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Matthew Swift

Tutto sul mondo dei fumetti

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Mi servono un paio di informazioni sull'editoria fumettistica che non riesco a trovare da solo. Più nello specifico, come si arriva alla serializzazione in occidente? Si presenta un progetto autoconclusivo e se il mercato è favorevole si passa a espanderlo? O è il direttore/redattore/quello-che-è a decidere quale opera può partire da subito come divida in più volumi? Ho anche sentito parlare (ma non so se è vero o meno) di fumetti che nascono per volontà della CE: è l'editor ha chiedere a un autore di creare una determinata storia con un target, un genere e alle volte persino una trama già stabilita: è vero?

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Ti parlo per quella che è la mia esperienza (che non è tantissima, visto che in quel mondo ho provato ad entrarci ma non ci sono riuscito).

Esistono 4 tipi diversi di strade.

Le prime due sono quelle delle storie autoconclusive. In quel caso non funziona in maniera molto diversa dal mondo dell'editoria tradizionale.

1) L'autore (o gli autori) del fumetto scrivono la loro storia e la propongono ad un editore. In certi casi presentano all'editore solo il progetto, corredato magari di bozze e tavole esplicative, e aspettano una risposta positiva prima di disegnare l'intera storia.

2) In altri casi (ma a chi ho conosciuto capitava di rado) completano la loro opera prima di presentarla agli editori.

Se la storia è abbastanza lunga in genere viene pubblicata in un volume. Altrimenti prende la strada delle riviste specializzate (qui in Italia ce ne sono pochissime, mentre pullulano in Francia e in Belgio). Se la storia è molto breve (meno di 15 tavole) spesso viene disegnata per intero, senza presentare il progetto all'editore (seguendo quindi la strada 2).

Diverso è il caso delle storie a puntate.

In quei casi le strade sono 2:

3) Un autore (o più di uno) propone un soggetto ad un editore. L'editore ci crede e "scommette" sulla storia. L'autore a quel punto stende un progetto dettagliato, corredato da tavole esplicative.

4) L'editore ha in mente un soggetto. Contatta uno o più disegnatori e uno o più sceneggiatori (talvolta entrambi i ruoli sono ricoperti dalla stessa persona, ma in Occidente non è molto comune), e affida loro il compito di sviluppare la storia. Dapprima però viene steso un progetto.

In entrambi i casi l'editore inizia facendo uscire dapprincipio un numero limitato di numeri (i cosiddetti "episodi pilota") a tiratura molto limitata, oppure pubblica questi "episodi" sulle riviste specializzate della propria casa. Se il riscontro è positivo si passa alla produzione a grande tiratura (o, se gli episodi erano stati pubblicati su rivista, si effettua il passaggio su volumi monografici, o in alternativa si continua la pubblicazione sulla stessa rivista).

Questa almeno è la mia esperienza. Ma ormai parlo di una decina d'anni fa.

E ribadisco che ho avuto un numero limitato di contatti con quel mondo, quindi è possibile che non ne conosca tutti gli aspetti.

Modificato da Mid

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Ospite Strix

Allora, parlare globalmente di fumetto occidentale non è possibile, in quanto in ogni paese questo media viene visto in maniera diversa.

A differenza del Giappone non basta vincere uno dei tanti concorsi indetti dalle varie riviste (sempre in cerca di nuove storie, dal momento che li i manga hanno una diffusione ampissima) e rinunciare totalmente ad avere una vita.

In occidente dipende.

Se prendiamo, ad esempio, il mercato italiano, molto impostato sulla serializzazione bonelliana, è molto difficile proporre personaggi nuovi. In genere le serie vengono concepite direttamente all'interno della casa editrice. Un nuovo autore, che sia sceneggiatore o disegnatore, conviene che prima si proponga per lavorare su una serie già esistente, tenendo conto però che queste serie sono rigidamente canonizzate. (se vuoi scrivere/disegnare su Dylan Dog, devi avere presente che Dylan Dog è uno e sempre quello e che le variazioni concesse sono quasi inesistenti. Se si vuol fare gli innovatori, meglio girare al largo).

Innanzitutto, comunque, è bene tenere a mente che, a differenza di quello che succede in Giappone, Corea, ecc, nel mercato occidentale le figure di sceneggiatore e disegnatore sono ben distinte. Molto raramente si troveranno riunite nella stessa persona. Vanno poi aggiunti anche il colorista (che difficilmente sarà anche il disegnatore) e il letterista. (mentre in Giappone ogni episodio esce bello che finito dallo studio di un singolo mangaka, lasciando all'editore giusto l'incomodo di inserire i testi).

