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Writer's Dream Staff

0111 Edizioni

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Ho letto un paio di titoli di questa CE e confermo: zero editing (refusi a mai finire), copertine di qualita` variabile (per lo piu` mediocri), realizzazione generale molto carente. Da evitare.

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Ciao a tutti, ho inviato in maggio il mio manoscritto a questa CE. Leggono tutti e sul loro sito si può seguire in modo chiaro tutto l'iter della valutazione, che consta in tre fasi, e sapere quali saranno i tempi di risposta. Danno priorità ai manoscritti presentati da agenzie letterarie.

Io ho ricevuto un rifiuto (senza motivazioni). 

Ho letto commenti di vario tipo su internet su questa CE, su un sito ho trovato anche un articolo di un avvocato che si occupa di cause con case editrici che diceva che nel loro contratto c'è una clausola (vessatoria) che dice che in caso di inadempimento contrattuale dell'autore la 0111 si appropriate be' a vita dei diritti sull'opera.

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1 ora fa, Marzia Accardo ha detto:

Ciao a tutti, ho inviato in maggio il mio manoscritto a questa CE. Leggono tutti e sul loro sito si può seguire in modo chiaro tutto l'iter della valutazione, che consta in tre fasi, e sapere quali saranno i tempi di risposta. Danno priorità ai manoscritti presentati da agenzie letterarie.

Io ho ricevuto un rifiuto (senza motivazioni). 

Ho letto commenti di vario tipo su internet su questa CE, su un sito ho trovato anche un articolo di un avvocato che si occupa di cause con case editrici che diceva che nel loro contratto c'è una clausola (vessatoria) che dice che in caso di inadempimento contrattuale dell'autore la 0111 si appropriate be' a vita dei diritti sull'opera.

Ciao Marzia, sì in teoria è come dici tu, ti fanno seguire in modo chiaro la valutazione, cosa apprezzabile. Nella pratica, invece,io ho mandato il manoscritto mesi fa, l'ho visto passare attraverso i vari stadi di valutazione, ho atteso i termini che loro avevano dato e non ho ricevuto alcun feedback. Quindi non so se quella apparente trasparenza sia effettiva o generata, che so, da un programma. Sono spariti senza proferire parola alcuna. 

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  • Grazie 1

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Sono stato anche io accettato per una pubblicazione con questa CE e ho 10 giorni per decidere.

 

Non chiedono contributi, ma non è specificato di quante copie sarà la tiratura, come verranno distribuite e in che contesto, inoltre si raccomanda, più o meno velatamente, di prendermi carico me medesimo del grosso delle vendite, perchè loro sono piccoli, non hanno forza ecc.ecc.

Durata della cessione dei diritti: 2 anni

Percentuale di guadagno per l'autore: 3% a copia.

 

Fate vobis

  • Confuso 2
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15 ore fa, TFT ha detto:

Sono stato anche io accettato per una pubblicazione con questa CE e ho 10 giorni per decidere.

 

Non chiedono contributi, ma non è specificato di quante copie sarà la tiratura, come verranno distribuite e in che contesto, inoltre si raccomanda, più o meno velatamente, di prendermi carico me medesimo del grosso delle vendite, perchè loro sono piccoli, non hanno forza ecc.ecc.

Durata della cessione dei diritti: 2 anni

Percentuale di guadagno per l'autore: 3% a copia.

 

Fate vobis

 

3% a copia? Ma stanno scherzando? No comment. Non solo devi fare tutto tu (vendere, pubblicizzare, eccetera) ma per tutto il tuo impegno ti danno giusto gli spiccioli e, visto che loro devono solo stampare (e i loro libri sono davvero di scarsa qualità, sembrano stampati direttamente da Word, con carattere Arial, per non parlare delle copertine), mi sembra una cosa poco rispettosa.

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Buon giorno,

 

Ho ricevuto una proposta editoriale da questa casa editrice. Ma sono un po' perplessa.

Quando ho chiesto informazioni sul conto vendita, mi è stato risposto che quelle sono copie acquistate dall'autore. Però il conto vendita, non dovrebbero essere copie date e che poi devi pagare solo se non riesci a venderle?  Dalla risposta mi sembra di capire che dovrei acquistarle e quindi anticipare i soldi.

