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Writer's Dream Staff

0111 Edizioni

Post raccomandati

Prima dell'autopubblicazione ho anche contattato alcuni editori non a pagamento, il romanzo non è stato preso in considerazione

E non ti hanno detto il perché?

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Ospite

L'unico editore che mi ha risposto e mi ha fatto una scheda di valutazione completa ha detto che sebbene scritto come si deve la trama non era particolarmente originale e non era un "testo di rottura" quindi non era di loro interesse.

Gli altri non hanno proprio risposto.

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I miei occhietti stanchi hanno appena visto un contratto inviato ieri da 0111 a un amico. Non è a pagamento. Direi che è da ficcare in doppio binario.

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I miei occhietti stanchi hanno appena visto un contratto inviato ieri da 0111 a un amico. Non è a pagamento. Direi che è da ficcare in doppio binario.

ossia non prevede un numero minimo di copie da vendere entro una tal data e un tot di copie da comprare per il "comitato di lettura"?

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Esatto. L'autore non è obbligato ad acquistare (nè a vendere) nulla.

Strano. Non gli danno delle copie in conto vendita da vendere, con l'obbligo, qualora non le vendesse, di comprarne una parte?

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Assolutissimamente no, maximod. L'ho riletto per sicurezza, sai ieri non ero in gran forma, ma no... niente copie da vendere o da acquistare. Sul contratto non c'è scritto nulla in proposito, oltre a ciò è scritto ben chiaro nel corpo della mail che accompagna la proposta di edizione: "Vorremmo proporle di pubblicare il suo libro con noi nella collana"xxx", senza alcun contributo".

Scusate se ho messo xxx, ma non è roba mia... per cui...

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Assolutissimamente no, maximod. L'ho riletto per sicurezza, sai ieri non ero in gran forma, ma no... niente copie da vendere o da acquistare. Sul contratto non c'è scritto nulla in proposito, oltre a ciò è scritto ben chiaro nel corpo della mail che accompagna la proposta di edizione: "Vorremmo proporle di pubblicare il suo libro con noi nella collana"xxx", senza alcun contributo".

Scusate se ho messo xxx, ma non è roba mia... per cui...

No perché anche la pubblicazione in selezione comportava, almeno fino ad un mese fa, l'eventuale acquisto di copie dell'opera qualora tramite il conto vendita non si fossero vendute tutte le copie. Sarei curioso di vedere il contratto, anche per capire se hanno cambiato il loro modus operandi anche in altri punti.

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Non so cosa dirti, il contratto ce l'ho sotto gli occhi.

L'editing è facoltativo, ovvero non è compreso nel contratto. Tuttavia l'autore in questione ha la possibilità di non spendere una lira dicendo "non mi serve un'operazione di editing" (e potrebbe, come suggerito dall'editore stesso, rivolgersi a terzi per una revisione del testo). Alcune parti del contratto (tiratura, diritto d'autore e, appunto, l'assenza di editing) non sono granchè, ma il punto è che questa non è una proposta a pagamento. E 0111, a mio avviso, non dovrebbe stare in questa categoria.

Ciao ciao,

Kito.

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Sai che penso, Bukowsky? Penso che abbiano messo quel post per una ragione ben precisa: buona parte delle loro proposte richiede l'acquisto di alcune copie e spesso gli autori rispondono picche ai loro contratti di edizione, facendoli lavorare a vuoto. In questo modo chi manda il manoscritto sa già che se verrà selezionato dovrà acquistare delle copie... e se non è propenso ad accettare l'idea non invierà materiale e non farà spendere del tempo utile all'editore. Poi, nel mucchio, qualche romanzo nel quale investono di tasca loro c'è (come ho avuto modo di notare).

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Ospite AfroditeAx

Io ho inviato una copia del romanzo anche a loro e attualmente è in prima lettura come risulta dalla lista pubblicata sul sito. Mi hanno più volte chiesto, prima di metterlo in lettura, se avevo letto la politica della casa editrice e se ero stata effettivamente io ad inviare il manoscritto.

Riporto dalla e-mail

Dovrebbe gentilmente confermarci di avere inviato la proposta in oggetto e

di aver preso visione della nostra politica aziendale, presentata dettagliatamente sul nostro sito.

Dato che le valutazioni delle opere inviate avvengono in esterno e che i valutatori vengono pagati dalla casa editrice, purtroppo siamo costretti a richiedere queste verifiche, perché non ha idea di quanta gente "disonesta"

orbiti attorno a questo settore.

