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Ospite Linda Rando

Montag

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Confermo che ho appena pubblicato con Montag il mio romanzo "Eterno ritorno" senza richiesta di contributo e senza richiesta di acquisto obbligatorio di copie (come già postato in altra sezione). Ora (e non per visione romantica del piccolo editore) ritengo sia per me doveroso darmi da fare per presentare il mio libro, in primo luogo per il "debito di riconoscenza" che ho nei confronti di chi ha avuto fiducia in me, in secondo luogo perchè occorre darsi da fare senza aspettare che siano gli altri "a cercarti" (non lo faranno mai, a questi livelli, e anche in generale per ogni nostro progetto, così è la vita). E' vero, le presentazioni sono per certi aspetti un po' stressanti, ma anche abbastanza appaganti. Il libro è appena uscito, ma, in gennaio (il 21) ho già in cantiere un terzo "evento", questa volta fuori provincia: Fiorenzuola -PC-. Entro quest'estate vorrei anche andare a Monfalcone (Go), dove già sono stata invitata dal vicesindaco, e cercare altre occasioni in zona (e occorre darsi molto da fare per creare le giuste premesse). Se poi Montag, più avanti, dovesse partecipare a qualche fiera o pubblicizzerà il mio libro in altro modo ben venga, ma ora so che, per il momento, tocca a me. Spero che l'editore sia contento per i miei attuali sforzi, e che i risultati, in termini di apprezzamento del libro e di riscontro di vendite, siano positivi. E' anche vero il discorso di DECINE di copie, ogni lettore è preziosissimo (due, per esempio, sono utenti di questo forum che hanno ordinato il romanzo, una bella soddisfazione... e chissà... spero in qualche altro... oggi è il mio compleanno, magari mi arriverà il regalo del terzo...). Il mio obiettivo è quantomeno arrivare a far vendere 350 copie circa, come in occasione del mio primo romanzo (allora c'erano state cinque presentazioni e un po' di tam tam). Lo spero per Montag, e anche per me.

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Scusate, ho potuto leggere il messaggio di Fabrizio solo dopo aver postato il mio. Ciao, Fabrizio! :-)

Mi dispiace, ma a rischio di risultare pedante, bisogna aprire un nuovo thread nella sezione presentazioni. ;)

Molti di noi hanno un blog legato al nick, ma ci siamo presentati comunque.

Saluti :D

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Maximod, sto partecipando a questa interessante discussione per caso; alla fine delle ferie non credo proprio che avrò modo di seguire ancora il forum :-(

Devo presentarmi comunque?

Se sì, lo faccio subito.

Ciao e grazie

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Maximod, sto partecipando a questa interessante discussione per caso; alla fine delle ferie non credo proprio che avrò modo di seguire ancora il forum :-(

Devo presentarmi comunque?

Se sì, lo faccio subito.

Ciao e grazie

Sì è necessaria comunque, poi mai porre limiti, potresti ritrovarti di nuovo per questi lidi. ;)

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In un mercato-giungla in cui si verificano le situazioni che ho esposto nel precedente intervento, molto spesso si è costretti a chiedere di acquistare un piccolo numero di copie ad autori davvero bravi. Noi abbiamo pubblicato eccellenti romanzi che hanno venduto 20 copie, o 30.

La questione potrebbe essere facilmente capovolta. Se avete pubblicato testi che ritenevate eccellenti e hanno venduto 20 o 30 copie le responsabilità dello scarso rientro economico non potrebbero essere imputate, oltre che alla scarsa proattività degli autori anche alla scarsa capacità di distribuzione e promozione dell'editore?

Se abbiamo pubblicato a nostre spese autori bravissimi come Pelagio D'Afro o Lorenza Pellegrini, non significa che altri autori siano meno validi; semplicemente, da imprenditori, sapevamo che i due sopra citati avrebbero garantito un certo ritorno.

Posso chiedervi (se potete dirmelo) qual'è il criterio con cui si calcola a priori il ritorno che un libro può garantire all'editore?

Nella mia ignoranza ho sempre ipotizzato che il rientro economico si valutasse in base alla qualità del prodotto e alle possibilità che esso ha di prendere piede sul mercato, un po' come succede in tutte le attività commerciali. In base a questo mi viene normale pensare che le opere degli autori a cui avete chiesto un contributo siano state giudicate meno valide, o meno vendibili, di quelle degli autori a cui non avete chiesto contributi.

