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butch

Passaggio dal primo al secondo romanzo

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Ciao! Sono all'incirca a metà della prima stesura del mio primo romanzo, e trattandosi di un intreccio lungo e pieno di risvolti ne deduco che prima di vedere il mio nome su una copertina ci vorranno ancora diversi mesi, forse un anno. Ma già ora mi chiedo quale potrà essere, e se mai ci sarà, il mio prossimo romanzo.
Nonostante mi stia godendo molto questa fase temo che, data la complessità del mio primo lavoro, farò fatica a trovare una trama ugualmente avvincente da scrivere subito dopo.

 

Vi è capitato di provare questo timore, che la giostra presto finirà di girare, il luna park cambierà città, e da un giorno all'altro vi ritroverete senza più niente da scrivere? Qualcuno di voi c'è passato, e se sì, com'è andata a finire?

Per quanto mi riguarda ho un solo piano d'emergenza: ritornare al mio primo amore, i racconti brevi. E voi?

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Credo che quando avrai queste "crisi",

quando meno te l'aspetti,

magari passeggiando in centro paese o ascoltando una notizia al telegiornale,

avrai l'imput che farà nascere il secondo romanzo.

 

Succede cosi.

 

Te, nel dubbio...vivi.

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Io ho finito il mio primo romanzo e sono a metà del secondo...

Non ho avuto questo problema perchè i miei sogni mi riforniscono di materiale su cui lavorare giornalmente :asd:

 

Poi mi sto cimentando nei racconti brevi ma faccio molta fatica lo ammetto :buhu:

 

Comunque quoto Pippowood :la:

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Il fatto è che prima d'ora ho sempre avuto spunti per racconti, o al massimo per sceneggiature. Ma questo primo romanzo ha ridimensionato un pò le mie aspettative al riguardo e temo di non avere a breve "ispirazioni" così complesse come questa (che, a conti fatti, mi ribolliva dentro dal 2007...).

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A me sinceramente è capitato l'opposto.  Il secondo romanzo (non ancora edito) è risultato molto più complesso del primo: 84 pagine di manoscritto in più, molti più personaggi, molta più ricerca da effettuare (cinque o sei libri in inglese, fra l'altro) e un perido di gestazione di due anni, contro i dieci mesi del primo.  Il terzo, non ancora concluso, risulterà una via di mezzo fra i due. 

Non mi pare che sia un problema: non è che ogni cosa che scrivi debba essere più lunga e complessa della precedente... Dovrebbe migliorare lo stile, quello sì.

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A me sinceramente è capitato l'opposto.  Il secondo romanzo (non ancora edito) è risultato molto più complesso del primo: 84 pagine di manoscritto in più, molti più personaggi, molta più ricerca da effettuare (cinque o sei libri in inglese, fra l'altro) e un perido di gestazione di due anni, contro i dieci mesi del primo.  Il terzo, non ancora concluso, risulterà una via di mezzo fra i due. 

Non mi pare che sia un problema: non è che ogni cosa che scrivi debba essere più lunga e complessa della precedente... Dovrebbe migliorare lo stile, quello sì.

 

Non necessariamente più lunga e/o complessa, ma almeno portatrice della medesima emozione nello scriverla. Ma probabilmente mi sto facendo delle macroscopiche pippe mentali.

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Ma probabilmente mi sto facendo delle macroscopiche pippe mentali.

 

.

Penso proprio che sia così, e mi sento di consigliarti di fregartene completamente in questa fase.  Può succedere: ci sono autori che hanno infuso nella prima opera tutto il loro mondo interiore e si sono completamente "svuotati".  Ma non è un fenomeno tanto frequente: molto più spesso nascono nuovi stimoli.

In ogni caso non puoi saperlo adesso: sei dentro al primo romanzo e valuti che ti occorra ancora un anno per finirlo.  Non puoi, e aggiungo non devi, lasciarti distrarre da quello che senti di esprimere in questo momento.  Devi essere dentro al tuo romanzo, pensare ad altro ti porterebbe lontano dalla meta.  Solo quando lo avrai concluso, o quanto meno sarai in retta d'arrivo, potrai aprirti a riflessioni di questo genere.

