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Pawn371

Mondi fantasy

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Qualche domanda rivolta agli scrittori di fantasy del sito.

Come create il vostro mondo fantasy di riferimento? Come disegnate la mappa? Come gestite la questione della durata degli spostamenti da un luogo all'altro per non incorrere in errori?

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Per le "mappe", be'... tutto dipende da cosa si ha in testa.

Spesso mi sono accorto che in ambito fantasy la geologia ha poco o nessun peso durante la stesura della conformazione del mondo.

Cosa che francamente non apprezzo molto: trovare mondi suddivisi "a spicchi" tipo agrumi, senza nessuna spiegazione scientifica (qualcuno ha detto Licia Troisi?), mi fa venire un certo prurito. La stessa reazione ce l'ho quando vedo mappe che affiancano deserti sabbiosi a pianure fertilissime, o quando leggo di catene montuose molto recenti che non possiedono neppure un vulcano, il tutto senza nessuna spiegazione all'interno della storia.

D'altra parte posso ammettere mappe con scarsa attenzione topografica laddove sia possibile leggere un chiaro riferimento simbolico: non mi creerebbe nessun problema leggere di un Fiume Nero che scorre in un sabbioso Deserto Rosso fino a giungere alle innevate Distese Bianche se avessi tra le mani un'opera basata sull'alchimia.

L'importante, insomma, è che ci sia un criterio sotto la topografia di un mondo fantasy, e che i luoghi non siano semplicemente messi lì "a caso".

D'altra parte io ai classici "mondi" con la classica "mappa fantastica" preferisco mondi più articolati e meno scontati (da L'Orda del Vento di Damasio, all'intramontabile Dune di Herbert, passando per Queste Oscure Materie di Pullman, che non necessita neppure di una mappa).

La questione degli spostamenti è stata già affrontata nei topic di "viaggio" di questa sezione (se cerchi un po' le dovresti trovare).

Per dare un'idea, un uomo si muove, in pianura senza ostacoli, a circa 5-6 km/h se non eccessivamente carico e se viaggia solo o con pochi compagni.

Quindi un uomo copre in un giorno circa 40 km marciando per 6-8 ore.

Ovviamente i terreni accidentati diminuiscono questa velocità, riducendola a 1/2 o addirittura 1/3 del normale (fino a 1/10 nei casi peggiori, come l'attraversamento di un terreno pesantemente innevato o il superamento di catene montuose senza valichi).

Allo stesso modo il viaggio in un gruppo numeroso, specie per persone non addestrate, è più lento (per questioni organizzative e logistiche), mentre per gente addestrata la velocità è simile a quella normale (le legioni romane, se non ricordo male, coprivano poco più di 30km al giorno durante una marcia non forzata).

Allo stesso modo il carico da portare può limitare di molto la velocità.

Insomma, ci sono moltissimi casi da affrontare (e io non sono certo il più adatto per esporli tutti).

Ma le informazioni si trovano ovunque, se le sai cercare.

Modificato da Mid

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Dal canto mio, niente mappa. Perlomeno, non allegata al libro. Me la sono fatta per me, così come mi faccio le piantine dei luoghi chiusi dove avviene una scena o dove si torna più volte. Il rischio che il tavolo sia prima a destra e poi a sinistra, o che la finestra dia e nord e poi a est è sempre in agguato.

Per gli spostamenti, come giustamente fa notare Mid, cerco sempre informazioni vere, per quanto possibile. Un cavallo quanta strada può percorrere in una giornata? E che velocità può raggiungere? E un carretto tirato da un mulo?

Il punto dolente è quando i riferimenti reali non esistono. Che velocità di crociera può tenere un drago? Che peso può sollevare uno pterodattilo? Quanto si allontana una manticora dalla tana per cacciare? Quanto in alto può saltare un goblin? In questi casi cerco di ricondurre la questione a quanto di più somigliante di sia e ci ragiono su.

Dove non si arriva da soli, bisognerebbe consultare chi ne sa di più. Un amico che va a cavallo, un altro che conosca la chimica, uno che abbia almeno un'infarinatura di spade e armature sono conoscenze preziosissime.

Un amico insostituibile – non a caso l'ho inserito nei ringraziamenti – ascolta pazientemente le mie telefonate folli e mi aiuta a dare una parvenza scientifica.

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Io mi baso su luoghi che conosco (vivo in campagna, ma uso per riferimento anche città che conosco), naturalmente trasformando e stravolgendo alcuni particolari, facendo rivivere leggende, inventandomele, modificando qualcosa eccetera.

