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freccetto

Icaro Talentagency

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No Gogol, confermo i tempi (per me almeno): fine dicembre terminato di rileggere e correggere (con l'aiuto di due amici in gamba, primi di gennaaio spedizione a 40 CE prese qui su WD. Saltando quelle a pagamento che sono sempre le prime, ai primi di marzo le prime risposte serie, con tanto di proposta di contratto. Poi editing (fortunatamente leggero) e ora sono in stampa.

Ne sono lieto per te, ma il mio editore ha già chiuso il 2014 e buona parte del 2015. Io ci ho messo molto meno, ma il libro me lo aveva richiesto: ho iniziato a scrivere a novembre e va in stampa adesso.
Bravo. Comunque per quella cosa cerco di farti sapere al più presto.

Ti ringrazio di cuore :)

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I tempi sono maggiori anche con le medio-piccole valide, a meno che il vostro modo di scrivere non venga notato e la spedizione richiesta dall'editore.

 

Vero, e i tempi non sono proporzionali neanche alla "qualità" dell'editore ;)

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I tempi sono maggiori anche con le medio-piccole valide, a meno che il vostro modo di scrivere non venga notato e la spedizione richiesta dall'editore.

Vero, e i tempi non sono proporzionali neanche alla "qualità" dell'editore ;)

Spesso non è nemmeno colpa loro: avete idea del lavoro che si sobbarcano per far quadrare i conti...loro e vostri. Centomila chilometri all'anno vi bastano... forse neppure quelli che guidano i tir ;)

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Ospite Lem Mac Lem

Le divagazioni sulle vostre esperienze possono anche essere interessanti, ma non è questa la sede per parlarne. Tornate IT, grazie.

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Ecco la mia esperienza fresca, fresca:

ho mandato il mio manoscritto un mese fa per la valutazione. Qualche giorno fa mi chiama personalmente Alex dell'agenzia e mi dice che stanno leggendo il mio romanzo, mi chiede di me, se ho pubblicato prima, che aspettative ho. mi dice che spesso gli esordienti hanno un'idea molto romantica di ciò che accadrà, gli rispondo che il romanticismo è volato via da tempo :-) . mi dice chiaro e tondo che senza pubblicazioni alle spalle ai grandi neanche mi propongono ma solo alle medio-piccole editorie. l'impressione è stata buona, lui una persona piacevole e competente.

oggi mi arriva la valutazione, positiva, accettano di propormi, ma mi dicono di decidere: o così com'è ed ho il 50% delle possibilità di essere scartata o modificare delle parti arricchendole. naturalmente opto per la seconda, ci risentiremo quando avrò revisionato il tutto.

riassumendo per ora un'esperienza positiva e costruttiva. Ora mi rimetto a l lavoro.

ps, non mi fustigate amministratori, non ho trovato notizie sulla David  And Matthaus, se ci sono mi date le coordinate per leggere? altrimenti chiedo su editrici da testare.

grazie a tutti

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Ospite

Qualche notizia fresca fresca :OO:

Confermo: valutano solo a pagamento. Offrono una scheda di valutazione standard e una approfondita, i costi sono differenti. Ho molte perplessità, ma sopratutto chi è Alex Tasciotti? Non potendo sfogliare una lista degli autori rappresentati è possibile sapere almeno il curriculum di questo agente letterario? Un blog? Facebook escludiamolo 'por favor'.

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Qualche notizia fresca fresca :OO:

Confermo: valutano solo a pagamento. Offrono una scheda di valutazione standard e una approfondita, i costi sono differenti. Ho molte perplessità, ma sopratutto chi è Alex Tasciotti? Non potendo sfogliare una lista degli autori rappresentati è possibile sapere almeno il curriculum di questo agente letterario? Un blog? Facebook escludiamolo 'por favor'.

Dunque, come ho detto anche in un post più su, collaboro con la Icaro da diverso temo ormai e conosco Alex personalmente. Alex Tasciotti ha iniziato a muoversi in agenzia letteraria a 19 anni, oggi ne ha 24.... l'agenzia in cui ha iniziato non posso nominarla per correttezza sia verso Alex che verso l'agenzia stessa. Ha contatti con tutte le major italiane, mail private e telefoni diretti degli editor fra cui: Fabrizio Cocco, Paolo Caruso, e via dicendo, questi sono gli ultimi incontrati nelle ultime due settimane di cui ho notizie dirette. Il punto è che Alex ha ad oggi proposto e fatto firmare contratti a numerosi autori emergenti, sia per piccoli che per medi-grandi editori e questo è un dato di fatto e tuttora li rappresenta in qualità di agente.

È normale che chi scrive un romanzo, sebbene sia esordiente (e quindi sconosciuto) desideri avere un curriculum della persona che legge ciò che ha scritto, ma vi garantisco che oggi come oggi molti editor nemmeno aprono il manoscritto che inviate. Alla Icaro facciamo letture multiple (più collaboratori sullo stesso testo), dopo ne discutiamo e solo alla fine stiliamo la scheda. Quel contributo in denaro si giustifica per motivare le persone che con professionalità e dedizione decidono di trascorrere una parte del loro tempo leggendo manoscritti di esordienti sconosciuti, molti dei quali nemmeno allegano un CV al manoscritto.

In alternativa, come suggeriva anche qualcuno, potreste auto proporvi a 40, 50 o anche 100 case editrici medio piccole. Le quali nel 90% dei casi cestinano senza aprire, poi ci sono quelli che vi propongono di pubblicare a pagamento (di certo non per 30 euro) e infine quelli che vi dirottano verso un editor (tipo la Icaro ma meno economico).

Insomma è un mondo libero e ciascuno agisce come meglio crede, ci mancherebbe.

Tuttavia deve essere chiaro che lo scopo della Icaro è quello di guadagnare non sui contributi di lettura (avrebbe chiuso da anni ormai) ma fare in modo di dare un feedback agli autori per fargli migliorare il manoscritto ed avere più possibilità di avere un contratto ed è qui che l'agenzia guadagna qualcosina, ma non dall'autore, bensì dalla casa editrice.

Se questo meccanismo non è chiaro basta chiedere e sarò felice di rispondervi.

Se poi non siete disposti ad accettare consigli editoriali, ritenete i vostri manoscritti già perfetti, pubblicabili e con un mercato e pensate che Mondadori o Fabbri debbano investire su di voi perché li farete guadagnare una fontana di soldi, allora aimé credo siate un po' illusi. Non solo la Icaro non fa per voi, ma sarebbe meglio andare da un editore a pagamento così potrete essere certi di avere una copia del vostro romanzo da regalare ad amici e parenti e assicurerete lavoro al macero.

In realtà io amo gli autori esordienti (sono stato uno di voi!) e mi fa piacere condividere le mie esperienze in questo campo. Ho letto tanti tanti tanti manoscritti (forse anche quelli di qualcuno che scrive in questo forum) e sono felice di continuare a farlo. 

Vi abbraccio!

