Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Nanni

Ultima mano

Post raccomandati

Commento: Aliti di voce

E alla fine avrò perso, gli ultimi gettoni di tempo
esauriti in una finale improvvida giocata
che nemmeno pensavo di giocare.
E non importano le carte strette tra le dita
che siano esse un full o un poker, persino
una scala reale di quadri o di cuori sarà uguale:
il banco avrà avuto di meglio. Cambieranno
le luci, costringendoti a stringere gli occhi
abbagliati dal chiarore improvviso
mentre gli appositi addetti in divisa inizieranno
a pulire la sala per domani e per il prossimo
giocatore.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La vita come una partita a poker, il tempo che ci resta come le fiches.

Non sono un giocatore accanito ma il poker lo conosco bene: con la scala reale sai che è impossibile non vincere. E proprio per questo "vai a vedere", anche se pensavi di non farlo.

Ma ci hanno fregati: sarà sempre il banco a vincere. E non perché bari ma perchè abbiamo creduto, sbagliando, che il senso di tutto fosse nel giocare.

Il problema sono quelle carte che stringiamo in mano: abbiamo basato la nostra vita sulla loro combinazione, attendendo finalmente una mano buona.

Ma non è su quelle che verrà pesato ciò che abbiamo fatto.

Le vere regole, le regole davvero importanti, non sono quelle del tavolo dove ci siamo giocati tutto ma rischiamo di capirlo solo in quel chiarore improvviso, nell'istante in cui sarà troppo tardi per tutto, tranne che per capire che la stessa sala, lo stesso banco, ospiteranno qualcun altro come noi.

Non posso che vederci un profondissimo senso sacro.

 

Per quanto riguarda la forma trovo una gradevolissima commistione fra il lirico e - permettimi - il recitativo (dove con un pronome o una preposizione spezzi un poco il ritmo ma rendi più chiaro e leggero - discorsivo - il verso).

 

Complessivamente un'allegoria davvero molto ben riuscita.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Una struttura molto semplice però di un'efficacia sorprendente. Metrica fluida e senza troppe allusioni o allegorie. Una semplice partita di poker, che sembra però iniziata da molto tempo, un gioco che continua il tuo, nonostante tu sappia già di perdere. Mi sembra di percepire una sorta di rassegnazione in quella frase in cui affermi la tua sconfitta, nonostante la tua mano sia impossibile da battere, ma nello stesso tempo sembra che il reset dell'ambientazione apra la strada ad sorta di fiducia nella prossima partita, dove sono sicuro tu stesso sarai nuovamente il giocatore. Mi è molto piaciuta per la sua semplicitá e scorrevolezza. Che la tua sfida continui...e buona fortuna.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

Le vere regole, le regole davvero importanti, non sono quelle del tavolo dove ci siamo giocati tutto ma rischiamo di capirlo solo in quel chiarore improvviso, nell'istante in cui sarà troppo tardi per tutto, tranne che per capire che la stessa sala, lo stesso banco, ospiteranno qualcun altro come noi.

Mi fa molto piacere leggere questa frase perché è molto vicina alle mie intenzioni. Giochiamo la nostra partita, facciamo del nostro meglio, ma il finale è già scritto, e non fa parte delle regole del gioco. Semmai sono le regole "della casa"; che a una certa ora chiude e ti sbatte fuori.

ma nello stesso tempo sembra che il reset dell'ambientazione apra la strada ad sorta di fiducia nella prossima partita, dove sono sicuro tu stesso sarai nuovamente il giocatore.

Non ne sono proprio sicurissimo, ma se me ne viene data l'opportunità certamente mi rimetto a giocare. Va da sé

Vi ringrazio molto per la lettura e l'apprezzamento.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Molto buona. Una poesia forte, dal bell'incedere prosaico ma comunque dotata di un ottimo ritmo. Contenutisticamente mi piace tantissimo, ha un bell'aspetto torbido-ma-non-troppo, e l'ondeggiare sempre intorno a questa sorta di metafora del poker funziona. Non spicca di originalità, ma non importa, perché si lascia leggere con molto piacere e in qualche modo è una lettura che può anche lasciare il segno. In alcuni punti ci sono degli intoppi - quando scivoli troppo nella prosa - ma credo che certe cose siano risolvibili. Sembri avere uno stile tutto tuo, vicino alla poesia contemporanea. E questo è un bene, un gran bene.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Contento di risentirti Neuro. E grazie mille sia per gli apprezzamenti che per gli appunti, che terrò nella massima considerazione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×