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Ospite Linda Rando

Montag

Post raccomandati

Potremmo stare ore a discutere del se sia corretto, dignitoso, giusto o meno pubblicare a pagamento e come e quando. Voglio però rimanere IT rivolgendomi @maurice.

 

Noi qui (io e altri, tra cui penso certamente Lem) si sta cercando di darti consiglio, poiché ci preoccupa il fatto che tu (ora sei tu, ma come te, tanti altri) possa anche solo prendere in considerazione un'offerta di pubblicazione a pagamento. Le motivazioni sono molteplici.

 

Innanzitutto, noi qui (nel WD in generale) si vuole evidenziare il fatto di come pubblicare a pagamento sia oggettivamente e potenzialmente dannosa (sebbene legalissima) per la qualità della letteratura (e cioè per la cultura): il principio che basti pagare per pubblicare qualunque cosa ha per diretta ed ovvia conseguenza la pubblicazione di opere di scarsissima qualità di autori che possono permettersi il lusso di pagare per essere pubblicati, a discapito di opere di alta qualità di autori che purtroppo non sempre hanno i mezzi economici per garantirsi una pubblicazione a pagamento; nel tuo caso si parla di poche centinaia di euro, ma possiamo ben immaginare che se un tale sistema si affermasse diffusamente, gli editori potrebbero arrivare a chiedere cifre ben più alte. E questo va impedito. Non per un balordo principio democratico, no (o almeno, non solo): molti di noi qui a Crizia il Giovane gli farebbero un baffo; no, come detto, si tratta di conservare la qualità della letteratura (cioè della cultura, dell'arte).

 

Inoltre, un altro punto da evidenziare è che, idealmente parlando, gli editori non fossero per noi autori (aspiranti e non) starebbero tutti in mezzo a una strada. E' un discorso un po' marxista, ma che ci vuoi fare, è questo il punto: come non esiste una impresa senza operai, così non esiste editoria senza scrittori. Siamo noi scrittori che abbiamo 'il coltello dalla parte del manico': nostro è il prodotto, nostra l'arte, nostra la causa prima che genera l'industria editoriale. Noi forniamo il prodotto, l'editore dalla sua mette (o dovrebbe mettere) editing, stampa, distribuzione e promozione e ci si dividono gli (eventuali) incassi.

E' ovvio e pacifico che all'editore vada la fetta più grossa: ha molte spese da sostenere, mentre noialtri quasi nessuna. Ma è qui il punto: le case editrici non sono tipografie, il loro guadagno proviene dalla vendita del libro, non dalla sua stampa.

Non c'è alcun motivo quindi per lasciare che gli editori si prendano questo coltello che noi abbiamo e che si instauri un sistema in cui si sia costretti a pagare per pubblicare. Certo l'EAP è legale, ma, passami di nuovo la terminologia marxista, noi dobbiamo fare i nostri interessi di classe e cercare un equilibrio che sia proficuo sia per gli autori che per gli editori. E noi non pensiamo che tale equilibrio risieda nella legalissima EAP.

 

Per noi quindi ogni autore che pubblica a pagamento è una sconfitta, un passo in avanti verso quel sistema di cui sopra. Comprenderai allora la nostra apprensione quando leggiamo di te che prendi in considerazione un'offerta a pagamento: ogni tanto siamo un po' schietti, sì, ma capisci che ci muoviamo nel tuo e nel nostro interesse.  ;)

 

Qualcuno certo potrebbe rispondere: "eh va bene, ma l'editore mi offre un servizio, è giusto che io paghi per averlo." Un ragionamento un pochino sciocco, converrai: a questo punto, uno si fa editore di sé stesso e prende personalmente contatto con un editor per l'editing e con una tipografia per la stampa e ci si autopubblica. Tagliamo l'inutile intermediario insomma: come vedi, l'EAP non ha proprio ragion d'essere.

 

Ci sono poi anche motivazioni personali.

L'artista (cioè ogni essere umano che si trovi anche solo momentaneamente a ricoprire tale funzione) si trova sempre in una posizione difficile: egli produce qualcosa, cioè letteralmente ricaccia fuori qualcosa da dentro di sé. Come è ovvio e naturale (e saltando qui certi meccanismi psicologici), ad ogni artista piace che la sua opera sia conosciuta ed apprezzata. Nel nostro ambito, per noi è la soddisfazione di avere la propria opera conclusa, pubblicata e diffusa: penso che questi siano i tre grandi obiettivi che, se raggiunti, rendono davvero uno scrittore soddisfatto (felice no, perché non credo nella felicità, ma questo è un problema mio  :asd:).