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Ospite

@Frank

Ti ringrazio per la tua testimonianza. Purtroppo gli 'esordienti' sono visti come 'polli da spennare', perché più bisognosi d'aiuto (escludendo, come giustamente facevi notare, i narcisisti). Molti, specialmente in tempo di crisi, possono improvvisare un'attività senza un'adeguata preparazione, per non parlare di persone totalmente in malafede. Penso al caso dei 'falsi dentisti', a volte per risparmiare si combinano guai peggiori, quindi, in ogni ambito, reputo corretto sapere chi è il nostro reale interlocutore, sopratutto, se questo ha un'attività pubblica da cui ricava anche degli utili. Facebook è un'ottima piattaforma per pubblicizzare un'attività commerciale, però, non può essere la sola e unica. Occorre leggere e informarsi, in questo caso, quali sono le persone che lavoro a quest'agenzia, in quanti sono, i risultati raggiunti, testarne l'effettivo valore prima di un impegno più serio. Tutto questo oltre che normale è anche legittimo, naturalmente nell'interesse di tutti anche della Icaro Talentagency. Magari il mio suggerimento, potrebbe spronarli a investire maggiormente nella propria attività :-)

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@Frank

Ti ringrazio per la tua testimonianza. Purtroppo gli 'esordienti' sono visti come 'polli da spennare', perché più bisognosi d'aiuto (escludendo, come giustamente facevi notare, i narcisisti). Molti, specialmente in tempo di crisi, possono improvvisare un'attività senza un'adeguata preparazione, per non parlare di persone totalmente in malafede. Penso al caso dei 'falsi dentisti', a volte per risparmiare si combinano guai peggiori, quindi, in ogni ambito, reputo corretto sapere chi è il nostro reale interlocutore, sopratutto, se questo ha un'attività pubblica da cui ricava anche degli utili. Facebook è un'ottima piattaforma per pubblicizzare un'attività commerciale, però, non può essere la sola e unica. Occorre leggere e informarsi, in questo caso, quali sono le persone che lavoro a quest'agenzia, in quanti sono, i risultati raggiunti, testarne l'effettivo valore prima di un impegno più serio. Tutto questo oltre che normale è anche legittimo, naturalmente nell'interesse di tutti anche della Icaro Talentagency. Magari il mio suggerimento, potrebbe spronarli a investire maggiormente nella propria attività :-)

quello che dici è vero da un lato, ma un bel sito di rappresentanza non garantisce affatto sull'onestà delle persone.

Anzi, ci sono tanti specchietti per le allodole.

Insomma ci vuole piuttosto buonsenso, passaparola, esperienze anche indirette.

Qualche scivolone è inevitabile ma mai fidarsi di chi ti chiede 2000 euro sull'unghia, va da sé.

Ci sono polli da spennare e polli che si fanno spennare aimé. Spesso gli esordienti oltre che inesperti hanno la sensazione di essere già i migliori, di non avere nulla da imparare e invece non è così. È bene dirlo e ribadirlo: è un mondo di lupi, nessuno vi farà della beneficenza e troverete persone oneste e meno oneste. Leggere in maniera critica un manoscritto (anche di 500-600 pagine) per 30 euro non mi pare una cosa disonesta, tutto qui. Ed è il caso della Icaro.

Buon senso e cautela è il consiglio che vale per tutti e non mi stancherò mai di dirlo.

Poi ho qui portato la mia testimonianza, ce ne sono tante altre e ciascuno si fa la sua idea a riguardo.

Ma non lasciate mai il cervello sul comodino.

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A quanto pare, l'unico sfigato che ha avuto un'esperienza negativa con questa agenzia sono stato io. Pazienza.

Sinceramente mi dispiace di ciò. Comunque anche la tua voce conta ai fini di qualcuno che, leggendo questo thread, volesse farsi un'idea sulla Icaro e su come lavora. Non siamo refrattari alle critiche e cerchiamo sempre di migliorare, anche e soprattutto per quanto riguarda la comunicazione con gli autori.

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È normale che chi scrive un romanzo, sebbene sia esordiente (e quindi sconosciuto) desideri avere un curriculum della persona che legge ciò che ha scritto, ma vi garantisco che oggi come oggi molti editor nemmeno aprono il manoscritto che inviate. Alla Icaro facciamo letture multiple (più collaboratori sullo stesso testo), dopo ne discutiamo e solo alla fine stiliamo la scheda. Quel contributo in denaro si giustifica per motivare le persone che con professionalità e dedizione decidono di trascorrere una parte del loro tempo leggendo manoscritti di esordienti sconosciuti, molti dei quali nemmeno allegano un CV al manoscritto.

 

Non ho esperienze con la Icaro e non ho motivi di non credere alle parole di Frank in merito alla professionalità di chi ci lavora, compreso lui. Però.

Queste affermazioni sembrano portare acqua al mulino della Icaro. "Molti altri non vi leggono, noi invece..." Il molti è generico e potrebbe voler dire tutto e nulla, perché basarsi sull'abbassare la professionalità e serietà di altre agenzie anziché dire "noi vi assicuriamo che li leggiamo tutti e questo comporta un costo?"

Non è un atteggiamento che mi ponga molto speranzosa, in realtà.

 

 

 

In alternativa, come suggeriva anche qualcuno, potreste auto proporvi a 40, 50 o anche 100 case editrici medio piccole. Le quali nel 90% dei casi cestinano senza aprire, poi ci sono quelli che vi propongono di pubblicare a pagamento (di certo non per 30 euro) e infine quelli che vi dirottano verso un editor (tipo la Icaro ma meno economico).

Ecco, qui davvero è il punto in cui rimango sbalordita.

Se le medio-piccole CE fanno tutta questa "selezione" (ovvero: non leggono niente e cestinano il 90%) com'è che più o meno tutti in questo forum sono riusciti a pubblicare? Rientrano tutti nel 10% di una casa editrice medio-piccola? Hanno avuto tutti fortuna?

Il mondo si divide tra pubblicare a pagamento o essere non letti anche da chi ha disperatamente bisogno di rimanere a galla?

Se è così, che diavolo ci facciamo noi tutti su Writer's Dream?

 

 

Tuttavia deve essere chiaro che lo scopo della Icaro è quello di guadagnare non sui contributi di lettura (avrebbe chiuso da anni ormai) ma fare in modo di dare un feedback agli autori per fargli migliorare il manoscritto ed avere più possibilità di avere un contratto ed è qui che l'agenzia guadagna qualcosina, ma non dall'autore, bensì dalla casa editrice.

Anche qui mi fido sulla parola, tuttavia i fatti dicono che ogni autore deve pagare.

Non qualcuno (dove il lavoro è più massiccio), tutti quanti. Quindi direi che sia piuttosto facile dubitare di queste parole alla luce dei fatti.

 

 

Se poi non siete disposti ad accettare consigli editoriali, ritenete i vostri manoscritti già perfetti, pubblicabili e con un mercato e pensate che Mondadori o Fabbri debbano investire su di voi perché li farete guadagnare una fontana di soldi, allora aimé credo siate un po' illusi. Non solo la Icaro non fa per voi, ma sarebbe meglio andare da un editore a pagamento così potrete essere certi di avere una copia del vostro romanzo da regalare ad amici e parenti e assicurerete lavoro al macero.

