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Tinucci

Richiesta consulenza medica per editing racconto (urgente)

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Ciao a tutti,

salvatemi vi prego:

ho URGENTISSIMO bisogno di una consulenza medica per l'editing di un racconto (che devo consegnare tra meno di 24 ore). Mi sta venendo il dubbio di aver scritto una cavolata.

La cosa è così: una donna muore in ospedale, il giovane dottore sospetta che il decesso non sia avvenuto per cause naturali e fa fare delle analisi (post-mortem), da cui si scopre che la tipa è stata uccisa con l'insulina; solo dopo fanno la denuncia e l'autopsia.
Tre domande:
1)è possibile che un medico faccia di sua iniziativa delle analisi post mortem (al di fuori dell'autopsia) per stabilire le cause della morte di un paziente?
2)Nello specifico, si possono fare analisi tossicologiche post mortem che rivelino un'overdose di insulina?
3)Infine chi è che ordina l'autopsia esattamente? Ed è il personale medico dello stesso ospedale a effettuarla?

Se riuscite a rispondermi entro stasera vi faccio un monumento (e avrete un bonus per telefonarmi anche in piena notte per conoscere tutte le più segrete procedure burocratiche dei concorsi a cattedre e dei Consigli di Istituto, quando starete scrivendo un romanzo ambientato nelle scuole).

:fuma: *fuma nervosamente nell'attesa*

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Risolto i miei dubbi con una piccola ricerca e con l'aiuto di un amico medico: il medico può fare indagini diagnostiche post mortem, in casi particolari (ad esempio se sospetta una morte non naturale o una malattia infettiva); però l'overdose da insulina non è direttamente rilevabile dopo la morte (o forse lo è ma con metodi molto complicati). L'autopsia invece viene eseguita per disposizione dell'autorità giudiziaria.

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Una volta ero in pronto soccorso per un infortunio. Mentre aspettavo è arrivata un'ambulanza, scena tipo ER, e dopo un'oretta è uscita una dottoressa (la privacy questa sconosciuta). C'era un uomo e gli ha detto che la donna era morta (presumo fosse la moglie) per un infarto o qualcosa di simile. Gli ha detto che siccome era giovane, sospettavano una malformazione congenita e quindi, visto che avevano dei figli, chiedeva l'autorizzazione a fare l'autopsia.

Da qui non si dirti che altra burocrazia ci sia, ma ne deduco che un'autopsia possa essere richiesta da un qualsiasi medico. Ne dedurrei anche che eventuali analisi post-mortem possano essere fatte solo durante l'autopsia.

Tuttavia, nel caso dell'insulina, potresti cavartela facendogli prelevare una goccia di sangue e utilizzare una macchinetta per il controllo della glicemia (ne hanno a pacchi): se non prendo fischi per fiaschi, la morte per ipoglicemia è abbastanza caratteristica e quindi può venirgli direttamente il sospetto.

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Quando avviene un decesso viene sempre chiamato il medico legale che deve redigere un documento cosiddetto istat con le cause del decesso stesso e lo invia al comune e alla procura. Lo so perché ho appena avuto un lutto. Se è tutto regolare si procede come di norma con il funerale, se ci sono dei dubbi, è la procura che attraverso questo documento richiede degli ulteriori accertamenti.

Almeno così mi hanno spiegato recentemente.

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Avete ragione ma non completamente.

 

Risolto i miei dubbi con una piccola ricerca e con l'aiuto di un amico medico: il medico può fare indagini diagnostiche post mortem, in casi particolari (ad esempio se sospetta una morte non naturale o una malattia infettiva); però l'overdose da insulina non è direttamente rilevabile dopo la morte (o forse lo è ma con metodi molto complicati). L'autopsia invece viene eseguita per disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

Il medico può fare indagini diagnostiche post mortem che si limitino soltanto ad un esame esterno e nemmeno troppo approfondito.

Quando, per una qualsiasi ragione, il medico ritiene che la morte non sia naturale deve immediatamente riferire all'A.G. e lo fa con un documento che si chiama referto.

Il semplice esame esterno del cadavere ( o anche detta ispezione cadaverica) è un atto che compete al magistrato il quale nomina attraverso una corretta procedura il medico legale che deve effettuarlo.

Può effettuare l'atto direttamente, avvalendosi ovviamente dell'ausilio del medico legale oppure può delegare la Polizia Giudiziaria al compimento dell'atto. 

Probabilmente le indagini diagnostiche a cui si riferisce il tuo amico medico sono quelle relative all'analisi di eventuali prelievi, ematici o organici, effettuati quando il paziente era in vita.

 

Una volta ero in pronto soccorso per un infortunio. Mentre aspettavo è arrivata un'ambulanza, scena tipo ER, e dopo un'oretta è uscita una dottoressa (la privacy questa sconosciuta). C'era un uomo e gli ha detto che la donna era morta (presumo fosse la moglie) per un infarto o qualcosa di simile. Gli ha detto che siccome era giovane, sospettavano una malformazione congenita e quindi, visto che avevano dei figli, chiedeva l'autorizzazione a fare l'autopsia.

Da qui non si dirti che altra burocrazia ci sia, ma ne deduco che un'autopsia possa essere richiesta da un qualsiasi medico. Ne dedurrei anche che eventuali analisi post-mortem possano essere fatte solo durante l'autopsia.

Tuttavia, nel caso dell'insulina, potresti cavartela facendogli prelevare una goccia di sangue e utilizzare una macchinetta per il controllo della glicemia (ne hanno a pacchi): se non prendo fischi per fiaschi, la morte per ipoglicemia è abbastanza caratteristica e quindi può venirgli direttamente il sospetto.

 

La richiesta di autorizzazione ad effettuare l'autopsia rivolta ai familiari delle persone decedute in ospedale è soltanto a scopo scientifico ossia per necessità di studio.

Quel tipo di autopsia richiede che la salma del deceduto venga "donata" (che brutto termine) agli istituti di ricerca, alle sale anatomiche oppure alle università mediche affinché, attraverso l'autopsia, sia resa evidente la patologia che ha provocato la morte (nel tuo caso l'infarto).

Per nessuna ragione può essere adibito a scopi di ricerca o di studio un cadavere la cui morte risulti sospetta o provocata.

 

Quando avviene un decesso viene sempre chiamato il medico legale che deve redigere un documento cosiddetto istat con le cause del decesso stesso e lo invia al comune e alla procura. Lo so perché ho appena avuto un lutto. Se è tutto regolare si procede come di norma con il funerale, se ci sono dei dubbi, è la procura che attraverso questo documento richiede degli ulteriori accertamenti.
Almeno così mi hanno spiegato recentemente.

 

L'istat è un modulo statistico attraverso il quale l'istituto nazionale di statistica (perdonatemi le ripetizioni burocratesi ma, credetemi, non c'è altro modo per definirlo) attua il censimento delle morti e le loro cause più ricorrenti.

Quando sentiamo che il 70 % dei morti per tumore polmonare fumava, ebbene, questo dato deriva proprio dai censimenti istat.

Tuttavia non è un documento che ha importanza legale per il magistrato, a cui il medico legale riferisce con referto.

In caso di morte sospetta il medico legale informa immediatamente il magistrato e mette la salma a sua disposizione.

Modificato da lover

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Grazie mille a tutti per le informazioni. Ho modificato il racconto in modo da evitare di dire palesi castronerie. E nei casi dubbi mi sono tenuta sul generico ;)

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@Lover! Sei un pozzo di scienza. Bello saperlo, grazie. Anche tutti gli altri mi hanno fornito begli spunti e chiarimenti. A buon rendere. Ciao.

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