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Lorenzo Sartori

una proposta: un network per le presentazioni dei libri

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Volevo lanciare un'idea. Lo faccio qui perchè non saprei in quale altra sezione farlo. Da un certo punto di vista la proposta rientra nel discorso promozione, ma quella sezione del forum ha già una sua specifica struttura.

 

Vengo al punto. WD raccoglie migliaia di appassionati di libri e anche moltissimi autori. In prevalenza autori emergenti o aspiranti tali, persone che immagino siano interessate a far conoscere il proprio lavoro.

Ma anche molti lettori interessati a conoscere nuove opere e nuovi autori.
Migliaia di persone sparse in ogni angolo del paese. Potenzialmente una rete molto capillare.

Per chi volesse promuovere il suo libro una grande risorsa.

 

Mi spiego meglio, ognuno di noi ha una biblioteca comunale a un tiro di schioppo e molti di noi frequentano una libreria di fiducia o più di una. Presentare il proprio libro nel comune di residenza non è difficile, ma farlo in altri centri è un'altra cosa. Prendere i vari contatti porta via tempo e si devono fare km. Mancano poi le conoscenze sul posto e di conseguenza anche una bella fetta di potenziale pubblico non verrà mai raggiunto.

 

Se in ogni centro ci fossero uno o più referenti, persone che hanno già contatti con librerie/biblioteche/assessorati, in grado di fornire supporto logistico, la macchina potrebbe andare via liscia.

 

Vi faccio un esempio. Abitando a Crema, un piccolo centro di 35mila anime nel mezzo della Lombardia, non avrei problemi ad aiutare autori a presentare il proprio libro nella mia città, dove la direttrice della biblioteca è una mia amica e dove alla Mondadori lavora un'altra mia amica. Potrei invitare i miei amici che abitano in zona mediante fb (alcuni sono giornalisti) ecc.

 

Lodi sta a 15km e non mi costerebbe molto prendere i contatti anche là. Fatto per un autore lo si è fatto anche per i successivi.

 

Moltiplicate questo per 10, per 100 o per 1000 e avrete una grossa rete di promozione, che magari può muoversi sotto l'egida WD,

 

Questa è giusto l'ìdea di partenza, qui sul forum può essere sicuramente affinata. 

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Ok per le biblioteche (a patto che esistano ancora biblioteche con fondi da dedicare all'acquisto di testi di autori sconosciuti e, soprattutto, bibliotecari disposti a sobbarcarsi l'incombenza), ma sono molto, molto dubbioso per quanto concerne le presentazioni.

Il mio è un dubbio da libraio e cerco di spiegarlo.

Ammesso di riuscire a trovare i luoghi e le persone disponibili a organizzare le presentazioni, quale pensi possa essere il ritorno di pubblico, e conseguentemente di vendite, quando presenti un autore completamente sconosciuto?

Ammettiamo che io vada alla Mondadori (o alla Giunti o alla Feltrinelli, non cambia il discorso) di Cesena e prospetti al responsabile di organizzare una bella presentazione di un autore di Reggio Calabria che nessuno ha mai sentito nominare: quale pensi possa essere la sua reazione?  Mi guarderebbe come so che io avrei (e ho, in passato) guardato uno che mi avesse fatto una simile richiesta: scetticismo è solo un eufemismo per esprimere l'espressione che gli si disegnerebbe in volto.  Non per cattiveria, ma semplicemente per calcolo commerciale che deriva da:

-  devo preparare dei cartellli (mettiamo pure che li scriva a mano è sempre una rottura di c.); liberare o comunque predisporre un luogo all'interno della libreria, trovare sedie, microfono, un tavolo; perdo sicuramente vendite perchè quella zona della libreria sarà confiscata al pubblico per la durata dell'evento;

-  quante persone possono intervenire alla presentazione del signor Pinco Pallino di Reggio Calabria che non ha mai pubblicato nulla e soprattutto non ha mai messo piede in Romagna? Sei? Sette? Sarebbe già un successone...

