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Writer's Dream Staff

0111 Edizioni

Post raccomandati

Grazie a tutti per i vostri consigli.

Sì, credo che alla fine rinuncerò. E continuerò a sperare che arrivi qualcosa di meglio...

Deve arrivare per forza!! (Oggi mi sento ottimista!)

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1- se io avessi copie in conto vendita, non organizzerei mai presentazioni in libreria ma in locali, circoli ecc.

nelle presentazioni che organizzo in libreria, il mio guadagno è solo quello delle royalties sul venduto. è il libraio a fare il vero 'affare', come è ovvio che sia, dal momento che ci mette la struttura. se presentassi in libreria endendo le MIE copie, minimo minimo il libraio mi chiede l'affitto della sala

2- le librerie non pagano e le copie risultano INVENDUTE nella rendicontazione, a meno che l'autore non si trasformi in agente recupero crediti per conto dell'editore? cos'è, una barzelletta?

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Sembra che la 0111 faccia un contratto diverso a ogni autore...

Ma di che collana si tratta? Finora per quanto ne so io il pagamento solo in copie era previsto solamente per la collana edita dall'Associazione Culturale e non per le altre.

Il mio contratto è simile riguardo il conto vendita (ho avuto 40 copie, devo venderne almeno 25, le altre posso restituirle), ma dalla centocinquantunesima copia venduta in poi prevede una retribuzione monetaria, non in copie.

@bukowsky77: purtroppo non è una barzelletta, è l'Italia, e non si può neanche farne una colpa alla casa editrice :cry:

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Sembra che la 0111 faccia un contratto diverso a ogni autore...

Ma di che collana si tratta? Finora per quanto ne so io il pagamento solo in copie era previsto solamente per la collana edita dall'Associazione Culturale e non per le altre.

Se non erro la collana in cui Zerounoundici aveva intenzione di pubblicare il mio romanzo si chiama "Guest Book", e probabilmente è proprio quella gestita dall'associazione culturale.

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Sarah Cameron ha scritto:

Comunque il motivo principale per il quale rifiutai fu il punto 2! Non esiste che un mio lavoro venga pagato con un sistema medioevale quale il baratto! Scherziamo? Il lavoro altrui si paga con il denaro... non è che se mi viene l'idraulico a casa io lo ricambio con un tutto fuorché la moneta. Mi riderebbe in faccia. Così come tutti gli altri lavori. Le prestazioni e i servizi che uno offre si pagano con il denaro.

Quoto al 2000%!

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Buon giorno Linda, si ricorda di me?

Sono Stefania Lovati, titolare della Zerounoundici Edizioni.

Purtroppo ho constatato che sul vostro forum continuano a essere postate notizie false, e spesso ingiuriose, sulla nostra casa editrice.

Quello che più mi ferisce è che proprio lei, in data piuttosto recente (novembre 2009), ha pubblicato una notizia assolutamente non vera, puntualizzando più volte la sua posizione. Cito solo un paio di suoi post:

Sì, ma c'è anche scritto che il criterio principale è quello della richiesta di contributo. 0111 ha cambiato politica, ora chiede sempre ai suoi autori di acquistare un tot di copie(*): prima non lo faceva, è per questo che è passata da una lista all'altra. Non importa l'entità, potrebbe chiedere anche l'acquisto di tre copie ad autore, le cose non cambiano.

(*)Naturalmente, ho tutte le carte in regola per provare, quando sarà il momento, che non è così come lei afferma: come CHIARAMENTE e LIMPIDAMENTE espresso sul sito, viene chiesto l’acquisto di 15 copie solo in caso di editing e non in altri casi. E mi creda, le pubblicazioni che abbiamo fatto senza la richiesta di cui sopra sono nettamente superiori numericamente rispetto alle altre. E lo proverò.

Ragazzi capisco le perplessità, ma le case editrici sono suddivise secondo la richiesta di un contributo, non sulla serietà; fino a quando il vincolo c'era solo in alcuni casi andava in Doppio binario, ora che è sempre presente è questa la lista adatta(*).

(*)Ecco, qui ha rimarcato e confermato le menzogne già citate. Dovrebbe prestare più attenzione a ciò che scrive sul suo forum, signora, soprattutto se le fonti di informazione non sono affidabili e comunque non prima di averne accertato la veridicità. Questo vale anche per ciò che scrivono o che “copiano” i suoi utenti. Infatti, ho trovato parti del nostro contratto copiate e incollate nei post, cosa assolutamente illegale. A prescindere dal fatto che, almeno fino a qualche tempo fa, i contratti variavano da opera a opera, e che quindi qualunque testimonianza individuale non serve a fornire alcuna conferma o smentita, non si possono pubblicare così, liberamente, documenti o parte di essi su un forum pubblico. Non glielo ha spiegato suo padre?

