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Sara90

Non pensare non senta

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la vita degli altri nella nostra vita, il loro mondo nel nostro mondo, lo viviamo sottilmente, quasi senza accorgercene, poi d'improvviso un click e ci guardiamo dentro, ci guardiamo intorno...

E vedo

in un tempo la storia,

in un luogo la fine.

bella poesia :flower:

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Una poesia davvero bella e riflessiva.

Mi è piaciuto molto la ripetizione della parola "pensa"

E anche io ho adorato gli ultimi tre versi.

A rileggerci!

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La percezione di cui parli nella poesia è una percezione che si estende nel tempo e si dilata - sembra l'evocazione di una Guardiana della Soglia o di una Parca compassionevole che sa del destino degli uomini.

Tra le tue più belle.

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Ospite Anna.Denny H

Ciao, a me fa pensare ad una ragazza che si rifiuta di pensare alla sofferenza che la circonda e si sofferma sul passato, ricordando i luoghi vissuti.

Spero e penso, da bambina felice e spensierata, poi probabilmente per "fine", intende una delusione d'amore (?)

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Hai acquisito una musicalità molto bella. Tu, Sara, stai percorrendo le strade della Poesia nel migliore dei modi. Evolvi il tuo stile, rendendolo sempre più riconoscibile, e rimanendo costantemente fedele ai tuoi gusti e a quei connotati che, pian piano, appaiono sempre più nitidi. Questa poesia mi piace tanto. Tecnicamente è perfetta. Le anfore io non le utilizzo quasi mai, ma a leggerti mi è venuta la voglia. È criptica il giusto. È scorrevole il giusto. Forse manca un po' l'impatto, il colpo che poi te la fa rileggere. Ma insomma.

Bene bene (per citare il compianto Strama).

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Grazie a tutti per i commenti :ohh: 

@Anna: con la delusione amorosa sei un po' fuori strada. Questa poesia parla della vera e propria percezione (so che forse il tema è un po' pesante). La soggettività non solo dei sentimenti, ma anche dei colori, del mondo che insomma ci circonda. Il mondo fenomenico che non è più tale, perché riportato a un livello di trascendenza e attribuito alla percezione del singolo. Gli ultimi versi si riferiscono poi alla tendenza  (proveniente dalla cultura) a vedere in un luogo tutto ciò che è stato, a vedere qualcosa per il proprio passato. Per quanto riguarda il tempo e la fine, si segue lo stesso ragionamento, ma al contrario. Nel tempo presente si vede ciò che qualcosa sarà e - inevitabilmente - se ne vede la fine. I termini li ho poi incrociati per sottolineare la correlazione che c'è tra le due "visioni". 

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Non mi intendo di poesia, ma volevo dirti ugualmente che mi piace moltissimo.

Adoro tu abbia trattato in modo non angoscioso la sensazione di non sentirsi compresi - tu l'hai chiamata soggettività, io ho visto anche questo e forse sbaglio. E' originale e profonda, complimenti.

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È un po' che non entro nel forum e quindi un po' che non faccio commenti, ma ti trovo in gran forma. Il mondo come rappresentazione personalizzata è una tema ricco di contenuti in cui ci si può sbizzarrire abbastanza. Intelligente la ripetizione del "pensa" come a scandire i versi, crea tensione e aspettativa. Forse tutto rimane un po' troppo trascendente e quindi la poesia rimane un po' sospesa, come un accordo musicale che ha bisogno di un altro accordo per risolversi. In ogni caso niente male. Se ti ho commentato dopo tanto vorrà dire qualcosa no?

Saluti

VelvetA

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Commento --> http://www.writersdream.org/forum/topic/16815-notte-insonne/

 

 

 

 

 

Non pensare non senta

l'angoscia della vita

di chi mi è intorno. Pensa:

non so se il tuo mondo

sia come il mio. Pensa:

la mia percezione 

ricade per i luoghi,

i tempi del passato.

E vedo

in un tempo la storia,

in un luogo la fine. 

 

 

Grazie a tutti per i commenti :ohh:

@Anna: con la delusione amorosa sei un po' fuori strada. Questa poesia parla della vera e propria percezione (so che forse il tema è un po' pesante). La soggettività non solo dei sentimenti, ma anche dei colori, del mondo che insomma ci circonda. Il mondo fenomenico che non è più tale, perché riportato a un livello di trascendenza e attribuito alla percezione del singolo. Gli ultimi versi si riferiscono poi alla tendenza  (proveniente dalla cultura) a vedere in un luogo tutto ciò che è stato, a vedere qualcosa per il proprio passato. Per quanto riguarda il tempo e la fine, si segue lo stesso ragionamento, ma al contrario. Nel tempo presente si vede ciò che qualcosa sarà e - inevitabilmente - se ne vede la fine. I termini li ho poi incrociati per sottolineare la correlazione che c'è tra le due "visioni". 

 

 

Non ti ho commentato spesso e questo, probabilmente, perché gli argomenti che tratti o il modo in cui lo fai non mi hanno sempre colpito. In parte, a quanto pare, anche per l'ermetismo che ti è proprio: non avrei compreso quello che spieghi e che ho quotato, non del tutto; forse perché non ho seguito il tuo intero percorso?

 

In questo caso, tuttavia ho creduto di trovarci qualcosa, qualcosa di comune, di condivisibile. 

