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ricdil

Libri "faticosi" da leggere

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che bella analisi Lem! io non ci avevo mai fatto caso, eppure è vero, è proprio così O.o

 

ho un amica scrittrice e spesso seguo le sue discussioni con altri suo amici scrittori su facebook (si sono un guardone di salotto letterario virtuale) e spesso ho letto commenti come "ma dai, sono a pagina 50 e ancora non è successo nulla!"

e mi sento pieno di terrore  :asd:  perché credo di essere anche io così, cioè nel mio libro le cose importanti avvengono da metà in poi, in stile più "vecchio" (sarà che ho letto quintali di libri di fine ottocento/primi del novecento e pochi degli ultimi decenni  :nein:

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Secondo me i libri più faticosi da leggere sono quelli che ti affibbiano a scuola. Per me è sempre stato così: se anche il romanzo mi piace (evento più unico che raro, se assegnato a scuola, ma mi è capitato), non riesco a godermelo, mi sento costretta.

 

... Okay, sono andata terribilmente OT? E' che la discussione mi ha ispirato questo. :pat:

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Non direi proprio, e credo tu sostenga una grande verità.  Un romanzo che "devi" leggere parte già con il piede sbagliato, se poi l'insegnante pretende schede di lettura, riassunti e quant'altro... be' è dura che alla fine ti piaccia!  Per me è stato così per Il Vecchio e il mare, distillato nel corso di un intero anno scolastico, in terza media.  L'ho odiato, mentre ho amato tutti gli altri romanzi di Hemingway che ho letto.

 

Unica eccezione: Il Don Chisciotte che ho dovuto leggere in spagnolo all'Università.  Nonostante i due tomi sterminati e il fatto che fosse un obbligo scolastico, sono riuscito a divertirmi e l'ho amato alla follia.  Ma, non per nulla, lo colloco lassù, in cima alla scalinata dei classici, con ben pochi compagni al suo fianco.

  • Grazie 1

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Ospite Bundle
Anche a me avevano assegnato “Il vecchio e il mare” a 12 anni per le vacanze estive, l’ho odiato! È stato il primo libro “serio” che ho letto e credo sia un miracolo aver continuato a leggere altri libri dopo! Ho comunque evitato Hemingway per un decennio e solo da poco ho scoperto di adorare le altre sue opere!

 

A proposito della difficoltà nella ripetizione dei nomi negli autori sudamericani, non scherzano neanche i russi! Io amo Dostoevskij, ma quando ho letto “Umiliati e offesi” ci ho messo un po’ a districarmi tra nomi, soprannomi e cognomi dei personaggi! Ora quando inizio un romanzo russo so che probabilmente Aleksej, Sacha e Aliosha sono in effetti la stessa persona!

 

Jane Austen regna sovrana nella mia libreria  : Love 2 :  e non l’ho mai trovata lenta (forse "Persuasione"), ma è appunto una differenza di gusti e di epoche; basta pensare al ritmo di vita che avevano nel XVIII o XIX secolo in confronto a oggi, è normale che la letteratura di quegli anni rispecchi una certa concezione del tempo e un certo approccio alla realtà.

 

Per chiudere, mai finito "I tre moschettieri"! Iniziato più volte, ma mai arrivata oltre agli appuntamenti che D’Artagnan fissa per i duelli con i tre moschettieri!

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Ospite Munky

I tre moschettieri è un gioiello, un romanzo di passione e avventura, veramente fra le cose migliori mai lette. Vent'anni dopo è stato IL TRAUMA. E si che ero già avvezzo a Dumas (che quando ci si mette sa essere pesante come l'amico scemo che fa il brindisi imbarazzante al tuo matrimonio) con "Il conte di Montecristo", ma quel seguito è davvero una roba lentissima. Ora ho il Visconte di Bragelonne già sulla scrivania da un po' di mesi e, nonostante l'enorme fatica per procurarmelo (è fuori catalogo ovunque), ho un po' di timore che si riveli una delusione

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I versetti satanici.

Per adesso solo due tentativi, ma riconosco che sono partito entrambe le volte col piede sbagliato, o almeno con un approccio mentale a entusiasmo piatto, diciamo così. Spero di riuscirci un domani. Esperienze su questo titolo?

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L'ho letto da parecchio, cioè all'epoca della nota fatwa che metteva a rischio la vita dello scrittore.

Forse alcune lentezze e complicazioni c'erano. In un testo però ricco e immaginifico, "nobilitato"  da riflessioni anche profonde. Ero ansiosa di capire la faccenda dei  famosi versetti (non voglio rovinarti la suspense) che, per un laico, insomma...

Vale comunque la pena; ti consiglierei anche, più scorrevole, pure La vergogna

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Forse alcune lentezze e complicazioni c'erano.
 

Parlavo proprio di questo. Cercherò di armarmi di pazienza la prossima volta.

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L'unico libro che ho iniziato (per ben cinque volte!) e non riesco mai a terminare è La peste di Camus.

Ma prima o poi ce la farò.