Infine, la cosa che mi ha spinto a scriverle, oltre che a iniziare a muovermi per prendere provvedimenti in base a quanto è in mio diritto fare, è l’articolo apparso sul quotidiano “Il Giornale” il 16/3/2010 e firmato da Antonio Armano, in cui lei è citata quale fonte delle informazioni oggetto dell’articolo stesso, assieme al suo sito http://www.writersdream.org e alla Black List in esso pubblicata. Ebbene, nell’articolo la Zerounoundici (che peraltro hanno erroneamente indicato come Zeroundici, che è una casa editrice esistente e attiva e che potrebbe avere qualcosa da dire in merito!), viene menzionata nell’elenco, senza distinzione alcuna, al quale seguono esempi che nulla hanno a che fare con la nostra realtà, come per esempio (cito):

Poi c’è l’ipocrisia del linguaggio: si parla di «contributo» dove si vuole lucrare e basta. Spiega Linda Rando: in media «abbiamo una differenza di circa 1600 euro tra costo reale totale e contributo chiesto dall’editore: dove finiscono quei soldi? Perché vengono chiesti se non vengono spesi»? Altro che contributo!

Non so se gli esempi e i paragoni citati nell’articolo siano realistici per quanto riguarda gli altri editori elencati, ma per quanto riguarda noi sono solo calunnie diffamatorie, e lo proveremo.

Probabilmente lei si sente in una botte di ferro, con il suo papà che la difende a spada tratta, e buon per lei. Ma vorrei farle notare che più e più volte, sul vostro forum, sono state commesse violazioni perseguibili (e in taluni casi si tratta proprio di calunnie e diffamazioni, ben diversi dai vostri commoventi esempi, pubblicati nella vostra sezione “Note legali” (?) al solo scopo di scoraggiare le vostre vittime da qualunque tentativo persecutorio nei vostri confronti).

Peggio ancora, l’articolo pubblicato su uno dei più importanti quotidiani nazionali da un “collaboratore esterno” del giornale in questione (e quindi non da uno dei loro giornalisti), che cita espressamente lei e il suo forum come fonte delle informazioni su cui l’articolo si basa, per quanto riguarda noi esprime solo grandi menzogne, e questo ci sta causando un grosso danno, economico e di immagine. Per questo motivo questa volta non sono disposta a chiudere un occhio, come invece ho fatto fino ad ora con il vostro forum.

E giacché parliamo di legalità, apriamo una piccola parentesi. Non mi pare che abbiate tutte le carte in regola...:

Non mi dica che non è a conoscenza dell’illecito che state commettendo (devo specificare o lo intuisce da sola?)! Non mi pare di avere visto pubblicato sul vostro sito né un numero di partita iva, né il codice fiscale che viene assegnato alle REGOLARI attività no-profit, e grazie al quale sarebbe lecita qualunque richiesta di "offerta" o "contributo" da parte degli utenti! Meglio stendere un velo pietoso, per ora...

Non mi interessa ciò che fate, a patto che, qualunque cosa sia, non porti danno a nessuno.

Purtroppo, nel vostro caso di danni ne avete procurati non pochi e non a pochi.

E dire che c’è stato un tempo che ho persino ammirato e appoggiato il vostro operato: ho tutte le email che ci siamo scambiate... forse non si ricorda che in una di queste ci ha chiesto addirittura il nostro logo, da inserire nel forum, e ci ha chiesto di contraccambiare inserendo il vostro in uno dei nostri siti...

Mi domando come mai, in quel periodo, ai sui occhi eravamo una casa editrice “rispettabile”, mentre ora, nonostante i cambiamenti apportati alla nostra politica editoriale siano stati via via sempre più a favore degli autori e non il contrario, come lei sostiene senza cognizione alcuna, siamo improvvisamente diventati degli SFRUTTA-ESORDIENTI!

Ma avremo certamente occasione di chiarire l’intera questione, in un modo o nell’altro. E’ una promessa.

Cordiali saluti

Stefania Lovati

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Ospite Linda Rando

Salve Stefania,

innanzitutto la prego di riprendersi le frecciatine velenose e le velate insinuazioni, non so cosa farmene. Anche lei è passata dalla parte di chi rettifica i fraintendimenti con le cause legali? Mah.

Innanzitutto, veniamo al discorso relativo alla 0111. C'è stato un fraintendimento tra quanto ho letto e quanto mi ha riferito un mio collaboratore, che mi aveva informata della vostra politica di acquisto copie; dato che il mio collaboratore non ha mai fatto errori mi sono fidata senza problemi, ma sa, siamo umani. Che caso.

Questo per dirle che io non ho problemi né a rettificare sul sito né a chiedere pubblicamente scusa per il fraintendimento. In passato ci fu un medesimo problema con Montag, risolto nel giro di pochi minuti con un chiarimento da entrambe le parti.

Io non ricordo di aver ricevuto nessuna mail da parte sua, né di aver letto interventi sul forum, dove si invitava a rettificare o si correggeva quanto indicato. Per questo trovo assolutamente stupefacente la sua mail aggressiva, perché non mi sembra di aver detto che la sua casa editrice fa pagare millemila euro o cos'altro: c'è scritto che fate comprare sempre 15 copie anziché, come fa notare lei, solo in caso di editing.

Dov'è questo grande clamore? Ho forse detto che fate pagare milleduecento euro a pubblicazione, che non rispettate i contratti o cos'altro? No, mi dica, perché dal tono e dalle sue frecciate sul lavoro di mio padre (che fa l'installatore elettrico, non l'avvocato come lei presume) sembra che abbia insultato la 0111. Tant'è che poco tempo fa ho comprato un vostro libro, tanto la disprezzo...

