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Mrs Dalloway

Delirio

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http://www.writersdream.org/forum/topic/18805-la-nera-coccarda/

 

 

 

L’uomo era seduto di fronte a lui, era curioso come sulla fronte corrugata si disegnassero cinque righe parallele come in un pentagramma “ Sai che cos’è successo?” chiese con una voce profonda, ma sorprendentemente energica per la sua età. Annuì a occhi chiusi “Mi stava aspettando in cucina. Mi sono alzato e mi sono reso subito conto che qualcosa non andava…”rispose  per essere interrotto “ cosa non andava?” chiese l’uomo di fronte a lui in tono comprensivo “ la mia gola” disse sfiorandosi il collo con la mano destra “la mia gola pulsava…”  L’anziano uomo inarcò un sopracciglio e le righe del pentagramma stampate sulla sua fronte si incurvarono “probabilmente anche ora sta pulsando… le arterie…” provo a dire prima di essere fermato  “No!No! NO!” urlò forte il suo interlocutore, scuotendo la testa come per scrollarsi di dosso la falsa deduzione del vecchio, mentre quest’ultimo sobbalzava lievemente sulla sedia “era qualcosa di diverso! Come fa a non capire? Era qualcosa di diverso!”  L’uomo annuì, segnando qualcosa su un blocco di appunti che teneva in mano “me lo descriveresti?”  chiese pacatamente “erano…” iniziò a rispindere , per poi esitare cercando le parole giuste “ erano vermi…” disse contraendo il volto in un’espressione disgustata e sgranando gli occhi “ vermi, capisce? Vermi!” ripeté, per poi mordersi,  infastidito dal tono lamentoso della sua stessa voce “ si contraevano appena sotto la mia pelle, ogni secondo.. .no, mi sbaglio!” si interruppe alzando la mano, con il palmo rivolto all’interlocutore come per invitarlo ad aspettare “ non ogni secondo…” ripeté scuotendo il capo “ ma ogni battito del mio cuore” sovrapponendo le mani sullo sterno “ lo posso sentire anche adesso… a ogni mia pulsazione un verme si contrae e avanza sotto la mia cute” l’uomo di fronte a lui lo fissava con i suoi occhietti azzurri, che, nonostante l’età, non avevano perso la propria vitalità “ per questo hai tentato di reciderti le vene?”  chiese indicando con la penna che aveva in mano il polso fasciato del giovane di fronte a lui “ volevo farli uscire” rispose questo in un sussurro appena udibile “ ma quelli… fuggivano! ”contraendo le mani a pugno e corrugando la fonte “ capisce?” chiese rilasciando le dita e portando la mano destra sulla fasciatura del polso sinistro “ sempre più in profondità, sempre più in profondità, sempre più in profondità” serrando le dita in torno al polso, mentre sentiva le lacrime trattenute bruciargli negli occhi “e come sarebbero entrati questi vermi?” chiese il vecchio calmo di fronte a lui “Ma come fa a non capirlo? E’ stato lei! E’ stato il mostro che mi aspettava in cucina!”  gridò il giovane mentre le guance venivano rigate dalle lacrime “Era furba! Tutti credevano che si prendesse cura di me e non capivano!”  scosse il capo chiudendo gli occhi “Cosa non capivano?” Lo invitò a continuare l’anziano uomo che gli sedeva di fronte “Mi teneva prigioniero… Sempre! Non mi lasciava mai uscire  da solo!” rispose serrando di nuovo le mani a pugno “ Come lo ricordo! Fin da quando ero bambino… i miei compagni uscivano di pomeriggio e poi di sera e io…” affondò il capo tra le mani “e io… sempre in casa con il mostro” fu scosso da un paio di singhiozzi, prima che il capo riemergesse dalle mani, gli occhi rossi ancora pieni di lacrime “ e mi parlava… Mi diceva che dovevo rimanere in casa con lei, che dovevamo rimanere sempre insieme…” scosse il capo “ mi avvelenava con le sue parole, impiantava in me le uova dei suoi vermi…” sbatté le ciglia e un’altra lacrima scivolò lentamente lungo la sua guancia “giorno… dopo… giorno” proferì lentamente, scandendo le parole con un fil di voce. L’anziano aprì la bocca come per dire qualcosa, ma il giovane lo precedette “ ma ora non più” sorridendo con le guance ancora segnate dalle lacrime “ me ne sono liberato… e così facilmente! Se solo avessi saputo che sarebbe bastato talmente poco! Una semplice bilancia da cucina! E’ stato sufficiente sbatterla sulla sua nuca, mentre mi dava le spalle! Me ne sono liberato! L’ho uccisa” Scoppiando a ridere fragorosamente, mentre il suo interlocutore rimaneva in silenzio. Solo quando il suo riso si fu esaurito e nella stanza fu tornata la quiete, chiese con il solito tono calmo “ ti rendi conto che hai ucciso tua madre?” il giovane uomo sgranò gli occhi a quella domanda, aprendo la bocca in segno di sgomento “lei non mi ascolta! Lei dovrebbe ascoltarmi! E’ il suo lavoro, la pagano per questo! Che cazzo di psichiatra è se non ascolta?” urlò, alzandosi in piedi, l’uomo rimase seduto guardandolo socchiudendo appena le sopracciglia “ Ti sto ascoltando, ma tu hai ucciso tua madre, una parte di te deve esserne consapevole, tu lo sai” Il ragazzo tornò a sedersi“ io ho ucciso il mostro” replicò dopo un attimo di silenzio “il mostro era tua madre” insisté subito il suo interlocutore “No! Lo vede che non mi ascolta?” scosse il capo “mia madre era il mostro”  spiegò e fra i due calò nuovamente il silenzio.

