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Il Viandante

Informazioni su inizio Settecento

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Buonasera a tutti,

Ringrazio in anticipo chiunque mi ritenga degno di una risposta.

Mi interessa soprattutto l'Europa centrale (Nord Italia, Svizzera, Germania, Francia, Belgio) 

Avrei alcuni dubbi su certi aspetti dei primi del XVIII secolo, ad esempio quale era il sistema stradale?

Oltre alle antiche strade romane, ne esistevano altre che attraversavano Francia e Germania seguendo, per sommi capi, il corso del Reno?

Quale era realmente la situazione giuridica e politica dell'Alsazia? Si viveva in un clima di pace o tensione?

Esistevano tasse che i pellegrini erano costretti a pagare ad ogni frontiera?

Era rischioso viaggiare da soli? (causa briganti, clima, conflitti)

Quale era il sistema monetario e come funzionava il cambio di valuta?

Muovendosi in carrozza quanti chilometri era possibile percorrere in un giorno?

Quale era la lingua veicolare, se esisteva?

Un viaggiatore italiano come avrebbe potuto comunicare con un contemporaneo francese o tedesco senza conoscerne la lingua? Era necessario un interprete?

                   

                                                                                                                                                Grazie ancora :)

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Si tratta di questioni molto ampie e molto tecniche. Credo che sarebbe una buona idea spulciare delle monografie, dei manuali di storia o dei testi di narrativa di autori dell'epoca (dipendentemente dalle aree di interesse posso consigliare qualche autore che fornisca uno spaccato della società dell'epoca), una biblioteca universitaria dovrebbe essere rifornita al riguardo.

Solo di una cosa sono certa senza necessità di ulteriori approfondimenti, e cioè: sì, era pericoloso viaggiare da soli. Tendenzialmente, diversi viaggiatori si univano per percorrere insieme i tratti comuni (un esempio sono i pellegrini e i mercanti che si muovevano lungo la Via Franchigena, erano generalmente riuniti in gruppi e gli spostamenti avvenivano soprattutto in determinati periodi del mese e dell'anno in base ai traffici e alle ricorrenze religiose).

Inoltre, la lingua veicolare nelle fasce medio-alte della società era ancora il latino, che infatti era la lingua che accomunava quella che oggi chiameremmo comunità scientifica internazionale. Era diffuso lo studio del francese. Mentre per quanto riguarda la gente comune posso solo ipotizzare che non parlasse che il proprio volgare. Naturalmente i volgari erano numerosi e differenti all'interno dello stesso Paese... 

Mi dispiace non poterti fornire che informazioni superficiali. Quando avrò a portata di mano i miei testi di storia ti segnalerò qualche volume utile che potresti consultare per toglierti alcuni di questi dubbi. :(

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Si tratta di questioni molto ampie e molto tecniche. Credo che sarebbe una buona idea spulciare delle monografie, dei manuali di storia o dei testi di narrativa di autori dell'epoca (dipendentemente dalle aree di interesse posso consigliare qualche autore che fornisca uno spaccato della società dell'epoca), una biblioteca universitaria dovrebbe essere rifornita al riguardo.

Solo di una cosa sono certa senza necessità di ulteriori approfondimenti, e cioè: sì, era pericoloso viaggiare da soli. Tendenzialmente, diversi viaggiatori si univano per percorrere insieme i tratti comuni (un esempio sono i pellegrini e i mercanti che si muovevano lungo la Via Franchigena, erano generalmente riuniti in gruppi e gli spostamenti avvenivano soprattutto in determinati periodi del mese e dell'anno in base ai traffici e alle ricorrenze religiose).

Inoltre, la lingua veicolare nelle fasce medio-alte della società era ancora il latino, che infatti era la lingua che accomunava quella che oggi chiameremmo comunità scientifica internazionale. Era diffuso lo studio del francese. Mentre per quanto riguarda la gente comune posso solo ipotizzare che non parlasse che il proprio volgare. Naturalmente i volgari erano numerosi e differenti all'interno dello stesso Paese... 

Mi dispiace non poterti fornire che informazioni superficiali. Quando avrò a portata di mano i miei testi di storia ti segnalerò qualche volume utile che potresti consultare per toglierti alcuni di questi dubbi. :(

Grazie mille! 

Informazioni utilissime :) Non pretendevo certo di ottenere subito una risposta precisa a tutte queste domande. Se riuscissi a segnalarmi qualche buon testo te ne sarei più che grato!

Grazie mille! 

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Secondo me, potresti prendere spunto da due classici del Settecento italiano: "Memorie scritte da lui medesimo" di Giacomo Casanova e "Vita" di Vittorio Alfieri.

Nelle memorie di Alfieri, troverai proprio i resoconti dei suoi viaggi giovanili (seconda metà del Settecento) in Francia, Germania, Russia e Spagna. Le memorie di Casanova dovrebbero essere più vicine al periodo che devi trattare.