Ma nel sito c'è scritto

1 - Premesso che la nostra casa editrice non chiede alcun contributo per la pubblicazione dei propri libri,

2 - Se riterremo che il vostro libro possa essere pubblicato, avvieremo una prima tiratura di TEST ridotta, di cui il 40-50% delle copie prodotte verranno concesse in conto vendita all'autore.

3 - Se il libro dimostrerà di essere apprezzato dai lettori e fino a quando risulterà potenzialmente commerciabile, la stampa verrà ripetuta senza limiti

Ora per quanto ne so io il conto vendita è una tecnica col la quale i prodotti da assumere in "conto vendita" per conto della casa editrice, evitano, non acquistandoli direttamente, il rischio di invenduto. Almeno nel commercio è cosi, se io prendo della merce in conto vendita, significa che provo a venderla e se non ci riesco la restituisco al mittente.

Quindi sul sito non c'è riferimento alcuno all'acquisto di copie.

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Ospite AfroditeAx

Nella collana selezione poi aggiungono:

Nel caso fosse necessaria un'operazione di editing sul vostro testo, vi verrà richiesto di destinare 15 copie del vostro libro all'Associazione Servizi Culturali, che si occuperà di effettuare l'editing per nostro (e vostro) conto, copie che verranno destinate alle iniziative promozionali organizzate da quest'ultima.

Stessa richiesta potrà essere fatta nel caso in cui l'opera da pubblicare, pur essendo ritenuta valida, per qualche motivo non goda di buona commerciabilità, come per esempio le OPERE POETICHE.

Onde per cui presumo che se l'opera è ritenuta valida e commerciabile, con un editing già eseguito non ci dovrebbe essere alcuna richiesta di denaro.

Sbaglio?

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Hanno mandato, tempo addietro, la stessa mail anche all'autore a cui faccio riferimento, per poi proporgli in seguito il detto contratto non a pagamento...

Quello a cui fai riferimento tu, potrei sbagliarmi, credo sia conto deposito. Credo che il c/vendita sia qualcosa tipo "hai tot giorni per vendere la merce, poi me la paghi comunque"... be', poi ci sono le rese, ma è un altro discorso...

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Ospite AfroditeAx

No Kito, sono sicura il conto vendita è quello che ho descrito sopra. Ci sono un sacco di negozi dell'usato che lo fanno o di catene di marchi famosi. Se ci sono clausole vanno specificate prima.

Letteralmente "conto vendita" vuol dire per conto di. Un mio amico che realizza ceramica raku dà le sue opere in conto vendita ai negozi di arredamente e quelle invendute vengono restituite.

La formula del conto vendita permette di non fare rimanenze e soprattutto di pagare la merce solo dopo averla venduta e non prima.

Credo che per 0111 sia un invito rivolto all'autore a darsi da fare per organizzare presentazioni a spese proprie.

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premetto che non ho esperienza diretta, so di gente che ha dovuto sottoscrivere accordo in cui entro una tal data le x copie date in conto vendita all'autore andavano comunque pagate. quindi, nel caso non le avesse vendute, dall'autore stesso.

e che c'erano una quindicina di copie da comprare per il comitato di lettura a fine promozionali ecc ecc

sono questi gli elenti che finora mi hanno sempre fatto scegliere di non inviare mansocritto a 0111

1-le copie per promozione, pubblicità, contatti stampa ecc ecc non voglio pagarle io

2-mi sta bene stabilire lo sconto autore se volessia cquistare copie, non stabilire a priori quante ne comprerò e venderò

preferisco che l'editore mi dica 'ti organizzo una presentazione al mese e tu prendi impegno di esserci'

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Ospite AfroditeAx

Può essere che ci sia una clausola nel contratto, relativa alla resa della merce invenduta data in conto vendita.

Ma nel sito no nse ne fa menzione, quindi se poi ricevono un riufiuto per un eventuale contratto che preveda l'obbligo di acquisto di copie non vendute, non dovrebbero sorprndersi più di tanto. Rimane un diritto dell'autore scegliere il tipo di contratto e accettare o meno le clausole in esso contenute.

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premetto che non ho esperienza diretta, so di gente che ha dovuto sottoscrivere accordo in cui entro una tal data le x copie date in conto vendita all'autore andavano comunque pagate. quindi, nel caso non le avesse vendute, dall'autore stesso.

Confermo. Ho pubblicato un romanzo con la 0111 (titolo "Il monte ai piedi del cielo"), nella collana Selezione, a luglio 2008, con l'accordo che se non tutte le cinquanta copie (delle duecento stampate in prima tiratura) affidate in conto vendita alle librerie da me selezionate, fossero state vendute nell'arco di due mesi dalla data di spedizione alle librerie stesse, mi sarei impegnato ad acquistare le rimanenti, fino ad un massimo di trenta.