Se invece stiamo parlando di autori che hanno già garantito con opere precedenti un buon ritorno economico a quel punto la discriminante "contributo" è solo nei confronti degli autori totalmente sconosciuti?

Grazie :)

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quello che sfugge ai più è che oggi anche diversi esordienti che approdano alle major pagano, seppure per via indiretta. si tende infatti a richiedere un prodotto completo, pronto alla paubblicazione, alle agenzie letterarie.

e anche questo è un aspetto su cui riflettere.

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Se avete pubblicato testi che ritenevate eccellenti e hanno venduto 20 o 30 copie le responsabilità dello scarso rientro economico non potrebbero essere imputate, oltre che alla scarsa proattività degli autori anche alla scarsa capacità di distribuzione e promozione dell'editore?

scusi, ma a volte non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

nei miei precedenti post è spiegata la difficoltà a distribuire e promuovere legata al mercato degli esordienti. basta leggere con attenzione.

Posso chiedervi (se potete dirmelo) qual'è il criterio con cui si calcola a priori il ritorno che un libro può garantire all'editore?

la prima discriminante è la qualità.

come si sa non pubblichiamo tutti. poi, come ho spiegato anche in questo caso (basta leggere con attenzione), è chiaro che se un autore ha già pubblicato e venduto bene e ci propone un testo che riteniamo valido, lo pubblichiamo a nostre spese. Consci però che il secondo libro non venderà mai come il primo.

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Ti assicuro che ho letto con molta attenzione i tuoi interventi, perchè raramente si ha la fortuna di interagire con gli editori, ma nonostante questo tranne i soliti discorsi sentiti e risentiti sulla saturazione del mercato e simili non ho trovato sufficienti motivazioni che mi spieghino perchè un editore (attenzione, non è un'accusa contro la vostra casa editrice, è un discorso in generale) non si assuma il rischio di impresa, e dato che siamo su un forum che nasce come punto di incontro di diverse opinioni se ne può discutere, almeno credo.

Poi se secondo te questo significhi "non voler sentire" è un altro conto, per me è soltanto voler capire.

Chiedo scusa a Lorenza Pellegrini e Pelagio d'Afro, senza nulla togliere alla loro bravura io non sapevo che avessero già pubblicato :)

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ma nonostante questo tranne i soliti discorsi sentiti e risentiti sulla saturazione del mercato e simili non ho trovato sufficienti motivazioni che mi spieghino perchè un editore (attenzione, non è un'accusa contro la vostra casa editrice, è un discorso in generale) non si assuma il rischio di impresa,

allora, evidentemente non so spiegarmi:

i discorsi sono quelli soliti e sempre quelli lì perché sono quelli reali. Che facciamo, ce ne inventiamo altri per non dire sempre le stese cose?

Rischio impresa: oggi, piaccia o no, il ruolo dell'editore è mutato. Oggi l'editore offre un servizio a pagamento. Il suo rischio di impresa consiste nel riuscire a essere più bravo, preparato e professionale della concorrenza: questo determinerà il successo o meno della sua impresa.

Poi ok, ci sono quegli editori che pubblicano sempre e solo senza contributo e si reggono in piedi: bene, complimenti sinceri e di cuore. Però ormai in questo sistema sono purtroppo l'eccezione.

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Ospite AfroditeAx

Sono d'accordo :!:

Inoltre tutti gli autori che hanno pubblicato con Montag hanno postato solo commenti positivi :|

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Sono d'accordo :!:

Inoltre tutti gli autori che hanno pubblicato con Montag hanno postato solo commenti positivi :|

Confermo, visto che sono direttamente coinvolta.

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Ospite AfroditeAx
allora la più sfortunata sono io dato che la montag mi ha chiesto un contributo :cry:

Ma quale sfortunata :shock: a molti lo hanno proprio rifiutato.

Finiamola con questa storia che la richiesta d'acquisto di un tot di copie (ragionevoli of course) sia sinonimo di manoscritto di scarso valore o di autore non stimato abbastanza.

Possono esserci mille motivi a spingere una casa editrice a richiedere un piccolo contributo in copie. Magari il tuo romanzo tratta temi particolari o semplicemente la tua "visibilità" è poca o troppo locale. Magari al secondo romanzo edito, quando già avrai un tuo pubblico, ci saranna più case editrici disposte ad avere fiducia in te ;)

Come dicevo poco sopra io ho ricevuto più di una proposta, free e con richiesta di copie, e ancora non ho deciso ma non mi sono sentita offesa dalle proposto non totalmente gratuite.