In secondo luogo, mi scusi ma la seconda parte della mail non ha senso. Io non sono responsabile in alcuna maniera per quanto ha scritto Antonio Armano nel suo articolo, tra l'altro dovrei essere io ad aver qualcosa da ridire perché dipinge la lista A pagamento come una black list. Dovrei minacciarlo di querela! No, me ne frego, perché basta aprire il sito per leggerne il contenuto. Interpretazioni arbitrarie non mi interessano né hanno alcun peso. Allo stesso modo se la Zeroundici vorrà prendersela si rivolgerà ad Antonio Armano, sicuramente non a me, in quanto io manco sono a conoscenza dell'esistenza di questa casa editrice.

Ugualmente, la mia affermazione relativa allo scarto di 1600€ si trova qui: http://www.writersdream.org/blog/2010/0 ... confronto/ dove non c'è nemmeno un nome di un editore. Tantomeno quello della 0111. Perché, Stefania, io non ho messo bocca nell'articolo, le mie frasi sono prese da articoli già presenti in rete. Se ha qualcosa da ridire sull'articolo si rivolga al signor Armano, come le ho già detto.

In terzo luogo, il discorso donazioni. Ne ho parlato con un avvocato finanziario e con un commercialista: io sono perfettamente in regola, fino a quando la mia unica fonte di reddito è il sito e non supero i 2800 € annui. E fino ad ora ho raccolto un centinaio d'euro scarsi usati per pagare la piattaforma del sito...

Writer's Dream NON E' né un'associazione né un'attività, che sia no profit o meno. E non c'è scritto questo sul sito: c'è scritto che il nostro è un PORTALE no profit, ovvero un sito che non chiede soldi. E guardi un po', è esattamente così :D

Tra parentesi, questo è esattamente lo stesso fraintendimento che è avvenuto da parte nostra nei confronti delle 15 copie acquistate in caso di scelta di effettuare l'editing, interpretata da noi come un acquisto obbligatorio in ogni caso.

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Allora, penso di essere io il collaboratore.

Ho letto in giro, anche da vostri autori che: voi date in conto vendita delle copie, che l'autore qualora non riuscisse a vendere, dovrebbero essere acquistate almeno in parte dall'autore. Da qualche parte si leggeva che su 40 copie in conto vendita, nel caso di rimanenze l'autore avrebbe dovuto acquistare almeno 25(scontate). Beh se così fosse, ma non vedo perché un vostro autore dovrebbe farvi cattiva pubblicità, si potrebbe profilare come un contributo(seppur eventuale) a posteriori. Per questo era entrata in questa lista, che non è una black list, questo ci teniamo a ripeterlo.

Un saluto,

Massimo

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Questo è parte dell'articolo, dove si parla ESPLICITAMENTE e senza fraintendimenti di LEI e del suo FORUM:

...la giovanissima Linda Rando (19 anni) ha pubblicato sul sito writersdream.org una lista nera: «Ho scoperto dell’esistenza dell’editoria a pagamento e non mi sono data più pace» scrive nel blog sul romanzo, anche questo impegnato nella «crociata» anti-mercenari. La black list comprende 46 sigle: Alberti, Zeroundici, Bastogi, Il Pavone, Edigiò... E arrivano segnalazioni di nuove vittime. L’esercito dei manoscrittari è in crescita e non si dà mai per vinto.

Alla voce «doppio binario» ci sono 31 editori che fanno un minimo di selezione e sono meno esosi: Cicorivolta, Giovane Holden, Tabula Fati... «Riceviamo 300 manoscritti ogni anno» dicono quelli di Mobidyck. «E ne pubblichiamo non più di 7/8 (il nostro giudizio ovviamente è soggettivo, quindi discutibile. Ma abbiamo una nostra idea di qualità che cerchiamo di portare avanti). Chiediamo agli autori un pre-acquisto di copie (che sappiamo per esperienza utili nell’auto-promozione, nella rappresentanza, nella partecipazione a reading e rassegne)».

Spiega Linda Rando: in media «abbiamo una differenza di circa 1600 euro tra costo reale totale e contributo chiesto dall’editore: dove finiscono quei soldi? Perché vengono chiesti se non vengono spesi»? Altro che contributo!

Linda Rando s’è vista proporre una pubblicazione gratuita da un editore in cambio del depennamento dalla black list!

Non mi pare che lei si possa definire estranea al contenuto di questo articolo, Linda. Ma soprattutto, non lo può fare ADESSO che l'articolo è uscito su scala NAZIONALE! Se ce ne saranno, subirà anche lei le dovute conseguenze, anche solo per aver pubblicato sul suo sito notizie FALSE o male interpretate, che hanno portato a tutto ciò.

E se suo padre non è avvocato, mi dispiace per lei, perché nonostante abbia una rispettabilissima professione, se fosse stato avvocato le sarebbe stato certamente d'aiuto, soprattutto nell'evitarle di commettere certe gravi azioni.

Se ha qualcosa da ridire sull'articolo si rivolga al signor Armano, come le ho già detto.

Non tema, nemmeno lui è esonerato da qualunque conseguenza che deriverà da tutto ciò!