Io sinceramente ho già investito per  fare correggere il testo. Se devo anticipare i soldi per le copie in conto vendita, le spese aumenterebbero ulteriormente e già cosi forse non rientrerò delle spede  per l'editing.

Per ora sono d’accordo che prenderò in visione il contratto definitivo e poi deciderò.

è la prima volta che tento di pubblicare un mio romanzo e mi trovo un po' disorientata. Se qualcuno ha pubblicato recentemente con questa casa editrice può dirmi come si è trovato, per favore?

Grazie Mian

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Buon giorno a te @Mian .

 

3 ore fa, Mian ha detto:

Però il conto vendita, non dovrebbero essere copie date e che poi devi pagare solo se non riesci a venderle?  Dalla risposta mi sembra di capire che dovrei acquistarle e quindi anticipare i soldi.

 

Nel conto vendita, in realtà,  non ci sarebbe proprio nulla da pagare: l'editore ti spedisce gratuitamente le copie, quelle invendute le dovresti rimandare a lui, mentre di quelle vendute trattenere la tua parte e inviare all'editore la sua percentuale. Se devi acquistare tu stessa le copie, allora si chiama "Conto assoluto" (e di solito vale pre le librerie). Dovresti farti chiarire meglio termini e concetto. :)

 

 

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Le copie in conto vendita non devono essere pagate, ma consegnate alle librerie e gestite mediante apposita modulistica. La quantità che verrà consegnata ad ogni autore è variabile a seconda del numero di volumi acquistati volontariamente. Non c'è obbligo di compera!

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Buon pomeriggio, infine credo di esserne venuta a capo.

A mia discrezione posso richiedere, a incremento della prima tiratura, da un minimo di 20  a un massimo di 100 copie aggiuntive, che mi verranno affidate in conto vendita per un periodo di 90-100 giorni, al termine dei quali, se lo riterrò necessario, potrò richiederne altre, regolarizzando il primo conto vendita.

Grazie per le informazioni, sono un po' in panico. Essendo la prima pubblicazione è tutto strano per me :)

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Penso che dovreste leggere attentamente questa parte:

...Quindi, chi ha fornito risposte in conflitto con quanto letto e appreso dalle pagine del nostro sito, verrà scartato (senza avviso) per i seguenti motivi:

1)"Qual è il motivo per cui vorresti pubblicare?" (punto 15 del modulo)
Se avete risposto che volete diventare famosi, oppure perché sperate di guadagnare abbastanza da cambiare il vostro stile di vita, allora non illudetevi, perché con noi non sarà possibile né l'una, né l'altra cosa. Se davvero la vostra risposta corrisponde a ciò che vi aspettate dalla pubblicazione del vostro inedito, allora vi consigliamo di rivolgervi a Mondadori e vi facciamo i nostri migliori auguri.

2) "Quali sono le tue aspettative riguardo alle vendite del tuo libro, una volta pubblicato? Indica il numero minimo di copie che ti aspetti che vengano vendute a seguito dell'impegno promozionale congiunto Autore/Editore". (punto 16 del modulo)
Anche in questo caso, se avete letto attentamente le pagine del nostro sito avrete appreso che la media UFFICIALE delle vendite dei libri pubblicati in Italia (tutti, non solo quelli pubblicati dalle piccole case editrici) è di 200 copie! Noi spesso superiamo questa soglia, alcune volte di parecchio e in una occasione abbiamo raggiunto la soglia delle 5.000 (caso più unico che raro per un piccolo editore). Attenzione quindi agli ZERI che avete inserito: se la vostra aspettativa di vendita risulterà esageratamente elevata (anche per i casi più unici che rari), scarteremo subito la vostra proposta. Infatti preferiamo rinunciare, anche a costo di perdere un "capolavoro", piuttosto che sapere già in partenza che qualunque cosa noi si faccia per promuovere il vostro libro vi lascerà delusi.

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Io ho scritto ottimisticamente parlando che vorrei arrivare a 300mila copie vendute.
Loro mi dicono: la media è di duecento copie vendute(il max a cui sono arrivati è stato 5mila).
Dunque sono già scartato...
Ora potrei anche mandare una email di rettifica e loro rimetterebbero il mio romanzo in coda per essere valutato.
Sinceramente, però, se veramente i risultati ottenuti da loro son quelli non so se ho voglia di rettificare.
Voi come vi siete comportati?
Vi accontentate di essere letti da una media di 200 lettori?
Anche raggiungendo il max di 5000 che hanno raggiunto non ci guadagno nulla visto che, se non sbaglio, ci danno solo il 3% della vendita di ogni copia.

