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Ebbene sì, arriva il talent show per scrittori

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Leggendo l'intervento di Tagliacarte, mi è venuta un'ulteriore paranoia. Spesso, i vincitori dei talent show rimangono solo "il tizio che ha vinto lo SHOW nel 20xx"... e in molti casi non hanno una seconda possibilità di diventare noti per qualcos'altro.

Insomma, rimangono con quell'etichetta addosso che, per quanto abbia portato a 100mila copie di un romanzo, ha comunque un risvolto della medaglia (mai sentito parlare di haters?)

 

Secondo voi, questo può accadere anche per Masterpiece e incidere su futuri tentativi di pubblicazione? Non so eh, non parlo certo per esperienza e la mia domanda è senza alcuna ironia!

 

Sono genuinamente preoccupata che si possa arrivare a essere snobbati da una CE perché "fenomeni del momento ormai obsoleti ed etichettati" :fuma:

 

Voi che ne dite?

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Mi ricorda molto la concezione di "perdita della verginità". Nella vita si festeggia tutto: il compleanno, il raggiungimento della maturità, il matrimonio, il primo ciclo. Tutto tranne il primo rapporto sessuale. Culturalmente non è vissuto come un traguardo da festeggiare con accezione positiva, ma viene considerato una perdita negativa la "perdita della verginità", come se da quel momento in poi si poi si perdesse qualcosa di importante.

Che sia così anche per i libri? Gli autori sono da considerarsi "puri" fino a che non gli venga attribuito un codice ISBN? Io che ho pubblicato un libro con ISBN senza casa editrice sono considerato come coloro che fanno l'amore senza essere sposati? Marcirò all'inferno?

 

"Beati i puri, perché vedranno la pubblicazione con Bompiani."

Nero

 

 

Allora io che ho pubblicato solo raccontini sono come una vergine che si è scambiata qualche palpatina? :asd: O solo sesso orale? :asd:

 

 

Permettimi di fare un'osservazione. Sicuramente la prima edizione potrebbe anche essere un flop, ma comunque chi vince ne trae vantaggio. Se è un flop, c'è èur sempre un vincotore e nessuna edizione a seguire. Se non è un flop e vi sarà una seconda edizione il rischio è che i partecipant/vincitori delle edizioni successive se li fili poco chiunque, a cominciare dagli editori e dai lettori che comprano.

Per cui, se hai qualcosa di pronto vale più la pena di partecipare subito che di attendere in finestra. Questi show attraggono attenzione nelle loro prime edizione, dopo diventano routine e visto che qui si parla di "scrittura" e non di pseudo-talentuosi "Amici", temo che le suggestioni mediatiche resteranno confinate nella primissima edizione.

 

 

Mah, guarda, a parte il fatto che non ho niente di pronto, in realtà sono contenta così. Non mi chiudo le porte su eventuali nuove edizioni solo perché la parte di me più razionale (o forse più influenzata dai miei coetanei, chissà) mi dice "non dire di no a prescindere, potresti perdere l'occasione della vita". Ma per come sono fatta, davvero, non fa per me.

E lo dico con cognizione di causa: se mi fosse piaciuto l'esibizionismo avrei tentato di fare la modella, come mi hanno sempre detto tutti da quando sono nata (prima che mi crediate vanitosa: non sono certo chissà cosa come bellezza, per carità, ma essendo altissima e magrissima il pensiero alla gente è sempre venuto spontaneo). Ecco, io preferisco farmi conoscere per la mia mente, non per il mio corpo. Ci sono persone che non approvano, ma penso che ognuno abbia la propria indole e debba seguire la propria strada.

Detto ciò, non nego che nel caso in cui la prima edizione mi piacesse molto ci potrei fare un pensiero, e che saprei anche di avere il vantaggio di un aspetto fisico abbastanza "televisivo". Ma per ora preferisco non pensarci.

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Secondo voi, questo può accadere anche per Masterpiece e incidere su futuri tentativi di pubblicazione? Non so eh, non parlo certo per esperienza e la mia domanda è senza alcuna ironia!

 

Sono genuinamente preoccupata che si possa arrivare a essere snobbati da una CE perché "fenomeni del momento ormai obsoleti ed etichettati" :fuma:

 

Voi che ne dite?