Inoltre, ci sono alcune sue frasi, non solo nel post a cui sto rispondendo, ma ne sono pieni i suoi siti e/o forum, nelle quali ripete più o meno la stessa affermazione, cioè questa:

Anche lei è passata dalla parte di chi rettifica i fraintendimenti con le cause legali?

Si informi bene su quella che è la legge, signora, lo dico per lei (perché io lo so già), che non mi pare abbia le idee molto chiare.

C'è stato un fraintendimento tra quanto ho letto e quanto mi ha riferito un mio collaboratore, che mi aveva informata della vostra politica di acquisto copie; dato che il mio collaboratore non ha mai fatto errori mi sono fidata senza problemi, ma sa, siamo umani. Che caso.

Non credo che con questa semplice frase, chiusa tra l'altro con un'espressione a dir poco canzonatoria, possa risolvere magicamente i suoi (numerosi) problemi, signora. Così come qualunque altra cosa lei possa aggiungere qui, in questa sede. Avrebbe dovuto fare più attenzione quando era il momento, senza arrivare a ciò a cui siamo arrivati a causa sua. Come già detto, ripeto: non mi interessa ciò che fate né come lo fate, basta che non arrechi danno. Ebbene, il danno c'è stato, è stampato e documentato ed è a dir poco gravissimo. Considerando poi che non siamo i soli a essere stati danneggiati, credo che l'eco provocata da questo suo passatempo rimbomberà parecchio e per parecchio.

Non si ricorda delle nostre chiacchierate via email? Lasci che le rinfreschi un po' la memoria, allora:

From: Linda

To: redazione@0111edizioni.com

Subject: Re: richiesta

Date: martedì 9 settembre 2008 14.36.45

Gentile Stefania,

il mio nick è "Ayame", non "Ayme" :D

Tralasciando futili dettagli, mi fa molto piacere ricevere questa vostra mail. Seguo

da un po' la Zerounoundici, soprattutto su Easy Reader, e avevo sempre trovato

piuttosto ammirevole il vostro lavoro.

La vostra proposta mi giunge quanto inaspettata quanto gradita; io e il mio staff

saremo lietissimi di collaborare con un'editrice che pensa a lanciare gli esordienti,

cosa che tentiamo di fare anche noi, nel nostro piccolo.

Cordiali saluti,

Rando Linda

Responsabile fondatrice di WD

E ANCORA:

Ciao Stefania,

>>

sul WD è uscita questa discussione sulla 0111

> http://writersdream.forumfree.net/?t=35098298.

> Le "incongruenze" escono nella terza pagina, quando io posto l'intervento di

> un autore trovato su un altro forum in cui si dice che può essere richiesto

> l'acquisto di una cinquantina di copie. Potresti intervenire direttamente

> sul forum e portarci un po' di luce? Te ne saremmo tutti molto grati.

> A presto,

>>

Linda

>----------------------------------------------

>

2009/1/24, Stefania Lovati:

> Ecco Linda, ho cercato di chiarire un po' le cose.

> Grazie ancora

>>

Stefania

------------------------------------------------

From: Rando Linda - Writer"s Dream

To: stefania.lovati@...

Subject: Re: R: Discussione su WD

Date: sabato 24 gennaio 2009 20.12.17

Grazie a te per essere intervenuta e per aver chiarito i punti oscuri!

Linda

---------------------------------------------

Ce ne sono altre, tantissime! Sono tutte raccolte in un archivio che ho nominato "Archivio Linda Rando", così non farò fatica a recuperarle quando mi verranno chieste.

Cosa faccio, vado avanti a postare o può bastare?

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Ospite Linda Rando

Senti Stefania, mi sto seriamente stufando. Me ne frego di quanto ha scritto Antonio Armano su Il Giornale, io rispondo per quanto ho scritto io e non per altro, ed è esattamente questo che richiede la legge. Fine del discorso.

Inoltre, se rilegge il mio post, vedrà che il discorso del fraintendimento è riferito ad altro.

E mi permetto di farle notare che non ha detto una parola sul contributo a posteriori evidenziato da maximod, senza contare che lei sorvola allegramente sul fatto che lei mi ha accusata di detenere un'attività illecita... Sono sempre solo gli altri a diffamare, no? A noi stessi tutto è permesso lecitamente.

Quelle mail le ho tutte anche io e guarda caso si riferiscono al post iniziale di questo topic che ho riportato dal vecchio forum, in cui ero intervenuta.

E le ho tutte anche io, e le ricordo molto molto bene. Vado avanti io, magari?

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Senti Stefania, mi sto seriamente stufando. Me ne frego di quanto ha scritto Antonio Armano su Il Giornale, io rispondo per quanto ho scritto io e non per altro, ed è esattamente questo che richiede la legge. Fine del discorso.

Inoltre, se rilegge il mio post, vedrà che il discorso del fraintendimento è riferito ad altro.

E mi permetto di farle notare che non ha detto una parola sul contributo a posteriori evidenziato da maximod, senza contare che lei sorvola allegramente sul fatto che lei mi ha accusata di detenere un'attività illecita... Sono sempre solo gli altri a diffamare, no? A noi stessi tutto è permesso lecitamente.

Quelle mail le ho tutte anche io e guarda caso si riferiscono al post iniziale di questo topic che ho riportato dal vecchio forum, in cui ero intervenuta.