Ed eccoci qua.

"Se sei convinto di saper scrivere ma non vuoi spendere soldi, rivolgiti alle EAP".

Piuttosto offensivo. Dovrei rivolgermi a una CE a pagamento perché non voglio rivolgermi a un'agenzia a pagamento? Seems legit.

 

 

In realtà io amo gli autori esordienti (sono stato uno di voi!) e mi fa piacere condividere le mie esperienze in questo campo. Ho letto tanti tanti tanti manoscritti (forse anche quelli di qualcuno che scrive in questo forum) e sono felice di continuare a farlo. 

Non ne dubito.

Pessima impressione, I'm sorry.

Anche se avessi tutti i soldi da investire, andrei molto ma molto lontano da qui.

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Cara Steamdoll, risposte come la tua mi ricordano che tipo di ambiente sia questo dell'editoria.

 

È normale che chi scrive un romanzo, sebbene sia esordiente (e quindi sconosciuto) desideri avere un curriculum della persona che legge ciò che ha scritto, ma vi garantisco che oggi come oggi molti editor nemmeno aprono il manoscritto che inviate. Alla Icaro facciamo letture multiple (più collaboratori sullo stesso testo), dopo ne discutiamo e solo alla fine stiliamo la scheda. Quel contributo in denaro si giustifica per motivare le persone che con professionalità e dedizione decidono di trascorrere una parte del loro tempo leggendo manoscritti di esordienti sconosciuti, molti dei quali nemmeno allegano un CV al manoscritto.

Non ho esperienze con la Icaro e non ho motivi di non credere alle parole di Frank in merito alla professionalità di chi ci lavora, compreso lui. Però.

Queste affermazioni sembrano portare acqua al mulino della Icaro. "Molti altri non vi leggono, noi invece..." Il molti è generico e potrebbe voler dire tutto e nulla, perché basarsi sull'abbassare la professionalità e serietà di altre agenzie anziché dire "noi vi assicuriamo che li leggiamo tutti e questo comporta un costo?"

Non è un atteggiamento che mi ponga molto speranzosa, in realtà.

 

Ecco, qui davvero è il punto in cui rimango sbalordita.

 

 

In alternativa, come suggeriva anche qualcuno, potreste auto proporvi a 40, 50 o anche 100 case editrici medio piccole. Le quali nel 90% dei casi cestinano senza aprire, poi ci sono quelli che vi propongono di pubblicare a pagamento (di certo non per 30 euro) e infine quelli che vi dirottano verso un editor (tipo la Icaro ma meno economico).

Se le medio-piccole CE fanno tutta questa "selezione" (ovvero: non leggono niente e cestinano il 90%) com'è che più o meno tutti in questo forum sono riusciti a pubblicare? Rientrano tutti nel 10% di una casa editrice medio-piccola? Hanno avuto tutti fortuna?

Il mondo si divide tra pubblicare a pagamento o essere non letti anche da chi ha disperatamente bisogno di rimanere a galla?

Se è così, che diavolo ci facciamo noi tutti su Writer's Dream?

 

 

Tuttavia deve essere chiaro che lo scopo della Icaro è quello di guadagnare non sui contributi di lettura (avrebbe chiuso da anni ormai) ma fare in modo di dare un feedback agli autori per fargli migliorare il manoscritto ed avere più possibilità di avere un contratto ed è qui che l'agenzia guadagna qualcosina, ma non dall'autore, bensì dalla casa editrice.

Anche qui mi fido sulla parola, tuttavia i fatti dicono che ogni autore deve pagare.

Non qualcuno (dove il lavoro è più massiccio), tutti quanti. Quindi direi che sia piuttosto facile dubitare di queste parole alla luce dei fatti.

 

 

Se poi non siete disposti ad accettare consigli editoriali, ritenete i vostri manoscritti già perfetti, pubblicabili e con un mercato e pensate che Mondadori o Fabbri debbano investire su di voi perché li farete guadagnare una fontana di soldi, allora aimé credo siate un po' illusi. Non solo la Icaro non fa per voi, ma sarebbe meglio andare da un editore a pagamento così potrete essere certi di avere una copia del vostro romanzo da regalare ad amici e parenti e assicurerete lavoro al macero.

Ed eccoci qua.

"Se sei convinto di saper scrivere ma non vuoi spendere soldi, rivolgiti alle EAP".

Piuttosto offensivo. Dovrei rivolgermi a una CE a pagamento perché non voglio rivolgermi a un'agenzia a pagamento? Seems legit.

 

 

In realtà io amo gli autori esordienti (sono stato uno di voi!) e mi fa piacere condividere le mie esperienze in questo campo. Ho letto tanti tanti tanti manoscritti (forse anche quelli di qualcuno che scrive in questo forum) e sono felice di continuare a farlo. 

Non ne dubito.

Pessima impressione, I'm sorry.

Anche se avessi tutti i soldi da investire, andrei molto ma molto lontano da qui.

 

