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Writer's Dream Staff

0111 Edizioni

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Riporto la mia esperienza con 0111 edizioni.

Ho spedito il manoscritto che è stato valutato secondo i tempi segnalati sul sito.

Ho ricevuto una proposta con un contratto uguale a quello segnalato sul sito.

Quindi massima trasparenza e nessuna sorpresa.

La proposta è arrivata in contemporanea con quella di un'altra casa editrice.

Ho avuto un lungo colloquio telefonico con l'editore di 0111 edizioni, la Sra Stefania Lovati, la quale è stata estremamente gentile e disponibile. Le ho chiesto alcuni giorni oltre la scadenza della proposta per poter prendere una decisione e mi sono stati accordati.

Alla fine ho scelto un altro editore, ma anche dopo aver comunicato la mia decisione sono stati corretti e cordiali.

Riassumendo: un'esperienza che non è sfociata con una pubblicazione, ma che definirei senz'altro positiva.

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A me si erano detti interessati a leggere l'intero manoscritto, ma solo a patto che approvassi in toto il loro contratto.
Esaminandolo, ho dovuto rinunciare all'invio poiché il loro distributore non rifornisce le librerie principali della mia città, il che significherebbe che dovrei acquistare io delle copie da lasciare in contovendita, ma la percentuale trattenuta dalle librerie è pari a quella di sconto che mi farebbe la casa editrice, quindi ho preferito aspettare altre risposte.

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Buongiorno a tutti.

Anch'io, qualche mese fa, mandai la sinossi e qualche pagina del mio libro alla Zerounoundici. Premetto che è stata rifiutata senza troppe spiegazioni, però penso sia importante sapere come si è arrivati alla "sentenza" e lo è perché, a mio avviso, da certi atteggiamenti si capiscono tante cose.

Il primo no è arrivato dopo la compilazione del questionario: avevo sparato numeri piuttosto a caso a 2 domande che ritengo assurde, insensate e indice di una strana tendenza a mettere le mani avanti. Mi si chiedeva quante copie pensavo di vendere io, quante ne sarebbero state vendute in totale. Ho fatto ipotesi ottimistiche, ne convengo. In più, tra quattro risposte preimpostate, ho commesso il terribile reato di spuntare quella che, alla domanda perché vuoi pubblicare, indicava la speranza di migliorare la mia vita. Nella risposta automatica mi si diceva che non avrebbero letto una sola riga. Motivo? Qualsiasi cosa avessero fatto - dichiaravano - io sarei stata scontenta. Questa frase mi ha dato la netta sensazione che più di tanto non intendano impegnarsi. Non avrei pensato la stessa cosa se, dopo aver letto la sinossi e qualche pagina, mi avessero detto a chiare lettere che il mio romanzo è talmente scarso da dovermi ritenere fortunata se almeno i parenti l'avessero comprato. Avrebbe avuto senso, in quel caso, il dover ridimensionare le aspettative. Ma si sa, c'è modo e modo di lavorare. Una prima stampa inferiore alle 100 copie, mi dice che non credono nel lavoro di un autore e nemmeno nel loro, in definitiva. Poco male: basta saper aspettare l'occasione giusta.

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Cara Deborah, è successa la stessa cosa anche a me. Loro vogliono mettere le cose in chiaro subito, con la 0111 non puoi sperare di diventare il nuovo Dan Brown e vogliono che questo tu lo sappia bene. Purtroppo non considerano che il 90% degli scrittori sono dei sognatori e chiunque di loro risponderebbe di si alla domanda vorresti fare soldi scrivendo? Detto ciò se tu scrivi una mail nella quale spieghi che sei consapevole dei limiti delle piccole realtà editoriali loro la sinossi poi la considerano lp stesso. A me l'avevano accettata e ni avevano anche offerto la pubblicazione ma io ho declinato l'offerta per altri motivi

 

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1 ora fa, Han Solo dice:

Cara Deborah, è successa la stessa cosa anche a me. Loro vogliono mettere le cose in chiaro subito, con la 0111 non puoi sperare di diventare il nuovo Dan Brown e vogliono che questo tu lo sappia bene. Purtroppo non considerano che il 90% degli scrittori sono dei sognatori e chiunque di loro risponderebbe di si alla domanda vorresti fare soldi scrivendo? Detto ciò se tu scrivi una mail nella quale spieghi che sei consapevole dei limiti delle piccole realtà editoriali loro la sinossi poi la considerano lp stesso. A me l'avevano accettata e ni avevano anche offerto la pubblicazione ma io ho declinato l'offerta per altri motivi

 

