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ricdil

Libri "faticosi" da leggere

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57 minuti fa, Mariafiore ha scritto:

è sempre tutto molto soggettivo e può dipendere anche dal periodo :) ma è oggettivo che siano entrambi parecchio corposi

Verissimo! La lettura è sempre soggettiva, anche se è la stessa persona che legge. E che siano due bei mattoni non ci piove. 😂😁

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CI sono dei periodi buoni e periodi cattivi. Capita di non riuscire a leggere un libro, poi con il passare del tempo, lo apri per caso, lo adori e lo divori in due giorni. 

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Adesso, EscoPocoParloMeno ha scritto:

Capita di non riuscire a leggere un libro, poi con il passare del tempo, lo apri per caso, lo adori

A me è successo con L'amante di Yehoshua. L'ho iniziato diverse volte e non ingranava. Lui mi ha aspettato pazientemente sul comodino per molto tempo, sorpassato da tanti altri libri e poi, finalmente... letto e amato. 

Ogni libro ha una storia per ogni lettore e anche questo è uno dei fascini della lettura. Un altro libro con cui ho un rapporto a dir poco strano è Avviso ai naviganti di Anne Proulx. Lo leggo un po' alla volta, quando finisco le scorte di altri libri che mi appassionano di più. Ma anche lui è lì che mi aspetta con pazienza. È un libro particolare, molto bello, ma che mi piace leggere a pezzi. La cosa curiosa è che ci sono altri libri che ho divorato nel frattempo ma che giudico meno belli o meno interessanti. Si potrebbe fare infatti una riflessione su quella che è la capacità di alcuni autori di incollare il lettore alla pagina  (abilità invidiabile, ovviamente) e il valore di un testo.Non sempre le due cose coincidono.

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citerei un libro letto di recente "La vita, istruzioni per l'uso" di George Perec. Certamente ha una sua profondità, ma mancava di qualunque cosa mi motiverebbe ad appassionarmi a un racconto, mancava la linearità e unità della trama (è una serie di racconti sotto forma di ricordi della storia delle persone che abitano gli interni di un condominio parigino), necessarie a spingermi ad affezionarmi a un determinato personaggio, dato che l'attenzione del lettore viene continuamente dispersa nella molteplicità di "microstorie" che sono portate avanti, un senso unitario che collega il tutto (importante la metafora del puzzle) certamente c'è, ma troppo ermetico, mancavano totalmente i dialoghi, che sono sempre le parti che apprezzo di più, mentre le esposizioni sono sature di descrizione degli ambienti, con sistematica catalogazione degli oggetti, con annesse citazioni geografiche, storiche, scientifiche ad esse inerenti. Ho fatto molta fatica a portarlo a termine ritrovando gli stessi fattori di difficoltà che tanto tempo fa mi avevano impedito di terminare "Se una notte di inverno un viaggiatore" di Calvino (la forte affinità stilistica è evidente, anche considerando che i due autori probabilmente si conoscevano e attingevano agli stessi ambienti letterari)

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Tengo una lista di letture e metto in grassetto i titoli più impegnativi (per non dire indigesti) ma che ho comunque portato a termine. Cito un trittico di tutto rispetto: Considerazioni di un impolitico di T. Mann, La morte di Virgilio di H. Broch e L'adolescente di Dostoevskij. Ho letto il primo durante un corso universitario monografico dedicato a Mann, il secondo per "rilassarmi" prima di un esame decisivo e l'ultimo nell'anno che ho trascorso da disoccupato. Tornassi indietro impiegherei il tempo speso magari per Broch, ma non per il mattone di Mann; per quanto riguarda Dostoevskij mille volte meglio I fratelli Karamazov.

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"Il deserto dei tartari" di Dino Buzzati e "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust. Ripresi più volte e sempre lasciati. Troppo lenti. 

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Aleph di Paulo Coelho per me è stato sempre incredibilmente faticoso. Credo sia l'unico suo testo che mi ha dato problemi. Un argomento che con sincera difficoltà sono riuscita a reggere solo per poche decine di pagine.

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I libri che mi risultano difficili da leggere sono quelli stupidi. Per stupidi intendo un "Jack frusciante è uscito dal gruppo"; proprio perché insulso e noioso se non hai 14 anni.

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Tra i capolavori citati e per me illeggibili metto:

- Ulisse di Joyce (oggettivamente è impossibile andare oltre cinque o sei pagine, ma le novelle di Gente di Dublino mi sono piaciute molto, forse perché scritte in una lingua intellegibile)

- Baudolino di Eco (l'ho finito ma solo perché Eco era Eco, la prima metà del romanzo è appassionante, la seconda devastante...)

- Proust (ho provato, ma dopo due pagine ho dovuto rinunciare, non fa per me)

Poi ci sono alcuni libri che mi sono piaciuti ma che per l'eccessiva lunghezza a un certo punto ho smesso di leggere: Il Signore degli Anelli (avevo 16-17 anni, una vita fa....però in seguito ho visto tutta la trilogia di film, anche se ho faticato un po' pure lì) e Delitto e castigo.

Moby Dick non ci ho mai provato.

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