Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Lorenzo Sartori

La parabola dello scrittore

Post raccomandati

Prendo spunto da un recente post che non voglio deragliare ( http://www.writersdream.org/forum/topic/17217-criteri-di-selezione-degli-inediti-nelle-piccole-medie-grandi-case-editrici-italiane/ ), anche perchè questa discussione vuole essere più una da bar, magari da non prendere troppo sul serio o forse per non prendersi troppo sul serio.

 

In quella ricerca ci sono diversi punti interessanti e invito tutti a leggerla. Ci sono state delle cose che però mi hanno colpito più di altre e fatto pensare.

 

La prima è che il 70% degli esordienti non arriva alla pubblicazione del secondo libro. Cosa abbastanza triste direi.

 

La seconda è che sia meglio un esordiente che un autore che ha venduto 2000 copie del suo primo libro. Il che può anche suonare incoraggiante per l'esordiente, ma in realtà non lo è.

 

L'ultima è quando si parla di carriere a discendere (non usano esattamente questo termine), nel senso di autori che si sa possono vendere parecchio con il primo libro, meno della metà con il secondo e poco con il terzo. 

 

Ora quasi tutti gli editor intervistati negano di voler perseguire la filosofia del "one shot". Cioè, detto in modo brutale, individua (e/o crea) il caso letterario e butta l'autore dopo averlo spremuto (magari sapendo da subito che quell'autore comunque aveva poco succo). Lo negano, ma tra le righe lo si legge bene, Questo almeno per le grandi.

 

Dal punto di vista degli editori ha senso (economicamente parlando), non sto a farci certo la morale. Se vogliono stare sul mercato si adeguando alle sue esigenze.

 

La mia riflessione è ovviamente dal punto di vista dello scrittore.

 

Ora quasi tutti noi saremmo disposti a vendere l'anima al diavolo per diventare dei casi letteratri, anche piccoli. Ma poi?

Immaginate di vendere con il vostro esordio 100 mila copie. Sicuramente vi fanno firmare per il secondo libro e anche per il terzo. E se con il secondo vendete "solo" 20 mila copie perchè comiciate a passare di moda?

 

Ok, avete raggiunto comunque risultati che la stragrande maggioranza di scrittori e aspiranti tali si sognano. E se volevate della pubblicità e farvi conoscere magari ci siete riusciti. Però sapete che la vostra parabola di scrittore è già in discesa e sta scendendo in picchiata. Avete preso un treno veloce, ma adesso dovete effettuare il cambio e vi deve andare bene la direzione di questo nuovo treno.

 

La domanda a questo punto è:

 

Potendo scegliere e pianificare la vostra parabola di scrittore, preferireste un esordio con il botto o una progressiva crescita, scrivere e pubblicare fino ai 90 anni, ma con il rischio di non raggiungere mai il "vero successo"?

 

Le due opzioni sono conciliabili?

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dammi l'esordio con il botto.

Dopo aver venduto centomila copie del primo romanzo ci penso io a gestirmi...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

100.000 copie, 10% del prezzo di copertina, mettiamo di 10€ perché pubblicato solo in paperback, fanno 100.000€ di diritti; aggiungiamo qualche ospitata in TV per arrotondare... OK, vada per l'esordio col botto 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E' una discussione molto interessante. Tempo addietro leggendo la biografia di Alcide Pierantozzi e la vicenda del più che cospicuo anticipo ricevuto dopo il successo di Uno In Diviso (e i dati prepotentemente calanti di vendita dei suoi lavori successivi) mi sono domandato; come si regge un declino già dal secondo libro, dopo che si è stati strombazzati su riviste e quotidiani come il fenomeno (letterario e di vendite) del momento ?

 

Ovviamente avrei optato anche io per l'esordio col super-botto, tale da determinare l'acquisizione di una forte rendita di posizione. Però devo dire che quella vicenda, unita anche ad altre più o meno similari, mi fanno propendere per una risposta diversa. Preferirei dati più moderati, non diventare un "fenomeno", avere un pubblico di riferimento, magari da dilatare piano piano col tempo ma senza escalation

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io penso che la gente si dimentichi un particolare. Parafrasando il vecchio James D. Macdonald: "La tua carriera letteraria è giunta a punto di fermo? Bene. Cambia nome. Inizia da zero. Rifatti tutta la scalata e se avrai successo magari ristamperanno anche i vecchi libri scrivendo ora in copertina 'scritto da X come Y'. Perché credi che abbiano inventato gli pseudonimi, altrimenti? Usali!"

