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Wonderland

Le case editrici riconosco i libri famosi?

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Non sapevo che titolo mettere alla questione che vorrei sottoporvi.

Ho appena letto un messaggio su un blog che mi ha lasciata perplessa se non basita. Premetto che non conosco l'autore, mi è del tutto sconosciuto, ma indipendentemente dal singolo episodio secondo voi è possibile una cosa del genere? http://www.alessandrocascio.com/?p=100

(Spero non sia considerato spam)

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Ma lo sai che c'avevo pensato anch'io a fare una cosa del genere? Soprattutto perché certi 'editori' sono proprio... strani da vedere nel ruolo di editori.

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Non so se definire il tutto spaventoso o magnifico... :fuma:

Anche la risposta della casa editrice mi ha divertito abbastanza. Mi aspettavo qualcosa di più "formale" da parte di una persona che guidica e da consigli agli altri su "come scrivere" :super:

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Mi aspettavo qualcosa di più "formale" da parte di una persona che guidica e da consigli agli altri su "come scrivere" :super:

 

In soli 8 mesi, da quando ho spedito materiale per la prima volta a una CE, di email imbarazzanti (sia per grammatica che per contenuti: c'è un signore che è riuscito a scrivere il mio nome e il titolo dell'opera in tre maniere diverse in sole sette righe) ne ho viste tante. E se è bastato così poco per vederne di tutti i colori, non oso immaginare a cos'hanno assistito certi che sono nel giro da degli anni.

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Personalmente credo sia solo una bella storia.

Se il tipo avesse inviato solo a EAP e Mondadori, RIzzoli & C. ancora ancora ci potrei credere.  Che le EAP siano pronte a pubblicare qualsiasi cosa senza nemmeno leggerlo purché si paghi, lo sappiamo.  Che la maggior parte dei grandi editori non legga i manoscritti e tenga un pulsante o un indirizzo per l'invio delle opere solo per darsi un contegno, è cosa che molti continuano a ripetere e non mi stupirebbe affatto.

Ma questo sostiene di aver spedito a tutti, grandi e piccoli, agenzie editoriali anche di chiara fama, e io sinceramente mi rifiuto di credere che nessuno abbia riconosciuto uno dei libri più famosi del novecento, dai tratti per di più così originali. 

Credo che il signore in questione ami giocare con le storie e mescolare un fondo di verità alla pura fiction letteraria.

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È, tra l'altro, una storia abbastanza vecchia. Mi pare se ne sia parlato, su questo stesso forum, un paio di anni fa.

Sono quelle cose che girano e ogni tanto qualcuno riscopre.

 

 

Marcellitti801.jpg

Una bufala, insomma

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Ah, non lo sapevo, Nanni!

Bene! E' confortante sapere che il vecchio buon senso ha ancora senso...

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Mi aspettavo qualcosa di più "formale" da parte di una persona che guidica e da consigli agli altri su "come scrivere" :super:

 

In soli 8 mesi, da quando ho spedito materiale per la prima volta a una CE, di email imbarazzanti (sia per grammatica che per contenuti: c'è un signore che è riuscito a scrivere il mio nome e il titolo dell'opera in tre maniere diverse in sole sette righe) ne ho viste tante. E se è bastato così poco per vederne di tutti i colori, non oso immaginare a cos'hanno assistito certi che sono nel giro da degli anni.

Oddio, è assurdo.

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Ma questo sostiene di aver spedito a tutti, grandi e piccoli, agenzie editoriali anche di chiara fama, e io sinceramente mi rifiuto di credere che nessuno abbia riconosciuto uno dei libri più famosi del novecento, dai tratti per di più così originali. 

E' esattamente il mio dubbio.

Ho pensato che, escludendo le risposte motivate, tutti gli altri magari se ne accorgono, ma per risparmiare tempo evitano di parlare del plagio e si limitano a non rispondere o a copiare e incolla le frasi standard di rifiuto. Non so, è una spiegazione come un'altra, magari è davvero una bufala come è appena stato detto.

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A questo punto, propenderei per la bufala succosa. Chiunque sia in grado di riconoscere in un manoscritto un testo così noto, si farebbe solo una bella risata e non risponderebbe nemmeno allo sventurato provocatore. Che alcuni non riescano a riconoscere il best seller sia per ignoranza o per pigrizia, posso benissimo crederci, ma che il 100% dei consultati viva di così profonda ignoranza, beh, puzza di bufala bella e buona!