Mi dispiace dovermi difendere dalle tue accuse, tuttavia alcune precisazioni sono d'obbligo perché il non rispondere mi porrebbe nella posizione di dover accettare il tuo giudizio, che rispetto, certo, ma che è alquanto ingeneroso verso le cose che ho scritto in buona fede :-)
Parlo sempre per esperienza diretta e non per sentito dire.
Che la Icaro legga tutti i manoscritti è un dato di fatto che conosco, appunto, per esperienza diretta. Analogamente, per lo stesso motivo (cioè per averci lavorato) conosco anche diverse altre realtà e, ribadisco, gran parte di queste NON leggono i manoscritti o lo fanno in modo assai superficiale o amatoriale. Molti non saprebbero nemmeno redigere una sinossi (è successo a molti autori e ne conosco tanti). Perché taluni editori pubblicano comunque? Questo lo ignoro, dovrei entrare nelle loro menti, lungi da me dal fare supposizioni in questo campo.
E', secondo la mia esperienza, la realtà, può piacere o meno. 
Il fatto che io "tiri acqua al mulino della Icaro" è semplicemente perché ci lavoro e ci lavoro perché è un progetto in cui credo in quanto, fra tutte le realtà che ho conosciuto, è quella che si pone in maniera più trasparente e rispettosa nei riguardi dei propri collaboratori e di chi si af-fida mandando il frutto del proprio lavoro per ricevere un feedback professionale. 
Il mondo NON si divide tra pubblicare a pagamento o essere non-letti, anche questa tua deduzione è fallace. Il contributo di lettura della Icaro garantisce una certa professionalità della scheda restituita all'autore, questa è la mia esperienza. 
Avere una scheda professionale senza spendere 30 euro di contributo è possibile? Forse sì, ma non nella mia esperienza. E, lo ribadisco, solo di questa posso parlare in tutta sincerità. Ti basti pensare che i recensori più abili per terminare una lettura critica ci impiegano dalle 3 alle 5 settimane. Per ogni testo ne servono 2 o 3 simultaneamente. Sono persone che fanno anche altri lavori, certo, comunque legati all'editoria ma come si può pretendere che dei professionisti possano fornire un contributo che sia professionale per meno di 1 euro l'ora? Sembrerà strano ma i professionisti si fanno pagare per il loro lavoro.
Poi puoi trovare risposte professionali anche da agency che lavorano gratis? Ben fortunata, in bocca al lupo! felice per te (senza sarcasmo). Ripeto, PER LA MIA ESPERIENZA, molti dopo la lettura non conoscono nemmeno la trama, provare per credere.
Ci sono eccezioni?
Felice di saperlo da te, hai esperienze migliori della mia.
Infine questa:
"Se sei convinto di saper scrivere ma non vuoi spendere soldi, rivolgiti alle EAP".
è molto scorretto mettere fra virgolette una frase che non è citazione ma deduzione. Non ho mai scritto nulla del genere, mi dispiace di doverti contraddire.
Il senso del mio discorso era che per un editore (piccolo o grande non importa) la pubblicazione è sempre un investimento. Per l'editore, piaccia o no, il libro stampato diventa una merce da piazzare, con dei costi, dei ricavi e tutto. Per essere un prodotto vendibile il manoscritto deve soddisfare precise caratteristiche. Anche questo può piacere o meno ma è la realtà del business, non l'ho inventata io. Una scheda editoriale deve contenere anche queste indicazioni: caro autore, per essere appetibile verso questo tale target, dovrebbe a nostro avviso apportare le seguenti modifiche, limare queste parti, accomodare questi dialoghi, sforbiciare qui e là e registrare meglio i seguenti meccanismi. Per fare questo report, ci vogliono persone qualificate. Che ne capiscano di libri, di editoria e di mercato. A molti autori (non a tutti, a molti) queste indicazioni appaiono come ingerenze nella loro arte. Questo è un altro tremendo equivoco.
Nessuna agenzia onesta - e fra queste nemmeno la Icaro - discute il livello artistico dello scritto, bensì solo quello commerciale. Il quale peraltro varia di mese in mese, come le stagioni. Fornisce una misura cioè di quanto un libro sia appetibile per chi voglia investirci. Se un autore riceve una scheda ricca di osservazioni che percepisce come negative, non può prendersela con chi gli ha dato questi consigli, anche se per questi ha sborsato 30 sanguinosi euro. Quegli autori che non comprendono questo, mi dispiace, ma è inutile che vadano non solo alla Icaro, ma anche da tanti editori che non faranno altro che confermare l'impossibilità di investire dei soldi su di loro. Il problema non è pubblicare (non metto in discussione che molti ci riescano, e non solo su writer's dream) ma vendere in senso proprio, costituire un profitto per un editore medio grande, ma anche piccolo.
Ma scusate, da editore investireste 50000 euro per pubblicare un esordiente sconosciuto nella prospettiva di recuperarli forse fra 2 anni e magari guadagnarci qualcosa fra 3, senza una lettura critica e un'analisi di mercato fatta da professionisti di cui ti fidi? Perché di questo si parla.
Molti editori, anche grandi, hanno contatti regolari con la Icaro perché ne hanno fiducia e molti autori, anche grazie alla Icaro, sono arrivati al contratto editoriale. Ovviamente non c'è solo la Icaro, ma questa è la realtà che conosco e di cui posso parlare in buona fede e a ragion veduta, ribadisco fino allo sfinimento.
Ci mancherebbe altro che poi ognuno è padronissimo di farsi un giudizio personale sulla base di quanto sente e legge. Di cercare la soluzione che reputa ottimale, tenuti conto anche i propri obiettivi. E' quanto ho detto anche a Sergio che con Icaro ha avuto un'esperienza negativa.
Ribadisco che mi dispiace di essere attaccato, la mia intenzione non era di offendere ma solo di precisare le coordinate entro cui si muove il progetto con cui collaboro.
Che questo progetto non convinca qualcuno o più di qualcuno ci può stare, mancherebbe. Da professionisti è uno dei rischi del mestiere e ci aiuta ad essere ancora più attenti in futuro e a curare sempre meglio il rapporto e la comunicazione con gli autori, il tutto nella massima trasparenza possibile.
Per questo ti ringrazio sinceramente.
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Cara Steamdoll, risposte come la tua mi ricordano che tipo di ambiente sia questo dell'editoria.

Non faccio parte del mondo dell'editoria, al momento.

Quindi... non ne ho idea, lo prendo per un complimento sulla fiducia.

 

 

 

Mi dispiace dovermi difendere dalle tue accuse, tuttavia alcune precisazioni sono d'obbligo perché il non rispondere mi porrebbe nella posizione di dover accettare il tuo giudizio, che rispetto, certo, ma che è alquanto ingeneroso verso le cose che ho scritto in buona fede :-)

E a me dispiace che tu definisca accuse delle opinioni, perché è chiaro il giochetto: predisporre gli utenti a credere che io ti stia aggredendo, dicendo che "ti accuso", "ti dispiace", "buona fede"... tutte cose che io non ho mai scritto (visto che effettivamente sì, tu mi accusi di aver fatto una cosa simile più in basso quando parli di citazioni.

 

 

Parlo sempre per esperienza diretta e non per sentito dire.

Mai messo in dubbio.

 

 

 

Che la Icaro legga tutti i manoscritti è un dato di fatto che conosco, appunto, per esperienza diretta. Analogamente, per lo stesso motivo (cioè per averci lavorato) conosco anche diverse altre realtà e, ribadisco, gran parte di queste NON leggono i manoscritti o lo fanno in modo assai superficiale o amatoriale. Molti non saprebbero nemmeno redigere una sinossi (è successo a molti autori e ne conosco tanti). Perché taluni editori pubblicano comunque? Questo lo ignoro, dovrei entrare nelle loro menti, lungi da me dal fare supposizioni in questo campo.
E', secondo la mia esperienza, la realtà, può piacere o meno. 

Sì ma rimane il fatto che dire: "potreste autoproporvi a 40, 50 o anche 100 case editrici medio piccole. Le quali, nel 90% dei casi, cestinano senza aprire" (stavolta testuali parole) implica aver lavorato almeno in 40 case editrici medio piccole, altrimenti devo pensare che il dato sia un pochino esagerato rispetto all'esperienza effettiva.

Almeno, visto che si arriva a dire cento. Io ho lavorato alla Vodafone, ma non penso di poter parlare per tutte le compagnie telefoniche internazionali. Se davvero questo dato è effettivo e hai lavorato in quaranta case editrici medio piccole, allora ammetto di essere piacevolmente stupita.

 

 

Il fatto che io "tiri acqua al mulino della Icaro" è semplicemente perché ci lavoro e ci lavoro perché è un progetto in cui credo in quanto, fra tutte le realtà che ho conosciuto, è quella che si pone in maniera più trasparente e rispettosa nei riguardi dei propri collaboratori e di chi si af-fida mandando il frutto del proprio lavoro per ricevere un feedback professionale. 