Se da un lato, questa formula configurerebbe la 0111 come casa editrice a pagamento, mediante una forma di scambio cambiario condizionato (e non con esborso anticipato dell'autore, come avviene nella maggior parte dei casi), d'altra parte è vero che, nella pratica, una presentazione è generalmente sufficiente per "piazzare" (ma che brutta parola!) il numero di copie richiesto. Per cui, il contributo da parte dell'autore si risolve, in questo caso, in una partecipazione, diciamo così, standard (che rientra, cioè, nell'ambito di un onesto rapporto di collaborazione fra editore e autore). Mi sembra francamente punitivo inserire la suddetta casa editrice nella lista nera, ma va anche detto che la mia esperienza risale a un po' di tempo fa, e non so di preciso quale sia l'attuale politica della 0111.

e che c'erano una quindicina di copie da comprare per il comitato di lettura a fine promozionali ecc ecc

Queste copie, nel mio caso, sono state inviate al comitato di lettura dalla casa editrice stessa, a proprie spese

(sebbene il numero fosse inferiore, se non sbaglio otto).

In ogni caso, oggi, a un anno e mezzo dall'uscita, dell'opera sono state vendute circa trecento copie (comprese le famigerate cinquanta in conto vendita, più un'altra cinquantina da me acquistate successivamente a prezzo scontato). Forse l'operato della Casa Editrice si è rivelato al di sotto delle mie aspettative, soprattutto in termini di distribuzione e promozione, (e devo ancora avere la parte dei ricavi a me destinata per contratto :? ), ma... come si dice, poteva andarmi anche peggio... (senza considerare che potevano benissimo essere le mie aspettative a essere troppo grandi :) ).

In fede,

Massimo

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Ospite Linda Rando
Mi sembra francamente punitivo inserire la suddetta casa editrice nella lista nera, ma va anche detto che la mia esperienza risale a un po' di tempo fa, e non so di preciso quale sia l'attuale politica della 0111.

La lista non è una lista nera, contiene solo i nominativi di chi pubblica a pagamento o richiede contributo di qualche tipo a ogni pubblicazione o al 99%. I tempi della black list sono passati :)

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La lista non è una lista nera, contiene solo i nominativi di chi pubblica a pagamento o richiede contributo di qualche tipo a ogni pubblicazione o al 99%.

Ah, ok, quella lista lì, insomma... :oops:

I tempi della black list sono passati :)

È vero. Lo diceva anche Eraclito: "Panta rei"! :D

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Ciao a tutti.

Qualche giorno fa ho ricevuto una proposta di pubblicazione per il mio primo romanzo dalla Zerounoundici. Mi hanno detto di dare loro una risposta, sia negativa che positiva, entro dieci giorni (temo di aver già sforato il termine).

Sono un po’ indecisa su cosa fare, e vorrei un vostro consiglio. Devo dire che sarei più propensa per il no, e poi vi spiego il perché.

Vi riporto le clausole a mio parere più importanti della bozza del contratto:

5) TEMPI DI PUBBLICAZIONE. La stampa e la pubblicazione dell'opera avranno luogo entro gg. 60. dalla firma del presente contratto. Le prime bozze, sulle quali verrà effettuato l’editing GRAMMATICALE (forma e stile verranno invece lasciati inalterati), verranno trasmesse all’Autore in formato elettronico (PDF) e dovranno essere restituite all’Editore entro il termine di giorni 10 dalla data di consegna.

6) TIRATURA E PREZZO DI COPERTINA. La prima tiratura è stabilita in minimo n. 100 copie. Il prez-zo di copertina è stato stabilito in [Prezzo Libro] Euro ma potrà essere rivalutato, aumentato o di-minuito a discrezione dell'Editore, per esigenze di mercato, previa comunicazione all’Autore. L’Editore avrà piena facoltà di rimuovere il titolo dal catalogo editoriale, anche senza il consenso dell’Autore, nel caso in cui nei primi sei mesi dall’uscita del libro le vendite non raggiungessero al-meno le 50 copie, così come avrà facoltà di eliminare il titolo se le copie prodotte in prima tiratura non saranno state interamente vendute nell’arco del primo anno dall’uscita del libro.

7) PAGAMENTO DEI DIRITTI. I diritti d’autore sulle copie prodotte in prima tiratura verranno ricono-sciuti all’Autore in forma di COPIE OMAGGIO del proprio libro.