 

Ovvio, tutti desiderano un esordio col botto. Io pure lo volevo. Ma ho capito che non posso. Devo farmi tutta la gavetta fino in cima. Un passo alla volta, di CE in CE. Alla fine conquisterò il cielo, sia con un nome o un altro.

 

*modalità pazzo visionario off*

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Esordio col botto, mi compro finalmente il casaletto e mi metto a fare quello che ho sempre desiderato, cioè un orto, tengo qualche gallina, salvo gatti cani e altri animali dalla strada e da brutte situazioni.

 

E con un esordio col botto puoi anche pensare di fare *altre* cose, che non solo scrivere romanzi e/o raccolte di racconti. Cinema, tv, collaborazioni con i giornali...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Gigio_02

Anch'io scelgo la vita breve ma gloriosa, proprio come quel tale in armatura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nell'articolo, però, parla di 200.000 copie come fenomeno non più controllabile dall'editore.

A più riprese, poi, hanno parlato del caso dei numeri primi di Giordano, di cui segnalavano la dissafezione dei supporters "letterati" nel momento in cui questo è diventato un caso di mercato, dopo averlo prima eletto quale anti-Moccia.

Questo per dire che il botto in negativo si riscontra molto con i grandi casi che fanno la moda del momento. Vorrei, invece, andare a vedere l'andamento delle vendite di un Vitali (tralasciando i Camilleri), certamente non vendono al top del passato ma da parte loro ci si può attendere sempre un nuovo boom, a mio avviso, per un libro particolarmente riuscito che vende meglio del trend

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Vale: il tuo sogno è come il mio: casetta, orticello, qualche animale e finalmente nessuno che rompa i co***oni :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Esordio col botto, poco ma sicuro. Ciò non toglie che dopo l'esordio di questo tipo bisogna creare una grande attesa anche per i libri successivi, e mi auguro che sia possibile farlo. Ma il mio più grande desiderio è l'esordio col botto. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Molto dipende dalle cose che uno ha da dire. Se ne parlava parecchio tempo fa: se tu vivi in un ambiente poco conosciuto e poco descritto in letteratura, hai fatto esperienze particolari e sfrutti questo per il tuo primo libro incuriosirai parecchio. Che so, se trovassi in libreria un giallo ambientato tra i pescatori di anguille di Comacchio, con i problemi e le rivalità che dividono i pescatori d'anguille di Comacchio, a parte che a me i gialli non piacciono, potrei esserne incuriosito al punto di comprarlo. E così il libro potrebbe essere un discreto successo e il suo autore pensare di essere uno scrittore; ma sbaglierebbe, o meglio, non lo sarebbe ancora.

Perché al secondo libro si troverebbe in grave difficoltà. Se scegliesse di mantenere l'ambientazione comacchiese andrebbe avanti per un po', poi la gente si stuferebbe, se invece scegliesse di cercare nuove ambientazioni dovrebbe dimostrare di essere capace di tirarne fuori partendo da zero. Non è detto che ci riesca.

Credo che sia per questo che le case editrici preferiscono gli esordienti assoluti: potrebbero tirar fuori qualcosa di nuovo e fare, appunto, un esordio col botto. Mentre chi ha già scritto ha probabilmente già bruciato questa possibilità.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Più che un esordio col botto, vorrei esser capace di realizzare un longseller stile "Il giovane Holden" di Salinger.

Una roba breve, così magari non ci metto molto a finirla e che mi permetta di campare a vita di diritti d'autore sostanzioni in modo da potermi permettere di ritirarmi a vita privata e mandare a quel paese il resto del mondo intero.

Se qualcuno nota un "leggero" spirito asociale nascosto tra le mie parole...be', ha perfettamente ragione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×