Infatti è comprensibile farlo, ma non cambia che venga fatto.

Qui si parla effettivamente di esperienze, non è uno spazio pubblicitario per cui dover sgomitare con le altre agenzie per far emergere quella in cui si lavora. A noi, purtroppo, questo non serve.

 

 

 

Il mondo NON si divide tra pubblicare a pagamento o essere non-letti, anche questa tua deduzione è fallace. Il contributo di lettura della Icaro garantisce una certa professionalità della scheda restituita all'autore, questa è la mia esperienza.

Non mi riferivo a questo. Mi riferivo alla tua frase: "potreste autoproporvi a 40, 50 o anche 100 case editrici medio piccole. Le quali, nel 90% dei casi, cestinano senza aprire, poi ci sono quelli che vi propongono di pubblicare a pagamento (di certo non per trenta euro) e infine quelli che vi dirottano verso un editor (tipo la Icaro, ma meno economico)."

Queste sono parole scritte da te, che dicono: o editoria a pagamento (di cui parli anche in seguito) o essere mandati da un editor o avere la fortuna di finire nel 10% di quello che viene letto.

Non è una deduzione fallace: è la diretta conseguenza di ciò che affermi.

 

 

Avere una scheda professionale senza spendere 30 euro di contributo è possibile? Forse sì, ma non nella mia esperienza. E, lo ribadisco, solo di questa posso parlare in tutta sincerità.

Io non ho mai asserito che trenta euro non siano adeguati (o pochi, a seconda dei punti di vista) per una scheda di lettura. Io stessa ho preventivato di spenderne di più e infatti non ho detto che avere una scheda gratuita e professionale sia possibile, non l'ho mai scritto.

Ho scritto che denigrare le altre agenzie e cercare di incanalare il discorso per forza di cose su: o avete un editor o dovete aver fortuna è un ragionamento viziato alla base che anziché voler aiutare gli scrittori o aspiranti tali del forum, aiuta la tua agenzia.

La professionalità di chi ci lavora è estranea a questo discorso. Non è stata messa in dubbio né tirata in ballo.

 

 

Infine questa:

"Se sei convinto di saper scrivere ma non vuoi spendere soldi, rivolgiti alle EAP".
è molto scorretto mettere fra virgolette una frase che non è citazione ma deduzione. Non ho mai scritto nulla del genere, mi dispiace di doverti contraddire.

Giusto, ma io ho riportato le tue esatte parole, ovvero queste:

"Se poi non siete disposti ad accettare consigli editoriali, ritenete i vostri manoscritti già perfetti, pubblicabili e con un mercato e pensate che Mondadori o Fabbri debbano investire su di voi perché li farete guadagnare una fontana di soldi, allora aimé credo siate un po' illusi. Non solo la Icaro non fa per voi, ma sarebbe meglio andare da un editore a pagamento così potrete essere certi di avere una copia del vostro romanzo da regalare ad amici e parenti e assicurerete lavoro al macero." sotto alle quali ho posto la mia deduzione.

Togliamo il virgolette: il senso non cambia.

Io uso i quote per quello che devono essere usati in un forum: citare le parole altrui.

 

 

Il senso del mio discorso era che per un editore (piccolo o grande non importa) la pubblicazione è sempre un investimento. Per l'editore, piaccia o no, il libro stampato diventa una merce da piazzare, con dei costi, dei ricavi e tutto. Per essere un prodotto vendibile il manoscritto deve soddisfare precise caratteristiche. Anche questo può piacere o meno ma è la realtà del business, non l'ho inventata io. Una scheda editoriale deve contenere anche queste indicazioni: caro autore, per essere appetibile verso questo tale target, dovrebbe a nostro avviso apportare le seguenti modifiche, limare queste parti, accomodare questi dialoghi, sforbiciare qui e là e registrare meglio i seguenti meccanismi. Per fare questo report, ci vogliono persone qualificate. Che ne capiscano di libri, di editoria e di mercato. A molti autori (non a tutti, a molti) queste indicazioni appaiono come ingerenze nella loro arte. Questo è un altro tremendo equivoco.

Il punto è che i consigli editoriali me li può dare un'agenzia, me li può dare un addetto ai lavori, me li può dare un editor della casa editrice a cui mi rivolgo. Ma, ricordiamo, sempre se rientro per sbaglio in quel 10% che non viene cestinato ("senza aprire", il che non implica che il testo scritto sia giudicato non idoneo al mercato, ma che non venga proprio letto a priori).

Se invece il discorso era basato sul fatto che il 90% viene cestinato perché inadeguato alla pubblicazione, è molto diverso: non è colpa delle case editrici (come io ho dedotto dal tuo passaggio) ma dal fatto che gli autori abbiano bisogno di esperienza, aiuto, editing.

Tutto questo discorso è giustissimo, ma non c'entra con la Icaro, è un discorso generico che va bene per qualsiasi agenzia e qualsiasi casa editrice, perché in realtà centra con l'autore e il fatto che non sappia come porsi alle CE, o al fatto che le CE prediligano (specie se non piccole) un contatto con gli agenti.

 

 

Ma scusate, da editore investireste 50000 euro per pubblicare un esordiente sconosciuto nella prospettiva di recuperarli forse fra 2 anni e magari guadagnarci qualcosa fra 3, senza una lettura critica e un'analisi di mercato fatta da professionisti di cui ti fidi? Perché di questo si parla.

Ma la casa editrice non dovrebbe avere qualcuno che faccia questo genere di lavoro per se stessa? Si affidano alle agenzie esterne per avere un'analisi di mercato...?

Non è una domanda retorica: a questo punto non ho più certezze.

 

Comunque, lo ripeto anche io: non era un attacco e non lo è neanche questo.

L'impressione avuta (e tuttora confermata) è che si ritenga che molti autori siano troppo permalosi per poter accettare critiche, per rendersi conto se un'opera giudicata dagli esperti non vendibile non lo sia e così via. Il fatto è che, a quanto ho capito, comunque la scheda di lettura viene fatta, ergo non viene fatta una selezione di questi autori a priori.

Prima viene dato il compenso, poi viene fatta la scheda e a quel punto (forse?) scatta la rappresentanza.

Rimaniamo comunque al punto che:

• io non trovo un sito e devo affidarmi a facebook

• su Facebook ci sono interventi di questa caratura:

 

 

Icaro Talentagency

8 settembre · 
Sia su WD che qui su FB vedo gente dire ciò: la Icaro in realtà non ha contatti con le grosse CE. Allora, partendo dal fatto che ormai me ne frego sul serio, tanto quello che fai non è mai abbastanza: quale mail volete vedere? Quella della Penna di Newton, quella del responsabile della Nord? Quella dalla ISBN? Ah, non ho mai mandato nulla loro ma ho anche quella della De Biase di Sperling, ah no, probabilmente non era la Icaro, dev'essere un sosia. Ma andata a c...
 