Quanta fretta però abbiamo di raggiungere questi obiettivi? Ed inoltre, abbiamo l'umiltà di accettare che magari la nostra opera non è pronta o degna della pubblicazione? Perché altrimenti, la pubblicazione a pagamento diverrebbe un modo facile e veloce di appagare il nostro ego. Un po' come chi in altri tempi acquisiva titoli nobiliari pagando. E penso che l'EAP un poco ci marci (sempre legalmente) sull'ego delle persone.

Questo però non mi pare possa riguardarti, maurice. Non sei spinto cioè dall'ego, anzi, da come hai detto, hai ricevuto molti apprezzamenti e critiche positive riguardo la tua opera: devi esserne molto orgoglioso e io stesso ne sono molto felice per te.  ;)

 

E allora pensiamoci un attimo: la tua opera vale, quantomeno abbastanza da meritare una pubblicazione, e lo sai. Non vale forse allora abbastanza da meritare una pubblicazione free? Non è anche tanto convincente da rassicurare uno o più editori tanto da smuoverli ad investire sul tuo prodotto e a proporti un contratto free? Secondo me sì; come ti hanno già detto, si tratta solo di avere pazienza, confrontare le varie proposte (soprattutto riguardo ad editing, distribuzione e promozione) e (spesso) aspettare. :OO:

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Possibilità di acquisto e obbligo sono due parole molto diverse. Tutti gli autori possono decidere di acquistare tre, trenta o trecento copie del proprio libro, ma nessuno dovrebbe essere obbligato. Oltretutto gli acquisti dello scrittore dovrebbero avere uno sconto sul prezzo di copertina, mentre qui mi pare di aver capito che è inesistente.

Se vogliamo dirla tutta, sarebbe bene che il contratto prevedesse delle copie omaggio per l'autore.

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Possibilità di acquisto e obbligo sono due parole molto diverse. Tutti gli autori possono decidere di acquistare tre, trenta o trecento copie del proprio libro, ma nessuno dovrebbe essere obbligato. Oltretutto gli acquisti dello scrittore dovrebbero avere uno sconto sul prezzo di copertina, mentre qui mi pare di aver capito che è inesistente.

 

Dopo quelle dieci copie, qualsiasi acquisto da parte dell'autore viene scontato del 30% (lo dice il contratto)

Inoltre, le pubblicazioni dopo la prima sono gratuite (questo e' solo qualcosa che ho letto in giro, se poi sia effettivamente vero non so)

 

Ora leggo il messaggio di Alex

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Potremmo stare ore a discutere del se sia corretto, dignitoso, giusto o meno pubblicare a pagamento e come e quando. Voglio però rimanere IT rivolgendomi @maurice.

 

Noi qui (io e altri, tra cui penso certamente Lem) si sta cercando di darti consiglio, poiché ci preoccupa il fatto che tu (ora sei tu, ma come te, tanti altri) possa anche solo prendere in considerazione un'offerta di pubblicazione a pagamento. Le motivazioni sono molteplici.

 

Innanzitutto, noi qui (nel WD in generale) si vuole evidenziare il fatto di come pubblicare a pagamento sia oggettivamente e potenzialmente dannosa (sebbene legalissima) per la qualità della letteratura (e cioè per la cultura): il principio che basti pagare per pubblicare qualunque cosa ha per diretta ed ovvia conseguenza la pubblicazione di opere di scarsissima qualità di autori che possono permettersi il lusso di pagare per essere pubblicati, a discapito di opere di alta qualità di autori che purtroppo non sempre hanno i mezzi economici per garantirsi una pubblicazione a pagamento; nel tuo caso si parla di poche centinaia di euro, ma possiamo ben immaginare che se un tale sistema si affermasse diffusamente, gli editori potrebbero arrivare a chiedere cifre ben più alte. E questo va impedito. Non per un balordo principio democratico, no (o almeno, non solo): molti di noi qui a Crizia il Giovane gli farebbero un baffo; no, come detto, si tratta di conservare la qualità della letteratura (cioè della cultura, dell'arte).

 

Inoltre, un altro punto da evidenziare è che, idealmente parlando, gli editori non fossero per noi autori (aspiranti e non) starebbero tutti in mezzo a una strada. E' un discorso un po' marxista, ma che ci vuoi fare, è questo il punto: come non esiste una impresa senza operai, così non esiste editoria senza scrittori. Siamo noi scrittori che abbiamo 'il coltello dalla parte del manico': nostro è il prodotto, nostra l'arte, nostra la causa prima che genera l'industria editoriale. Noi forniamo il prodotto, l'editore dalla sua mette (o dovrebbe mettere) editing, stampa, distribuzione e promozione e ci si dividono gli (eventuali) incassi.