Missà che si dovrà archiviare come una delle tante storie "anti-editoria" che girano sul web...

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Be', dipende.

Io leggo molto. Ma non ho letto il libro di Bukowski in questione. E non è detto che gli editor lo abbiano fatto.

Se io fossi un addetto presso una CE probabilmente non lo riconoscerei (anche se magari potrei apprezzarlo).

 

La questione è: quanti conoscono Bukowski e le sue opere?

Io ne conosco poche, e non quella trattata in questo caso.

E a parte qui sul WD, di conoscenti (anche lettori forti) che avessero letto quell'autore ne ho trovati davvero pochissimi.

 

Quindi, bufala o no, per me l'episodio resta credibile.

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Di Bukowski ho letto due libri, circa 15 anni fa, e tutto quello che ricordo è che non mi sono particolarmente piaciuti. Quindi si, se qualcuno mi spedisse una proposta editoriale copiando e incollando uno dei suoi libri probabilmente la rifiuterei, sicuramente riconoscerei lo stile senza nemmeno accorgermi di chi sia l'autore originale. Vero che Bukowski è annoverato fra i grandi scrittori, ma la mia memoria ha fatto posto a persone che, soggettivamente, ritengo più degne di essere ricordate. Che poi la mia memoria abbia bisogno di un upgrade per contenere più informazioni non se ne discute :)

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Poi sarei curiosa di sapere quante donne comprano Bukowski eheh.

Io ho leggiucchiato le pagine gratis che si trovano su internet e sono abbastanza, ma mi sono sempre rifiutata di comprarlo quindi, di fatto, probabilmente neppure io lo riconoscerei.

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Ospite Priscageddon

Sono d'accordo con la replica di Mid.

 

Nemmeno io ho letto Bukowski e, di sicuro, non lo saprei riconoscere o distinguere se ricevessi dieci e più manoscritti al giorno da valutare. Inoltre, la questione si complica quando si parla di letteratura, perché spesso si dà per scontato che arrivi della narrativa; in più i corsi si basano sulla narrativa, come le linee editoriali, le scelte delle CE, ecc. 

La letteratura proveniente da un esordiente è doppiamente difficile da valutare, perché non sai fin dove è studio e sperimentazione e dove invece gioca l'ingenuità di uno scribacchino alle prime armi.

Magari alcuni dei valutatori hanno davvero riconosciuto Bukowski e non hanno risposto o hanno risposto picche pensando appunto a uno scherzo di cattivo gusto.

 

Ma non trovo la faccenda così incredibile, a dire il vero.

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Commento il topic citando proprio una frase del libro in questione:

 

"Tanta gente urla la verità, ma senza stile è inutile, non serve". ;)

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Anche io sono d'accordo con Mid. Dipende molto da chi si sia trovato il libro sotto mano... Tuttavia, per quanto uno non riconosca un autore o un'opera, fa sempre sorridere come i tempi cambino e i gusti editoriali mutino tanto da rendere addirittura non pubblicabile un libro che ha fatto un pezzo di storia della letteratura.

Di questi esempi, però, l'arte è piena, ma al contrario. Quanti artisti sono diventati famosi solo dopo la loro morte perché la società e la cultura erano cambiate radicalmente? Quindi perché non dovrebbe accadere il contrario?

 

Perché siamo ipocriti e attaccati al nostro passato. Ciò che è stato splendido un tempo a nessuno è concesso di denigrarlo oggi. Questo episodio, secondo me, insegna molto più della poca professionalità di alcuni editori ;)

 

Comunque sono anche d'accordo sul fatto che molte CE si siano limitate a inviare mail standard di rifiuto, senza questionare sul plagio. La trovo una possibilità altrettanto plausibile.

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Sapevo della (pseudo?) bufala.  Modestamente(!), ho scritto  anni fa un racconto, pubblicato, sui plagi in rete.

Valuto manoscritti e (forse) avrei riconosciuto Bukowski. Lo faccio a tempo perso, per diletto, e perciò li leggo davvero; se  professionista mal pagata suppongo che, capito di che si tratta, (forse) mi limiterei a qualche pagina prima di mettere da parte quel che so non rientrare nell'interesse dell'editore. Insomma, incredibile ma non così tanto...

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Spero sia una bufala, voglio dire per un editore addetto a valutare manoscritti penso sia il minimo avere una buona cultura in fatto di letteratura, e bukowski, che può benissimo piacere o meno, è uno di quegli autori che vanno conosciuti comunque.
Se fosse vero allora verrebbe da porsi un altro interrogativo, davvero così tante case editrici avrebbero rifiutato un' opera di tale fattura?
Certo è che è un libro particolare, tempi verbali a volte sfalsati, uso della punteggiatura  acrobatico e  tematiche forti, ma tutti questi rifiuti...