8) PRIMA DISTRIBUZIONE IN CONTO VENDITA. Subito dopo la pubblicazione, l’Editore metterà a disposizione un minimo di 30 copie iniziali del libro in conto vendita per un massimo di 90 giorni (i dettagli nel prospetto informativo allegato), grazie alle quali l’Autore potrà organizzare una o piùpresentazioni del libro presso una o più librerie e/o biblioteche di zona (le formalità contabili e amministrative saranno espletate direttamente dall’Editore). In caso di rimanenze (copie invendute), l’Autore ne garantisce l’acquisto fino a un massimo di 15 copie con lo sconto applicato alla libreria (30%).

9) DISTRIBUZIONE DELL’OPERA. La distribuzione dell'Opera avverrà su tutto il territorio nazionale, secondo il normale circuito distributivo dell’Editore, che assicurerà la reperibilità del libro su ordinazione da tutte le librerie e biblioteche nazionali e che, a discrezione dell'Editore, potrà essere distribuito anche in C/V con Deposito e in C/Assoluto.

PROSPETTO INFORMATIVO

Le copie in conto vendita verranno spedite all’Autore, che potrà tenerle per 3 mesi e che potrà affidarle a sua volta in conto vendita ad alcune librerie, oltre a utilizzarle per organizzare presentazioni nella propria zona, gestendole come meglio riterrà.

Il numero INIZIALE di copie concesse in conto vendita sarà di 30, ma l’Autore potrà richiedere ulteriori copie in vista di altre presentazioni, sempre in conto vendita e compatibilmente con il totale prodotto in prima tiratura, nel caso le copie precedentemente affidategli risultassero già parzialmente o totalmente vendute, quindi scarse.

NOTA:

Dobbiamo purtroppo informarvi che le librerie “nicchiano” sui pagamenti delle fatture relative alle copie avute in conto vendita ed effettivamente vendute (abbiamo pagamenti in sospeso ancora da MARZO 2008).

Naturalmente, le copie vendute ma NON PAGATE dalle librerie verranno considerate INVENDUTE al momento del conguaglio, quindi non rientreranno nel calcolo provvigionale.

C’è però un sistema che potrebbe ovviare a questo grosso problema: potrebbe essere l’Autore a ritirare, oltre alle copie invendute, anche l’incasso sul venduto dalle librerie. L’AUTORE NON E’ OBBLIGATO A FARLO.

Dunque. Prima di tutto questa storia dell’editing solo grammaticale non mi piace. C’è da dire che il romanzo che ho presentato alla Zerounoundici è già stato sottoposto all’editing da un’altra casa editrice (con la quale poi, evidentemente, la pubblicazione non è andata a buon fine!), quindi dal punto di vista dello stile dovrebbe essere a posto. Comunque il ragionamento non mi piace ugualmente.

In secondo luogo, non mi aggrada l’idea di dover girare per librerie a elemosinare un posticino in uno scaffale (ci sono già passata, so cosa vuol dire!) e di dover chiedere a destra e a manca per organizzare presentazioni (anche questo l’ho già fatto, non è una bella esperienza). A cosa serve avere un editore alle spalle se poi è l’autore a dover pensare a tutto? Oltre ad aver già passato la brutta esperienza di dover girare per librerie, biblioteche, ecc. ecc., io attualmente non ho proprio il tempo di farlo, lavorando tutto il giorno e avendo una famiglia (e dovendomi ritagliare un po’ di tempo per scrivere!).

E poi, naturalmente, non mi piace il fatto di dover acquistare le copie rimaste invendute. Certo, il massimo è 15 (con sconto), però… Ho già fatto questo errore e non intendo ripeterlo. Con gli editori a pagamento non ci voglio più avere niente a che fare.

Insomma, alla fine mi sono data la risposta da sola.

Vorrei però sapere da voi cosa ne pensate. Condividete i miei ragionamenti?

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Ciao a tutti.

Qualche giorno fa ho ricevuto una proposta di pubblicazione per il mio primo romanzo dalla Zerounoundici. Mi hanno detto di dare loro una risposta, sia negativa che positiva, entro dieci giorni (temo di aver già sforato il termine).

Sono un po’ indecisa su cosa fare, e vorrei un vostro consiglio. Devo dire che sarei più propensa per il no, e poi vi spiego il perché.

Vi riporto le clausole a mio parere più importanti della bozza del contratto:

5) TEMPI DI PUBBLICAZIONE. La stampa e la pubblicazione dell'opera avranno luogo entro gg. 60. dalla firma del presente contratto. Le prime bozze, sulle quali verrà effettuato l’editing GRAMMATICALE (forma e stile verranno invece lasciati inalterati), verranno trasmesse all’Autore in formato elettronico (PDF) e dovranno essere restituite all’Editore entro il termine di giorni 10 dalla data di consegna.

