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maximod

Sellerio

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Credo che alla Sellerio non importi e non  lo saprà mai, ma in me ha perso un lettore: non acquisterò  più nessun libro edito  da questa CE

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Credo proprio che la Sellerio, chiedendo l'invio dei manoscritti in cartaceo, avrebbe potuto darmi un  cenno di riscontro.

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Ospite Mirtillasmile

@Kateuan capisco il tuo disappunto. La segretaria al telefono mi ha detto che di solito quella è la prassi. Purtroppo Kateuan tu sei il caso che conferma la regola ( come lo sono io per la Salani, dove tutti o quasi hanno ricevuto il giudizio meno che io). 

 

Non hanno un limite di tempo, quindi può darsi che il tuo romanzo sia ancora in valutazione o, purtroppo, sia andato perduto. 

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Ospite Mirtillasmile

@franka io un anno fa (quasi)  e ancora nulla per questo ho chiamato e la segretaria mi ha riferito quando riportato sopra, specificando che i tempi sono molto lunghi a causa dell'enorme mole di manoscritti che hanno, quindi  il tuo lavoro potrebbe essere ancora in valutazione. (Non voglio darti false speranze).

Come ho già detto a @Kateuan anche tu, purtroppo, potresti essere il caso che conferma la regola. :s

 

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@Mirtillasmile grazie, non ti preoccupare di suscitare speranze, ormai quel romanzo lo do per morto :-D  Certo se un bel giorno mi arrivasse la risposta di Sellerio chiuderei il cerchio.

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Ospite Mirtillasmile

@UmbertoBieco onestamente non lo so, ma credo di si perché quello che conta è che hai  i diritti sulla tua opera.

nel dubbio prova a chiedere a info@sellerio.it

 

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8 ore fa, franka ha detto:

Io inviai un manoscritto due anni fa, purtroppo non mi risposero mai...

Fanno ancora in tempo: a me risposero dopo ventisei mesi.

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Io avevo inviato il cartaceo a ottobre 2016 e la risposta, negativa, mi era giunta a marzo 2017. La lettera recava la firma di Antonio Sellerio.

Gentilezza e stile d'altri tempi, anche nel testo della missiva.

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Ospite Mirtillasmile

@Nanni Cristino che genere avevi inviato? Ti è tornato indietro il manoscritto? 

 

Io ho spedito a settembre 2016 e sono in attesa ma la testimonianza di Nanni e @Marcello è preziosa perché conferma che non hanno un tempo di scadenza (Nanni ha ricevuto risposata in 5 mesi, Marcello in 26). 

 

Forse  danno precedenza ad alcuni generi. 

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Preciso che il mio è un caso un po' particolare: non spedii il manoscritto ma lo consegnai all'agente della Sellerio (ero ancora libraio all'epoca) che a sua volta lo diede in mano direttamente a Donna Elvira, in occasione di una riunione plenaria con tutti i rappresentanti (quindi cedola strenne o cedola estiva),  Purtroppo però Donna Elvira morì qualche mese più tardi e le subentrò il figlio.  Il manoscritto mi ritornò a mezzo posta dopo ventisei mesi (ed era visibile che fosse stato letto, a meno che non abbiano un impiegato pagato per sciupare le pagine), assieme a una lettera di rifiuto gentile (i motivi erano le difficoltà del mercato che consentivano di investire solo su autori "sicuri") e su carta pregiata, firmata Antonio Sellerio. 

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@Marcello anche io anni fa provai a mandare loro un paio di dattiloscritti, per posta, senza nessuna consegna a mano. Mi risposero come a te, su bellissima carta  e firmati con penna, ma a quel tempo c'era Donna Elvira. Purtroppo non ero e neppure ora sono, un autore "sicuro" (cosa vuol dire? forse famoso? non importa quindi saper scrivere?). Vedo che le risposte sono sempre quelle. Con Sellerio ci ho messo una pietra sopra e purtroppo mi fa nascere la riflessione che conti più "chi sei" che come scrivi... peccato, veramente peccato. 

.

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Ospite Mirtillasmile

Ragazzi senza nessun tipo di informazione è impossibile delineare una linea di condotta. L'unica cosa che sappiamo detta dalla segretaria è confermata da alcuni utenti è che rispondono e riconsegnano il manoscritto. 

 

Non ci resta che aspettare. 

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3 minuti fa, fidi ha detto:

forse famoso? non importa quindi saper scrivere?

Mi diceva chiaramente che in quel momento non se la sentivano di investire sugli esordienti (ma sono passati parecchi anni da allora) e preferivano puntare su autori già affermati e di sicura resa.  Tieni presente che Donna Elvira "era" la Sellerio e che la situazione in casa editrice rimase abbastanza confusa per parecchio tempo, dopo la sua morte. 

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@Marcello è un momento che dura da tanto tempo mi sa,quello di non accettare esordienti; E del resto è triste dirlo, ma ormai conta più il "corpo" (effetto Belen o chi vuoi) dello scrittore che il "libro" dello scrittore e ricordiamoci che anche quella scrittrice inglese... miss rowling, quando ha mandato un suo libro giallo in incognito non le ha dato retta nessuno. 

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40 minuti fa, fidi ha detto:

arcello è un momento che dura da tanto tempo mi sa,quello di non accettare esordienti;

Non credo che sia così: la riprova è Manzini, che con i romanzi di Rocco Schiavone sta bissando il successo di Camilleri.  Forse se avesse inviato il manoscritto del primo romanzo in quel periodo avrebbe ottenuto la stessa risposta che ho ottenuto io.