Se è necessario e a volte lo è per racapezzarsi, una mappa bisogna pure averla. Io ne faccio a mano, molto generiche, giusto per non confondermi, per sapere dove è un fiume o una valle. Per disegnarla il limite è la fantasia, ma anche una certa plausibilità ovviamente, come ti ha detto Mid. Anche qui ci si può basare sul ricordo di veri paesaggi, vere mappe. Per delimitarle penso non ci siano problemi, mi faccio aiutare anche dalla natura, da macchie di muffa o di muschio su vecchi muri, che sono mappe fantastiche, come viste dal satellite o macchie di nafta sull'acqua. Per gli spostamenti umani mi baso su vecchi computi, per esempio di eserciti del passato romani e napoleonici, dove si estrapolano gli orari di marcia di un soldato di fanteria che in condizioni buone effettuava anche quaranta chilometri al giorno (venti la mattina, pausa, venti nel pomeriggio) salvo imprevisti naturalmente, condizioni meteo e soggettive. Ovviamente la cavalleria viaggiava più veloce e copriva più chilometri, ora però non ricordo esattamente quanti.

In un fantasy poi usi la magia penso, che a volte può anche supplire con personaggi che hanno il dono dell'ubiquità o cose del genere, ma vanno usate con parsimonia e solo per i personaggi dotati effettivamente di particolari poteri, non per tutti, altrimenti stancherebbe e pur trattandosi di storie magiche, un certo senso, una certa "fatica" strutturale bisogna darla e fare in modo che il lettore la riceva.

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Grazie per le risposte e permettetemi di rispondere ponendo altre domande.

Se decidete di disegnarvi una mappa del vostro mondo fantasy, da quello che ho capito lo fate a mano, ma un'alternativa per chi con la matita non ci sa fare? Riguardo agli spostamenti, come ne tenete traccia per evitare sviste e incongruenze? Magari quando i personaggi sono divisi per gruppi e percorrono strade diverse, ad esempio se mai scrivessi un fantasy, ne farei a bizzeffe di errori su questo aspetto.

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Grazie per le risposte e permettetemi di rispondere ponendo altre domande.

Se decidete di disegnarvi una mappa del vostro mondo fantasy, da quello che ho capito lo fate a mano, ma un'alternativa per chi con la matita non ci sa fare? Riguardo agli spostamenti, come ne tenete traccia per evitare sviste e incongruenze? Magari quando i personaggi sono divisi per gruppi e percorrono strade diverse, ad esempio se mai scrivessi un fantasy, ne farei a bizzeffe di errori su questo aspetto.

Perché credi che Tolkien ci abbia messo 12 anni per scrivere "Il signore degli anelli"?

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Grazie per le risposte e permettetemi di rispondere ponendo altre domande.

Se decidete di disegnarvi una mappa del vostro mondo fantasy, da quello che ho capito lo fate a mano, ma un'alternativa per chi con la matita non ci sa fare? Riguardo agli spostamenti, come ne tenete traccia per evitare sviste e incongruenze? Magari quando i personaggi sono divisi per gruppi e percorrono strade diverse, ad esempio se mai scrivessi un fantasy, ne farei a bizzeffe di errori su questo aspetto.

Perché credi che Tolkien ci abbia messo 12 anni per scrivere "Il signore degli anelli"?

Dodici anni spesi bene direi!

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Chiaramente un topografo o un disegnatore non avrà problemi per disegnare una mappa :) , nemmeno io ne sono capace, ma basta avere una guida con simbologie topografiche, che poi ognuno adatta alle sue esigenze e al limite esistono parecchi disegni su carta adesiva, trasferibili su un foglio e che rappresentano simboli topografici come piante, cactus, case, pozzi, ponti eccetera che si possono utilizzare.

Per i contorni di una mappa non occorre essere disegnatori, per le sfumature e le ombre qualche cognizione bisogna averla, ma niente di trascendentale, studiati qualche mappa del Medio Evo o del Rinascimento per avere un'idea.

Si può supplire cercando mappe già fatte o quasi, ma originali. Prova a cospargere un foglio di compensato con colla in taluni punti e poi fai colare sopra sabbia di svariati colori o terra fine: ti comparirà un mondo casuale, per quanto superficiale, che può ispirare, come le macchie d'olio sull'acqua o di nafta nelle pozze di fango, che formano contorni fantasiosi.

Come utilizzarli? Facendo una foto e riportandola sul computer per poi stamparla.

Per quanto riguarda i personaggi, mano a mano che li crei devi al contempo impiantare una scheda con i loro dati principali (ad esempio età e data di nascita, oltre a caratteristiche fisiche. La data inventata ti serve perchè poi vai a controllare sull'oroscopo (io non credo agli oroscopi) le caratteristiche dei nati in quel segno, i colori adatti, le pietre, le erbe, il carattere e le affinità o meno con altri segni, che ti forniscono gratuitamente spunti e notizie per la tua trama). Su grandi fogli da disegno segnati i tracciati che fai compiere ai personaggi, con brevi riassunti delle loro imprese, dei loro incontri, dove stanno andando eccetera e mano a mano che avanzi nella storia continua a segnare, in modo che andando indietro nel tempo riesci a collegare i vari passaggi ed episodi per non andare incontro a incongruenze. E' un lavoro lungo e impegnativo, ma occorre farlo. Chiaramente ognuno ha un suo metodo, questo è uno, bisogna pure segnare qualcosa da qualche parte e riandare a guardare, per non perdersi.

