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Writer's Dream Staff

0111 Edizioni

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0111 è una casa editrice molto piccola, che attua politiche di risparmio all'osso per andare avanti. Se ci si rivolge a loro si deve avere ben chiaro quale sia lo scopo: riuscire a pubblicare con un editore non a pagamento. Cioè la soddisfazione personale, nulla di più. Se si hanno altre aspettative, è bene guardare altrove. Specialmente nel caso dei diritti d'autore, quando si parla di piccola editoria le cifre sono comunque modestissime: se non si superano (e con i piccoli editori quasi mai si superano) le cento copie, avere il tre o l'otto per cento in fin dei conti è irrilevante: riscuotere dieci euro o riscuoterne venti non cambia la vita a nessuno.

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Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza.

Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.

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11 ore fa, Marco Scaldini ha detto:

Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza.

Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.

 

Sono assolutamente d'accordo con te.

Aggiungo la mia esperienza diretta: pubblicato con editore free che non è più piccolo, ma non è nemmeno Mondadori, mille copie vendute già abbondantemente superate.

Per illudermi di poter vivere di scrittura e basta dovrei vendere dalle 50.000 copie all'anno in su. Meglio stare coi piedi per terra ed essere felice (cosa di cui sono) per il risultato ottenuto.

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11 ore fa, Marco Scaldini ha detto:

Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza.

Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.

 

Se contano anche le copie digitali, io le ho superate.

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Perdonatemi ma questi discorsi hanno poco senso.
Qui nessuno dice che pretende di vendere migliaia di copie, siamo tutti realisti. Però perché bisogna farsi andare bene la sciatteria di un editore che ti fa fare il venditore porta a porta del tuo romanzo (cosa di per sé umiliante), non ti distribuisce manco sotto tortura, stampa un numero di copie che può bastare solo per i parenti, usa una carta da ufficio, usa il carattere arial e non controlla l'impaginato (con tanto di refusi e spazi a caso), fa copertine che sembrano fatte con paint, ha un sito imbarazzante e illegibile e, per giunta, ti dà solo il 3%? Credo sia l'unico editore a dare così poco. Non è questione di diventare ricchi, è questione di rispetto del proprio lavoro e della propria passione. Non c'è rispetto nel dare 30 centesimi per copia venduta. Sì, c'è una bella differenza tra 1 euro per copia e 30 centesimi. Questione di principio, non di portafoglio.

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12 minuti fa, LuckyLuccs ha detto:

 

Sono assolutamente d'accordo con te.

Aggiungo la mia esperienza diretta: pubblicato con editore free che non è più piccolo, ma non è nemmeno Mondadori, mille copie vendute già abbondantemente superate.

Per illudermi di poter vivere di scrittura e basta dovrei vendere dalle 50.000 copie all'anno in su. Meglio stare coi piedi per terra ed essere felice (cosa di cui sono) per il risultato ottenuto.

E ma il tuo è un editore top in forte crescita, paragonabile a pochi tra i non blasonati.

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Certo non è un metodo infallibile, ma per valutare un piccolo editore controllo la sua presenza al Book Pride (in particolare quello di Milano che si terrà a breve) e 0111 non ci sarà.

Il sito è oggettivamente brutto, con tutto quel nero, mi angoscia persino.

Credo che l'operazione di ricerca di un piccolo editore anche ridimensionando le aspettative, tutti ne vorremmo uno che fa un buon lavoro e puntiamo in alto per poi magari fare marcia indietro, debba tener presente alcune imprescindibili caratteristiche, tocca mettere dei paletti e muoversi all'interno di essi.

Ma questo lo dico dopo anni di pubblicazioni e un paio di cantonate che avrei davvero potuto evitare informandomi meglio.

 

 

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@Marco Scaldini , @LuckyLuccs , @Frank A. , @Bambola , vi chiedo la cortesia di rientrare in argomento. Dicussioni simili rigurdano il mondo dell'editoria in senso lato, potete affrontarle, sono utili, ma la sezione giusta è "Varie ed Eventuali". Spero sia chiaro, altrimenti mi toccherà assegnare dei richiami per violazione del Regolamento.

@LuckyLuccs , tu sei anche un Sostenitore, dovresti bloccare gli OT piuttosto che fomentarli. :no:

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1 ora fa, ElleryQ ha detto:

@Marco Scaldini , @LuckyLuccs , @Frank A. , @Bambola , vi chiedo la cortesia di rientrare in argomento. Dicussioni simili rigurdano il mondo dell'editoria in senso lato, potete affrontarle, sono utili, ma la sezione giusta è "Varie ed Eventuali". Spero sia chiaro, altrimenti mi toccherà assegnare dei richiami per violazione del Regolamento.

@LuckyLuccs , tu sei anche un Sostenitore, dovresti bloccare gli OT piuttosto che fomentarli. :no:

 

chiedo scusa, hai assolutamente ragione.

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Ho letto gli ultimi commenti relativamente preoccupanti. Vorrei avere qualche esperienza di qualcuno che ha pubblicato con loro. Ho infatti ricevuto una proposta e stò valutando se accettarla o meno. Contemporaneamente ho ricevuto una proposta anche da *editato dallo staff* e sono fortemente in dubbio sulla scelta. Consigli/esperienza?

Grazie

Modificato da Marcello

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@Flaterik questa è la discussione relativa a una specifica casa editrice: non puoi chiedere agli utenti di aiutarti a scegliere tra lei e un'altra...

Puoi leggere le esperienze relative a entrambe nei rispettivi topic – questo è il senso delle discussioni relative alle singole case editrici, – ma poi la scelta è tua.

 

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Si hai ragione, è che scorrendo nel "recente" leggo solo commenti da esterni e pochi di esperienze dirette di autori che ci hanno pubblicato. Guardo meglio.