Vedrai che sentirai nascere autonomamente l'ispirazione per quello che verrà.

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Ospite Valpur

Sono in ballo con un romanzo abbastanza intricato, con tematiche crude e un panorama particolarmente ricco alle spalle. Mi ci vorranno almeno altri due-tre mesi per concluderlo e sono in ballo, tra una cosa e l'altra, da quasi un annetto.
E mi trovo nella situazione opposta alla tua, Butch: ho un'idea e non vedo l'ora di concludere il lavoro in opera per potermici dedicare.
La cosa buffa è che questo ipotetico prossimo romanzo non ha niente a che vedere con l'attuale, sarà sicuramente più breve, con una trama più lineare, umoristica e leggera.
Non credo dovresti preoccuparti troppo, quindi: sebbene non mi sognerei mai di definire questi tuoi pensieri "seghe mentali" (se ti fanno riflettere forse hanno un loro perché!), sono convinta che si risolveranno spontaneamente quando meno te l'aspetti!

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Io sono nella tua stessa situazione Valpur, solo che ho deciso di buttarmi sul secondo perché non ce la facevo proprio a tenermi dentro il testo. Lo sto scrivendo di getto, quasi lo sto vomitando, le parole si scrivono da sole ma so che sto sbagliando tutto.

Dovrei portare a termine il mio primo e più ampio progetto per poi passare a quest'altro ma non ce la faccio: sono troppo ispirata. :saltello:

 

P.S. Sono altresì convinta che nessuno dei due verrà mai pubblicato perchè non credo che il mio "vomito" possa piacere a chicchessia ma nel frattempo metto tutto nero su bianco. Chi vivrà vedrà!

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Io ho autopubblicato il primo romanzo... ora mi sto dedicando ai racconti brevi per un semplicissimo motivo: sono stanca! Non ho la forza e la pazienza adesso per mettermi a scrivere qualcosa di troppo complesso e mi prende un colpo a pensare che una volta terminato (chissà quando) dovrò rimettermi a pensare alla pubblicazione cercando sopratutto di decidere se ri-autopubblicare o andare a cercare una casa editrice. E' un carico di stress che al momento non ho la forza psicologica di affrontare, e poi i racconti brevi mi stanno dando soddisfazioni sia a livelli di concorsi che di apprezzamento da parte della gente, quindi non escludo la possibilità di farne una raccolta tra qualche tempo.

Ora come ora mi riposo, per il secondo romanzo ho già la trama anzi ne avrei due o tre volendo xD

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Chiedo scusa, stavo leggendo questa discussione con il tablet e, per sbaglio, mi è andato il dito sulla freccetta rossa nel messaggio di Gongola, non volevo, è stato un errore. Chiedo anche immensamente perdono per l'OT, ma mi sentivo in dovere di dirlo :(

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Chiedo scusa, stavo leggendo questa discussione con il tablet e, per sbaglio, mi è andato il dito sulla freccetta rossa nel messaggio di Gongola, non volevo, è stato un errore. Chiedo anche immensamente perdono per l'OT, ma mi sentivo in dovere di dirlo :(

Hai fatto bene a dirlo, ho risolto io.

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Mi è capitato, mentre stavo scrivendo il primo romanzo. Poi, quando ero sul punto di terminarlo, ho fatto un sogno vividissimo da cui è saltata fuori la storia del secondo. Ora che sono alle prese con la conclusione del secondo, ho già in testa trama del terzo, del quarto e del quinto.

Non temere: il nostro cervello (per fortuna) è così complesso che proprio quando ci sentiamo alle corde e lo diamo per spacciato ci fornisce materiale nuovo su cui lavorare. Vedrai che, quando sarà il momento giusto, ti salteranno in testa delle idee nuove, che ti appassioneranno al punto che vorrai precipitarti alla tastiera per metterti a scrivere.

