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MrBungle

Case editrici Cinesi?

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Sì, avete letto bene, proprio CINESI. :asd:

 

Sembra che lì, al contrario dell'Italia, si legga davvero parecchio tra le nuove generazioni, soprattutto su ebook.

Molte CE italiane stanno cedendo i diritti dei propri libri in Cina.

Se conoscete qualcuno che mastica il cinese, potete provare a proporvi lì, sembra che gli italiani siano molto apprezzati!

 

http://blog.booksprintedizioni.it/news/item/139-cina-scrivere-conviene

 

 

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Da ragazza cinese rispondo.

Non è tutto rose e fiori neanche lì. Certo gli esordienti che vengono letti sono di più, ma bisogna comunque trovare il tempo per farsi pubblicità, rendersi noti tra il mare di libri che pubblicano ogni giorno.

Ci sono particolari siti come TheIncipit, che permettono di pubblicare la propria opera a puntate. Solo che si firma un contratto con delle condizioni poco accettabili a parer mio. Bisogna scrivere un tot di caratteri ogni settimana.

La concorrenza è elevata, ma non sempre quello che pubblica più capitoli alla volta sia il più visibile.

Ogni autore ha possibilità di guadagnare crediti e visibilità, ogni volta che si viene letti. I crediti si possono convertire in denaro.

Questo si trattava del 2011, quando mi informai su come pubblicare in Cina.

 

A livello di editori, ci si fa affidamento per lo più ad agenti letterari. Sono pochi gli autori che inviano direttamente i propri lavori.

In particolare, è possibile divenire famosi tramite web per poi essere contattati dalle case editrici...

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Che mondo affascinante... Ma immagino quanto sia difficile fare una traduzione fedele di un testo. Si rischia, ad affidarsi a qualcuno non specializzato, di ritrovarsi con un prodotto completamente diverso da quello con cui si è partiti a parer mio. 

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Da ragazza cinese rispondo.

A livello di editori, ci si fa affidamento per lo più ad agenti letterari. Sono pochi gli autori che inviano direttamente i propri lavori.

In particolare, è possibile divenire famosi tramite web per poi essere contattati dalle case editrici...

Però sarebbe interessante... Sono apprezzati i gialli?

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Mi sfugge qualcosa, quell'articolo mi pare ripreso da uno più ampio di panorama, e opportunamente hanno omesso un dettaglio che lascia perplessi. Ecco il testo:

"L'ultimo taoista", ha venduto più di duecento milioni di copie. Coltivata come passatempo, la passione per la scrittura si è trasformata all'improvviso in una fonte di successo e guadagni. Perché le case editrici che gestiscono gli autori che pubblicano solo in rete garantiscono loro il 60% degli incassi. E grazie a "L'ultimo taoista" Xia Yi ha già incassato decine di migliaia di euro. In meno di due anni."

 

Vende 200 milioni di copie e incassa decine di migliaia di euro???

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Effettivamente non ci può stare: il sessanta per cento su trenta centesimi sono venti centesimi circa. Se vendi duecento milioni di copie guadagni comunque quaranta milioni di euro... A meno che i prezzi in cina siano molto ma molto più bassi di così...

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Però sarebbe interessante... Sono apprezzati i gialli?

Più o meno. La maggior parte degli giovani legge fantasy, urban fantasy e mainstream. Il giallo è prediletto molto dalle parti di Hong Kong sotto forma di drama. Credo comunque che il pubblico di gialli sia più ampio rispetto all'Italia.  

Dovete calcolare che il prezzo di copertina dei libri è molto basso. Per un libro cinese il prezzo varia da 2 yuan a 100 yuan, mentre i libri importati dall'America (per lo più best seller) da 100 in sù. Considerate che 8 yuan sarebbero circa 1 euro.

Per un autore esordiente sarebbe difficile vendere un libro al prezzo italiano, molto difficile. Per quanto le novità siano apprezzate, occorre un buon marketing.

Direi che la cosa più semplice sarebbe pubblicare con uno dei siti che offrono la lettura settimanale e cominciare da lì, facendosi conoscere e apprezzare. Per poi mirare a un target più ampio.

Una community di questo tipo conta milioni di visite al giorno e consente visibilità e un certo senso guadagno. (Naturalmente senza considerare le condizioni imposte di dover pubblicare ogni settimana qualcosa pur di non perdere la visibilità acquisita)

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