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oltre a quotare in toto Yatta, aggiungo questo.

 

Quello che deve essere chiaro è che qui non si fa il processo a nessuno. Semplicemente si riportano le varie esperienze affinché l'autore possa avere degli strumenti per valutare la CE. Così come le CE hanno tutti i diritti di selezionare i propri autori e relativi manoscritti, anche l'autore deve avere il diritto di fare una scelta quando invia il proprio manoscrittto. Anzi direi che è un diritto-dovere dell'autore fare questa selezione e non mandare manoscritti a caso intasando le caselle di posta delle CE. Questo nell'interesse di tutti. Serve un po' di maturità e rispetto del lavoro altrui. Vale per l'autore, vale per la CE.

 

Una piccola CE non EAP (quelle EAP non le considero neanche CE, perché non lo sono ai fini della legge sul diritto d'autore) che opera in Italia ha tutta la mia stima. E' un lavoro difficile che richiede molta passione e non metto minimamente in discussione la passione di Parallelo 45.

So benissimo che una piccola CE non può avere le energie e le risorse per fare bene tutto, si devono fare delle scelte e si deve poter sopravvivere in un mercato difficile. Accetto pertanto il fatto che certe scelte siano mutabili e adattabili. Il ritardo nella pubblicazione non mi scandalizza. Per investire si deve rientrare.

 

Quello che conta è che ci sia sintonia di intenti tra CE  e autore.

Mi sembra di aver capirto che nel caso specifico di Sanguy questa sintonia non c'era. Per Sanguy l'edting era una cosa fondamentale, per la CE sacrificabile per poter stare dietro a altre necessità (tempistiche ecc.).

Modificato da Lorenzo Sartori

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Secondo me bisogna sapere vedere le sfumature che esistono tra il bianco e il nero, tra diritti e doveri, tra utopia e realtà. Quoto in pieno "che ci sia sintonia di intenti tra CE  e autore". Ricordiamoci che, tranne alcune rare eccellenze, l' opera prima di un esordiente vende mediamente 250 copie...

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@Appassionato: sinceramente non capisco cosa intendi con il tuo ultimo post, un contratto è un cotratto, e una volta firmato è vincolante, che tu sia esordiente o meno. Se Sanguy ha ritenuto ci fossero gli estremi scindere il contratto ha aftto bene a farlo, se tu invece hai ritenuto che la CE abbia onorato gli impegni hai fatto bene a rimanere con loro.

Per quanto venga fatto su piccola scala, sempre di un accordo commerciale stiamo parlando.

Poi, ripeto, lungi da me criticare Parallelo45, non ho avuto a che fare direttamente con loro ma mi sono sembrati seri, lo prova anche il fatto che siano venuti qui a spiegare le loro ragioni. L'unica cosa che secondo me dovrebbero chiarire è se la questione dell'editing del libro d Sanguy è stat un caso sfortunato oppure una loro scelta di prassi, in questo modo credo ognuno di noi abbia tutti gli elementi necessari per valutare se rivolgersi a loro o no.

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.

Hai perfettamente ragione, un contratto è un contratto, credo solamente che, comprensibilmente, i mezzi a disposizione in questo momento non permettano la perfezione. Ci si debba "accontentare" del massimo che la situazione permette.

Se poi tra le due parti si esaurisce un poco la magia, l' osmosi, la sintonia, diviene sempre più difficile trovare una soluzione soddisfacente. E diviene opportuno dividere le strade.

 

Chiedi se fanno editing o meno; io rispondo grigio, né bianco, né nero...

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beh, secondo me grigio non è soddisfacente.

come dice sempre mio padre: patti chiari amicizia lunga :)

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Ragazzi, a me pare che l'editore abbia già risposto. Intanto è importante fare una distinzione tra correzione bozze ed editing.

 

La correzione bozze viene fatta a "quattro occhi" con l'autore: 

 

E' verissimo che capitano refusi nei libri, per 2 motivi, il primo è tecnico e cioè la conversione da word a indesign spesso perde caratteri o corsivi o quant'altro.Per questo si invia il file "grezzo "impaginato all'autore, perchè ci dia un mano in termini di tempo ad eliminare cose che esistono sulla versione originale e nella nuova forma possono perdersi.Il secondo è semplicemente una questione di lavoro, sicuramente posso sbagliare o non vedere un errore, quando avremo guadagnato abbastanza pagheremo qualcuno che lo faccia al posto nostro e soprattutto faccia solo quello.