E' ovvio e pacifico che all'editore vada la fetta più grossa: ha molte spese da sostenere, mentre noialtri quasi nessuna. Ma è qui il punto: le case editrici non sono tipografie, il loro guadagno proviene dalla vendita del libro, non dalla sua stampa.

Non c'è alcun motivo quindi per lasciare che gli editori si prendano questo coltello che noi abbiamo e che si instauri un sistema in cui si sia costretti a pagare per pubblicare. Certo l'EAP è legale, ma, passami di nuovo la terminologia marxista, noi dobbiamo fare i nostri interessi di classe e cercare un equilibrio che sia proficuo sia per gli autori che per gli editori. E noi non pensiamo che tale equilibrio risieda nella legalissima EAP.

 

Per noi quindi ogni autore che pubblica a pagamento è una sconfitta, un passo in avanti verso quel sistema di cui sopra. Comprenderai allora la nostra apprensione quando leggiamo di te che prendi in considerazione un'offerta a pagamento: ogni tanto siamo un po' schietti, sì, ma capisci che ci muoviamo nel tuo e nel nostro interesse.  ;)

 

Qualcuno certo potrebbe rispondere: "eh va bene, ma l'editore mi offre un servizio, è giusto che io paghi per averlo." Un ragionamento un pochino sciocco, converrai: a questo punto, uno si fa editore di sé stesso e prende personalmente contatto con un editor per l'editing e con una tipografia per la stampa e ci si autopubblica. Tagliamo l'inutile intermediario insomma: come vedi, l'EAP non ha proprio ragion d'essere.

 

Ci sono poi anche motivazioni personali.

L'artista (cioè ogni essere umano che si trovi anche solo momentaneamente a ricoprire tale funzione) si trova sempre in una posizione difficile: egli produce qualcosa, cioè letteralmente ricaccia fuori qualcosa da dentro di sé. Come è ovvio e naturale (e saltando qui certi meccanismi psicologici), ad ogni artista piace che la sua opera sia conosciuta ed apprezzata. Nel nostro ambito, per noi è la soddisfazione di avere la propria opera conclusa, pubblicata e diffusa: penso che questi siano i tre grandi obiettivi che, se raggiunti, rendono davvero uno scrittore soddisfatto (felice no, perché non credo nella felicità, ma questo è un problema mio  :asd:).

Quanta fretta però abbiamo di raggiungere questi obiettivi? Ed inoltre, abbiamo l'umiltà di accettare che magari la nostra opera non è pronta o degna della pubblicazione? Perché altrimenti, la pubblicazione a pagamento diverrebbe un modo facile e veloce di appagare il nostro ego. Un po' come chi in altri tempi acquisiva titoli nobiliari pagando. E penso che l'EAP un poco ci marci (sempre legalmente) sull'ego delle persone.

Questo però non mi pare possa riguardarti, maurice. Non sei spinto cioè dall'ego, anzi, da come hai detto, hai ricevuto molti apprezzamenti e critiche positive riguardo la tua opera: devi esserne molto orgoglioso e io stesso ne sono molto felice per te.  ;)

 

E allora pensiamoci un attimo: la tua opera vale, quantomeno abbastanza da meritare una pubblicazione, e lo sai. Non vale forse allora abbastanza da meritare una pubblicazione free? Non è anche tanto convincente da rassicurare uno o più editori tanto da smuoverli ad investire sul tuo prodotto e a proporti un contratto free? Secondo me sì; come ti hanno già detto, si tratta solo di avere pazienza, confrontare le varie proposte (soprattutto riguardo ad editing, distribuzione e promozione) e (spesso) aspettare. :OO:

Sinceramente amo la schiettezza, quindi assolutamente i vostri commenti sono ottimi per un confronto e una riflessione personale.

Riguardo al non accettare proposte EAP, confermo cio' che hai detto. Il fatto che chiedesse solo 190 pero' mi ha lasciato intendere che forse dei miei soldi non ci campano poi cosi' tanto, ma ho capito ch enon si sta parlando solo di me e ricordo anche che il massimo che mi hanno chiesto e' stato 1300 euro, che economicamente non posso neanche permettermi, mentre il minimo e' un contratto free, ma solo da ebook e sinceramente non apprezzo molto gli altri lavori nella collana in cui sarei inserito.