- considerando che la media delle persone che acquista il volume a una presentazione non supera mai il 10, esageriamo, il 15% (e intendo quando a presentare il proprio volume è Valerio Massimo Manfredi o Licia Troisi), ho l'aspettativa di vendita di una copia del volume, se tutto va bene;

- ipotizzando un prezzo medio del volume di 15 euro e lo sconto librario standard del 30%, guadagnerò a conti fatti euro 4,50.  Questo è il motivo dell'espressione a cui si atteggerà il volto del libraio.  Se poi è tuo amico, ragiona che potresti perdere un amico... 

 

Mi scuso per aver distrutto il tuo sogno sul nascere: non è per pessimismo cosmico o intima cattiveria umana; solo conosco molto bene le dinamiche della libreria...

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Io penso che un progetto del genere possa nascere da iniziative personali fra alcune persone che si conoscono (o stimano i lavori l'una dell'altra) ed è anche una bella idea, ma non la vedo bene come iniziativa generale gestita da un forum. E' un progetto un po' ambizioso, difficilmente realizzabile e il rischio di non vedere ricambiato il favore è dietro l'angolo, ancor più leggendo l'opinione di Marcello. 

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Be', le biblioteche potrebbero continuare ad essere un possibile obiettivo.

Idem per altre realtà, come i circoli culturali.

 

Io parlo da ex-frequentatore di fumetterie e negozi specializzati in giochi di ruolo: spesso si assisteva a delle vere e proprie resse quando c'era la presentazione di un nuovo romanzo fantasy o di un piccolo saggio sulla vita in Giappone sotto l'influenza dei manga. Anche perché in quegli ambienti ci si conosce, e il proprietario in genere conosce tutti: il passaparola è un'arma potente, nelle mani degli appassionati (quelli veramente appassionati... diciamolo pure, i nerd :asd: ).

 

Ovvio che però un romanzo giallo, in quell'ambiente, avrebbe fatto il vuoto cosmico. :deserto:

 

Tutto sta a vedere se è possibile creare un network diversificato e adatto alle esigenze di tutti.

Io per esempio conosco alla lontana alcuni membri di un'associazione teatrale specializzata nelle "cene con delitto": che occasione migliore, per un giallista, di presentare il proprio lavoro? (e magari di farsi ammazzare per gioco :asd: ).

Forse a me non daranno retta, perché sono contatti proprio labili... ma ci sarà qualcuno, qui al WD, che conoscerà meglio una realtà simile.

 

Secondo me la "rete pubblicitaria" si può provare a mettere in piedi. Richiede lavoro, però, e una ricerca abbastanza approfondita dei "rami" che potrebbe raggiungere.

Modificato da Midgardsormr

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ok, grazie del primo feedback, questo post voleva dare il via a un brainstorming, non fornire soluzioni chiavi in mano.

 

Allora ho citato il forum come canale, perchè facciamo tutti parte di questa comunità, ma è chiaro che sto parlando di un'iniziativa che può coinvolgere solo alcuni dei membri, quelli interessati e con possibilità (e volontà) di contribuire. Quindi inevitabilmente delle persone che hanno voglia di spendersi a titolo personale, Se poi la cosa si evolve...

 

Ci sono librerie disposte a ospitare incontri e altre no. Ognuna con le sue ragioni e politiche aziendali. Tutte legittime. E' chiaro che ognuno dovrà valutare cosa offre il proprio territorio. Può essere che ci sia un libreria disponibile e può essere che non ci sia, ma che ci sia una biblioteca o un circolo culturale o anche un bar. che possano assolvere egregiamente allo scopo.

 

L'esempio citato da Midgardsormr è perfetto perchè mi presenta due contesti "alternativi" alle classiche librerire. Chi meglio di uno che abita in un determinato luogo può avere idea di quali canali possano essere usati?

