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Ospite Valpur

Cavalli nelle civiltà precolombiane

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Ospite Valpur

Buondì buondì.
Ne parlavo già in "Trame e dintorni" e sono insistente, quindi torno qui per i dettagli.

Mi sono imbarcata nella scrittura di un romanzo di ambientazione simil-precolombiana/azteca. Si tratta di un fantasy, quindi non cerco la perfetta precisione storica ma una buona dose di verosimiglianza.
In quest'ambientazione i primi conquistatori sono i vichinghi, che si spingono a sud dall'ipotetico centro america. Long story short, c'è un'ovvia guerra vinta dai locali, ma la società nativa assume qualche tratto di quella che ha tentato l'invasione.
Ora, il mio cruccio riguarda i cavalli.

Mi farebbe tanto comodo avere un mezzo di trasporto "classico" come gli equini, renderebbero viaggi e spostamenti più gestibili. Escludo categoricamente di usare altre cavalcature bislacche perché le troverei pacchiane.

Sono pronta a sacrificarli per amor di coerenza, ma mi chiedo: sarebbero tanto fuori luogo? A livello evolutivo ci sono stati dei simil-cavalli poi estintisi (genere Hippidion) in sud America, quindi la cosa potrebbe essere sensata, e d'altro canto potrei pure ipotizzare un'ibridazione con i cavalli dei conquistatori.
Le fonti online mi risultano ambivalenti: secondo alcuni gli aztechi (che sono la civiltà di riferimento) non conoscevano i cavalli, secondo altri non li avevano addomesticati. La differenza per me è fondamentale.

Avete consigli? So che sembra un dettaglio irrilevante, però sono seriamente perplessa!

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Ciao Valpur, no le civiltà precolombiane non avevano cavalli. Il cavallo in America si è estinto migliaia di anni prima dell'arrivo delle più floride civiltà precolombiane, quindi non c'è speranza si potesse creare un discendente di esso.

Pare che Maya e Aztechi li conoscessero da antiche contaminazioni con la civiltà vichinga, ma restavano un elemento relegato alla sfera dei racconti e delle leggende, nulla di concreto e cavalcabile, insomma.

Una domanda che mi sorge spontanea è questa: ma di che civiltà ed epoca parliamo? Perché in 1000 anni nel solo territorio incaico, per esempio, si sono succedute più di 5 civiltà. Bisogna fare un momento di chiarezza e focalizzarsi su epoca e territorio, parlare solo di civiltà precolombiana è come parlare della storia europea dal 500 a.C al 1600 d.C :asd:

In Perù si usavano e si usano ancora i lama come animali da lavoro e anche da sella.

Se nel tuo racconto ci sono i vichinghi non vedo perché loro non debbano possedere cavalli.

Al contrario pensa a una foresta antica del centro-sud america... lì, un povero cavallo delle dimensioni attuali farebbe davvero fatica a vivere e nutrirsi. Le civiltà avrebbero dovuto sviluppare un'agricoltura diversa solo per alimentarlo...

Leggendo di un cavallo in questo contesto storcerei il naso, in tutta sincerità.

Un saluto!

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Ospite Lem Mac Lem

No, un cavallo in una civiltà precolombiana, anche se di ambientazione fantasy, mi farebbe storcere il naso e distruggerebbe la sospensione dell'incredulità. Anche se spiegassi come ci sono arrivati, perché contaminare la particolarità dell'ambientazione?

O lama, o alpaca, oppure qualche specie equina attualmente estinta (quagga e tarpan sono i primi che mi vengono in mente, anche se non erano animali sudamericani).

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Ospite Valpur

Grazie cari!

@Gainsworth: premettendo che traggo ispirazione e non mi baso sulla storia  reale (e già così sto sclerando >.>), indicativamente l'invasione avverrebbe in un perenne 1300 d.c., la storia invece sarebbe ambientata alcuni secoli dopo e in un mondo che non ha niente in comune con il nostro, nè ha possibilità di contatto con civiltà diverse da quelle che abitano un'area paragonabile al Messico.

@Lem: eh, hai colto nel segno: sospensione dell'incredulità, accidenti.