 

Hai ragione, non ci avevo pensato. Secondo me sì, è un rischio.

 

Ti dico quello che mi è stato detto da gente che ne sa. Quando pubblichi con una big (al di fuori di Masterpiece) hai un'unica possibilità: se vendi, entri nel giro e avrai nuovi contratti per libri futuri; se non vendi, sei fuori.

Con Masterpiece, oltre a questo rischio, che corrono comunque tutti gli esordienti delle big, temo in effetti che si possa aggiungere quello di cui parli: le persone uscite da Amici, Miss Italia, X factor e affini, non sempre riescono a levarsi quell'etichetta, e dopo un po' spariscono totalmente dagli schermi.

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Leggendo l'intervento di Tagliacarte, mi è venuta un'ulteriore paranoia. Spesso, i vincitori dei talent show rimangono solo "il tizio che ha vinto lo SHOW nel 20xx"... e in molti casi non hanno una seconda possibilità di diventare noti per qualcos'altro.

Insomma, rimangono con quell'etichetta addosso che, per quanto abbia portato a 100mila copie di un romanzo, ha comunque un risvolto della medaglia (mai sentito parlare di haters?)

 

Secondo voi, questo può accadere anche per Masterpiece e incidere su futuri tentativi di pubblicazione? Non so eh, non parlo certo per esperienza e la mia domanda è senza alcuna ironia!

 

Sono genuinamente preoccupata che si possa arrivare a essere snobbati da una CE perché "fenomeni del momento ormai obsoleti ed etichettati" :fuma:

 

Voi che ne dite?

 

Se hai ambizioni di tipo autenticamente "lettarario", cioé se credi che stai scrivendo letteratura, con tutto quello che comporta, incluso il desiderio di essere ricordata dai posteri nei manuali di letteratura, bhé, allora probabilmente rischi grosso, e dovrai, in futuro, purificarti con opere di grande valore per strapparti quell'etichetta (un po' come ha fatto Sean Connery con James Bond)

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@Feleset: sì, concordo su tutta la linea. Il tuo discorso non fa una piega.

 

@Tagliacarte: veramente, secondo me, il rischio si pone anche senza necessariamente avere ambizioni di tipo autenticamente letterario. Se ti becchi un'etichetta, è pericolosa anche nel caso tu scriva per il puro intrattenimento altrui. Proprio perché, secondo me, un'etichetta finisce per nascondere la realtà di quello che sei o di quello che puoi riuscire a diventare, anche in un futuro più lontano.

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@Tagliacarte: veramente, secondo me, il rischio si pone anche senza necessariamente avere ambizioni di tipo autenticamente letterario. Se ti becchi un'etichetta, è pericolosa anche nel caso tu scriva per il puro intrattenimento altrui. Proprio perché, secondo me, un'etichetta finisce per nascondere la realtà di quello che sei o di quello che puoi riuscire a diventare, anche in un futuro più lontano.

 

Concordo. Io non miro a scrivere "Vera Letteratura", però mi darebbe comunque fastidio essere il fenomeno dell'anno 2014 ed essere gettata nella spazzatura nel 2015.

Quello non è "essere scrittori di intrattenimento", quello è "essere fenomeni da baraccone".

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Il punto, però, è che se Bompiani ti stampa 100.000 copie ha anche intenzione di venderle, o venderle almeno diverse decine di migliaia. Quale casa editrice è pronta a gettar via uno scrittore che ha venduto tanto?

Rimane l'etichetta? Può darsi, ma se tra quelle decine di migliaia di lettori tu, come scrittore, sei stato capace di piacere a qualche migliaia perché costoro non dovrebbero continuare a comprare i tuoi romanzi successivi?

Insomma, si tratta pur sempre di un'etichetta che si porta dietro qualche migliaio di lettori, l'ideale per buona parte delle case editrici che non ti getta via.

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Il punto, però, è che se Bompiani ti stampa 100.000 copie ha anche intenzione di venderle, o venderle almeno diverse decine di migliaia. Quale casa editrice è pronta a gettar via uno scrittore che ha venduto tanto?