 

Quindi, rimanendo nell'esempio (sto solo facendo un esempio di come la cosa potrebbe funzionare),  Midgardsormr può fornire supporto in loco per una presentazione in quel circolo culturale, mentre Tizio potrebbe avere contatti simili in un'altra città. Magari Tizio avrà contatti per poter promuovere non dei thriller, ma dei romanzi horror o romance o quello che è. Magari io ce li ho con la biblioteca e solo per la poesia o per il fantasy, magari Sempronio è amicissimo dell'assessore alla cultura del comune di Pincopallo, che in un momento di crisi economica si scopre particolarmente interessato a creare eventi culturali a costi minimi (giusto la stampa digitale di 4 locandine).

 

Ripeto, solo chi abita in un determinto luogo può conoscerne le dinamiche. E ogni luogo (soprattutto in Italia) è un mondo a parte.

 

Secondo me poi le presentazioni funzionano se si forma un pubblico. Non il pubblico occasionale che può venire per la presentazione del libro X o Y e solo se conosce l'autore, ma il pubblico che sa ad esempio che tutti i giovedì sera il circolo Z organizza degli incontri con autori vari. E' solo la continuità che permette di formare un pubblico.

 

La libreria potrebbe solo promuovere l'evento dicendo ai suoi clienti "Ehi, tu che ami il fantasy lo sai che è uscito il libro X e che l'autore, il signor N, sarà presente giovedì sera al circolo Z? Puoi prendere qui il libro e fartelo autografare giovedì. Se un negozioante non sa fare questo lavoro, beh, allora Amazon tutta la vita. 

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Mi dispiace se il mio intervento precedente è stato un po' drastico, ma in me è scattata l'associazione di idee presentazione=librerie, con le conseguenze che ho esposto sopra.  Non avevo preso in considerazione altre possibilità, ma forse quello che suggerisci in questo secondo intervento ha maggiori possibilità di riuscita: perché ciò succeda occorre uscire da una pura logica di profitto commerciale, per evitare che scattino gli automatismi di cui parlavo.

Il circolo culturale potrebbe essere in effetti un luogo idoneo per sviluppare un progetto come quello che hai in mente; fra i soci del circolo qualcuno frequenta di certo le librerie che in quel mondo avrebbero solo lo scopo di propagandare l'evento e rendere disponibile il testo: sì, così ha sicuramente più senso. 

Si potrebbero coinvolgere anche i club dei lettori, che da qualche parte esistono e funzionano pure bene...

Si tratta certo di trovare persone e luoghi idonei ma, visto sotto questa ottica, il progetto mi sembra già molto meno aleatorio. 

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Ospite

Vorrei capire meglio...

In pratica proponi una tournée degli autori, nei posti disponibili che inseriranno gli utenti del WD.

Pensavo all'esempio di Marcello, un autore calabrese che va a Cesena, credo di intuire che la trasferta è da intendersi esclusivamente a carico dell'autore, con ritorni non stimabili ma vicinissimi allo "stato di perdita". Diciamo che bisognerebbe capire quanto l'impresa vale la resa. Concordo con questa frase:

E' solo la continuità che permette di formare un pubblico.

Ma questo mi porta a pensare che siano indispensabili degli sponsor.

Ho anche io delle perplessità, forse perché ancora non ho presentato un libro, sono curioso di sapere come si intendono superare i problemi prospettati e i futuri di chi ha maggior esperienza nell'ambito può presentare.

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Come giustamente fa notare Mid, bisognerebbe individuare più luoghi, ognuno dei quali adatti al genere di romanzo, e quindi di pubblico, che si vorrebbe promuovere. Un libro di cucina non può essere presentato allo stesso modo di un horror-splatter.