6) TIRATURA E PREZZO DI COPERTINA. La prima tiratura è stabilita in minimo n. 100 copie. Il prez-zo di copertina è stato stabilito in [Prezzo Libro] Euro ma potrà essere rivalutato, aumentato o di-minuito a discrezione dell'Editore, per esigenze di mercato, previa comunicazione all’Autore. L’Editore avrà piena facoltà di rimuovere il titolo dal catalogo editoriale, anche senza il consenso dell’Autore, nel caso in cui nei primi sei mesi dall’uscita del libro le vendite non raggiungessero al-meno le 50 copie, così come avrà facoltà di eliminare il titolo se le copie prodotte in prima tiratura non saranno state interamente vendute nell’arco del primo anno dall’uscita del libro.

7) PAGAMENTO DEI DIRITTI. I diritti d’autore sulle copie prodotte in prima tiratura verranno ricono-sciuti all’Autore in forma di COPIE OMAGGIO del proprio libro.

8) PRIMA DISTRIBUZIONE IN CONTO VENDITA. Subito dopo la pubblicazione, l’Editore metterà a disposizione un minimo di 30 copie iniziali del libro in conto vendita per un massimo di 90 giorni (i dettagli nel prospetto informativo allegato), grazie alle quali l’Autore potrà organizzare una o piùpresentazioni del libro presso una o più librerie e/o biblioteche di zona (le formalità contabili e amministrative saranno espletate direttamente dall’Editore). In caso di rimanenze (copie invendute), l’Autore ne garantisce l’acquisto fino a un massimo di 15 copie con lo sconto applicato alla libreria (30%).

9) DISTRIBUZIONE DELL’OPERA. La distribuzione dell'Opera avverrà su tutto il territorio nazionale, secondo il normale circuito distributivo dell’Editore, che assicurerà la reperibilità del libro su ordinazione da tutte le librerie e biblioteche nazionali e che, a discrezione dell'Editore, potrà essere distribuito anche in C/V con Deposito e in C/Assoluto.

PROSPETTO INFORMATIVO

Le copie in conto vendita verranno spedite all’Autore, che potrà tenerle per 3 mesi e che potrà affidarle a sua volta in conto vendita ad alcune librerie, oltre a utilizzarle per organizzare presentazioni nella propria zona, gestendole come meglio riterrà.

Il numero INIZIALE di copie concesse in conto vendita sarà di 30, ma l’Autore potrà richiedere ulteriori copie in vista di altre presentazioni, sempre in conto vendita e compatibilmente con il totale prodotto in prima tiratura, nel caso le copie precedentemente affidategli risultassero già parzialmente o totalmente vendute, quindi scarse.

NOTA:

Dobbiamo purtroppo informarvi che le librerie “nicchiano” sui pagamenti delle fatture relative alle copie avute in conto vendita ed effettivamente vendute (abbiamo pagamenti in sospeso ancora da MARZO 2008).

Naturalmente, le copie vendute ma NON PAGATE dalle librerie verranno considerate INVENDUTE al momento del conguaglio, quindi non rientreranno nel calcolo provvigionale.

C’è però un sistema che potrebbe ovviare a questo grosso problema: potrebbe essere l’Autore a ritirare, oltre alle copie invendute, anche l’incasso sul venduto dalle librerie. L’AUTORE NON E’ OBBLIGATO A FARLO.

Dunque. Prima di tutto questa storia dell’editing solo grammaticale non mi piace. C’è da dire che il romanzo che ho presentato alla Zerounoundici è già stato sottoposto all’editing da un’altra casa editrice (con la quale poi, evidentemente, la pubblicazione non è andata a buon fine!), quindi dal punto di vista dello stile dovrebbe essere a posto. Comunque il ragionamento non mi piace ugualmente.

In secondo luogo, non mi aggrada l’idea di dover girare per librerie a elemosinare un posticino in uno scaffale (ci sono già passata, so cosa vuol dire!) e di dover chiedere a destra e a manca per organizzare presentazioni (anche questo l’ho già fatto, non è una bella esperienza). A cosa serve avere un editore alle spalle se poi è l’autore a dover pensare a tutto? Oltre ad aver già passato la brutta esperienza di dover girare per librerie, biblioteche, ecc. ecc., io attualmente non ho proprio il tempo di farlo, lavorando tutto il giorno e avendo una famiglia (e dovendomi ritagliare un po’ di tempo per scrivere!).