Vorrei poi dire che il tuo ragionamento sulla teoria marxista e' azzeccato, anche un po' macabro per certi versi.

Sono nuovo nell'ambiente e cerco davvero di non cadere in imbrogli, quindi sono sorpreso di sapere che pubblicare con una qualsiasi EAP (o doppio binario, a quanto pare) distruggerebbe non solo le mie possibilita' ma anche relativamente quelle di tutti gli aspiranti scrittori esordienti,

Forse hai ragione, devo solo credere quel poco in piu' nel mio lavoro e attendere.

Grazie davvero per il tuo tempo e scusami se la risposta non e' all'altezza ahahah

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Grazie davvero per il tuo tempo e scusami se la risposta non e' all'altezza ahahah

 

Sono io che sono prolisso, tranquillo, ne sono cosciente ahimè. :asd:  

 

 

Voglio tornare però ancora più IT e ragionare su ciò che maurice ci ha riferito:

Ho chiesto per l'editing piu' che altro perche' sul sito dicevano che avrebbero collaborato con l'autore (Il nostro punto di forza è il contatto diretto con gli autori, far sì che i vostri lavori siano il trait-d'union ideale con noi, parlarne e decidere insieme nel rispetto del nostro progetto editoriale e, soprattutto, nel sapere che ogni lavoro possiede una propria dignità che non va calpestata") mentre nel contratto appariva una dicitura che diceva che l'editing era a scelta insindacabile dell'Editore.

Mi han risposto molto cordialmente, spiegandomi che era un modo per "bloccare" scrittori troppo invadenti e mi hanno anche informato che scelgono testi che han bisogno solo di un lavoro d'editing molto lieve, ma con una solida impalcatura narrativa gia' impostata nel documento originale.

 

Sarebbe interessante avere da qualcuno esperienze dirette sull'editing, perché quel che leggo mi fa un momento grattare il pizzetto.  :umhh:

Spiego i miei dubbi.

Ignoriamo ciò che si afferma sul sito, poiché de iure e de facto vale quanto aria fritta: quel che conta infatti è il contratto.

maurice ci riferisce che nel contratto si afferma che l'editing è a scelta insindacabile dell'editore. Anche a me come a maurice questo punto desta sospetto e preoccupazione; non so maurice, ma per quanto mi riguarda, mi preoccupa questo punto in quanto abbinato al fatto che parliamo di un'offerta a pagamento. Cioè non solo c'è da pagare per pubblicare, ma pure l'editore si riserva l'inappellabile diritto a fare dell'opera dell'autore quel che vuole: questo non è l'ideale, poiché, come persino un estraneo come me sa, capita non poco raramente che l'editore proponga modifiche più o meno importanti; è essenziale quindi che il confronto sull'editing tra autore ed editore possa svolgersi alla pari, per poterci essere.

 

Anche la loro risposta alla conseguente mail di maurice mi insospettisce.

[...] mi hanno anche informato che scelgono testi che han bisogno solo di un lavoro d'editing molto lieve, ma con una solida impalcatura narrativa gia' impostata nel documento originale. 

 

Già la terminologia è sospetta, poiché dice tutto e dice niente (cioè non è chiara e precisa come invece vorrebbe il caro vecchio Aristotele). L'ambiguità a me sembra palese, cioè mi sembra che si possano (sott)intendere due cose diverse ed opposte.

1) Prendono in considerazione solo testi che già così hanno una buona trama e non richiedono altro se non la solita correzione degli errori (e, forse, dello stile).

2) A priori della qualità del testo, de facto non si fa un'editing approfondito, limitandosi ad una revisione sommaria dei refusi.

La prima pare l'interpretazione corretta e voluta, ma non vorrei che sia solo una perifrasi retorica che celi un'amara realtà. Un po' sono diffidente io di mio e un po' il dare un'esame di filologia classica incentrato sulla retorica antica mi ha deformato, quindi magari mi sbaglio. Però appunto, sarebbe bene avere conferme e smentite da parte di chi ha pubblicato con la Montag e che sappia quindi dirci qualcosa di più preciso sull'editing che fanno effettivamente.

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Forse andrò O.T. quindi mi scuso, ma lo considero un ulteriore consiglio a Maurice.

Proprio ora sto ascoltando il video di un'intervista a Gianrico Carofiglio, il quale anche lui sconsiglia espressamente di pubblicare a pagamento.

