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maximod

Einaudi

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Ospite Mirtillasmile

@SAMUEL16 nemmeno io quando ho spedito ho avuto di questo problema, ma la mia è un'esperienza un pò datata, due anni fa. 

Ad ottobre l'email era funzionante. Forse hanno momentaneamente disattivato il servizio perché sono oberati. Prova a fare una telefonata.

 

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Ho inviato nel marzo 2017 un mio romanzo inedito all'Einaudi, quasi subito mi risposero con una mail gentile dicendomi che la mia proposta letteraria sarebbe arrivata alla redazione. Non ho ricevuto alcun esito, ma devo dire che mi colpì molto il fatto che, un colosso del genere, rispondesse ad una proposta inedita senza agenzia mediatrice. C'è da dire che il mio romanzo tratta un argomento molto attuale  e sulla mia sinossi ho lavorato quasi di più che sul romanzo, quindi quando la presentazione è fatta bene nessuno cestina, nemmeno i mostri sacri. Un saluto a tutti e complimenti per il lavoro grandioso che fate, siete davvero utilissimi

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Ciao @francesco.ranieri37 , grazie per i complimenti e per la tua testimonianza. Noto, però, che questo è già il tuo secondo post e senza essere "passato dal via" :D, alias dalla sezione Ingresso, dove ci si presenta alla comunità come suggerito dal Regolamento. Ti attendiamo. ;)

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2 minuti fa, ElleryQ ha detto:

Ciao @francesco.ranieri37 , grazie per i complimenti e per la tua testimonianza. Noto, però, che questo è già il tuo secondo post e senza essere "passato dal via" :D, alias dalla sezione Ingresso, dove ci si presenta alla comunità come suggerito dal Regolamento. Ti attendiamo. ;)

scusami tanto, provvedo

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Ospite Mirtillasmile

@BiscottoCapo credo si riferiscano al curriculum letterario.

Nel dubbio, comunque, ti conviene mandare una email d’informazione.

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Intendono un curriculum letterario. Io una volta ho spedito un testo e avevo mandato un curriculum vitae (ma avevo capito male). Mi risposero dopo qualche giorno e richiesero il curriculum letterario. E poi non lamentiamoci che le grosse case editrici non rispondono...

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forse sogno troppo in grande ma pubblicare con Einaudi (o con  Fazi) sarebbe davvero un onore grandissimo :love2:... Confermate che non rispondo alle autocandidature? Qualcuno ha esperienze tramite agente invece?

 

 

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Ospite Mirtillasmile

@kiki_2 che io sappia zero autocandidature, le agenzie sicuramente sì. Una di queste è il Premio Calvino ( per i finalisti l'organizzazione del premio, fa da agenzia). Einaudi è molto legata al premio.

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Ospite Mirtillasmile

La mia esperienza diretta si è limitata all'invio del manoscritto e al silenzio come risposta.

1 minuto fa, kiki_2 ha detto:

sai se collaborano strettamente con altre agenzie

Purtroppo non ti posso aiutare, se dovessi avere qualche informazione te la comunico.

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3 ore fa, kiki_2 ha detto:

grazie mille @Mirtillasmile 

Oltre al Premio Calvino, sai se collaborano strettamente con altre agenzie? Tu hai avuto esperienza diretta?

Non vorrei dire una corbelleria, però sul frontespizio dei libri (dove è riportato autore, editore, tipografo, isbn, edizione, ecc.) dovrebbe esserci anche il nome dell'agenzia letteraria, se la pubblicazione è avvenuta tramite un agente.

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16 ore fa, YumaKuga79 ha detto:

L'ultima esordiente è stata l'autrice di Eroi del Crepuscolo, nel 2007. Vinse una pubblicazione con loro, non con il torneo Calvino. Libro molto pubblicizzato perché aveva 16 anni e hanno fatto leva su questo.

Conosco la pubblicazione, a mio avviso davvero pessima. L'autrice ha scritto un nuovo romanzo di genere storico, se ben ricordo, sempre con Einaudi. All'epoca la trovai superficiale, molto superficiale nella scrittura. Poi, durante un'intervista, disse di non aver mai letto niente di genere fantasy (wtf!?).

  • Divertente 2

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Adesso, YumaKuga79 ha detto:

però potevi evitare il punto negativo. ;(

 

Infatti non l'ho messo! :)

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Una mia cara amica è autrice Einaudi - ha pubblicato solo due romanzi, entrambi con loro, e anche al tempo dell'esordio non vi arrivò tramite agenzia, ma attraverso conoscenze dirette e amicizie. Non fraintendetemi, non si tratta di situazioni da "magna magna": semplicemente un suo amico lavorava lì, lei è di Torino, ha iniziato a conoscere altri editor della casa editrice, si sono creati rapporti ecc. Poi ha portato il proprio testo in redazione, che è stato ben valutato.

Credo sia questo il modo più lucido per accedere a un colosso del genere senza passare da premi o agenzie - e senza inviare nel dimenticatoio delle mail per le proposte: fare rete, stringere rapporti umani concreti fin quando è possibile. Personalmente mi sono sempre mosso così con i grandi editori. E non nascondo che a breve, tramite lei, farò leggere il mio romanzo a Einaudi: sicuramente lo rifiutano, ma almeno lo leggono.   