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Il mio primo romanzo l'ho scritto durante 10 mesi, lunghi e sofferti. Non avevo un'idea chiara di cosa volevo ma sono riuscita strada facendo a trovare coerenza e la storia si è costruita da sé, se posso dire così, senza salti né contraddizioni. Adesso, che sto scrivendo il secondo (anche se in realtà sono bloccata da varie settimane), mi trovo nella situazione opposta: ho la trama chiara in testa, so dove voglio arrivare e come arrivarci, ma l'esperienza di editing professionale del primo libro - e i commenti ricevuti da addetti ai lavori - mi hanno reso estremamente critica verso il mio lavoro e hanno inibito il mio processo creativo. :-( 

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io non mi sono mai ritrovata priva di idee (passo così tanto tempo a fissare nel vuoto in cerca di ispirazione da esserne raramente del tutto sprovvista) infatti ho il problema opposto: dove lo trovo il tempo di scrivere tutte le storie che ho in mente?! comunque penso che l'ispirazione per una nuova storia ti verrà; anzi, penso sia quasi normale, visto il tuo attule impegno nel primo romanzo, che tu ancora non abbia idee per un eventuale secondo. chissà, magari lo spunto per una storia sensazionale ti arriverà nel momento più inaspettato ;)

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E' passato talmente tanto tempo che, come prevedevate, ho una nuova storia. Peccato che non abbia ancora finito la prima! 

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Ciao @butch a me è capitato nel mio primo libro di avere, molte volte giorni e altre addirittura settimane prima di avere ''quel qualcosa'' che ti fa finire il capitolo. 

Il mio piccolo consiglio che posso darti è ''Lasciati trasportare da ciò che accade in torno a te''. non so quanto dedichi alla scrittura ma sicuramente alcune volte ti metti davanti al pc e dici ''MO FINISCO'' e poi rimani li ore e ore finché non ti si scarica il pc. 

Esci e lascia che la tua mente elabori quello che ti circonda. 

 

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@Giulia Ciogli , fai attenzione per cortesia, il regolamento non consente di utilizzare il tutto maiuscolo nei post (tranne che negli acronimi e nelle sigle). :)

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@Giulia Ciogli grazie del consiglio, mi rendo conto solo ora che ho iniziato questo post la bellezza di quattro anni fa. E il mio libro non è ancora terminato. Diciamo una stesura all'anno, e questa, la quarta, sarà quella definitiva, anche perché non ne posso proprio più ed è ora di chiudere questo progetto. Nel frattempo non mi pongo assolutamente più questo tipo di problema, e di storie potenziali da scrivere nel futuro prossimo ne ho credo già due o tre. Romanzi, dico.

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@butch se fossi in te mi preoccuperei del "dopo"... DOPO. Prima finisci il primo romanzo, e poi poniti i problemi sul secondo, se e quando ci sarà, come sarà ecc. Concordo con chi ti dice che arriverà da sola la trama, se dovrà arrivare. Ora non credo possa venirti in testa nulla, e se succedesse potrebbe essere deleterio per il tuo primo lavoro. Tieni presente che nel mio caso tra la prima stesura e il manoscritto definitivo sono cambiate tante e tali cose che quasi sembrano due testi diversi (intreccio a parte). Quando ti sarai liberato la testa dal primo, lo avrai pubblicato o comunque ci avrai dato tutto e potrai in qualche modo archiviarlo, non pensarci più e non pensare a quello successivo: arriverà da solo, in sogno o guardando una foglia cadere. E sarà meno complesso, meno bello, meno avvincente del primo. All'inizio, poi crescerà e diventerà qualcosa di diverso, più maturo perchè avrai fatto l'esperienza con il primo. Ma soprattutto avrai tutto il tempo per dedicarti solo a lui. Prova a pensare al romanzo come a una donna: se stai con lei ma pensi a come sarà quella che verrà dopo di lei, e dubiti che sarà ugualmente bella, rischieresti solo di perdere quella che hai e non trovare nessuna dopo. Se invece hai cuore e testa liberi, sarà lei a cercarti, ne sono sicuro. E lei si chiamerà nuova trama.