Anch'io mi sono forzato quasi solo per ego a leggere libri come Guerra e Pace e Anna Karenina, ma per La peste devo proprio dirti di tenere duro.

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Comunque, un libro che mi ha fatto davvero penare è "Delitto e Castigo" di dostoevskij, che considero dannatamente bravo in opere più sintetiche come "Memorie dal sottosuolo" e "il giocatore", mentre questa corpulente opera mi ha lasciato davvero insoddisfatto.

 

Invece "I demoni" - sempre di Dosto - non sono proprio riuscito a portarlo avanti.

 

I primi tre di Proust - raccolti in un unico volume - mi hanno rovinato le giornate, tra pagine bellissime e altre - tante! - che mi facevano davvero addormentare e irritare. Non credo lo proseguirò mai.

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Quando avevo circa sette anni cominciai a leggere Ventimila leghe sotto i mari, ma non arrivai mai oltre la metà e non credo lo riprenderò in mano, a meno che i miei gusti non cambino. Credo di essere troppo influenzata da quella prima impressione negativa (noianoianoia), pur se a livello razionale riconosco che è passato molto tempo e sono maturata abbastanza per apprezzarlo, probabilmente.

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Le particelle elementari di Houllebecq. In certi punti è così pesante da cadere nel ridicolo involontario.

 

Per niente d'accordo! Ridicolo è pensare a Houellebecq (si scrive così) pesante e ridicolo. Hai provato con "Estensione del dominio della lotta"? L'ho letto dalle 10 alle 12 di una domenica, dopo un sabato trascorso a mangiare carne alla griglia e a bere sangiovese doc superiore. Houellebecq ha alleggerito la mia testa pesante.

  • Non mi piace 1

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Anch'io adoro Austin e Houellebecq! E mi sono divertita a leggerli.

Invece ho trovato INSOPPORTABILE Lessico Familiare della Natalia Ginzburg.

Noioso, pedante, autoreferenziale, inutile.... L'ho voluto leggere perchè era una scommessa con me stessa, ma dovevo alternarlo con altri libri per arrivare alla fine.

Fatto!!

  • Non mi piace 1

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"il lupo della steppa" di Hesse.
pesantissimo.
è più trattato socio-filosofico che narrativa pura. molto di più.
non che cerchi narrativa vuota, ma se la bilancia non beccheggia attorno all'equilibrio, ma pende troppo da un lato, non mi godo la storia.

 

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La Guerra degli Elfi di James H. Brennan. Lo lessi da bambina (e all'epoca divoravo tutto ciò che era fantasy senza distinzione, ero ancora ben lungi dallo sviluppare il senso critico, mi bastava che si nominasse il Piccolo Popolo per essere felice *bei tempi*) e persino allora faticai moltissimo ad arrivare alla fine. Pesante e poco coinvolgente a dir poco, considerato quanto ho scritto tra parentesi.

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Le particelle elementari di Houllebecq. In certi punti è così pesante da cadere nel ridicolo involontario.

 

Per niente d'accordo! Ridicolo è pensare a Houellebecq (si scrive così) pesante e ridicolo. Hai provato con "Estensione del dominio della lotta"? L'ho letto dalle 10 alle 12 di una domenica, dopo un sabato trascorso a mangiare carne alla griglia e a bere sangiovese doc superiore. Houellebecq ha alleggerito la mia testa pesante.

 

 

Potrei tentare, ma in tutta onestà partirei con del pregiudizio negativo. Magari fra un po' di tempo.

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Pensavo che sarebbe stato complicato e "faticoso" per me leggere La schiuma dei giorni, di Vian, perchè l'idea di un romanzo surrealista mi spaventava a morte... in realtà, è andato tutto bene e il romanzo mi è anche piaciuto molto.

Mi sono invece arenata in un romanzo che avevo sottovalutato, cioè, Vanity Fair di Thackeray... oh, non ne vengo fuori. Non ce la faccio proprio :(

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Per quello che mi riguarda invece i libri più faticosi sono i famosi "Libri estivi", ai tempi delle superiori. Trovo l'imposizione alla lettura una cosa completamente senza senso, e per di più dovevo rinunciare a libri che mi andava di leggere.

Non dimenticherò mai l'estate in cui, come libro estivo, dovevo leggere Anna Karenina di Tolstoj; nella recensione finale, che ognuno di noi doveva scrivere a testimonianza della lettura, avrei tanto voluto scrivere che avrei davvero amato quel libro: se fosse iniziato dalla fine ;-)

 

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Tento di riesumare questa discussione, il cui vero titolo dovrebbe essere "Stronca anche tu un capolavoro", perché è interessante e divertente: ad esempio, qualcuno si è talmente rotto le balle con L'isola del giorno prima da chiamarla senza accorgersene L'isola del giorno dopo (evidentemente l'inconscio ha ordinato: passiamo oltre).

