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The_Shadow

Tempo perso

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/17742-il-sonno-di-eu/

 

 

Il ripetitivo gracidio delle rane, il canto dei grilli, i tafani e le zanzare che ronzavano insistenti, l'afa, l'umidità e il caldo torrido. Camminavo a testa bassa e pensavo che la sera qui dalle mie parti non è male, lo stagno riluceva sotto gli ultimi raggi solari mentre l'ultimo martin pescatore volava verso il proprio nido. Marlene camminava accanto a me e farneticava, io volevo solo ascoltare lo stagno. 

- "Era un po' che non passeggiavamo insieme, sai? Stai sempre bene? Che poi, per par condicio, dovremmo trattarci allo stesso modo, non prenderci in giro e dirci quel che siamo. Cazzo, poi te l'ho detto, i sogni che faccio non li capisco, prima ho freddo dentro, poi cerco di comprendere invano un mistero e infine sto bene, guardo le stelle e sto bene. Credo di avere la febbre, sai?"

- "Ah, ok..."

- "Oh, iniziano a vedersi le stelle! Riconosci qualche costellazione? Io credo che quello sia lo scorpione, forse ci ho preso, ora posso sentirmi soddisfatta, ma ancora non ti capisco, prima leggevo ad alta voce le pagine di un libro che sembrava parlare di noi, te lo giuro, se ti do fastidio dillo. Credo che domani sarà un po' uno schifo, come tutte le giornate dopo i grandi eventi, con le stars che testano la fedeltà dei fans, con le carogne che testano la fedeltà dei tafani, solo che i tafani siamo noi. Che cazzo, manco fossimo credenti che compiono il cammino di Santiago di Compostela. 

- "Hai ragione."

- "E poi non m'importa che ne pensi delle mie origini e dei miei occhi sempre chiusi, prendi in giro quanto vuoi, tanto, esatto, ho sempre ragione io e una location così per il nostro scambio equo di emozioni non la vedremo mai più. Una necropoli abbandonata nelle fauci del sole estivo, una necropoli di sentimenti su un'isola poco affollata, la voce di un dio accompagnata dai canti del capro, dai cori dei rapaci. Che cazzo, amore mio, così sì che stiamo bene, ma a noi chi ce lo spiega? Non siamo capaci di capire quali momenti dobbiamo goderci, ci piangiamo addosso. Ok, io mi piango addosso, lo so che tu sei forte, che non traspaiono emozioni dai tuoi occhi oltre l'indifferenza e il nervosismo, ma io so che c'è di più sotto la scorza di cui ti carichi ogni mattina appena ti svegli, io so che c'è ben altro, ché ogni tanto lo vedo quel tuo sguardo indagatore, ci nascondi sotto un po' di affetto. Siamo misantropi solo quando vogliamo noi, ti ho visto sorridere quando quel bambino ti ha sorriso questo pomeriggio, ho scorto qualche emozione in più quando mi hai guardata negli occhi. A me, non mi freghi."

- "Riesci a stare zitta un momento?"

- "Calmati, basta chiedere, no?"
- "Sai che ti dico? Il cielo è solo un telo bianco dietro le nostre spalle, non farci caso a quello che dico. Che stavi dicendo?"

Stavamo perdendo tempo. Avevo ancora la melodia di quella nuova canzone che mi rimbombava nel cervello, Marlene lo sapeva che non la stavo ascoltando, ma andava bene così, anche se di lì a poco non avremmo potuto più passeggiare insieme. 

 

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