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@Steve666 , fai maggiore attenzione, per cortesia. In più post hai usato il tutto maiuscolo, che non è consentito dal regolamento. Purtroppo le violazioni reiterate  comportano delle penalità, per cui, per enfatizzare la scrittura, magari, prova a ricorrere ad altre modalità: come il sottolineato, il corsivo, eccettera, che sono consentite (purché usate con moderazione e all'occorrenza ;)).

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@ElleryQ Ops... scusatemi. Purtroppo quando uso il cell mi riesce difficile (questione di diottrie :-D) selezionare quelle modalità, ma userò il virgolettato. Grazie.

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Questo era il mio terrore più grande, e lo è ancora, forse.

Ma se sei uno scrittore, non preoccuparti, l'ispirazione arriverà. Ti dico, a me è successo tra un libro e l'altro. Non avevo più idee. Mi sembrava di aver messo tutto me stesso nel romanzo precedente e di essermi esaurito. Ti posso dire che se senti però la voglia di scrivere, di buttare cose su carta, anche se non hai idee, allora la fiamma è ancora accesa, e arriverà il momento di scrivere. Fai altro. Leggi, guarda film, fatti un giro. L'ispirazione arriva e ti colpisce dritto in faccia, e allora sarai sollevato. Almeno finché finisci il libro. A quel punto il terrore tornerà, forse più forte di prima. E andrà avanti così per tanto tempo.

 

:trollface:

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Ho spesso avuto questa paura. Sono sempre stata una persona da micro idee, infatti ho scritto parecchi racconti ed ho idee per alcuni soggetti ( già scritti ) e sceneggiature ( da scrivere, prima vorrei perfezionarmi perchè non penso di avere ancora il linguaggio tecnico per approcciarmi a questa forma di scrittura per immagini ).

Poi durante un riposino pomeridiano, anni fa, ho sognato la storia del mio primo libro, che ho cominciato a scrivere e mi son bloccata a metà. Successivamente, ho avuto un'altra idea ( in realtà il prolungamento di un mio vecchio racconto ) per un terzo libro, che ho iniziato.

Mi son trovata quindi con tanti racconti, un libro a metà e uno iniziato, più infinite altre idee. Un casino!

Dopo un periodo abbastanza lungo di blocco ( dovuto anche alla brutta esperienza con la prima casa editrice che mi aveva pubblicato la raccolta di alcuni racconti ), da poco mi son rimessa in gioco ed ho tantissima voglia di scrivere.

Quindi mi son data uno schema: prima finisco di sistemare e ampliare i racconti ( finito proprio oggi e mandato ai primi due editori che mi interessavano e che accettavano roba già edita, niente di grosso ma li reputo interessanti per motivazioni diverse ), poi parto con la sistemazione/continuazione del libro a metà ( di cui ho la scaletta completa, devo solo scrivere, scrivere e scrivere ), e dopo parto col terzo.

Ho materiale per lavorarci qualche anno, e son certa che in questo lasso di tempo arriveranno altre idee.

 

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Io sono sempre in crisi per ogni nuovo romanzo, non lo sono stato solo per il passaggio da primo al secondo. Se non fosse così non ci sarebbe una spinta al cambiamento e si scriverebbe sempre la stessa cosa.

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Ho appena ricevuto la tessera dello "scrittore in crisi tra il primo e il secondo romanzo" e mi sento un po' perplesso.

Da un lato sono felice come un bambino perché, dopo solo un pugno di racconti, ho sentito la necessità di scrivere una storia ben più complessa e ci sono riuscito senza perdere i capelli, dall'altra mi sento come svuotato da ulteriori idee. No, non idee, spinte. Le idee, più o meno, me ne vengono in mente sempre e, quelle che passano illese l'esame delle "24 ore dopo", vengono salvate per futuri racconti, ma la voglia di sedermi per affrescare una nuova storia ad ampio respiro è pari allo zero.

O forse non ho ancora avuto l'idea giusta. Sapere di essere in compagnia però mi rinfranca :muu:

 

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Io faccio sempre il confronto tra il primo e il secondo romanzo, in termini di scrittura, tipo per esempio che per il primo romanzo già dall'inizio conoscevo il finale e dovevo solo trovare la strada di come arrivarci, mentre in questo che sto scrivendo no. 

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