E le ho tutte anche io, e le ricordo molto molto bene. Vado avanti io, magari?

Sì, con molto piacere, vada avanti, la prego!

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Ospite Linda Rando

Solo dopo che lei avrà risposto al fatto del CONTRIBUTO A POSTERIORI che ha portato la 0111 nella lista A pagamento. Sarà interessante vedere quali affermazioni porterà come diffamazione... Tanto più che chiedere contributi è legalissimo.

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Ospite

Signora (o signorina) Stefania, da imprenditore quale sono, mi permetta di farle notare che usando questo tono sta mettendo in una pessima luce la Casa Editrice che sta rappresentando.

Un semplice e civile chiarimento sarebbe stato un'ottima pubblicità con la quale mettere in luce la vostra vicinanza agli autori e la vostra chiarezza e limpidezza.

Così facendo credo abbia preso una strada sbagliata, poi faccia lei...

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Solo dopo che lei avrà risposto al fatto del CONTRIBUTO A POSTERIORI che ha portato la 0111 nella lista A pagamento. Sarà interessante vedere quali affermazioni porterà come diffamazione... Tanto più che chiedere contributi è legalissimo.[/quote

Il CONTRIBUTO A POSTERIORI???

Ma cosa si è inventata, adesso? Ma qui stiamo rasentando la pazzia!

Ma lei lo sa che un contratto prevede clausole cautelative bilaterali (e NON UNILATERALI!)? Ma da chi è stata partorita questa GENIALATA?

Ma lei lo ha letto il nostro contratto (e non gli spezzoni che illegalmente qualcuno di tanto in tanto pubblica sul nostro sito)?

E soprattutto LEI CHI E' o CHI SI CREDE DI ESSERE per permettersi di venire a chiedere SPIEGAZIONI A NOI!!!!

Forse lo ha già dimenticato, ma SONO IO che le sto chiedendo spiegazioni per quanto accaduto per causa sua e questi suoi tentativi di defilarsi tutt'altro che elgantemente da quello che è il problema reale mi commuovono, visto che evidentemente non ha ancora capito quanto grave sia la SUA situazione!

Non sono io che devo rispondere di qualcosa a lei, ma E' LEI CHE DEVE RISPONDERE A ME DI QUANTO ACCADUTO!

Ma qui davvero stiamo rasentando la FOLLIA, oltre che avere abbondantemente superato L'ILLECITO! Forse è ora che cominci a dedicare parte del suo tempo a qualcos'altro, Linda. Per esempio, perché non comincia a studiarsi il codice civile e quello penale? Le servirà.

E con questo, credo di aver dedicato fin troppo del MIO tempo a illustrare, più o meno bonariamente, i fatti accaduti e per niente graditi, sui quali è mio SACROSANTO DIRITTO chiedere che venga fatta giustizia.

E visto che Linda sembra essere "sorda", è inutile che di tempo ne perda ancora, qui in questa sede, dato che non servirebbe a nulla.

Sicuramente verrò ascoltata altrove, quindi cambio direzione.

E' stato un piacere...!

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Ospite Linda Rando

Cara Stefania, e dopo la sua bella uscita sulla mia pazzia credo non ci sia più niente da dire. Soprattutto dopo che "io non sono nessuno per chiedere spiegazioni a lei".

Lasci che le spieghi che io, secondo il codice che ama tanto citare, ho pieno diritto di parola, opinione e critica. Quindi ho tutto il diritto di farmi domande e di stilare una lista secondo la quale c'è un passaggio di soldi, in qualsiasi momento, dall'autore all'editore, qualsiasi sia il motivo.

Voi operate così, benissimo, liberi di farlo. E chi vi dice niente? Ma non mi si venga a contestare il diritto di metterlo nero su bianco.

Badi bene, signora Lovati, che io non ho scritto che lei sbaglia, compie un reato, truffa o altro: io ho inserito la 0111 in una lista che prevede che quando c'è un esborso di denaro dell'autore, per qualunque motivo, la casa editrice rientri in tale lista.

E' legalissimo e io non offeso in alcuna maniera la sua casa editrice.

Lei, al contrario, si è permessa di venire qui dandomi della pazza, accusandomi di truffa, di diffamazione e quant'altro.

Spero che ci rivedremo DAVVERO in un'aula di tribunale, perché non ho dubbi - né ne ha il mio avvocato - su dove stia la ragione.

Buona giornata!

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A me pare che qui da un semplice equivoco sia nato un pandemonio. Sig.ra Stefania, mi sembra che Ayame (Linda) non abbia fatto altro che quello che fa sempre. Punto. Evidentemente, può succedere di sbagliarsi o commettere un errore di valutazione, ma lo spazio qui è libero a tutti, e chiarire l'equivoco mi parrebbe una cosa del tutto lecita e anche vantaggiosa da parte sua. Inoltre, scusi, ma lei (Ayame) che colpa ha se un giornalista del Giornale l'ha citata e per giunta in modo erroneo, facendo di tutta l'erba un fascio? (il Giornale, poi, legato a Berlusconi e a Mediaset che sta facendo una pubblicità sistematica al Filo-gruppo Albatros non indifferente!) Di questo dovrebbe adirarsi col giornalista e/o la testata in questione, magari pretendendo un'intervista o un intervento chiarificatore (esattamente come ha fatto qui).