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6 ore fa, gidan73 ha detto:

ci danno solo il 3% della vendita di ogni copia.

 

:aka:

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Ho ricevuto una proposta editoriale da parte di questa casa editrice che ho deciso gentilmente di rifiutare. Sarà che forse non me la sentivo d'impegnarmi così tanto (e dovrei visto che non sono nessuno in termini letterari), ma in tutta onestà mi sono sembrati fin troppo stringenti i loro parametri contrattuali. 

Saluti. 

 

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Personalmente penso che quelli di 0111 edizioni siano schietti e onesti fin dal principio.
Ti dicono fin da subito quanto pensano di poter vendere di copie e tu, in base a quel che loro ti dicono, valuti la proposta.
Preferisco i "patti chiari e amicizia lunga" che delle risposte illusorie da prese in giro.

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12 ore fa, gidan73 ha detto:

Personalmente penso che quelli di 0111 edizioni siano schietti e onesti fin dal principio.
Ti dicono fin da subito quanto pensano di poter vendere di copie e tu, in base a quel che loro ti dicono, valuti la proposta.
Preferisco i "patti chiari e amicizia lunga" che delle risposte illusorie da prese in giro.

purtroppo non sono così schietti come promettono, nel senso che dicono che daranno una risposta ai manoscritti che leggono e poi però spariscono. Io ho visto il mio manoscritto passare i vari gradi di selezione ma poi non mi hanno mai dato un feedback (nel sito davano anche le tempistiche entro il quale il feedback sarebbe dovuto arrivare).

Fortunatamente mi ha pubblicato un'altra CE

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Il ‎27‎/‎11‎/‎2018 alle 02:37, gidan73 ha detto:

Personalmente penso che quelli di 0111 edizioni siano schietti e onesti fin dal principio.
Ti dicono fin da subito quanto pensano di poter vendere di copie e tu, in base a quel che loro ti dicono, valuti la proposta.
Preferisco i "patti chiari e amicizia lunga" che delle risposte illusorie da prese in giro.

Intervengo in questa discussione con molto ritardo, perché mi è venuta sotto gli occhi soltanto adesso. Mi chiedo se per un autore la voglia di vedersi pubblicato sia tale da trasformarsi in un venditore con la ridicola provvigione del 3%. Attenzione, una ridicola provvigione sulla vendita di una propria opera, cioè di se stesso.

A promozione zero e distribuzione idem, prima di accettare un contratto del genere (a parte gli altri punti dolenti) deciderei di autopubblicarmi, facendo comunque il venditore di me stesso, ma a ricavo 100%. O no? 

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Il 22/2/2019 alle 18:47, cheguevara ha detto:

Intervengo in questa discussione con molto ritardo, perché mi è venuta sotto gli occhi soltanto adesso. Mi chiedo se per un autore la voglia di vedersi pubblicato sia tale da trasformarsi in un venditore con la ridicola provvigione del 3%. Attenzione, una ridicola provvigione sulla vendita di una propria opera, cioè di se stesso.

A promozione zero e distribuzione idem, prima di accettare un contratto del genere (a parte gli altri punti dolenti) deciderei di autopubblicarmi, facendo comunque il venditore di me stesso, ma a ricavo 100%. O no? 

Esatto, con l'aggravante che la 0111 ha una grafica imbarazzante, sia per l'impaginato che per l'uso della carta, e non parliamo delle copertine! Basta dare un'occhiata al loro sito, sembra uno di quei siti del 1999. Una sciatteria a 360°.

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0111 è una casa editrice molto piccola, che attua politiche di risparmio all'osso per andare avanti. Se ci si rivolge a loro si deve avere ben chiaro quale sia lo scopo: riuscire a pubblicare con un editore non a pagamento. Cioè la soddisfazione personale, nulla di più. Se si hanno altre aspettative, è bene guardare altrove. Specialmente nel caso dei diritti d'autore, quando si parla di piccola editoria le cifre sono comunque modestissime: se non si superano (e con i piccoli editori quasi mai si superano) le cento copie, avere il tre o l'otto per cento in fin dei conti è irrilevante: riscuotere dieci euro o riscuoterne venti non cambia la vita a nessuno.