E poi, naturalmente, non mi piace il fatto di dover acquistare le copie rimaste invendute. Certo, il massimo è 15 (con sconto), però… Ho già fatto questo errore e non intendo ripeterlo. Con gli editori a pagamento non ci voglio più avere niente a che fare.

Insomma, alla fine mi sono data la risposta da sola.

Vorrei però sapere da voi cosa ne pensate. Condividete i miei ragionamenti?

Allora condivido pienamente sul fatto delle Quindici copie da acquistare, non la ritengo una cosa giusta, anche se si tratta di un centinaio di euro.

Il pagamento in copie omaggio è una pratica che ritengo disdiscevole, nessuno vuole diventare ricco, ma almeno essere pagato con denaro e non con copie.

Non ti danno nessuna copia omaggio?

L'editing, naturalmente l'editing deve lasciare lo stile invariato, altrimenti si tratta di ghost writing. Oltre a correggere gli errori grammaticali, si occupano anche di eventuali incongruenze nelle trama o cose simili?

Io con trenta copie più che elemosinare un posto in libreria, cercherei di organizzare una presentazione. Ho capito che tocca anche all'editore muoversi(anzi, c'è qualche punto riguardo alla promozione?), ma secondo me anche l'editore si deve dar da fare. Di solito gli amministratori dei piccoli centri sono ben disposti ad organizzare presentazioni et similia nei locali comunali. :D

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Dunque. Prima di tutto questa storia dell’editing solo grammaticale non mi piace. C’è da dire che il romanzo che ho presentato alla Zerounoundici è già stato sottoposto all’editing da un’altra casa editrice (con la quale poi, evidentemente, la pubblicazione non è andata a buon fine!), quindi dal punto di vista dello stile dovrebbe essere a posto. Comunque il ragionamento non mi piace ugualmente.

In secondo luogo, non mi aggrada l’idea di dover girare per librerie a elemosinare un posticino in uno scaffale (ci sono già passata, so cosa vuol dire!) e di dover chiedere a destra e a manca per organizzare presentazioni (anche questo l’ho già fatto, non è una bella esperienza). A cosa serve avere un editore alle spalle se poi è l’autore a dover pensare a tutto? Oltre ad aver già passato la brutta esperienza di dover girare per librerie, biblioteche, ecc. ecc., io attualmente non ho proprio il tempo di farlo, lavorando tutto il giorno e avendo una famiglia (e dovendomi ritagliare un po’ di tempo per scrivere!).

E poi, naturalmente, non mi piace il fatto di dover acquistare le copie rimaste invendute. Certo, il massimo è 15 (con sconto), però… Ho già fatto questo errore e non intendo ripeterlo. Con gli editori a pagamento non ci voglio più avere niente a che fare.

Insomma, alla fine mi sono data la risposta da sola.

Vorrei però sapere da voi cosa ne pensate. Condividete i miei ragionamenti?

Mi vengono in mente alcune considerazioni.

Perchè inviare un testo a una casa editrice che dichiara apertamente (nella sezione invio manoscritti) di non effettuare un editing formale nei testi, per poi stupirsi di questa cosa?

Per il resto direi che non si tratta di elemosinare un posticino su di uno scaffale, ma di impegnarsi a organizzare una presentazione del libro.

La clausola sull'invenduto, invece capisco che per principio possa dare fastidio. Anche se difficilmente al termine dei 3 mesi (su numeri così bassi) ci sarà l'invenduto.

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Grazie per le vostre risposte.

Allora condivido pienamente sul fatto delle Quindici copie da acquistare, non la ritengo una cosa giusta, anche se si tratta di un centinaio di euro.

Il pagamento in copie omaggio è una pratica che ritengo disdiscevole, nessuno vuole diventare ricco, ma almeno essere pagato con denaro e non con copie.

Non ti danno nessuna copia omaggio?

L'editing, naturalmente l'editing deve lasciare lo stile invariato, altrimenti si tratta di ghost writing. Oltre a correggere gli errori grammaticali, si occupano anche di eventuali incongruenze nelle trama o cose simili?

Io con trenta copie più che elemosinare un posto in libreria, cercherei di organizzare una presentazione. Ho capito che tocca anche all'editore muoversi(anzi, c'è qualche punto riguardo alla promozione?), ma secondo me anche l'editore si deve dar da fare. Di solito gli amministratori dei piccoli centri sono ben disposti ad organizzare presentazioni et similia nei locali comunali. ;)

Mi vengono in mente alcune considerazioni.