Io so di avere un mio pubblico, per il lavoro che faccio e per il giro di amicizie. Il romanzo fa parte di un progetto più ampio con allegato il cd della playlist del racconto con canzoni inedite, pezzi al pianoforte (dato che è ambientato al conservatorio di palermo) e pop. La copertina e tratta da un quadro di un mio amico pittore che accompagnerà alle presentazioni la mostra dei suoi lavori. Insomma è un progetto allargato !!!

Sono quasi certa che appena pubblico venderò un bel po ... almeno in zona :? ...infatti sto puntando un pò più in alto ... per questo aspetto alcune risposte importanti :ugeek: Ma tutte le proposte son ostate delle conferme, quindi non sentirti sfortunata !!!

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Ospite AfroditeAx

Esatto, sono d'accordissimo ... dipende dal contratto ;) ... e da quanto credi in te.

Ad ogni modo, in generale, senza riferirsi a nessuno ma solo per darsi un limite, oltre i cinquecento euro (su 500 copie) la cosa secondo me non va :?

e poi bisogna vedere quanti libri ha stampato quella casa editrice in un anno, per capire se anche il piccolo contributo è un business, se fa selezione, se cura l'editing, chi ha già pubblicato, ....e cosi via dicendo ;)

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Ragazzi, vi prego di non intasare il topic in questione con resoconti, discorsi e opinioni che esulano dalla casa editrice Montag. Se volete discutere di altri editori controllate se c'è già un topic aperto oppure apritene uno. Non mi sembra corretto continuare la discussione qui se non è direttamente coinvolta la casa editrice legittima "proprietaria" di questo topic.

Grazie.

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ho già pubblicato con una casa editrice che non fa molto, anzi poco o niente. Mi sono dovuta quindi "sbattere" per pubblicizzare il mio romanzo e ancora lo sto facendo. E' stata una brutta esperienza del 2009, di quelle che ti tolgono ogni entusiasmo ...

Cioè ti pubblicano il libro non a pagamento e ti lamenti pure se devi andare in giro un po' a pubblicizzartelo? Ma per piacere... Allora tutti quelli che fanno i rappresentanti a domicilio cosa devono fare, spararsi? :roll:

la questione è più complicata: la casa editrice è a pagamento (ha voluto soldi!), ha fatto molti errori e non ha rispettato i termini del contratto, non ha pubblicizzato niente da nessuna parte e non risponde alle mie mail e a quelle di altri conoscenti che hanno pubblicato con lei. Inoltre pare abbia dei problemi con la distribuzione: una che conosco ha cercato di acquistare il libro sul sito ibs e questi le hanno risposto che non riescono a trovarlo dai loro fornitori.

per non parlare delle balle che racconta sul suo sito, tipo che fa editing, e altre cose... (ho letto altri libri di questa casa editrice e sono pieni di errori oltre che essere di scarsa qualità cartacea).

ma non preoccupatevi: presto avrete tutti i dettagli della mia disavventura e ... gratis! ... forse

Non vorrei essere invadente, e chiedo scusa se entro in un campo non mio, volevo però dire che va benissimo parlare di questa esperienza, ma, ripeto, occorrerebbe che vi spostaste e apriste una nuova discussione, visto che qui si dovrebbe discutere dell'attività della Montag, che non è la casa editrice di cui state parlando.

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Ragazzi, vi prego di non intasare il topic in questione con resoconti, discorsi e opinioni che esulano dalla casa editrice Montag. Se volete discutere di altri editori controllate se c'è già un topic aperto oppure apritene uno. Non mi sembra corretto continuare la discussione qui se non è direttamente coinvolta la casa editrice legittima "proprietaria" di questo topic.

Grazie.

Accidenti, Enrica, che sintonia! Sia pure a molti chilometri di distanza abbiamo espresso in contemporanea lo stesso parere!

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Ospite

per essere un best sellers

best seller.

I termini inglesi entrati nell'uso comune vanno sempre al singolare, anche se usati al plurale. A maggior ragione in questo caso.

Sorry for my poor english :roll:

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A me hanno chiesto 900 euro... per l'acquisto di 100 copie, dieci giorni fa.

