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Writer's Dream Staff

0111 Edizioni

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Ospite Lem Mac Lem

Ma penso che nel caso specifico si parlasse delle email in cui l'editore dice "okay, ti pubblichiamo", quando ci si mette d'accordo prima di firmare, insomma.

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Ah, giovane e ingenua... le scappatoie si trovano...

Ho appena chiesto al mio avvocato che mi conferma quello di cui sopra.

insomma, anche se l'editore non è a pagamento a volte ci vogliono i soldi ...per l'avvocato.

A questo punto, dopo aver letto attentamente per 3 mesi WD, sono giunto alla conclusione che il POD è un'ottima alternativa. Dico ottima, non la migliore.

Perché l'esordiente, dopo aver evitato le insidie dell'editore a pagamento non è che approdando al sospirato free ha risolto i suoi problemi. Intanto, free o non free, le insidie del i contratto ci sono (è normale, sfido a non trovarne in uno qualsiasi) e poi c'è il problema che il free piccolo mica ti fa questa diffusione, è comunque difficile trovarlo in libreria, inutile girarci intorno.

Allora mi chiedo se non sia meglio stamparlo con un POD. Si resta proprietari dei diritti, se ne acquistano un 20-30 copie al giusto prezzo di tipografia e il libro va comunque in vetrina su internet ( nel caso ad esempio di ilmiolibro.it ). Io penso che per un esordiente l'opportunità non sia da scartare, ecco.

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Ah, giovane e ingenua... le scappatoie si trovano...

Ho appena chiesto al mio avvocato che mi conferma quello di cui sopra.

insomma, anche se l'editore non è a pagamento a volte ci vogliono i soldi ...per l'avvocato.

A questo punto, dopo aver letto attentamente per 3 mesi WD, sono giunto alla conclusione che il POD è un'ottima alternativa. Dico ottima, non la migliore.

Perché l'esordiente, dopo aver evitato le insidie dell'editore a pagamento non è che approdando al sospirato free ha risolto i suoi problemi. Intanto, free o non free, le insidie del i contratto ci sono (è normale, sfido a non trovarne in uno qualsiasi) e poi c'è il problema che il free piccolo mica ti fa questa diffusione, è comunque difficile trovarlo in libreria, inutile girarci intorno.

Allora mi chiedo se non sia meglio stamparlo con un POD. Si resta proprietari dei diritti, se ne acquistano un 20-30 copie al giusto prezzo di tipografia e il libro va comunque in vetrina su internet ( nel caso ad esempio di ilmiolibro.it ). Io penso che per un esordiente l'opportunità non sia da scartare, ecco.

Sì, ma così non hai la credibilità che ti dà un editore free(seppur piccolo), non hai l'editing e la correzione bozze, non hai il supporto di una casa editrice e non hai quel poco di promozione(che comunque gli editori free fanno).

Tra un editore free e un pod, tutta la vita un editore free. Perché solo così pubblichi, a parer mio. :(

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Per quello che riguarda editing e correzione bozze ti dò ragione... per quello che riguarda la promozione no perché non tutti i piccoli editori ti fanno promozione, ti tocca comunque arrangiarti, e lì sono dolori di panza, lo dico per esperienza personale (non che abbia scritto niente di sensazionale, ma visti i risultati...)

Se devo guardarla da quel punto di vista, Pod o casa editrice piccola, la differenza è ben poca...

Comunque, per quel che diceva Ayame non c'è inadempienza contrattuale: l'impegno a pubblicare (così non scontentiamo nessuno) non parlava ne' di un numero di copie da comprare, ne' che la casa editrice si impegnava a promuovere il romanzo, ne' altro: parlava solo di come doveva essere impaginato il testo e del fatto che ci si impegnava a cedere i diritti del libro alla CE per sei mesi dalla data di uscita del libro. Quindi non credo si possa parlare di inadempienza... Al limite si può dire che manca un contratto, ma penso che l'impegno alla pubblicazione abbia lo stesso valore! Se hai dei dubbi ne ho una copia e te lo posso inviare, così vedi di cosa si tratta.

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Ospite
Ah, giovane e ingenua... le scappatoie si trovano...

Ho appena chiesto al mio avvocato che mi conferma quello di cui sopra.

Non posso dirtelo in pubblico, se vuoi te lo spiego con un MP

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Ospite

@Wendy

@ChalieC.

