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Mrs Dalloway

[MI34] Intervista a uno scienziato

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http://www.writersdream.org/forum/topic/18796-umori-insipidi/#entry327549

 

PROMPT DI MEZZOGIORNO

 

“La parete dietro alla scrivania dello studio è dominata dallo stemma della casa farmaceutica. Due figure di bambini, seduti di spalle su una spiaggia, osservano un sole che sorge su un mare scuro. I raggi rosati si riflettono nell’acqua scacciando l’oscurità circostante. Un’immagine semplice, ma suggestiva, per questo sin da principio ha riscosso un successo enorme. Walter Fleming fa il suo ingresso con una decina di minuti di ritardo, riferendo di aver trovato traffico per venire in ufficio. 

-Credevo che l’uomo chiave della Dawn Pharmacy arrivasse in ufficio in elicottero- affermo ironicamente.

-Ho fatto richiesta ufficiale ai vertici aziendali, sono in attesa di risposta-  replica lui con un sorriso –posso offrirle un caffè, un tea,o quello che vuole? La mia segretaria è eccezionale può farmi arrivare di tutto in meno di cinque minuti- mi offre osservandomi incuriosito.

-No, grazie. Allora dottor Fleming, lei condivide il suo nome con un altro illustre nome della medicina, pensa che il suo lavoro metterà in ombra quello del suo predecessore?- Inizio a domandare

-Dubito che la scoperta della penicillina potrà essere mai messa in ombra da qualcuno- Mi risponde  appoggiando i gomiti sulla scrivania e congiungendo i polpastrelli delle dita di fronte a sé, assumendo la posa con cui compare in tutte le riviste scientifiche.

-Beh se è per questo anche il suo lavoro non potrà essere facilmente dimenticato, “l’uomo che vuole curare il mondo con il DNA”– replico io

-Ah mi definiscono così? - chiede incuriosito – sarebbe più corretto “l’uomo che voleva curare una vasta gamma di malattie attraverso la terapia genetica”-  afferma con tono fintamente serio

- Già beh , è più facile da ricordare la prima definizione- replico io sorridendo – Allora vuole parlarmi di questa terapia genetica-

-Beh l’idea di fondo risale a molti anni prima delle mie ricerche, come lei ben saprà sono innumerevoli le patologie derivanti dalla mutazione di uno o più geni. E’ un meccanismo che  sta alla base non solo di malattie ereditarie, ma dei tumori, per esempio. Ci si è chiesti “e se noi potessimo inserire all’interno del genoma una copia corretta del gene mancante o mutato?”- mi spiega in termini semplici

-Se non sbaglio tentativi in questo senso erano già stati fatti prima delle sue ricerche con esiti incerti- affermo io, tentando di fare bella figura, attingendo alle vaghe memorie dei miei studi liceali.

-Il problema sostanziale è che qualunque fosse il vettore usato per transfettare le cellule, non si poteva prevedere in quale parte del genoma i geni inseriti sarebbero stati integrati. Si rischiava di intterompere un gene o un suo promotore, provocandone la perdita di funzionalità, c’era un alto rischio di insorgenza di tumori…-

-Ed è qui che entra in gioco lei- lo interrompo io

-Ed è qui che entriamo in gioco io e il mio team- mi corregge lui- sostanzialmente abbiamo sfruttato l’apparato di ricombinazione omologa delle cellule e alcune conoscenze già usate nella tecnica del gene targeting. In tal modo possiamo sapere esattamente dove verranno integrati i geni desiderati- Spiega sorridendo

-Non ho capito molto, ma sembra grandioso- scherzo io.

- Lo è- replica semplicemente lui, annuendo.

-Un’ultima domanda: c’è chi dice che la sua scoperta farà perdere miliardi alle case farmaceutiche. Molti farmaci antitumorali, sintomatici etc. non saranno più necessari, pensa che tenteranno di ostacolare il suo lavoro?- chiedo tornando serio

-Non vedo perché, potranno recuperare le perdite, mettendosi al passo con le recenti scoperte- risponde lui in tutta serenità.