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Stefania scrive: "E soprattutto LEI CHI E' o CHI SI CREDE DI ESSERE per permettersi di venire a chiedere SPIEGAZIONI A NOI!!!!"

Beh, io penso che chiunque abbia il diritto di chiedere spiegazioni.

Dico anche che, dopo avere letto tutto questo papiello, il mio desiderio di acquistare un libro della Zeounoundici è attestato sullo zero assoluto.

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Ospite Linda Rando
A me pare che qui da un semplice equivoco sia nato un pandemonio. Sig.ra Stefania, mi sembra che Ayame (Linda) non abbia fatto altro che quello che fa sempre. Punto. Evidentemente, può succedere di sbagliarsi o commettere un errore di valutazione, ma lo spazio qui è libero a tutti, e chiarire l'equivoco mi parrebbe una cosa del tutto lecita e anche vantaggiosa da parte sua. Inoltre, scusi, ma lei (Ayame) che colpa ha se un giornalista del Giornale l'ha citata e per giunta in modo erroneo, facendo di tutta l'erba un fascio? (il Giornale, poi, legato a Berlusconi e a Mediaset che sta facendo una pubblicità sistematica al Filo-gruppo Albatros non indifferente!) Di questo dovrebbe adirarsi col giornalista e/o la testata in questione, magari pretendendo un'intervista o un intervento chiarificatore (esattamente come ha fatto qui).

No, ma qui ho fatto un errore io affermando che la 0111 è in questa lista per le 15 copie acquistate. La memoria mi ha ingannato, è stata spostata per la questione che ha sollevato maximod, ovvero quella degli eventuali libri invenduti che l'autore deve acquistare.

Ma non mi pare che sia stato detto "sono dei ladri!!" o altre amenità simili. E' stata presentata la cosa, e in ultima battuta la signora Lovati anziché spiegare o negare ha confermato quanto detto sottolineando che si tratta di clausole cautelative. Ma io non ho mai detto il contrario :mrgreen:

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Ospite edorzar

egregia Signora Lovati, io personalmente non vedo (rectius mi sfugge) in cosa risieda il vostro problema.

La 0111 è una casa editrice a (modesto) pagamento, io stesso ho ricevuto una Vostra proposta di pubblicazione che prevedeva un acquisto obbligatorio di n. 30 copie scontate, a meno che le medesime non fossero state da me piazzate sul mercato.

Niente di criminoso, anzi, si tratta di un (eventuale) contributo di medio-piccola entità in specie a fronte di tutt'altre richieste economiche, spesso insite nella politica editoriale di altre aziende del settore.

Posso comprendere trnaquillamente che la natura un po' sbeffeggiante di alcuni post, come anche l'articolo del Giornale da Voi ripetutamente citato ed effettivamente redatto in via sbrigativa e un po' facilonesca, possano averla irritata.

Mi sembra però che i suoi ultimi post siano eccessivi, improntati ad un'intollarabile aggressività e soprattutto non risolutivi perchè, in quanto anch'io avvocato, posso confermare che ben difficilmente un qualsiasi giudice di pace perderà molto tempo ad esaminare le stampe di una simile web-caciara ; forse il suo legale di fiducia glielo confermerà con maggiore dovizia di particolari.

Non mi sembra e non credo che Linda sia perseguibile per il solo fatto d'aver citato la Vostra politica editoriale, che prevede appunto il pagamento di alcune copie, salvo eccezioni che in quanto tali non cambiano la regola.

Del resto sia il vostro sito ufficiale che il vostro contratto standard (almeno quello inviato a me) lo confermano.

Personalmente Vi inviterei a moderare i toni ed evitare minacce, foriere soltanto di irrigidimenti e contrattacchi; non mi sembra che lo staff del WD abbia mai avuto nulla contro la Vostra azienda e questo dovrebbe esservi chiaro.

Probabilmente un reciproco chiarimento a MENTE SERENA riavvierà il confronto su basi costruttive e senza (poco praticabili) azioni legali e scontri ideologici.

Distinti saluti.

vito

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Sono entrato per caso nel forum, alla ricerca di notizie sulla 0111 edizioni, avendo ricevuto anche io una proposta editoriale per l’inserimento del testo nella collana “selezione” con clausole di contratto che hanno più o meno i contenuti fin qui riportati, che non ho ancora firmato e non so se lo farò. Aldilà della polemica in atto, o forse conclusa, tra persone che non conosco e sulla quale non mi permetto di esprimere giudizi, credo che ci sia un eccesso di manicheismo nella suddivisione delle case editrici. Inserire nello stesso calderone chi chiede l’intera cifra dei costi di pubblicazione più il guadagno, prima ancora di pubblicare, insiemi a chi chiede, dopo due anni dalla pubblicazione, l’acquisto delle copie rimaste invendute rispetto alle 50 di prima tiratura mi appare un’operazione poco chiara, in ragione soprattutto della poca chiarezza che viene fornita al lettore che collegandosi al vostro sito cerca informazioni sulle case editrici. “Con richiesta di contributo” e “Senza richiesta di contributo” è ormai un modo sbrigativo di giudicare le case editrici e quindi la qualità delle loro opere, condizionante l’acquisto di testi. Tutti gli autori che hanno pubblicato con questa casa editrice sono oggetto di un danno potenziale da questa suddivisione e non mi sembra giusto, a maggior ragione se si pensa che parte di quei soldi andranno a favore di organizzazioni Onlus. Forse oltre all’inferno e al paradiso sarebbe il caso di inserire almeno un purgatorio, cosicché non si possa dire che chi chiede 1 e chi chiede 1000 in fondo pari sono, per le 999 ragioni che li separano.