Per fare un buon lavoro ci vuole molto tempo. Ma si dice che chi ben comincia (organizzandosi) è già a metà dell'opera. :)

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Per un gruppo in movimento non è difficilissimo. Per esempio:

• che mezzi usano per spostarsi? Piedi, cavallo, mulo, carri... e ricavi la velocità massima teorica;

• su che terreno si muovono? Pianeggiante, montuoso, collinare, paludoso... e inserisci i motivi di rallentamento;

• qual è il grado di preparazione dei personaggi? Allenato, medio, nullo... e cali ancora;

• quanta fretta hanno? Sono inseguiti? Vanno a spasso? Procedono a tappe forzate o se la prendono con calma?

• ci sono ulteriori peggioramenti? Tipo feriti, bambini, anziani... se serve modifichi;

• che equipaggiamento portano? Pesante, medio, leggero... e aggiusti;

• Infine il meteo: che stagione è? Com'è il tempo? Ovvio che pioggia, neve, nebbia rallentano, ma anche l'eccessivo caldo. Un temporale improvviso può incidere parecchio, perché fa impantanare i carri, o si bagnano le provviste e bisogna ripristinarle.

In maniera assolutamente arbitraria (ovvero, funzionale ai tuoi scopi) puoi inserire contrattempi a iosa: assalto di banditi, un burrone, una ruota di carro che si spezza, un pozzo insabbiato...

Se ci sono più gruppi in movimento in posti diversi, ripeti lo stesso procedimento per ogni gruppo e fai il calcolo delle diverse velocità medie. Segni sulla mappa provvisoria, e se proprio vuoi andare sul sicuro anche in un file a parte:

• giorno 1: Gruppo A = 20 Km; gruppo B = 8 Km.

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Per disegnare le mappe esistono numerosi strumenti, alcuni professionali, altri più "artigianali", con diverse licenze d'uso (si va dal public domain alla Creative Commons fino a licenze proprietarie).

Quando ancora mi dilettavo nella programmazione di videogiochi amatoriali ne ho utilizzati alcuni, e quelli migliori fornivano dei plugin per Photoshop o Gimp, se li sai usare.

Cercando su un qualsiasi motore di ricerca "rpg map generator", "rpg map design tools", "fantasy world map generator" e simili, se ne trovano a carrettate.

Per tenere traccia di spostamenti "separati" dei personaggi, io uso un sistema a tabelle.

Puoi tenerne traccia in Word o Excel (o i corrispettivi programmi open source).

Ogni colonna si riferisce ad un gruppo

Ogni riga è un giorno di viaggio (o una settimana, se i viaggi sono molto lunghi).

Tenendo sott'occhio la mappa, mi calcolo quanto tempo impiega un gruppo per raggiungere un determinato luogo, e scrivo il dato nella casella corrispondente al giorno preciso.

Faccio lo stesso con gli altri gruppi, uno alla volta.

In questo modo ottieni una tabella di questo tipo:

--------------------------------------------------

| gruppo 1.............| gruppo 2

|-------------------------------------------------

| partenza da X..... | partenza da X

|-------------------------------------------------

| arrivo a Y.............|

-------------------------------------------------

|.............................|

-------------------------------------------------

|.............................| arrivo a Z

-------------------------------------------------

| fuga da Y.............|

-------------------------------------------------

| ............................|

-------------------------------------------------

| ............................| partenza da Z

-------------------------------------------------

|

...

e così via.

In questo modo ottieni una sorta di "tavola cronologica" degli eventi, e riesci a gestire anche gruppi separati senza incongruenze, perché hai ben chiara la successione temporale (e le eventuali contemporaneità).

(chiedo scusa per aver usato in maniera "creativa" la punteggiatura, ma così almeno è più chiaro quel che volevo spiegare :sss: )

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Riapro questo topic, perché mi è sorta un'altra curiosità di ordine pratico.

 

Una volta disegnata la mappa del vostro mondo fantasy, come fate a misurare le distanze in modo che queste risultino coerenti e non tirate a caso? Così da rendere la mappa realistica.

 

Avevo pensato di sovrapporre una griglia alla mappa, e scegliere arbitrariamente a quanto corrisponde ogni quadrato di tale griglia, così credo si possa avere una approssimazione soddisfacente.

 

Voi che metodo usate?