Si chiede sempre la collaborazione assieme alla pazienza.Altra cosa da valutare nella seconda tiratura del libro viene corretta ciò che era sbagliata nella prima......errare è umano

 

Il fatto di non svolgere un editing vero e proprio, può piacere o non piacere, ma anche in questo caso mi pare che abbiano espresso il loro modus operandi:

 

Evitando poi di mettere le mani nel testo del libro che aveva alcune parti da revisionare, il tutto per rispetto all'autore...nel senso di non stravolgerne il contenuto.Ma per dargli la possibilità di avere consensi e critiche e quindi migliorare nel prossimo scritto.Con gli esordienti penso sia giusto lavorare in questo modo.

 

Dico la mia: è molto probabile che potendo scegliere tra la moltitudine di manoscritti che ricevono (su circa 1000 all'anno ne pubblicano una quarantina, alcuni dei quali arrivano già 'editati' dalle agenzie), prediligano quei testi che a loro modo di vedere non abbiano bisogno di revisioni strutturali.

 

Per molti questa cosa può essere un limite, per altri no. Dipende dai punti di vista. Certo è che per fare un edting fatto bene (perchè se invece si fa una cosa tanto per fare è peggio) bisognerebbe lavorare minimo un mese su ogni manoscritto ed evidentemente le risorse per fare questo ad oggi non ci sono.

 

Per quanto mi riguarda io sono un caso un po' anomalo in quanto avevo già svolto un lavoro di editng (insieme a un editor professionista) sul mio libro prima di presentarlo alle case editrici, perchè, a prescindere dal fatto se avrei pubblicato o meno, m'interessava migliorare alcuni aspetti della mia scrittura (e difatti l'esperienza si è rivelata esaltante). Quindi quando sono andato nella sede della casa editrice a incontrare i ragazzi di Parallelo45 l'ho fatto presente e insieme abbiamo convenuto che il testo andava bene così...

Se poi parliamo di refusi nel mio libro non ce ne sono :saltello:

Spero di essere stato utile. Ciao

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E io ripeto: l'editore qui ha fatto capire che l'editing non viene fatto, ma nel contratto incollato da Sanguy c'è scritto tutt'altro.

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Nel contratto stipulato dalla CE c'è scritto XYZ. La CE ha però adempiuto a XY, tralasciando Z.

 

Io, altro autore, perché dovrei fidarmi di questa CE? Perché dovrei mandarle il mio romanzo e firmare un contratto? Queste due domande sono per la CE (data la loro presenza nel forum). Sono domande assolutamente neutrali, non voglio accusarla né criticarla.

 

A me interessa sapere, in maniera chiara e diretta, perché apparentemente non abbiano svolto l'editing, incluso nel contratto. Il loro punto di vista, in pratica.

 

Per essere chiari, il problema qui non è se svolgano o meno l'editing. Il problema è che nel contratto c'è scritto che avrebbero fatto una cosa che, dati alla mano, sembrerebbero non aver fatto. Poteva trattarsi di qualunque cosa.

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E io ripeto: l'editore qui ha fatto capire che l'editing non viene fatto, ma nel contratto incollato da Sanguy c'è scritto tutt'altro.

Ripetilo pure quanto vuoi, ma non vedo cosa c'entra col mio intervento.

Io non sono entrato nella questione contrattuale tra Sanguy e la casa editrice... non faccio l'avvocato di nessuno e non sono parte in causa. Ho solo risposto a Yattaman e a quelli che domandavano maggiori chiarimenti riguardo la questione editing, in generale. E l'ho fatto esclusivamente nell'ottica di fornire un contributo in più a quegli autori che volessero proporre la propria opera all'editore. Se però il fatto di condividere un'esperienza personale concreta non interessa e tutto il discorso ruota esclusivamente attorno alla vicenda contrattuale di Sanguy, be', allora è anche inutile che io prosegua.

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@lapidus: ogni intervento relativo a un'esperienza con la suddetta CE, positivo o negativo, può essere utile per conoscerla e comprenderla meglio. Credo però che Feleset si riferisse alla prima parte del tuo post.