Le piccole realtà editoriali hanno dei limiti, questo lo sappiamo bene. Ciò non giustifica, a mio modesto parere, una risposta come quella che arriva in automatico: più che mettere le cose in chiaro (potrebbero farlo in mille modi diversi), con quella mail ti danno la sensazione di essere "caduta in trappola". La frase "qualsiasi cosa si faccia, non sarete mai contenti" assomiglia vagamente a un processo alle intenzioni. Ho anche scritto la mail spiegando il mio punto di vista, ma ovviamente avevo già perso interesse. Leggendo poi in giro - e sia chiaro, non parlo di WD, ma di siti che si occupano addirittura di questioni legali - ho capito che quel no è stata fortuna pura. In definitiva, ho firmato un contratto editoriale, con una CE free, che prevede come prima stampa un minimo di 2000 copie. E non è la Mondadori, eh! Spesso non sono i limiti a rappresentare un problema, ma la poca voglia di impegnarsi a superarli. Mi pare che nel caso della Zerounoundici, a quelli già esistenti nel mondo dell'editoria si siano talvolta aggiunti quelli creati da loro stessi.

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17 minuti fa, Debora Paolini dice:

La frase "qualsiasi cosa si faccia, non sarete mai contenti" assomiglia vagamente a un processo alle intenzioni. 


Non so perchè ma mi suona molto famigliare come frase detta da loro... 
Dovrei andare a ripescare il "carteggio" mediatico che era intercorso tra noi, ma la sensazione era stata più o meno la stessa.. che loro facessero un favore a noi... 

Mi piacerebbe sentire chi si è trovato bene con loro, per quali motivi.

Curiosità, come si è comportato il tuo editore free da 2000 copie con l'editing ? :D

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41 minuti fa, Mattia Placanica dice:


Non so perchè ma mi suona molto famigliare come frase detta da loro... 
Dovrei andare a ripescare il "carteggio" mediatico che era intercorso tra noi, ma la sensazione era stata più o meno la stessa.. che loro facessero un favore a noi... 

Mi piacerebbe sentire chi si è trovato bene con loro, per quali motivi.

Curiosità, come si è comportato il tuo editore free da 2000 copie con l'editing ? :D

Ciao Mattia. Il mio romanzo è adesso in fase di editing. Posso dirti che è previsto nel contratto. : WohoW :

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5 minuti fa, Debora Paolini dice:

Ciao Mattia. Il mio romanzo è adesso in fase di editing. Posso dirti che è previsto nel contratto. : WohoW :


Il che, mi verrebbe da dire, dovrebbe essere alla base... se io fossi un editore e mettessi il mio nome su un libro, quanto meno voglio essere sicuro che il prodotto sia perfetto...! 

Bene dai, sono contento per te! E soprattutto perchè ti sei salvata dalla 0111... :D:D:D

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6 minuti fa, Mattia Placanica dice:


Il che, mi verrebbe da dire, dovrebbe essere alla base... se io fossi un editore e mettessi il mio nome su un libro, quanto meno voglio essere sicuro che il prodotto sia perfetto...! 

Bene dai, sono contento per te! E soprattutto perchè ti sei salvata dalla 0111... :D:D:D

Esatto, Mattia. Un editore dovrebbe tenere al proprio lavoro. Più che salvarmi da quella CE, diciamo che il rifiuto ha fatto sì che io non mi trovassi a discutere le clausole contrattuali. Per prima cosa, alcune questioni le ho scoperte solo dopo aver contattato loro, poi dire di no di fronte a una proposta è sempre difficile, anche quando non puoi fare diversamente. Ti rimane l'amaro in bocca, quando accade, quindi son contenta di non esserci dovuta passare. Il resto beh, vedremo come andrà. 

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Come ho già detto, io pubblicai con loro nel 2013. Certo, il contratto non è brillante, la titolare può sembrare scorbutica, la distribuzione non è il massimo (ma nemmeno il minimo). Ma non richiedono contributo e, per me che vendo da solo le mie copie, era una buona CE per cominciare. Ora vorrei pubblicare il mio nuovo romanzo e mi rivolgerò in primis ad altri. Perché la prospettiva di avere un libro stampato con pagine bianche come fogli da fotocopia e impaginazione strettissima (non gradita da molti lettori), non mi attrae. Ecco, un punto a loro favore è la puntualità, sia nei report che nei pagamenti. 

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Io ho pubblicato con loro e dopo sei mesi non posso lamentarmi di nulla che non mi era già stato detto. Non è una casa editrice in grado di metterti in ogni libreria d'Italia o venderti a prezzi modici, ma loro sono i primi che ti mettono in guardia su questo. Per quanto riguarda la promozione sta a te, purtroppo i tempi sono cambiati, la pubblicazione non è più un traguardo, ma la prima porta da aprire. Oggi è più facile per un testo emergere da self che non da pubblicazione. Lasciandolo un mese gratis sai quanti download e quante recensioni ottieni? Con la casa editrice il prezzo iniziale è di 4.99 ad esempio e non tutti li spendono per un esordiente, anzi, nessuno se non ti conosce. 