Rimane l'etichetta? Può darsi, ma se tra quelle decine di migliaia di lettori tu, come scrittore, sei stato capace di piacere a qualche migliaia perché costoro non dovrebbero continuare a comprare i tuoi romanzi successivi?

Insomma, si tratta pur sempre di un'etichetta che si porta dietro qualche migliaio di lettori, l'ideale per buona parte delle case editrici che non ti getta via.

 

Concordo. Il divenire "quello che ha vinto il talent del 2014" può anche essere seguito da un "e che ha pubblicato il suo secondo romanzo con x riscuotendo un ottimo successo". Io non la vedo come un'etichetta negativa, a meno che il vincitore non sia una meteora, quindi un aspirante scrittore che partorisce una sola opera di buon livello qualitativo per poi finire nel dimenticatoio perchè a secco di idee negli anni successivi.

Consiglio a chi ha un romanzo già pronto di partecipare, le "prove attitudinali" da affrontare settimanalmente, pur svolgendosi in tv, hanno sempre a che fare con la letteratura... non è come risolvere in diretta complicate formule chimiche ;) 

Forza, il nostro forum dovrà pur essere rappresentato da qualcuno!

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Rimane l'etichetta? Può darsi, ma se tra quelle decine di migliaia di lettori tu, come scrittore, sei stato capace di piacere a qualche migliaia perché costoro non dovrebbero continuare a comprare i tuoi romanzi successivi?

 

Perché gli anni successivi sarai giù di moda, dato che ci sarà un nuovo vincitore al tuo posto.

 

Dal punto di vista strettamente editoriale avresti ragione, ma dal punto di vista dei reality show purtroppo le cose vanno diversamente: un vincitore non è per sempre, mai. Quanti vincitori del Grande Fratello sono ancora in televisione? Quanti di Amici, X factor e affini? La gente si ricorda ancora il nome di chi ha vinto quei reality 5 anni fa?

Mi spiace, ma se si punta sulla persona e non sul testo, questo è ciò che secondo me succederà.

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Rimane l'etichetta? Può darsi, ma se tra quelle decine di migliaia di lettori tu, come scrittore, sei stato capace di piacere a qualche migliaia perché costoro non dovrebbero continuare a comprare i tuoi romanzi successivi?

 

Perché gli anni successivi sarai giù di moda, dato che ci sarà un nuovo vincitore al tuo posto.

 

Dal punto di vista strettamente editoriale avresti ragione, ma dal punto di vista dei reality show purtroppo le cose vanno diversamente: un vincitore non è per sempre, mai. Quanti vincitori del Grande Fratello sono ancora in televisione? Quanti di Amici, X factor e affini? La gente si ricorda ancora il nome di chi ha vinto quei reality 5 anni fa?

Mi spiace, ma se si punta sulla persona e non sul testo, questo è ciò che secondo me succederà.

 

 

Quelli che non si ricordano sono, come accennavo sopra, quelli delle edizioni successive. Un Pietro Taricone, seppur non vincitore, è rimasto in auge, così come il vincitore (di cui non imparerò mai il nome) di Amici che si portò via un Sanremo e che ancora gira e fa soldi.

Tutti gli altri sono zombie, vero, per questo in precedenza ti avevo detto che può valer la pena di partecipare alla prima edizione e non rimandare la presenza alle altre, eventuali, edizioni.

Potrai, poi, esser giù di modadopo il primo anno  ma resterai - probabilmente - sempre più di moda che a cercare di pubblicare per veder vendute, come esordiente, un migliaio di copie, puntando alle duemila per il libro successivo.

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Mi inserisco nella conversazione.

Mi sembra che ci stiamo un po' allontanando dal topic...

Si parlava del talent per scrittori e del regolamento che prevede la completa verginità letteraria dei partecipanti.  Al di là di ogni e qualsiasi considerazione di quella che sarà la serietà della trasmissione (la valuteremo in seguito con cognizione di causa) non trovo ridicola la pretesa che l'autore non abbia mai pubblicato.  Se alle spalle c'è un editore che s'impegna davvero a pubblicare in prima battuta un quantitativo di copie d'altri tempi, bisogna anche lasciargli la possibilità di sfruttare al massimo l'autore su cui fa un investimento di tale portata.  Se a vincere fosse uno scrittore che ha già pubblicato due romanzi i cui diritti appartengono ad altri editori, Bompiani farebbe la fortuna di questi altri due editori, che si getterebbero a ristampare migliaia di copie di due romanzi magari pronti per il macero.  Mi sembra naturale che Bompiani (e sarebbe così per qualsiasi altro editore) voglia garantirsi anche i diritti di eventuali altre opere che l'autore ha nel cassetto, o che scriverà in seguito.