 

Una cosuccia che ho scritto di getto, dovrei rivederla, ma prima vorrei qualche critica. :saltello:

 

 

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Tecnicamente non posso aiutarti, sinceramnete ho avuto difficoltà nella lettuta della prima parte,il dialogo era un po' confuso. Non riuscivo a capire subito chi dei due stesse parlando. Dovevo rileggere  per trovare il filo. Forse in alcune parti è un "pelino" contorto, non sono però in grado di aiutarti e/o darti suggerimenti.

Ci sono diversi spazi da eliminare, e un paio di refusi:

 

iniziò a rispindere ,

credo  sia "rispondere"

 

a?” urlò,

dopo il punto interrogativo :Urlò

 

vermi?” chiese

Chiese

 

Ne ho segnalati solo due, ma ce ne sono di più, anche dopo il punto esclamativo.

 

Lo stile è vario, a tratti scritto in modo semplice e scorrevole, in altri punti invece, ci si blocca.

 

La trama è chiarissima, drammatica. Secondo me dovresti; come hai anticipato, rivederlo.

Aspetto di rileggerti :indicare:

Modificato da sabry

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Qualche critica in effetti ce l'avrei. Nel tuo racconto un ragazzo disturbato ha ucciso la madre, uno psichiatra lo interroga e quello riferisce le sue allucinazioni. Più o meno è tutto qui. Lo psichiatra vorrebbe stabilire fino a che punto fosse cosciente che stava commettendo un assassinio, si può supporre a fini legali, ma la risposta è ambigua. D’alra parte questo sembrerebbe essere solo un primo interrogatorio, si può supporre che altri ne seguiranno, per accertare le responsabilità e la natura dei disturbi del giovane.

Non capisco perché tu abbia scelto di non andare mai a capo, a meno che non si tratti di un errore dovuto al programma che hai usato per scrivere. Se è volontario non mi pare che funzioni: in parecchi punti si fa fatica a capire chi stia parlando e, in generale, non si riesce a distinguere bene un personaggio dall’altro e si fatica molto a leggere.

Ci sono anche numerose imprecisioni di diversa natura. Passo a esportele:

L’uomo era seduto di fronte a lui, era curioso come sulla fronte corrugata si disegnassero cinque righe parallele come in un pentagramma

Questa frase suona male a causa di due distinte ripetizioni, quella di “era” e quella di “come”. Trattandosi dell’incipit è una pessima cosa. Il primo "era" si potrebbe forse sostituire con uno “stava”, mentre per i "come" cambierei la struttura della frase: “era curioso come sulla fronte si disegnassero le cinque righe parallele di un pentagramma”.

chiese con una voce profonda, ma sorprendentemente energica per la sua età

Perché l’avversativo “ma”? Toglilo e vedrai che funziona lo stesso e meglio.

Annuì a occhi chiusi

Non hai ancora presentato il secondo personaggio del racconto, così sembra che ad annuire sia ancora il primo. Devi mettere qualcosa come “L’altro annuì” o qualche formula simile.

iniziò a rispindere ,

Refuso. Inoltre c’è uno spazio prima della virgola.

ripeté, per poi mordersi, infastidito dal tono lamentoso

Credo che qui manchi qualcosa. Mordersi le labbra, forse?

i suoi occhietti azzurri, che, nonostante l’età, non avevano perso la propria vitalità

Ma è proprio vecchio decrepito? Qui comunque il problema è la rima involontaria, da evitare. Basta scrivere “erano ancora vitali”. O qualcosa del genere.