 

Hai sottolineato un discorso che la CE ha scritto in precedenza, ma di fatto non hai chiarito nulla: lì la CE sembrerebbe dire che l'editing vero e proprio non lo fa, ma nel contratto di Sanguy c'è scritto che lo fa. Quindi lo fa o non lo fa?

Ciò che io e (credo) gli altri vogliamo è una risposta chiara, netta e concisa da parte della CE, che da un lato spieghi come stiano sul serio le cose e dall'altro motivi perché non ha adempiuto a tutto il contratto.

 

Personalmente, desidero che a rispondere al quesito sia solo ed esclusivamente la CE; non per presunzione, ma perché penso che solo lei possa darmi una risposta concreta e soprattutto affidabile.

 

Nessuno ha detto di non essere interessato alla tua condivisione. Se però pensi che sia così e che sia inutile intervenire ancora, tranquillo, non ne avremo a male.

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Vediamo un pò i punti di vista: sono uno scrittore esordiente, dalla mia ho il talento (presunto) e la mia opera. Voglio solo CE non a pagamento; mi piacerebbe una risposta, che sia sì o no, e se possibile entro 12 mesi. Non ho intenzione di tirare fuori un euro (giustamente), al massimo posso sbattermi per cercare di promuovere il libro. Non sono disposto a eccettare un editing eccessivo (altrimenti viene stravolto il mio stile), ma caspita, un editing deve essere fatto (c'è scritto sul contratto). Desidero date certe, una distribuzione seria, risposte veloci e sincere, belle copertine, impaginazione degna e via dicendo ... questo è quanto si evince nei vari forum ... (non da Sanguy, la mia polemica non è assolutamente nei suoi confronti ... ha vissuto la sua scelta e se si era rotto l' incantesimo ha fatto benissimo a seguire il cuore).

 

Allo stesso modo dal web si estrapola che casualmente le grosse CE non ci rispondono,

che le piccole appena nate con entusiasmo iniziano a seguirci, per poi essere sepolte da manoscritti e  iniziare a essere accusate di aver cambiato registro,

che gli unici che danno continuamente feedback, sono guarda caso quelli che vogliono solo spennarci...

 

P.s. sul prossimo contratto, fossi una CE, scriverei che si impegnano a effettuare editing non solo grammaticale, nei modi e tempi ritenuti opportuni ... (cos'è nero o bianco?)

 

Scusate lo sfogo, mò smetto di tormentare ...

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come dicevo qualche post fa quello che conta è l'intesa tra CE e autore.

 

Ci sono CE che non amano fare l'editing e autori che non amano essere editati. Se entrambi incontrano lettori che amano libri non editati, il matrimonio (o fose il triangolo) è perfetto.

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@black

 

 Credo però che Feleset si riferisse alla prima parte del tuo post.

Nella prima parte (e nemmeno nel seguito) non ho fatto alcun riferimento alla diatriba contrattuale tra Sanguy e Prallalelo45, quindi continuo a non trovare il senso della cosa

 

Hai sottolineato un discorso che la CE ha scritto in precedenza, ma di fatto non hai chiarito nulla

In realtà proprio da ciò che ho evidenziato si comprende in maniera limpida e cristallina il modus operandi dell'editore, peraltro chiarito dall'editore stesso

 

Ciò che io e (credo) gli altri vogliamo è una risposta chiara, netta e concisa da parte della CE, che da un lato spieghi come stiano sul serio le cose e dall'altro motivi perché non ha adempiuto a tutto il contratto.

 

Personalmente, desidero che a rispondere al quesito sia solo ed esclusivamente la CE; non per presunzione, ma perché penso che solo lei possa darmi una risposta concreta e soprattutto affidabile.

Quindi se l'editore (che in questi giorni sta preparando la fiera di Roma) non intervenisse più, la testimonianza degli altri utenti non interessa? Forse a te no, ma magari a qualcun altro invece sì. Il forum di solito funziona così...

 

Nessuno ha detto di non essere interessato alla tua condivisione. Se però pensi che sia così e che sia inutile intervenire ancora, tranquillo, non ne avremo a male.

Anche qui ti arroghi il diritto di parlare a nome di tutti

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@lapidus.