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On 1/2/2016 at 15:52, Debora Paolini dice:

Ciao Mattia. Il mio romanzo è adesso in fase di editing. Posso dirti che è previsto nel contratto. : WohoW :

 Ciao! Posso  chiederti alla fine con quale CE hai pubblicato? :)

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4 ore fa, Debora Paolini dice:

Ho pubblicato con la casa editrice Nulla Die. Sono fantastici!

ma sbaglio o non c'è nessuna discussione aperta su questa casa editrice nel forum?

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Per quanto riguarda la mia esperienza personale: ho ricevuto un contratto di pubblicazione, praticamente identico a quelli che ho letto in queste pagine ma ho rifiutato. Nonostante la correttezza e la trasparenza (cosa rara al giorno d'oggi), ho preferito lasciar perdere perché chiedono (giustamente), un forte appoggio da parte dell'autore in fase di vendita e promozione. Non posso biasimarli ma sono stanco di correre su e giù per le librerie ad organizzare serate di presentazione, durante le quali vendi libri perlopiù ad amici, parenti, colleghi e qualche curioso ma questo è un parere del tutto personale. Se un editore ti prende in carico, deve fare anche del suo meglio per venderti e non lasciare che sia tu a fare il grosso del lavoro. Detto questo, il mio giudizio su questa casa editrice resta comunque positivo perché sono sinceri e limpidi. 

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Aggiungo la mia testimonianza, mi sono proposta a questa casa editrice e dopo circa un mese mi arriva una loro mail dove dicono testualmente: " "le alleghiamo la nostra bozza di contratto standard (NON E’ una proposta di pubblicazione - almeno per ora -), in modo che possa prendere visione di ciò che possiamo realmente offrire in caso di esito positivo della valutazione.  la legga attentamente PRIMA di inviarci il testo integrale da valutare". Allora io leggo questa bozza e visto che non prevede una tiratura minima, rispondo cortesemente: "Gentilissimi, ringrazio per la proposta ma non posso prendere in considerazione offerte che non prevedano un minimo di tiratura iniziale."

Per me poteva anche finire così, invece mi rispondono dicendo che la loro non era una proposta, ma una valutazione positiva della mia anteprima e un invito facoltativo a inviare la versione integrale. Con una certa perplessità rispondo a mia volta che se per caso avessi capito male il senso della prima mail non avevo problemi a spedire il testo integrale. Arriva proprio ora la loro risposta dove mi dicono che visto che il loro contratto non soddisfa le mie esigenze non avranno modo di leggere il mio inedito in versione integrale. Ma!

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Posto anch'io la mia esperienza: ho spuntato a quanto pare erroneamente, la casellina delle aspettative che diceva "vorrei migliorare la mia vita". Ho sbagliato a non prenderla troppo sul serio, pensavo che spuntando l'altra risposta avrebbero pensato qualcosa tipo "beh questo qua ha zero ambizione". Risultato mi hanno risposto dopo due o tre giorni dicendomi che non erano interessati e che non risponderanno a eventuali richieste di spiegazioni circa l'esito negativo della pubblicazione.

Non voglio essere maligno, ma dato che c'erano molti testi prima del mio in valutazione, rispondermi così dopo due giorni mi ha fatto pensare un po' male.

Ho ringraziato lo stesso per la risposta anche se negativa, ma mi sarei aspettato una spiegazione, dato che è la prima volta che invio. Capisco la mole di valutazioni, ma anche solo dirmi "guarda fa schifo" o "è scritto da cani", almeno uno si regola per correggere il tiro.

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 @Edward Black

La mia esperienza iniziale è stata un po' simile; non ho sbarrato la tua stessa casella ma quella che più o meno diceva "spero di guadagnare abbastanza con la vendita del libro" o qualcosa di simile. Naturalmente non lo speravo minimamente ma faceva parte di un tocco di ottimismo e nulla più. Arrivò una mail in cui mi ammonivano in quanto loro non erano in grado di far diventare ricchi nessuno e se non facevano al caso mio, potevo sempre lasciarli perdere o altrimenti proseguire con l'invio del manoscritto, inoltrando però una rettifica alla spunta di quella benedetta casella. Beh, così ho fatto e la cosa è andata avanti fino a una proposta che però ho scartato.

Da quel che ho capito, adottano questa politica in qualche modo limpida e chiara, perché non vogliono far perder tempo ad autori in cerca di fama e gloria e non vogliono perdere tempo neppure loro dietro a persone che cercano qualcosa che non possono avere.

