Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

MaxMick18

Scrivo

Post raccomandati

Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/16690-i-rumori-della-notte/

Scrivo

Le dita si esaltano al toccare la tastiera,

La menta comincia a volare leggera.

Gli occhi splendono di una luce nuova,

La luce di chi, ancora una volta, ci prova.

Scrivo per non piangere, scrivo per urlare;

Scrivo per evadere e libero sognare;

Io scrivo per vivere, scrivo per volare;

Ma scrivo per illudermi, e presto perdo le ali.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La prima quartina sembra rappresentare lo stato di grazia ( l'ispirazione?) nel quale il poeta si trova ( o dovrebbe trovarsi) mentre si accinge a scrivere una poesia. Nella seconda quartina si passa alla prima persona ("scrivo") e il poeta ci permette di capire qualcosa di sè: che è in una "prigione" e scrivendo evade; che la scrittura è essenziale alla sua vita ed è, per lui, il più bel sogno.

Nella prima quartina le frasi si dispongono secondo la corretta forma della frase italiana ( soggetto, verbo...); nella seconda strofa si gioca sulla ripetizione(anafora) il che conferisce un andamento mosso e musicale al componimento. Molto piacevole.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Davvero una bellissima poesia.

Nella prima strofa viene descritto la gioia e la pace con cui il poeta riesce finalmente a scrivere mentre nella seconda il tutto si capovolge e il poeta scrive per evadere da una realtà troppo crudele.

Mi è piaciuto molto questo contrasto tra le due strofe.

Ottima poesia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La menta comincia a volare leggera.

Di solito i refusi capita di doverli segnalare in narrativa, ma visto che ci sono...

Il pronome "io" in una poesia preferisco sempre non trovarlo.

Penso sia superfluo e che addirittura possa spezzare quell'incantesimo che fa immedesimare il lettore: cozzando contro un "io" mi rendo conto che quelle emozioni non sono le mie.

Anche se qui è ritmicamente utile il mio parere è che sia una nota stonata in un componimento che per il resto è apprezzabile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Premetto, di solito, non uso questa struttura di poesia, ma sono affari miei.

Comunque...

La prima quartina, io la ritengo "scintillante", è una quartina felice, felice perché ti trovi davanti a un atto creativo, a un ritorno, a un hobby, a una professione che si ama, a un qualcosa che non da fastidio... Se esistesse come colore il barlume del sole di Domenica mattina, lo userei per rappresentare i primi quattro versi (attento al refuso del "menta")...

Per la seconda quartina, ritengo che l'io certamente spezza il ritmo (in questo caso io avrei messo un'anafora secca), anche se il pronome può essere anche un modo per sottolineare che tu stesso e non altri scrivono per vivere, volare, non piangere, urlare, evadere, sognare....Se esistesse il colore della pioggia d'Aprile che bagna ma non uccide lo userei per rappresentare la seconda quartina.

Importante della poesia è il finale "Ma scrivo per illudermi, e presto perdo le ali"... su questo verso ci si potrebbe scrivere altre duecentomila poesie.

as

P.S.: bravo

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io non ne faccio una questione di ritmo, anzi: sia metricamente che ritmicamente gli ultimi due versi sono ben combinati (io scrivo.../ma scrivo...).

Quindi la mia nota è un vero e proprio dubbio: riguardo il penultimo verso la sostanza non mi piace anche se la forma è buona.

Sottolineo il "mi" perché è un parere tutto mio, una questione di gusto, di... "pelle".

E per ora non tento di darti ulteriori spiegazioni perchè io stesso non so spiegare meglio di quanto (un po' laconicamente) abbia fatto nel mio post precedente.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Davvero una bellissima poesia.

Nella prima strofa viene descritto la gioia e la pace con cui il poeta riesce finalmente a scrivere mentre nella seconda il tutto si capovolge e il poeta scrive per evadere da una realtà troppo crudele.

Mi è piaciuto molto questo contrasto tra le due strofe.

Ottima poesia.

Grazie del commento Mad, sempre troppo gentile!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La menta comincia a volare leggera.

Di solito i refusi capita di doverli segnalare in narrativa, ma visto che ci sono...

Il pronome "io" in una poesia preferisco sempre non trovarlo.