Perchè inviare un testo a una casa editrice che dichiara apertamente (nella sezione invio manoscritti) di non effettuare un editing formale nei testi, per poi stupirsi di questa cosa?

Per il resto direi che non si tratta di elemosinare un posticino su di uno scaffale, ma di impegnarsi a organizzare una presentazione del libro.

La clausola sull'invenduto, invece capisco che per principio possa dare fastidio. Anche se difficilmente al termine dei 3 mesi (su numeri così bassi) ci sarà l'invenduto.

Se non vado errata, solitamente l’editor non si limita a correggere gli errori grammaticali di un testo, ma anche, eventualmente, la forma (per es., nel mio romanzo l’editor mi aveva consigliato di usare frasi più corte) e naturalmente anche le incongruenze, cosa che la Zerounoundici non fa (ma questo non sarebbe neanche un gran problema, dato che, come ho già detto, è già stato fatto l’editing al mio romanzo).

No, nel contratto non c’è alcun punto che riguarda la promozione. Dice solamente che dovrebbe essere l’autore a cercare di organizzare presentazioni e a distribuire il proprio libro in conto vendita alle librerie, ed eventualmente, se lo vuole, anche a riscuotere i pagamenti (!!). La casa editrice si limita a sbrigare le pratiche amministrative del caso.

Come ho già detto, qui a Parma è veramente difficile riuscire ad organizzare presentazioni o convincere le librerie ad accettare qualche copia del tuo libro in conto vendita. Molte librerie sono in franchising, perciò per poter proporre un’opera da tenere in negozio bisogna contattare la casa madre (una trafila impossibile).

Ho chiamato decine e decine di volte il Comune e la responsabile della biblioteca per domandare di poter fare una presentazione al mio primo libro; non ho mai avuto risposta.

Purtroppo ci sono già passata, so cosa significa dover andare in giro per promuovere se stessi SENZA avere ALCUN aiuto alle spalle, allo sbaraglio…

Sono d’accordo sul fatto che un autore esordiente debba impegnarsi in prima persona per farsi conoscere, su questo non c’è dubbio. Il problema è che occorre avere almeno un piccolo aiuto da parte dell’editore. Altrimenti si fa prima a rivolgersi al Print on Demand, non trovate?

Sì sì, sapevo già che l’editore non effettua editing formale sulle opere che gli vengono proposte, infatti non è che io mi sia stupita, stavo soltanto dando la mia opinione in merito (poi a me non interessa più di tanto perché l’editing l’ho già fatto).

Ovviamente ho letto per bene tutte le pagine del sito dell’editore prima di decidere di inviare il manoscritto. E non c’era scritto da nessuna parte che l’editore non organizza presentazioni, ecc ecc

E soprattutto non dice che l’autore è obbligato a comprare un tot. di copie del suo libro nel caso in cui rimangano invendute. Capisco che sia un importo misero, ma, di nuovo, ci sono già passata e non voglio più accettare clausole del genere.

CHI SIAMO

Zerounoundici è una piccola casa editrice nata nel 2008 come naturale conseguenza dell'ambizioso progetto dell'Associazione Servizi Culturali, associazione fondata a favore degli scrittori italiani esordienti ed emergenti per contribuire alla diffusione e alla promozione delle loro opere.

Dopo un anno di vita, durante il quale ha preso il via un consistente numero di iniziative vincenti, l'Associazione ha sentito l'esigenza di poter contare su una casa editrice con la quale lavorare in perfetta simbiosi: Zerounoundici Edizioni è il risultato di questa veloce evoluzione.

L'obiettivo della nostra casa editrice è quello di offrire una possibilità a tutti gli scrittori che credono in ciò che creano, a tutti coloro che non intendono stare "con le mani in mano" ad aspettare che il successo cada loro addosso, perché per esperienza sappiamo che questa è una scelta perdente in partenza.

I neo-scrittori hanno bisogno di essere letti, apprezzati o anche criticati -per maturare e migliorarsi- e hanno bisogno di far crescere la fiducia che hanno in se stessi. Solo così il pubblico, forse inizialmente ristretto, ma velocemente destinato a crescere se l'autore dimostrerà di meritarlo, potrà iniziare a sua volta ad avere fiducia in loro.

Un percorso in salita, senza dubbio, ma più facile, più piacevole e meno faticoso se a percorrerlo non si è soli.

COME LAVORIAMO

Premesso che la nostra casa editrice non chiede alcun contributo per la pubblicazione dei propri libri, sappiate però che non siamo in grado di assicurarvi tirature iniziali degne di un "colosso editoriale", tutt'altro, anche perché non è il numero di copie stampate in prima tiratura che determina il successo di un libro, ma possiamo garantivi la continuità della produzione in caso di successo (e senza limiti).