 

Io sono uno di quei masochisti che si impongono di leggere fino alla fine i libri, anche se insopportabili, forse perché mi è rimasta impressa una frase che Borges attribuisce a Plinio: "non esiste un libro tanto cattivo da non poterci insegnare almeno una cosa", o forse sono tirchio e una volta spesi i soldi mi sembra di averli sprecati se non finisco la lettura, o forse sono un po' fesso (la terza, mi sa).

 

L'unico libro che ho lasciato a metà negli ultimi 10-15 anni è David Copperfield e in genere ho problemi con tutti i libri di Dickens, che per me è il terzo fratello Montgolfier.

Libro che ho terminato con grande fatica è Gargantua e Pantagruel di Rabelais, dove però qualche piccola perla c'è, a riprova che forse Plinio Borges non ha tutti i torti. 

 

Se vi va, stroncate anche voi il vostro autore preferito.

Modificato da massimopud

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Ai tempi dell'università compravo un libro ogni volta che tornavo a casa per le vacanze e in genere lo finivo prima che finisse il viaggio (nel mio caso si trattava del MIlano-Lamezia Terme e quindi per leggere avevo quasi un intero giorno).

L'unico libro che non sono riuscito a finire e che ho abbandonato nello scompartimento arrivati a Roma è stato la "La Casa Russia" di John le Carré.

Chissà se qualcuno l'avrà preso, letto e finito.

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Anch'io ho preso alla lettera il Plinio di Borges e leggo i libri  fino all'ultima pagina.  In genere graditi, qualcuno meno, ma è davvero raro non trovare in ognuno un (magari modesto) motivo d'interesse.

Vista l'età, sono riuscita a  mandare giù in allegria  tutti i classici  definiti imperdibili negli appositi elenchi, parecchi li ho pure riletti volentieri,  e via via molto d'altro: meritevole o meno che fosse.

Due gli abbandoni "illustri": il secondo volume de L'uomo senza qualità - ancora mi rimprovera dallo scaffale - e  Morte a credito (verso  pag. 70), che tengo masochisticamente sul comodino da anni.:S

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Nonostante io ami la scrittura di Anna Maria Ortese, "Il porto di Toledo" non sono mai riuscita a concluderlo. Lento, noioso, con una protagonista troppo saccente. Non che io prediliga esclusivamente i libri con protagonisti a me congeniali, ma santo cielo... Qui proprio non si riesce a reggere nulla! Mi sono vergognata come una ladra il giorno in cui l'ho riportato in biblioteca senza essere riuscita a proseguire oltre la centesima pagina. E ho fatto già un enorme sforzo ad arrivar fin lì. 

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Il libro più pesante mai preso? 
L'orda del vento. Dopo cento pagine in cui ho capito pochissimo l'ho messo da parte. Magari lo riprenderò tra qualche anno.

 

Poi ho trovato pesanti la sezione dei racconti gialli di Allan Poe. Se il suo horror poteva contenere elementi onirici, col giallo non faceva altro che ripetere dei passaggi già chiarissimi. Ho stimato che un racconto di quaranta pagine ne poteva durare dieci; nelle trenta in più non ha fatto altro che ripetere. 

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Il signore degli anelli di Tolkien 

Faccio una premessa:

Lo stile di Tolkien è qualcosa di divino, come si sofferma nelle descrizioni, l'uso del linguaggio, i dialoghi brillanti. Se vuoi scrivere devi leggere Tolkien, non ci sono scuse.

Il punto sta nella storia, non mi prende, mi annoia. Tutte le volte che lo prendo in mano, non riesco ad andare avanti.

Sono pochissimi i libri Fantasy che mi catturano. Penso dipenda da questo.

 

Stesso discorso per Martin e " Il torno di spade ", mi piace come scrive, ma la storia non riesce a prendermi.

 

Penso sia doveroso fare una separazione tra " Libro scritto bene." e " gusto personale".

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Il ritratto di Dorian Gray.

E niente, l'avrò cominciato una ventina di volte, quattro o cinque delle quali sono anche arrivato oltre pagina 50... ma proprio non se ne scende :no: che poi di Wilde apprezzo molte altre cose, ma proprio quel romanzo, un po' per la prosa, un po' per il modo in cui è strutturato, non mi va giù.

E sì che prediligo letture pesantuccie, ma boh.

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Amo la letteratura russa... ma Anna Karenina è infinito! Sembra incredibile, ma non finisce mai, mai! Qualcuno di voi lo ha letto? Sembra che più ne leggo più ne rimane da leggere :si:

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11 ore fa, Mariafiore ha scritto:

la letteratura russa... ma Anna Karenina è infinito! Sembra incredibile, ma non finisce mai, mai! Qualcuno di voi lo ha letto? Sembra che più ne leggo più ne rimane da leggere :si:

Io! Uno dei miei libri preferiti. L'ho quasi divorato, ma cercavo di non leggere troppo in fretta per non farlo finire presto.

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Il vecchio e il mare e Moby Dick non ce l'ho proprio fatta.

La nausea ho tenuto duro e l'ho completato, perché è comunque intrigante. 

Modificato da Andrea28

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