 

Inoltre, trovare lo spazio non è sufficiente, ci vorrebbe un minimo di ufficio stampa, ovvero di qualcuno che metta in moto tutta una serie di accorgimenti per dare risalto all'evento. Tipo:
• avvisare con il giusto anticipo i media locali dell'evento e richiamare almeno un'altra volta;

• stampare e distribuire locandine e flyer nei dintorni del ritrovo, almeno una settimana prima;

• trovare un presentatore, a cui va fornito con molto anitcipo il libro e tutto il materiale che occorre per prepararsi, come la bio dell'autore, note sulla casa editrice, ecc.

 

Altri dubbi sparsi:
• se un autore si prende da Reggio Calabria per andare a Cesena, avrà bisogno almeno di un pernotto: chi gli trova la sistemazione?

• alla presentazione bisogna che sia presente un certo numero di copie del romanzo: chi si occupa di farle arrivare?
• dici che aperta la strada, possono seguire altri autori. Non è detto. Se trovi qualcuno disponibile a presentare una prima volta, magari poi si scoccia se cominci a mandargli un autore a settimana.

 

In ogni caso, mi sembra che per l'organizzatore in loco ci sia un sacco da fare. Non so se si riesce a trovare la persona giusta, che si renda disponibile gratis, in ogni città.

 

Organizzare una presentazione non è semplice. Se si fa male, ti trovi due persone come pubblico, una delle quali si è sbagliata e non ha capito di cosa si parlava (mi è successo); se l'organizzi bene ci vuole parecchio tempo e anche un minimo d'investimento.

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Ospite Strix

Non so... anche il contesto degli "appassionati al genere" non lo vedrei tanto promettente.

Ho lavorato per 4 anni proprio in uno di quei negozi specializzati nella vendita di fumetti e giochi di ruolo.

Qualche presentazione l'abbiamo pure fatta (di romanzi fantasy e di fantascienza, anche di qualche gioco di ruolo e fumetto); ma la gente che arrivava nella saletta adibita, nonostante i cartelli 100x70 e le pile di libri, chiedevano per quale motivo avessimo spostato i tavoli di Warhammer.

Domenica scorsa, poi, qui a Cagliari, c'è stata una "convention" di giochi e fumetti. La domenica era in programma la presentazione di una saga fantasy ambientata in sardegna (vabbhe). Io tutta questa attenzione e trepidazione, intorno all'evento, non ce l'ho vista, nonostante fosse stato ampiamente pubblicizzato, anche sul sito e sulla pagina facebook della fiera. C'era un bel palco, un sacco di sedie, una bellissima location ma... la gente si prendeva le sedie per assistere alla soporifera presentazione del dojo di kendo (o probabilmente per riposarsi un pò all'ombra).

A parte "l'investimeto" da parte della libreria/fumetteria/associazione, che non tutti (quasi nessuno) sarà disponibile ad affrontare, siamo sicuri che all'autore convenga prendere, spendersi i soldi del viaggio, magari del soggiorno (a meno che qualcuno non lo ospiti), per poi vendere una o due copie del libro?

Se non hai alle spalle qualcuno che si sobbarchi le spese di promozione (aka gigantesca casa editrice, convinta che tu possa farle guadagrane un fracco di soldi), può diventare un bagno di sangue.

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Quello è vero, alla fine l'autore dovrà sobbarcarsi quasi tutte le spese se non ha alle spalle qualcuno. E forse questo è il problema maggiore.

 

Ma Strix, tu dove hai lavorato? :grat:

Il comportamento che riporti io non l'ho mai trovato. :sss: (a parte la gente che si lamentava dello spostamento dei tavoli di Warhammer, quello sì :asd: )

Io ero un frequentatore di fumetterie e ludoteche, e ricordo che ad ogni presentazione o incontro c'era sempre uno sfracco di gente. In uno dei negozi in cui ero un cliente affezionato c'era addirittura una compagnia di giocatori di ruolo, una dozzina di ragazzi, che venivano sempre in massa a qualsiasi evento, fosse una presentazione di un nuovo fantasy, l'incontro con un disegnatore locale di fumetti, un torneo di Magic, un cantante folk che vendeva i suoi dischi o un autore giapponese di romanzi semi-sconosciuti da noi che chissà come conosceva il proprietario.

