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Mrs Dalloway

incidenti

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Sono inevitabili : Hurted : , sono ovunque :fiamme: , si nascondono dove meno te l'aspetti :blowup: e fanno prendere certi spaventi :wah: come nemmeno un film horror potrebbe. A volte però, specialmente se raccontati con una buona dose di ironia, sono semplicemente buffi :asd:. Allora sfoghiamoci raccontandoci le nostre esperienze e consoliamoci del fatto che nelle nostre disavventure e non siamo soli... Come vuole il bon ton, inzio io .

 

 

 

Mrs Dalloway Jones e la tapparella del balcone : Cowboy :

 

 

 

Dopo due ore d’anatomia , una di biochimica e due di fisiologia ( :bestem: ), torno a casa e ingurgito più cibo che posso :superbava: , dato l’imminente calo di zuccheri. Quindi, ancora rintronata, esco in balcone a prendere una boccata d’aria :yupphi: , passando, abbassando il capo, sotto la serranda ( difettosa) del soggiorno. Saluto la vicina che stende i panni :ciaociao: , quindi inizio a godermi il panorama . Mi compiaccio di tutto ciò che mi circonda... della temperatura gradevole, del suono delle risate degli operai stranieri che fanno dei lavori in un balcone del palazzo di fronte, della vista di un cagnolino beagle che mi guarda ansimando da un altro balcone sempre nel palazzo di fronte, del suono di qualcosa che cade e fa attrito … Ehm... Cosa? :wtf:

La tapparella della finestra ha deciso di fare il corno dell’orchestra. I miei sensi di ragno mi avvertono del pericolo e mi volto, trovando che la serranda si è chiusa per ben oltre tre quarti :azzo: . Rapidamente valuto la mia situazione, sola in balcone, senza cellulare, senza nessuno in casa che possa aprirmi… penso " noooooo" :nuo: . Mi butto a terra strisciando e avanzando sui gomiti, come in uno di quei campi militari dove per addestrarti ti fanno procedere nel fango sotto il filo spinato, sbatto ripetutamente il deterano, sono quasi dentro, ma il mio movimento ha scosso l’equilibrio precario della tapparella che riprende la caduta, manco fosse ‘na lama di una ghigliottina. Tiro dentro il piede destro, salvandolo dalla trappola, la serranda si chiude, l’ultimo spiraglio di luce scompare… sono dentro, ce l’ho fatta :fiuu:

Sono una grande! :watta:

 

 

 

O forse non proprio... Le risate della vicina, dei signori rumeni e l’abbaiare del cane celebroleso di merda, mi smentiscono. :facepalm: Che possa pija ‘na labio-palatoschisi a loro e a tutta la loro discendenza! :muori:

Modificato da Mrs Dalloway

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Dalloway ma lo sai che è il mio incubo restare chiuso fuori al balcone? Infatti quando esco a fumare resto sempre sull'uscio, preferisco fare da leva umana più che restare intrappolato.

Per quello che mi riguarda invece ho un aneddoto interessante, tragicomico se vogliamo, risale al periodo pasquale.

Ora: sono uno studente universitario fuori sede e nel periodo pasquale, decido di tornare alla base, non si rinuncia mai ad un occasione per mangiare agnello. Sono in stazione a Bologna, incredibilmente sono arrivato con largo anticipo, e improvvisamente vengo colto da un'irrefrenabile voglia di kinder pinguì. Non so perché, forse il mio subconscio l'aveva registrata dalla macchinetta delle merendine nel sottopassaggio, fatto sta che decido di scendere e comprarla.  Mi avvicino alla macchinetta e inizio a introdurre le monete, noncurante osservo un paco regalo, alto più o meno mezzo metro proprio accanto alla macchinetta di cui mi sto servendo. Continuo ad inserire le monete quando, sentendomi osservato, mi giro e mi accorgo che due poliziotti mi osservano neanche avessi ucciso qualcuno davanti a loro.