Pensa che poco più di anno fa l'editore in persona, proprio su questo forum, dichiarò: "formuliamo una proposta da 50 copie oppure ci accolliamo l'onere della pubblicazione per intero".

Sarà la crisi economica? Mah! Misteri!

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A me hanno chiesto 900 euro... per l'acquisto di 100 copie, dieci giorni fa.

Pensa che poco più di anno fa l'editore in persona, proprio su questo forum, dichiarò: "formuliamo una proposta da 50 copie oppure ci accolliamo l'onere della pubblicazione per intero".

Sarà la crisi economica? Mah! Misteri!

appunto. un anno fa.

adesso ci siamo trovati costretti a formulare una terza offerta oltre alle due già esistenti, ed è appunto quella delle 100 copie con uno sconto sul prezzo di copertina per quelle opere che riteniamo più difficilmente commerciabili, cercando nel contempo di calmierare il prezzo per quello che ci è possibile.

e continuiamo sia a scartare testi, sia a pubblicare senza contributo.

però uno può sempre rifiutare senza il rischio di trovarsi alla porta due energumeni che lo costringono a firmare un contratto capestro con l'esoso editore di turno.

credo che abbiamo sempre mostrato una certa serietà e dato prova di impegnarci nel concreto; francamente mi è sempre più difficile capire questo continuo cicaleccio a metà fra il vittimismo e il sarcasmo.

la prova della difficoltà del momento, del fatto che i primi a non comprare libri di autori esordienti sono proprio gli stessi esordienti o aspiranti tali, l'avete fornita in piccola scala proprio qui: sempre pronti a lamentarvi, a piangervi addosso, a urlare contro il truffeditore di turno, a pretendere pretendere e ancora pretendere, ma quando abbiamo provato a offrirvi la possibilità di acquistare con dei forti sconti l'avete ignorata.

per quello che mi riguarda, quindi, la collaborazione e la disponibilità al dialogo finiscono qui. lo faccio a cuor leggero perché ho maturato la consapevolezza che alla maggioranza di voi non importerà un fico secco, proprio perché non è il contraddittorio che vi interessa né tantomeno provare a comprendere le ragioni e le difficoltà di chi opera in questo campo sorattutto per passione.

ringrazio Linda per lo spazio che ci ha concesso, e auguro a tutti le migliori fortune in campo editoriale e non.

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A me hanno chiesto 900 euro... per l'acquisto di 100 copie, dieci giorni fa.

Pensa che poco più di anno fa l'editore in persona, proprio su questo forum, dichiarò: "formuliamo una proposta da 50 copie oppure ci accolliamo l'onere della pubblicazione per intero".

Sarà la crisi economica? Mah! Misteri!

appunto. un anno fa.

adesso ci siamo trovati costretti a formulare una terza offerta oltre alle due già esistenti, ed è appunto quella delle 100 copie con uno sconto sul prezzo di copertina per quelle opere che riteniamo più difficilmente commerciabili, cercando nel contempo di calmierare il prezzo per quello che ci è possibile.

e continuiamo sia a scartare testi, sia a pubblicare senza contributo.

però uno può sempre rifiutare senza il rischio di trovarsi alla porta due energumeni che lo costringono a firmare un contratto capestro con l'esoso editore di turno.

credo che abbiamo sempre mostrato una certa serietà e dato prova di impegnarci nel concreto; francamente mi è sempre più difficile capire questo continuo cicaleccio a metà fra il vittimismo e il sarcasmo.

la prova della difficoltà del momento, del fatto che i primi a non comprare libri di autori esordienti sono proprio gli stessi esordienti o aspiranti tali, l'avete fornita in piccola scala proprio qui: sempre pronti a lamentarvi, a piangervi addosso, a urlare contro il truffeditore di turno, a pretendere pretendere e ancora pretendere, ma quando abbiamo provato a offrirvi la possibilità di acquistare con dei forti sconti l'avete ignorata.

per quello che mi riguarda, quindi, la collaborazione e la disponibilità al dialogo finiscono qui. lo faccio a cuor leggero perché ho maturato la consapevolezza che alla maggioranza di voi non importerà un fico secco, proprio perché non è il contraddittorio che vi interessa né tantomeno provare a comprendere le ragioni e le difficoltà di chi opera in questo campo sorattutto per passione.

ringrazio Linda per lo spazio che ci ha concesso, e auguro a tutti le migliori fortune in campo editoriale e non.