-Si direbbe l’alba di una nuova era- faccio io indicando con un cenno del capo il logo della Dawn Pharmacy

-E che alba- afferma Fleming sorridendo”

 

Oggi ricorre il quarantesimo anniversario dalla morte dello scienziato.  Il suo nome si aggiunge alla lista di persone che sono state rivalutate solo dopo la loro morte. L’intervista riportata risale al settembre 2067. Nell’ottobre 2068 una commissione affermò che le ricerche di Fleming avevano dei vizi procedurali che ne pregiudicavano l’applicazione. Il mese dopo il ricercatore fu licenziato dalla Dawn Pharmacy. Caduto in disgrazia, trovò consolazione nell’eroina, il 25 settembre 2072 il suo corpo venne ritrovato in un vicolo con la siringa ancora infilata nel braccio. Nel 2080 fu aperta un’ inchiesta, risultò che sul conto alcuni membri della commissione che aveva giudicato il lavoro di Fleming erano stati effettuati ingenti versamenti da parte di illustri esponenti di grandi case farmaceutiche.   Fu istituita un nuovo gruppo di esperti che non rilevò nessuno dei vizi procedurali precedentemente indicati. Oggi ,  il lavoro di Fleming viene usato per la cura di malattie ereditarie e tumori, sfortunatamente lo scienziato non ha potuto vedere l’alba che aveva sognato.

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Allora ti faccio subito un appunto: il tuo racconto pecca di originalità. Sono un laureando infermiere e la sconfitta del tumore in quest'epoca è forse la cosa più agognata dalla società per vivere finalmente in modo migliore.

Mi è piaciuta però la presentazione che fai di questo personaggio e l'idea dell'intervista, molto dinamica, che lo fa sentire più vicino.

Non ti rendi conto però, o forse questa è una mia sensazione, che da come ne parli si evince già che è un carattere positivo. Io non ho creduto alla parte in cui si buttava fango su di lui e sapevo da come lo avevi descritto che non poteva essere un villain, ma un eroe.

Quello che non capisco è invece il ruolo dell'intervistatore.

Se io intervisto un uomo molto famoso, sono o un grande intervistatore, o uno che si è preparato bene sull'argomento di discussione. Stona quindi che l'intervistatore faccia riferimento alle sue reminescenze "liceali".

Se uno trovasse l'antidoto al tumore credo che lo intervisterebbero in anteprima mondiale con diretta BBC :D

Detto questo il tuo stile mi piace e sai gestire bene le varie parti del testo, creando una certa aspettativa, quando spezzi il racconto con il riferimento all'alba del protagonista. Lì mi è piaciuto molto :)

a rileggerti Mrs. ;)

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Si beh io sono al secondo anno di medicina e questa è la prima scoperta che mi è venuta in mente pensando al mio esamino di biologia e genetica ... :asd:

Per quanto riguarda l'intervistatore pensavo a un giornalista di un normale quotidiano, più che di una rivista scientifica, qualcuno che spiega  alle masse la scoperta almeno a grandi linee ci vuole sempre, no? Effettivamente comunque hai ragione, si capisce subito che il mio protagonista è un bonaccione... Grazie per il tuo commento azzeccato 

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Ospite Kun0

Bene.

Ci sono molti refusi ed errori vari sparsi per il racconto: virgole mancanti, spazi inutili, punti fermi mancanti. In particolare la punteggiatura è poco curata, non so se per la fretta o altro. Non sto qui a segnalare tutti i piccoli errori perché penso tu possa trovarli con un'attenta lettura :)

