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Marco X.

Quando un giorno cammini sotto

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Commento:

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Quando un giorno cammini sotto

un cupo azzurro che non lasci in sé

riflessi di una vita, svanita

o svanente;

quando schiacci il coperchio

spesso del mondo

come un’emozione disfatta –

che sfili, simile a una sassaiola

di anime inanimate sì da non

credere che morte n’avesse tanti disfatti;

Ricordati di te

(tu che vieni tu che rimani),

le ritirate mute

cercando dove parlasse non comunicasse

un pezzo di roccia, dell’acqua;

come sei annegato in un deserto

fertile di caldo.

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Direi di sfrondare un po' la poesia di eccessi che mettono in ombra alcuni dei versi più riusciti: ad esempio, nella seconda strofa, mi fermerei a quell' emozione disfatta.

Quel "tu che vieni tu che rimani", perché non: "tu che vieni tu rimani"?

E poi, non sono troppi due congiuntivi imperfetti nello stesso verso?

Gli ultimi due versi sempre belli!

Ti rileggo con piacere sul WD :flower:

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Mi rendo conto che ci siano alcuni versi di troppo, è che quel "che sfili" è abbastanza importante ai fini della citazione: il coperchio da solo ancora non fa pensare al quarto "Spleen", ma se poi gli associo l'immagine dello sfilare allora il tutto è più chiaro... E mi piace l'immagine di un coperchio che insieme pesa e sfila: non riuscirei, del resto, a citare senza un po' cambiare. È così debole la sassaiola dei tre versi dopo?

Hai ragione anche per quanto riguarda i congiuntivi: mi sono lasciato un po' trascinare dal gusto che avevo preso scrivendo con quell'ambiguità tra congiuntivo presente e indicativo presente... E del resto quel "non comunicasse" è superfluo e sovraccarica la poesia di contenuto.

EDIT: per l'inciso... La tua soluzione mi sembra un po' troppo simile a quella di De André in "Inverno" - a cui del resto ho pensato, però non mi convince. C'è quella fraintendibilità se "tu rimani" sia un imperativo o un indicativo, e non mi piace proprio stilisticamente e musicalmente - aspetti per i quali mi piacciono invece quei "quando un giorno cammini sotto" e "quando schiacci".

Casomai farò lo scrittore di chiuse di poesie!

Modificato da Marco X.

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Concordo nel dire che forse hai aggiunto qualche verso in più ma la poesia mi è piaciuto veramente tanto.

Soprattutto lo stile che hai utilizzato che ho trovato elegante e anche elevato.

Ho adorato l'ultima strofa.

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La resa della sassaiola non mi convince - ti dirò, è meglio la spiegazione che hai dato, "un coperchio che pesa e sfila". Dovresti provare a condensare meglio le tue idee.

Per l'inciso, va bene, cedo la mano. :saltello:

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Propongo, per la strofa problematica, di togliere gli ultimi tre versi e sostituire con il verso seguente: "sfilando di anime dissotterrate". Mi pare generi una bella musica e "dissotterrato" rende forse meglio e meno banalmente l'idea di qualcosa di fiacco, debole, spossato, piuttosto che "inanimate", che era un ossimoro fin troppo prevedibile. Così è molto più sottile.

P.S.: grazie Hatter!

Modificato da Marco X.

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Ospite

Ricordati di te

(tu che vieni tu che rimani),

le ritirate mute

cercando dove parlasse non comunicasse

un pezzo di roccia, dell’acqua;

come sei annegato in un deserto

fertile di caldo.

In questa strofa non credo sia utile il verso tra parentesi, non trovi anche tu? Poi certo la decisione spetta a te.

Parto col dire che da un lato mi è piaciuta, da un altro un po' di meno.

Dal primo lato, ho apprezzato più la seconda strofa, in particolare l'ultimo verso di questa.

Ma sei sicuro che sia tuo? È davvero molto bello :P

Il significato c'è ed è comprensibile, il che è certamente positivo.

Dal secondo lato non ho apprezzato molto il linguaggio, in certi punti lo trovo inutilmente pomposo, visto che ciò non aiuta la musicalità. No, il termine non è pomposo, più che altro riguarda l'ordine delle parole nei versi, che rendono tutto più confuso.

Il mio consiglio è di rileggerla e rifinirla. Devi passarci del tempo, certe volte ci vogliono die minuti a fare una poesia, altre volte interi giorni.

Ciao e a rileggerti :)

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Ciao, il verso di cui parli tu è una doppia citazione: da Eliot che a sua volta citava Dante. Mi dispiace tu abbia trovato pomposo il linguaggio perché non è il retorico ciò che cerco, e in particolare questa poesia doveva essere molto intimista, intima e genuina.

Non concordo molto con il tuo trovare "positivo" che ci sia un significato... In poesia ognuno può vedere il significato che vuole, e non è detto che il poeta abbia voluto comunque dare un significato a ciò che scrive.

Il verso tra parentesi è stata una scelta tormentata: non è strettamente necessario, forse, ma nella rilettura e riscrittura mi continuava a risuonare prepotentemente in testa. Consideralo come una sorta di epifania poetica cui ho infine voluto dar voce.

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la tua poesia mi è piaciuta, anche se concordo con i commenti precedenti, alcuni versi mi sembrano troppo pieni, resta comunque piacevole da leggere :asd:

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