Penso sia superfluo e che addirittura possa spezzare quell'incantesimo che fa immedesimare il lettore: cozzando contro un "io" mi rendo conto che quelle emozioni non sono le mie.

Anche se qui è ritmicamente utile il mio parere è che sia una nota stonata in un componimento che per il resto è apprezzabile.

Ciao qwfwq, grazie di avermi dato la tua impressione. Per quanto riguarda quell'"io" non saprei dirti con certezza perché l'abbia scritto. Ho scritto questa poesia di getto e, pur avendola letta e riletta, non mi e' parso che intaccasse il ritmo. Hai ragione, rende la poesia troppo "mia", ma forse era proprio questo il mio obiettivo (forse perché non lo so io stesso). Probabilmente é un prodotto dello sfogo che ha dato vita a questa poesia: la ricerca di qualcosa (e in questo caso la scrittura) che fosse realmente mio.

Comunque sia, ti ringrazio del consiglio, vedo se riesco a cambiare qualcosa!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Premetto, di solito, non uso questa struttura di poesia, ma sono affari miei.

Comunque...

La prima quartina, io la ritengo "scintillante", è una quartina felice, felice perché ti trovi davanti a un atto creativo, a un ritorno, a un hobby, a una professione che si ama, a un qualcosa che non da fastidio... Se esistesse come colore il barlume del sole di Domenica mattina, lo userei per rappresentare i primi quattro versi (attento al refuso del "menta")...

Per la seconda quartina, ritengo che l'io certamente spezza il ritmo (in questo caso io avrei messo un'anafora secca), anche se il pronome può essere anche un modo per sottolineare che tu stesso e non altri scrivono per vivere, volare, non piangere, urlare, evadere, sognare....Se esistesse il colore della pioggia d'Aprile che bagna ma non uccide lo userei per rappresentare la seconda quartina.

Importante della poesia è il finale "Ma scrivo per illudermi, e presto perdo le ali"... su questo verso ci si potrebbe scrivere altre duecentomila poesie.

as

P.S.: bravo

Grazie dei consigli e dell'attenta analisi, Hendrixsv, il tuo commento mi e' piaciuto molto! Per quanto riguarda l'"io" credo che la risposta che ho dato a qfwfq risponda anche a te.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

No: non sentirti in dovere di cambiare qualcosa.

Io ti ho dato il mio parere e non ti devi nemmeno giustificare. L'hai scritta così, di errori "tecnici" non ce ne sono, è stata anche apprezzata.

Direi proprio che non hai nessun obbligo!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il passaggio dalla 1° alla 2° quartina ( dal generale al caso particolare) definisce l'assunzione da parte del poeta del proprio essere poeta - scrivo - e quell'io del penultimo verso - io scrivo per vivere - sembra a me che ben renda il carattere forte, molto soggettivo e forse non sempre condivisibile di tale affermazione (altri direbbero: io vivo per scrivere, anche).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Molto bella questa poesia :) , sono arrivata tardi nei commenti mi ripeterei facendo comunque un sunto di quello che hanno già detto, per l' "io" credo sia qualcosa di soggettivo, ad esempio a me non ha disturbato perchè mentre leggevo quell'io ero io e non il poeta, come se la poesia l'avessi scritta io, non so se mi spigo, leggendola invece cercando di intepretare cosa voleva dire l'autore il discorso cambia e quell'io diventa un lui. A rileggerti

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao MaxMick18,

Ho trovato questo tuo componimento molto onesto.

Ho apprezzato molto la tua seconda quartina.

"Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l'avere davvero qualcosa da dire." Come disse Paul Brulat.

Personalmente ho trovato che tu quel qualcosa da dire ce l'avessi, e la condivido pienamente. La consapevolezza che scrivere è un'evasione, dalla realtà forse troppo crudele, ma scrivere è anche vita. La malinconia dell'ultimo verso rende reale l'intera poesia. La perdita delle "ali" da parte dello scrittore lo fa apparire agli occhi del lettore un po' meno sognatore di quanto in realtà non sia.

