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Talete

Le parole inutilizzabili

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Visto che esiste già il topic sulle parole innominabili mi sono detto (non è bene quando mi dico qualcosa) perché non aprire un topic sulle parole che amiamo? Sì, proprio loro, quelle che quando vengo pronunciate provocano un vero e proprio orgasmo linguistico, ma che sono proprio inutilizzabili in un testo di narrativa, vuoi perché che siano decisamente troppo arcaiche o perché chi diavolo a questo mondo le utilizzerebbe mai?

Comincio io con:

Sempiterno. Super favoleseggiante nevvero? Peccato che usarla ti faccia sembrare un cretino, forse anche lo splendidevole nevvero rientra nella categoria.

Torsione elicoidale. Non esiste un caso accertato di necessita di utilizzarlo in narrativa

NADP dipendte. L'ultima persona che l'ha usato in un romanzo è stata crocefissa a testa in giù, è stato dato fuoco al suo cadavere e l'urna cineraria è stato usata per prendere la mira per test balistici con testate nucleari.

Modificato da 9talete9
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Pensa che sempiterno l'ho incontrato una sola volta, e in un romanzo :asd: Ma era adeguato al contesto.

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Direi che non farebbe male se inserissi qualcuna di queste parole in un romanzo.. Anzi sarebbe un buon modo per caratterizzare un personaggio, magari un uomo molto colto, oppure un filosofo/scienziato di quelli completamente fusi di cervello. Sono parole molto particolari che sanno rendere particolare il personaggio che le pronunzia. :)

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Niente di particolare: in uno degli Harry Potter c'erano dei ghiaccioli sempiterni.

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Anch'io ne ho alcune. Profferta/e, prostituto (al maschile), mellifluo, quand'anche. Poi in dialetto: feregna (che è un modo di dire tutto nostro che non c'entra niente con qualcosa di zozzo, ma vuol dire tipo: grande, forte, figo!), zuzzimma, caccialiepr, ramegna, sparpaglione. Basta, mi fermo. Se volete sapere il significato di queste parole chiedete pure. :fuma::saltello:

Modificato da Rory

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Mellifluo negli scritti si incontra spesso, perciò usatelo. Certo, io sono inaffidabile, perciò...scegliete voi :fuma:

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Sì, in effetti mellifluo c'è. Ma non ho ancora trovato lo spunto giusto per inserirlo in uno dei miei scritti. :sss:

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Direi che non farebbe male se inserissi qualcuna di queste parole in un romanzo.. Anzi sarebbe un buon modo per caratterizzare un personaggio, magari un uomo molto colto, oppure un filosofo/scienziato di quelli completamente fusi di cervello. Sono parole molto particolari che sanno rendere particolare il personaggio che le pronunzia. :)

Potrei provare con una frase tipo questa "Ma no, ignobile stolto! La Veazione NADP dipendente devi teneVne conto e poi il substVato deve legaVsi sempiteVnamente al stio attivo. VicoVdati che devi otteneve una toVsione elicoidale dell'enzima". 

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 Poi in dialetto: feregna (che è un modo di dire tutto nostro che non c'entra niente con qualcosa di zozzo, ma vuol dire tipo: grande, forte, figo!),

Termine più diffuso dalle nostre parti  :asd:

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Ospite Valpur

Checché. Sarà il suono, sarà che è proprio carina, la uso nel parlato ma non riesco a scriverla.
L'altro giorno però sono riuscita a infilare "gnaulare" in una frase; era perfetta e la amo tanto!

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Ospite Valpur

Sono convinta che Varys nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sia definito almento settantotto volte come "mellifluo".

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Pleonasmo, non riesco mai ad usarla ma mi piace, mi viene più semplice dire che è superfluo.

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 Poi in dialetto: feregna (che è un modo di dire tutto nostro che non c'entra niente con qualcosa di zozzo, ma vuol dire tipo: grande, forte, figo!),

Termine più diffuso dalle nostre parti  :asd:

 

 

Una parola che è capace di dire tutto. :fuma:

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Ospite Lem Mac Lem

Io scrivo fantasy e le parole che avete detto posso usarle (e le uso) tutte.

Perché il fantasy regna :la:

 

Anodino. Adoro definire qualcosa 'anodino', quasi quando adoro definirlo 'ellittico'.

E mi piace tantissimo far dire 'mascalzone' ai miei personaggi. È un insulto talmente retrò ed educatino che mi brillano gli occhietti ogni volta :ohh:

Circonlocuzione, sinestetico, aracnofobico, oh come amo queste parole :ohh:

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Ospite Signor Ford

Sì, in effetti mellifluo c'è. Ma non ho ancora trovato lo spunto giusto per inserirlo in uno dei miei scritti. :sss:

come scordare la parlata melliflua del Vermilinguo che incantava e corrompeva Théoden ne "le due torri" :asd:

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Aggiungerei velocemente la frase (notare le V al posto delle r) "Cavo commendatoVe, io l'accuso foVmalmente di vilipendio." Frase per il cui uso si può essere reclusi dai dieci ai vent'anni, ma di cui ne vale la pena.

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Altro aggettivo che adoro è ameno, anche se rispetto ad altri già è meno difficoltoso da utilizzare.

Adoro invece il verbo garrottare, ma qui sì che si passa a un livello superiore.

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Sì, in effetti mellifluo c'è. Ma non ho ancora trovato lo spunto giusto per inserirlo in uno dei miei scritti. :sss:

come scordare la parlata melliflua del Vermilinguo che incantava e corrompeva Théoden ne "le due torri" :asd:

 

 

Frà, già il nome è mellifluo, pensaci. Vermilinguo... Brrr, che schifo. :fuma: :fuma:

Modificato da Rory

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Nel senso che mi dà l'idea di qualcosa che fluisce, qualcosa di falso, di corrotto. :sss:

Modificato da Rory

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Ok topic non recentissimo, ma poichè non è chiuso sento il bisogno di citare i miei  "pedissequo" ed "exanguino-trasfusione" che è pure un doppio pentavocalico.

Adesso non succederà che qualcuno ci costringe a scrivere una storia che includa tutte queste parole?

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Ospite Lynnet Blumstein

Io amo il verbo "circuire", ma non sono ancora riuscita a metterlo. Anche "ameno" è fantastico come aggettivo. Poi ci sono "Allorché", "sicché" e altra roba simile xD.

Anche altre vecchiaggini tipo  "veduto" o "oggigiorno". 

Sono parole bellissime che però non riesco a usare senza sembrare una che le va a cercare sul dizionario apposta.

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