E anche negli altri negozi era sempre ressa, o quasi (comunque difficilmente si andava sotto le 12-15 persone).

 

Non so, forse è solamente questione di zone. :sss:

E magari anche di tempi andati, io parlo ormai di una decina di anni fa.

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@Mid: E magari anche di tempi andati, io parlo ormai di una decina di anni fa

 

eh già, anche nelle librerie fino a tre o quattro anni fa c'era molta più gente...

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Leggendo i vostri interventi risulta evidente una sfiducia in generale sull'utilità di andare in giro a presentare un proprio libro, Soprattutto per un autore sconosciuto e che abiti lontano (quindi con maggiori spese a carico).

 

Non sono certo io a contestare questa cosa che è vera nel 90% dei casi (il ritorno può sempre essere parametrato in modo diverso a seconda delle strategie e degli obiettivi adottati). Ma questo non per l'esistenza o meno della rete che sto proponendo. 

Questa è la situazione attuale.

 

La rete vuole solo facilitare le presentazioni e gli autori che vogliano andare in giro a farle. E che ci credono ancora. Autori che in fondo cercano un contatto diretto con il loro (futuro/potenziale) pubblico a prescidere dalle copie che venderanno.

 

Per cui un autore, maggiorenne e vaccinato, si farà i suoi due conti e molto probabilmente non riterrà opportuno partire da Reggio Calabria per andare a presentare un libro ad Aosta. Fossi il referente di Aosta sarei il primo a sconsigliarlo. Fossi il referente di Aosta potrei spiegare a questa persona che il fantasy o il thriller o qualsiasi altro genere non va. O che magari va parecchio quest'altro genere, ma può aspettarsi un pubblico di massimo 20 persone. Posso dirgli che la stampa locale solitamente segue questi incontri o che non lo fa neanche se li vieni a prendere a casa puntandogli una pistola alla tempia. Per cui non si sbatta troppo con l'ufficio stampa.

 

Se poi Tizio di Reggio Calabria ha degli amici ad Aosta o una vecchia fiamma che non vede da tempo o semplicemente ha in programma anche una settimana bianca perchè sulla Sila non c'è molta neve, beh si metterà in contatto con il referente di Aosta e i due cercheranno di capire insieme cosa si può fare e cosa no.

Non abito ad Aosta e non posso dire quali opportunità ci possano essere in quella città.

 

Spiegata in altri termini, i referenti di fatto sono solo dei facilitatori, delle persone disposte a dare una mano ad altri autori che abbiano pianificato il loro tour promozionale o che abbiano intenzione di farlo. Ognuno contribuendo come può (non in denaro ma in servizi/favori/suggerimenti/contatti).

Si suppone che questi referenti/facilitatori abbiano quel bagaglio di informazioni e contatti utili perchè siano loro stessi degli autori e che quindi in qualche modo abbiano presentato (o abbiano intenzione di farlo) un libro nella loro città. Possono tenersi per sè quelle informazioni o condividerle con altri autori. Ognuno farà le sue scelte.

 

L'idea è quindi di creare una mappatura di persone che possano dare una mano. Poi ognuno lo farà come riterrà opportuno, Anzi ognuno spiegherà anche cosa può fare e cosa no.

 

Non si può pretendere che sia il referente a sobbarcarsi delle spese. Il referente è uno che darà una mano, ma non potrà essere lui a fare le locandine del vostro libro. Magari quelle le fate voi  e gliele mandate in pdf e lui potrebbe stamparne qualcuna in digitale coprendo il costo o con un piccolo sponsor o con fondi della biblioteca se questa fa un po' suo il ciclo di presentazioni. Oppure dirvi " se vuoi te le stampo, ma ti copri tu la spesa".