Un'opera sincera.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Molto bella questa poesia :) , sono arrivata tardi nei commenti mi ripeterei facendo comunque un sunto di quello che hanno già detto, per l' "io" credo sia qualcosa di soggettivo, ad esempio a me non ha disturbato perchè mentre leggevo quell'io ero io e non il poeta, come se la poesia l'avessi scritta io, non so se mi spigo, leggendola invece cercando di intepretare cosa voleva dire l'autore il discorso cambia e quell'io diventa un lui. A rileggerti

Grazie Sabry, ero ansioso di sapere cosa ne pensassi! :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao MaxMick18,

Ho trovato questo tuo componimento molto onesto.

Ho apprezzato molto la tua seconda quartina.

"Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l'avere davvero qualcosa da dire." Come disse Paul Brulat.

Personalmente ho trovato che tu quel qualcosa da dire ce l'avessi, e la condivido pienamente. La consapevolezza che scrivere è un'evasione, dalla realtà forse troppo crudele, ma scrivere è anche vita. La malinconia dell'ultimo verso rende reale l'intera poesia. La perdita delle "ali" da parte dello scrittore lo fa apparire agli occhi del lettore un po' meno sognatore di quanto in realtà non sia.

Un'opera sincera.

Grazie della risposta Melissa!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi ha rapito. Non lo so se questo atteggiamento stilistico tanto naif sia voluto, ma io sono un patito della letteratura naif - specialmente della poesia di autrici come Vivian Lamarque - e questo testo quindi mi ha colpito in pieno. Vorrei leggere qualcos'altro per capire dunque se questa semplicità genuina sia frutto di una vera ricerca stilistica per collocarsi all'interno di un percorso filologico, oppure se è un tuo modo di scrivere così naturale.

Se cominci a curare un altro po' la tecnica e mantieni questo spirito - questa attitudine - semplice e lineare, beh, ne vedremo delle belle.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi piace e concordo quanto detto da Melissa. Sembra che queste cose siano scontate per aspiranti e scrittori ma bisogna riuscire a entrare nello specifico della questione come ha scritto Malina e che ci sono quelli che lo fanno perché è il loro carro per andare avanti o passatempo mentre per altri è proprio un rifugio, un modo per evadere dalla triste realtà. Più importante sottolinea che noi scrittori siamo sognatori e vogliamo cadere nell'illusione. Mi piace anche il fatto che hai messo nero su bianco un concetto davvero semplice che quasi tutti noi pensiamo ma che non lo trascriviamo e questo rende la poesia davvero bella! A rileggerti! :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi ha rapito. Non lo so se questo atteggiamento stilistico tanto naif sia voluto, ma io sono un patito della letteratura naif - specialmente della poesia di autrici come Vivian Lamarque - e questo testo quindi mi ha colpito in pieno. Vorrei leggere qualcos'altro per capire dunque se questa semplicità genuina sia frutto di una vera ricerca stilistica per collocarsi all'interno di un percorso filologico, oppure se è un tuo modo di scrivere così naturale.

Se cominci a curare un altro po' la tecnica e mantieni questo spirito - questa attitudine - semplice e lineare, beh, ne vedremo delle belle.

Ciao (n)Euro, mi fa piacere che ti sia piaciuta la poesia! Saro' sincero: non sapevo neanche dell'esistenza di un poesia naif. E' la musicalita' e l'espressivita' delle parole che mi guida, anche se so che il mio lessico non e' molto ricercato (e considero ció un mio punto debole). Comunque, mi farebbe molto piacere cosa ne pensi delle altre poesie che ho postato, pur cui, se hai un pó di tempo libero, dacci un'occhiata!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi piace e concordo quanto detto da Melissa. Sembra che queste cose siano scontate per aspiranti e scrittori ma bisogna riuscire a entrare nello specifico della questione come ha scritto Malina e che ci sono quelli che lo fanno perché è il loro carro per andare avanti o passatempo mentre per altri è proprio un rifugio, un modo per evadere dalla triste realtà. Più importante sottolinea che noi scrittori siamo sognatori e vogliamo cadere nell'illusione. Mi piace anche il fatto che hai messo nero su bianco un concetto davvero semplice che quasi tutti noi pensiamo ma che non lo trascriviamo e questo rende la poesia davvero bella! A rileggerti! :)

Grazie mille!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×