Il mondo che sto descrivendo è fatto praticamente tutto di giungla e montagne a perdita d'occhio, quindi effettivamente un cavallo, fosse anche un pony, sarebbe impacciato tra i rami.

Mi toccherà ricorrere a lunghe, lunghissime passeggiate.

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Se siamo in un territorio affine al Messico, seppur fantastico, eviterei lo stesso l'inserimento di animali come cavalli.

L'unica opzione per non creare una sospensione dell'incredulità, come rilevato da Lem, sarebbe quella di creare una civiltà che solo all'occhio dell'uomo assomiglia a quelle precolombiane, ma vive in un mondo alieno dal nostro. Quindi potrebbero esserci animali mai visti prima... insomma dipende tutto da ciò che vuoi ottenere.

Se parli di un mondo alieno simile nelle tradizioni ma allo stesso tempo diverso dal Messico del 1300, potrei anche credere narrativamente che sia stato proprio questo mondo a far nascere una civiltà gemella sul nostro pianeta secoli prima, ecc...

Insomma, bisogna conoscere anche gli sviluppi della storia per creare una coerenza globale del narrato ;)

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Ospite Valpur

Ah, i cavalli sono mostruosamente secondari per la trama! Potrei giusto inserire un paio di scenette ma la loro presenza sarebbe puramente scenografica.

Facciamo comunque che spiego meglio l'esistenza di questo mondo/nazione, Aztlan.

Ci sono un tot di città stato che si fanno la loro vita, chi è più dedito alla guerra, chi è sul mare e quindi commercia etc. Arrivano i vichinghi (che non chiamerò vichinghi per amor di decenza) e ne continuano ad arrivare. La guerra sta andando male e i nativi non riescono a fermare l'arrivo di ulteriori navi, quindi tirano uno schiaffo agli dei (che non la prenderanno bene) e fanno un gigarituale per cambiare il piano d'esistenza della nazione. La cosa funziona, creando un mondo senza dei, quindi, e la guerra si bilancia perché non continuano ad arrivare rinforzi ai vichinghi. Alla fine questi vengono in parte sconfitti, in parte assorbiti (con conseguente "imbastardimento" della razza e modifica di usi e costumi). I secoli passano e dopo questo antefatto (che è essenziale) inizia la storia vera e propria.

Il "mondo", dopo il rito, è composto solo da Aztlan e, a perdita d'occhio, giungla (i fiumi non sfociano da nessuna parte ma spariscono sotto terra, il mare non esiste più e nessuno è tornato dalla esplorazioni). In quest'ottica, ahimè, i cavalli sarebbero utili ma poco adatti. Contando che non potrei nemmeno usare la ruota... si va a piedi.

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Ospite Stefano Olivieri

Io ho ambientato il mio romanzo Il Respiro della Terra (fondamentalmente un eco thriller con qualche spunto fantasy, fate vobis) in più livelli temporali, uno dei quali riguarda la vicenda di uno scalpellino precolombiano vissuto nelle pendici montuose a nord della valle dell’Anhuac. Quando arrivano i conquistadores spagnoli a cavallo, rivestiti di armature in metallo e con spade lucenti (anche l’utilizzo del metallo era sconosciuto, così come la ruota) seminano il panico nel villaggio anche a prescindere dalle loro intenzioni (ostili). Perché sembrano in tutto e per tutto alieni.

Prima di affrontare questa parte della trama mi sono documentato a lungo, il web in questo caso è di grande aiuto. 

Alla prima occasione utile posterò un frammento del romanzo (ancora da concludere) nell'apposita sezione di Narrativa. 

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Stefano, non ho capito se l'uso del metallo e la ruota fossero sconosciuti alla civiltà del tuo libro, o dici nella storia... perché se fosse riferito alla storia è assolutamente falso.

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Ospite Lem Mac Lem

I calzolai faranno affari d'oro!

 

Beh, in realtà andavano prevalentemente a piedi. E per tenersi su sulle lunghe distanze, ruminavano tutto il tempo foglie di coca.

Filavano che è un piacere  :asd:

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