 

Il video è facilmente reperibile su youtube con il titolo: "Come non si scrive un romanzo: gli sconsigli di Gianrico Carofiglio".

L'opinione sulle pubblicazioni con contributo è intorno al minuto 8.

Dice "…parlo di case editrici vere, perché una cosa che possiamo dire subito agli aspiranti scrittori è non pubblicate a pagamento, è un modo sicuro al 100% per non andare da nessuna parte e riempire un po' le tasche di case editrici che potrebbero chiamarsi stampatori"

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Ospite Signor Ford

Guarda, per me puoi fare quello che vuoi, ovunque nel mondo letterario nostrano si dice che pagare per pubblicare non sia l'ideale per esordire e sia moralmente scorretto, ma non è reato, per cui fai come credi. Qui non si è d'accordo per pagare per pubblicare, il forum è nato con questa filosofia, e possiamo anche parlare per pagine e pagine del bene o del male di sborsare o meno 200 o 2000 euro per vedere il proprio nome pubblicato a caratteri maiuscoli in copertina, che la sostanza non cambia: non conta l'importo, ma il gesto, che è e rimane comprarsi la pubblicazione coi soldi. Punto. E te lo dice uno che ha rifiutato a suo tempo le proposte EAP per quanto allettanti, anche preso in considerazione l'argomento, visto che condividiamo il genere LGBT entrambi. E ti dirò di più, ne ho pubblicati tre (quattro a breve) e tutti senza pagare. Sacrosante le tue scelte, sacrosante le tue posizioni, se intendi procedere, buona strada. Ma le alternative esistono.

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Grazie davvero per il tuo tempo e scusami se la risposta non e' all'altezza ahahah

 

Sono io che sono prolisso, tranquillo, ne sono cosciente ahimè. :asd:  

 

 

Voglio tornare però ancora più IT e ragionare su ciò che maurice ci ha riferito:

Ho chiesto per l'editing piu' che altro perche' sul sito dicevano che avrebbero collaborato con l'autore (Il nostro punto di forza è il contatto diretto con gli autori, far sì che i vostri lavori siano il trait-d'union ideale con noi, parlarne e decidere insieme nel rispetto del nostro progetto editoriale e, soprattutto, nel sapere che ogni lavoro possiede una propria dignità che non va calpestata") mentre nel contratto appariva una dicitura che diceva che l'editing era a scelta insindacabile dell'Editore.

Mi han risposto molto cordialmente, spiegandomi che era un modo per "bloccare" scrittori troppo invadenti e mi hanno anche informato che scelgono testi che han bisogno solo di un lavoro d'editing molto lieve, ma con una solida impalcatura narrativa gia' impostata nel documento originale.

 

Sarebbe interessante avere da qualcuno esperienze dirette sull'editing, perché quel che leggo mi fa un momento grattare il pizzetto.  :umhh:

Spiego i miei dubbi.

Ignoriamo ciò che si afferma sul sito, poiché de iure e de facto vale quanto aria fritta: quel che conta infatti è il contratto.

maurice ci riferisce che nel contratto si afferma che l'editing è a scelta insindacabile dell'editore. Anche a me come a maurice questo punto desta sospetto e preoccupazione; non so maurice, ma per quanto mi riguarda, mi preoccupa questo punto in quanto abbinato al fatto che parliamo di un'offerta a pagamento. Cioè non solo c'è da pagare per pubblicare, ma pure l'editore si riserva l'inappellabile diritto a fare dell'opera dell'autore quel che vuole: questo non è l'ideale, poiché, come persino un estraneo come me sa, capita non poco raramente che l'editore proponga modifiche più o meno importanti; è essenziale quindi che il confronto sull'editing tra autore ed editore possa svolgersi alla pari, per poterci essere.

 

Anche la loro risposta alla conseguente mail di maurice mi insospettisce.

[...] mi hanno anche informato che scelgono testi che han bisogno solo di un lavoro d'editing molto lieve, ma con una solida impalcatura narrativa gia' impostata nel documento originale. 

 

Già la terminologia è sospetta, poiché dice tutto e dice niente (cioè non è chiara e precisa come invece vorrebbe il caro vecchio Aristotele). L'ambiguità a me sembra palese, cioè mi sembra che si possano (sott)intendere due cose diverse ed opposte.

1) Prendono in considerazione solo testi che già così hanno una buona trama e non richiedono altro se non la solita correzione degli errori (e, forse, dello stile).

