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Tagliacarte

Guerra, Futurismo e la Lacerba

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Mi trovo ad affrontare un passaggio delicato nel mio scritto in cui alcune aspetti e sfumature risultano fondamentali, per cui chiedo aiuto, se qualcuno è in grado di fornirlo.

Che i Futurismi furono strenui sostenitori della guerra - anche fine a se stessa - è fatto noto, lo si ricava sin dal Manifesto Futurista: "Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna".

 

E anche per questo furono tra i primi interventisti nel 1914. Il punto che, invece, mi interessa di chiarire meglio è la posizione verso il futurismo e la guerra assunta dalla rivista Lacerba, di Ardengo Soffici e Giovanni Papini, che mi risulta fossero, all'epoca, su posizioni vicine ai futuristi ma con sfumature di differenza e contrasto che, successivamente, sfociarono in un aperto scontro con Marinetti.

La Lacerba sicuramente era guerrafondaia, non per nulla Papini la chiuse nel momento stesso in cui venne dichiarata guerra all'Austria, col titolo a tutta pagina "Abbiamo vinto!".

 

Quello che mi preme di capire sono quelle sfumature, la differente argomentazione "filosofica" (se mai vi era) tra futuristi e Lacerba (o Soffici e Papini, che è la stessa cosa) sul tema specifico della guerra e più in generale.

 

Si, lo so, è un tema tale che questo thread rischia di essere a risposta zero, ma qualsiasi contributo per capire è assolutamente benvenuto.

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Ospite Woland

Lacerba nasce come "costola" della Voce, per opera, come hai detto, di Papini e Soffici. Nietzsche e Bergson ne erano i riferimenti principali. 

La rivista ha un primo incontro con il futurismo dati i suoi atteggiamenti di ribellione, tendenzialmente distruttivi e difatti per tutto l'anno della fondazione ospita testi e manifesti a carattere futurista.

 

Il tutto però ha vita breve. Nel 1914 c'è una frattura fra Lacerba e Marinetti. Se vuoi sapere le motivazioni della rottura una risposta è data dall'evoluzione del futurismo, divenuto movimento di massa, mentre Papini e Soffici volevano dare alla rivista un'impostazione elitaria.

 

Detto questo, le posizioni sulla guerra non mutano. La rivista ha vita breve, fino al 1915, e ancora negli ultimi numeri ci si imbatte in un nazionalismo esasperato e nella celebrazione della guerra.

 

Spero di esserti stato d'aiuto. Se vuoi ulteriori approfondimenti... :fuma:

Modificato da BartlebyLoScrivano

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Lacerba nasce come "costola" della Voce, per opera, come hai detto, di Papini e Soffici. Nietzsche e Bergson ne erano i riferimenti principali. 

La rivista ha un primo incontro con il futurismo dati i suoi atteggiamenti di ribellione, tendenzialmente distruttivi e difatti per tutto l'anno della fondazione ospita testi e manifesti a carattere futurista.

 

Il tutto però ha vita breve. Nel 1914 c'è una frattura fra Lacerba e Marinetti. Se vuoi sapere le motivazioni della rottura una risposta è data dall'evoluzione del futurismo, divenuto movimento di massa, mentre Papini e Soffici volevano dare alla rivista un'impostazione elitaria.

 

Detto questo, le posizioni sulla guerra non mutano. La rivista ha vita breve, fino al 1915, e ancora negli ultimi numeri ci si imbatte in un nazionalismo esasperato e nella celebrazione della guerra.

 

Spero di esserti stato d'aiuto. Se vuoi ulteriori approfondimenti... :fuma:

 

Grazie Bartleby, mi hai chiarito il punto di fondo. In effetti un certo elitarismo culturale traspare molto dal carteggio epistolare tra Papini e Soffici negli anni della guerra. In particolare in Soffici.

In ogni caso, le spinte interventiste di Lacerba, anche dopo il distacco dal futurismo, sono sempre da far risalire alle motivazioni "distruttive", giusto?

 

Tanto per spingermi oltre, e qui il terreno si fa più minato, che tu sappia esiste qualche filo che da Lacerba (o anche fal futurismo) potrebbe riallacciarci all'Elogio della Follia di Erasmo (fermo restando che, in anni successivi, Papini indico l'Elogio quasi come una copiatura di altro lavoro di qualche anno precedente di un prete italiano)?

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Ospite Woland

 

 

 

In ogni caso, le spinte interventiste di Lacerba, anche dopo il distacco dal futurismo, sono sempre da far risalire alle motivazioni "distruttive", giusto?

 

 

 

Gli atteggiamenti ribellistici e anticonformistici la dominano sempre; tra le figure che sulle sue pagine venivano celebrate trovi personaggi quali il pazzo, il delinquente... All'approssimarsi della guerra, nel '14, la rivista aveva dichiarato di volere essere unicamente "politica" e fa proprie alcune tematiche della propaganda bellicistica: ostilità antitedesca, primato italiano, ecc.

 

 

 

 

esiste qualche filo che da Lacerba (o anche fal futurismo) potrebbe riallacciarci all'Elogio della Follia di Erasmo

 

 

 

 

Ho spulciato un po' nella mia libreria, ma non ho trovato nulla; è una questione interessante, ma non ti so dire nulla al momento, mi spiace.

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