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Eh, io sinceramente vado a occhio: di solito prima decido quanto è grande relativamente la zona coperta dalla mappa; ad esempio: è grande come l'Europa e l'America? è molto grande, come l'Asia? E' più piccolo, grossomodo come uno stato europeo?

 

Di solito non è mai necessaria una grandissima precisione ai fini della storia, quindi una volta che sai più o meno quanto è grande la zona, riesci anche a regolarti a occhio sulle singole distanze da un punto all'altro.

 

Se però sei un maniaco delle misurazioni (io lo sono per le cronologie, a ognuno il suo  :asd:) sì, una griglia può essere molto utile: ricordo ad esempio che una volta copiai un intero planisfero terrestre grazie al supporto della griglia di meridiani e paralleli. La griglia quindi ti aiuta sia nelle misurazioni, sia, soprattutto, nel caso tu voglia replicare il disegno in scale diverse.

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In genere non credo i miei contenuti "prima". Ovvero: parto con poche idee semplici, dei pilastri. So da dove parto e so dove voglio andare a finire, con magari qualche passaggio già individuato nel mezzo.

Tutti i dettagli arrivano dopo, compresi quelli dei luoghi.

 

Poi magari verifico che non abbia creato incongruenze!

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Ecco perché i miei fantasy hanno sempre avuto vita breve: troppo difficile!

Però quest'idea qua:

 

Si può supplire cercando mappe già fatte o quasi, ma originali. Prova a cospargere un foglio di compensato con colla in taluni punti e poi fai colare sopra sabbia di svariati colori o terra fine: ti comparirà un mondo casuale, per quanto superficiale, che può ispirare, come le macchie d'olio sull'acqua o di nafta nelle pozze di fango, che formano contorni fantasiosi.
Come utilizzarli? Facendo una foto e riportandola sul computer per poi stamparla.

 

è fantastica. :D

 

Comunque, la mia scarsa e improduttiva esperienza si è sempre basata su vagonate di appunti o schizzi a mano fatti alla buona. Avevo diversi elenchi dei personaggi e schede varie. Avevo una traccia di contesto storico del mio mondo, appunti sulle religioni e sulle dinamiche politiche, le diverse etnie ecc. Le mie mappe erano tutte fatte a mano in modo piuttosto grossolano e c'erano solo le cose principali: una manciata di città, qualche fiume o lago, i mari e qualche montagna. Avevo anche alcune piantine degli edifici che mi servivano di più e, in alcuni casi, schizzi dei personaggi e glossario.

Però mi sono resa conto che davvero non fa per me: credo sia difficilissimo scrivere questo genere avendo lacune in storia e geografia. Non importa che l'ambientazione sia inventata, secondo me se sei carente alla base si sente lo stesso che il tuo mondo non è credibile.

Comunque quoto il consiglio di Edwin e dico anch'io che ha più senso darsi a una prima stesura di massima e poi eventualmente sistemare in seconda e terza revisione le incongruenze e i dettagli o rischi di piantarti davanti alla fatica di far tornare tutti i conti subito. 

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Onestamente non ho impostato una scala precisa, ma ho tenuto presente delle vecchie mappe dell'europa come riferimento per le distanze.

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Onestamente non ho impostato una scala precisa, ma ho tenuto presente delle vecchie mappe dell'europa come riferimento per le distanze.

 

Anche questo è senz'altro un ottimo consiglio.

Una volta, uno dei più grandi scrittori ancora viventi (nonché il mio preferito) fu interpellato su quelle che era la qualità più indispensabile per diventare dei grandi scrittori.

Sapete quale fu la sua risposta? 

Qualcosa del genere: "essere dei grandi ladri".

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Beh, capisco farsi prendere la mano, ma quello non è furto. È documentarsi.

Parentesi a parte, personalmente io e il mio "assistente" abbiamo disegnato la mappa tre volte prima che mi soddisfaccesse. Quindi abbiamo stabilito una scala e... l'abbiamo dovuta cambiare di nuovo, nonostante la sua bravura, perché era troppo grande per rendere realistica la storia di chi ci si muove in mezzo senza mezzi di locomozione come aerei e treni.

 

Quindi ho cercato su internet le distanze che coprivano i soldati romani in marcia, ho calcolato tra le date delle varie battaglie di diverse guerre precedenti all'era moderna, in modo da approssimare quanto potesse volerci, per terra e per mare, così come mi sono assicurata di quanti fossero il numero di abitanti accettabili nell'epoca simile a quella in cui scrivo.

Così come ho stabilito delle fasce climatiche.

Tutta roba che il lettore non vedrà mai scritta direttamente, ma che intuirà da quanto i protagonisti sono stanchi, da come hanno caldo, sete o battano i denti.

 

Ogni dettaglio è fondamentale.