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1 minuto fa, Flaterik ha detto:

e pochi di esperienze dirette di autori che ci hanno pubblicato.

purtroppo su quello non possiamo fare nulla...

1 minuto fa, Flaterik ha detto:

Guardo meglio.

(y)

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Il 22/2/2019 alle 18:47, cheguevara ha scritto:

Intervengo in questa discussione con molto ritardo, perché mi è venuta sotto gli occhi soltanto adesso. Mi chiedo se per un autore la voglia di vedersi pubblicato sia tale da trasformarsi in un venditore con la ridicola provvigione del 3%. Attenzione, una ridicola provvigione sulla vendita di una propria opera, cioè di se stesso.

A promozione zero e distribuzione idem, prima di accettare un contratto del genere (a parte gli altri punti dolenti) deciderei di autopubblicarmi, facendo comunque il venditore di me stesso, ma a ricavo 100%. O no? 

E' quello che penso sempre io ... se devo trasformarmi in un venditore di me stesso e riesco a vendere, diciamo, 140 copie, non è meglio che le stampi io e guadagni il 90% piuttosto che il 3, 4 o 7??? Com'è possibile sminuire se stessi e il proprio lavoro pur di vedere il nome stampato (male e invisibile dato che non nessuno lo vedrà tranne amici e parenti) su una copertina? Mistero ...

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2 ore fa, SenzaParole ha scritto:

non è meglio che le stampi io e guadagni il 90% piuttosto che il 3, 4 o 7???

 

@SenzaParole , ti ricordo che da Regolamento non è consentito l'abuso di punteggiatura.

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A me invece la loro politica minimalista e un po' cinica è piaciuta, tant'è vero che dopo il questionario li avevo inseriti nella lista delle case che più mi avevano colpito... Ah, per inciso avevo risposto zero a entrambe le domande senza immaginare il discorso dietro, non mi interessa la fama né credo sia plausibile arricchirsi con la scrittura da esordiente dato l'attuale stato di cose nell'editoria italiana. In ogni caso leggere sul loro sito il nome del mio lavoro fino alla seconda rilettura è stato piacevole, inoltre sono stati sempre velocissimi, 2 giorni dopo l'invio del manoscritto erano partiti con la lettura e l'esperienza si è conclusa nel giro di poco più di un paio di settimane. Purtroppo per me, il responso è stato negativo, tuttavia ho apprezzato il loro modo di fare davvero trasparente, oltre che molto più rapido rispetto ai tempi standard di altre CE. 

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Buonasera. Appena ricevuta una bozza di contratto per il mio thriller, da autore emergente. Non voglio diventare ricco e non credo che il mio libro sarà mai fonte di guadagno. Una sola cosa mi preoccupa seriamente. L'editing. Nella email mi dicono che la CE si occuperà dell'editing del libro, ma nel contratto non si parla di editing. Ho paura che firmando il contratto mi ritroverei con il mio libro stampato così come l'ho inviato, (per giunta con font Arial) e con una copertina mediocre.

Ma sono anche alla mia prima pubblicazione, e letteralmente non sono nessuno. Non so cosa fare. 

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14 ore fa, donisioraffaele ha scritto:

Non so cosa fare. 

 

Ciao, @donisioraffaele . Hai già letto i pareri degli altri utenti sulla CE? Magari ti aiutano a farti un'idea.

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17 ore fa, donisioraffaele ha scritto:

Non so cosa fare.

 

Alcuni anni fa mi sono trovato nella tua stessa situazione, ma con un altro editore. Per togliere ogni dubbio ho parlato direttamente con alcuni autori pubblicati dalla casa editrice.

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5 ore fa, ElleryQ ha scritto:

 

Ciao, @donisioraffaele . Hai già letto i pareri degli altri utenti sulla CE? Magari ti aiutano a farti un'idea.

Sì, ho letto, e i pareri sono altalenanti. Resto dell'idea però che apprezzo la loro trasparenza. Mi preccupano solo due cose: L'editing (non vorrei mi bruciassi come esordiente a causa di una cdb spacciata per editing, come alcuni dicono) e la distribuzione, che è assente, se non su ordinazione.

2 ore fa, Mister Frank ha scritto:

 

Alcuni anni fa mi sono trovato nella tua stessa situazione, ma con un altro editore. Per togliere ogni dubbio ho parlato direttamente con alcuni autori pubblicati dalla casa editrice.

Ci ho pensato e uno degli autori dice di essersi trovato bene, ma molto tempo fa.

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Credo sia d'obbligo riportare la mia esperienza con la CE in questione:
Dunque, in poche parole ho dovuto rifiutare l'offerta, in quanto non in accordo con le mie esigenze.

Ma devo dire di questa CE: è free! è chiarissima e trasparente in tutto. La responsabile (o proprietaria) è una persona chiara e schietta, che vi dice la verità nuda e cruda quale essa è.

Il contratto è chiarissimo, il supporto da parte della CE esiste e lo ritengo valido negli strumenti che usano (social).
Ho apprezzato la trasparenza in ogni aspetto sia della pubblicazione del libro, sia dei termini del contratto.

Credo sia una buona piattaforma di lancio per esordienti con poche pretese.

Mi chiederete perché ho scelto di non pubblicare con loro, bene: Perchè il mio libro è intriso di lacrime (non è un modo di dire). Per ragioni studiate, ho dovuto cambiare il nome a un personaggio, riguardo il quale, quando scrivevo, asciugavo del continuo gli occhi, e ora che ci ripenso mi sono tornati lucidi.

Credo troppo nella mia opera e desidero lanciarla un po' più in alto, non però peccando di superbia.

Comunque se dovessi usare un aggettivo per la 0111, la definirei: Onesta.

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