 

 

Il ragionamento di Marcello mi convince, anche se ho un dubbio.

Mettiamo che uno scrittore abbia pubblicato un romanzo X con la casa editrice A.

Mettiamo che partecipi con il romanzo Y e che vinca il talent show. In tale caso, come dice Marcello, Bompiani farebbe la fortuna dell'editore A, ma ciò non toglie nulla alla fortuna che farebbe la stessa Bompiani.

Insomma, non lo vedo un problema per Bompiani che ci guadagni anche l'editore A, dato che, in ogni caso, la Bompiani ci guadagnerà, e ci guadagnerà tanto.

 

Inoltre, come sottolineava Feleset, gli scrittori che non hanno mai pubblicato nulla (neanche un racconto) sono pochissimi.

E, secondo me, sono quelli che o non hanno completato un manoscritto (ma allora non potrebbero partecipare a questo talent), o si sentono talmente inadeguati da non aver mai osato far leggere il frutto delle proprie fatiche letterarie (e dunque non oserebbero partecipare a Masterpiece).

Quindi, doppio  :umhh: .

 

 

Tutte le CE hanno ristretto le uscite in modo drastico, puntando solo su nomi noti. Sono ingolfatissime di manoscritti che non ha senso leggere se poi non possono pubblicare esordienti fino al 2015. E noi ci schifiamo di un talent dove Bompiani ci mette la faccia e il grano?

Mi scuso per il linguaggio forse crudo

 

 

Scusate l'OT momentaneo

Ho esordito con una big quest'anno, arrivandoci senza raccomandazioni e senza agenzie. Ed ero una "signorina nessuno" di ventun anni.

 

Questo per bloccare un certo pessimismo (e una forte disinformazione) che sempre più spesso vedo serpeggiare tra le righe del forum.

 

Arrivare alle big, anche senza raccomandazioni, e certamente senza un talent show, è possibile.

Punto.

 

Fine OT.

Modificato da Agave

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Mi inserisco nella conversazione.

Mi sembra che ci stiamo un po' allontanando dal topic...

Si parlava del talent per scrittori e del regolamento che prevede la completa verginità letteraria dei partecipanti.  Al di là di ogni e qualsiasi considerazione di quella che sarà la serietà della trasmissione (la valuteremo in seguito con cognizione di causa) non trovo ridicola la pretesa che l'autore non abbia mai pubblicato.  Se alle spalle c'è un editore che s'impegna davvero a pubblicare in prima battuta un quantitativo di copie d'altri tempi, bisogna anche lasciargli la possibilità di sfruttare al massimo l'autore su cui fa un investimento di tale portata.  Se a vincere fosse uno scrittore che ha già pubblicato due romanzi i cui diritti appartengono ad altri editori, Bompiani farebbe la fortuna di questi altri due editori, che si getterebbero a ristampare migliaia di copie di due romanzi magari pronti per il macero.  Mi sembra naturale che Bompiani (e sarebbe così per qualsiasi altro editore) voglia garantirsi anche i diritti di eventuali altre opere che l'autore ha nel cassetto, o che scriverà in seguito.

 

Il ragionamento di Marcello mi convince, anche se ho un dubbio.

Mettiamo che uno scrittore abbia pubblicato un romanzo X con la casa editrice A.

Mettiamo che partecipi con il romanzo Y e che vinca il talent show. In tale caso, come dice Marcello, Bompiani farebbe la fortuna dell'editore A, ma ciò non toglie nulla alla fortuna che farebbe la stessa Bompiani.

Insomma, non lo vedo un problema per Bompiani che ci guadagni anche l'editore A, dato che, in ogni caso, la Bompiani ci guadagnerà, e ci guadagnerà tanto.