Uno dei motivi per cui storco il naso di fronte ad alcuni fenomeni editoriali (sì, anche Martin) è il loro mondo approssimato. Westeros non ha coerenza geografica ai miei occhi, considerando i loro tempi di viaggio e la curiosa deriva dei continenti che ha avuto per dare origine a tre continenti del genere, una pangea piuttosto curiosa, anche se non è detto che il suo mondo abbia gli stessi eventi geologici del nostro (per quanto sia ampiamente probabile, avendo sviluppato un'identica civiltà, fauna e flora con alcune eccezioni degne di nota).

 

Ho cercato di capire dove fosse coerente piazzare delle montagne, studiando come funzioni l'orogenesi. Ho distribuito tutti i fiumi e laghi necessari (anche se alcuni non saranno mai toccati dai protagonisti, ci scommetto). E una volta che ho finito tutto questo ho messo anche le città, un po' dove mi servivano, un po' dove avessero senso, prendendo spunto da stati reali che avessero un clima simile a quello coerente con la mia mappa.

 

Mi sono presa diverse licenze, ovviamente, e la mia documentazione potrebbe avere delle falle non essendo esperta del settore, ma mi ritengo molto soddisfatta. Credo che mi sarebbe impossibile scrivere qualcosa di coerente senza punti di riferimento come questi (quelli che nei videogiochi spesso chiamano "lore"), storici anche, culturali soprattutto, ma anche quelli geografici sono fondamentali.

Come può ragionevolmente il mio protagonista sapere dove andare se nemmeno io so quanto ci metterà?

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Partire creando una mappa iperdettagliata e pignola, con tanto di studi sulla tetonica a zolle del mondo fantasy, per capire dove sia meglio sistemare le catene montuose e gli abissi oceanici va bene, anche se forse, a questo punto, sarebbe più semplice generare direttamente un pianeta utilizzando appositi programmi, invece di impazzirci a mano: per fare un esempio, strumenti come http://donjon.bin.sh/world/. L'importante, però, è non lasciarsi prendere troppo la mano da questi elementi e eprderci settimane, che potrebbero invece essere spese a pensare, progettare e scrivere la trama e la storia: creare un mondo fantasy perfetto è piuttosto inutile, se poi si rimane senza una storia interessante da ambientarvi...

Personalmente, per gli ambienti fantastici (fantasy, fantascienza o altro, qualsiasi cosa che non si svolga in luoghi reali del nostro pianeta), mi accontento in prima istanza di abbozzarne la fisionomia, almeno per quei settori che so già di dover utilizzare. Il resto, poi, lo integro strada facendo, a mano a mano che ne ho bisogno, senza temere di tornare indietro e modificare qualche dettaglio precedente. Conoscendomi, so già che, se mi impegnassi troppo nella preparazione iniziale di mondi, mappe, fasce climatiche, tempi di rotazione e rivoluzione, ere geologiche e quant'altro, mi ritroverei a corto di tempo per scrivere...

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Detritus ha ragione: la documentazione è importante, ma non bisogna farsi fagocitare: il fulcro è la storia da narrare, non l'ambientazione.

Vanno preparati e spiegati quei dettagli che ci servono a rendere plausibile la storia, ma tutto il resto può essere lasciato al caso, anzi, all'immaginazione.

Ad esempio, della mappa, è strettamente necessario preparare (e a volte neanche tanto) solo quella porzione di mondo in cui si muovono i personaggi: spesso basta anche solo la mappa di una città.

Se il livello tecnologico è pre-industriale, molto utile può essere, per quanto riguarda il movimento delle persone, leggersi i Commentari di Cesare o, particolarmente, l'Anabasi di Senofonte. Bisogna ricordarsi pure che è necessaria una certa elasticità: condizioni meteo, condizioni e presenza di strade, sentieri, ponti, gallerie influiscono sui tempi di viaggio; altro fattore importante è chi viaggia: spesso i resoconti di Cesare o Senofonte sono fuorvianti in questo caso: le scarpinate che si facevano i legionari romani o i Diecimila non tutti i nostri personaggi sono in grado di farsele.

Ricordo ad esempio che nel De Bello Gallico Cesare ad un certo punto riferisce di aver fatto fare ai suoi legionari una tappa così lunga che il curatore del testo in nota si dichiarava estremamente dubbioso sulla realisticità della cosa, ma, conoscendo il caro Giulio e la tempra delle sue legioni, probabilmente era tutto vero.

 

Raramente tutte queste informazioni sono necessarie per la trama (e a dirla tutta, persino in Tolkien troviamo una considerevole differenza nei tempi di percorrenza di certe regioni tra lo Hobbit e il Signore degli Anelli), e tuttavia, quando sono necessarie e quando le ricerchiamo e le adoperiamo, dobbiamo essere sia furbi e usarle con elasticità secondo i nostri fini, sia attenti a capire bene a cosa queste informazioni si riferiscono.