Scusate l'OT, ma perché date per scontato che un esordiente per pubblicare Free non ha altro modo che i piccoli editori?

Io sono un esordiente che ha il suo romanzo (o almeno l'aveva quando è uscito) distribuito in tutta Italia (isole comprese), nelle librerie Mondadori e nelle Feltrinelli.

Quindi sono la dimostrazione vivente che un esordiente, senza alcun titolo di studio o preparazione letteraria, può scrivere un romanzo (che non è neppure questo capolavoro strepitoso) e finire negli scaffali e venire pubblicizzato nella pagina cultura del quotidiano Libero.

In ogni caso, meglio un editore piccolo che un POD anche perché qui al WD non siamo solo contro l'EAP ma sosteniamo gli editori VERI

Mi piace pensare di far parte di un gruppo che non è capace solo di lamentarsi e protestare, ma è propositivo

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Guarda che io non intendevo che quello sia l'unico modo... Però, siccome si parlava di free piccoli, e il mio libro in ogni caso è stato pubblicato con una casa editrice, almeno a mio avviso, piccola, la pubblicità è quella che è. Io facevo confronti tra un Pod e una Ce di piccole dimensioni. Non potrai negare che, se ti tocca sobbarcarti la maggior parte della pubblicità, sono cavoli amari riuscire a vendere anche una sola copia! Poi se riesci a pubblicare con case editrici più grandi, va be', allora il discorso cambia... Io però non ci ho neanche provato perché non sapevo a chi rivolgermi (conoscevo solo Albatros come CE grande, fai conto tu) adesso che lo so almeno ci provo.

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Ospite

Chiedo scusa preventivamente per l'OT

Nel caso spostate tutto da un'altra parte...

Seriamente, ma vendere 100 copie, o venderne 10, fa tanta differenza?

Se pubblico con un piccolo free o con un POD non vedo differenza nelle copie vendute, semmai la vedo nel guadagno, ma guadagnare 50 o 500 euro non cambia la vita, non fa differenza.

Ciò che fa differenza nel piccolo è la soddisfazione personale.

Personalmente quindi mi rivolgerei a un POD solo se nessuno mi pubblica, e nel qual caso non mi sognerei mai di vendere un mio romanzo stampato col POD. Lo farei solo per regalarlo agli amici e per averlo per me.

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@ Jack

non ho detto che il POD sia la soluzione migliore, ho scritto soltanto che è una buona opportunità :-)

Pubblicare con un medio o addirittura un grande, vista l'estensione della platea di debuttanti, è difficile. Dico difficile, non impossibile. Il POD, a mio avviso, ti permette di aspettare con tranquillità l'occasione giusta, la tua occasione, che non sempre si manifesta in un arco di tempo determinato, possono anche passare degli anni, poi serve a rimarcare in via definitiva che il libro è tuo (fatto non di poco conto, va bene che si tratta di editori free ma non sono per questo motivo per forza la Madonna) e infine non ti impedisce di continuare a mandarlo in giro ( senza peraltro dovere dare spiegazioni a chi te lo pubblicherà in forma cartacea).

Io, prima di WD, consideravo il POD come un'ultima spes ma devo dire che, soppesando tanti fattori, mi sono persuaso che è un' opzione.

Da considerare davvero interessante, perchè rigorosa e onesta, mi smbra, l'esperienza di Simpicissimus, sponsorizzata da WD.

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Ospite

Purtroppo tra gli editori piccoli ce ne sono alcuni che sono peggio dei POD in quanto a servizi e distribuzione...

Per esempio a me non è mai piaciuta la scelta del carattere Times New Roman della 0111 infatti mi sto ristampando i miei libri con il book antiqua (ho sistemato anche l'aspetto editing e correzione bozze anche se per conto mio quindi qualcosa mi sarà sfuggito)

Il punto è che tra avere i libri editi in questo modo e editarli con un POD io vedo solo i vantaggi: maggior controllo sull'impaginazione e percentuale sui diritti, cosa che prima non avevo

Le mie copie le ho comunque dovute vendere per conto mio e pagandole di tasca mia

La differenza che la prima edizione portava il nome di un editore e la seconda no è quanto mai illusoria, ho visto pubblicare troppe porcherie spacciate per libri per dare peso a una simile discriminante.