In realtà proprio da ciò che ho evidenziato si comprende in maniera limpida e cristallina il modus operandi dell'editore, peraltro chiarito dall'editore stesso

 

 

Il problema però è che il modus operandi della CE di cui parli contraddice il contratto. Alla luce di questo, è mio desiderio avere una visione più chiara della situazione.


Quindi se l'editore (che in questi giorni sta preparando la fiera di Roma) non intervenisse più, la testimonianza degli altri utenti non interessa? Forse a te no, ma magari a qualcun altro invece sì. Il forum di solito funziona così...

 

 

 

1) Ho iniziato il mio precedente post dicendo "ogni intervento relativo a un'esperienza con la suddetta CE, positivo o negativo, può essere utile per conoscerla e comprenderla meglio." Questo in risposta al tuo post, in cui affermavi che le testimonianze potrebbero non interessare e che tutto il discorso potrebbe girare attorno alla questione del contratto. Adesso, dopo averti detto che non è così, stai dicendo lo stesso a me. Te lo chiedo con sincerità, hai letto quello che ho scritto?

 

2) Che io sappia, il "personalmente" e l'utilizzo della prima persona singolare indicano che sto parlando a mio nome. E ripeto, le testimonianze e tutto il resto sono utili e ben accette; per quanto riguarda la questione editing, però, non penso abbia molto senso continuare a ripetere le stesse cose, se alla fine non si chiarisce nulla. Lo chiedo di nuovo, hai letto quello che ho scritto?

 

 

Anche qui ti arroghi il diritto di parlare a nome di tutti

 

 

Non sono e non penso di essere nessuno per prendermi questo diritto. Non l'ho mai pensato.

Qualcuno ha detto di non essere interessato alla tua condivisione? No. E' un dato di fatto, non lo sto inventando io.

Ti riferisci a quel "non ne avremo a male"? Sul serio? A me pare che tu ti stia dando troppa importanza...

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@black

 

Il problema però è che il modus operandi della CE di cui parli contraddice il contratto. Alla luce di questo, è mio desiderio avere una visione più chiara della situazione.

 

Ho capito che tu vuoi che l'editore chiarisca il contratto ed è un tuo desiderio legittimo. Nel frattempo io posso parlare di altro (ossia ciò che avviene poi nella realtà dei fatti) e andare oltre o finchè non si chiarisce questo punto siamo fermi? Ripeto: magari a qualcun'altro che non sei tu può anche interessare.

 

1) Ho iniziato il mio precedente post dicendo "ogni intervento relativo a un'esperienza con la suddetta CE, positivo o negativo, può essere utile per conoscerla e comprenderla meglio."

E' vero, hai iniziato così, ma poi hai concluso in questo modo:

 

Personalmente, desidero che a rispondere al quesito sia solo ed esclusivamente la CE; non per presunzione, ma perché penso che solo lei possa darmi una risposta concreta e soprattutto affidabile.

Quel solo ed esclusivamente significa che degli altri pareri evidentemente t'importa poco.

 

2) Che io sappia, il "personalmente" e l'utilizzo della prima persona singolare indicano che sto parlando a mio nome.

 

Se però poi dici:

 

Ciò che io e (credo) gli altri vogliamo è una risposta chiara, netta e concisa da parte della CE, che da un lato spieghi come stiano sul serio le cose e dall'altro motivi perché non ha adempiuto a tutto il contratto.

 

mi pare che tu qui stia parlando al plurale.

 

Cosa che fai anche qui:

Se però pensi che sia così e che sia inutile intervenire ancora, tranquillo, non ne avremo a male

 

 

Sul fatto che io mi stia dando troppa importanza (perchè poi? perchè ti ho risposto? perchè ho postato il mio contributo?) mi viene da ridere :asd:

 

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@lapidus.

 

Ho capito che tu vuoi che l'editore chiarisca il contratto ed è un tuo desiderio legittimo. Nel frattempo io posso parlare di altro (ossia ciò che avviene poi nella realtà dei fatti) e andare oltre o finchè non si chiarisce questo punto siamo fermi? Ripeto: magari a qualcun'altro che non sei tu può anche interessare.

 

 

Ho mai detto il contrario?