Cordiali saluti

Andrea

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Andrea, come ti è stato fatto notare devi presentarti prima di postare.

Inoltre, ti invito a leggere questo topic nel quale vengono esplicitati in maniera chiara, e senza possibilità di errore, i criteri di suddivisione degli editori. Come vedrai, il criterio fondamentale è la richiesta di acquisto copie, una, dieci, cento o mille, prima, dopo o durante, non importa; se tale richiesta è sempre presente, nelle nostre liste l'editore viene classificato come editore a pagamento.

Inoltre non credo sia corretto dire che il WD da informazioni fuorvianti o penalizzi gli autori: leggendo i nostri criteri di suddivisione e soprattutto le esperienze riportate nei diversi topic, credo che chiunque abbia un paio di neuroni che girano nel verso giusto riesca a farsi un'idea, e conseguentemente prendere la decisione che ritiene più giusta.

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Non avevo letto e me ne dispiace. Ho quindi rispettato l'obbligo della presentazione.

Avevo gia letto il post consigliatomi, e in virtù del regolamento:

1.3. Non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti dello Staff, del suo operato e degli altri utenti. Critiche, consigli e osservazioni allo Staff sono naturalmente consentiti, purché si svolgano presso le sedi legittime – Segreteria, Bacheca e messaggi privati – e siano espressi in tono civile, senza sarcasmo, acidità, ostilità e quant’altro. Pena prevista in caso di infrazione: a seconda della gravità, richiamo, Warned o ban permanente;

mi sono permesso di esprimere una critica e un consiglio che ho postato qui dovendo riferimi alla casa editrice in questione.

Si, credo di avere quattro neuroni che girano per la testa, non ho ancora capito in quale senso girano, ma purtroppo è il tempo che mi manca affinchè dalla iniziale suddivisione possa risalire attraverso un'attenta lettura di tutti i topic ad una valutazione reale delle case editrici. A me interessava avere informazioni sulla 0111 edizioni tutte le altre in elenco rimangono per me case editrice "con richiesta di contributo", e credo che la stessa cosa possa avvenire per molti visitatori.

Nella vostra pagina in merito all'editoria a pagamento, ben fatta come daltronde tutto il sito, voi stessi fate riferimento all'attenzione che l'editore deve porre nella valutazione, all'assurdo valore che molti editori danno al "contributo", che spesso supera le spese e rientra nell'ambito del guadagno, ed infine dite "Tenete a mente che la possibilità di ordinare il libro non vale niente. Per ordinare il vostro libro il lettore deve essere a conoscenza dell'esistenza dello stesso, e se ne è a conoscenza significa che fa parte di quella sparuta minoranza che frequenta l'underground dell'editoria. E all'85% eviterà l'editoria a pagamento". Certo, la eviterà perchè sa che se il guadagno arriva dalla pubblicazione e la qualità è posta in secondo piano. Per questo motivo l'attribuzione ad una categoria o all'altra influenza direttamente le vendite e l'attendibilità dell'opera e dell'autore, e sarebbe importante fare alcuni distinguo. Dico tutto questo non per andare in aiuto della casa editrice con cui allo stato attuale non ho alcun rapporto, ma i numerosi autori che meritano la giusta luce...e anche le giuste vendite cosicchè le loro cinquanta copie possano esaurirsi nel più breve tempo possibile ottenendo così una publicazione senza contributo.

Come sempre cordiali saluti

Andrea

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Abbiamo aperto un topic per ogni editore proprio per evitare fraintendimenti, e come hai visto nei singoli topic vengono esplicitati la politica, i contatti e le motivazioni per cui si trova in una lista piuttosto che in un'altra.

Esiste una funziona di ricerca molto utile nel forum, basta inserire il nome dell'editore che ti interessa per tirare fuori solo i topic con le informazioni che ti servono, senza bisogno di spulciare tutto il forum.

L'ignoranza, intesa come mancata conoscenza, non può essere una giustificazione, non sono di certo io a doverlo sottolineare, visto che questa legge universale la sperimentiamo, nostro malgrado, sulla nostra pelle tutti i giorni nel quotidiano.

E permettimi anche di dire, in linea generale e nulla di personale, che limitarsi a leggere l'elenco dei nomi senza approfondire non mi sembra l'approccio più corretto, specialmente se in ballo c'è un contratto da firmare o una proposta da valutare.

Nessuno ti sta rimproverando e nessuno sta dicendo che tu o chiunque altro non debba o non possa esprimere il proprio parere, ma i criteri di suddivisione al momento sono questi.