In effetti, come detto da Lo scrittore inc. (Dove inc. sta per incolore, non pensare male. Ma cosa abbrevio a fare se poi apro queste inutili parentesi? Boh, non lo sapremo mai) ...Dicevo: come già ti hanno detto il racconto pecca di originalità, non tanto per il tema trattato (abusato, certo, ma comunque interessante), quanto per l'interpretazione stessa del prompt e la struttura che hai scelto di dare al racconto. Dopotutto si dice poco, si dice quasi niente, ma questo non sarebbe un problema: molti racconti parlano del nulla. Secondo me però è troppo lineare la composizione. C'è una breve intervista, in cui vengono descritte nuove tecnologie, e a terminare un trafiletto che ci spiega cosa accade poi. Hai presente quelle scritte prima dei titoli di coda, al termine del film? "Tratto da una storia vera. Il babbuino diventerà finalmente presidente nel 2033." Ecco, mi ha fatto questo effetto. In particolare l'ho trovato un po' freddo. Anche io ho storto il naso nel leggere di un intervistatore che scherza sulla propria totale ignoranza davanti a un genio della medicina. Non so, penso che comunque un intervistatore si documenterebbe un minimo e manterrebbe più formalità con una figura tanto importante. Potrebbe essere uno spunto interessante da cui continuare però. :) A rileggerti.

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In particolare l'ho trovato un po' freddo

 

In realtà l'effetto che volevo era quello :blush2: , il pezzo si suppone tratto da un articolo di giornale e volevo che desse l'impressione di una fredda oggettività: nessun giudizio, nessun elogio, lasciar parlare i fatti (per questo ho inserito alcuni dettagli tecnici per rendere più verosimile possibile la storia). Mi rendo conto che la forma usata forse non è proprio coinvolgente : WallBash : , vabbè farò meglio la prossima volta.

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L'idea, in sè originale, di rendere il racconto sotto forma di intervista toglie il pathos della narrazione: il pezzo giornalistico non può avere per sua natura l'andamento "mosso" di un brano narrativo.

L'aderenza alla traccia e alla boa sono rispettate appieno.

Ho invece qualche appunto da muoverti sulla resa stilistica, in particolare per quanto attiene alle virgole: ne mancano molte e alcune sono in posti dove non andrebbero: il tutto rende la lettura meno scorrevole, perché la pausa naturale non corrisponde al corretto segno d'interpunzione.  Dei semplici refusi non mi occupo di solito nell'analisi di un MI: il tempo limitato ne fa commettere a chiunque e basta un'attenta rilettura per eliminarli.  Uno però te lo devo citare, perché mi ha messo in difficoltà: quelle virgolette iniziali, che in realtà non aprono nessun dialogo, mi hanno intralciato non poco.  Unitamente all'espressione "un'immagine semplice", che non capivo a cosa si riferisse, mi hanno costretto a rileggere l'incipit tre volte, prima di intuirne il vero significato. Ti proporrei un semplice spostamento della frase iniziale al terzo posto, così:

 

Due figure di bambini, seduti di spalle su una spiaggia, osservano un sole che sorge su un mare scuro. I raggi rosati si riflettono nell’acqua scacciando l’oscurità circostante.  La parete dietro alla scrivania dello studio è dominata dallo stemma della casa farmaceutica.  Un’immagine semplice, ma suggestiva, per questo sin da principio ha riscosso un successo enorme.

 

Un'idea mia, probabilmente, ma così mi pare che l'incipit funzioni meglio e ci trasporti nel racconto in maniera più diretta.

 

Qualche nota, dunque.

 

riferendo di aver trovato traffico per venire in ufficio

-Credevo che l’uomo chiave della Dawn Pharmacy arrivasse in ufficio in elicottero

ripetizione; per ovviare puoi trasformare il primo in "per strada" o eliminare il secondo;

 

La mia segretaria è eccezionale può farmi arrivare di tutto

virgola, ancor meglio punto e virgola, dopo "eccezionale";

 

il suo lavoro metterà in ombra

Dubito che la scoperta della penicillina potrà essere mai messa in ombra da qualcuno

puoi evitare la ripetizione sostituendo il secondo con "oscurata";

 

sintomatici etc.

brutta l'abbreviazione

 

chiedo tornando serio

virgola dopo chiedo

 

faccio io indicando con un cenno del capo il logo della Dawn Pharmacy

virgola dopo io;

 

trovò consolazione nell’eroina, il 25 settembre 2072

qui la virgola è insufficiente: punto e virgola o punto;

 

Oggi ,  il lavoro di Fleming viene usato per la cura di malattie ereditarie e tumori, sfortunatamente lo scienziato non ha potuto vedere l’alba che aveva sognato.

niente virgola dopo oggi; punto e virgola o punto dopo tumori.