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... e anche Carlo Lucarelli esordì con loro negli anni '90. Quindi presumo  fosse proprio donna Elvira a perseguire la politica da talent scout che, a quanto pare, non viene più attuata così tanto. 

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@Marcello però Manzini era tutt'altro che esordiente ^^ aveva pubblicato già un po' di romanzi (uno con Einaudi e uno con Chiarelettere) ed era stato sceneggiatore de Il Siero della Vanità e di Come Dio Comanda.

@naty si, Santo Piazzese e Lucarelli hanno esordito con Sellerio negli anni novanta. Quindi credo anche io che lo scouting di esordienti di talento fosse legato alla figura di Donna Elvira. Ma non si può mai sapere...

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Scouting certamente non lo fanno più. Credo che gli esordienti aloro non interessino. Ho inviato in diverse riprese tre romanzi. Nessuna risposta. Il primo nel 2014.

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4 ore fa, naty ha detto:

Quindi presumo  fosse proprio donna Elvira a perseguire la politica da talent scout

Da quanto ne so è così.  L'agente mi diceva che era proprio lei a dare l'ok finale ai libri da pubblicare e li leggeva tutti.  Da qualche parte ai tempi lessi un ricordo di Camilleri che ne elogiava le grandi doti e il ricordo di un episodio in cui gli evitò una figuraccia: se la memoria non mi inganna era una questione di date; aveva fatto agire un personaggio che era già morto in quel momento.

 

4 ore fa, Dale ha detto:

@Marcello però Manzini era tutt'altro che esordiente ^^ aveva pubblicato già un po' di romanzi (uno con Einaudi e uno con Chiarelettere) ed era stato sceneggiatore de Il Siero della Vanità e di Come Dio Comanda.

@naty si, Santo Piazzese e Lucarelli hanno esordito con Sellerio negli anni novanta. Quindi credo anche io che lo scouting di esordienti di talento fosse legato alla figura di Donna Elvira. Ma non si può mai sapere...

E non dimentichiamo Malvaldi con la sua "Briscola in cinque".  E Recami, e Robecchi...

Sì, è vero @Dale, Manzini non era un esordiente assoluto, anche se io non lo conoscevo.

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Ospite Mirtillasmile

Ragazzi io non penso che la politica di Talent scout sia finita. Gli invii spontanei sono difficili da gestire perché più che trovare un ottimo romanzo bisogna scovare quello ottimo e che si incastri con la politica editoriale. Per gli esordienti poi, deve essere una storia così potente da ripagare l'investimento. 

Ovviamente con la morte di donna Elvira qualcosa è cambiato, subentrata una direzione nuova che è normale voglia dire la sua. Però io penso, opinione opininabile, che i romanzi vengano letti altrimenti non chiederebbero il cartaceo che occupata spazio senza contare le firme quotidiane da mettere al postino. Avrebbero messo una email con collegamento al cestino. Se lo fanno è perché vogliono gettare un occhio sugli esordienti. 

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Io non so se tu sia un esordiente o un signor nessuno come sono io, ma Manzini non mi pare fosse proprio un esordiente....  comunque, per quanto mi riguarda, ci sono dei meccanismi che mi sfuggono nella scelta dei libri da pubblicare. 

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@Mirtillasmile è bello che tu la pensi ancora così, chissà forse è vero, forse uno su centomila (tanto per citare Pirandello) forse viene pubblicato... o meglio dire, uno su un milione. Un po' come la lotteria. Però io più che altro, in venti anni che provo, ho annusato un sistema diverso... di come si scelgono i libri e che rientra nel modo di essere italiano che vige nel 90% del sistema non sono editoriale, ma anche industriale e finanziario.

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Ospite Mirtillasmile

@fidi io sono un' aspirante esordiente come te quindi non posso darti risposte precise.

A naso ciò che fa pendere la bilancia verso un rifiuto o un contratto sono tantissime variabili (che sai e non dico per non andare in OT).

Posso dirti però che quando le mille e uno variabili si incontrano, per uno su 100000 come hai detto tu, esce fuori un contratto. Un collega del WD, con un invio spontaneo a gennaio 2017, ha firmato poco fa un contratto con Mondadori. (ti consiglio di leggere la discussione).

 

Ora mi dirai "Mondadori ok ma questa è la Sellerio " anche  Sellerio ha messo gli esordienti sotto contratto. 

Adesso non lo fa più? Forse non ha trovato opere convincenti su cui investire. Perché ragazzi non ci dimentichiamo che le CE sono aziende che hanno un bilancio da rispettare. 

Cosa ci vuole per convincere un editore a pubblicarti?

-talento, ovvio.

-una storia potente, certamente.

ma forse ancora di più del talento e della storia, la fortuna. Il nostro piccolo capolavoro che capita nelle mani di un lettore che quel giorno si è alzato con la luna storta e per questo ci boccia perché abbiamo messo male una virgola. 

Oppure il nostro lavoro che viene seppellito da altri lavori e noi stiamo ad aspettare.

Ripeto le variabili sono tantissime e per questo non è possibile delineare un quadro preciso.

Tutto quello che possiamo fare è spedire e aspettare.

A rigor di logica ribadisco il mio pensiero: perché accettare un invio cartaceo se non sono interessato agli esordienti? Sempre secondo logica rispondo: perché voglio gettare un occhio sugli esordienti, non sia mai che tra i mille manoscritto trovo un nuovo Camilleri o Lucarelli. 

 

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@Mirtillasmile Era un giallo (l'ho pubblicato poi con un altro editore). Dalla risposta, direi che senz'altro è stato letto. Il manoscritto, invece, non mi è stato restituito.

L'avevo inviato indicando "all'attenzione del dott. Aiello", che dovrebbe essere il responsabile dei manoscritti.

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