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Raramente tutte queste informazioni sono necessarie per la trama (e a dirla tutta, persino in Tolkien troviamo una considerevole differenza nei tempi di percorrenza di certe regioni tra lo Hobbit e il Signore degli Anelli), e tuttavia, quando sono necessarie e quando le ricerchiamo e le adoperiamo, dobbiamo essere sia furbi e usarle con elasticità secondo i nostri fini, sia attenti a capire bene a cosa queste informazioni si riferiscono.

Non importa, Alexander, che siano necessarie o no.

L'importante è che l'autore sappia quando usarle e quando no e se usarle o no.

Ma non può sapere se gli serve o meno se prima non ci ha pensato. Non so che dire, io ho provato a scrivere costruendo "man mano" ma non mi riesce. Anche dipanare la trama mi è impossibile se non so bene come muovermi.

 

Chi scrive del mondo reale, non ha forse l'obbligo di sapere come sia fatta New York?

Non viene aspramente criticato se inventa non essendo un'ucronia?

Io voglio sapere che cosa i miei protagonisti vedono. E se poi dovessi incappare nell'ispirazione del momento e qualche elemento mancasse... allora si integra. Ma si integra mettendo delle tende o una nuova finestra, non facendo delle fondamenta.

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Partire creando una mappa iperdettagliata e pignola, con tanto di studi sulla tetonica a zolle del mondo fantasy, per capire dove sia meglio sistemare le catene montuose e gli abissi oceanici va bene, anche se forse, a questo punto, sarebbe più semplice generare direttamente un pianeta utilizzando appositi programmi, invece di impazzirci a mano: per fare un esempio, strumenti come http://donjon.bin.sh/world/. L'importante, però, è non lasciarsi prendere troppo la mano da questi elementi e eprderci settimane, che potrebbero invece essere spese a pensare, progettare e scrivere la trama e la storia: creare un mondo fantasy perfetto è piuttosto inutile, se poi si rimane senza una storia interessante da ambientarvi...

Personalmente, per gli ambienti fantastici (fantasy, fantascienza o altro, qualsiasi cosa che non si svolga in luoghi reali del nostro pianeta), mi accontento in prima istanza di abbozzarne la fisionomia, almeno per quei settori che so già di dover utilizzare. Il resto, poi, lo integro strada facendo, a mano a mano che ne ho bisogno, senza temere di tornare indietro e modificare qualche dettaglio precedente. Conoscendomi, so già che, se mi impegnassi troppo nella preparazione iniziale di mondi, mappe, fasce climatiche, tempi di rotazione e rivoluzione, ere geologiche e quant'altro, mi ritroverei a corto di tempo per scrivere...

Ma io non ci sono impazzita. A me piace farlo. Altrimenti mi darei ad altro, tipo il giardinaggio.

O scriverei altro, anche.

Penso che a Martin sia piaciuto concepire la sua Westeros.

Credo che a Tolkien sia piaciuto creare la sua Terra di Mezzo.

Perché non dovrebbe piacere a me?

 

Comunque, questo è il motivo per cui ci sto mettendo degli anni. Io non ho nessunissima fretta di pubblicare, quindi non mi sono posta delle scadenze. Quando sarà pronto, sarà pronto.

Una cosa non esclude affatto l'altra: sarebbe come dire che dedicare tempo all'ambientazione di un gioco di ruolo significa trascurarne le meccaniche. Perché mai? Sono due parti integranti della stessa cosa.

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Non importa, Alexander, che siano necessarie o no.

L'importante è che l'autore sappia quando usarle e quando no e se usarle o no.

Ma non può sapere se gli serve o meno se prima non ci ha pensato. Non so che dire, io ho provato a scrivere costruendo "man mano" ma non mi riesce. Anche dipanare la trama mi è impossibile se non so bene come muovermi.

 

Dipende dall'approccio che uno ha, fondamentalmente. Da quello che dici, mi pare di capire che tu sei un po' come me (ma sicuramente più prolifica): lavori meglio se prima ti programmi tutto nei minimi dettagli. C'è chi invece lavora meglio, al contrario, improvvisando e rilavorando tutto lungo la strada.

 

Volendo adattare allora ciò che ho detto alla tua (anzi, alla nostra) posizione e rimanendo in topic, potremmo dire che non è necessario lavorare comunque su porzioni della mappa che non riguardano la nostra storia. Sì, in questo senso comunque intendiamo curare nei minimi dettagli la nostra ambientazione, ma solo in quella parte di mondo che è necessaria alla nostra storia. Tanto per dirne una: lo Hobbit è ambientato in una porzione di mondo e considera una serie di elementi dell'ambientazione che sono solo quelli necessari alla storia, ignorando tutto il resto (anche perché, all'epoca, tutto il resto non c'era ancora :asd:). E tuttavia il livello di dettaglio necessario alla narrazione(specie per produrre il sense of wonder) è considerevole.