Penso che queste righe di Fabrizio siano "di classe". Aggiungo che mi dispiace perdere la possibilità di leggere i suoi interventi, sempre molto "concreti" e senza fronzoli o inutili giri di parole. Fab è sempre stato molto corretto, oltrechè realista. E' un peccato che la sezione WD reviewer, che avrebbe potuto essere un buon trampolino di lancio, non sia decollata con le recensioni (davvero poche) e, di conseguenza, con le letture. Io, attualmente, ho sul comodino cinque testi di esordienti/emergenti, provate a moltiplicarli per 500 (il numero, penso, degli utenti del WD): 2500 testi acquistati pro piccola editoria, una bella boccata d'ossigeno per il settore, con buone possibilità di investimento sui futuri autori. PS: oltre a ricordarvi che ho pubblicato con Montag senza contributo, vi segnalo (vedi apposita sezione) che la casa editrice ha bandito il concorso Antology (SENZA tassa di iscrizione) e con pubblicazione per i vincitori. Scusate se è poco... (io avrei messo, come clausola di partecipazione, - e non mi sembrava di richiedere un grande sforzo economico da parte dei concorrenti - l'obbligo di acquisto di un testo della Montag, con il famoso sconto del 30% destinato agli iscritti del WD).

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L'editore SERIO, nei confronti di un manoscritto fa solo questo:

1) Lo legge o lo fa leggere da un esperto di quel genere di narrativa;

2) Decide in base all'intuito e all'esperienza se quel libro è valido e se può avere un certo riscontro di mercato, tenendo conto anche della propria linea editoriale (e quindi dei lettori conquistati in anni e con non poca fatica);

3) Lo accetta, e quindi si accolla TUTTI i rischi d'impresa e TUTTE le spese relative, o lo rifiuta. Al massimo, le uniche due cose che chiede all'autore sono una buona dose di collaborazione in fase promozionale e di rinunciare all'anticipo;

Chi chiede contributi di qualsiasi tipo lo fa, in genere, per due ragioni:

1) Perché ha deciso (dato che in Italia sembra che tutti scrivono e nessuno legge) di guadagnare dagli aspiranti scrittori, invece che dagli onesti lettori (dicesi: Vanity-press);

2) Perché pur essendo un piccolo editore vuole crescere e sa che non può farlo mandando in stampa solo da 5 a 10 titoli l'anno, quindi deve "far numero". Allora sceglie il "doppio" binario, facendosi finanziare da una parte di esordienti "validi" ma che non avrebbe pubblicato seguendo il metodo tradizionale (ossia quello SERIO di cui sopra);

Tutte le altre sono chiacchiere al vento, secondo me...

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Ospite Linda Rando

Sapete benissimo che io detesto l'editoria a pagamento. Tuttavia.

Tuttavia non ci sono solo gli scrittori - o meglio: non è che la ragione ce l'avete sempre voi (io non c'entro con la categoria se non parzialmente). Perché ha ragionissima Fabrizio Bianchini, e ha ragionissima Aldo Moscatelli - che viene sempre citato quando c'è da difendere la categoria degli scrittori ma taciuto quando si schiera da quella degli editori; e lui è FREE - quando dicono che il 99% chiacchiera chiacchiera e si dispera per l'angosciosa situazione del panorama editoriale italiano e poi non fa niente di niente per cambiare le cose.

No, non venitemi a dire che non è vero, perché le testimonianze le si sono viste nelle scarsissime adesioni a iniziative come Un esordiente per Natale, dove acquistando due libri ve ne veniva regalato uno DA ME, o agli sconti dei vari editori che gentilmente si sono resi disponibili. Ci son rimasta male, ma io sono una giovane e sciocca idealista e il Bianchini già mi aveva detto che sarebbe finita così.

Che poi mi si venga a dire che non si è trovato un titolo che piaceva, in catalogo ai vari editori, ce n'è per tutti i gusti. Ma proprio tutti.

Inoltre. Anche se non ci fosse stato niente di niente nel catalogo di quegli editori che facevano lo sconto agli utenti del WD, la sezione WDReviewer quante recensioni conta? Una miseria. E i libri dei piccoli editori costano dieci, dodici euro, non c'è nemmeno la scusa de "i libri costano troppo".

Così stanno le cose. Il resto sono solo chiacchere.