 

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Però nell'aspettativa di vendita ho scritto 200 copie, non 100000 e mi pare che nella mail ammonitoria che ti mandano dopo, precisano loro stessi che la tiratura media ottimistica è di 200 copie, quindi mi sembrava di essere in linea con loro. Poi per l'amor di dio, magari l'hanno letto e fa veramente schifo, però ripeto almeno dire cosa non gli è piaciuto, tutto qua.

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Ospite Alessandro Furlano

Sul sito ci sono i file excel (un po' vecchi) con le vendite dei libri editi da loro e in effetti si nota come i best seller sono intorno alle 200 copie. Quello che balza all'occhio è che hanno seprato il totale delle vendite in 2 colonne: venduti direttamente dall'autore e venduti tramite altri canali. Tutti questi "best seller" da 200 copie hanno 100-150 copie vendute dall'autore. O sarebbe meglio dire vendute ALL'autore, che poi chissà se è riuscito a piazzarle.

Ora io con una raccolta di racconti autopubblicata, senza sbattermi troppo, ho raggiunto più o meno quei valori.

Cioè, uno scrive il libro, si fa l'editing (perché mi pare di capire che sono carenti anche su quello, correggetimi, in quel caso è l'unico valore aggiunto) e poi se lo deve vendere.
Domanda (retorica): esattamente perché dovrei pubblicare con loro e non autopubblicarmi di nuovo (guadagnando fino al 30% sul cartaceo e 50% sull'ebook, provvigione che con loro ti sogni)?

Qual è il valore aggiunto che danno?

Nessuno pretende di trovarsi sugli scaffali delle librerie, o di mettersi comodo e aspettare le royalties, ma io voglio fare lo scrittore, non il libraio (mi piacerebbe pure quello, ma è un altro discorso). Qual è l'anello di congiunzione tra i due? La Casa Editrice, se non serve a niente (tranne a mangiarsi una fetta consistente della torta) tanto vale farne a meno.

 

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On 4/5/2016 at 14:21, Beppecoraggio dice:

 @Edward Black

La mia esperienza iniziale è stata un po' simile; non ho sbarrato la tua stessa casella ma quella che più o meno diceva "spero di guadagnare abbastanza con la vendita del libro" o qualcosa di simile. Naturalmente non lo speravo minimamente ma faceva parte di un tocco di ottimismo e nulla più. Arrivò una mail in cui mi ammonivano in quanto loro non erano in grado di far diventare ricchi nessuno e se non facevano al caso mio, potevo sempre lasciarli perdere o altrimenti proseguire con l'invio del manoscritto, inoltrando però una rettifica alla spunta di quella benedetta casella. Beh, così ho fatto e la cosa è andata avanti fino a una proposta che però ho scartato.

Da quel che ho capito, adottano questa politica in qualche modo limpida e chiara, perché non vogliono far perder tempo ad autori in cerca di fama e gloria e non vogliono perdere tempo neppure loro dietro a persone che cercano qualcosa che non possono avere.

 

 

Ok non perder tempo e non farlo perdere però mi sembra un po' una cavolata, uno perchè è un processo alle intenzioni, non penso che chi sbarra quella casellina, voglia veramente diventare ricco e famoso con la 0111 o qualsiasi altra piccola casa editrice. Secondo mi sembra palese che chiunque scrive un libro in fondo in fondo speri di diventare famoso, ok anch'io ho iniziato per gioco, ma è ovvio che se arriva la Mondadori e mi offre un contratto non gli dico "no grazie, scrivo solo per passione". Bello sognare :sonofigo:

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Fortunatamente mi ha mandato il contratto Lettere Animate e dopo tre mesi che hanno ricevuto i files mi hanno fatto la proposta! Almeno loro sono sicuro che l'hanno letto! Saluti

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Da due giorni è impossibile accedere al sito :arrendo:

Tre giorni fa, avevo fatto in tempo ad accertarmi che la mia sinossi fosse nella lista di quelle da valutare... e c'era!

Quindi fino a tre giorni fa era tutto OK... Cosa sarà successo?

Anche voi non riuscite ad accedere al sito? :google:

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Dal FACSIMILE del contratto non ho chiare alcune cose:

- Se il libro vende meno di 150 copie non mi spetta nulla?

- Se non raggiungo le 250 copie vendute nell'intero periodo contrattuale che succede?

- Le percentuali non sono troppo "piccole"?

- Perché tutto così complicato?

- Se il contratto cartaceo dura 2 anni e quello gigitale 5, com'è possibile che il diritto di prelazione duri 2 anni? E l'ebook non gli resta per altri 3 anni?

 

C'è qualcuno di cuore gentile (che possibilmente abbia lavorato con loro o abbia avuto in qualche modo a che fare con la loro casa editrice) che possa darmi qualche chiarimento in merito?

 

Intanto, io piango :perchè:

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