 

L'angoscia della vita in senso filosofico, kierkegaardiano, l'inadeguatezza, cioè, di fronte all'imponenza della responsabilità dovuta alle scelte che caratterizzano inevitabilmente la vita ma anche il senso di miseria, tristezza, inadeguatezza, malinconia che tratteggia la vita di molti o, forse, intimamente, l'intero genere umano. 

Il sottolineare la differenza delle esperienze individuali e, forse, sì, il tuo mondo è diverso dal mio, come forse sarà simile a quello di qualcun altro o, magari, non sarà uguale a quello di nessuno ma, allo stesso tempo, il constatare la presenza di una percezione più ampia che traluce e traspare dall'esistenza stessa, dal mondo e da ciò che ci circonda, da cui la storia stessa sussurra in un gioco di luci e ombre, di costante chiaroscuro. Il constatare che, in fondo, è una diversità irrilevante, anche se io mi spingo a dire che è proprio questa diversità che rende uguali, proprio nella percezione che trasmette l'umanità stessa, il genere umano, la sua essenza, la vita. Anche io, complice il mio mestiere e la città in cui vivo e il modo in cui la percepisco, spesso trovo nei luoghi e nelle persone  e anche negli atteggiamenti le tracce di un passato, di una storia, di un divenire degli eventi, di un trascorso sempre importante a prescindere, spesso, dalla sua storicità. Tempo fa, chiamai questa cosa "trasparenza". 

Io, tuttavia, per una probabile impostazione mentale, tendo a fuggire un futuro che, forse, spaventa, forse, pare segnato e, se mi capita di vedere nelle cose il loro futuro, la loro fine, è spesso più per sfiducia o disprezzo, quindi a una percezione specifica, che non per intrinseca inevitabilità dovuta alla percezione generale che traspare da tutte le cose.

Certo è che, però, una fine incombe su tutto, una fine manifesta e palpabile, nelle cose passate, e una fine più tenue, relegata al concetto del probabile e del possibile, intimamente legati, nelle cose future.

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L'intreccio delle vite in una poesia. Ho trattato anche io questo argomento, più o meno. Mi ha fatto riflettere sugli assurdi umani che hanno occhi così diversi e personalità che però possono intrecciarsi. Bella poesia!

Per qualche motivo, in larga scala, mi ricorda l'analisi pirandelliana della Realtà che diviene assurda e distorta dalle mille esperienze personali e altrui. Sotto questo aspetto, la poesia mi pare completa, in quanto analizza la vita personale e quella dei lettori. Una poesia, comunicativa. Forse non è il mio genere, io cerco di essere molto ermetico ma non mi soffermo su questo aspetto, o almeno non lo faccio più di tanto. Dal punto di vista tecnico la poesia si presenta come un involucro di semplicità pura mista a grande sensibilità. I due elementi fusi assieme portano, chiaramente, alla lettura scorrevole e intuitiva del testo. Secondo me, anche se non ho letto altri tuoi componimenti, potresti migliorare sotto questo aspetto: espandere le tue tematiche cercando ogni senso possibile di analisi sfruttando una poesia leggermente meno semplice ma egualmente sensibile!

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Molto molto molto bella. Poco altro da dire. Con il "pensa" che scandisce il ritmo rendendolo più vorticoso, in qualche modo forse anche un po' più angosciante, e quei tre versi finali: sono veramente ben fatti quei tre versi finali.

Vorrei capire solo una cosa: nel penultimo verso, come dividi in sillabe la parola storia?

Modificato da Nyamekye

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La poesia è molto bella, ma non mi sorprende perché sei tra gli autori di questo forum che preferisco.

 

Questo tuo componimento, come gli altri, ha un grande ritmo e musicalità, anche grazie all'utilizzo dei verbi 'pensa' e 'e vedo', come hanno commentato anche gli altri. Il tema della percezione è sicuramente caro a molti autori e poeti, in fondo lo scrittore è necessariamente un attento osservatore della realtà che lo circonda. Ma quello che apprezzo della tua poetica è che, anche se il contenuto della poesia é semplice o quotidiano (a volte sono delle immagini o piccole storie), è sempre molto originale, emozionante, e fa riflettere. Comunque ci conduci sempre in un pezzo di realtà o di vita, la tua.

Grazie per le tue parole.

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E vedo

in un tempo la storia,

in un luogo la fine.

Questo mi piace moltissimo. Una storia si svolge nel tempo e non ha un luogo, perché in parte avviene qui, in parte lì e comprende necessariamente un viaggio, anche se magari di pochi centimetri. (Ma la terra su cui si svolge in ogni caso è in movimento).

Ma la fine - di una storia - pone fine al tempo del suo svolgimento. Ha quindi un luogo fisso.

Storia e fine sono ortagonali, o quello che corrisponde a ortagonali in una geometria quadrimensionale.

Non sapevo che tu scrivessi di fisica multidimensionale.

Modificato da Nanni

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Questo mi piace moltissimo. Una storia si svolge nel tempo e non ha un luogo, perché in parte avviene qui, in parte lì e comprende necessariamente un viaggio, anche se magari di pochi centimetri. (Ma la terra su cui si svolge in ogni caso è in movimento).

Ma la fine - di una storia - pone fine al tempo del suo svolgimento. Ha quindi un luogo fisso.

Storia e fine sono ortagonali, o quello che corrisponde a ortagonali in una geometria quadrimensionale.

 

 

Quoto. Però si dice ortogonali =D

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Grazie! E' bellissimo non solo leggere i complimenti, ma vedere in quanti vi siete fermati a leggere e a commentare. Grazie per l'attenzione e per le riflessioni :)

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Ospite
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