 

Inoltre, come sottolineava Feleset, gli scrittori che non hanno mai pubblicato nulla (neanche un racconto) sono pochissimi.

E, secondo me, sono quelli che o non hanno completato un manoscritto (ma allora non potrebbero partecipare a questo talent), o si sentono talmente inadeguati da non aver mai osato far leggere il frutto delle proprie fatiche letterarie (e dunque non oserebbero partecipare a Masterpiece).

Quindi, doppio  :umhh: .

 

 

Tutte le CE hanno ristretto le uscite in modo drastico, puntando solo su nomi noti. Sono ingolfatissime di manoscritti che non ha senso leggere se poi non possono pubblicare esordienti fino al 2015. E noi ci schifiamo di un talent dove Bompiani ci mette la faccia e il grano?

Mi scuso per il linguaggio forse crudo

 

Scusate l'OT momentaneo

Ho esordito con una big quest'anno, arrivandoci senza raccomandazioni e senza agenzie. Ed ero una "signorina nessuno" di ventun anni.

 

Questo per bloccare un certo pessimismo (e una forte disinformazione) che sempre più spesso vedo serpeggiare tra le righe del forum.

 

Arrivare alle big, anche senza raccomandazioni, e certamente senza un talent show, è possibile.

Punto.

 

Fine OT.

Agave ho letto prima dell'edit :)

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@ Pemulis: se ti riesce, non copiare un'intrera pagina di discussione per rispondere con una riga... Siamo già a pagina 9, con altri tre o quattro dei tuoi interventi diventa un papiro.  Lo so che è più facile: da ignorante informatico facevo così anch'io, poi ho imparato qualcosa. Se clicchi il fumetto (settimo segno a partire da destra nella fila bassa) riesci a evidenziare la singola frase a cui vuoi rispondere; il resto lo cancelli tutto.  Oppure fai come ho fatto io nel rispondere a te cinque righe sopra.

 

Fine della comunicazione di servizio.

@ Agave: innanzitutto ben tornata a fare quattro chiacchiere! Tu dici:

 

Mettiamo che uno scrittore abbia pubblicato un romanzo X con la casa editrice A.

Mettiamo che partecipi con il romanzo Y e che vinca il talent show. In tale caso, come dice Marcello, Bompiani farebbe la fortuna dell'editore A, ma ciò non toglie nulla alla fortuna che farebbe la stessa Bompiani.

Insomma, non lo vedo un problema per Bompiani che ci guadagni anche l'editore A, dato che, in ogni caso, la Bompiani ci guadagnerà, e ci guadagnerà tanto.

 

Giustissimo, ma rovescia un attimo il discorso: se quel romanzo X l'autore lo ha ancora nel cassetto, invece di averlo pubblicato in precedenza con A, a trarne vantaggio è solo Bompiani... Nel mio piccolo, anzi nel mio piccolissimo, ho ricevuto una proposta di pubblicazione (rifiutata) da un editore infinitesimamente inferiore a Bompiani che voleva 20 anni di diritti sul romanzo che andava a pubblicarmi e 5 anni su tutto quello che avevo nel cassetto e/o che avrei scritto nei cinque anni successivi alla firma del contratto...

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@ Pemulis: se ti riesce, non copiare un'intrera pagina di discussione per rispondere con una riga... Siamo già a pagina 9, con altri tre o quattro dei tuoi interventi diventa un papiro.  Lo so che è più facile: da ignorante informatico facevo così anch'io, poi ho imparato qualcosa. Se clicchi il fumetto (settimo segno a partire da destra nella fila bassa) riesci a evidenziare la singola frase a cui vuoi rispondere; il resto lo cancelli tutto. 

 

 

 

 

Buono a sapersi. Grazie

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Bene. Risolti gli ultimi dubbi, ho inviato la domanda di partecipazione.

Qualche considerazione:

Non è vero che in Italia si pubblichi solo robbaccia o che pubblichino solo i raccomandati. Però è vero che è un'impresa riuscire a penetrare il muro di carta (o digitale) che assedia le case editrici, le migliaia di manoscritti e file che gli editori in crisi e a corto di personale non riescono nemmeno a leggere. Del resto pubblicare le proprie cose online è ancora praticamente un arrendersi all'oblio perchè nel mare indifferenziato della Rete è quasi impossibile distinguersi se non per botte di fortuna da Superenalotto.