Ognuno fa le sue scelte sulla base delle sue esigenze e problemi personali (ad esempio il non potersi permettere di girare l'Italia per fare presentazioni), ho scelto di autogestirmi e non sono l'unica tra molte delle scrittrici che conosco e che potrebbero benissimo essere pubblicate da editori seri ma che sono prede degli EAP o che scrivono un genere di nicchia o che semplicemente preferiscono la libertà personale.

Tanto di cappello a chi riesce a pubblicare con un editore free, e anch'io mi sto guardando intorno, ma per il momento il POD mi sta più che comodo e posso accontentare quei pochi che sono interessati a leggermi subito (e non ad aspettare 1 anno per sapere se il libro uscirà o meno... visto poi che è già edito...)

Il POD lo vedo un po' come l'arte o l'artigianato, un pittore di provincia può dipingere e vendere i suoi quadri senza per forza essere appoggiato da un mecenate, un'artigiano che intaglia il legno o una sarta che cuce vestiti non devono per forza essere dipendenti di una grande azienda per produrre i loro oggetti, se una cosa piace allora venderà, se non piace non si vende.

Ovvio l'editore ti dà un "etichetta" ma questa "etichetta" ha senso di esistere solo se è accompagnata da una selezione, un editing, una correzione bozze, una promozione e una distribuzione...

E' un po' come paragonare un vestito di dolce e gabbana con un vestito fatto in casa, se uno è bravo a cucire potrà realizzare ugualmente un abito vestibile e esteticamente piacevole (scusate l'eccesso di metafore X°D)

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Condivido il ragionamento di Azoto Liquido e penso che sia coraggiosa e dettata dalla vera passione questa sua scelta!

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Concordo con te, anch'io condivido in pieno il ragionamento di Azoto Liquido. Anche perché ricordo il caso di una ragazza, che aveva pubblicato solo in e-book su Lulu (quindi niente editing nè correzione bozze, anche se in qualche caso una limatina sarebbe servita) e tra l'altro e-book gratuito. L'ho trovata citata un po' in giro per il web ed è anche apparsa in alcune tv locali: un sacco di gente aveva letto i suoi libri, anch'io, e scriveva veramente bene. Tutto sommato è una strada che non scarterei a priori.

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Concordo con te, anch'io condivido in pieno il ragionamento di Azoto Liquido. Anche perché ricordo il caso di una ragazza, che aveva pubblicato solo in e-book su Lulu (quindi niente editing nè correzione bozze, anche se in qualche caso una limatina sarebbe servita) e tra l'altro e-book gratuito. L'ho trovata citata un po' in giro per il web ed è anche apparsa in alcune tv locali: un sacco di gente aveva letto i suoi libri, anch'io, e scriveva veramente bene. Tutto sommato è una strada che non scarterei a priori.

in effetti è quanto dicevo io.

Io nel 2001 ricevetti da Elidio Fazi un'offerta di pubblicazione con e-book + 50 copie cartacee (queste le avrei dovute pagare però). Rifiutati e oggi mi accorgo che sbagliai

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In questo modo si è venuto a creare un “movimento” di rivolta (e di dubbia legalità) composto da persone incompetenti, disinformate, maleducate, antidemocratiche e, probabilmente, affette da qualche strana e particolare forma di frustrazione (perché solo una qualche forma di frustrazione potrebbe “giustificare” l’accanimento con cui vengono fatti alcuni attacchi nei confronti di editori e utenti)

Poi saremmo noi quelli frustrati :D :D ;)

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Ospite Linda Rando
In questo modo si è venuto a creare un “movimento” di rivolta (e di dubbia legalità) composto da persone incompetenti, disinformate, maleducate, antidemocratiche e, probabilmente, affette da qualche strana e particolare forma di frustrazione (perché solo una qualche forma di frustrazione potrebbe “giustificare” l’accanimento con cui vengono fatti alcuni attacchi nei confronti di editori e utenti)

Poi saremmo noi quelli frustrati :D :D :D

Ma che poi lo sa che avendo messo il mio cognome la posso citare per diffamazione? :D Specie dopo che qui mi ha dato della malata di mente? ;)

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Questa è bellissima:

Mio post:

Andrea, come ti è stato fatto notare devi presentarti prima di postare.

