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Ospite Bradipi

Vuoi capire il prossimo? Comincia a leggere i classici

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Leggere apre la mente e penso che su questo concordiamo tutti. (?)

Quindi credo che leggere romanzi profondi semplicemente stimoli la nostra interiorità. 

Sono sempre scettica di fronte a studi del genere, questo in particolare poi non mi sembra una grande trovata, ma non mi esprimo ulteriormente perché non so. =P

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Io sono d'accordo: un buon romanzo sviluppa la capacità di leggere il mondo e le persone. Ma lo fa anche meglio un buon film/telefilm. Anzi, il pericolo in quest'ultimo caso è che i cliché diventino così comuni da diventare inossidabili: quante volte abbiamo visto il buono risultare vittorioso, e poi, una volta nella realtà, abbiamo scoperto che la sua strategia non funzionava (tipicamente perché i cattivi non confessano come in CSI)?

Forse coi libri questo problema non c'è? I romanzi rispecchiano meglio la realtà?

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Non mi sembra che abbiano fatto la scoperta del secolo. Capire gli altri attraverso la lettura di libri, visione di un film... sì, secondo me aiuta, anche perchè c'è una sorta di introspezione che allarga gli orizzonti.

Per esempio il libro di Pirandello "uno, nessuno, centomila" non è solo un capolavoro letterario(parlo dal mio punto di vista), ma una sorta di alnalisi psicologica che aiuta nella comprensione degli altri e nella costruzione dell'identità personale.

Per farla breve: dipende da come leggi il libro e dall'empatia che lo stesso suscita.

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Più che la realtà la letteratura (e molto di più del cinema o della televisione) rispecchia il punto di vista sulla realtà di persone che sono osservatori particolarmente attenti.

Secondo me non è necessario che quella che descrivono sia proprio la realtà perché quello che ci insegnano è un metodo per osservarla.

Può anche darsi che ciò che ci fa vedere Tolstoi, per dirne uno, sia effettivamente il mondo russo nell'ottocento, con un grado elevato di accuratezza, ma questo a noi importa fino a un certo punto, perché quel mondo è ormai scomparso. E già quando è stato descritto la prima volta era distante dal mondo in cui vivevano i nostri nonni italiani.

La realtà muta in continuazione, cosa abbiamo a che spartire col mondo di Hemingway, per fare un altro esempio? È reale o falso? Ha un importanza relativa, ciò che impariamo leggendo è come guardare e come descrivere quello che vediamo. Estrapolandone ciò che di volta in volta si ritiene sia importante sottolineare.

Metodo che poi possiamo applicare alla realtà che abbiamo davanto o a reltà che, al contrario, possono esserci lontanissime.

Altrimenti esisterebbe solo la letteratura realista.

 

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Estrapolandone ciò che di volta in volta si ritiene sia importante sottolineare.

Metodo che poi possiamo applicare alla realtà che abbiamo davanto o a reltà che, al contrario, possono esserci lontanissime.

Grazie Nanni, era quello che cercavo di esprimere :asd:

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Nelle scienze umane, l'empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da un impegno di comprensione dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale. Fondamentali, in questo contesto, sia gli studi pionieristici di Darwin sulle emozioni e sulla comunicazione mimica delle emozioni, sia gli studi recenti sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, che confermano che l'empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, è bensì parte del corredo genetico della specie. (cit.)

Sono d'accordo, l'empatia fa parte del nostro corredo genetico, come umani. Anche gli animali provano empatia, senza aver letto alcun libro. Alcuni romanzi hanno il potere di riportare a galla valori che la vita quotidiana ha soffocato e un buon lettore è capace di utilizzare i mezzi che la letteratura offre. Un buon lettore non è chi legge un tot di libri al mese e la qualità dei libri letti fa la differenza ma fino a un certo punto. Esistono lettori che fanno una netta distinzione tra il mondo narrato e quello reale. Alcuni valori li condividono nel libro ma nella realtà li soffocano. Perché spesso l'empatia rende vulnerabili e se ti mostri troppo sensibile la società ti divora. Da qui tutto lo schifo che ci circonda, la superficialità nei rapporti, la fretta, l'arroganza, la prepotenza.

E cosa conta "chi perdeva" le regole sono così

è la vita ed è ora che cresci

devi prenderla così... (cit.)

I libri possono aiutare ma se una persona non è predisposta all'ascolto... hai voglia a leggere!

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Credo che il fulcro sia questo:

Si tratti del buono o del cattivo di turno, poco importa, la dinamica è sempre la stessa: si vivono le sue avventure, si cerca di capirne idee, stati d'animo e, perché no, persino di anticiparne le mosse. Il salto dal mondo immaginario al reale è breve: si allena la mente. Si addestra il cuore. Si affina l'intuito.

 

E più sotto si precisa che  deve trattarsi di romanzi, meglio se buoni classici, con trame complesse; con roba dozzinale i risultati sono stati inferiori.

Poco importa  quale sia l'epoca e l'ambientazione. 

Non credo che la narrazione per immagini possa ottenere gli stessi effetti. Il mezzo non consente allo spettatore una fruizione altrettanto riflessiva.

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Non avevo mai pensato che la necessità di leggere i classici potesse essere sostenuta da un punto di vista scientifico.

Lungi da me fare alcun tipo di commento in termini scientifici (io e la scienza siamo due rette parallele che mai si incontreranno). A tal proposito vorrei aggiungere che a mio avviso i classici aprono la mente, non soltanto in rapporto al mondo e alle persone che ci circondano, per almeno due motivi.

Innanzi tutto la loro forza sta nel trattare temi esistenziali (amore, morte, sofferenza, tentazione, etc) e questo li rende sempre attuali ed adattabili a qualsiasi tipo di ambiente e persona.

Inoltre il romanzo classico ha nei suoi principali punti di forza lo spessore dei personaggi. La capacità di introspezione, l'abilità nel raccontare sentimenti ed immedesimare il lettore nei pensieri dei protagonisti sono elementi primari e spesso unici.

E' vero che l'efficacia (o utilità) del romanzo è proporzionale all'empatia che esso riesce a generare, ma provate a trovare della profondità nei protagonisti dei best seller che vanno di moda ora o a portarvi a casa qualcosa di diverso di qualche ora di semplice distrazione.

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