 

La scrittura è comunque corretta.  Penso che una rilettura finale a voce alta, che io consiglio sempre, ti sia sufficiente per eliminare le ripetizioni e trovare i punti più corretti dove inserire i segni d'interpunzione.

Un lavoro positivo e interessante, il cui limite principale, come dicevo all'inizio, è una certa mancanza di "appeal" che deriva dalla scelta del registro stilistico.

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Ospite

Allora, i segni di interpunzione da ricontrollare con attenzione te li hanno già segnalati. Ho notato anche numerosi doppi spazi.

Alcune puntualizzazioni stilistiche:

"tea", lo preferirei scritto "tè".

"etc." lo eviterei, specie in un dialogo (lo usi due volte).

 

Noto alcune ripetizioni evitabili:

 

posso offrirle un caffè, un tea,o quello che vuole? La mia segretaria è eccezionale può farmi arrivare di tutto in meno di cinque minuti- mi offre osservandomi incuriosito.

 

lei condivide il suo nome con un altro illustre nome della medicina

 

Alcune segnalazioni:

 

Allora vuole parlarmi di questa terapia genetica

Potrei sbagliarmi perché decisamente non è il mio campo ma penso sia più corretto "terapia genica".

 

Si rischiava di intterompere un gene o un suo promotore, provocandone la perdita di funzionalità,

refuso: "interrompere", inoltre vedrei meglio "d'interrompere".

Attenzione perché appena una riga dopo sostieni la battuta con un "Lo interrompo io" che sa molto di ripetizione.

 

di illustri

Come sopra, secondo me sarebbe meglio "d'illustri".

 

Boa rispettata, prompt centrato.

Alcuni tecnicismi potrebbero esserti criticati, io non lo faccio perché li trovo utilizzati in modo pertinente.

Effettivamente il racconto è poco coinvolgente. E trovo non abbia nemmeno un registro propriamente giornalistico.

Forse io avrei posto la voce narrante proprio nel 2107 e avrei scritto da lì l'articolo celebrante la fama postuma di Fleming, riportando stralci di una vecchia intervista, oppure avrei impostato tutto come intervista a un anziano reporter che ha conosciuto personalmente e intervistato Fleming.

Allora l'incipit potrebbe essere stato un "Ricordo che la parete dietro la scrivania era dominata dallo stemma..." con tutta la scrittura al passato e poi una chiusura con la commemoriazione dello scienziato (che quasi tutti nel 2107 conoscono ma del quale non è inopportuno stilare in chiusura di articolo una breve biografia, a perenne memoria e parziale ammenda).

Ecco, se possibile avrei tentato di renderlo quasi un falso storico "coniugato al futuro".

 

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Non sono in grado di commentare tecnicamente, ma posso dire che il racconto mi è piaciuto molto. L'idea che finalmente si riescano a mettere da parte gli interessi economici e si pensi seriamente al bene dell'umanità sarebbe veramente un passo da gigante per sistemare qualcosina. E' stato simpatico leggere l'intervista. Il racconto è scorrevole. Personalmente avrei voluto intervistare Einstein, anche a lui qualche domandina...Bel lavoro.

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Qualcuno che si darà da fare per il bene dell'umanità... giusto in un racconto fantastico, perchè pochi uomini hanno fatto qualcosa, quando non li hanno eliminati subito dalla scena.

Anche io vedo male il giornalista, è irritante perchè ricorda i presentatori della nostra televisione, superficiali e cialtroni, nonchè privi di conoscenze, che riducono argomenti di dimensione nazionale e mondiale a battute  nel loro vernacolo, per fare spettacolo.

Il dottor Fleming meritava di essere trattato meglio.

Sarebbe comunque finito male, potevi fargli raccontare la storia non a quel giornalista, ma a un uomo qualunque mentre lui era ridotto in miseria, come lo hai fatto finire prima che lo trovassero morto per overdose, sarebbe stato più interessante e avrebbe attirato l'attenzione.

Condivido anche io le notazioni precedenti che ti sono state fatte e non le rimarco.

A rileggerti

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