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Ho letto tutta la bibliografia di Bukoswki, essendo uno dei miei autori preferiti.

Lo reputo un genio, ciononostante non sono affatto sorpreso del trattamento che hanno riservato al manoscritto-scherzo inviato alla CE italiane.

Bukowswki è uno dei pochissimi autori in cui la vita personale non può essere staccata in alcun modo dalla sua opera. Se uno si fosse "inventato" quelle storie non avrebbe venduto una copia. Il suo fascino sta proprio nel fatto che è tutto autobiografico (e infatti l'unico romanzo "inventato", se vogliamo dire così, "Pulp", è una cagata pazzesca.)

Poi quella che dipinge Bukoswski è l'america degli anni 40-70, precisamente i sobborghi di Los Angeles.

Che CREDIBILITA' può avere uno scritto in cui si sostituiscono i nomi anglofoni con quelli italiani? Come si può essere presi sul serio nel raccontare le disavventure di un barbone alcolizzato che vaga nelle retrovie del sogno americano?

Ecco, nella narrativa non puoi travestirti, si capisce subito se stai bleffando o meno.

Avranno pensato "vabbè, questo è uno dei tanti che gioca a fare il Bukoswki italiano...". Anche se il fatto che non abbiano riconosciuto la fonte da un libro così famoso resta un fatto assai disdicevole...

E' come se io prendessi un libro di Celine, ne cambiassi i nomi, e lo spacciassi per mio. A chi la darei a bere? Mi prenderebbero solo per uno che sta scopiazzando lo scrittore francese.

In giro ci sono centinaia di scrittori che - non trovando una loro identità stilistica - si limitanao a fare la copia carbone di Bukowski, di Stephen King, di Hemingway, di Fante. E, anche se si avvicinano al loro stile (non è che ci voglia molto, quando hai letto tutto di loro!), nessuno li prende in considerazione. Perchè? Ma perchè è qualcosa di GIA' visto e GIA' letto!

E' un po' come se uno passasse la vita a suonare le canzoni degli U2, e ne facesse di proprie uguali,  e poi le proponesse a una grossa casa discografica. Gli direbbero "Ok, ma gli U2 esistono GIA', non c'è bisogno della loro copia...".

 

Quindi nelll'arte prima di tutto ORIGINALITA' e AUTENTICITA'.

Modificato da MrBungle

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E' chiaro che una scopiazzatura verrà scartata. Ma in questo caso (qualora sia autentico), l'autore del testo dice di aver  ricevuto delle risposte - (cioè  gli addetti non si sono limitati a ignorarlo, come quasi sempre avviene) e solo una faceva riferimento all'autore plagiato. Il che, se fosse stato riconosciuto, sarebbe ben strano

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A parte le considerazioni di MrBungle, che condivido in pieno, quanti editor riconoscerebbero certi scritti di Kerouac? Quanti altri direbbero che l'uso della punteggiatura è scorretta? Quanti altri si fermerebbero dopo aver letto certi paragrafi che sembrano infiniti?

Io credo che siano in tanti.

Il racconto del topic può essere una bufala ma, con rispetto parlando, credo che il livello culturale in genere sia caduto in basso, e gli editor come gli agenti letterari non fanno eccezione.

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Mah, insomma, non dipende neanche strettamente dal livello culturale secondo me, alla fine. Come diceva qualcuno qualche post addietro, è possibile che un autore del passato non rientri tra le letture di un editor, finché è uno su cento, questo non va certo a intaccare il livello culturale di una persona. Certo che se noti qualcosa di importante, tra le righe, ti informi, almeno io cercherei in tutti i modi di capire se una cosa straordinaria è farina del sacco dell'autore che l'ha proposto.

Modificato da Nyamekye

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Ieri parlavo di questo post con un professore universitario di mia conoscenza che mi ha confessato di non aver mai letto Bukowswki...dice che ci ha provato ma lo stile lo  indispettisce e glielo rende antipatico.

Personalmente lo adoro, ma capisco che può non essere stato letto, anche se mi suona difficile da così tanti editor.

 

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Non entro nel merito della questione, ma Bukowski è un autore importante, ma comunque minore. Non è una difesa professionale, anzi, ma non stiamo parlando di Moby Dick...

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