Inoltre, ti invito a leggere questo topic nel quale vengono esplicitati in maniera chiara, e senza possibilità di errore, i criteri di suddivisione degli editori. Come vedrai, il criterio fondamentale è la richiesta di acquisto copie, una, dieci, cento o mille, prima, dopo o durante, non importa; se tale richiesta è sempre presente, nelle nostre liste l'editore viene classificato come editore a pagamento.

Inoltre non credo sia corretto dire che il WD da informazioni fuorvianti o penalizzi gli autori: leggendo i nostri criteri di suddivisione e soprattutto le esperienze riportate nei diversi topic, credo che chiunque abbia un paio di neuroni che girano nel verso giusto riesca a farsi un'idea, e conseguentemente prendere la decisione che ritiene più giusta.

Zerounoundici:

E che dire dei ridicoli esempi citati per far capire ai lettori, casomai fra loro ci fosse qualcuno con meno di due neuroni in testa (frase rivolta da una fedelissima della Rando a un utente in disaccordo con lei, nel corso di una delle tante discussioni)

E noi siamo i frustrati che non riportano le cose come sono nella realtà?

:D:D;):D:D

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Ospite Linda Rando

Ma tanto in tribunale c'arriviamo, la querela la sporgo io :D

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O my Lol XDDDDDD

L'ho letto e ci sono morta, davvero, voglio vedere cosa gli va a dire un giudice xD

Ma che poi lo sa che avendo messo il mio cognome la posso citare per diffamazione? ;) Specie dopo che qui mi ha dato della malata di mente? :D

Ti prego, FALLO. XD

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Ospite Linda Rando
O my Lol XDDDDDD

L'ho letto e ci sono morta, davvero, voglio vedere cosa gli va a dire un giudice xD

Ma che poi lo sa che avendo messo il mio cognome la posso citare per diffamazione? :D Specie dopo che qui mi ha dato della malata di mente? :D

Ti prego, FALLO. XD

Certo ;)

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Ospite edorzar

quello che mi lascia basito è l'incoerenza di questo assalto: si minacciano a pugno alzato denunzie a 720°, dalla magistratura penale a quella civile a quella tributaria e poi... nella stessa pagina si sfotticchia in stile 2a media con 'CACAME' e battutelle alla Ciccio Formaggio. Ma il PM che mai dovesse leggere di questa roba che dovrebbe fare? A parte crollare al suolo per un impeto d'ilarità intendo...

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Ospite Linda Rando
"Non possiamo che supporre che la causa scatenante sia stata il rifiuto della pubblicazione da parte della 0111 di una o più opere inviate in valutazione da Rando o chi per essa alla casa editrice"

Da un comunicato stampa di 0111. Quando si dice non sapere che pesci pigliare...

Non ho mai nemmeno terminato un manoscritto, figuriamoci spedirlo a qualche editore ;)

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Questa è bellissima:

Mio post:

Andrea, come ti è stato fatto notare devi presentarti prima di postare.

Inoltre, ti invito a leggere questo topic nel quale vengono esplicitati in maniera chiara, e senza possibilità di errore, i criteri di suddivisione degli editori. Come vedrai, il criterio fondamentale è la richiesta di acquisto copie, una, dieci, cento o mille, prima, dopo o durante, non importa; se tale richiesta è sempre presente, nelle nostre liste l'editore viene classificato come editore a pagamento.

Inoltre non credo sia corretto dire che il WD da informazioni fuorvianti o penalizzi gli autori: leggendo i nostri criteri di suddivisione e soprattutto le esperienze riportate nei diversi topic, credo che chiunque abbia un paio di neuroni che girano nel verso giusto riesca a farsi un'idea, e conseguentemente prendere la decisione che ritiene più giusta.

Zerounoundici:

E che dire dei ridicoli esempi citati per far capire ai lettori, casomai fra loro ci fosse qualcuno con meno di due neuroni in testa (frase rivolta da una fedelissima della Rando a un utente in disaccordo con lei, nel corso di una delle tante discussioni)

E noi siamo i frustrati che non riportano le cose come sono nella realtà?

:o:o:D:o:o

Se non altro da un'ottima idea dell'attenzione rivolta ai romanzi che esaminano.

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"Non possiamo che supporre che la causa scatenante sia stata il rifiuto della pubblicazione da parte della 0111 di una o più opere inviate in valutazione da Rando o chi per essa alla casa editrice"

Questa cosa sta diventando davvero imbarazzante ._.