2) A priori della qualità del testo, de facto non si fa un'editing approfondito, limitandosi ad una revisione sommaria dei refusi.

La prima pare l'interpretazione corretta e voluta, ma non vorrei che sia solo una perifrasi retorica che celi un'amara realtà. Un po' sono diffidente io di mio e un po' il dare un'esame di filologia classica incentrato sulla retorica antica mi ha deformato, quindi magari mi sbaglio. Però appunto, sarebbe bene avere conferme e smentite da parte di chi ha pubblicato con la Montag e che sappia quindi dirci qualcosa di più preciso sull'editing che fanno effettivamente.

 

 

 

Forse andrò O.T. quindi mi scuso, ma lo considero un ulteriore consiglio a Maurice.

Proprio ora sto ascoltando il video di un'intervista a Gianrico Carofiglio, il quale anche lui sconsiglia espressamente di pubblicare a pagamento.

 

Il video è facilmente reperibile su youtube con il titolo: "Come non si scrive un romanzo: gli sconsigli di Gianrico Carofiglio".

L'opinione sulle pubblicazioni con contributo è intorno al minuto 8.

Dice "…parlo di case editrici vere, perché una cosa che possiamo dire subito agli aspiranti scrittori è non pubblicate a pagamento, è un modo sicuro al 100% per non andare da nessuna parte e riempire un po' le tasche di case editrici che potrebbero chiamarsi stampatori"

 

 

Guarda, per me puoi fare quello che vuoi, ovunque nel mondo letterario nostrano si dice che pagare per pubblicare non sia l'ideale per esordire e sia moralmente scorretto, ma non è reato, per cui fai come credi. Qui non si è d'accordo per pagare per pubblicare, il forum è nato con questa filosofia, e possiamo anche parlare per pagine e pagine del bene o del male di sborsare o meno 200 o 2000 euro per vedere il proprio nome pubblicato a caratteri maiuscoli in copertina, che la sostanza non cambia: non conta l'importo, ma il gesto, che è e rimane comprarsi la pubblicazione coi soldi. Punto. E te lo dice uno che ha rifiutato a suo tempo le proposte EAP per quanto allettanti, anche preso in considerazione l'argomento, visto che condividiamo il genere LGBT entrambi. E ti dirò di più, ne ho pubblicati tre (quattro a breve) e tutti senza pagare. Sacrosante le tue scelte, sacrosante le tue posizioni, se intendi procedere, buona strada. Ma le alternative esistono.

 

Scusate per l'assenza ma ero a letto. Passo a rispondere.

@Alexander91 - credo si riferissero soprattutto sulle scelte grafiche, dato che alla mia chiesta di spiegazioni su quella clausola han afferrmato la questione della copertina, che volendo potevo proporne una mia (sempre se possedevo i diritti) ma che se ne deve discutere assieme.

Sul fatto delle due ipotesi, sono abbastanza sicuro della prima. Non pubblicano tantissimi libri, quindi mi sembra che la selezione ci sia (o che poche persone si siano decise a inviare, ma lo trovo improbabile dato che della Montag hanno parlato spesso e anche bene). Inoltre, tutte le opere hanno una linea ben delineata, quindi non credo siano la EAP che pubblica tutto e tutti senza neanche preoccuparsi di leggere (in quel caso, non chiederebbe "soltanto" 200 euro, a mio parere, e si impegnerebbero nell'editing, dato che molti loro libri recensiti sono criticati proprio sulla quasi assenza di questo).

@Denise, credo di aver visto quel video, tipo attorno allo scorso gennaio, perche' mi ricordo il volto e alcune frasi che ha detto. Comunque per me si fa di tutta l'erba un fascio, ci sono libri di EAP che sono scritti ed editi molto bene come ci sono alcuni delle free che sembrano davvero usciti da un normale stampatore.

@Fra', alla luce di questi fatti, credo di aver capito che ai colleghi non importi se paghi 200 o 2000 euro, e' piu' un fatto simbolico. Detto cio', scusa l'OT, ma solo io non trovo editori LGBT non a pagamento?

Cioe', parto dal presupposto che sono contrario alle case esclusivamente LGBT, ma che la Playground sarebbe stato il mio sogno (troppo male che la Fandango se la sia assorbita  :perchè:

Per esempio, nella lista LGBT di questo sito (http://www.writersdream.org/editori-di-genere-2/)%C2'> appare alcun risultato e facendo una ricerca veloce  anche in rete ho davvero difficolta' a trovare CE che pubblichino quel genere, anche solo in una collana a parte (sempre parlando di free) che non siano chiuse. Ovviamente io provo anche con le CE "fuori dal genere", dato che penso che la soddisfazione maggiore sarebbe essere considerato da una ce che non pubblica solo storie m/m o f/f, ma seleziona romanzi che possano intrattenere.