 

 


 

Quel solo ed esclusivamente significa che degli altri pareri evidentemente t'importa poco.

 

 

La frase va presa nel suo contesto. Se dico che le condivisioni sono utili, è perché penso che sono utili. Se poi dico che riguardo al problema dell'editing, a mio parere, solo l'editore può dare risposta certa, è perché credo che non serva a nulla ripetere cose già dette o lanciare ipotesi. Magari prossime alla verità, ma sempre d'ipotesi si tratta.


mi pare che tu qui stia parlando al plurale.

 

 

 

 

Oltre ad aver messo quel credo tra parentesi, che serve a distinguere la parte certa (l'io) e la parte di cui posso dare solo il mio pensiero (gli altri), in quella frase ho riassunto i dubbi espressi sia da me che da altri utenti nei post precedenti. Se noti, il solo ed esclusivamente l'ho inserito nel periodo successivo, quello in cui parlo "solo ed esclusivamente" di me.

 

Cosa che fai anche qui:

 

 

 

 

E' atto di presunzione pensare che in un forum civile nessuno si offenderà se un utente smette di postare? Ti chiedo scusa, io la penso diversamente.

 

Sul fatto che io mi stia dando troppa importanza (perchè poi? perchè ti ho risposto? perchè ho postato il mio contributo?) mi viene da ridere :asd:

 

 

Allora a ridere siamo in due  ;)

 

Comunque, stiamo andando OT. Se vuoi rispondere fai pure, io eviterò di continuare questa discussione ancora per le lunghe. Il mio punto di vista l'ho dato, se non t'aggrada m'accontenterò d'averci provato.

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Gli ho inviato il manoscritto ieri sera, questa mattina mi hanno risposto ringraziandomi e chiedendomi di aspettare qualche settimana per la lettura. Sono stati gentili. Mah... Speriamo...

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scusate. So per certo che un editor di una piccola CE (quasi sempre sono free lance) prende 1,5 euro a cartella di 1800 battute. Se un romanzo come il mio avesse richiesto un editing sarebbe costato alla CE 500 o 600 euro! A questo punto la mia domanda è: un autore non rilegge il proprio romanzo, controllandolo almeno 3 o 4 volte prima di mandarlo? Non lo fa leggere a qualche amico sufficientemente preparato da cogliere eventuali errori, refusi, contraddizioni? Un autore prima di scrivere non si informa negli appositi forum sulle regole che disciplinano in letteratura la punteggiatura, i dialoghi, ecc.?

Il mio primo (e per ora unico) romanzo, ho iniziato a mandarlo a varie case editrici dopo averlo riletto interamente 6 (dico 6!) volte. E ogni volta ci trovavo qualche  imperfezione. Contemporaneamente altre due persone, entrambi giornalisti, lo hanno letto due volte. Insomma, un autore esordiente deve impegnarsi affinché una piccola casa editrice possa fare il proprio lavoro bene e in fretta, perché in caso contrario rallenta non solo sé stesso, ma anche tutti gli altri. 

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@beatrice_baj: Quello che dici è corretto, ma non ho capito a cosa ti riferisci. Se si tratta della questione di Sanguy, il problema sta nel fatto che la CE, nel contratto, ha specificato fra i vari punti che avrebbe eseguito un lavoro di editing.

 

Che un autore debba mandare il proprio manoscritto dopo averlo ripulito da imperfezioni e sbavature è giustissimo; spesso però ci sono imperfezioni che noi autori non riusciamo a cogliere nei nostri lavori, per quanto sia possibile leggere e rileggere. Tu stessa hai detto di averlo riletto sei volte e di trovarci imperfezioni ogni volta. Qualche svista capita sempre, l'editing serve proprio a questo.

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Certo che la CE deve fare un editing prima della stampa, ma il punto è: quanto complesso sarà questo editing? Se si tratta solo di piccoli refusi, spazi, punteggiatura... ma se nel testo ci sono errori macroscopici, contraddizioni, ripetizioni? Conviene alla CE investire 500 euro solo per ripulire un libro che magari venderà un centinaio di copie? La mia convinzione è che se un editore si rende conto che un testo ha poche possibilità di vendite e richiede eccessivo lavoro per renderlo "presentabile", possa prender tempo proprio perché l'operazione è commercialmente in perdita. Domanda a tutte le CE: ma dalla sinossi e dalle prime 10 pagine non vi rendete conto delle possibilità e delle difficoltà di un operazione editoriale?