Li guardo come per dire"Sì?", e uno dei due mi fa:"Bel giorno per saltar in aria la stazione". Quello che è successo dopo non renderebbe scritto su carta, o quanto meno, non credo di essere abbastanza bravo per trasporlo correttamente. C'è una piccola precisazione da fare, in quel periodo avevo la barba lunga, per di più ho una carnagione scura e vesto in modo piuttosto disinvolto, qualcuno direbbe sciatto, ergo i due poliziotti mi hanno accusato di aver portato una bomba e di averla nascosta in quel pacco regalo abbandonato. Il treno era quasi arrivato, io non sapevo se ridere o piangere, nel frattempo quel arnese che hanno per verificare i tuoi precedenti o cose del genere non funzionava, così mi hanno detto che avrei dovuti seguirli per accertamenti, perdendo il treno. In tutto questo (io credevo che da un momento all'altro qualcuno sarebbe saltato fuori gridando: candid camera), un signore di mezza età, con tutta la tranquillità del mondo prende il pacco-regalo-bomba e si incammina, io allora preso dalla foga urlo:"Vedete non è mio, è del signore". I poliziotti allora intimano al signore di svelare il contenuto del pacco, e questo povero tizio, preso anche alla sprovvista scarta la confezione i due secondi rivelando un coniglio peluche.

Fortunatamente sono riuscito a prendere il treno, e quando ho raccontato a mia madre questa storia lei ha risposto: "E ti credo, con quella barba". Oltre il danno la beffa! :-)

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Da quello che ho capito successivamente, quando i poliziotti gli hanno detto"Ma lo sa che non possono lasciare incustoditi dei pacchi in stazione?", lui ha risposto che voleva fare una sorpresa alla nipotina, o una cosa del genere. Sinceramente ero fin troppo grato al fato di essere uscito da quella situazione e stavo perdendo il treno :-)

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Dalloway, mi hai fatto venire in mente una cosa....

Estate 2011. Luglio ore 13. Al mare.

Prendo la roba da stendere e col cane salgo in terrazzo.

Una spianata rovente con solo qualche pianta lungo il perimetro.

Ho le chiavi appese la collo quindi non sto a portare su il cellulare, non ci penso nemmeno, non l'ho mai fatto.

Poldo ansima ma tanto di solito facciamo in fretta, in casa siamo soli, il marito a Torino e la figlia in gita per tutto il giorno.

Come te, io mi pregusto la focaccia tiepida che mi aspetta sotto, a casa.

Ed ecco che con un colpo secco il vento chiude la porta che dalle scale mi riporta giù.

Poco male, ho le chiavi finisco di stendere e riapro.

E invece.

La chiave non gira più è tutto bloccato.

Non è possibile, ho aperto quella porta centinaia di volte, proprio ora, all'una con quaranta gradi mi deve fare 'sto scherzo? Me lo fa. Comincio con calma, poi vedo Poldo che si accuccia in uno sprazzo d'ombra ansimando sempre più.

E la porta niente di niente.

Guardo sotto. A quell'ora non passa nessuno, solo una macchina coi finestrini chiusi e l'aria condizionata a manetta.

Per fortuna in terrazzo c'e un rubinetto così io e Poldo cominciamo a bagnarci la testa, e non andiamo arrosto.

La porta rimane inesorabilmente chiusa. La casa è vuota, è una piccola palazzina e i pochi abitanti sono al mare.

Devo dire che cominciavo a impanicarmi, accucciata accanto al Labrador nero che non so chi è era più morto di caldo. Quando...

Sento la voce di mia figlia che parla al cellulare sulla strada.

"Valeria sei tornata?" Urlo dal balcone

" Sì faceva troppo caldo..."

Salvi!

Lei sale e da dentro senza difficoltà apre la maledetta porta.

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Mi ricorda le mie disavventure con il portone vecchio della casa al lago, una volta su due non riuscivo ad aprirlo e dovevo aspettare che tornasse qualcuno o sperare che dentro ci fosse già dentro qualche anima pia che mi aprisse... Per fortuna l'abbiamo sostituito.

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