Ultimamente si sta anche affermando la tendenza a serializzare fumetti (in genere di genere umoristico) sulla rete, sperando di avere abbastanza seguito da attirare l'attenzione di qualche casa editrice.

È più difficile di quanto non sembri, e comunque, per quel che riguarda il mercato italiano, se vuoi farti il fumettino perché ti piace, ok, se pensi di diventarci ricco fai prima a mandare il curriculum a qualche fast food (pagano meglio. Soprattutto: PAGANO. Non è una cosa scontata come puà sembrare)

Per quel che riguarda il mercato europeo, caratterizzato soprattutto da quello franco belga, con il loro fumetto d'autore, si può provare ad inviare alcune tavole di prova (in genere l'idea parte da uno sceneggiatore che si fa coadiuvare da un disegnatore), con una sinossi, a diverse case editrici. Considerando la mole di lavoro che si trova dietro uno di questi albi cartonati, non è davvero conveniente inviare un albo finito, con il rischio che ti arrivino stormi di picche in risposta.

Parlando invece di fumetto americano, tenendo conto che continuano a spadroneggiare gli amati/odiati super eroi, molto più facile entrare a lavorare su una serie già avviata, piuttosto che farsene accettare una nuova. Esiste, è vero, un vasto panorama di fumetti indipendenti (troppo vasto!) ma per ognuno di loro è davvero difficile trovare spazio, se non nelle fiere specializzate (dove comunque ogni titolo si perde in mezzo a migliaia di altri). Per capire meglio questo mercato ti consiglio di leggere (se li trovi) Undertanding Comics e reinventing Comics di Scott McCloud che, oltre a analizzare dettagliatamente il linguaggio dei comics, analizza anche il mercato americano.

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Molto utili entrambi, grazie. Quello che più mi interessava era appunto il mercato italiano, in special modo quello che va dal 2003 al 2006.

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Mi sa che è proprio in quel periodo, grossomodo dopo il 2000, che si cominciava a ripensare la serialità. Azzeccare il personaggione da centinaia di uscite, stile Tex o Dylan Dog, non è più possibile, per svariate ragioni. Sono partiti progetti che puntavano su serie corte, 6 o 12 numeri, che andavano a concludersi alcuni in maniera definitiva, altri che lasciavano spazio a un'eventuale ripresa.

Una piccola rivoluzione, che implica un approccio molto diverso alla fase di studio e progettazione.

Non so se possa interessarti.

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Qualsiasi informazione, anche esempi di opere recenti, può interessarmi :)

A questo, visto che l'ambientazione non incide granché sui personaggi del romanzo, sto pensando di spostare la trama in Francia, dove l'editoria fumettistica offre più possibilità a un esordiente. A tal proposito, se avete siti, saggi o manuali da consigliarmi (in italiano o inglese), ben vengano.

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Ospite Strix

In italiano esiste un blog, che spesso ospita anche interventi di autori che pubblicano oltralpe, anche se in genere si tratta di disegnatori e non di fumettisti (c'è una discreta differenza, per quanto si possa pensare il contrario). http://robadadisegnatori.blogspot.it/p/interviste.html

Può esserti utile cercare sui blog dei vari autori, che spesso riportano le loro esperienze.

Ti conviene informarti, innanzitutto sulle case editrici, gli autori principali e i vari filoni narrativi (il mercato francese è davvero molto vasto e curato).

Mi dispiace ma non so darti altre informazioni.

Nel campo fumettistico ho sempre lavorato, principalmente con Giappone e Corea, che rappresentano un mondo assolutamente a parte.

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Ritorno sulla questione perché ho fatto qualche altra ricerca ma mi rimangono ancora delle zone d'ombra. Non è che avete un manuale da consigliarmi? M'interessano soprattutto la relazione tra illustratore e sceneggiatore, le altre figure presenti nella CE (quello che si occupa di lettering, quello che colora, ecc.) e quanto l'editore può cambiare il soggetto presentatogli.

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Alla fine ho trovato.

Se mai qualcuno fosse interessato ad approfondire questo mondo per dare credibilità a uno scritto, consiglio di leggere "Lezioni spirituali per giovani fumettari" di Emiliano Mammucari che spiega per bene i tipi di fumettisti, i rapporti con le CE, il mercato italiano ed estero e il ruolo stesso del fumettista.

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