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Secondo me, potresti prendere spunto da due classici del Settecento italiano: "Memorie scritte da lui medesimo" di Giacomo Casanova e "Vita" di Vittorio Alfieri.

Nelle memorie di Alfieri, troverai proprio i resoconti dei suoi viaggi giovanili (seconda metà del Settecento) in Francia, Germania, Russia e Spagna. Le memorie di Casanova dovrebbero essere più vicine al periodo che devi trattare.

Avevo pensato a Casanova anche io perchè il mio personaggio è proprio veneziano!

Mi informerò anche sull'Alfieri, che non avevo ancora considerato.

Mi interessa in particolare sapere quali fossero le strade che esistevano all'epoca, so che quasi sempre ne esisteva una che seguiva i fiumi (come il Reno e il Ticino), ma abbandonato il corso di questi ultimi, quali erano le grandi strade lastricate che collegavano le varie città medio-grandi?

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Mi interessa in particolare sapere quali fossero le strade che esistevano all'epoca, so che quasi sempre ne esisteva una che seguiva i fiumi (come il Reno e il Ticino), ma abbandonato il corso di questi ultimi, quali erano le grandi strade lastricate che collegavano le varie città medio-grandi?

Di dove ti arrivano, di grazia, queste informazioni? :grat: Le strade seguono i fiumi (e anche qui non sempre) solo nelle vallate di montagna.

Le strade lastricate era già parecchio che esistessero in qualche città. Tanto per fare un esempio, quella che adesso è piazza dei Cinquecento, davanti a Termini a Roma, era in terra battuta ancora durante il fascismo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Grand_Tour

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Le strade lastricate era già parecchio che esistessero in qualche città. Tanto per fare un esempio, quella che adesso è piazza dei Cinquecento, davanti a Termini a Roma, era in terra battuta ancora durante il fascismo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Grand_Tour

 

 

In realtà io ho una foto del 1914 dove in piazza dei cinquecento  ci sono sampietrini.

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Io invece ne ho una con la terra battuta, ma non è datata, può essere che sia di fine ottocento. :) In ogni caso la sostanza non cambia: all'inizio del settecento era in terra battuta pure lei.

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Io invece ne ho una con la terra battuta, ma non è datata, può essere che sia di fine ottocento. :) In ogni caso la sostanza non cambia: all'inizio del settecento era in terra battuta pure lei.

 

Oh, yeah! Roma inizio settecento credo fosse una mare di fango ovunque a ogni pioggia, a parte le strade costruite dagli antichi romani. Senza dimenticare le continue esondazioni del Tevere. Solo con l'arrivo dei sabaudi, e dei primi palazzinari, le cose cambiano.

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Oh, yeah! Roma inizio settecento credo fosse una mare di fango ovunque a ogni pioggia, a parte le strade costruite dagli antichi romani.

Mah, secondo me pure quelle.

Conta che dalle mie parti c'è una strada romana, che si sa che è una strada romana perché hanno ritrovato cippi e pavé, che invece di essere bella dritta come uno si aspetterebbe è tutta curve. E non è mai stata abbandonata: solo nel X-XI secolo il Brenta ha deciso di cambiare corso e nel farlo ci è passato sopra.

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Più che altro credo fossero sepolte. La via Sacra certamente lo era, visto che è al livello dei fori, che stanno - a occhio - almeno due metri sotto il livello del suolo atuale.

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Più che altro credo fossero sepolte. La via Sacra certamente lo era, visto che è al livello dei fori, che stanno - a occhio - almeno due metri sotto il livello del suolo atuale.

 

Si, ma considera che sopra vi sorgeva una quartiere interno dall'epoca medievale, smantellato solo al tempo di Mussolini per farci costruireVia dell'Impero.

Però, in generale, è anche vero quello che dici.

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Quale era la lingua veicolare, se esisteva?

Un viaggiatore italiano come avrebbe potuto comunicare con un contemporaneo francese o tedesco senza conoscerne la lingua? Era necessario un interprete?                                                                                                                                   

A questo proposito, mi sono ricordato di un passo abbastanza illuminante ne "L'uomo che ride" di Victor Hugo, ambientato proprio a inizio Settecento (il luogo dell'ambientazione sarebbe l'Inghilterra, ma non credo che questo infici più di tanto sulla regola generale):

 

Il bisbiglio che quegli individui si scambiavano era composito. Ora una parola in castigliano, ora una in tedesco, ora una in francese; a tratti un po' di gallese, a tratti del basco. Era un dialetto, a meno che non fosse un gergo.

 

Credo che, ancora più dei manuali di storia, i classici della letteratura potranno fornire una risposta esaustiva a tutte le tue domande.

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