 

Icaro Talentagency

10 ottobre · 
Claudio Volpe, tu che hai tanta fede e fiducia nel mondo e nell'amore, vorrei mi dessi una mano a ritrovarla, perché ti giuro, dopo aver letto del ragazzino obeso gonfiato per scherzo, dei massacri in Ucraina e altre bello cosine non mi riesce proprio.
 

 

Icaro Talentagency

10 ottobre · 
Vi prego, alla suocera del seviziatore del ragazzino napoletano, dato che sono bravate, accendete un magnum di capodanno e ficcateglielo nel culo. I petardi li finanzia la icaro, divertitevi sono solo scherzi

 

 

Icaro Talentagency

20 ottobre · 
Si ringrazia anche l'ultimo autore (rottoinculo) che dopo essersi fatto fare una scheda di valutazione approfondita ha deciso che ora non al vuole più. Lui voleva solo le grandi CE e anche se il libro fa pena ha fatto finta di prendersela.

 

Ora, non so gli altri, ma di essere eventualmente rappresentata da qualcuno che ha questa politica di comunicazione con gli autori non mi interessa granché.

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Chiarisco: ognuno sul suo account dei social network può scrivere quello che vuole.

Ma questa non è una pagina personale: non sono andata sul diario di qualcuno dell'agenzia, questa è la pagina ufficiale dell'Agenzia (come riscontrabile dalle comunicazioni di servizio in merito ai manoscritti), apparentemente tra l'altro l'unico vero contatto non esistendo un sito.

E dover trovare questi commenti proprio lì lo trovo inadeguato e fuori luogo (specie se appunto trattano dei clienti, in alcuni casi, e non strettamente di casi d'attualità).

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Chiarisco: ognuno sul suo account dei social network può scrivere quello che vuole.

Ma questa non è una pagina personale: non sono andata sul diario di qualcuno dell'agenzia, questa è la pagina ufficiale dell'Agenzia (come riscontrabile dalle comunicazioni di servizio in merito ai manoscritti), apparentemente tra l'altro l'unico vero contatto non esistendo un sito.

E dover trovare questi commenti proprio lì lo trovo inadeguato e fuori luogo (specie se appunto trattano dei clienti, in alcuni casi, e non strettamente di casi d'attualità).

 

Cara Steamdoll, non ho mai voluto fare pubblicità alla Icaro ma da quando ho letto questo post ho solo risposto ad accuse più o meno velate, più o meno fondate. Se credi davvero in un progetto lo difendi, non ciecamente al punto da ignorarne i difett, ma almeno cercando di controbattere ad accuse che ritieni ingiuste. Nessuno dice che certi meccanismi non debbano essere migliorati. Tuttavia gestire un'attività di questo tipo ti mette in contatto con categorie di persone molto diverse, alcune educate altre molto meno che arrivano fino alla minaccia fisica. In quei casi, a volte, si perdono le staffe. Ciò nonostante sono d'accordo con te che certi termini andrebbero evitati comunque e ci adoperiamo continuamente per migliorare.

Gli autori che si affidano ad agenzie come noi, cara Steamdoll, lo fanno per raggiungere un contratto editoriale con determinate tipologie di editori e noi cerchiamo di aiutarli. È già da tempo infatti che le case editrici, specie le più grandi, danno in outsourcing la lettura e la valutazione editoriale dei manoscritti essendo un'attività molto dispendiosa in termini economici. Gli editor di case editrici grandi ricevono decine di migliaia di manoscritti ogni anno (e sono cifre vere). Non solo, danno a fornitori esterni anche la valutazione del rischio editoriale di un testo, consulenze legali per eventuali calunnie o plagi contenute nei testi pubblicati e quant'altro. Pagano "a pacchetto" e solo per ma "merce buona" per loro. Parte dei manoscritti che arrivano alla Icaro, lo fanno proprio tramite il canale delle case editrici , le quali ricevono una scheda diversa rispetto a quella che riceve l'autore, ad un prezzo differente.

Il compenso è per la scheda richiesta e ricevuta dagli autori e avviene contestualmente alla consegna del manoscritto da valutare, così come accade per ogni servizio, editoriale o meno, ogni servizio che si compra. Esso è relativo a coprire parzialmente le spese della lettura critica e si limita alla valutazione del manoscritto. Poi ci sono manoscritti buoni e meno buoni (mai con accezione artistica, come dicevo prima, ma solo in chiave commerciale). Per quelli ritenuti buoni, in ottica editoriale, si vede se fanno scopa con le richieste degli editori (ebbene sì, gli editori fanno richieste di questo tipo: "adesso vanno romanzi d'amore scritti da donne per donne, ne avete di buoni?" - proprio con questo tenore). Se li abbiamo, si prosegue informando l'autore, se no, si restituisce la scheda all'autore e la cosa finisce li. Questo è vero non solo per la Icaro, come dici anche tu, ma per tutte le agenzie. C'è chi questo lavoro lo fa bene e chi meno bene, io ho vissuto entrambe le esperienze e ne ho portato testimonianza veritiera.

Il processo di edizione nel suo comlesso è un processo INDUSTRIALE (con standard di qualità, tempi rigidi di consegna eccetera) e anche il nostro lavoro da agenzia lo è.

Poi, lo ripeto, ciascuno sceglie la propria via, anche secondo i propri riferimenti e obiettivi. Se un autore decide di farsi pubblicare ed entrare nell'industria del libro, deve fare i conti con questa realtà e non lo dico io o la Icaro; leggi ad esempio il blog di gente come Amanda Palmer, Neil Gaiman o Randy Ingermanson per averne controprova.

C'è poi tanta editoria, rispettabilissima, ma non industriale né "a spese dell'autore": chiamala amatoriale, semi-professionale, a tiratura limitata, eccetera, che funziona - non sempre - in modo diverso (vengono pubblicati anche manoscritti non altrimenti appetibili per il mercato delle grandi vendite, o anche senza lettura, analisi del rischio, appetibilità di mercato e compagnia cantando? forse. In molti casi sì, per esperienza diretta, sì.). Ma non è il mondo con cui mi interfaccio nel mio lavoro. Per mia scelta professionale.

In ogni caso, desidero scusarmi - come ho fatto prima - per conto della Icaro, con tutti coloro i quali abbiano ricevuto da noi una parola irrispettosa, anche con quelli che irrispettosi ed offensivi lo sono stati con noi.

Ciò detto mi auguro di essere stato chiaro e credo di aver esaurito i miei interventi su questo post sin troppo lungo che però spero possa essere di aiuto a chi desidera orientarsi nel mondo dell'editoria industriale e non.

Vi ringrazio per le critiche e per la discussione e vi auguro sinceramente un grande in bocca al lupo.