Grazie a tutti, questo dibattito mi e' stato molto utile  :flower:

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Carofiglio non parla del valore dell'opera, ma della pubblicazione a pagamento, che il romanzo effettivamente valga o no. Anzi, per come l'ho inteso io, è ancora peggio pubblicare un romanzo che vale con un eap perchė l'eap, da sola, lo sminuisce. Lui dice che "non si va da nessuna parte", non che i libri stampati dalle ce a pagamento non siano buoni prodotti.

Il mio intervento era per farti capire ulteriormente che pubblicare in questo modo non è un bel biglietto da visita nei confronti di nessuno, scrittori compresi.

Per quanto riguarda l'argomento trattato nel tuo romanzo, io dubito che attualmente esistano case editrici che non siano disposte a pubblicare titoli con questo tema. Anzi, mi pare di ricordare che uno dei testi selezionati dal talent per scrittori della Rai (Masterpiece) narrasse proprio una storia omosessuale. Mi riferisco al libro di Agnese Peretto, se non ricordo male, e il finalista di quel programma avrebbe pubblicato con Bompiani. Pertanto, direi che puoi presentarlo a qualunque casa editrice che pubblichi il genere fiction. Tutto quello che devi fare ora, per come la vedo io, è avere pazienza. E con pazienza intendo concederti almeno un anno per piazzare il manoscritto. Io, tra agente, editing, ricerca delle ce e attesa delle risposte, mi sono concessa questo intervallo di tempo e ho deciso di mettermi tranquilla e iniziare un altro romanzo. Questo, intanto, potrà fare il suo corso e trovare la strada migliore.

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Carofiglio non parla del valore dell'opera, ma della pubblicazione a pagamento, che il romanzo effettivamente valga o no. Anzi, per come l'ho inteso io, è ancora peggio pubblicare un romanzo che vale con un eap perchė l'eap, da sola, lo sminuisce. Lui dice che "non si va da nessuna parte", non che i libri stampati dalle ce a pagamento non siano buoni prodotti.

Il mio intervento era per farti capire ulteriormente che pubblicare in questo modo non è un bel biglietto da visita nei confronti di nessuno, scrittori compresi.

Per quanto riguarda l'argomento trattato nel tuo romanzo, io dubito che attualmente esistano case editrici che non siano disposte a pubblicare titoli con questo tema. Anzi, mi pare di ricordare che uno dei testi selezionati dal talent per scrittori della Rai (Masterpiece) narrasse proprio una storia omosessuale. Mi riferisco al libro di Agnese Peretto, se non ricordo male, e il finalista di quel programma avrebbe pubblicato con Bompiani. Pertanto, direi che puoi presentarlo a qualunque casa editrice che pubblichi il genere fiction. Tutto quello che devi fare ora, per come la vedo io, è avere pazienza. E con pazienza intendo concederti almeno un anno per piazzare il manoscritto. Io, tra agente, editing, ricerca delle ce e attesa delle risposte, mi sono concessa questo intervallo di tempo e ho deciso di mettermi tranquilla e iniziare un altro romanzo. Questo, intanto, potrà fare il suo corso e trovare la strada migliore.

 

Esatto, io lo propongo un po' ovunque, si vedra'.

Comunque hai ragione, devo solo avere pazienza e incrociare le dita. 

Sto gia' lavorando a un'altra storia, oltre che a un seguito di questo primo romanzo perche' ha un finale molto aperto e poi mi sono affezionato ai personaggi ahahaha

Quindi si', credo sia giusto scrivere durante l'attesa, anche se la voglia di pubblicare mi ispira tantissimo

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@Alexander91 - credo si riferissero soprattutto sulle scelte grafiche, dato che alla mia chiesta di spiegazioni su quella clausola han afferrmato la questione della copertina, che volendo potevo proporne una mia (sempre se possedevo i diritti) ma che se ne deve discutere assieme.

Sul fatto delle due ipotesi, sono abbastanza sicuro della prima. Non pubblicano tantissimi libri, quindi mi sembra che la selezione ci sia (o che poche persone si siano decise a inviare, ma lo trovo improbabile dato che della Montag hanno parlato spesso e anche bene). Inoltre, tutte le opere hanno una linea ben delineata, quindi non credo siano la EAP che pubblica tutto e tutti senza neanche preoccuparsi di leggere (in quel caso, non chiederebbe "soltanto" 200 euro, a mio parere, e si impegnerebbero nell'editing, dato che molti loro libri recensiti sono criticati proprio sulla quasi assenza di questo).