Se dovessimo fare dei distinguo sulle motivazioni, sull'entità, sui tempi, sullo scopo e su chissà cos'altro relativamente al contributo richiesto ci servirebbe uno staff di decine di persone dedicate solo a quello, e come è facilmente intuibile, dato il numero delle case editrici in Italia, questo non è fattibile.

Io ho pubblicato il mio primo romanzo a pagamento perché ero ignorante, e se oggi il mio romanzo ha venduto poche decine di copie posso prendermela solo con me stessa, perché è vero che sono stata penalizzata, ma solo per colpa della mia scarsa conoscenza del settore.

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Ospite

Senza entrare troppo nel merito, la tua polemica, caro anci, mi sembra piuttosto sterile...

La lista degli editori a pagamento non è una black list, non è l'angolo del cattivo, non è un suddivisione fra buoni e cattivi.

Ogni editore ha il suo topic con le sua caratteristiche. Se chiede SEMPRE contributi, siano essi un euro o un milione, stanno in questa sezione. Punto.

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Ospite Linda Rando
Inserire nello stesso calderone chi chiede l’intera cifra dei costi di pubblicazione più il guadagno, prima ancora di pubblicare, insiemi a chi chiede, dopo due anni dalla pubblicazione, l’acquisto delle copie rimaste invendute rispetto alle 50 di prima tiratura mi appare un’operazione poco chiara, in ragione soprattutto della poca chiarezza che viene fornita al lettore che collegandosi al vostro sito cerca informazioni sulle case editrici.

Le liste vengono redatte secondo questo criterio:

- chi non chiede mai soldi

- chi li chiede ogni tanto

- chi li chiede sempre

Il contributo a posteriori, ovvero la formula tutelativa di cui ha parlato la signora Lovati, è una forma di contributo esattamente come tutte le altre. Nelle liste basta cliccare sul nome dell'editore per trovarsi - in questo caso - sei pagine di discussione su una casa editrice...

Come ribadisce Jack, e come lo faccio io da tempo immemore senza essere ascoltata: qui non redigiamo black list, liste nere, liste di proscrizione, liste di appestati o quant'altro. Checché uno possa pensare, dire, o altro, io rispondo per quanto scritto da me e non per quello scritto da altri. E io scrivo che questa non è una lista nera ;)

A costo di ripetermi, le interpretazioni arbitrarie non mi toccano né mi interessano.

Né mi interessano i danni derivati da interpretazioni arbitrarie: me ne lavo le mani, perché se uno capisce lucciole per lanterne non è mica colpa mia :)

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Io ho effettuato un primo contatto con la redazione di 0111, in seguito all'invio del mio romanzo. Ho riscontrato una gentilezza ed una chiarezza irreprensibili nelle loro comunicazioni e le loro risposte erano chiare; non lasciavano spazio ad erronee interpretazioni. Ho apprezzato molto che mi abbiano spedito il contratto via e-mail a titolo informativo. Non so se è legale riportare il contratto in questo forum quindi, fino a conferma contraria, mi asterrò dal farlo; confermo che viene richiesto l'acquisto di 15 copie da parte dell'autore, le quali saranno inviate all'associazione culturale che si occupa della promozione dell'opera.

D'altro canto richiedono la totale collaborazione dell'autore sul piano marketing, anche se non ho chiesto delucidazioni in merito alle modalità di partecipazione previste. Non so se organizzeranno loro gli incontri e l'autore dovrà presenziare, se questo sarà a spese sue o della casa editrice, se è l'autore stesso a dover organizzare questi incontri... non l'ho chiesto perché al momento non me la sentivo di approfittare della loro disponibilità prima ancora che loro mi facessero una proposta di pubblicazione.

Il contratto prevede l'assenza di retribuzione per le prime 100 copie, il ché non è grave se si considera che un tale numero "se ne va via" in due o tre serate di promozione e che comprende le 15 già acquistate da mandare all'associazione culturale.

Questo è quanto posso dire io della 0111.

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Io ho ricevuto solo una bozza del contratto, per la pubblicazione nella "selezione", dove però non si faceva cenno alle 15 copie da acquistare. O le chiedono solo in caso di pubblicazione in altre collane, o è una cosa che mettono solo nel contratto definitivo. Non lo so, a me chiedevano di prendere, eventualmente se volevo, 20 copie in conto vendita per farne quello che meglio credevo. Parlando con altri che pubblicano con la 0111, mi hanno detto che loro di solito si organizzano prendendo queste copie e facendo delle presentazioni nelle biblioteche della loro zona, dove solitamente le 20 copie riescono a venderle nel giro di un pomeriggio.

Nel mio caso, ho pubblicato con la collana rosso cuore, che invece lascia alle autrici 6 copie a disposizione: se una le vuole acquistare bene, altrimenti vanno in prevendita sul sito. Difatti le mie lì stanno perché con i soldi che ho a disposizione ora come ora mi pago giusto la connessione ad internet... :cry:

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Ospite
. Parlando con altri che pubblicano con la 0111, mi hanno detto che loro di solito si organizzano prendendo queste copie e facendo delle presentazioni nelle biblioteche della loro zona, dove solitamente le 20 copie riescono a venderle nel giro di un pomeriggio.

Beati loro...

In ogni caso credo che il problema non sia tanto delle 15 copie, quanto del presunto obbligo di acquisto delle copie rimaste invendute

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