Oppure "se me ne spedisci una decina, so dove metterle. Non mandarmene di più che non avrei neanche il tempo di attaccarle."

 

Lo stesso per l'ufficio stampa. Il refente potrebbe avere i contatti dei giornalisti, ma il comunicato stampa, beh quello lo dovrà fornire l'autore.

A questo punto le possibilità sono due

1) o l'autore ha un suo ufficio stampa e quindi sarà quello a fare il lavoro

2) o l'autore non ce l'ha e in qualche modo dovrà organizzarsi. Scelte. Investimenti. Ma che vanno a prescindere da questa iniziativa.

 

Il referente potrebbe indicare all'autore un possibile presentatore o magari se in grado e se la cosa gli piace, presentare lui stesso  ecc. 

 

Poi può essere che il referente invece riesca a raccogliere due euro da sponsor/assessorato/biblioteca e quindi organizzare un ciclo di incontri e quindi farsi carico di una serie di cose (location, locandine, presentatore, ufficio stampa), perchè a quel punto è lui che presenta un appuntamento e quindi ha interesse a promuoverlo.

Sicuramente questa opzione è quella che secondo me può portare più frutti. Ovviamente è la più complessa.

 

Il referente può anche dire all'autore: "Guarda io in biblioteca organizzo un martedì sì e uno no delle presentazioni di libri di fantascienza. Il tuo non lo è, ma se vuoi conosco quelli che organizzano un caffè letterario e potrebbero essere interessati,"

 

E' ovvio che tutto questo non può generare miracoli, Può solo facilitare chi voglia andare in giro a presentare il suo libro e credo anche instaurare delle utili collaborazioni.

L'alternativa è lo stato attuale. Ognuno per sè... e un manipolo di lettori per tutti  : Rolleyes :

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Lorenzo,

quello che tu in realtà cerchi sono tanti club di lettori sparsi sul territorio nazionale disposti a sentirsi presentare, di volta in volta, libri di autori diversi.

Parlo di "club di lettori" perché sono probabilmente gli unici disposti ad aggregarsi regolarmente intorno a simili eventi che riguardano autori mai sentiti e pubblicati, per lo più, da piccoli editori.

 

Ché poi una simile aggregazione possa avvenire attorno alla ludoteca di turno è anche possibile, ma si tratta sempre di gruppi in qualche modo specializzati (analogamente al club di lettura) e che hanno già modo di riunirsi, con regolarità o meno, per altri fini rispetto alla presentazione del libro del momento.

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Sicuramente i club di lettori possono essere un target, probabilmente quello che può dare più soddisfazioni.

 

Però quello che vorrei far capire è che non sto proponendo una formula che vada bene per tutte le realtà.

Cioè in ogni città o borgo di questo variegato paese ci possono essere delle dinamiche differenti e solo chi abita in loco può avere un'idea di come muoversi per intercettare un certo interesse.

 

A questo punto ognuno può fare per sè dove abita e arrancare se deve presentare un libro "fuori casa", oppure condividere informazioni, contatti ed esperienze. Secondo me la seconda opzione è quella che può allargare l'orizzonte.

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Si potrebbe fare così: ogni utente interessato potrebbe stendere una "lista" di posti in cui potrebbe avvenire una presentazione/lettura/evento/qualsiasi cosa, con tipologia di evento possibile, indicazione geografica e contatti effettivi dell'utente in questione con i gestori di quel posto.

Per esempio:

 

- Utente: Mid

- Circolo di Gioco Zappatrocchio - località: San Gevacchio sul Po (MI) (fantasy, horror, fantascienza)

possibili letture o presentazioni;

incontri regolari con 10-11 presenti;

conosco il presidente e altri membri.

 

Poi se uno volesse approfittarne potrebbe chiedere informazioni all'utente in questione, senza impegno ovviamente (per evitare che chi posta un possibile contatto sia costretto a fare i salti mortali).