“Ma come fa a non capirlo? E’ stato lei! E’ stato il mostro che mi aspettava in cucina!”

È stata lei. Altrimenti sembra sia stato lo psichiatra.

ma il giovane lo precedette “ ma ora non più” sorridendo con le guance ancora segnate dalle lacrime

Secondo me scrivere che sorride è totalmente fuori contesto. Potresti scrivere “ghignò”

“il mostro era tua madre” insisté subito il suo interlocutore “No! Lo vede che non mi ascolta?” scosse il capo “mia madre era il mostro” spiegò

Qui c’è un’ambiguita. Forse è deliberata ma, se è così, non ne capisco il senso. Lo psichiatra dice: “il mostro era tua madre”, è l’altro risponde “mia madre era il mostro”. Come se tra le due frasi ci fosse una differenza. Perché?

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Anch'io - ammetto - ho fatto fatica a capire i dialoghi. Andando a capo sicuramente avrei capito di più.
Per quanto riguarda la storia invece hai descritto bene l'orrido e la pazzia che portano a sentire dei vermi sotto pelle (davvero una buona idea), però per il resto la storia non ha nulla di nuovo. Si tratta di una trama già raccontata mille volte raccntata alla stessa maniera delle altre mille; ci vedo poca originalità ed anche lo stile non è in grado di distinguersi.
Scusa se sono così crudo e diretto nel giudizio ma è quello che i miei occhi hanno letto. Prova a sperimentare maggiormente e a mettere un poco più di te nel racconto, dagli una piega che solo TU potresti dargli. Osa! Sicuramente all'inizio fallirai e non riuscirai a calibrare bene il tutto però non mollare: è solo sbagiando mille e più volte che si impara a trovare il giusto mezzo.

Concludo dicendo che oltre ai refusi già segnalati non ne noto altri e ripetendo che la grossa penalizzazione è dovuta al fatto che mancano gli a capo.

A rileggerci :)

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Se lo stile è voluto potrebbe essere una buona idea, con le correzioni già suggerite nei commenti precedenti.

Tuttavia temo incontrerebbe poco favore al di fuori di un forum di appassionati di letteratura.

Ormai siamo abituati alle cose veloci, semplici, d'immediata comprensione.

Siamo tutti figli di Internet, anche i vecchi dinosauri che si ricordano la tv in bianco e nero e le lauree che duravano cinque anni.

Secondo me dovresti trovare almeno un attacco più diretto per convincere il lettore (distratto) a seguirti fino in fondo.

 

A presto e scusa la brutalità.

 

A rileggerci :-) 

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Concordo con gli altri: per un pezzo non si capisce quale personaggio parla

Ci sono già molte correzioni. Credo manchi "le guance venivano rigate dalle lacrime" e qualche altra cosuccia, ma non voglio infierire.

Quanto alla narrazione, trovo troppo numerose le variazioni della mimica. Che i matti piangano, ridano ecc. a getto continuo è un luogo comune.

E quanto meno ingenua la dichiarazione dello psichiatra “ Ti sto ascoltando, ma tu hai ucciso tua madre, una parte di te deve esserne consapevole, tu lo sai”

Ci sono molti malati che non lo sono affatto, anche nel tempo. Per es. la maggioranza delle madri che hanno ucciso i figli...

 

@supergum Non ho capito: le lauree che... Ora durano cinque anni, prima quattro (tranne alcune)

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Si , be' sarà dovuto alla mia straordinaria intelligenza :saltello:  :asd:  ma io non ho fatto fatica a seguire il colloquio tra i due.

Che sta parlando un pazzo si capisce al momento giusto, e anche tutto il resto secondo me arriva con i tempi giusti.

Tutto quello che davvero non va a parere mio è lo stile che usato per scrivere il racconto.

Su quello c'è da lavorare parecchio.

 

ti rendi conto che hai ucciso tua madre?”

 

Mi sembra altamente improbabile se non addirittura inverosimile che uno psichiatra rivolgendosi a un paziente chiaramente disturbato mentalmente possa dire una cosa del genere.

Neanche a me sono piaciute molto le didascalie che hai usato per descrivere le varie espressioni dei due protagonisti.

Ci sono poi tutta un'altra serie di ingenuità che già altri ti hanno fatto notare a sufficienza.

Considerando che l'hai scritta di getto e postata senza editarla direi che con le giuste modifiche e correzioni la farai diventare una bella storia. I mezzi non ti mancano di certo.

Ciao!

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