Se riterremo che il vostro libro possa essere pubblicato, avvieremo una prima tiratura di TEST ridotta, di cui il 40-50% delle copie prodotte verranno concesse in conto vendita all'autore.

Dopo circa 3 mesi tireremo le somme: se il libro avrà dimostrato di avere un certo livello di commerciabilità, la prima tiratura verrà aumentata di ulteriori copie, che potranno essere ristampate nel caso venissero esaurite prima della scadenza del contratto di edizione, altrimenti, una volta esaurite le scorte a magazzino non procederemo con altre tirature .

In questo modo, riducendo la tiratura iniziale al minimo necessario per il "lancio" del libro sul mercato, riduciamo di conseguenza il rischio di investimento, ma soprattutto possiamo accontentare un più vasto numero di autori.

Se il libro dimostrerà di essere apprezzato dai lettori e fino a quando risulterà potenzialmente commerciabile, la stampa verrà ripetuta senza limiti, in caso di esaurimento scorte. In caso contrario, il rischio e l'investimento economico saranno stati contenuti entro limiti accettabili.

Potrei accettare il contratto che mi è stato promosso soltanto se venissi a sapere che comunque questo editore è abbastanza conosciuto (nei limiti di una piccola casa editrice) e che quindi un libro pubblicato con lui potrebbe avere un minimo di successo. Ho controllato alcuni libri della Zerounoundici su IBS e ho notato che molti hanno parecchie recensioni (ma questo non vuol dire niente, potrebbero essere stati gli autori stesse a scriverle, o degli amici!!).

Non so bene cosa fare. Se non accetto potrei pentirmene, ma se tra qualche mese mi arriva una proposta migliore? (Ho mandato il romanzo a diversi editori). Sono un’eterna indecisa! Non voglio farmi fregare dal desiderio di pubblicare finalmente il mio primo romanzo, ma non voglio nemmeno lasciarmi scappare un’occasione…

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Ospite AfroditeAx

Io i libri della 0111 li ho visti dalla Feltrinelli ... mi sembrano abbastanza curati. Anch'io penso che su trenta copie non ci sarà invenduto, e cmq 15 copie ti servirebbero per i concorsi e per uso personale. Secondo me in questo caso nin si può parlare di contributo o di editoria a pagamento. E' una loro startegia ma non dimostra un intento luscroso o uno sfruttamento dell'esordiente.

Un punto del contratto merita un approfondimento. Il pagamento in copie omaggio.Se parliamo di piccoli numeri ci può anche stare, ma se il romanzo spopola e diventa un best seller che si fa? Vagonate di libri?

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Un punto del contratto merita un approfondimento. Il pagamento in copie omaggio.Se parliamo di piccoli numeri ci può anche stare, ma se il romanzo spopola e diventa un best seller che si fa? Vagonate di libri?

dovrei riprendere in mano il mio contratto, ma se non ricordo male fino alla 200esima si parla di una percentuale in copie omaggio, dopo percentuale in contanti a crescere in base all'aumentare delle copie vendute.

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Ospite Linda Rando

Io non li ho mai trovati in libreria. Per quanto riguarda la cura penso che siano tra i libri meno curati di tutti...

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Ospite AfroditeAx
Io non li ho mai trovati in libreria. Per quanto riguarda la cura penso che siano tra i libri meno curati di tutti...

Quello che ho visto io, un po' prima di natale, non ricordo il titolo, era della collana The best of 0111 , forse per questo mi è sembrtao simile agli altri libri presenti nello scaffale.

Ma lo ho solo sfogliato velocemente, non mi sono soffermata sul testo o sull'editing ;)

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Io posso solo consigliarti di rinunciare. Se il tuo libro è veramente valido, sono certa che troverai un editore che saprà valorizzarlo al meglio e pubblicarlo senza queste clausole strampalate. Non avere fretta, quindi!

Te lo dico perchè anche io, tempo fa, ricevetti la tua stessa proposta e ovviamente rifiutai.

La cosa che più mi fece decidere per il no, fu la cavolata del pagamento dei diritti d'autore in copie omaggio. La trovo inammissibile. Anche un solo centesimo, ma tu mi paghi in denaro e non in libri omaggio! Ho svolto un lavoro ed è giusto che mi venga retribuito come Dio comanda. Non vado dal dentista per farmi togliere un molare e poi lo pago con un set di attrezzi odontoiatrici. Me li tirerebbe dietro... come minimo :)

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