Quindi si devono provare tutte le strade.

Sì, vincere il programma ed essere pubblicato in 100000 copie da Bompiani potrebbe essere una cosa fantastica ma anche carica di insidie. Ma intanto partecipare senza vincere ed essere comunque notati, magari da un'altra casa editrice con tirature più umane, potrebbe essere ancora meglio.

E anche se si vincesse: sì l'invidia, sì il sospetto, sì il pregiudizio - ma intanto lo sappiamo tutti che le necessità del mercato e i compiti dello scrittore cambiano e richiedono più impegno personale di un tempo. Quindi i lati negativi (che potrebbero anche essere meno neri di come li si immagina) sono compensati ampiamente dai positivi. E se alla fine si è scritto qualcosa di buono questo arriverà al pubblico, che era quello che volevamo fin dall'inizio. Si scrive per sè, dicono: vero, ma questo sè dipende dallo sguardo degli altri.

Insomma, è il momento di osare.

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@ Moritz: perdonami, ma ho un paio di domande.

 

Ma intanto partecipare senza vincere ed essere comunque notati, magari da un'altra casa editrice con tirature più umane, potrebbe essere ancora meglio

 

Siamo sicuri? Scusami se mi permetto di dubitare... Vuoi dirmi che se come contropartita tu avessi quella di pubblicare con Guanda (un nome a caso) che tira 8.000 copie del titolo in prima battuta (sempre un esempio a caso, eh) opteresti per la seconda soluzione?  Boh, io fatico a crederlo...

 

sappiamo tutti che le necessità del mercato e i compiti dello scrittore cambiano e richiedono più impegno personale di un tempo

In che senso?  Non mi è chiaro cosa intendi per "impegno personale"?  Sembrerebbe di capire che oggi il lavoro dello scrittore è più impegnativo rispetto al passato... Se il senso era questo non mi trovi d'accordo... pensa alla macchina per scrivere di Montanelli e Simenon e paragonali con l'odierno PC... Pensa soprattutto alle diffrerenza fra effettuare una ricerca in tempi contemporaei e come doveva essere allora, senza internet...

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In che senso?  Non mi è chiaro cosa intendi per "impegno personale"?  Sembrerebbe di capire che oggi il lavoro dello scrittore è più impegnativo rispetto al passato... Se il senso era questo non mi trovi d'accordo... pensa alla macchina per scrivere di Montanelli e Simenon e paragonali con l'odierno PC... Pensa soprattutto alle diffrerenza fra effettuare una ricerca in tempi contemporaei e come doveva essere allora, senza internet...

 

 

Credo intendesse che oggigiorno, data la moltitudine di scrittori più o meno talentuosi, è necessario se non indispensabile che l'autore non si limiti alla mera stesura della sua opera, ma che tenti di pubblicizzarla/promuoverla nel miglior modo possibile per farsi notare nella massa anonima che ci circonda.

La competizione è ferrea e spietata, e anche le regole di mercato sono cambiate, basti pensare a quante copie vendono le autobiografie dei calciatori o i tanti Fabio Volo di oggi...  mentre bravi autori in grado di partorire romanzi di una certa qualità restano ad ammuffire tra gli scaffali delle librerie e non riescono a emergere nell'attuale panorama letterario.

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Ovvio che era quello il senso. Tutti quanti si occupano di editoria oggi sanno che le funzioni di self promotion degli scrittori, che pure sono sempre esistite, oggi sono più importanti e richiedono più tempo. L'autore che si autopubblica chiaramente deve fare praticamente tutto lui ma anche nelle case editrici oggi ci si aspetta molto più impegno personale, ben oltre l'occasionale intervista. Leggi qui, per esempio: http://www.publishingcrawl.com/2012/06/20/self-promotion-an-authors-perspective/

 

Anche il discorso del vincere o meno. Si discuteva, nel corso di questo thread, della possibilità che all'eventuale vincitore rimanga attaccato lo stigma del vincitore di talent che non viene preso sul serio e che una volta svanito l'effetto del programma ripiomba in una meritata oscurità. Secondo me è un pericolo improbabile ma non lo sconterei del tutto. Se Guanda, o ancor meglio Sellerio, mi pubblicasse in 8000 copie sarei talmente felice che mi metterei a ballare nudo per strada (magari di notte) e lo considererei uno splendido premio di consolazione rispetto a 100000 copie che potrebbe rivelarsi un boomerang...