 

Capito: come volevasi dimostrare, ero troppo diffidente io.  :asd:

Grazie del chiarimento.  : Chessygrin :

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Ho da poco ricevuto una proposta totalmente free da questa casa editrice. Ho rifiutato solo perché sono già in trattative con un'altra, ma il contratto mi è sembrato molto onesto e trasparente. L'impressione che mi ha fatto la Montag è ottima.

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Pubblicherò il mio secondo con Montag. Avevo ricevuto altre proposte, ma questa CE secondo me è molto attenta ai dettagli, anche se come tutte fa poca promozione.

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Pubblicherò il mio secondo con Montag. Avevo ricevuto altre proposte, ma questa CE secondo me è molto attenta ai dettagli, anche se come tutte fa poca promozione.

 

Complimenti!

 

Quanto ci hanno messo a risponderti? Io sto ancora aspettando; leggendo dal loro sito, alla voce "Invio Manoscritti", sembra che rispondano a tutti, sia in caso di esito positivo che negativo… Qualcuno ne sa qualcosa?

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Solitamente 3 mesi. Se non ricordo male. Non so se rispondano anche in caso di esito negativo.

 

Grazie, allora credo che non rispondano in caso di esito negativo e quindi sono stata scartata. :)

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ho ricevuto pochi giorni fa una proposta totalmente free. mi hanno risposto in poco piu di due settimane. Ottimo contratto.

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è venuto alla luce il mio romanzo con la suddetta casa editrice. Che dire: esperienza positivissima fin'ora!

I libri sono bellissimi da vedere, di ottima qualità.

Come ho già detto in precedenza non ho sborsato un solo euro per pubblicare.

Soddisfattissimo!

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Ho ricevuto anch'io una proposta completamente free qualche giorno fa per il mio primo libro.

Il contratto è semplice e chiaro, confermo l'impressione di Gigi.

Il contatto email che ho avuto con l'editore è stato del tutto cordiale, preciso e puntuale.

Sto ovviamente valutando il contratto alla luce di altre proposte che ho ricevuto.

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Ho pubblicato ben due volte con questa casa editrice negli ultimi tre anni, non capisco perché si trovi nella sezione degli editori a doppio binario. Non chiedono il ben che minimo contributo, almeno dal 2013 a questa parte; non ha proprio senso che rimanga qui.

Montag è un editore onesto, corretto, cura molto bene le pubblicazioni, ed è ben distribuito.

Chiedo agli amministratori che venga spostato nella sezione adatta.

Grazie

Ginevra

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Viste le numerose segnalazioni e il cambio rotta di politica dell'anno scorso, sposto in free. 

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La mia esperienza con la casa editrice Montag è recentissima. Editore serio, affidabile e assolutamente free. Oltre a curare il lavoro, ciò che ho apprezzato maggiormente è la possibilità di dialogo e concertazione su aspetti salienti della pubblicazione, come editing e scelta della cover.

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Ciao @Nadia1979 , noto che è il tuo primo post. Di solito chiediamo ai neo-arrivati di presentarsi nella sezione Ingresso prima di interagire con il resto della comunità.

Ti attendiamo per poterti dare il benvenuto ufficiale. :)

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Ho ricevuto oggi una proposta di pubblicazione da questa casa editrice ed è completamente free, senza peraltro obbligo di acquisto di copie. Il contratto mi sembra buono. Mi prenderò qualche giorno di tempo per valutare l'offerta ma credo che l'accetterò. 

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Ho appena ricevuto una proposta di contratto completamente free da parte dell'Editore, ma alcuni punti mi fanno titubare.

1) La proposta è arrivata a poco più di una settimana dall'invio del romanzo. Non è un romanzo lungo (140 pagine), ma una settimana, alla luce degli eventuali impegni di una Casa Editrice, mi sembra poco. Con questo non voglio intendere che non l'abbiano letto, magari hanno un comitato di lettura particolarmente veloce, ma il dubbio credo sia legittimo.

2) La proposta implica la pubblicazione attraverso pseudonimo. E fin qui poco male, si potrebbe pensare, se non fosse che lo pseudonimo è di donna. Dunque è più che altro la proposta per essere un ghostwriter.

A voi le conclusioni.

 

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