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Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza.

Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.

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11 ore fa, Marco Scaldini ha detto:

Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza.

Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.

 

Sono assolutamente d'accordo con te.

Aggiungo la mia esperienza diretta: pubblicato con editore free che non è più piccolo, ma non è nemmeno Mondadori, mille copie vendute già abbondantemente superate.

Per illudermi di poter vivere di scrittura e basta dovrei vendere dalle 50.000 copie all'anno in su. Meglio stare coi piedi per terra ed essere felice (cosa di cui sono) per il risultato ottenuto.

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11 ore fa, Marco Scaldini ha detto:

Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza.

Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.

 

Se contano anche le copie digitali, io le ho superate.

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Perdonatemi ma questi discorsi hanno poco senso.
Qui nessuno dice che pretende di vendere migliaia di copie, siamo tutti realisti. Però perché bisogna farsi andare bene la sciatteria di un editore che ti fa fare il venditore porta a porta del tuo romanzo (cosa di per sé umiliante), non ti distribuisce manco sotto tortura, stampa un numero di copie che può bastare solo per i parenti, usa una carta da ufficio, usa il carattere arial e non controlla l'impaginato (con tanto di refusi e spazi a caso), fa copertine che sembrano fatte con paint, ha un sito imbarazzante e illegibile e, per giunta, ti dà solo il 3%? Credo sia l'unico editore a dare così poco. Non è questione di diventare ricchi, è questione di rispetto del proprio lavoro e della propria passione. Non c'è rispetto nel dare 30 centesimi per copia venduta. Sì, c'è una bella differenza tra 1 euro per copia e 30 centesimi. Questione di principio, non di portafoglio.

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12 minuti fa, LuckyLuccs ha detto:

 

Sono assolutamente d'accordo con te.

Aggiungo la mia esperienza diretta: pubblicato con editore free che non è più piccolo, ma non è nemmeno Mondadori, mille copie vendute già abbondantemente superate.

Per illudermi di poter vivere di scrittura e basta dovrei vendere dalle 50.000 copie all'anno in su. Meglio stare coi piedi per terra ed essere felice (cosa di cui sono) per il risultato ottenuto.

E ma il tuo è un editore top in forte crescita, paragonabile a pochi tra i non blasonati.

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Certo non è un metodo infallibile, ma per valutare un piccolo editore controllo la sua presenza al Book Pride (in particolare quello di Milano che si terrà a breve) e 0111 non ci sarà.

Il sito è oggettivamente brutto, con tutto quel nero, mi angoscia persino.

Credo che l'operazione di ricerca di un piccolo editore anche ridimensionando le aspettative, tutti ne vorremmo uno che fa un buon lavoro e puntiamo in alto per poi magari fare marcia indietro, debba tener presente alcune imprescindibili caratteristiche, tocca mettere dei paletti e muoversi all'interno di essi.

Ma questo lo dico dopo anni di pubblicazioni e un paio di cantonate che avrei davvero potuto evitare informandomi meglio.

 

 

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@Marco Scaldini , @LuckyLuccs , @Frank A. , @Bambola , vi chiedo la cortesia di rientrare in argomento. Dicussioni simili rigurdano il mondo dell'editoria in senso lato, potete affrontarle, sono utili, ma la sezione giusta è "Varie ed Eventuali". Spero sia chiaro, altrimenti mi toccherà assegnare dei richiami per violazione del Regolamento.

@LuckyLuccs , tu sei anche un Sostenitore, dovresti bloccare gli OT piuttosto che fomentarli. :no:

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1 ora fa, ElleryQ ha detto:

@Marco Scaldini , @LuckyLuccs , @Frank A. , @Bambola , vi chiedo la cortesia di rientrare in argomento. Dicussioni simili rigurdano il mondo dell'editoria in senso lato, potete affrontarle, sono utili, ma la sezione giusta è "Varie ed Eventuali". Spero sia chiaro, altrimenti mi toccherà assegnare dei richiami per violazione del Regolamento.

@LuckyLuccs , tu sei anche un Sostenitore, dovresti bloccare gli OT piuttosto che fomentarli. :no:

 

chiedo scusa, hai assolutamente ragione.

  • Grazie 1

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