 

Comunque, e lo dico anche a xgeorgie, non è che la situazione editoriale dell'Italia d'oggi sia così catastrofica. C'è qualche grande scrittore che non viene pubblicato? Chi? E quanto ai libri di barzellette di calciatori o comici televisivi gli equivalenti ci sono sempre stati. Nel 1860 (ai tempi di Flaubert, di Hugo, di Zola, di Maupassant etc) i fratelli Goncourt lamentavano la fine della letteratura seria in Francia: non per niente il successo dell'anno erano le 'memorie' della ballerina di cancan Rigolboche, scritte da un giornalista alla moda e illustrate, era la prima volta, da fotografie delle gambe tornite della detta Rigolboche...

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Evidentemente il codice ISBN ha deciso per me.
Peccato, avrei partecipato; la possibilità di insultare alcuni degli "scrittori" ventilati papabili in giuria sarebbe stata la cosa più gratificante

 

ps: non reputo plausibile Parente possa sedere tra i giurati, visto che la casa editrice di riferimento è la Bompiani della sua arcinemica Sgarbi...a meno che non si voglia far scatenare il caso umano in quella sede

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 Tutti quanti si occupano di editoria oggi sanno che le funzioni di self promotion degli scrittori, che pure sono sempre esistite, oggi sono più importanti e richiedono più tempo. (...)

C'è qualche grande scrittore che non viene pubblicato? Chi?

L'autopromozione è più impegnativa, d'accordo.

Mi sfugge come si possa saperlo, se non viene pubblicato!

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Ospite

ci ho provato anch'io... vedremo.

so che molti candidati hanno avuto problemi a iscriversi, perchè il sito ove compilare il form di partecipazione era intasato (la pagina facebook del programma è piena di segnalazioni in merito). evidentemente le candidature sono state tante. mi piacerebbe sapere da chi è composta la giuria di lettori che farà la prima scrematura sul materiale pervenuto

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Ragazzi/e, anche io ho mandato la mia candidatura. Nel caso dovessero chiamarmi, sono ancora indeciso se partecipare. Riguardo alle mie motivazioni, avrei un racconto da proporvi - genere: millanteria.

 

Il mio primo romanzo ha ricevuto solo tre proposte da piccole CE. Nonostante questo, un mio amico, che chiameremo "il Lobbysta", era riuscito a farlo avere a una persona importante nell'ambito editoriale, chiamiamolo "Mister X", il quale mi ha chiesto di rispedirglielo con un paio di dritte sull'editing perché voleva proporlo a una grossa CE (di cui non faccio il nome). Naturalmente non se n'è fatto più nulla: Mister X si trova in difficoltà per motivi personali e non siamo più riusciti a contattarlo in merito.

 

Il punto però è il seguente: se da un lato in trasmissione andrà chi non ha mai pubblicato niente - e quindi forse chi non meritava di essere pubblicato -, d'altra parte io credo di aver scritto qualcosa di interessante ma che, forse, non ha ricevuto la giusta attenzione (me la racconto così).

 

Non sapendo più a che santo votarmi, provo anche questa. Al limite potrebbe essere un'esperienza che mi arricchisce.

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Mah, penso che ogni esperienza arricchisca.

Devo dire che in giro per la rete ho trovato molti commenti estremamente negativi su questo format televisivo. Molti, in realtà, sembravano postati dal classico tizio che per strada cammina ad occhi bassi e poi davanti a una tastiera passa le sere a fustigare chi non è "duro e puro" a sufficienza. :mazza:

A me non sembra una cattiva idea: parliamo di libri in tv, diamo visibilità a gente che "si sbatte" per scrivere un libro anziché fare altro nel tempo libero, contattiamo

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Mah, penso che ogni esperienza arricchisca.