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Ospite

Ora mi è venuta in mente un'altra cosa che ho dimenticato di aggiungere nel mio precedente intervento (di parecchie pagine fa xD), per pubblicare è necessario essere soci autori dell'Associazione Servizi Culturali, non so ora ma ai miei tempi la quota annua era di 35 euro.

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Ti sbagli Linda. Per pubblicare non devi essere socio di nulla: l'Associazione è una cosa, la Zerounoundici un'altra. Se vuoi pubblicare con l'Associazione devi essere socio, se vuoi pubblicare cone la 0111 non c'è bisogno di sborsare neanche un centesimo. Mi sa che i tuoi consulenti non hanno valutato bene le cose e sei finita in un tunnel...mi spiace dirtelo, ma questa casa editrice (pur limitatissima e senza distribuzione) non chiede soldi, né acquisto di copie (almeno non a tutti).

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Ospite Linda Rando
Ti sbagli Linda. Per pubblicare non devi essere socio di nulla: l'Associazione è una cosa, la Zerounoundici un'altra. Se vuoi pubblicare con l'Associazione devi essere socio, se vuoi pubblicare cone la 0111 non c'è bisogno di sborsare neanche un centesimo. Mi sa che i tuoi consulenti non hanno valutato bene le cose e sei finita in un tunnel...mi spiace dirtelo, ma questa casa editrice (pur limitatissima e senza distribuzione) non chiede soldi, né acquisto di copie (almeno non a tutti).

Veramente a parlare dell'associazione è stata un'autrice di 0111, non io :D inoltre anche la collana Rossocuore non doveva prevedere contributi, ma qui ci sono delle testimonianze di persone che si sono viste chiedere acquisto copie per la collana in questione.

E poi... Consulenti? :?

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Ospite queenseptienna

Sono diventata la consulente della Rando Band? °°

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Su una cosa la Lovati ha sicuramente ragione: siete un pò aggressive e poco propense al dialogo. Volevo solo contribuire a precisare alcune cose, questo vostro sarcasmo non lo capisco. Per consulenti intendevo coloro che ti hanno dato le informazioni sulla 0111...era per non sprecare troppo parole, scusate eh.

Comunque rimane il fatto che ci sono degli errori, vostri, perchè la 0111 non chiede soldi nè acquisto copie a tutti. Di questa Rossocuore non so nulla, nè me ne frega granché: se invece di attaccarvi al "consulente" leggeste bene quello che scrivo, evitereste di citare Rossopomodoro e via dicendo: ho scritto che la 0111 NON CHIEDE A TUTTI contributi (evidentemente al Cuore-impavido-rosso sì...), per cui secondo me è da doppio binario.

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Ospite

Frank, scusa la domanda che faccio con assoluta cortesia e predisposizione al dialogo: ma tu hai pubblicato con la 0111?

Io sì, e conosco molti suoi autori.

La differenza tra chi pubblica con l'Associazione e chi con la 0111 non l'ho mai capita dato che io ho pubblicato nella collana "Selezione" eppure la quota di associazione l'ho dovuta pagare ugualmente, ma ti parlo del 2008

La Rosso Cuore su cui tu ironizzi è una delle collane indipendenti della 0111 (che ora ha chiuso), quindi si parla dello stesso editore, non mi pare che la conosci così bene se non sai neanche quali sono le sue collane...

E per inciso io sono una di quelli che considera la 0111 a doppio binario, il problema è che nessuno di quelli che ha pubblicato di recente è mai venuto a testimoniare e dire "io non ho pagato nulla".

C'è comunque da ricordarsi una cosa, secondo i criteri di suddivisione delle case editrici qui sul forum chiedere l'acquisto di 5 copie per le iniziative dell'editore, oppure chiedere di acquistare le eventuali copie invendute dal conto vendita, è considerato una forma di contributo seppur minima.

Se si leggesse con attenzione i post indietro si capirebbe che qui nessuno ha mai voluto condannare o demonizzare la 0111 ma si tratta di fare informazione e di far capire agli aspiranti scrittori quali sono le clausole a cui si andrà incontro.

Se qualcuno portasse dei fatti concreti magari lo staff potrebbe rivalutare la questione...

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