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ecco, mi sembra un buon inizio.  :thumbup:

 

Immaginate 10 contatti nell'area milanese e un autore che abita in zona e che quindi si trova già una serie di possibili posti dove andare a presentare il suo libro. Io neanche conoscevo San Gevacchio sul Po.

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Infatti non esiste, era un nome inventato per l'esempio. :asd:

Non vorrei che qualcuno mi contattasse per avere i riferimenti del circolo di gioco Zappatrocchio. :asd:

 

Però volevo far passare il concetto. :)

Modificato da Midgardsormr

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Ospite

L'idea è accattivante, amo il contatto con la gente, però (c'è sempre un però eh eh) è mia opinione che si parla di piccoli ritrovi e no di eventi culturali di un certo richiamo. Penso che l'unica strada percorribile sia la "piazza virtuale", di cui si parlava in un altro topic, sappiamo tutti che purtroppo il web è più frequentato di certi "circoli", anche come varietà di utenza, quindi se riuscissimo a fare una recensione "nostra" dei siti e blog che ospitano queste iniziative, dove ci sia la possibilità di interagire con i lettori, avere una discreta visibilità, si potrebbe raggiungere lo stesso obiettivo diversamente. Naturalmente niente in contrario a una promozione vis a vis ma per raggiungere davvero tutti non si può trascurare un ottimo mezzo d'informazione quale è il web (anche perché per pubblicizzare questi "incontri" non penso si usi solo il giornale locale).

Per quanto riguarda i siti che ospitano gli esordienti, aspettiamo ancora una sezione da parte del WD :-)

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assolutamente d'accordo. Ma una cosa non esclude l'altra. L'obiettivo finale è creare dei canali, siano essi virtuali o "fisici".

Se poi uno ha pubblicato un ebook credo che il web diventi ancora più importante.

Poi l'autore decide quali strade percorrere per fare la sua promozione. Ma un percorso aiutato gli può far risparmiare tempo ed energie che sicuramemte possono essere messe a profitto in altro modo.

 

Alla fine una cosa tira l'altra. Magari a un incontro non vendi un libro ma conosci un blogger che ti recensisce. Tutto è possibile.

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Ho letto con molto interesse l'idea di Lorenzo e la discussione che ne è seguita. Come detto da Midgardsormr, ogni libro andrebbe promosso nel posto ad esso più congeniale per assicurare un buon seguito e trovo utile la proposta delle "liste di posti". Quanto al discorso sull'eccessivo dispendio sia in termini economici sia di tempo da parte dell'autore, sicuramente ci sarebbe se si parla di un "tour" nazionale, ma creare una rete di contatti faciliterebbe anche chi da Reggio Calabria non vuole arrivare fino a Cesena ma piuttosto a Crotone, una meta decisamente più vicina ma che magari non sarebbe stata raggiunta senza questo network. Per fare un esempio, se Pincopallino è un autore di Napoli e non è interessato a fare una presentazione a Venezia perché è troppo scomodo e lontano, magari sceglie dalla "lista" una località più facilmente raggiungibile, tipo Roma, mentre il posto a Venezia risulta utilissimo per Tizio che è di Bologna.

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Al circolo Zappatrocchio ci voglio assolutamente fare una presentazione. Non so di cosa, ma la voglio fare.

questa volta non mi freghi: arrivo in anticipo e mi siedo in prima fila!

 

*inizia a cercare il circolo Zappatrocchio su Google maps*

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Non me la perdoni di essere sgusciato via in fretta e furia, vero?

Ma figurati! Non mi perdono di essere stato così idiota da distrarmi a guardare i tipi che dovevano entrare nella sala blu! Tu non sapevi nemmeno che ero in sala, io invece sapevo che dovevi rientrare in serata e sono riuscito nell'ordine a:

1) sorbirmi un dibattito che non mi interessava

2) mancare te

3) mancare la conferenza di Benni

faccio la battuta per sorridere un po', ma in realtà il c. sono io!

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