Devo dire che in giro per la rete ho trovato molti commenti estremamente negativi su questo format televisivo. Molti, in realtà, sembravano postati dal classico tizio che per strada cammina ad occhi bassi e poi davanti a una tastiera passa le sere a fustigare chi non è "duro e puro" a sufficienza. :mazza:

A me non sembra una cattiva idea: parliamo di libri in tv, diamo visibilità a gente che "si sbatte" per scrivere un libro anziché fare altro nel tempo libero, contattiamo una CE che ci mette faccia, soldi e promozione...

Direi che se c'è il rischio (anche remotissimo) di far pubblicare la tua prima opera in centomila copie non ha troppo senso domandarsi "e se divento un fenomeno da baraccone? E se nel 2014 poi non si ricorda più nessuno di me? E se..."

Che ne dite?

Ciao

I.C.

 

p.s. tanto il sito è bloccato/intasato e non ci si può iscrivere manco volendo... :bestem:

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Ragazzi, a 24 ore esatte alla scadenza del termine per l'invio (slittamento di 24 ore causa crash del server per buona parte della giornata oggi), proverei a fare il punto con altri candidati che hanno inviato. Scusate per il pragmatismo, bando ai pistolotti sui massimi sistemi dei rapporti tra letteratura e televisione.

I punti sono due essenzialmente sono due:

1) leggeranno tutti i manoscritti inviati? (chi sono secondo voi i lettori staffati dalla produzione sui manoscritti?)

2) si legge prima tutto e solo chi passa la prima scrematura fa il casting oppure casting e lettura dei mano procedono parallelamente?

Le due risposte sono collegate a mio avviso.

Quanto al punto 1, sarebbe il primo caso nella storia se leggessero tutto, considerando che il 99% della roba che arriva è orrenda e quando dico orrenda forse l'aggettivo non rende bene l'idea. Sulla manovalanza impiegata in lettura, un'idea me la sono fatta: il giro della Scuola Holden, che billa 100 € a manoscritto, forse anche 200-250.

Quanto al punto 2, se fanno i casting dopo la prima scrematura sono costretti a smazzarsi tutti i manoscritti in un mese e contattare solo i migliori. Un'altra idea potrebbe essere: leggono solo i mano di chi si presenta al casting (stimiamo un 50% di chi invia) ed entro il 30 settembre decidono chi portare al bootcamp ai primi di ottobre. Poi dal bootcamp escono i nomi di chi accede alla fase eliminatoria del programma , che inizierà a novembre.

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Sono domande interessanti... cui credo che nessuno ti possa rispondere.

Ottima l'idea di posticipare i tempi di un giorno; d'altra parte, la loro pagina FB era zeppa di messaggi da utenti terrorizzati all'idea di non poter spedire, e alle 2,50 di notte (!) il server continuava a essere bloccato.

Credo che leggeranno tutto come penso facciano nelle agenzie letterarie: dieci righe e capisci se è una schifezza. Nel rimanente, dieci pagine e ti fai un'ottima idea, il manoscritto intero per i migliori.

Certo è che, trattandosi di un canovaccio televisivo, la "telegenicità" conterà almeno quanto il romanzo, ed è per questo che, ovviamente, insistono su foto e filmato di videopresentazione.

Poi, siccome trovare un libro da 100.000 copie (ma qualcuno le conterà? :umhsi: ) è assai difficile, e trovarne uno scritto da un tizio/a telegenico e "piacevole" è come vincere a DUE lotterie di seguito... si capisce il senso della "seconda parte", in cui entreranno in gioco "ripescati, nuovi concorrenti, ecc.".

Insomma: "se nella prima fase (non a caso in seconda serata) non troviamo nessuno che ci garba al 100%, il che è probabile, nella seconda fase (non a caso in prima serata, invece) ci mettiamo sostanzialmente chi vogliamo noi, scelto sulla base di criteri molto selettivi che abbiamo già in mente", facendo gareggiare questi ultimi coi tapini vincitori della prima frase.

Una TV, esattamente come una CE, rischia soldini suoi, e quindi è ovvio, piaccia o no, che segua criteri non del tutto congruenti con quelli dell'arte pura!

Ciao

C.I.

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