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Ospite Andrea.Dee
14 ore fa, Depenso ha detto:

Una mia cara amica è autrice Einaudi - ha pubblicato solo due romanzi, entrambi con loro, e anche al tempo dell'esordio non vi arrivò tramite agenzia, ma attraverso conoscenze dirette e amicizie. Non fraintendetemi, non si tratta di situazioni da "magna magna": semplicemente un suo amico lavorava lì, lei è di Torino, ha iniziato a conoscere altri editor della casa editrice, si sono creati rapporti ecc. Poi ha portato il proprio testo in redazione, che è stato ben valutato.

Credo sia questo il modo più lucido per accedere a un colosso del genere senza passare da premi o agenzie - e senza inviare nel dimenticatoio delle mail per le proposte: fare rete, stringere rapporti umani concreti fin quando è possibile. Personalmente mi sono sempre mosso così con i grandi editori. E non nascondo che a breve, tramite lei, farò leggere il mio romanzo a Einaudi: sicuramente lo rifiutano, ma almeno lo leggono.   

Purtroppo sono anestetizzato quindi non mi lamento di quello che ho appena letto.

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17 ore fa, Depenso ha detto:

Una mia cara amica è autrice Einaudi - ha pubblicato solo due romanzi, entrambi con loro, e anche al tempo dell'esordio non vi arrivò tramite agenzia, ma attraverso conoscenze dirette e amicizie. Non fraintendetemi, non si tratta di situazioni da "magna magna": semplicemente un suo amico lavorava lì, lei è di Torino, ha iniziato a conoscere altri editor della casa editrice, si sono creati rapporti ecc. Poi ha portato il proprio testo in redazione, che è stato ben valutato.

Credo sia questo il modo più lucido per accedere a un colosso del genere senza passare da premi o agenzie - e senza inviare nel dimenticatoio delle mail per le proposte: fare rete, stringere rapporti umani concreti fin quando è possibile. Personalmente mi sono sempre mosso così con i grandi editori. E non nascondo che a breve, tramite lei, farò leggere il mio romanzo a Einaudi: sicuramente lo rifiutano, ma almeno lo leggono.   

la situazione che descrivi, a me sembra a tutti gli effetti un canale privilegiato e preferenziale.

 

Poi naturalmente sono sicuro che il suo libro doveva essere ottimo...

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Ovviamente "conoscenze" è un termine pericoloso: quello di cui parlo io è diverso. Creare rapporti con le persone del mondo dell'editoria credo sia importante e formativo a prescindere. E i rapporti si basano sulla stima reciproca, prima di tutto. Avere l'occasione (o la fortuna) di entrare in contatto con qualcuno vicino a questi ambienti non è una cosa sporca, o una corsia preferenziale: se una persona che conosco e stimo mi fa leggere qualcosa di suo lo leggo automaticamente con una particolare attenzione; personalmente, se lavorassi da Einaudi, proverei ad avere la stessa identica attenzione per ogni manoscritto ricevuto via mail (70 al giorno, in media, mi dicono)... ma non facciamo gli ipocriti: non sarebbe facile assolutamente, per nessuno di noi. 

Einaudi è una realtà in cui lavorano molti giovani, con i quali non è per nulla impossibile creare rapporti. Faccio un esempio: vedo che Rosella Postorino, loro editor per Stile Libero, pubblica un romanzo con Feltrinelli; lo leggo, mi piace, decido di recensirlo; mando la recensione a un qualche blog o rivista; scrivo su Facebook all'autrice inviandole il link alla recensione; poi vedo che quel libro viene presentato in zona, quindi ci vado, mi presento ("Sono quello di tale recensione" ecc), parliamo di libri; poi magari dopo un po' la ricontatto, dicendole di avere un manoscritto, lei mi dice di mandarlo alla sua mail; dopo qualche settimana mi scrive che ha letto il testo, che non le sembra adatto per Einaudi, magari però mi lascia anche qualche consiglio.

Questa è un'esperienza realmente avvenuta - non a me. Personalmente ho avuto un'esperienza analoga con un altro grosso editore.

Insomma, per dire che esistono alternative all'invio classico via mail.

Spero di non aver dato fastidio a nessuno.

 

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@Depenso a me non da` alcun fastidio, pero` le cose le chiamo con il loro nome, e quella che descrivi tu non ha alcuna differenza rispetto a quella che per convenzione viene chiamata "corsia preferenziale".

 

Nel mare di melma in cui nuota l'editoria nostrana, non ci vedo niente di male, naturalmente. Mi congratulo con te e ti auguro di riuscire nell'impresa di pubblicare con loro.

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Uno che si costruisce rapporti con persone che lavorano nel mondo dell'editoria "che conta" se la costruisce una corsia preferenziale: ed è quello che sto provando a consigliare. Se si è stanchi di inviare a vuoto e si ha voglia e modo di instaurare dei legami umani di stima reciproca senza secondi fini, beh, facciamolo tutti. 

Poi, il mio libro in questo topic non c'entra. Non verrà pubblicato da Einaudi, lo so perché sono consapevole di cosa pubblicano (altra cosa che tutti dovremmo avere: la consapevolezza, senza abusare del "Va be' io mando, non si sa mai"). 

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