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@Beatrice: sistemare refusi, spazi, punteggiatura non è editing, è correzione di bozze; l'editing lavora sulle frasi che non funzionano, le cose da elmiminare o da riscrivere in modo più chiaro, la coerenza, ecc.

La correzione di bozze mira ad avere un libro senza errori, l'editing un libro scritto meglio.

Se una casa editrice si rende conto che un testo ha poche possibilità, semplicemente non mi propone un contratto, se invece il contratto mi è stato proposto è dovere (nonché vantaggio) della casa editrice attuare tutte le azioni necessarie a rendere l'opera migliore possibile.

Non è una preoccupazione dell'autore curarsi del rientro commerciale della C.E., se nel contratto è previsto l'editing, l'editing va fatto, e va fatto a regola d'arte.

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Conviene alla CE investire 500 euro solo per ripulire un libro che magari venderà un centinaio di copie?

se un editore è convinto che un libro venderà a fatica un centinaio di copie è meglio che non lo pubblichi. Poi può essere che di copie ne venda 10, ma nel momento in cui decidi di pubblicare un libro ci devi credere.

L'editing non è una scienza esatta, i refusi possono scappare sempre e si può scegliere di non cambiare troppo lo stile di un autore. Io questo lo capisco benissimo. Ma la CE deve in qualche modo operare un filtro, deve avere interesse a farlo. 

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prof, tu hai perfettamente ragione, ma ciò che intendevo dire e che probabilmente non sono riuscita ad esprimere è: se io mi rendo conto di errori o incongruenze rileggendo per la 6a volta il mio romanzo (che conosco alla perfezione), non ritieni sia possibile che anche la CE si sia resa conto solo dopo aver proposto il contratto che il prodotto non era pronto per il mercato? Guarda che non li giustifico, semplicemente cerco di capire le ragioni di un comportamento apparentemente scorretto (e forse non solo apparentemente)

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scusa Beatrice, ma una CE che decide di pubblicare un libro e solo dopo si accorge che non era pronto per la pubblicazione è come uno chef che cucina e solo dopo si accorge che ha sbagliato ricetta o che gli ingredienti non erano freschi.

A questo punto preferisco pensare a un cuoco che dice: la mia è solo una trattoria, i clienti tanto sono affezionati e mangiano qualsiasi cosa, per cui si pigliano quello che passa il convento e andare.
Almeno c'è della consapevolezza in quello che si fa.

 

Il problema però, tornando alla questione, è cosa metto nel menù (leggi contratto)

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No, non può rendersene conto dopo aver proposto il contratto perché ne va della sua professionalità.

Le C.E. si prendono tutto il tempo che vogliono per valutare un romanzo, quindi quando ti propngono il contratto devono avere bene in mente cosa succederà al libro, quanto credono che venderà, quanto editing ci andrà fatto e quanto spingere sulla promozione.

l'errore di valutazione ci può essere sempre, si chiama rischio di impresa, ma comunque una volta vincolati dal contratto è dovere di entrambe le parti coinvolte lavorare al meglio perchè il libro venda il maggior numero possibile di copie.

Nel caso, nonostante tutti gli sforzi il libro non venda, la C.E. avrà subito una (accettabile) perdita e il contratto alla sua scadenza non verrà più rinnovato

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Sapete quali sono i tempi per una risposta? Sulla mail di conferma della ricezione c'e' riportato qualche settimana, ma è un po' vaga come indicazione.

Grazie.

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Rispondo perché chiamato in causa. Beatrice mille e mille volte l'ho riletto tanto da leggere con la memoria e non trovare più gli errori, ciascuno ha i suoi limiti per questo è necessario un editing esterno. Per il resto ti hanno risposto gli altri meglio di quanto possa fare io.

 

Faccio presente che Sabato scorso ho presentato io ad una fiera a Bologna un libro della Parallelo al posto dell'autore malato (mio amico) questo lo scrivo perché continuo a dire che non ho nulla contro di loro solo idee differenti su come le cose dovevano andare per funzionare.

 

In bocca al lupo a tutti.

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