 

Ma io non ci sono impazzita. A me piace farlo. Altrimenti mi darei ad altro, tipo il giardinaggio.

O scriverei altro, anche.

Penso che a Martin sia piaciuto concepire la sua Westeros.

Credo che a Tolkien sia piaciuto creare la sua Terra di Mezzo.

Perché non dovrebbe piacere a me?

D'accordissimo: il world-building è uno dei miei passatempi preferiti. Però è world-building, non scrivere. E il primo dovrebbe essere strumento del secondo, non viceversa: questo penso fosse ciò che Detritus voleva dire.

 

In ogni caso, se uno ha tempo e piacere di dedicarsi ad entrambe le cose, penso possa solo far bene alla nostra creatività.

 

Ma facciamo attenzione che scivoliamo OT: questa è una discussione su come fare le mappe, non sull'ambientazione in generale.  :asd:

Modificato da Alexander91

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Sì, hai ragione, mi faccio prendere la mano! In ogni caso è chiaro che varia da sottogenere fantasy a un altro: alcuni di una mappa neanche avranno bisogno. E seuna storia (autoconclusiva) si ambienta in una sola città è chiaro che è inutile pensare al continente.

Diciamo che per le mappa deve essere dettagliata in relazione di quello che serve allo scritto: se siamo nell'epic fantasy un continente non ce lo leva nessuno, altrimenti dipende.

E sì confermo: scalette e mappe dettagliate per me.

La formazione in ambito gdr si fa sentire anche qui, ma per fortuna non muovo le miniature! Non ancora...

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Io se devo dire la verità, non sto a fare la pignola su quanto tempo ci voglia a percorrere una determinata distanza. Cerco sempre di essere molto vaga. Me ne esco spesso con frasi tipo "dopo alcuni giorni di viaggio estenuante, giunsero finalmente ecc. ecc."

Per quanto riguarda la mappa, man mano che scrivevo il romanzo mi compilavo una scheda personaggi e una scheda paesaggi. Questa per esempio è la mia scheda:

 

Ursantia, galassia di un universo sconosciuto

Castaryus, terra dispersa nella galassia di Ursantia

Adamantzia, frazione di Adamanthis

Loremann, frazione di Vestusia

Gailarwen, il più alto monte della catena dell'Asturia

Asturia, catena montuosa confinante con la zona orientale di Adamantzia

Alissar, alture innevate dove dimorava il vecchio della montagna

Sullor, altopiano a est di Loremann

Adamanthis, regno...

Bledt-iris, foresta che accoglieva Mitwock

Roncas, a nord-ovest delle montagne di Gallen

Otherion, l’isola del Drago

Hosenat, a sud di Ellech

Lamantzia, città portuale

Vestusia, regno a nord di Loremann

Veloria, terre nell’antica periferia di Vestusia

Rustaingard, catena montuosa su cui era situata Galhois, la segreta dimora di Elenìae

Silentil, cattena montuosa a oriente dove a valle del monte Maratris era situata Hiulai-Stir

Forgheda, lago che bagna Hiulai-Stir

Heossur, porto in prossimità di Bellarja

Grainux, porto a nord di Turimech

Turimech, terre oltre l’altopiano di Vesangia

Vesangia, altopiano che delimita le terre dell’estremo occidente

Ingathon, villagio nei pressi di Goiltrand

 

Ora, per quanto riguarda alcune terre che avevano una posizione ben precisa (quella terra a nord di quell'altra, o un regno posto nella zona occidentale di quella catena montuosa ecc.) ho cercato nel miglio modo possibile di rispettare tale posizione. Le altre località le ho messe a caso tenendo sempre conto dello svolgimento della storia. Una mappa per il mio romanzo che ho creato è questa, più che una mappa sembra una cartina geografica

 


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Chi scrive del mondo reale, non ha forse l'obbligo di sapere come sia fatta New York?

Non necessariamente: se la storia è ambientata in Siberia e riguarda solo un piccolo villaggio locale (Tipo "La conchiglia di Anataj", per dire), sapere come sia fatta New York è superfluo, per non dire inutile.

E il punto è questo: nel creare un mondo fantasy, parti da quegli elementi che sai essere fondamentali per la tua storia. Una volta che quelli sono sistemati, comincia a scrivere, o almeno comincia ad abbozzare la storia. I movimenti dei personaggi ti richiedono di espandere il mondo? Ottimo, procedi pure con l'espansione: hai lasciato porzioni bianche della mappa, porzioni dove "hic sunt leones", e adesso le puoi riempire come meglio ti serve.