E mi scuso con Fabrizio, perché qui è stato oggetto di scherno - come molti editori, in barba alla scritta rossa su fondo rosa che è impossibile ignorare anche volendo e campeggia in alto a ogni pagina, in questa sezione - che invita alla moderazione dei toni e dei termini. Se proprio volete riversare il vostro astio addosso a qualcuno fatelo contro qualcuno che lo merita di più.

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Dunque chi vuole pubblicare con Montag deve comprare copie del proprio libro, copie di altri emergenti pubblicati da Montag e anche parlarne bene, sennò Montag si offende.

L’editore a pagamento scrive: “abbiamo sempre mostrato una certa serietà e dato prova di impegnarci nel concreto”. Ma quale sarebbe la prova? Rispondere a qualche domanda sul metodo è impegnarsi nel concreto?

Un editore che si impegna nel concreto dovrebbe vendere molti libri, ma NON ai suoi autori. E ciò può avvenire solo comprando spazi pubblicitari. Nessuno si aspetta pagine intere su quotidiani nazionali, ma nemmeno solo belle parole su un forum di internet, comunque utilissimo, ma che di certo non giustifica la richiesta di 900 euro ad uno scrittore.

Quando ci sarà tale prova, allora sì che l’editore verrà apprezzato.

Ayame, nessuno ha usato toni offensivi. Un forum non si chiamerebbe tale se non ci fossero i commenti. Se una persona è consapevole di lavorare onestamente, non getterebbe la spugna per qualche battuta ironica o di fronte a testimonianze a sfavore. È l’editore semmai che è stato poco delicato definendo gli iscritti di writer’s dream “cicale, piagnucoloni, vittime, ecc. ecc.”

Le vere vittime sono le persone che pubblicano a pagamento.

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Dunque chi vuole pubblicare con Montag deve comprare copie del proprio libro, copie di altri emergenti pubblicati da Montag e anche parlarne bene, sennò Montag si offende.

L’editore a pagamento scrive: “abbiamo sempre mostrato una certa serietà e dato prova di impegnarci nel concreto”. Ma quale sarebbe la prova? Rispondere a qualche domanda sul metodo è impegnarsi nel concreto?

Un editore che si impegna nel concreto dovrebbe vendere molti libri, ma NON ai suoi autori. E ciò può avvenire solo comprando spazi pubblicitari. Nessuno si aspetta pagine intere su quotidiani nazionali, ma nemmeno solo belle parole su un forum di internet, comunque utilissimo, ma che di certo non giustifica la richiesta di 900 euro ad uno scrittore.

Quando ci sarà tale prova, allora sì che l’editore verrà apprezzato.

Ayame, nessuno ha usato toni offensivi. Un forum non si chiamerebbe tale se non ci fossero i commenti. Se una persona è consapevole di lavorare onestamente, non getterebbe la spugna per qualche battuta ironica o di fronte a testimonianze a sfavore. È l’editore semmai che è stato poco delicato definendo gli iscritti di writer’s dream “cicale, piagnucoloni, vittime, ecc. ecc.”

Le vere vittime sono le persone che pubblicano a pagamento.

Ciao novelist, io rispetto le opinioni di tutti, però volevo dirti che forse non hai letto il mio post. Montag è a doppio binario, Io per esempio ho pubblicato con contratto a spese dell'editore, senza obbligo di acquisto di copie, con editing di Fabrizio Bianchini. Il romanzo si intitola Eterno ritorno, per maggiori informazioni puoi andare sul mio sito, www.lorenzapellegrini.it . Chissà, magari poi ti verrà anche voglia di leggerlo!

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Ospite Lem Mac Lem
Dunque chi vuole pubblicare con Montag deve comprare copie del proprio libro, copie di altri emergenti pubblicati da Montag e anche parlarne bene, sennò Montag si offende.

Questo mi sento di smentirlo, visto che ho pubblicato tre libri con loro e non ho mai sganciato una lira, anzi le ho intascate. Montag è a doppio binario e questo si sa da secoli. La loro politica è questa, se piace bene, se non piace si manda ad altri.

Oltretutto è verissimo che nessuno è meno disposto a comprare libri (di esordienti) di un aspirante scrittore: ho letto lamentele perfino per concorsi in cui la 'tassa' era costituita dall'obbligo di acquistare un libro di quella casa editrice.

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