 

FC

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Sono (anzi ero) una scrittrice esordiente. Scrittrice (a detta di tutti quelli che hanno letto il mio primo romanzo) e non scrivente. Non metto in dubbio che alla maggior parte degli esordienti siano indispensabili le indicazioni di agenzie, editor professionisti o editori: ogni scritto è una "opera d'arte" e come tale può piacere o meno, può SEMPRE essere migliorabile, può essere o meno commercializzabile. Non discuto neppure che 30 € siano veramente pochi, anche quando paragonati ai costi del self-publishing (per non parlare delle case editrici a pagamento!). Il punto è un altro: se un romanzo è bello e scritto bene, coinvolgente e sorprendente al punto giusto, anche se opera di un esordiente, necessita di una agenzia? Forse (purtroppo) sì. L'editoria italiana si adegua alla qualità media dei lettori, con i risultati che tutti conosciamo... librerie chiuse, personaggi alla Frassica, Volo, solo per citarne alcuni, osannati dai media perché pubblicati dai colossi dell'editoria, esordienti come la James, le nostrane Tessa o Cao, che vendono alla follia solo perché raccontando il nulla, lo fanno però pruriginosamente.

[NIENTE SPAM]

E veniamo al punto, caro Frank: davvero tu puoi assicurare che la Icaro abbia i giusti contatti anche con grosse case editrici? Perché a dire il vero non ne citi alcuna... E francamente ribadisco che se un autore conosce i meccanismi e sa scrivere, non è vero che il suo manoscritto verrà cestinato senza neppure essere letto. Questo avviene solo nelle grandi CE, ma non nelle piccole o medie.

Buon lavoro

Modificato da Lem Mac Lem
Basta spammare, grazie

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Sono (anzi ero) una scrittrice esordiente. Scrittrice (a detta di tutti quelli che hanno letto il mio primo romanzo) e non scrivente. Non metto in dubbio che alla maggior parte degli esordienti siano indispensabili le indicazioni di agenzie, editor professionisti o editori: ogni scritto è una "opera d'arte" e come tale può piacere o meno, può SEMPRE essere migliorabile, può essere o meno commercializzabile. Non discuto neppure che 30 € siano veramente pochi, anche quando paragonati ai costi del self-publishing (per non parlare delle case editrici a pagamento!). Il punto è un altro: se un romanzo è bello e scritto bene, coinvolgente e sorprendente al punto giusto, anche se opera di un esordiente, necessita di una agenzia? Forse (purtroppo) sì. L'editoria italiana si adegua alla qualità media dei lettori, con i risultati che tutti conosciamo... librerie chiuse, personaggi alla Frassica, Volo, solo per citarne alcuni, osannati dai media perché pubblicati dai colossi dell'editoria, esordienti come la James, le nostrane Tessa o Cao, che vendono alla follia solo perché raccontando il nulla, lo fanno però pruriginosamente.

[NIENTE SPAM]

E veniamo al punto, caro Frank: davvero tu puoi assicurare che la Icaro abbia i giusti contatti anche con grosse case editrici? Perché a dire il vero non ne citi alcuna... E francamente ribadisco che se un autore conosce i meccanismi e sa scrivere, non è vero che il suo manoscritto verrà cestinato senza neppure essere letto. Questo avviene solo nelle grandi CE, ma non nelle piccole o medie.

Buon lavoro

Cara Beatrice,

in un post più in alto, ho citato alcuni nomi di editor abbastanza consociuti che lavorano anche per grandi editori.

Non mi interessa qui fare pubblicità alla Icaro, non è il luogo adatto, ero solo impegnato in un tentativo di apologia per un progetto a cui tengo.

Non posso che farti i complimenti per le recensioni che hai ricevuto, evidentemente sei davvero molto brava.

Aimé, nella mia esperienza, non tutti sono bravi come te. Alcuni non sono nemmeno altrettanto fortunati.

La questione sul merito è anche assai spinosa in Italia. Molti arrivano al grande editore "per conoscenze" e allo stesso modo rimediano recensioni strabilianti sui grandi quotidiani. Ma questa è un'altra storia.

Le strategie degli editori non dipendono dalla loro grandezza ma dalle persone che ci sono dentro. Il mercato, come giustamente dici anche tu, spinge in una certa direzione e purtroppo un po' tutti si conformano. Per questo ho specificato che si parlava di aspetti commerciali e non artistici o qualitativi, altrimenti come quelli che citi esplicitamente non avrebbero mai (o quasi mai) pubblicato.

Poi ripeto ancora, la scelta dell'agenzia non è l'unica percorribile, tutto dipende dagli obiettivi che l'autore si pone ma anche da quanto è smaliziato, da quanto si sa muovere da solo nell'ambiente e da tantissimi altri fattori soggettivi.

Insomma non vendo ricette per la vita, stavo solo difendendo il mio lavoro.

 

PS: chiunque volesse contattarmi per le vie brevi per continuare questa discussione che qui si sta dilungando forse troppo, può contattarmi su skype (nome skype:cavallorama) ne sarò ben felice.

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Francamente non ho ricevuto una positiva impressione da questa agenzia letteraria, nonostante Frank ne abbia parlato bene.

Nell'estate scorsa ho mandato due romanzi, pagando la dovuta quota per la lettura. Uno è stato scartato, l'altro è stato giudicato interessante. Necessitava di correzioni (costo 70€ con rappresentanza), che ho accettato. Francamente la risposta non è arrivata in un momento felice, perché mia madre stava morendo. Comunque nei ritagli di tempo, esigui dato il particolare momento, ho riletto il romanzo editato da Alex Tasciotti. Su alcuni punti non ero molto d'accordo ma ho preferito accettare tutto. Così Alex Tasciotti ha proposto il manoscritto a una CE, quella citata in precedenza, che secondo lui avrebbe avuto molte probabilità di essere accettato. Era il 15 settembre 2014. Poi mia madre è morta e per diversi mesi sono stato assorbito da questo evento. Passati sei mesi senza ricevere un rigo né dall'agenzia né dalla CE, ho scritto per aver informazioni. Una settimana dopo la CE mi ha comunicato di aver letto (sic!) il manoscritto e di averlo cancellato dai loro database perché non era idoneo alla pubblicazione. Ho girato la mail all'agenzia senza ricevere nessuna risposta a tutt'oggi.

Sicuramente il testo non era il massimo ma credo che per correttezza avrei avuto diritto a una risposta.

Quindi la mia esperienza è stata negativa al 100%.

Ma ho letto di non essere stato l'unico.

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Ciao a tutti, volevo condivide la mia esperienza con questa agenzia, che peraltro è stata brevissima. Ho inviato domenica una mia mail in cui ho allegato una sinossi del mio manoscritto e una nota biografica.

Questa è la stata l'email che ho ridevuto il giorno dopo:

 

Gentile xxx,

grazie per aver pensato alla Icaro.
Che io sappia, né i colleghi, né le CE cercano fantasy di nessun tipo, è il genere meno venduto e per questo meno preso in considerazione. Si tende più a tradurlo dall'estero, acquistando romanzi che hanno già dati di vendita.
Non facciamo scouting sul fantasy, e sconsiglio di richiedere una scheda di valutazione, per quanto i nostri prezzi siano modici, anche se il romanzo fosse davvero buono, praticamente non ci sarebbe modo di inserirlo in un contesto editoriale valido.
 
