di cui ho detto prima, di analizzare le notizie secondo diversi punti di vista, dal momento che è stata servita in diverse salse, e strumentalizzata moltissimo.

Molti di quei lavoratori che si sono indignati per la modifica, non sono mai rientrati nella categoria tutelata dall'articolo che è, di fatto, molto limitata (esclude, infatti, tutti i lavoratori precari e i dipendenti di piccole imprese. Io ho iniziato a lavorare nel 1996 e non mi sono mai trovata una sola volta sotto la sua tutela, tanto per dire).

Bisogna quindi avere cura di dividere i fatti dal "sentimento popolare".

Spesso le masse sono portare pretestuosamente all'indignazione e i motivi possono essere molti: dal calcolo politico al semplice tentativo di vendere più copie.

 

Ci vuole molta pazienza e un bel po di spirito critico (la storia non è fatta dalle tifoserie tanto amate dal popolo italiano) :)

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La cosa migliore da fare sarebbe leggere i giornali, tutti i giorni, più di uno. Non sembra, ma la linea editoriale influenza parecchio il modo in cui una notizia viene presentata al pubblico e, in molti casi, soprattutto per quel che concerne l'economia e la politica, conviene sentire più di una campana. Non tanto perché la stampa sia di parte o schierata (in diversi casi lo è, per carità), ma di certo un quotidiano locale metterà l'accento sulle conseguenze di questo o quell'avvenimento sul territorio, un quotidiano di stampo economico tenderà a fare analisi a lungo termine, quotidiani fortemente schierati tenderanno a enfatizzare un aspetto della notizia, piuttosto che un altro, mentre i quotidiani on line, spesso e volentieri, puntano più al sensazionalismo che alla veridicità della notizia (il mio compagno è pubblicista e ve ne potrebbe raccontare di tutti i colori, a tal riguardo. )

 

Io eviterei i libri usciti per cavalcare l'indignazione. Spesso vengono confezionati in fretta e furia, per battere il ferro fino a che è caldo, e sulla loro accuratezza non giurerei.

 

Per i casi specifici, conviene fare alla vecchia maniera, e fare ricerche sugli archivi.

Per il caso Tissen, di certo non basta parlare della sentenza, e sarebbe interessante anche prendere in considerazione il punto di vista tedesco (almeno, per questo punto è quello che penso io).

Non si può certo guardare solo alla conclusione, dal momento che nella vicenda rientrano una grande quantità di elementi, che hanno portato al verificarsi degli eventi, innanzitutto. È anche necessario approfondire la conoscenza delle normative sul lavoro e sulla sicurezza, in vigore al momento della tragedia.

 

La polemica sull'articolo 18, invece, richiede un discorso un po articolato e si rivà alla necessità di cui ho detto prima, di analizzare le notizie secondo diversi punti di vista, dal momento che è stata servita in diverse salse, e strumentalizzata moltissimo.

Molti di quei lavoratori che si sono indignati per la modifica, non sono mai rientrati nella categoria tutelata dall'articolo che è, di fatto, molto limitata (esclude, infatti, tutti i lavoratori precari e i dipendenti di piccole imprese. Io ho iniziato a lavorare nel 1996 e non mi sono mai trovata una sola volta sotto la sua tutela, tanto per dire).

Bisogna quindi avere cura di dividere i fatti dal "sentimento popolare".

Spesso le masse sono portare pretestuosamente all'indignazione e i motivi possono essere molti: dal calcolo politico al semplice tentativo di vendere più copie.

 

Ci vuole molta pazienza e un bel po di spirito critico (la storia non è fatta dalle tifoserie tanto amate dal popolo italiano) :)

 

Hai ragione su tutto, ma la mia "salvezza" è che non sto scrivendo un saggio ma un romanzo. Le notizie sono viste e filtrate da una persona comune, che ha certamente le sue idee, ma non ha pretese di imparzialità. Si scaglia contro ciò che ritiene ingiusto, anche sbagliando.

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