Tolkien ha fatto un lavoro straordinario, nerl creare il proprio mondo, scendendo fin nei dettagli più ininfluenti. Peccato solo che, poi, la qualità della narrazione non sia stata all'altezza del mondo creato: preoccupandosi un poco meno del mondo, e un poco di più della storia da raccontare in quel mondo, probabilmente il "Signore degli anelli" sarebbe un romanzo migliore (parere personale, ovvio). Detto questo, ognuno è poi libero di distribuire le proprie energie come preferisce e come ritiene opportuno: io trovo che pianificare troppo a lungo e troppo a fondo, prima di cominciare a scrivere, sia dannoso per la scrittura stessa, ma altri avranno certamente abitudini diverse dalle mie.

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D'accordissimo: il world-building è uno dei miei passatempi preferiti. Però è world-building, non scrivere. E il primo dovrebbe essere strumento del secondo, non viceversa: questo penso fosse ciò che Detritus voleva dire.

 

Ehm, sì, di base era quello. Anch'io mi diverto molto, nel creare mndi e riempirli come preferisco, ma l'importante è ricordare la differenza tra la creazione pura e semplice e la creazione in funzione di una storia da ambientarvi. Nel primo caso, non ci sono limiti di tempo e risorse, se non quelli dettati dalla vita reale; nel secondo caso, è meglio ricordarsi che l'obiettivo è scrivere la storia e il mondo ne è solo un accessorio (importante quanto si vuole, ma pur sempre secondario rispetto alla storia). Creare un mondo fantastico e poi ambientarvi una storia mediocre non è proprio un bel servizio al lettore...

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Chi scrive del mondo reale, non ha forse l'obbligo di sapere come sia fatta New York?

Non necessariamente: se la storia è ambientata in Siberia e riguarda solo un piccolo villaggio locale (Tipo "La conchiglia di Anataj", per dire), sapere come sia fatta New York è superfluo, per non dire inutile.

E il punto è questo: nel creare un mondo fantasy, parti da quegli elementi che sai essere fondamentali per la tua storia. Una volta che quelli sono sistemati, comincia a scrivere, o almeno comincia ad abbozzare la storia. I movimenti dei personaggi ti richiedono di espandere il mondo? Ottimo, procedi pure con l'espansione: hai lasciato porzioni bianche della mappa, porzioni dove "hic sunt leones", e adesso le puoi riempire come meglio ti serve.

Tolkien ha fatto un lavoro straordinario, nerl creare il proprio mondo, scendendo fin nei dettagli più ininfluenti. Peccato solo che, poi, la qualità della narrazione non sia stata all'altezza del mondo creato: preoccupandosi un poco meno del mondo, e un poco di più della storia da raccontare in quel mondo, probabilmente il "Signore degli anelli" sarebbe un romanzo migliore (parere personale, ovvio). Detto questo, ognuno è poi libero di distribuire le proprie energie come preferisce e come ritiene opportuno: io trovo che pianificare troppo a lungo e troppo a fondo, prima di cominciare a scrivere, sia dannoso per la scrittura stessa, ma altri avranno certamente abitudini diverse dalle mie.

 

Detritus, è pretestuoso quello che dici.

A parte la parte iniziale (con cui concordo: ma io la ritenevo un'ovvietà, e dovrete perdonarmi se non sottolineo l'ovvio ogni volta. Ma se mi si chiede: come fate le mappe dei vostri mondi e io scrivo heroic fantasy, la mappa di una città non mi basta. Easy way), il resto è del tutto riconducibile a una tua mera opinione.

Intanto che la qualità della narrazione non sia all'altezza non è certo un dato di fatto come lo vuoi far passare: il Signore degli Anelli è uno dei pochi libri di genere che venga davvero considerato letteratura, allo stato attuale, lo sappiamo entrambi.

Inoltre immagino che tutte le società tolkeniane del mondo siano in disaccordo con te.

 

Ma anche ammettendo che tu abbia ragione, con quale argomentazioni cercheresti di convincermi che sia come dici tu? Che prove hai che dedicandosi meno al mondo avrebbe scritto una storia, a tuo avviso, migliore?

Allora, al contrario, io potrei prendere un esempio a caso come Chiara Strazzulla e dire: ecco, se avesse fatto un world building migliore il suo libro sarebbe scritto meglio! Io capisco le opinioni eh, ma quando si inizia a tirar fuori roba del genere per aver ragione mi passa la voglia di discutere.

 

Creare una storia mediocre a prescindere non è un buon servizio al lettore.

Che questa abbia un solido world buinding o meno, il discorso non cambia.

Quindi cercare di tirar fuori un sillogismo che voglia dimostrare che dedicarsi al mondo in cui si ambienta il libro significa quasi automaticamente scrivere una trama mediocre oltre che forzato mi sembra una giustificazione a priori.

Una storia brutta è una storia brutta, con mappa o meno.

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Ah e nel momento in cui mi quoti dove dico che il mondo sia la parte fondamentale e non accessoria allora potrò anche capire da dove si siano originate le tue precisazioni.

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