Saluti
 
Ora, io apprezzo veramente che mi abbiano risposto nel giro di qualche ora e che non abbiamo cercato di rifilarmi in ogni caso un qualche tipo di lettura/editing a pagamento (un punto notevole a loro vantaggio, direi), però non è andata molto giù la motivazione. Dire no ai Fantasy a priori mi sembra il modo migliore per far morire un genere, che comunque a mio avviso ha subito sempre discriminazioni in quanto considerato un genere di "serie B". per me c'è modo e modo di dire di no a un ragazzo che mentre studia si ritaglia del tempo per scrivere e coltivare un sogno. Scusate se esisto, in poche parole.
 
Comunque se avete un manoscritto che non sia fantasy, inviatelo perché sembrano gente seria. 

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Dopo aver letto tutti i vostri interventi ieri credo di aver mandato un mex con messanger a questa agenzia. Dico credo perchè la risposta mi è arrivata sul cell di mio marito, e mi rispondevano usando il suo cognome e non il mio. Dopo aver mandato tante mail posso sicuramente aver sbagliato nell'usare il suo cell...ma sicuramente non il cognome. Trentotto  anni di ufficio non farebbero usare che il mio.

Comunque mi hanno risposto, avevo chiesto se fanno lettura ed editing . 

La risposta è stata " Per editing bisogna vedere cosa si intende e che tipo di romanzo è.Se ha bisogno di altre informazioni chieda pure " e indicata la mail 

ho appena mandato questa mail

""

Cercando nei forum e nei siti o case editrici e agenzie letterarie, entrambe free, ho trovato una indicazione riferita alla vostra agenzia .

Mi interessa avere alcune informazioni e precisamente
 
 1 Leggete i manoscritti degli esordienti e come gratuitamente o con compenso
 
2 Qualora accettiate il manoscritto, l editing del libro da chi viene fatto ed anche questo in che forma viene effettuato
 
3 Come editing intendo la correzione del libro stesso, tutti quei cambiamenti che si rendono necessari per migliorare la qualità dello scritto
 
4 Qualora il libro risulti di vostro interesse, e si fa l'editing il passo successivo qual'è. Rappresentate l'autore presso delle case editrici con le quali siete in contatto o lo inviate un pò a tutte
 
5 Ultima domanda, avete un sito internet che possa visitare
 
Vi ringrazio della pazienza e resto in attesa di vostre notizie  ""
 
 
Appena avrò delle risposte ve le comunicherò, così sapremo tutti e con certezza chi abbiamo a che fare, anche perchè mandando la mail ho chiesto la conferma della lettura e dell' arrivo al suo server. Lo faccio quasi sempre così so se la mia mail è arrivata e poi se è stata letta
 

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ho appena ricevuto la risposta e ve la incollo 

 

 

Grazie per aver scelto Icaro
Sì, leggiamo i manoscritti degli esordienti, anche se vengono gli editori iniziano davvero a puntare su altro. Leggiamo sia come scouting (se il romanzo è un thriller o un rosa) o se l'autore richiede una scheda di valutazione il servizio è a pagamento. Nel primo caso rispondiamo in circa tre mesi ma non rilasciamo una valutazione, nel secondo rispondiamo, a seconda del servizio scelto, in 30 o 60 giorni.
2-3) Non effettuiamo più editing veri e propri, possiamo correggere le bozze ed è gratuito per chi intendiamo rappresentare: l'editing è inutile farlo, lo fa la CE se interessata.
4) in caso d'interesse selezioniamo una CE e mandiamo il manoscritto in lettura.
5) Non abbiamo un sito con le informazioni, ma le allego un file che contiene informazioni sulle schede.
 
Saluti
 
Alex Tasciotti
 

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mi sembrano chiare alcune cosa 1 leggere gratuitamente e non fare schede di valutazione....e l'editing non serve ?????????????

Credo proprio che i dubbi siano certezza 

E da escludere

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Salve a tutti.
Io ho avuto un'esperienza molto positiva.
ho contattato l'agenzia dopo aver trovato il loro nominativo leggendo un'intervista.
Ho parlato direttamente con Alex e sono stata conquistata ( e piacevolmente sorpresa ) dalla sua schiettezza, dal suo coraggio nel dire verità scomode e nella sua totale disponibilità.
Ho dato loro il mio romanzo e per la cifra di 50.00 mi hanno fatto un'esauriente scheda di valutazione, scritto note, commenti e suggerimenti per più della metà del libro. 
Per telefono Alex mi ha dato altri suggerimenti utili e fatto critiche costruttive, serie e, a mio avviso, competenti senza darmi false speranze (come fanno in parecchi ) solo per accaparrarsi soldi su soldi.
Alex mi ha lasciato piena disponibilità per contattarlo ogni volta che dovessi averne bisogno (sempre per quei 50,00 già versati ) e le telefonate non sono certo di tre minuti scarsi, anzi.
Personalmente mi sento di dire che la trovo un'agenzia molto corretta, che non si approfitta dell'inesperienza degli esordienti. Penso che la loro passione sia senza vincoli dettati dal denaro.
Sicuramente farò valutare ad Alex ogni mio lavoro, perchè so che non fa promesse se non le può mantenere e nel mondo dell'editoria, è come trovare un ago in un pagliaio.

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Personalmente è con vivo rammarico che vi comunico che la Icaro chiude. Chi fosse interessato può leggere le motivazioni sul profilo FB dell'agenzia.

Sottolineo con rammarico perché ho collaborato con Alex per alcuni anni ed è una persona davvero competente nel campo. Mi auguro e gli auguro di poter mettere a frutto le sue esperienze e conoscenze in futuro.

A tutti voi invece faccio il mio in bocca al lupo.

Cordiali saluti,

Francesco Cavallo

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In bocca al lupo ad Alex e Francesco. Sono sicuro che troverete entrambi uno sbocco di tutto rispetto in campo editoriale 

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In bocca al lupo ad Alex e Francesco. Sono sicuro che troverete entrambi uno sbocco di tutto rispetto in campo editoriale 

 

Personalmente è con vivo rammarico che vi comunico che la Icaro chiude. Chi fosse interessato può leggere le motivazioni sul profilo FB dell'agenzia.

Sottolineo con rammarico perché ho collaborato con Alex per alcuni anni ed è una persona davvero competente nel campo. Mi auguro e gli auguro di poter mettere a frutto le sue esperienze e conoscenze in futuro.

A tutti voi invece faccio il mio in bocca al lupo.

Cordiali saluti,

Francesco Cavallo

Mi dispiace tanto per la vostra chiusura, l'ho già detto personalmente anche ad Alex Tasciotti, con il quale ho collaborato con molto piacere, mi avete aiutato ad inserirmi nella David & Matthaus nel giro di pochi mesi e adesso sta uscendo il mio primo fumetto erotico. Tutto questo senza chiedermi un centesimo. Esperienza positiva. 

Un caro saluto e in bocca a lupo!

 

Marianna

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